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Quasi Tutti gli Articoli in questa categoria sono tratti dal sito: http://www.gamesource.it/ a cui va riconosciuto il giusto merito e va tutta la mia gratitudine per l’ottimo lavoro che svolgono

La data di lancio di Anthem è ormai prossima e EA e BioWare continuano ad alimentare l’hype per il gioco mostrandoci sempre nuovi contenuti.

Durante l’ultima livestream sono stati infatti mostrati gli Strongholds, una sorta di equivalente degli Assalti di Destiny 2.

Lo Stronghold mostrato durante la live si chiama The Temple of Scars ed è, presumibilmente, uno dei primi che si potranno affrontare, dato che non sembra essere molto complesso. Avanzare in maniera piuttosto lineare tra le stanze, uccidere gli avversari e risolvere semplici enigmi ambientali.

Bioware ha annunciato che gli Strongholds avranno la possibilità di matchmaking, quindi si potranno affrontare anche assieme a perfetti sconosciuti e che Anthem, almeno per un primo tempo, non avrà raid, che faranno però la loro comparsa in tempo con i primi giocatori arrivati all’end game.

L’articolo Anthem – Mostrati per la prima volta gli Strongholds proviene da GameSource.

Grazie ad Acer abbiamo potuto assistere alla presentazione ufficiale del Predator Thronos, una speciale Gaming Chair dedicata a tutti coloro che vogliono godere di una maxi esperienza di gioco circondati dalla massima espressione del comfort gaming.

Acer Predator Thronos

La postazione ideata da Acer ricorda un po’ le moto futuristiche dei migliori film sci-fi eppure, ben salda al terreno, offre al giocatore una grandissima qualità in termini di efficenza e prestazioni proprio per accontentare l’élite dei videogiocatori. Tre i monitor da 27 pollici supportati da questa postazione, posizionati sul braccio superiore che si solleva per far accomodare il giocatore.

Nello speciale alloggiamento laterale poi, il vero motore del divertimento: un Predator Orion 9000, che grazie alla sua potenza vi permetterà di giocare al massimo delle risoluzioni e al massimo delle performance. Tastiera, mouse e cuffie chiudono l’insieme di prodotti Acer compresi nel “pacchetto” Predator Thronos.

Prima di passare però alle nostre considerazioni, ecco alcuni dati tecnici della postazione:

  • Peso: 180Kg
  • Dimensioni: 153.8 x 100 x 158
  • Colorazione: Nero in doppia tonalità con dettagli blu
  • Volt: 220v-240v o 110v
  • Watt: 180w
  • Desktop: Predator Orion 9000
  • 3xMonitor: Predator Z271U
  • Cuffie: Predator Galea 300
  • Tastiera: Predator Aethon 500
  • Mouse: Predator Cestus 510

Acer Predator Thronos

Durante la nostra presenza alla presentazione abbiamo potuto assistere alla potenza e alla magnificenza di questo prodotto che in tutte le sue forme sinuose avvolge il giocatore al suo interno. Nonostante non sia un prodotto adatto a tutti, è sicuramente uno di quei prodotti elitari che riempie gli occhi dei più fedeli appassionati al mondo gaming. Un oggetto futuristico questo Predator Thronos, che dimostra ancora una volta come Acer abbia saputo stratificare la sua gamma di prodotti: Predator e Nitro sono un esempio tra i tanti che questa grande azienda propone, arrivando a offrire ogni tipo di soluzione per le svariate esigenze dei giocatori. In una location ad-hoc e grazie ai continui giochi di luce, il Predator Thronos è risultato essere davvero un prodotto pensato per avvicinare il futuro del gaming PC ai giocatori odierni sempre più affamati del connubio estetica-performance.

Comodo, futuristico, performante, avvolgente. Ognuno di questi aggettivi descrive al meglio le sensazioni che un giocatore prova al suo interno: quasi ammaliato da cotanta sostanza si è quasi stupiti di come videogiocare in maniera confortevole aiuti a massimizzare le performace in-game. Chiariamoci, l’abilità di un giocatore passa sempre delle sue competenze all’interno del gioco e dai suoi riflessi, d’altro canto però potersi concentrare in diverse posizioni grazie alla possibilità di reclinare la poltrona (fino a 140 gradi) è obiettivamente più soddisfacente che su una normale seduta.

