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Quasi Tutti gli Articoli in questa categoria sono tratti dal sito: http://www.gamesource.it/ a cui va riconosciuto il giusto merito e va tutta la mia gratitudine per l’ottimo lavoro che svolgono

We’ll Meet Again è un ibrido tra visual novel e puzzle game prodotto dal team nostrano We Are Müesli, i quali sono stati per presentare il loro lavoro insieme ad altri 8 titoli alla European Innovative Games Showcase, che si terrà durante Game Developer Conference Europe 2015.

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Non è la prima volta che il duo We Are Müesli si espone alla GDC: già lo scorso anno avevamo potuto osservarli al loro speech intitolato All you need is L.O.V.E., che affrontava il tema delle relazioni sentimentali nell’ambito dello sviluppo di videogiochi, e sicuramente non sono autori di prodotti scontati: li conoscevamo già per Cave! Cave! Deus Videt, e siamo certamente curiosi di sapere di più sul loro nuovo progetto, approposito del quale riportiamo parte del loro comunicato stampa.

We’ll Meet Again è un esperimento per due giocatori, concepito come una sorta di “sogno lucido” condiviso e suddiviso in due “lati” di gioco: un “Side A” fatto di indizi visivi e un “Side B” di indizi audio, rappresentati da una serie di vinili con differenti etichette, ognuno dei quali riproduce un diverso suono. In ogni livello, i due giocatori (seduti l’uno di fronte all’altro, senza vedere i rispettivi schermi e senza che il Side A senta i suoni nella cuffia del Side B) si ritrovano quindi a scambiarsi verbalmente i rispettivi indizi, così da prendere una decisione comune sulla risoluzione degli enigmi. Un’esperienza di gioco “umana”, fondata su un semplice e radicale principio di interdipendenza: ognuno è indispensabile all’altro in maniera totalmente reciproca. Ovvero, come recitano i system requirements del gioco: nessuna connessione è richiesta, all’infuori delle parole. We’ll Meet Again è stato prototipato in versione PC e Mac tramite il visual novel engine open source Ren’Py, ma della full release, prevista per il 2016, è in cantiere anche una versione per smartphone e tablet. Un nuovo trailer del gioco sarà svelato proprio sul palco di GDC Europe, mentre quello originale, realizzato durante la Jam, è visibile qui [vedi video sottostante, ndr].

Phil Rogers, CEO di Square Enix, ha rivelato alcuni dettagli sulla concessione dell’esclusiva temporale di Rise of the Tomb Raider a Microsoft: ricordiamo infatti che il secondo capitolo della nuova serie di videogiochi con protagonista Lara Croft vedrà la luce su Xbox One il 10 Novembre, mentre gli utenti Pc e Playstation 4 dovranno attendere fino ai primi mesi del 2016.
La ragione è da ricercarsi in un grande sforzo da parte di Microsoft, che ha supportato il team di sviluppo di Crystal Dynamics visitando più volte gli uffici di San Francisco e seguendo da vicino l’andamento dei lavori, fornendo allo stesso tempo aiuto attivo nella risoluzione dei problemi e agevolando il lavoro degli sviluppatori. Sono quindi queste le ragioni che hanno portato Square Enix a concedere a Microsoft l’esclusiva temporale che vedrà gli utenti Xbox giocare a Rise of the Tomb Raider prima di tutti gli altri.1407848007-rise-of-the-tomb-raider

Square-Enix ha finalmente annunciato Dragon Quest XI, il nuovo capitolo della celebre serie jrpg. A differenza del capitolo precedente, questo undicesimo capitolo tornerà ad essere un titolo completamente single player.

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Il gioco arriverà sulle console Playstation 4, Nintendo 3DS e, in futuro, sulla nuova console Nintendo attualmente chiamata NX.
Stando a quanto riporta Famitsu, la versione Playstation 4 è sviluppata assieme al team Orca, che già aveva lavorato a DQX in passato, e il motore grafico sarà Unreal Engine 4, mentre la versione 3DS sarà sviluppato in collaborazione di Toy Logic e vanterà della possibilità di giocare su entrambi gli schermi con due stili grafici diversi: nella parte superiore il gioco sarà in 3D mentre nello schermo inferiore sarà possibile giocarlo in stile retro, come i vecchi capitoli a 8 bit.

Non si hanno notizie in merito alla data di uscita così come non si sa ancora di un’eventuale rilascio in occidente, e a tal proposito ricordiamo che Dragon Quest X non è mai approdato sul suolo occidentale.

