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(AGI) – Palermo, 18 lug. – “Prevalenti ragioni di ordine etico e morale”. E’ il cuore della lettera con la quale Lucia Borsellino spiego’ le sue dimissioni da assessore alla Salute, e richiamata dal fratello Manfredi nel corso del suo atto d’accusa oggi pomeriggio al Palazzo di giustizia di Palermo davanti al capo dello Stato Sergio Mattarella. Secondo Manfredi, quella lettera, “che ha prodotto un silenzio sordo da parte delle istituzioni, regionali in particolare”, “gia’ diceva tutto. Andrebbe riletta tante volte, indipendentemente dalle indiscezioni giornalistiche dei giorni successivi e fino a oggi”. “Ragioni di ordine etico e morale”, scriveva dunque Lucia – che se la prendeva anche con l’antimafia di facciata – “sempre piu’ inconciliabili con la prosecuzione del mio mandato”. Un scelta assunta dopo l’arresto per truffa al sistema sanitario regionale del primario Matteo Tutino, medico personale di Rosario Crocetta. “Questa mia determinazione, della quale mi assumo ogni e piena responsabilita’ – spiegava l’ex assessore – interviene a seguito di riflessione tanto meditata e di non facile maturazione, quanti sono stati lo spirito di servizio e l’abnegazione con i quali ho accolto e, credo, condotto il prestigioso incarico da lei conferitomi”. “Il senso di questo impegno, per il valore morale e civico che porta in se’, continua a pervadermi ma non mi consente, da questo momento, di proseguire ad onorarlo quale componente del governo regionale”. Quindi l’espresso richiamo all’arresto di Tutino: “Non posso non manifestare il rammarico conseguente alla lesione che fatti come questo determinano inevitabilmente all’immagine dell’istiutuzione sanitaria e dell’intera Regione siciliana, adombrando il lavoro di tanti operatori e professionisti che profondono quotidianamente il proprio impegno con onesta’ e correttezza nell’esclusivo interesse pubblico. Fatti come questi determinano altresi’, in un settore come quello della sanita’ contrassegnato da vicende che in un recentissimo passato ci hanno consegnato l’immagine di un sistema di malaffare, un grave danno”. (AGI)

(AGI) – Palermo, 18 lug. – “So benissimo che significa gestire un mondo come quello della sanita’ siciliana. Per questo ho chiamato lei alla guida dell’assessorato. Con lei ho condiviso il calvario e la sofferenza che derivano dallo scontrarsi con certi interessi. E non l’ho mai lasciata sola. Condividendo con lei questa difficile battaglia”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta, dopo il duro intervento di Manfredi Borsellino, che ha contestato la “sordita’ delle istituzioni, soprattutto regionali”, e la solitudine e il calvario della sorella, costretta “da un anno” a portare la “croce” delle ostilita’ e delle offese. (AGI)

(AGI) – Dolo (Ve), 18 lug. – “E’�demenziale penalizzare le localita’ di mare. Bisogna avere dei problemi, a meno che il governo non voglia alimentare scontro sociale: vuole far arrabbiare cittadini e ci sta riuscendo”. Cosi’ Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, a Dolo, nel veneziano, ha parlato della situazione ad Eraclea Mare, centro balneare della provincia dove si sta recando e dove circa 250 migranti sono ospitati in un residence fra le proteste dei cittadini. “Ringrazio i cittadini che stanno alzando la testa in tante citta’”, ha concluso. (AGI)