Acer Predator Thronos


Acer Predator Thronos è un prodotto che non soddisferà tutti i palati, ma il suo lancio sul mercato è un segnale forte che spinge l’asticella del PC gaming a un livello successivo in termini soprattuto in termini di comfort. Il pacchetto con cui immesso sul mercato è omnicomprensivo di ogni gadget e strumento possa servire al giocatore: dal mouse alla tastiera, passando per le cuffie. I tre monitor da 27 pollici inoltre permettono di ampliare il raggio di visibilità durante le sessioni di gioco, immergendo il giocatore in una sensazione di pieno controllo.

Il Predator Thronos è disponibile su richiesta a un prezzo di listino di 9.999 euro.

L’articolo Predator Thronos: Il Trono di Acer è qui! proviene da GameSource.

Bandai Namco ha rilasciato alcuni screenshoot riguardanti i nuovi personaggi giocabili in Jump Force. Si tratta di Trunks della serie Dragon Ball, Renji Abarai di Bleach e la conturbante Boa Hancock da One Piece.

Jump Force

jump force

jump force

L’uscita di Jump Force è prevista per PlayStation 4, PC e Xbox One il 14 febbraio 2019 in Giappone e il giorno successivo, 15 febbraio, in Europa e America.

L’articolo Jump Force – Confermati tre nuovi personaggi proviene da GameSource.

C’era una volta un regno governato da un imperatore dal pugno di ferro e un’eroina che deve salvare tale regno dalla fine incombente“: questo potrebbe essere l’incipit di Omensight, seguito spirituale di Stories: The Path of Destinies della casa indipendente Spearhead Games, se fosse una favola.

In effetti Omensight, della favola, ne ha tutti gli elementi, avendo come personaggi principali animali esattamente come si confà con questo antico genere letterario di stampo moralistico.

Omensight

“Uccelli, topi e…”

Siamo ad Ullaria, regno diviso in due grandi tribù: quella degli uccelli, i regnanti di nome Pygaria e Rodentia, terra di roditori che scalpitano per l’indipendenza. Le due specie sono in un’aspra guerra tra di loro da anni, guidati rispettivamente dal severo Imperatore Indrik e dalla giovane topolina Ratika. La guerra volge al culmine, a causa del brutale omicidio di Vera, gufo Sacerdotessa-senza-Dio, che accelera il conflitto.

Ovviamente, essendo Omensight un videogioco, diventiamo parte attiva della narrazione, nei panni dell’Araldo (Harbinger), una figura femminile muta ed eterea dai capelli azzurri raccolti in una lunga coda, ultima di una lunga scia di Araldi il quale compito è salvare il mondo quando la situazione si fa critica e ora la morte della Sacerdotessa sconvolge l’equilibrio del mondo. Infatti, se il nostro scopo sarà quello di investigare su chi si sia macchiato di tale onta e riportare l’anima della Sacerdotessa all’Albero della Vita (un moderno Yggdrasil) per permetterne la reincarnazione, il gioco, pur concentrandosi su quello, aggiunge un po’ di pepe alla favola: evitare la distruzione del mondo a causa del risveglio del serpente Voden, purpurea incarnazione del Vuoto.

L’Araldo arriverà durante gli ultimi attimi del conflitto, e attraverso un legame con l’anima degli altri protagonisti caduti potrà viaggiare nel tempo, più precisamente nei ricordi di ogni singolo personaggio, per scoprire e cambiare il corso degli eventi.

Omensight

L’Araldo ne L’Albero della Vita

Il mistero di Vera ci accompagnerà dall’inizio alla fine del gioco, attraverso numerosi viaggi nei ricordi all’ultimo giorno dei personaggi che diventeranno alleati (o nemici) e compagni di gioco attivi, con proprie abilità combattive e dialoghi nel corso della “loro” storia.

