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Quasi Tutti gli Articoli in questa categoria sono tratti dal sito: http://www.gamesource.it/ a cui va riconosciuto il giusto merito e va tutta la mia gratitudine per l’ottimo lavoro che svolgono

Iniziamo col precisare che se cercate in SteamWorld Heist, il degno successore di Dig non troverete pane per i vostri denti. Non perché questo capitolo sia inferiore al precedente (anzi è, secondo noi, molto più interessante e profondo), ma semplicemente perché Heist si distacca in ogni aspetto da Dig, mantenendo soltanto l’ambientazione e l’appellativo “SteamWorld“. Se invece cercate uno strategico a turni ben costruito, l’ultima fatica dei ragazzi di Image&Form è quello che fa per voi.

SteamWorld Heist Recensione

Cento anni dopo, è più o meno tutto uguale, ma con le navicelle.

Come abbiamo già specificato, Steamworld Heist si distacca totalmente dalle vicende e sopratutto dal gameplay di SteamWorld Dig, ma appartiene allo stesso universo narrativo e ne mantiene così l’ambientazione. Quel misto tra steampunk e vecchio west che tanto aveva colpito il pubblico è rimasto invariato, andandosi ad arricchire con una fortissima componente Sci-Fi.

SteamWorld Heist Recensione

Le vicende narrate in questo capitolo si compiono a circa un secolo di distanza dalle vicende del predecessore. Vedremo infatti nella breve presentazione iniziale, come il pianeta natale degli SteamBot sia andato in pezzi, costringendoli così alla vita spaziale. Come in ogni scenario post apocalittico che si rispetti, bande di manigoldi, assetati di ricchezza e potere, non hanno perso tempo per approfittarsi dei più deboli, compiendo atti deplorevoli solo per il proprio interesse personale. Squadre di difesa sono state messe in piedi per combattere questa piaga che stava affliggendo l’universo e indovinate un po’? No, avete sbagliato, non faremo la parte dei buoni in questa storia, bensì di una squadra di criminali, dal cuore un pelino più tenero rispetto a quello che ci si aspetterebbe.

SteamWorld Heist Recensione

La nostra base sarà la nave spaziale controllata dal capitano Piper, un capitano “donna” con le valvole quadrate. Inizialmente la nostra ciurma sarà formata da molti componenti, che periranno ancora prima di arrivare alla fine della cut scene iniziale. Rimarremo così solamente con tre membri: la suddetta Piper, un simpatico ex marinaio di nome Seabrass e il conducente della navicella Wonky.
Con la ciurma decimata, starà a noi guadagnare fama, completando i vari livelli, utile per assoldare nuovi pirati.

Tutto arrugginito, tranne il gameplay 

Se guardando le ambientazioni del titolo, ciò che risalta di più è la decadenza e l’usura di tutto ciò che vi è a schermo, lo stesso non si può dire del gameplay, duro come l’adamantio. Per immaginare per bene lo stile di combattimento creato da Image&Form, vi basti pensare a quello già visto in titoli come worms, ma con livelli e movimenti costretti in una scacchiera. Il titolo offre infatti un gampelay a turni, basato sia sulla vostra abilità tattica, che su quella balistica. Punto forte del gioco è infatti la perfetta unione tra tatticismo e abilità nel mirare.

SteamWorld Heist Recensione

Le mosse a vostra disposizione saranno fondamentalmente due: movimento e attacco. Il primo sarà strutturato in modo da darvi la possibilità di muovervi in un determinato numero di caselle dalla partenza, ma imponendovi dei limiti. Una volta iniziata la fase di movimento potrete notare che la linea dove il vostro personaggio potrà camminare sarà di due colori: arancione sta a significare che spostandovi fino alla distanza di tale colore sarà ancora possibile sparare, blu, invece, potrete spostarvi fino a quella casella ma senza la possibilità di sparare dopo. Le mappe di gioco saranno inoltre zeppe di ostacoli e ripari, utilizzabili da voi o dai vostri nemici.

SteamWorld Heist Recensione

Le variabili all’interno della fase offensiva sono invece molteplici. Grande profondità del gioco deriva principalmente dal poter far rimbalzare i proiettili su muri e ostacoli. Questo ci dà la possibilità di eseguire dei tiri formidabili e rovesciare le sorti di un livello con la pura abilità balistica.

Oltre a ciò sono da calcolare anche le molteplici abilità che le armi possono avere. Le tipologie di quest’ultime andranno dai classici mitra, shotgun e revolver; fino ad arrivare ad armi con mirini laser in grado di mostrarci la traiettoria del proiettile, o armi speciali in grado di sorpassare i nemici.

Un’altra possibilità che il titolo ci mette a disposizione è il combattimento corpo a corpo. Una volta arrivati a contatto con un nemico, l’unica chance di combatterlo sarà quella di prenderlo a pugni, facendo più o meno danni a seconda dell’equipaggiamento del robot coinvolto nella rissa.

