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Roma – Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, discuterà con la Cancelliera tedesca Angela Merkel "del comportamento della Germania, per cui tutte le iniziative della Ue cominciano con un incontro bilaterale con la Francia. Sarei grato, se Angela e Francois potessero risolvere tutti i problemi, ma questo non va. Ad esempio sui migranti, non basta se Angela chiama prima Hollande e poi Juncker, e io vengo a sapere tutto dalla stampa". Renzi ha rilasciato una intervista a Joerg Bremer della Frankfuerter Allgemeine.

Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha mostrato "una faccia arrabbiata" quando la Frankfuerter Allgemeine gli ha chiesto delle statue oscurate in Campidoglio durante la visita del Presidente iraniano Rohani. E' lo stesso Joerg Bremer a scriverlo, nell'articolo che vera' pubblicato domani sulla Faz in prima pagina taglio basso.

Libia – Un sostegno militare potra' essere dato solo "ad un Governo libico riconosciuto a livello internazionale. L'Italia e' pronta, perche' non possiamo permettere il terrore in un Paese che è a poche miglia nautiche dall'Europa". Lo dice il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi,al 'Frankfuerter Allgemeine'. L'Italia sara' sola? "Non credo che l'Italia rimarrebbe da sola, farebbe la sua parte nell'ambito di una operazione internazionale".(AGI)

(27 gennaio 2016)

Roma – L'antisemitismo c'è ancora, magari rivestito di antisionismo, come ci sono ancora odio e fanatismi che spargono sangue. Ecco dunque la necessità di ricordare e riflettere, nel Giorno della memoria. Sergio Mattarella ospita al Quirinale la cerimonia di ricordo della Shoah e non nasconde le responsabilità del nostro Paese in quella tragica stagione. Il capo dello Stato accoglie nel salone dei Corazzieri il presidente dell'Unione delle comunità ebraiche Renzo Gattegna, alcuni reduci dai campi di concentramento come Sami Modiano, i ragazzi delle scuole e il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini per ricordare, in un discorso che a tratti è parso da storico, gli snodi fondamentali che portarono all'Olocausto, il modo in cui anche l'uomo "più istruito e apparentemente civilizzato, se si lascia catturare dall'odio, dal fanatismo, da teorie aberranti" può essere "capace di orrori". Un "sonno della ragione" che obnubilò anche l'Italia. Colpiscono le parole quasi cronachistiche con cui, in un lungo passaggio, Mattarella ricorda come "neanche l'Italia, centro del Cristianesimo, culla del Rinascimento, patria di Dante, Leonardo e Galileo, fu immune dal virus razzista e antisemita". Certo la vastità della persecuzione in Italia fu inferiore a quella tedesca, ma i passaggi di quell'abiezione furono percorsi tutti, uno per uno. "Gli ebrei in Italia sono stati prima bollati come non italiani e, dunque, 'diversi'; subito dopo hanno dovuto subire discriminazioni di carattere scolastico, professionale, economico e politico. Sono stati quindi arrestati e portati nei campi di concentramento. Infine – ricorda il Presidente – deportati e, per usare la terribile espressione dei burocrati nazisti, liquidati".

Certo, ci sono stati molti italiani che hanno salvato cittadini ebrei, anche pagando in prima persona questa scelta, ma "questo numero, non esiguo non può far dimenticare l'onta delle leggi razziali. E soprattutto la circostanza che alla 'caccia all'ebreo' decretata dai nazisti in Italia, dopo l'8 settembre, parteciparono attivamente, con zelo e ferocia, tanti italiani. Tra la popolazione civile vi fu anche chi, se possibile ancor piu' spregevolmente, collaboro' alla cattura di ebrei in cambio di denaro". Un excursus crudo delle responsabilità italiane, non solo dei vertici ma anche dei singoli cittadini, senza parole autoassolutorie per il nostro passato. Un modo per mettere in guardia dai pericoli futuri. Perché l'uomo ha già mostrato di essere capace di tali orrori e Auschwitz "ci costringe a tornare sul ciglio dell'abisso a guardarvi dentro", è "un buco nero nella storia dell'umanità". Perche' "odio, fanatismo e aberrazioni purtroppo anche oggi spargono sangue innocente in tante parti del mondo". Perché "altri tipi micidiali di razzismo, di discriminazione, di intolleranza si diffondono attraverso il web, in maniera insidiosa e incontrollata". Mattarella si dice certo che "la forza dell'odio e dell'intolleranza non può prevalere, e non prevarrà, sulla civiltà e sul diritto".