I personaggi che accompagneranno l’Araldo sono cinque, le cui storie e passati sono intrecciati tra loro: Indrik, uccello sovrano di Ullaria dal pugno di ferro, che ha ereditato il trono; Draga, leale e assennata generale felino dell’esercito reale; Ratika, giovane e scanzonata topolina scelta come comandante delle truppe di Rodentia che, strimpellando la balalaica ricevuta in dono, utilizza la cosiddetta magia bardica; Ludomir, nerboruto orso con il vizio del bere e con un legame con la Sacerdotessa-senza-Dio; Vera, al fianco di sua maestà e dal compito fondamentale di equilibrio delle forze del mondo. Il gioco ruota attorno a queste sei figure, più una di contorno, la Strega, che guida (e salva) l’Araldo. Sparsi per il mondo di gioco, con un po’ di sana esplorazione, sarà possibile trovare ricordi di ciascun personaggio, che letti nel menù apposito si riveleranno come estratti di un grande romanzo che esplora i singoli animali: scopriremo, ad esempio, come per i felini come Draga è difficile scalare i ranghi sociali, essendo malvisti dalla società, come Ratika entra in possesso della balalaica, l’infanzia di Indrik e altre piccole chicche.

Il mondo di gioco è diviso in cinque aree tra cui, ad esempio, la Prigione o la Foresta. Dovendoci spostare dall’inizio alla fine tra questi cinque luoghi, finiremo per conoscerli a menadito, perché si sa come funzionano i viaggi temporali e Omensight non fa eccezione: ripetere gli stessi eventi finché un cambiamento, una scoperta, non cambia l’ultimo giorno (centro nevralgico degli eventi e “tempo” massimo in cui si muove l’Araldo) per arrivare più vicino alla verità. Da questo punto di vista, essendo le aree sempre quelle (ma percorse con personaggi ed eventi leggermente diversi) il gioco può risultare un po’ ripetitivo. C’è da dire che non tutta la mappa dei cinque luoghi sarà immediatamente disponibili con un personaggio: spesso dovremo attendere un diverso corso degli eventi per “sbloccare” parti a malincuore ignorate prima.

Ad aumentare la rigiocabilità ci sono i Sigilli, vere e proprie serrature magiche legate ai diversi personaggi che si sbloccano con intuizione nel corso dell’avventura. Spearhead Games cerca di dare varietà ai luoghi attraverso queste trovate e se in parte ci riesce, per un’altra parte maggiore i luoghi sono comunque sempre gli stessi, finendo la maggior parte delle volte per rivelare collezionabili in più, comunque meritevoli di raccolta (in particolar modo i ricordi). Omensight, a ogni modo, premia l’esplorazione, tanto da aggiungere un bonus esperienza a fine livello se siamo stati bravi esploratori.

Omensight

Pygaria e Rodentia: la mappa di gioco

“La verità ti distruggerà l’anima”

A cambiare il corso degli eventi ci sono gli omensight, rivelazioni che – oltre a dare il nome al gioco – troveremo durante le nostre indagini e potranno essere date ai personaggi già incontrati per farli comportare in maniera diversa, giacché l’omensight è una verità che viene trasmessa dall’Araldo a un personaggio come tale e senza possibilità di dubbio. Gli omensight sono anche responsabili nel dividere il gioco in Atti, diradando man mano la nebbia sulla morte di Vera (allontanando, quindi, la minaccia di Voden).

Omensight è descritto un Action Murder-Mystery, pur possedendo elementi da gioco di ruolo e basilare platforming: dall’Albero della Vita, verso cui potremo tornare in ogni momento, potremo salire di livello attraverso l’esperienza accumulata e acquisire nuove abilità come scattare in maniera fulminea o rallentare il tempo attorno a noi; attraverso l’Ambra, invece, trovata sfasciando tutto quello che ci troveremo davanti e aprendo scrigni sparsi per le diverse mappe, sarà possibile acquistare potenziamenti per aumentare la salute, l’energia, diminuire i tempi di ricarica delle abilità e addirittura aggiungere danni bonus per alcuni dei nostri alleati.