Troppo Swag

Fulcro delle nostre spedizioni, sarà la raccolta dei vari bottini presenti nella mappa (o swag, come vengono chiamati in game). All’interno di questi sacchi o chest, potremo trovare i più disparati oggetti: dai galloni d’acqua (utilizzati come moneta di scambio), a oggetti di valore vendibili nel menù, o vere e proprie armi ed equipaggiamenti per i nostri personaggi. Queste ultime sono sia un punto a favore, che un punto negativo per il titolo.

Le armi sono molte e con un design tutto sommato buono, ma molto spesso capiterà di trovare modelli diversi con caratteristiche fin troppo simili, talmente simili da creare dei veri a propri oggetti inutili. La rarità in questo non aiuta, capiterà spesso di trovare armi rare che, a livello di statistiche, si equipareranno, o peggio saranno inferiori, alle comuni. Tutto sommato però, le armi, hanno moltissimi effetti diversi e danno la possibilità di creare dei personaggi adatti a ogni evenienza.

SteamWorld Heist Recensione

Gli stessi difetti non sono però riscontrabili negli equipaggiamenti secondari. Durante le nostre scorribande sarà possibile trovare anche delle granate, delle giacche antiproiettile o spinate, delle scarpe e degli oggetti in grado di donarci abilità temporanee. Questi item fanno secondo noi la differenza, insieme alle abilità dei personaggi (di cui parleremo a breve), tra quello che poteva essere un gioco mediocre e quello che invece è una piccola perla.

SteamWorld Heist Recensione

Un’altra grande componente del gioco, che va a influire enormemente sul gameplay, sono le abilità dei personaggi. Ogni robot avrà infatti delle abilità passive, sbloccabili completando il livello e salendo di livello.

Tutte queste features aprono la via alla creazione di squadre sempre più elaborate e perfette per ogni situazione. Creando una sinergia tra le abilità innate dei vostri personaggi e gli equipaggiamenti, potrete sfruttare a pieno le loro potenzialità, trasformando dei semplici SteamBots in veri e propri carri armati.

Parlando di equipaggiamenti, è impossibile non nominare i cappelli. Oggetti tanto inutili quanto divertenti da raccogliere. Ogni personaggio in gioco avrà un cappello in testa, che sarà possibile far cadere con un colpo preciso, per poi raccoglierlo in seguito. Quest’ultimi hanno un valore solo estetico, ma sono dannatamente sfiziosi da collezionare.

SteamWorld Heist Recensione
Tutto randomizzato 

All’interno della nostra navicella potremo muoverci liberamente tra tutti i livelli presenti nel titolo, spaziando dai dungeon alle taverne. Vanto del team di sviluppo è anche la “semi” proceduralità dei livelli. Affibbiamo l’appellativo “semi” a questa meccanica perché i livelli non andranno effettivamente a cambiare la loro conformazione, ma il loro contenuto. Tanto basta però a modificare totalmente l’approccio da utilizzare con un determinato livello. Vi sorprendereste nello scoprire quanto solo spostando un barile, la vostra strategia potrebbe cambiare.

SteamWorld Heist Recensione

Tecnicamente SteamWorld Heist non ha, come ci si aspetta da un titolo del genere, praticamente nessun problema. Fluido e senza alcun bug.

Graficamente non fa, ovviamente, urlare al miracolo, ma considerato anche il suo obbiettivo e la console sopra il quale è sviluppato, possiamo dire che raggiunge quasi la perfezione.

SteamWorld Heist Recensione

La colonna sonora, composta da un famoso gruppo steampunk, si intona perfettamente con le tinte del gioco. Il titolo non presenta nessun doppiaggio, tranne in alcune cut scene, ed è realizzato totalmente in lingua inglese, sottotitoli compresi.

SteamWorld Heist sarà disponibile su 3DS a partire dal 10 Dicembre 2015. In seguito sono previste edizioni per Steam, PlayStation 4, PlayStation Vita, Xbox One, Wii UiOS.

Se cercate uno strategico semplice ed estremamente profondo nell’animo, ma che non si prenda affatto sul serio sotto il punto di vista della trama SteamWorld Heist fa per voi. Moltissime armi ed equipaggiamenti, statistiche accurate, mappe ben realizzate e personaggi simpatici e demenziali, non potreste desiderare di meglio.