Ricorda come la costruzione dell'Unione europea sia stata "la risposta politica, storicamente piu' importante, a tutto questo". E anche se "manifesta affanno di fronte a sfide nuove e impegnative" ci insegna che un nuovo nazionalismo non sara' la soluzione a queste sfide. Dunque "alzare muri e' un'illusione" e i nuovi nazionalismi sono "allarmanti". Ecco perche' ancora oggi, sollecita il Capo dello Stato davanti a una platea di giovani "meditare e tramandare" e' "l'autentico e irrinunziabile significato del Giorno della Memoria". (AGI) 

(27 gennaio 2016)

Roma – Finisce, come nelle previsioni, con la bocciatura delle mozioni di sfiducia e con una doppia serie di colpi da parte di Matteo Renzi: uno alle opposizioni che invita a continuare, sostanzialmente, a giocare con strumenti velleitari ("tenetevi le vostre polemiche, aggrappatevi al fango") mentre il governo "pensa al bene dell'Italia" e uno, piu' specifico, a Silvio Berlusconi cui manda ruvidamente a dire che la fila FI si vanno facendo al contempo, sempre piu' esigue ma anche affette da litigiosita' interna. Viene archiviata cosi' (178 no, 101 si', un astenuto, maggioranza 141 per la mozione FI-Lega; 174 no, 84 si', un astenuto, maggioranza 130 per quella M5S) la questione sfiducia nell'Aula di Palazzo Madama, con il presidente del Consiglio che difende Maria Elena Boschi da accuse di conflitto di interessi per il caso Etruria e che rivendica al governo di non guardare in faccia a nomi eccellenti o amici di amici. "Se volete mandare a casa il governo perche' ha fatto il decreto sulle popolari fatelo pure. Siamo orgogliosi di aver fatto una riforma che da 25 il Parlamento avrebbe dovuto fare", scandisce Renzi. La voce sale di tono quando afferma che "non c'e' alcun conflitto di interessi in questa vicenda ma solo il tentativo di aver salvato un milione di correntisti, settemila stipendi. Se volete mandarci a casa per questo, fatelo. Noi non avremmo mai distrutto pezzi di economia per fare una battaglia politica contro il governo. Prima delle vostre beghe di partito c'e' l'interesse dell'Italia e dovreste ricordarlo". Ridefinita la questione del contendere e lo schieramento in campo, il presidente del Consiglio passa a messaggi piu' direttamente mirati. Ai 5 Stelle, per esempio, cui ricorda che "in questo Paese chi sbaglia paga ma lo decidono i giudici, non voi, e dopo i tre gradi di giudizio". E non "il quartogrado che non e' il Blog dell'Illuminato", ovvero di Beppe Grillo.