Omensight

Le fasi di combattimento con Ludomir l’Orso

Con la possibilità di scegliere tra tre diverse difficoltà (ovviamente, abbiamo giocato in modalità difficile) i combattimenti risultano essere molto serrati con la possibilità di schivare all’ultimo secondo per evitare di essere soverchiati dai nemici, premiando il rischio della concatenazione di combo per ambra ed energia extra, che sblocca attacchi esclusivi a seconda del contatore. Ad aiutarci, come accennato, ci saranno i personaggi dei ricordi nei quali decidiamo di addentrarci, e saranno molto utili a tale riguardo, coerenti con le loro abilità. In generale, il combattimento è più tattico di quanto può apparire a primo acchito, e bisognerà essere cauti per non cadere, anche utilizzando oggetti nelle vicinanze come barili o colonne. Da segnalare, come prova della consapevolezza di Spearhead Games, i commenti dei personaggi quando cercheremo di colpirli con la nostra lama o cincischieremo troppo a distruggere oggetti, divertenti e calzanti, più un gustoso dettaglio ruolistico di un personaggio in particolare. Per quanto riguarda i boss, essi non saranno mai davvero difficili: l’Araldo è una forza della natura, soprattutto se si abusa di una certa abilità ma i boss non sono certo la componente su cui il gioco vuole puntare.

Oltre a una difficoltà di gioco, è presente anche una difficoltà narrativa: il gioco ci permetterà di scegliere tra una modalità detective “assistita” e una modalità “vero detective”. La differenza sostanziale sta nel fatto che giocando con la seconda modalità ci verrà impedito di consultare una sfera delle intuizioni con cui è possibile tener traccia degli indizi (in verde) che estrapoliamo dai dialoghi di gioco, divisi per personaggio e linea temporale. Una feature completamente assente in modalità vero detective, in cui il gioco abbandona al proprio destino il giocatore, permettendogli di fare i collegamenti da sé, ma senza un vero premio finale. In parole povere, la modalità vero detective perché non aggiunge nulla, se non il dover segnarsi gli indizi ed i vari collegamenti su un quaderno. La modalità “assistita” non rovina l’esperienza né la facilita più di tanto, è più un rapido aiuto visuale ed il consiglio è consultarla quando necessario.

Omensight

La modalità detective consigliata: quella “assistita”

“Una corsa contro e nel tempo, ma…”

Omensight è localizzato in italiano, sottotitoli compresi, ed è presente solo il doppiaggio inglese del titolo. Esso ci ha molto colpito e non ci ha fatto sentire la mancanza di quello italiano: i personaggi hanno voci coerenti al loro carattere (menzione d’onore per le doti canore di Ratika) e aiutano a immergerci nel mondo di gioco e affezionarci ai personaggi, sebbene la componente “ruolistica” del titolo viene presto a scemare visto che l’Araldo, pur di mandare avanti le indagini, non si farà scrupoli sull’aiutare o – a volte – uccidere in maniera piuttosto brutale chi cinque minuti fa definiva alleato. L’Araldo è una figura super partes dedito a salvare il mondo, certo, ma avremmo apprezzato una possibilità effettiva di scelta e soprattutto di immedesimazione con il protagonista in questo contesto.

Le musiche sono molto degne e fanno la loro parte; ammoniamo, invece, per la scarsità di impostazioni (è possibile cambiare solo la luminosità e la vibrazione controller) e lo schermo non ritagliato perfettamente, che non è possibile modificare (che inficia l’esperienza solo vicino le statue dei personaggi in vista di addentrarci nei loro ricordi). La traduzione italiana è di buon livello, ma sono presenti piccoli errori di battitura qua e là. Prima di approdare su PlayStation 4, il gioco soffriva nell’avere un solo (deludente) finale nonostante la natura di viaggio temporale del gioco che invece invita a multipli finali. Anche grazie alle lamentele dei giocatori, Spearhead Games ha sbloccato un finale alternativo e successivo ai titoli di coda, con cui ha riparato a un errore di fondo e dato giustizia al titolo.

Omensight

Un esempio di interazione: Ratika è il personaggio più divertente di Omensight


L’impegno di Spearhead Games nel creare un mondo di gioco coerente e accattivante è lampante: Omensight è un titolo meritevole e divertente, dalla giusta durata e dal giusto prezzo, e molto più profondo di quanto appaia in superficie. Gli amanti della narrativa troveranno pane per i loro denti attraverso i ricordi. Il ritmo del gioco è incalzante, anche grazie a un mistero costellato con diversi colpi di scena, sebbene giocando nei panni dell’Araldo ci siamo sentiti detective solo in parte, perché il gioco segue un’apparente linearità. Anche attraverso il particolare uso dell’Unreal Engine 4, nitido e colorato, Omensight finisce per diventare una “piccola grande favola”.