 

 

 

Col progresso tecnologico degli ultimi anni abbiamo visto un boost prestazionale estremamente elevato per quanto riguarda la mera potenza computazionale, che sia sugli smartphone o sui computer. A passare più in sordina è stata la comunicazione tra questi dispositivi, anche se la possibilità di processare grandi mole di dati presuppone che questi vengano anche scambiati in modo veloce. Ad esempio oggigiorno lo streaming dei contenuti si fa sempre più presente nella vita quotidiana, che sia YouTube, Netflix e compagnia, piuttosto che qualcosa di più domestico, come riprodurre l’album delle foto sulla tv, oppure effettuare il mirroring di un dispositivo ad un altro.

Mentre i cellulari vengono cambiati con cadenza quasi annuale, grazie al solito slogan “più potente”, a restare fissile è il router: perché bene o male lo si compra, si fa il setup e poi ce ne si dimentica, lasciandolo lavorare nell’ombra, rinchiuso in qualche armadietto, magari lanciando improperi verso il provider della linea telefonica per quanto riguarda malfunzionamenti. In realtà, anche nell’economia domestica, il router è una parte fondamentale che non deve essere trascurata o considerata di secondo piano. Per usanza di famiglia abbiamo sempre utilizzato router D-Link (tranne una parentesi con US-Robotics agli albori dell’ADLS), sostituiti solamente a causa di sbalzi di corrente: un campanilismo incosciente che però non ci ha mai portati a dispiaceri. Nell’ultimo mese e mezzo, invece, ho accolto in casa un Nighthawk X4S di Netgear, il quale mi ha convinto subito non solo che l’idea di restare ancorati ad una sola marca non aveva di fatto senso, ma anche che per gestire tutta la rete domestica al meglio è necessario che anche le comunicazioni siano al top.

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Ma andiamo con ordine. Una volta tirato fuori dalla scatola e posto in sede (cosa non del tutto rapida, dato che le 4 antenne non sono intercambiabili e l’alimentatore richiede parecchio spazio) il setup è come di consueto molto guidato e semplice da completare anche per i meno esperti. È comunque apprezzabile come sin da subito la piattaforma non voglia porre limiti e dia all’utente la possibilità di “affondare le mani nella marmellata”. Nonostante chi stia scrivendo sia stato etichettato “quello che ne sa di informatica” per tutto il periodo scolastico e in parte anche per quello lavorativo, non ho però sentito la necessità di perdermi tra le impostazioni per far funzionare tutto: il router è particolarmente intelligente e riesce a gestire le connessioni in autonomia. L’unica pecca in questo versante è data dal fatto che utilizzando l’accoppiamento tramite WPS e quindi premendo il tastino dedicato sul router, la connessione avvenga tramite la banda da 2.4ghz e non con la più performante 5.0ghz, richiedendo all’utente di immettere la password sul dispositivo.

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Per quanto riguarda l’uso con le console, l’UpnP funziona più che discretamente senza che dobbiate perdere tempo con l’annoso problema dell’apertura delle porte: ad esempio, con lo stesso provider (Fastweb ADSL) e con le stesse console, prima non riuscivo neanche ad entrare in una chat audio su PS4 con un amico con Fastweb Fibra, ora invece il tutto si svolge senza incidenti. Restano però dei problemi all’interno dei singoli gioci, dove ad esempio Call of Duty Black OPS III non ci consente di entrare entrambi nella stessa lobby, costringendoci a trovare un terzo che faccia da host. In questi casi, effettivamente limitanti, la problematica è da ricercare nei settaggi dell’altra persona, in quanto, come accennato prima, l’apertura delle porte in modo automatico funziona a pieno.

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Al di fuori delle funzionalità classiche, il router ha la capacità di prioritizzare il flusso internet. Purtroppo però il tutto sembra troppo legato al test che viene effettuato tramite SpeedTest.net nel momento iniziale: il router sa quanta banda al massimo può arrivare dall’esterno e la ripartisce verso i dispositivi interni, ma in alcuni casi in maniera totalizzante; ad esempio Netflix o Xbox One, pur essendo impostati come “Priorità Media” non lasciano spazio agli altri dispositivi magari impostati come “Priorità Elevata”, che diventano quasi inutilizzabili. Ovviamente questo accade dove la lina ADSL non sia costante e ben carrozzata, costringendo il router a fare dei compromessi.
Come riportato in precedenza, il router è particolarmente prono alle modifiche più fini nei settaggi, arrivando fino alla possibilità di scegliere se tenere accese tutte le luci (particolarmente potenti), spegnerle tutte o solo alcune. È anche possibile interagirvi attraverso un’applicazione apposita denominata “Genie” che però non lascia grandi spazi di manovra. Da segnalare la presenza di un rilevatore della potenza del segnale WiFi, solamente nella versione per Android. In generale, nonostante gli evidenti sforzi, la parte software sembra ancora il lato debole del pacchetto, dove invece competitor com Fritz hanno lavorato molto più a fondo per offrire un’esperienza più ariosa e dinamica.