Qui sotto vi lasciamo a qualche immagine della versione PS4 e ad un video della versione 3DS:

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Quello che stiamo vivendo non è decisamente un buon periodo per gli RPG strategici. Sono diversi anni ormai che le software house non battono molto su questo genere, vuoi perché sembra fare fatica a rinnovarsi, vuoi perché in occidente non sembra attecchire così tanto da spingere gli sviluppatori a creare opere importanti mirate al mercato internazionale. Fatto sta che è dai tempi di Valkyria Chronicles che il genere è rappresentato quasi esclusivamente dalle serie di Disgaea e Fire Emblem.
Sviluppato dai promettenti Lancarse (autori dei primi due Etrian Odyssey e co-autori con Atlus di Shin Megami Tensey: Strange Journey), prodotto da FuRyu e arrivato in occidente grazie ad Atlus e NIS America dopo quasi un anno dalla sua release nipponica, Lost Dimension rappresenta una delle poche eccezioni di titoli strategici che nascono e rimangono nel territorio giapponese. Dopo il troppo elitario e fallace tentativo di Natural Doctrine, riuscirà Lost Dimension a portare una ventata di aria fresca al genere?

Lost Dimension pillar

The End is coming

La storia ci butta senza troppi preamboli nel centro dell’azione. In un futuristico mondo, appare dal nulla una misteriosa e surreale torre, dalla quale partono diverse testate nucleari che colpiscono la popolazione. Dall’interno della torre un megalomane dall’autoproclamato nome di “The End” invia al mondo la sua minaccia: entro tredici giorni manderà un secondo attacco con lo scopo di annientare la Terra e i suoi abitanti, a meno che non riescano a fermarlo.
Per rispondere a quella che sembra più una sfida che una minaccia, le Nazioni Unite inviano i S.E.A.L.E.D., un gruppo di giovani agenti dotati di poteri speciali. Il nostro team però non dovrà solamente far fronte ai nemici che si pareranno loro davanti, ma anche vedersela con un contorto gioco di morte: The End annuncia che tra di loro ci sono dei traditori, e che per proseguire nella loro ascesa della torre saranno costretti, di volta in volta, a indicare qualcuno da sacrificare; solo così verrà aperto il passaggio per il livello successivo.
Inutile cercare nelle guide online, nel gioco non esistono traditori fissi, ma ad ogni partita, ad ogni livello, il traditore sarà generato dal gioco in maniera random, quindi potrebbe essere chiunque.
Con queste premesse parte un intreccio di relazioni tra il protagonista principale, Sho, e gli altri personaggi; un intreccio che coinvolge la fiducia tra compagni e le loro motivazioni personali.
Sotto questa atmosfera decisamente pesante, alla fine di ogni livello ogni personaggio darà il suo voto per indicare il compagno da eliminare, e la loro opinione sarà in buona parte influenzata da quella di Sho, che nel frattempo dovrà interlacciare e rafforzare i rapporti con i compagni tramite dialoghi tra un combattimento e l’altro.

Lost Dimension The End Lost Dimension cast

La trama, nonostante sia interessante e colma di potenziale, ha delle carenze narrative evidenti. Innanzitutto, la storia principale, che coinvolge in primis Sho e The End, viene lasciata sospesa per tutta la durata del gioco. Fino allo scontro finale l’unica cosa che sappiamo è che The End odia profondamente Sho per qualche motivo; ma solo alla fine si vengono a conoscere i dettagli di questo astio e quindi le motivazioni del suo attacco alla Terra. Non solo, ma per ottenere un finale degno di questo nome, in cui vengono spiegati tutti i dettagli della trama, è necessario finire il gioco almeno una seconda volta. Anche se l’avventura dura attorno alle 15-20 ore di gioco, è bene che chi ci si voglia addentrare tenga a mente questo fattore.
Anche le personalità dei personaggi sono piuttosto blande e decisamente poco incisive, e per lo più riconducibili a cliché visti e stravisti. Ma il vero problema è che i dialoghi con i personaggi si riducono la maggior parte delle volte a discutere della stranezza della Torre, di quanto sia pazzo e sadico The End per averli messi in quella situazione, di quali potrebbero essere mai i suoi motivi, e ogni tanto qualche pallido dettaglio sul background dei singoli personaggi. Non è possibile trovare nei dialoghi degli indizi che ci aiutino a smascherare il traditore di turno, quindi dopo un po’ ci si chiede quale sia lo scopo dell’ascoltarli.