L’articolo Omensight – Recensione proviene da GameSource.

Il mondo dei videogames è una terra molto strana, fatta di notizie roboanti e questioni alquanto ambigue, come quella di cui ci apprestiamo a parlare. Il protagonista, seppur indiretto, è PewDiePie, osannato YouTuber periodicamente al centro di grandi celebrazioni o terribili critiche. Recentemente, la figura di spicco della piattaforma Google è stato protagonista di dichiarazioni poco edificanti, in cui glorificava un piccolo canale Youtube protagonista di alcuni video anti-semiti.

pewdiepie

Cosa c’entra Ubisoft? Ebbene, una sua dipendente chiamata Dianna Lora, avrebbe rilasciato dichiarazioni poco carine sul conto di PewDiePie sul suo account privato di Twitter, affermando che “bisognerebbe metter fine a questo personaggio” e che gli sviluppatori avrebbero dovuto “tagliare ogni rapporto con lui”. Com’è lecito aspettarsi, data l’immensa popolarità che godono codesti personaggi dello spettacolo, il commento ha innescato una serie di reazioni negative della fan-base dello YouTuber americano i quali, come spesso succede quando la furia cieca del fanatismo prende il sopravvento, hanno travalicato la ragionevolezza e si sono abbattuti su tutto il resto.

The Division 2

Infatti, le pesanti critiche sono state rivolte prima alla donna poi all’azienda in cui lavora, Ubisoft appunto, per poi dirigersi su uno dei titoli pesanti della compagnia francesce in uscita, The Division 2. Ora, stando a dei rumor circolati in rete, la sfortunata donna sarebbe stata licenziata dall’azienda, seppur non ci siano conferme ufficiali della cosa. Non si conosce, al contempo, il perché del cambio “direzionale” delle pesanti critiche e in che modo la Lora sia effettivamente coinvolta nel progetto.

L’articolo Ubisoft, donna licenziata per aver criticato PewDiePie proviene da GameSource.

Come avevamo scritto ieri, alcune copie di Kingdom Hearts III sono state diffuse con largo anticipo rispetto alla data prefissata per l’uscita del gioco, suscitando scalpore su internet per via di vari filmati presenti in rete. Questa mattina l’account Twitter di Kingdom Hearts ha voluto pubblicare una dichiarazione di Nomura sulla questione.

Il testo del messaggio recita così:

Siamo consapevoli che alcune copie di Kingdom Hearts III sono circolate online prima della data di uscita. Sappiamo inoltre come ciò è successo. Ci dispiace vedere che questo ha destato preoccupazione tra i nostri fan che attendono l’uscita del gioco. Tutto il team sta lavorando dalla notte di ieri per capire cosa fare in questa situazione, ma per prima cosa vi vogliamo chiedere di non condividere questi video. Il finale e il filmato segreto, che sono gli spoiler più grandi del gioco, saranno rilasciati successivamente, in modo tale da non essere mostrati prima dell’uscita del titolo.

Vogliamo che tutti possano provare il gioco dopo la sua uscita, perciò chiediamo il vostro continuo supporto su questa questione. Siamo inoltre molto grati ai nostri fan che hanno avvertito del pericolo degli spoiler. Grazie mille.

Manca un mese all’uscita, godiamoci il gioco insieme quando sarà rilasciato il 29 gennaio 2019.

-Tetsuya Nomura

L’articolo Kingdom Hearts III: Nomura parla dei leak sul gioco proviene da GameSource.

È affascinante analizzare come, con il passare degli anni, alcuni personaggi dei videogiochi della nostra infanzia crescano con noi, tanto da farceli ricordare come vecchi amici che ci fa sempre piacere ritrovare in una nuova incarnazione della saga di cui sono protagonisti. Al nostro primo incontro con Leon e Claire eravamo tutti alle prime armi: noi, eccitati e spaventati dalla novità, muovevamo i primi passi nel mondo dei survival horror dopo l’esperienza del primo Resident Evil; loro, forti della magia in grado di trasformare un ammasso di pixel in un compagno di avventure con cui condividere grandi esperienze, entravano per la prima volta nell’universo narrativo di Capcom.