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Dove invece un router top di gamma di questo genere riesce veramente a svoltare la situazione è la gestione della rete interna; spostare file tra vari pc, effettuare streaming interno e quant altro non è mai stato così rapido. Per fare degli esempi pratici, avendo collegati sia Xbox One che un vecchio laptop HP del 2008 alla banda da 5.0Ghz, lo streaming dei contenuti della console verso il pc può essere fatto tranquillamente al livello qualitativo massimo, con latenza inpercettibile (nei limiti della tecnologia stessa). Al contrario Ps4 e PsTV, non supportando la frequenza più alta ma solo la classica 2.4Ghz non si avvantaggiano di molto, fermo restando che per questa soluzione è possibile anche lo streaming diretto senza passare dal router, che offre la massima qualità, nei limiti di distanza tra le console e tecnici per la limitata PsTV. L’utilizzo più concreto delle capacità del router lo abbiamo però con Plex: nonostante il router stesso sia capace di fare da hub multimediale, in casa abbiamo disposto un server Plex, in grado di dare accesso ai contenuti video da tutti i dispositivi connessi alla rete. È capitato quindi che contemporaneamente ci fosse uno streaming a 1080p verso Nvidia Shield TV collegata alla televisione, mentre avveniva un altro flusso di streaming della medesima qualità verso, ad esempio, un iPad in un’altra stanza della casa. Benché il risultato dipenda primariamente dalla capacità di encoding del server, non abbiamo mai riscontrato problemi di banda, rallentamenti o abbassamenti di qualità, dove magari in precedenza poteva capitare utilizzando il vecchio Chromecast che, anche lui, supporta solamente la frequenza 2.4Ghz.

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Trattandosi ormai di parte d’arredo, è necessario valutare anche l’aspetto del router. Nella nostra esperienza, all’interno di un salotto tutto sommato moderno, dai colori prevalenti bianco e nero lucidi, le sue linee tagliate e spigolose gli donano un look consistente con l’ambiente, ma comunque capace di generare un bel colpo d’occhio. Non è certo un apparecchio che tende a nascondersi, con la sua stazza veramente imponente, le griglie ben in vista e le quattro enormi antenne, ma può comunque essere gestito e integrato nell’arredo. Ad esempio, nella nostra famiglia, dove internet è pressoché il basamento, lo potete vedere come radici di un albero che riporta ricordi fotografici.

Dopo questo periodo di convivenza con Nighthawk X4S di Netgear la necessità di mantenere al passo coi tempi anche il router e non solo i dispositivi all’interno della casa, si è fetta più nitida. Certo, non è necessario che in tutte le case d’Italia sia presente un top di gamma di questa caratura, l’importante è porre attenzione a dettagli base come la presenza della doppia banda 2.4Ghz e 5.0Ghz, che fa davvero la differenza, e magari dare una chance alla tecnologia MIMO, che potrebbe migliorare la stabilità di connessione con i dispositivi supportati.

CD Projekt RED ha rilasciato tramite il suo account Twitter le prime due immagini che mostrano l’ambientazione di Blood And Wine, il prossimo DLC previsto per l’eccellente e longevo The Witcher 3: Wild Hunt.

L’azienda polacca, che ha già sviluppato il DLC Hearts Of Stone, è piuttosto avara di dettagli riguardanti la sua prossima avventura, limitandosi a dire che essa si volgerà nelle terre di Toussaint, una regione non ancora raggiunta né dalla guerra né dalla caccia selvaggia, dove antichi e nobili ordini cavallereschi, immersi in un’atmosfera quasi fiabesca, nascondono in realtà un oscuro segreto.

Blood And Wine, la seconda espansione di The Witcher 3, è all’orizzonte” ha inoltre dichiarato il game director di CD Projekt RED, Konrad Tomaszkiewicz “Si tratta di un’enorme nuova terra da esplorare, visivamente diversa da ogni altra cosa abbiate visto in Wild Hunt o in Hearts Of Stone”.

Blood And Wine è previsto per la prima metà del 2016 e promette circa una ventina di ore di nuove avventure.

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Arriva l’ Holiday Surprise Box 2015 targato Square Enix. Questo interessante bundle vi darà la possibilità di acquistare, in busta chiusa, una serie di giochi Square Enix, per un valore totale di 70 euro, pagando solamente 6,49 euro.

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L’Holiday Surprise Box è disponibile alla prenotazione sullo store Square Enix. Conterrà 5 titoli PC digitali e altre offerte dello store.
Il contenuto di questa sorpresa esclusiva sarà annunciato il 18 Dicembre alle 16:00.

Potete prenotare il Box a questo indirizzo

Bethesda ha appena rilasciato la patch 1.2 per il suo ultimo gdr nella versione per PlayStation 4.

L’aggiornamento per Fallout 4, di circa 500 MegaByte, sistema alcuni bug minori sia grafici che di sistema, e in particolare migliora la qualità audio del doppiaggio italiano.