"Questo e' il governo che ha commissariato Banca Etruria senza alcun riguardo per i nomi e i cognomi del Cda. Per noi non ci sono amici e 'amici degli amici'", assicura allora il premier che entra nel vivo della contesa politica della discussione di oggi quando osserva che "si afferma che ci sarebbe un conflitto d'interessi: credo che su questi temi si debba avere coraggio di dire la verita' perche' di fronte all'accusa piu' infima e meschina, e cioe' che c'e' un trattamento diverso per qualcuno, bisogna avere il coraggio di guardare alla realta'". Dopo i 5 Stelle, tocca a Forza Italia: "Voi – dice Renzi rivolgendosi ai banchi 'azzurri' – siete divisi, siete sempre meno. I giornali conteranno i no, ma se contassero i si', si vedra' che sono sempre meno perche' tra voi esiste una grande divisione". Non solo, c'e' anche la sostanziale liquidazione politica del ruolo di Silvio Berlusconi, che proprio oggi rinnova da Facebook la propria discesa in campo contro un Renzi "bulimico di potere" e dei 5 Stelle dal "programma delirante". "Attendiamo pazientemente che nel campo moderato del centrodestra – dice infatti Renzi – si possa tornare a un linguaggio che non e' quello della contrapposizione ideologica che, in un in un caso come questo, vi porta a fare delle battaglie senza rendervi conto di cosa e' stato il sistema bancario in Italia". Non mancano le punte polemiche anche in direzione contraria. Come quando Gaetano Quagliariello dice: "Mi sottometto alla separazione dei poteri e neppure chiedo cosa sarebbe accaduto se diversi fossero stati i protagonisti delle inquietanti vicende giunte all'attenzione del Csm, e rispetto alle quali siamo certi sara' esercitato tutto il rigore possibile. Evito anche di maramaldeggiare e di notare quanto evocativo – e' la stoccata dell'ex ministro – sia un editoriale di Ferruccio de Bortoli di qualche tempo fa, rispetto alle vicende di cui si legge in queste settimane e di cui si discute oggi in Senato". (AGI)

(27 gennaio 2016)

Roma – "Non c'e' alcun conflitto di interessi in questa vicenda ma solo il tentativo di aver salvato un milione di correntisti, settemila stipendi. Se volete mandarci a casa per questo, fatelo. Noi non avremmo mai distrutto pezzi di economia per fare una battaglia politica contro il governo. Prima delle vostre beghe di partito c'e' l'interesse dell'Italia e dovreste ricordarlo". Cosi' il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nel corso della discussione al Senato sulle mozioni di sfiducia contro il governo sul dl banche.

"Questo e' il governo che ha commissariato Banca Etruria senza alcun riguardo per i nomi e i cognomi del Cda. Per noi non ci sono amici e 'amici degli amici'". Lo ha detto il premier Matteo Renzi, rispondendo nell'Aula del Senato alle mozioni di sfiducia presentate dalle opposizioni. "Si afferma – ha spiegato – che ci sarebbe un conflitto d'interessi: credo che su questi temi si debba avere coraggio di dire la verita' perche' di fronte all'accusa piu' infima e meschina, e cioe' che c'e' un trattamento diverso per qualcuno, bisogna avere il coraggio di guardare alla realta'".

"In questo paese chi sbaglia paga ma lo decidono i giudici, non voi, e dopo i tre gradi di giudizio". Lo ha sottolineato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nel corso della discussione al Senato sulle mozioni di sfiducia contro il governo sul dl banche.

"In questo Paese chi ha sbagliato paga, ma chi paga non lo decidete voi, lo decidono i giudici. C'e' il primo grado di giudizio, l'appello e la Cassazione. Il quarto grado non e' il Blog dell'Illuminato". Cosi', rivolgendosi alle opposizioni, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha risposto alle mozioni di sfiducia presentate da FI, Lega e M5s. (AGI) 

(27 gennaio 2016)

Roma – Si descrive come "un uomo al quale piace guardare al futuro e lavorare per costruirlo" e annota che "per questo ieri non ho voluto dedicare tempo a celebrare il ventiduesimo anniversario della mia discesa in campo". Il giorno dopo, però, Silvio Berlusconi affida a Facebook un durissimo affondo a Renzi e Grillo, per confermarsi nuovamente 'in campo'. "E' la situazione che stiamo vivendo a rendere necessario il mio impegno in politica. Il presente vede una democrazia ferita, con un presidente del Consiglio – accusa il leader FI – bulimico di potere e in carica grazie ai voti di parlamentari eletti con il nostro simbolo dagli elettori di centrodestra. Il futuro vede la possibilita' che gli subentri un governo Cinquestelle, il cui delirante – parole di Berlusconi – diprogramma basato sull'invidia sociale e sul giustizialismo e' sintetizzato dal recente libro di Casaleggio". "Di fronte a questa prospettiva, con la forza della mia esperienza e della mia capacita', ancora una volta – conferma – lavoro per costruire una coalizione di centrodestra competitiva al voto, convincente per il suo programma, vincente per i suoi valori". (AGI) 