Sono passati vent’anni da allora e, proprio come si fa durante le rimpatriate con i compagni di scuola, è divertente vedere cosa è successo alla carriera di Claire e Leon, che da studentessa universitaria e neo poliziotto hanno fatto incredibili passi avanti, dimostrando la loro forza come protagonisti della saga survival horror più famosa di tutti i tempi.

Resident Evil 2 Remake

LEON SCOTT KENNEDY

Che bello deve essere, dopo un’infanzia passata a Raccoon City, ritornarvi come agente di polizia, a soli 21 anni e fresco di accademia, pronto a difendere la propria città natale. Peccato che se la città è invasa dagli zombie il primo giorno di lavoro non è proprio dei migliori ma, se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, è sicuramente un’opportunità per fare carriera. È proprio questo che ha fatto Leon Scott Kennedy, dimostrando un’ambizione che pochi personaggi dei videogiochi possono vantare, finendo in pochi anni da semplice cadetto a soldato speciale al servizio del presidente degli Stati Uniti. Ma andiamo con ordine.

Nato nel 1977, Leon è cresciuto con l’insegnamento del nonno e del padre, entrambi poliziotti, che l’hanno spinto a entrare in polizia. Nel 1998 è un giovane diplomato al suo primo giorno di lavoro e si ritrova suo malgrado coinvolto nell’apocalisse zombie di Raccoon City, causata dagli esperimenti della Umbrella Corporation. Qui conosce Claire Redfield – di cui parleremo tra poco – e Ada Wong, conturbante spia doppiogiochista con la quale avrà un combattuto rapporto di amore/odio negli anni a venire. Già in Resident Evil 2 Leon le fa da scudo incassando un proiettile a lei destinato, che gli restituisce subito il favore, rimanendo (apparentemente) uccisa.

Resident Evil 2 Remake

In Resident Evil: the Darkside Chronicles Leon entra a far parte delle forze speciali SOCOM e si reca in Sud America per un’operazione che, di facciata, è volta a sgominare una cellula terroristica. In realtà, in compagnia del soldato Jack Krause – che, prendendo esempio da Ada, si farà credere morto da Leon alla fine del gioco – affronteremo la vera missione, ossia catturare dei narcotrafficanti che commerciano una variante del T-Virus.

Viene poi il momento di Resident Evil 4, punto di svolta tanto per la serie quanto per la brillante carriera di Leon, che nel gioco lavora direttamente per il presidente degli Stati Uniti ed è chiamato a salvarne la figlia, Ashley Graham, da un rapimento. La Umbrella Corporation è ormai un lontano ricordo del passato, ma i virus T e G sono ancora in circolazione, anche se nell’ambientazione spagnola/portoghese in cui è ambientato il gioco il pericolo maggiore è dato dalle Plagas, parassiti che infettano gli organismi ospiti rendendoli simili a cani rabbiosi e violenti. Nel gioco Leon scopre che i legami della sua vita privata si sgretolano tanto più la sua carriera prende il volo: Ada Wong ricompare come se niente fosse dopo essersi finta morta per anni, mentre il rapitore di Ashely è nientemeno che il suo vecchio compagno di avventure Jack Krauser. Anche questa avventura ha comunque un lieto fine, con la missione di salvataggio che si conclude per il meglio.

Resident Evil 2 Remake

Una breve parentesi per il film Resident Evil: Degeneration in cui, nel 2005, il presidente manda Leon a combattere gli zombie in un aeroporto infestato dai non morti e siamo subito al 2011, dove con Resident Evil: Damnation scopriamo che Leon è socio fondatore della Division of Security Operation, organizzazione nata per combattere il bioterrorismo sotto il diretto controllo del nuovo presidente degli USA Adam Benford. In questo secondo film Leon si ritrova presto abbandonato in est Europa a indagare e combattere la più pericolosa minaccia della sua carriera: lickers contagiati dal T-Virus che vengono poi contaminati con le Plagas di RE4.