La medesima patch è disponibile da qualche giorno per la versione PC, mentre ancora non sappiamo quando verrà rilasciata la quella per Xbox One.

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Archiviati anche i The Game Awards 2015, l’anno in corso si appresta a giungere alla sua più che degna conclusione videoludica. Ma prima di lasciarci investire dall’inevitabile hype per i titoli più attesi del 2016, concentriamoci su un gioco che strapperà un sorriso ai fan più accaniti della serie di ligh novel giapponesi Sword Art Online, scritta da Reki Kawahara e illustrata da abec.

Sword Art Online: Lost Song è il diretto successore di Sword Art Online: Hollow Fragment, di cui vi abbiamo parlato nell’estate del 2014. Abbandonati i pericoli di Aincrad (ambientazione dell’arco narrativo delle prime due light novel, dove trova spazio proprio quella Hollow Area anacronistica che abbiamo avuto modo esplorare in SAO: Hollow Fragment), Kirito e compagni si trovano ora a sbrogliare le matasse dell’universo multirazziale di ALfheim Online.

Sword Art Online: Lost Song (PS4) Recensione

Dove eravamo rimasti?

Il ciclo narrativo di Aincrad è dunque concluso e l’arcinemico Heathcliff non rappresenta più una minaccia reale e men che meno virtuale. È così dunque che a convalescenza ultimata la compagnia di Kirito-kun si getta senza indugio nel Virtual Reality Massively Multiplayer Online Role-Playing Game (VRMMORPG) di ALfheim Online, universo composto da continenti fluttuanti dalla eterogenea geomorfia. Seguendo dunque la stessa linea temporale (alternativa, rispetto a quella delle light novel originali) di Hollow Fragment, il gioco comincia con i nostri eroi alle prese con la prima espansione di ALfheim, Svart ALfheim.

Per la prima volta in un gioco ambientato nell’universo SAO potremo potremo impersonare non solo l’eroe Kirito ma un più vasto totale di diciannove personaggi tra i più celebri dell’anime e del cicli di Kawahara (due di questi ottenibili esclusivamente tramite DLC). Il gioco permette inoltre di creare il proprio personaggio, che verrà però gestito nell’arco narrativo come se fosse l’eroe Kirito. Tre sono i nuovi personaggi inediti che vengono introdotti in SAO: Lost Song. L’idol russa e al contempo promettente scienziata Nanairo “Seven” Arshavin”, con una mania per la realtà virtuale, Rain, ragazza che seguirà il protagonista durante le sue avventure e Sumeragi, guardia del corpo di Seven.

Muovendo i primi passi nelle regioni dei nuovi continenti fluttuanti ci verrà fornita una panoramica dell’eterogeneo mondo di gioco e dei suoi equilibri: la gilda conosciuta come Shemrock, che fa capo all’idol scienziata Seven, conta tra i suoi membri il 30% dei top player dell’universo di gioco. La sua guardia del corpo Sumeragi detiene il titolo di miglior spadaccino del mondo a seguito della vittoria in uno scontro diretto con il leader del clan Salamander, Eugene. La trama ruoterà attorno a questi inediti nuovi personaggi con cui Kirito e associati dovranno condividere gioie e dolori nelle innumerevoli battaglie aeree e di terra che li attendono.

Sword Art Online: Lost Song (PS4) Recensione

Vola vicino al sole, bruciati senza riserbo

Disponibile su Play Station 3, Playstatin 4 e Play Station Vita, il nuovo titolo Namco Bandai riprende quello che era il sistema di gameplay dei titoli precedenti e implementa un nuovo sistema di esplorazione e combattimento aereo dell’universo fluttuante: l’introduzione della simulazione di volo promette di essere il punto più alto dell’esperienza videoludica del titolo. I comandi sono molto semplici e un essenziale tutorial ci mostrerà come potremo usufruire sin dalle primissime fasi di gioco delle ali dei nostri protagonisti per librarci in volo in due diverse modalità, una dal taglio esplorativo e la seconda che ci permetterà di compiere distanze più elevate a maggior velocità. Proprio come accade a terra, anche le azioni in volo saranno dettate da una barra della stamina che ci permetterà scatti e riprese per un tempo limitato, prima di riempirsi automaticamente quando torneremo ad andature più blande.

Come per i titoli precedenti, potremo impostare in quadranti di slot un totale di azioni tra abilità speciali direttamente collegati all’equipaggiamento ed arma in uso e magie. Una volta padroneggiati gli strumenti di combattimento a terra e in cielo, sarà divertente affrontare orde di nemici su più livelli alternando magie e abilità in maniera sufficientemente fluida. Nel nostro quartiere generale in città, nella più classica delle locande potremo salvare il gioco, cambiare abilità ed equipaggiamento e impostare il team di massimo tre personaggi che comporrà la prossima fase della nostra avventura. In città sarà poi possibile craftare nuovi equipaggiamenti e accettare missioni secondarie da risolvere a terra o in cielo per ottenere nuovo equipaggiamento o materiale per le nostre azioni di craft. Fin qua tutto bene dunque.