(27 gennaio 2016)

Roma – Il 27 gennaio di 71 anni fa venivano abbattuti i cancelli di Auschwitz, i sopravvissuti venivano liberati e le atrocità all'interno del campo di concentramento polacco mostrate al mondo. Oggi l'Italia celebra il Giorno della Memoria per non dimenticare  le vittime dell'Olocausto. Oltre 8.600 furono gli ebrei deportati dall'Italia. Ad Auschwitz ne arrivarono 1.022 solo dal ghetto di Roma, di cui tornarono appena in 116. 

Auschwitz, "con tutto che racchiude e rappresenta, è un buco nero nella storia dell'umanità" ha dichiarato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso della commemorazione al Quirinale."E' un'illusione alzare muri e ricercare negli Stati nazionali un'inverosimile sovranità perduta dopo aver ricordato che la costruzione dell'Ue fu la risposta politica più importante a decenni di guerre, totalitarismi e stermini. Ora l'Europa è in affanno ma tornare al nazionalismo non protegge da nuove insidie. "I nazionalismi generano diffidenza, rivalità crescenti, contrapposizioni, ostilità: una china pericolosa che abbiamo vissuto nel Novecento e alla quale statisti illuminati hanno contrapposto l'integrazione europea". 

Il premier Matteo Renzi ha voluto ricordare il capitolo più buio della storia europea anche su Twitter: "Ricordo i viaggi ad Auschwitz con Nedo e gli studenti. MAI più!". E come lui hanno fatto ministri e politici, ad inziare da Maria Elena Boschi: "Io non dimentico. Oggi. E per sempre".

Scopo della Giornata della Memoria – aveva spiegato ieri il presidente del Senato Pietro Grasso  - è  "conservare il ricordo dell'orrore sorto nel cuore dell'Europa, delle vittime, del dolore, ma al contempo anche l'esempio di tante persone giuste". 

Per Debora Serracchiani "la giornata della Memoria è ricordo, conoscenza, dolore. Patrimonio di cuore e ragione che impegna a lottare contro intolleranza e razzismo" . 

Un ricordo "doveroso e sentito" – sostiene il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni –  perché quello che e' successo nei campi nazisti "ci obbliga sempre a fare i conti con noi stessi, con la nostra natura di uomini e con la presenza del male del mondo". Sono stati tanti – ha aggiunto – i cittadini italiani e lombardi ad avere vissuto il dramma della deportazione e del lavoro forzato. Non ci sarà mai abbastanza giustizia per le loro sofferenze, ma nostro dovere e' tenere vivo il ricordo e custodire la loro esperienza".

 Coinvolgere i giovani: è l'unico modo che abbiamo perché quell'orrore non si ripeta mai più, per costruire gli anticorpi contro violenza, discriminazioni e odio" ne è convinto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. E per questo – scrive su Facebook "300 ragazze e ragazzi delle scuole dei Castelli Romani saranno ad Auschwitz per un viaggio della Memoria possibile grazie all'impegno delle loro famiglie ". 