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Con gli amici vicini, e i nemici ancora più vicini

Il gameplay di Lost Dimension può essere diviso brutalmente il in due parti: le normali sessioni di combattimento e i momenti con il resto del party in cui dovremo capire chi è il traditore di turno.
Durante le battaglie potremo schierare contro le unità nemiche sei personaggi, che faremo agire con un sistema di turni. Similmente a Valkyria Chronicles o Natural Doctrine, i personaggi si muovono liberamente nelle arene tridimensionali privi di caselle, ovviamente entro dei limiti di spazio per ogni turno.
A seconda dell’arma a disposizione del personaggio, potremo attaccare i nemici da vicino o lontano. Posizionando strategicamente più personaggi nelle vicinanze di un nemico, l’attacco di uno innescherà anche l’attacco di supporto dell’altro, aumentando considerevolmente i danni inferti a ogni turno. Ovviamente questo varrà anche per gli avversari, quindi sarà indispensabile cercare di isolarli e non farsi trovare con troppi nemici vicini, se vogliamo evitare di vederci scagliati addosso una vagonata di attacchi consecutivi.
Per gestire meglio la disposizione dei personaggi è anche presente il comando Defer, che permette a un personaggio di “regalare” un turno aggiuntivo ad un altro nelle sue vicinanze.
Oltre agli attacchi normali, ogni personaggio sarà dotato di abilità speciali uniche per ciascuno di essi, dalle magie elementali alle abilità di cura, da colpi fisici speciali all’inflizione di status negativi. Le abilità potranno essere sbloccate spendendo dei classici punti abilità in un altrettanto classico skill tree. Non potremo però abusare delle abilità speciali, perché oltre alla normale barra di energia è presente anche una barra di salute mentale, che si scaricherà utilizzando le nostre abilità paranormali. Se la salute mentale raggiungerà lo zero, il personaggio entrerà in modalità berserk, durante la quale non potremo più controllarlo e lo vedremo attaccare con immane potenza indistintamente nemici e alleati.

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Dopo ogni scontro, grazie al suo potere speciale Sho potrà “percepire” le voci interiori degli altri personaggi che hanno preso parte alla battaglia e sapere se tra di essi ci sono uno o più traditori, ma senza sapere esattamente chi. Scegliendo diversi membri del party per altre battaglie e facendo un ragionamento incrociato basandosi su queste voci, si può arrivare a dedurre chi siano i traditori. È difficile spiegare in poche parole questo processo, ma si tratta di un ragionamento di logica e probabilità che i giocatori del gioco da tavolo Mastermind troveranno familiare.
Sho è anche capace di penetrare nell’inconscio dei personaggi per verificare che essi siano o meno i traditori, ma è un’abilità che potrà utilizzare per un numero molto limitato di volte; il gioco inoltre non permette di “barare” lasciandoci “controllare” tutti i personaggi per poi ricaricare la partita e provarne altri, quindi sarà bene utilizzare l’abilità solo per restringere al massimo le nostre ipotesi.
Scegliere chi nominare come traditore non è mai facile, perché potrebbe essere un elemento importante per il nostro party, e la tentazione potrebbe essere quella di accusare qualcun altro pur di tenerlo a combattere con noi (visto che in ogni caso i traditori non faranno saltare la loro copertura, se non alla fine del gioco).
Alla sua eliminazione ogni personaggio lascia dietro di sé una Materia, un oggetto che cristallizza le sue abilità e che può essere equipaggiato da un altro membro del team che in questo modo le erediterà, alleviando in questo modo la sua dipartita dal team.
In breve tempo capirete che, anche se siete sicuri di chi sia il traditore, non è conveniente escluderlo dalle battaglie, perché più lo si farà partecipare e più punti esperienza otterrà, punti esperienza che gli serviranno per imparare le abilità che potrà lasciarci nella sua Materia una volta eliminato.

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Questo intersecarsi delle fasi di combattimento e la gestione dei possibili traditori è sicuramente il lato migliore di Lost Dimension, e vi farà ragionare a fondo su come gestire il tutto per evitare di scartare i personaggi sbagliati e favorire l’avanzamento nel gioco.
I combattimenti risultano abbastanza avvincenti e vi faranno ragionare su come gestire ad ogni turno i vostri personaggi e lo spazio a disposizione. Peccato solo che rimanga un sistema poco approfondito, con arene molto poco interagibili, senza un reale sistema di coperture per evitare gli attacchi o dei bonus per gli attacchi dall’alto ecc. Ciò nonostante, la buona differenziazione dei personaggi e la gestione delle loro abilità uniche fanno comunque un buon lavoro nel farci prendere decisioni tattiche.
In quanto a difficoltà, se da un lato per fortuna siamo molto lontani dalle esasperazioni di Natural Doctrine, è pur vero che il livello di sfida lascia parecchio a desiderare. Sia perché la AI degli avversari non si sforza troppo di “ragionare” strategicamente, dando l’impressione di attaccarci semplicemente come e dove capita, e sia a causa della scarsissima varietà di nemici e situazioni, che priva il gioco di una reale capacità di sorprendere il giocatore e costringerlo a cambiare di volta in volta le sue tattiche di base.