Sword Art Online: Lost Song (PS4) Recensione

Un paio d’ali non basta

Se le prime ore di gioco nell’universo di Svart ALfheim scorrono senza intoppi e in qualche modo piacevoli, proprio quando ci staremo per convincere che in fondo quella sensazione di libertà dettata dalla possibilità di esplorare il mondo non solo in lungo e in largo ma anche in “alto” ci accompagnerà fino alla fine del gioco, ecco che le cose prendono una brutta piaga.

La prima delle situazioni che non riusciremo a digerire risulterà probabilmente nella ripetitività di nemici, dungeon e azioni che potremo intraprendere. Le stesse situazioni di gioco ci vengono presentate decine e decine di volte senza nemmeno un diverso condimento, i cieli saranno presto tutti facilmente riconoscibili e i nuovi dungeon pressoché indistinguibili dai precedenti. Accompagnati da una colonna sonora anch’essa ripetitiva e per nulla originale, ci accorgeremo troppo presto che quel senso di libertà assaporato nelle primissime fasi verrà per buona parte del gioco inasprito da limitatori di altitudine che non ci permetteranno di godere appieno delle ali magicamente comparse sulle nostre schiene.

E a nulla servirà cercare svago nelle missioni secondarie o coltivare le relazioni tra Kirito e i compagni di viaggio. Le prime risulteranno presto mortalmente ripetitive quanto l’universo che ci circonda, mentre le seconde dettate da dialoghi surreali, scostanti e non contestualizzati anche nel caso di relazioni sentimentali tra personaggi e spesso correlate alle già citate monotone missioni secondarie.

A smorzare l’entusiasmo iniziale contribuisce in maniera determinante la trama di gioco: senza la presenza di un arcinemico mortale, senza il peso di migliaia di vite sulle nostre spalle, senza ostaggi in pericolo o mondi da salvare, Lost Song incespica in un sussegui di scene troppo lineari, prevedibili anche dal fan meno esperto e assolutamente non motivanti.

Ben presto ci accorgeremo come ci verrà naturale preferire un ristretto numero di personaggi giocabili per poi concentrarci esclusivamente sul loro sviluppo e sul loro equipaggiamento, con un livello di fan service insufficiente al punto che nemmeno i preferiti tra i nostri personaggi di Sword Art giocabili ci salveranno da quel senso di vuoto che mai più avremmo immaginato potesse rimanere a tal punto incolmato.

Sword Art Online: Lost Song (PS4) Recensione

A spezzare la continuità del gameplay, una delle poche note positive del gioco  risulta essere il multiplayer. Sarà infatti possibile connettersi senza problemi alla rete per reclutare un massimo di due amici o giocatori e affrontare insieme le orde di nemici poco dettagliati e dallo scarso numero di pixel sincronizzando attacchi e strategie. In questo modo affrontare l’ennesimo drago che ci attende in un cielo dalla grafica opinabile o il guerriero deforme già visto appena dieci minuti prima tra quelle colonne in un tempio che non fa invidia alle grafiche old gen potrebbe risultare meno noioso.

Insomma, se siete fan sfegatati della saga e non vi siete mai perso nulla dell’universo di Sword Art, dalle ligh novel all’anime passando per i cicli narrativi alternativi dei videogiochi dedicati, troverete in Sword Art Online: Lost Song un titolo apprezzabile. Una campagna single player noiosa e poco incisiva, dalla trama prevedibile e dai dialoghi superflui e sconnessi, accompagnati da grafiche e musiche non al passo coi tempi e orde di nemici indistinguibili dopo poche ore fanno di Sword Art Online: Lost Song un action RPG che raggiunge solo la sufficienza. Nonostante l’ebrezza del volo in un contesto action, Lost Song non è il miglior RPG da inserire nella wishlist del prossimo Natale.

Qualche giorno fa vi avevamo avvertito su una voce che riguardava un probabile sviluppo di Half Life 3: il titolo infatti spuntava fra le voci dello Steam Database.

Half life 3

Erano informazioni inaffidabili, infatti gli stessi gestori hanno avvertito che le voci del database possono essere modificate da terze parti, rinominandole senza problemi, o, come probabilmente in questo caso, voci che sono state inserite tempo fa per progetti ideati ma poi cancellati.
In conclusione, se sperate ancora in Half Life 3…continuate a sperare!