(AGI) – Palermo, 18 lug. – “Mia sorella non puo’ parlare. Non vuole per adesso parlare. Non credevo che la figlia piu’ grande di mio padre, Lucia, con cui lui viveva in simbiosi, dopo 23 anni dalla morte di mio padre, dovesse vivere un calvario simile a quello di mio padre. Nella stessa terra. Io non posso entrare per le mansioni che ricopro nel merito delle indiscrezioni giornalistiche che indipendentemente dalle verifiche sull’attendibilita’, avranno turbato tutte le persone dentro e fuori quest’aula. Che non hanno turbato, pero’, l’interessata, mia sorella Lucia. Che da oltre un anno – Lucia e’ talmente garbata col mondo intero – era consapevole del clima di ostilita’, delle offese che le venivano rivolte solo perche adempiva al proprio dovere. Sono corsi e ricorsi drammatici, considerando chi stiamo commemorando oggi. Non sara’ la veridicita’ o l’autenticita’ di una singola intercettazione telefonica che consentira’ a tutti i siciliani onesti di conoscere lo scenario drammatico in cui mia sorella e’ stata costretta adoperare in uno dei rami piu’ delicati dell’amministrazione regionale. Lucia ha portato la croce perche’ voleva la sanita’ libera e felice. E’ rimasta, fino al 30 giugno, per amore di giustizia”. Lo ha detto, nel corso di un intervento non previsto dal programma, un commosso Manfredi Borsellino, nel corso delle celebrazioni per la strage di via D’Amelio, al palazzo di giustizia. Manfredi – commissario della polizia di stato – ha detto di essere presente oggi per il grande rispetto che nutre nei confronti del capo dello Stato a cui si e’ rivolto in un messaggio a “cuore aperto”. “Signor presidente della Repubblica come le ho anticipato nel nostro incontro privato sono qui per lei, non era prevista ne’ forse la mia presenza in questa aula oggi ne’ il mio intervento che rischia di far saltare la scaletta”. A sorpresa il Manfredi e’ nell’aula magna e si rivolge al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Gia’ l’anno scorso ho tentato, ho provato a ricordare mio padre – ha proseguito – ricordare non commemorare, perche’ si commemorano i morti visto che io lo ritengo vivo. Non sono qui per ricordare o commemorare, lo faranno altri meglio di me senza commuoversi. Lei e’ tra questi, perche’ lei non solo ha il nostro stesso vissuto, e puo’ comprendere cosa io e le mie sorelle sa cosa stiamo vivendo. Ma lei e’ sempre stato un punto di riferimento per mio padre e la mia famiglia. Ho avuto l’onore e l’occasione di assistere per due volte a un colloquio telefonico con mio padre e ho sempre notato la reverenza , il grado di stima che provava nei suoi confronti. Siccome non voglio commuovermi, preferisco leggere un testo, parole importanti che e’ bene leggerle”. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha abbracciato Manfredi che commosso e determinato, poco prima era intervenuto, ha detto, “non per mio padre, ma per mia sorella”. (AGI) .

(AGI) – Rho (Milano), 18 lug. – Il Pd diventa il partito “taglia tasse” con una prima “sforbiciata” che arrivera’ gia’ dal 2016. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, lo ha annunciato durante l’Assemblea del Pd in corso a Expo, alla quale ha partecipato nella sua veste di segretario del partito.

Un intervento a 360 gradi in cui il premier ha toccato i temi dell’agenda di governo e quelli che riguardano piu’ da vicino la vita interna del partito. Ma la “notizia dei quotidiani di domani”, come lui stesso ha sottolineato, e’ “la sforbiciata alle tasse” che andra’ a cambiare la natura stessa del Partito Democratico: “Non sara’ piu’ il partito delle tasse, se mai lo e’ stato, ma diventera’ il primo partito d’Italia a tagliarle”. In questo ha aggiunto Renzi, “c’e’ un cambio nella natura del partito”.

Da qui al 2018, ha annunciato il premier, “dobbiamo rispondere a chi dice che facciamo le cose sull’onda delle emozioni del momento. Dobbiamo lavorare su debito, investimento e tasse”. Sul primo, non c’e’ dubbio: l’Italia continuera’ a rispettare i parametri di Maastricht, “e sara’ uno dei pochi Paesi europei a farlo”, anche dopo il 2016. Perche’ “non possiamo continuare ad andare al ristorante lasciando il conto da pagare a chi viene dopo”. Sul secondo punto, spiega ancora Renzi, “abbiamo 20 miliardi di euro sul tappeto e non li stiamo spendendo. Ne ho parlato con il ministro Del Rio – spiega il premier-segretario – . Abbiamo evidentemente uno squilibrio tra soldi stanziati e quelli che spendiamo. Ancora non siamo riusciti a fare questa inversione di tendenza. Ogni volta che vogliamo far partire un cantiere c’e’ qualcosa che lo blocca”.