Per Silvio Berlusconi ricordare non basta. "A 71 anni dalla liberazione del Campo di concentramento di Auschwitz ricordare il passato è necessario ma non sufficiente di fronte ad un antisemitismo che si ripresenta al Mondo sotto altre vesti, ma con le stesse odiose finalità. Anche nel 2015, purtroppo, abbiamo assistito a gravissimi episodi di antisemitismo e di antisionismo. Penso all'orribile attentato all'Hyper Cacher di Parigi e agli accoltellamenti contro civili inermi in Israele e in Francia e addirittura a Milano, in viale San Gimignano". 
"Non si può discutere il diritto dei nostri "fratelli" ebrei ad essere pienamente loro stessi, a vivere in pace e sicurezza, in qualsiasi paese del mondo: in Italia come in Francia, negli Stati Uniti come in Israele. Se non difendiamo questo principio, rendiamo vano il sacrificio di quelle vittime che oggi diciamo di voler ricordare e dei tanti non ebrei che, come mia madre, con gesti più o meno grandi, si sono opposti alla barbarie del nazismo" prosegue Berlusconi, "In un momento storico in cui nuove ideologie, come quelle del terrorismo islamico, ripropongono messaggi di distruzione, e' nostro dovere rimarcare ed evidenziare in tutti i modi possibili quali tragiche conseguenze comportano queste ideologie di morte. Non per inscenare vuote celebrazioni, bensì per difendere ancora una volta la nostra civiltà dalla barbarie". (AGI)

(27 gennaio 2016)

 

 

 

(AGI) – Roma, 27 gen. – Il presidente iraniano, Hassan Rohani, ha minimizzato il caso delle “statue coperte”, la polemica scoppiata per gli scatoloni dipinti di bianco con cui sono state occultate alcune statue di divinita’ nude durante la sua visita ai Musei Capitolini, lunedi’ sera. “I giornalisti sono interessati a seguire queste cose, io non ho niente da dire”, ha affermato il leader della repubblica islamica in una conferenza stampa a conclusione della visita a Roma. “Pero'”, ha aggiunto, “so che gli italiani sono un popolo molto ospitale, popolo che cerca di fare tutto per mettere a propro agio e li ringrazio”.
Quanto all’udienza di Vaticano, Rohani ha definito molto buono l’incontro con Papa Francesco: “Abbiamo parlato di questioni spirituali, religiose e di quello che gli uomini di religione possono fare in tutto il mondo. Ci siamo trovati molto vicini – ha aggiunto – sull’idea che occorra distruggere le armi di distruzione di massa e su quello che occorre fare per contrastare il terrorismo e per un mondo privo di violenza”. Per il presidente iraniano, “la liberta’ non significa offendere il credo relgiioso altrui, questo e’ sbagliato e puo’ aumentare le distanze nella societa’”.
Rohani ha parlato anche dei rapporti tesi tra Teheran e Riad, negando che il suo Paese debba chiedere scusa per l’assalto di dicembre all’ambasciata saudita. “Chi ha chiesto scuse formali non conosce l’abc della diplomazia: perche’ dobbiamo chiedere scusa?”, ha chiesto il leader iraniano, “sostengono i terroristi nella regione e noi dobbiamo chiedere scusa? Bombardano lo Yemen e noi dobbiamo chiedere scusa? Un innocente che parlava a favore dei diritti umani e’ stato ucciso e noi dobbiamo chiedere scusa? Muoiono migliaia di persone per la cattiva gestione dell’Hajj e noi dobbiamo chiedere scusa?”.
Rohani ha pero’ ribadito che Teheran vuole che si smorzino le tensioni con l’Arabia Saudita e ha chiesto anzi l’aiuto della comunita’ internazionale: “Tutti possono dare una mano, c’e’ un andirivieni tra Teheran e Riad, tutti possono aiutare”.
Il presidente iraniano ha parlato anche di immigrazione: “Capisco che in Europa ci siano problemi economici e che la questione immigrati sia difficile, ma l’Europa e’ potente e arrivano migliaia di migranti: noi ospitiamo 3 milioni di afghani e non facciamo rumore. Li ospitiamo e basta”. (AGI)
Sar

Roma – Arriva il via libera all'unanimita' deisenatori all'impianto del ddl Cirinna' ma le unioni civili torneranno a impegnare il Pd martedi' prossimo, quando e' stataconvocata una nuova assemblea dei senatori per decidere sugliemendamenti 'spinosi', adozioni in primis. Il 2 febbraio sara'dunque comunicato "su quali emendamenti ci sara' liberta' divoto". E intanto Angelino Alfano guarda avanti e afferma che un referendum abrogativo se la legge Cirinna' passasse come e' uscita dalla commissione e' stato "gia' messo nel conto". Mentre a Roma, per il family day di sabato, gli organizzatori assicurano che arrivera' un milione di persone.