 

Titolo già uscito ormai più di dieci anni fa su GameCube, Resident Evil Zero è sempre più vicino ad approdare su Playstation3, Playstation 4, Xbox 360, Xbox One e PC. Lo vedremo infatti fare la sua comparsa il 19 gennaio del prossimo anno.

Resident Evil Zero HD Remaster data di uscita

L’edizione HD non conterrà solamente il gioco con una grafica potenziata, ma anche delle nuove features, come un sistema di comandi rivisto e modernizzato e un’esclusiva modalità “Wesker“, dove vi ritroverete ad affrontare al trama con il villain più famoso della saga.
Inoltre, prenotando il titolo su tutte le piattaforme (esclusa Xbox 360) avrete accesso a dei costumi esclusivi per i protagonisti: una divisa da mercenario per Billy e una da Cheerleader per Rebecca.

Ecco alcune immagini dei costumi:

Resident Evil Zero HD Remaster data di uscita
Resident Evil Zero HD Remaster data di uscita
Resident Evil Zero HD Remaster data di uscita
Resident Evil Zero HD Remaster data di uscita
Resident Evil Zero HD Remaster data di uscita

 

A pochi giorni dalla pausa che la beta di Overwatch sta per prendersi, il game director Jeff Kaplan ha rilasciato alcune interessanti novità sul titolo, parlando direttamente in video.

Le sue dichiarazioni spaziano dai piani per l’inserimento di nuovi eroi e mappe, fino a parlare dell’interfaccia di gioco.
Riassumendo:

  • Si potrà disattivare la killcam dal menù di gioco.
  • Verrà aggiunta in futuro un’opzione per regolare o eliminare la musica di gioco.
  • Sarà migliorata la schermata delle statistiche di fine partita e il sistema di voti.
  • Verrà implementato il killfeed, ma senza travolgere l’interfaccia di gioco.
  • Nessun contenuto a pagamento dopo il lancio

Overwatch contenuti aggiuntivi

L’ultima dichiarazione è sicuramente la più interessante. Tutti i contenuti aggiuntivi rilasciati dopo il lancio del gioco, saranno disponibili gratuitamente per tutti i possessori del titolo.

Ricordiamo che Overwatch è attualmente in closed beta su PC. Sarà rilasciato il 21 Giugno 2016 per PC, Playstation 4 e Xbox One

È da molto, troppo tempo che i fan della Nintendo sentono un grosso vuoto nel cuore. Iniziata ai tempi del Super Nintendo, F-Zero ha sempre avuto sui videogiocatori un impatto molto forte: un gioco di corse in macchina futuristico, che dona un senso di velocità veramente incredibile e con personaggi ben caratterizzati, ognuno con una propria storia e con una ragione per partecipare alla gara.

L’ultimo titolo della saga arrivò su Gamecube, con quel capolavoro di F-Zero GX, al momento ancora, forse, gigante incontrastato che è stato emulato più volte, per esempio con i capitoli più recenti della serie Wipeout, ma senza mai riuscire a restituire quella magia appartenente alla sola saga di Captain Falcon.

Adesso, dopo il tiepido e poco conosciuto Fast Racing League uscito nel 2011 per Nintendo Wii, i ragazzi di Shin’en Multimedia ci riprovano proponendoci Fast Racing NEO, considerato ormai da tutti come il vero seguito spirituale di F-Zero, nella vana speranza di un nuovo capitolo da parte di Nintendo. Sarà davvero degno di prendere il posto di un nome tanto importante?

Fast Racing NEO recensione

A bordo e pronti a sfrecciare

Fast Racing NEO non si perde in alcun preambolo: non appena faremo partire il software ci ritroveremo immediatamente nel menù di gioco e pronti a partire. Niente tutorial per noi: sulla schermata appariranno solamente le voci delle varie modalità, salvo una mappatura dei comandi base del pad mostrata durante le fasi di caricamento.

A meno che non siate talmente folli da lanciarvi immediatamente nella modalità online, che non ha bisogno di presentazioni, la vostra unica opzione all’inizio sarà affrontare la sezione Championship, che è ovviamente la gara principale. Qui, alla stregua di Mario Kart, troveremo quattro diverse coppe delle quali potremo selezionare solo la prima, poiché per sbloccare la successiva è necessario arrivare almeno al terzo posto di ogni singola sfida. Ognuna di queste coppe è composta da quattro diversi tracciati, il che porta il totale dei circuiti selezionabili a sedici. Tali tracciati sono tutti ottimamente realizzati, ognuno con una propria identità molto marcata e che denota un level design invidiabile.