Torreggiante, ma non impressionante

Non si può proprio dire che Lost Dimension abbia un punto forte nella grafica all’avanguardia. I modelli poligonali dei personaggi e dei nemici sono fatti discretamente, ma nulla di più; texture e animazioni non vi entusiasmeranno di certo. Anche le arene non brillano per minuzia di dettagli, e appaiono decisamente semplici e spoglie. Stesso discorso vale per gli effetti speciali, ridotti al minimo sindacale.
In occasione dei dialoghi tra i personaggi vengono utilizzati gli artwork dei personaggi, davvero ben fatti e arricchiti da leggeri effetti di animazione che, anche se minimali, sono di una gradita alternativa all’osservare dei ritratti immobili.
Senza voler esagerare, la grafica di Lost Dimension è molto vicina a quella di un buon titolo per PS2. Fa quindi ancora più specie trovarsi davanti a degli occasionali rallentamenti durante l’esecuzione di alcune tecniche o roteando la telecamera per guardarsi attorno.

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Per quanto riguarda il lato sonoro, ad accompagnare il setting futuristico del gioco troviamo una colonna sonora dalle sonorità techno e upbeat, sfociando a volte nel synth pop di stampo giapponese. Di per sé i brani non sono male, e si accostano bene all’atmosfera; è ovvio comunque che dovrete avere un certo palato per poterli apprezzare. Il vero problema è la varietà, visto che si sentono un po’ troppo spesso le stesse identiche tracce per i combattimenti, i dialoghi e gli eventi.
Il doppiaggio non presenta pesanti problemi, ma non si fa neanche notare per grande qualità di recitazione. Durante gli eventi importanti assistiamo a dialoghi completamente doppiati, ma per gli scambi di battute secondari (come ad esempio quelli tra un combattimento e l’altro) il tutto è affidato al solo testo scritto con qualche verso o parola proferita per sintetizzare lo stato d’animo di chi parla, à la Fire Emblem.
Un vero peccato, perché un doppiaggio completo avrebbe contribuito a rendere i personaggi più espressivi e meno banali.

Lost Dimension è un titolo con delle ottime idee alla sua base, ma tristemente non sono sviluppate al meglio.
L’idea di avere dei traditori nei propri ranghi crea un’atmosfera di dubbio costante che difficilmente troverete in altre produzioni simili. Il gioco dà il meglio di sé proprio nella gestione attiva di questa inevitabilità e nel suo incrocio con il pragmatismo del gameplay. Chi sacrificare, come gestire la loro dipartita, come riorganizzare il party in funzione di ciò… tutto questo costituisce un concept sicuramente interessante.
Purtroppo tutti questi buoni elementi sono confezionati in una “pelle” di evidente mediocrità, che non nascondono la natura low budget del titolo.
Quel che disturba di più non è tanto la realizzazione tecnica di bassa lega, o la storia di contorno e l’approfondimento dei personaggi mediocre, quanto l’occasione mancata sollevata dal particolare setting di trattare adeguatamente certi temi: le diverse prospettive e sfaccettature del tradimento e della moralità, il senso di la pressione psicologica e dubbio aleggianti. Paradossalmente il fatto che chiunque potrebbe essere il traditore, scelto in modo random, si ritorce contro il gioco stesso, costringendolo a non essere specifico sulle motivazioni del tradimento e a lasciare il tutto in una incoerente inespressività.
Lost Dimension è comunque un RPG strategico discreto, con un battle system che vi porterà a ragionare in modo tattico ma senza esagerare ed esasperarvi con ripetuti Game Over, anche grazie ad un party di personaggi davvero ben bilanciato.
Purtroppo i troppi elementi insipidi non permettono al titolo Lancarse di brillare come avrebbe potuto, relegandolo ad uno status di titolo senza infamia e senza lode.

E’ ufficialmente in vendita il penultimo episodio di Life Is Strange, intitolato “Dark Room”.