Ed ecco il punto che ‘cambia il volto’ del Pd, le tasse: “Se faremo le riforme nel 2016, e le faremo, elimineremo noi, perche’ gli altri hanno solo fatto finta, la tassa sulla prima casa, l’Imu agricola e sugli imbullonati”. Dal 2016, quindi, “daremo una sforbiciata alle tasse che continuera’ anche nel 2017. Nei prossimi cinque anni faremo una operazione sulle tasse senza precedenti nella storia d’Italia, faremo una rivoluzione copernicana. Si parte – ha spiegato Renzi – da Irap e Ires. Si continuera’ nel 2018 con interventi sulle pensioni e sull’Irpef”.

Non e’ la sola trasformazione a cui il segretario vuole sottoporre il suo partito. Sbaglia, sottolinea Renzi, chi crede che in questo moemnto il Pd possa discutere di se stesso. “E’ il partito piu’ votato nella storia dell’Italia repubblicana, e’ il partito piu’ votato d’Europa” e questo costituisce una responsabilita’ enorme, di fronte alla quale “chi dice che dobbiamo parlare di noi dovrebbe cercare un po’ d’aria condizionata, perche’ e’ chiaro che e’ vittima del troppo caldo”.

Il Pd, abbandonando l’immagine del “partito dei musi lunghi e assumendo lo spirito dell’Unita’ e della Festa dell’Unita’, non solo come simbolo, ma come valore”, deve saper trascinare l’Italia finalmente fuori dall’auto commiserazione e auto flagellazione”. Certo, Grillo e Salvini sono degli avversari, cosi’ come e’ un avversario la sinistra radicale. Ma non di questi il Pd deve aver paura. Il nemico numero uno, dice Renzi, “e’ la paura stessa”. E la paura si sconfigge innanzitutto riappropriandosi della propria identita’ e dei propri valori. Vale per il partito, che puo’ dirsi di sinistra in quanto “ha riaperto le fabbriche” mentre altri volevano continuare “ad organizzare convegni sul lavoro”. E vale per l’Italia, che si trova a fare fronte alla minaccia del terrorismo, da una parte, e all’emergenza immigrati dall’altra.

“Dobbiamo restare umani. Se una bambina che ha l’eta’ di mia figlia muore durante una traversata si puo’ dire quello che si vuole, ma non permettiamo che i nostri figli pensino che, in cambio di qualche punto in piu’ nei sondaggi, abbiamo rinunciato alla nostra umanita’”, ha avvertito Renzi. L’Isis, ha aggiunto, “non riuscendo a farci morire come piace ai terroristi, cerca di farci vivere come piace ai terroristi: rannicchiati in noi stessi”. Per questo il premier sottolinea la necessita’ di riappropriarci “della nostra identita’, che non e’ il contrario dell’integrazione. La nostra cultura e identita’ sono il contrario della chiusura rozza e becera”.

Campione di questa “chiusura” e’, per il premier, Matteo Salvini. Il segretario della Lega e’ chiamato in causa piu’ volte nel discorso che ha aperto l’assemblea. “Ci sono tre avversari che ci stanno facendo paura: il populismo dei cinque Stelle, la sinistra radicale e la destra becera della Lega nord. Questi avversari a cui va il nostro rispetto, sono avversari politici che dobbiamo considerare per quello che sono. Ma guardiamoli e smettiamola di avere paura”, ha sottolineato il presidente del consiglio: “Sognavano Cameron, sognavano Sarkozy e si trovano Le Pen, sognavano la destra e si trovano Salvini…”. Stoccate anche a Grillo, che rilascia “interviste sulla Grecia dal suo buon ritiro in Costa Smeralda”, e al Movimento Cinque Stelle: “Non si utilizza il palcoscenico europeo per attaccare il nostro Paese”, ha spiegato Renzi per poi soffermarsi proprio sull’Europa, su quella che oggi e’ e su quella che Renzi vorrebbe diventasse: “L’Europa e’ considerata ormai matrigna: andare in Europa non deve essere solo andare in quel trite palazzo delle istituzioni europee. Andare in Europa deve voler dire camminare per le sue strade e visitare i suoi musei”.