Dopo la scelta della macchina con cui gareggiare, verremo quindi catapultati in una sfida in cui i partecipanti si battono per la vittoria e per la gloria a costo della vita, poiché ognuna delle piste è dotata di svariate trappole e infidi espedienti per uccidere i partecipanti. Questi possono essere semplicemente burroni o alti lanci nel vuoto, ma anche pale eoliche che vorticano di fronte a noi, stalattiti di ghiaccio o bocche di fuoco poste sul terreno. Per noi giocatori queste trappole potrebbero avere ben poco significato: essere distrutti comporta solamente un respawn che ci farà perdere tempo prezioso con somma gioia dei nostri avversari, ma in termini di lore, il fatto che ognuna di queste gare sia un tranello mortale rende il titolo quantomeno sadico e vicino alle produzioni quali Hunger Games et similia.

Fast Racing NEO recensione

Una volta in gara (e dopo aver appurato che anche qui è presente il tanto amato boost iniziale come in Mario Kart), i pulsanti principali sono bene o male quelli che tutti si aspettano: l’accelerazione e la frenata. Tuttavia al posto della derapata di Mario Kart troviamo uno spostamento laterale, atto ad avere una maggior precisione del nostro posizionamento su strada.

Le particolarità, da questo punto di vista, sono il NOS e i dash posti a terra. Il NOS è una accelerazione enorme che potremo utilizzare solamente consumando parte di una barra posta in basso sullo schermo, tale barra può essere caricata collezionando le sfere gialle che troveremo durante la nostra corsa. I dash a terra, invece, nonostante si possa pensare che funzionino in modo equivalente a quelli di Mario Kart, hanno invece qualcosa di diverso: sono lunghi percorsi che possiamo trovare di colore blu o colore arancione. Uno dei tasti dedicati a questo gioco permette alla nostra macchina di modificare la sua “aura” energetica tra gli stessi due colori: tale non è solo un mero orpello estetico, ma determina invece la nostra capacità di usufruire di tali dash posti sul terreno. Salire su un dash mentre ci troviamo del medesimo colore ci permetterà di approfittare dell’incremento improvviso di velocità, ma se ci finiremo vestiti del colore opposto, al contrario verremo risucchiati da correnti elettriche che ci deruberanno della nostra accelerazione. Questo dà vita effettivamente a un minigame interno al titolo molto interessante, poiché il posizionamento di diversi dash in sequenza costringe il giocatore non solo a cercare di salirci a tutti i costi per guadagnare terreno, ma anche a fare molta attenzione a quale colore indossa la macchina in quel momento, con cambi repentini e che necessitano grandi riflessi, considerato il fatto che la nostra mente sarà già impegnata a gestire un tracciato su cui sfrecciamo a velocità disarmanti.

Una volta completata ogni coppa, questa sarà sbloccata nel gioco libero e nel tanto amato Time Attack, dove potremo mettere alla prova i nostri tempi migliori per allenarci. Per chi ama il multiplayer locale potremo giocare con uno split screen fino a quattro giocatori, senza perdere nulla dei 60 FPS granitici promessi e con la possibilità di utilizzare tutti i pad possibili che siano compatibili con Wii U. È presente infine anche una modalità Eroe sbloccabile solamente una volta completate tutte le coppe, ma vi lasciamo il divertimento di scoprire da soli di cosa si tratta.

Fast Racing NEO recensione

Veloce e preciso

Fast Racing NEO è riuscito seriamente a stupirci: un team di sole tre persone ha infatti realizzato un titolo che farebbe invidia a molte altre grosse produzioni. Graficamente è impossibile lamentarsi: troviamo un ottimo lavoro sia nei modelli che nelle texture, abbiamo una sensazione incredibile di velocità su schermo, e i tracciati sono tutti ben realizzati con un design privo di difetti.

Il comparto audio ci dona delle musiche grandiose e in perfetto stile F-Zero: pompate, elettroniche, che donano al giocatore una carica non da poco e aiutano a immergersi nel mondo della velocità e del futuro.

Se consideriamo che questo gioco è in vendita a soli quindici euro e che occupa su hard disk poco meno di 600 MB, possiamo decisamente affermare che la grafica, le modalità, e il numero di tracciati a nostra disposizione sono ben più di quanto avessimo potuto sperare.

Fast Racing NEO recensione

Fast Racing NEO porta nelle nostre case, ancora una volta, il tanto voluto racing ad alta velocità e futuristico. A un prezzo ridottissimo di quindici euro vi aggiudicherete un titolo prodotto con una cura quasi maniacale nei dettagli, grazie a un team di sole tre persone che ci stanno praticamente regalando un’esperienza con sedici tracciati, diverse modalità, e anche la possibilità di sfidare altri avversari in un multiplayer online. Noi ci sentiamo di promuovere a occhi chiusi questo gioco e di affermare che, in attesa di un nuovo capitolo Nintendo, è riuscito nel suo intento di riportare nelle nostre vite l’amato F-Zero. Per quanto riguarda voi, a questo prezzo non avete davvero scuse: disporre di una Wii U e non acquistare questo titolo è quasi un crimine.