Ugualmente pericolosa, anche se in altri termini, Ada Wong, che anche in questa avventura fa la sua comparsa al fianco di Leon ma finisce con il perseguire i propri interessi, rischiando come sempre la morte ma cavandosela all’ultimo istante.

Resident Evil 2 Remake

Passano due anni, e siamo nel 2013. Nell’universo di Resident Evil – dopo la parentesi dei film in CG siamo tornati nel mondo videoludico – anche fare il presidente è poco sicuro: all’inizio di Resident Evil 6 Benford viene infettato dall’ennesima variante del T-Virus e Leon è costretto a ucciderlo. L’infezione non è casuale: l’onesto presidente aveva intenzione di raccontare la verità su Raccoon City, ovvero che la Umbrella era finanziata dal governo e che gli zombie non erano altro che l’esperimento fallito di creare un supersoldato da utilizzare in guerra. Per questo “La Famiglia”, società segreta che tira le fila dell’operazione al di sopra delle leggi e del governo, ha deciso di fare pulizia eliminando chi intendeva diffondere la scomoda verità. Leon riesce comunque anche stavolta, come sempre coadiuvato da Ada, a contenere l’ennesima epidemia sintetizzando un vaccino estratto dal sangue del figlio di Albert Wesker, unico umano immune al virus della Umbrella.

In Resident Evil: Vendetta (altro film in CG) Leon lavora con Chris Redfield (RE1) e Rebecca Chambers (RE0) per sventare un nuovo attacco terroristico basato sul virus Trigger, sviluppato da un bioterrorista intenzionato a vendicarsi degli USA, che incolpa per la morte della famiglia in un bombardamento. Il virus contagia New York, ma Leon e Chris riescono a diffondere il vaccino da un elicottero. Alla fine del gioco Leon si chiede per quanto ancora potranno andare avanti così, e il buon Chris – che poi ricomparirà, fedele alle sue parole, nel DLC di Resident Evil VII Nessun Eroe – risponde: “Finché ce ne sarà bisogno“.

Resident Evil 2 Remake

Non ci resta che citare per dovere di cronaca gli spin-off Resident Evil Gaiden, in cui Leon collabora con Barry (altro personaggio storico della serie) e combatte i mostri geneticamente modificati su una nave, e Operation Raccoon City, in cui Leon deve proteggere Shelly Birkin. In questo titolo, a differenza di tutti gli altri della serie, il giocatore veste i panni dei soldati del Delta Team della Umbrella e, alla fine del gioco, può decidere se risparmiare o uccidere Leon.

Ovviamente la seconda scelta è da considerarsi fuori continuity, dal momento che sicuramente il personaggio di Leon Kennedy è troppo importante per la serie e ricomparirà di certo anche nei capitoli futuri.

Resident Evil 2 Remake

CLAIRE REDFIELD

Come per Leon, anche la carriera di Claire è decisamente volta all’eccellenza: la giovane e avvenente ragazza inizia la sua storia come universitaria in cerca del fratello, Chris Redfield, scomparso dopo gli avvenimenti del primo Resident Evil. In RE2 Claire incontra Leon nei primi minuti di gioco, per poi separarsene a causa dell’esplosione di un’autocisterna, ritrovandosi costretta a proseguire da sola per buona parte del gioco. Prima di questo evento non ci sono informazioni sul passato di Claire, quindi possiamo già concentrarci sulla sua carriera e sul suo futuro.

Dopo aver salvato la piccola Sherry Birkin e aver combattuto il dottor William Birkin, tramutatosi nel temibile Tyrant, Claire si separa da Leon e prosegue nella ricerca del fratello. Le indagini la portano in Francia (stiamo già parlando degli eventi narrati in Resident Evil: Code Veronica X) e successivamente, dopo essere stata catturata dalla Umbrella, in Sud America. Anche l’altra parte del mondo il Virus T non lascia scampo, e Claire si ritrova invischiata in un’apocalisse zombie simile a quella di Raccoon City, costretta a rinunciare temporaneamente alla ricerca di Chris per mettersi in salvo.