Per superare questo strisciante anti europeismo, il premier fa sua la proposta del Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: “Ho ricevuto un sms da Nicola Zingaretti, mi diceva che come Pd dovremmo fare una iniziativa sull’Europa a Ventotene, li’ dove tutto e’ cominciato. Mi sembra un’ottima idea nella quale dovremmo coinvolgere tutto il Pse”. (AGI)

(AGI) – Rho (Milano), 18 lug. – “Il Pd non sara’ piu’ il partito delle tasse, se mai lo e’ stato. Sara’ il primo partito in Italia a ridurle. Su questo c’e’ un cambio di identita’ del Pd”. Lo ha detto il presidente del consiglio e segretario del Pd, Matteo Renzi, all’assemblea del partito. “Dobbiamo rispondere a chi dice che facciamo le cose sull’onda dell’emozione del momento. Da qui al 2018 dobbiamo lavorare su debito, investimenti e tasse”.

 ”Dal 2016 daremo una sforbiciata alle tasse che continuera’ anche nel 2017. Nei prossimi cinque anni faremo una operazione sulle tasse senza precedenti nella storia d’Italia, faremo una rivoluzione copernicana. Si parte – ha spiegato Renzi – da Irap e Ires. Si continuera’ nel 2018 con interventi sulle pensioni e sull’Irpef”.

 ”Gli ottanta euro non sono stati una mancia elettorale come qualcuno ha detto”, ha aggiunto il presidente del consiglio, perche’ “gli italiani li hanno ricevuti dopo le elezioni”. “Abbiamo 20 miliardi di euro sul tappeto e non li stiamo spendendo”. Il premier parla di debito, sul quale non vuole “colpi a sorpresa”, di investimenti e infrastrutture. “Ne ho parlato con il ministro Del Rio – spiega il premier-segretario – . Abbiamo evidentemente uno squilibrio tra soldi stanziati e quelli che spendiamo. Ancora non siamo riusciti a fare questa inversione di tendenza. Ogni volta che vogliamo far partire un cantiere c’e’ qualcosa che lo blocca”. “Rivolgero’ formalmente un appello a tutte le forze politiche, chiedendo un tavolo di lavoro congiunto in modo che si possa avere una condivisione e non utilizzare le questioni di sicurezza nazionale per far prevalere una discutibile ansia interna”. Renzi invita tutti i partiti a essere uniti contro il terrorismo internazionale. “Vorrei che da qui il Pd lanciasse un appello alle altre forze – ha detto il premier-segretario – Continuiamo a litigare su tutto, discutiamo di bilancio e di altro, ma scegliamo un terreno comune laddove si deve rispondere al terrorismo internazionale”. “Dobbiamo restare umani. Se una bambina che ha l’eta’ di mia figlia muore durante una traversata si puo’ dire quello che si vuole, ma non permettiamo che i nostri figli pensino che, in cambio di qualche punto in piu’ nei sondaggi, abbiamo rinunciato alla nostra umanita’”. (AGI) .

(AGi i) – Rho (Milano), 18 lug. – “I numeri di queste settimane, sono spesso oscurati dalla gran cassa del disfattismo cosmico che coglie gran parte della comunicazione. Ma se elenco i numeri crudi della realta’ vediamo che il primo trimestre e’ positivo, che i mutui crescono”. Matteo Renzi in apertura del suo discorso all’assemblea nazionale del pd di Milano sottolinea le notizie positive arrivate da Bankitalia e sull’aumento dei mutui concessi. “Questo lavoro e’ frutto del lavoro del pd e dei suoi alleati” rimarca Renzi. “A chi diceva che questo Paese doveva voltarsi al solo turismo ricordiamo che la produzione industriale e’ cresciuta del tre per cento. Questo lavoro e’ il frutto dell’azione del Pd e dei suoi alleati. Se pensiamo di dire il merito a fattori esterni dobbiamo avere il coraggio di entrare nel tema dell’economia”.

“Nella scorsa assemblea qualcuno accuso’ la segreteria e il segretario di aver fatto un patto con Berlusconi. Ho detto che non avremmo permesso a Berlusconi di fare il king maker dell’elezione del presidente della Repubblica. Lo abbiamo fatto”. Ha aggiunto Renzi.

“Il tempo, cantava il poeta, e’ galantuomo”, ha chiosato. “Ci sono stati dei no all’interno del nostro partito che ci hanno ferito, ma le riforme le abbiamo fatte. Perche’ la politica che non decide non fa il suo mestiere”.