Nel Pd, dunque, si e' ritrovata l'unita' sui punti principali, ma e' stato necessario un rinvio sui temi piu' caldi, spiega Luigi Zanda, perche' "ancora non conosciamo tutti gli emendamenti" ma il capogruppo Dem a Palazzo Madama assicura che "i senatori del Pd non hanno alcun interesse per i voti segreti. Esprimeremo le nostre posizioni in modo pubblico e trasparente, come l'abbiamo espresse nelle nostre assemblee". A chi gli domanda se sul punto, critico, delle adozioni, ilPd finira' per andare in ordine sparso, Zanda ribatte asciutto:"Ordine sparso e' la pessima traduzione della liberta' di votosu questioni su cui qualsiasi partito, che si dica democratico,deve lasciare liberi i suoi parlamentari". Contemporaneamente,resta l'auspicio che "sia possibile una drastica riduzione delnumero degli emendamenti, perche' questo consentirebbe undibattito sul merito adeguato alla delicatezza del tema chestiamo trattando". Comunque, "non e' all'ordine del giorno",dice ancora, la possibilita' di riaprire il termine per lapresentazione degli emendamenti al ddl Cirinna'.

Arriva invece dal senatore Dem Collina, il richiamo al fatto che l'articolo 3 del ddl, di fatto, autorizza la stepchild adoption, rendendo quindi inutile il 5: "Per questo – ha detto l'esponente dei cattolici Pd – chiediamo di emendare anche l'art. 3". Importante il segnale che arriva dal Consiglio d'Europa,con il norvegese Thorbjorn Jagland che pubblica su Twitter illink a una sentenza della Corte di Strasburgo dell'ottobrescorso e incoraggia l'Italia "a garantire il riconoscimentolegale delle coppie dello stesso sesso cosi' come stabilitodalla Corte Europea dei Diritti Umani e come accade nellamaggior parte degli Stati membri del Consiglio d'Europa". E il leader di Ndc, Angelino Alfano, da sempre contrario agli aspetti piu' radicali della legge sulle unioni civili guarda gia' avanti: "Un referendum abrogativo nel casopassasse la legge Cirinna'? L'ho messo in conto". "Penso che a fronte di una cosi' difficile decisione parlamentare, se davvero la legge fosse precepita come un punto di eccesso, in una direzione o nell'altra – spiega il ministro dell'Interno – potrebbe essere una scelta razionale affidarsi al popolo. Ma e'un fatto di domani: per l'oggi c'e' una partita parlamentareche puo' condurre a una direzione di buon senso, che nonprevede l'equiparazione al matrimonio e l'apertura alleadozioni". In serata la presidente della Camera Laura Boldrini torna sul tema, si dice "personalmente contraria" all'utero in affitto anche per le coppie eterosessuali, ma sottolinea che "innanzitutto vengono i bambini, che sono tutti uguali. Sono per i diritti dei bambini e in ogni circostanza". Poi replica alle polemiche sulle sue parole di domenica: "Chiunque ha il diritto di avere un convincimento su un tema cosi' importante. Non sono entrata nel merito del ddl Cirinna', non ho valutato tecnicamente gli emendamenti. A domanda ho risposto la mia opinione e credo di avere il diritto di averla e di poterla dire". (AGI)

(26 gennaio 2016)

(AGI) – Roma, 26 gen. – “Dopo il voto di oggi l’accordo nel Pd e’ piu’ vicino. I senatori hanno detto unanimemente che voteranno si’ nel voto finale alla legge. Restano delle opinioni diverse sulle adozioni ma abbiamo una settimana di tempo per trovare un’intesa”. Lo ha detto Monica Cirinna’, prima firmataria della legge sulle unioni civili, commentando il via libera all’unanimita’ da parte dell’assemblea dei senatori dem a Palazzo Madama all’impianto del provvedimento. (AGI)
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