Si sta avvicinando al termine l’avventura di una delle più piacevoli sorprese di questo 2015: Life is Strange. Siamo infatti giunti al penultimo episodio della serie pubblicata da Square Enix.

In Dark Room, Max sarà sempre alla ricerca di Rachel Amber e investigherà sugli strani avvenimenti che circondano Arcadia Bay, arrivando molto vicina alla soluzione del puzzle in cui si sta districando a partire dal primo episodio.

Ricordiamo che Life is Strange:Dark Room è disponibile, insieme agli altri episodi, su PC, PlayStation 4, PlayStation 3, Xbox One, Xbox 360.

 

Tramite un recente Tweet, CD Projekt RED ha confermato che il prossimo DLC del suo eccellente The Witcher 3: Wild Hunt sarà l’attesa modalità New Game Plus. Il contenuto verrà reso disponibile per tutte le versioni del titolo: PC, Xbox One e PlayStation 4.

L’azienda polacca non ha ancora rilasciato una data ufficiale per l’uscita del sedicesimo DLC (l’ultimo, sembra, ad essere gratuito), anche se ormai è improbabile che esca nel corso di questa settimana.

Ricordiamo che la modalità New Game Plus, inclusa ormai in numerosi titoli videoludici, permette di ricominciare una seconda volta la nostra avventura, mantenendo però equipaggiamento, esperienza e progressi accumulati durante la prima sessione.

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Marty Stratton, produttore esecutivo del nuovo Doom, al QuakeCon 2015 ha dichiarato come l’obiettivo del team di sviluppo sia raggiungere la risoluzione Full HD a 60 frame per secondo (parliamo ovviamente di console, dal momento che non dovrebbero esserci problemi ad avere queste caratteristiche sui Pc più performanti). Come mostrato all’E3, il nuovo Doom punterà tutto sulla fluidità dell’azione, per questo gli sviluppatori stanno lavorando per rendere il gameplay più veloce e graficamente pulito possibile. In secondo luogo, Stratton ha spiegato come il multiplayer si limiterà all’utilizzo di SnapMap, tool per la creazione di mappe che i giocatori potranno caricare online. La campagna, invece, sarà come da tradizione di Doom affrontabile solo in modalità single player.

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Buone e cattive nuove per i fan del wrestling targato WWE, ormai da anni portato sulle nostre console da 2K Games: gli sviluppatori hanno recentemente rivelato che uno dei bonus per il preordine di WWE 2K16 sarà il personaggio di Terminator, ovviamente con le sembianze dello storico T-800 impersonato da Arnold Schwarzenegger. Per contro, a causa di alcune recenti dichiarazioni a sfondo razzista che l’hanno visto protagonista, il personaggio di Hulk Hogan non sarà incluso nel gioco, così come è stato rimosso il DLC a lui dedicato per quanto riguarda la versione 2015. Ricordandovi che WWE 2K16 sarà disponibile il 27 ottobre 2015 non ci resta che lasciarvi al video promozionale dedicato al pre-order.

Nella giornata di oggi è apparsa una versione retail di Resident Evil 0 HD Remaster  in un listino di Play-Asia. Questo fa supporre che Capcom abbia deciso di comportarsi come per il precedente  Resident Evil HD, remake del primo storico capitolo della saga: è lecito pensare che il mercato Giapponese potrà scegliere tra la versione digitale, distribuita anche nel resto del mondo, e una ben più appagante versione retail in edizione limitata.
Si tratta comunque solo di supposizioni, dal momento che il gioco al momento non ha nemmeno ancora una precisa data di uscira, fissata indicaticamente per il primo quarto del 2016.

E’ stato un weekend complicato per i gestori di Steam: si vociferava infatti che ci fosse un bug all’interno del sistema che consentisse di impossessarsi di account altrui con molta facilità. Alcuni account di famosi streamer sono stati infatti crackati, modificandone la password senza ulteriori verifiche via mail.

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Valve però ha prontamente risolto il problema, ristabilendo l’ordine e consigliando agli utenti di cambiare password per motivi di sicurezza. In seguito a tale problema se ne è manifestato un altro: l’home page di Steam è stata infatti offline per diverse ore, rendendo di fatto lo store inaccessibile.
Soltanto pochi minuti fa anche quest’altro problema è stato risolto, anche se non si hanno ancora informazioni dettagliate sulla causa di questo disservizio, che risulta essere uno dei più longevi della storia di Steam: si sospetta che sia uno strascico dell’attacco precedente.