Matteo Renzi ricorda anche le sfide che il partito si era prefisso sette mesi fa durante l’ultima assemblea del Pd. E parla di tante cose fatte da una “politica che decide”. “Sette mesi fa eravamo preoccupati dal fatto che le riforme potevano essere bloccate nella palude. Adesso grazie a quelle riforme l’economia si e’ messa in moto. E dobbiamo andare avanti, fare un salto di qualita’”. E’ uno dei messaggi di Matteo Renzi all’assemblea del Pd in corso a Expo, davanti una platea di mille delegati. 

Whirpool

“Venerdi’ 24 a Palazzo Chigi gli operai di Whirpool entreranno a firmare l’accordo che salvera’ quella azienda”. Lo ha detto il presidente del Consiglio e segretario del Pd, Matteo Renzi. (AGI)

(AGI) – Rho (Milano), 18 lug. – Stefano Boeri potrebbe candidarsi per la poltrona di sindaco di Milano. E’ lo stesso ex assessore alla cultura a ventilare l’ipotesi. A margine dell’assemblea nazionale del Pd, Boeri ha sottolineato di non aver “mai smesso di pensare a Milano. Si puo’ essere impegnati in politica sia in modo formale che informale. Se un giorno ci dovessero essere le condizioni, potrei tornare ad avere un ruolo”. A chi chiedeva, quindi, se pensa di candidarsi, Boeri ha risposto: “al momento non lo escludo”. Quanto alle primarie, l’ex assessore ha chiarito che si tratta di un tema che non lo “appassiona”. .

(AGI) – Trieste, 18 lug. – Su quanto avvenuto in Grecia “Draghi ha saputo tenere la barra dritta convincendo anche i Paesi piu’ riottosi, in particolare il Nord Europa. Quello che mi ha colpito e’ che fossero contrari ad esprimere solidarieta’ i Paesi del nuovo ingresso, come Lituania, Estonia ed altri: e’ il segnale che bisogna veramente costruire l’Europa”. Lo ha detto la vicesegretaria nazionale del Pd e presidente del Fvg Debora Serracchiani a margine della Festa dell’Unita’ in Friuli. “Questi Paesi – spiega – sono entrati in Ue ma non aspirano a quei valori che in qualche modo i Paesi fondatori hanno messo dentro ai trattati europei e al lavoro che e’ stato fatto in tanti anni”. Per Serracchiani “c’e’ ancora molto da fare. Bisogna davvero realizzare una Europa piu’ politica, solidale e anche in grado di affrontare le grandi sfide mondiali perche’, onestamente, abbiamo capito che da soli i singoli Stati non e’ che vadano molto lontano. Se continuano, viceversa, a costruire un progetto comune – conclude – quando si confrontano con gli Usa piuttosto che con l’Asia, gli effetti sono diversi”.

“Tsipras intanto ha mantenuto la stabilita’ di Governo che, considerato quello che era accaduto, non e’ un brutto segnale”. Lo ha detto la vicesegretaria nazionale del Pd Debora Serracchiani riferendosi al rimpasto deciso nel governo greco da Alexis Tsipras dopo la spaccatura seguita all accordo con i creditori. “Inoltre – aggiunge – si e’ impegnato a fare le riforme: ora deve farle e farle in fretta anche perche’ credo onestamente che sia l’ultima chance che e’ rimasta al Paese. Mi auguro per i cittadini greci – conclude Serracchiani – che si riesca a sbloccare la situazione e che con i fondi ponte che sono arrivati riescano a cominciare a vivere”. (AGI)

(AGI) – Roma, 18 lug. – “Ora apriamo la discussione, seria e civile, tra noi. A settembre si decide e nel 2016 il referendum!”. Lo scrive il premier Matteo Renzi su L’Unita’, nella rubrica dedicata ai lettori, rispondendo alle lettere inviategli sul quotidiano, in merito all’iter delle riforme costituzionali. A un altro lettore, Renzi replica in merito al duplice ruolo di presidente del Consiglio e segretario del Pd: “Per me il premier e’ anche segretario, come in quasi tutti i Paesi europei. Ne parleremo verso il Congresso 2017”. .

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