Resident Evil 2 Remake

La fuga fallisce e Claire si ritrova imprigionata in Antartide. Invertendo i ruoli è alla fine il fratello Chris a ritrovarla, dopo essere stato avvisato da Leon, che ha saputo del rapimento della ragazza e ne ha scoperto la posizione. I due superano una serie apparentemente interminabile di boss fight, che vedono praticamente ogni membro della famiglia Ashford – gli antagonisti della trama principale, alleati con il “cattivo prezzemolo” Albert Wesker – trasformarsi in abomini genetici a causa del virus sintetico ormai fuori controllo, finché non riescono finalmente a ricongiungersi e a fuggire in elicottero, mentre l’isola scenario degli scontri viene distrutta da un’esplosione.

Ritroviamo Claire Redfield nel 2005: apparentemente meno votata all’azione rispetto a Leon, la ragazza si prodiga per combattere il bioterrorismo e le armi batteriologica come attivista dell’associazione TerraSave. Siamo in Resident Evil: Degeneration e Claire si ritrova nell’aeroporto di cui vi abbiamo parlato più sopra, dove l’ormai solito virus inizia a trasformare in zombie prima un passeggero e poi alcune guardie. È così che Claire ritorna, anni dopo RE2, a collaborare con Leon – inviato sul posto in qualità di agente governativo – per scoprire i responsabili della diffusione del virus e arrestarli.

Resident Evil 2 Remake

Per ritrovare Claire dobbiamo poi attendere fino al 2011 dove, come narrato in Resident Evil Revelations 2, durante un evento di TerraSave, la giovane protagonista non perde la brutta abitudine di finire vittima di rapimenti: all’inizio del gioco viene infatti sequestrata in compagnia di Moira Burton (la figlia di Barry Burton, che conosciamo dal primo RE e che torneremo ad amare proprio grazie a Revelations 2) e si ritrova ancora una volta su di un isola con un misterioso braccialetto al polso, attraverso il quale può comunicare con il suo sequestratore.

Inutile dire che la determinazione di Claire, che nel frattempo ha sviluppato grandi abilità di combattimento contro i nemici geneticamente mutati, le permette di salvare Moira e di salvarsi anche stavolta.

Resident Evil 2 Remake


E ci ritroviamo così a chiudere il cerchio, in una sorta di ritorno al futuro che ci riporta dal 2011 al 1998: in Resident Evil 2 Remake ripercorreremo le vicende più importanti della vita di Leon e Claire, quelle che hanno dato il via alle loro fortunate carriere e agli eventi che li hanno visti loro malgrado combattere con la terribile eredità lasciata dalla Umbrella Corporation. Sicuramente di tutte le vicende vissute in loro compagnia, quella di Resident Evil 2 resta ancora la più emozionante: vuoi per la novità, vuoi per la bontà dell’ambientazione, i due personaggi insieme sono protagonisti carismatici e fortissimi, che permettono un’immedesimazione maggiore di Chris, Jill o Barry, che essendo comunque soldati addestrati rendono meno l’idea di paura e (apparente) impotenza di fronte ai mortali mostri di Resident Evil. Non ci resta che darvi l’appuntamento al prossimo editoriale, invitandovi nel frattempo a leggere l’anteprima del nostro recente provato, ricordandovi che ormai il ritorno del RE è sempre più vicino.

L’articolo Il ritorno del RE: Leon e Claire dopo Resident Evil 2 proviene da GameSource.

Call of Duty: Black Ops della Activision come sempre riserva grandi sorprese e una grande quantità di easter egg e segreti; nelle mappe Zombies del nuovo Call of Duty: Black Ops IIII si possono trovare delle monete che, una volta collezionate tutte, sbloccheranno una canzone segreta udibile nel per tutti i giocatori presenti nel vostro server.

La canzone in questione , che potete ascoltare qui sotto, si chiama “Mystery” ed è eseguita da Elena Siegmann e scritta da Scott Eckert, un duo classico che ha creato molte canzoni delle mappe Zombies nella serie Call of Duty.

Passiamo ora a spiegarvi come potete sbloccare questa canzone, che come scritto in precedenza, necessita dell’acquisizione di varie monete all’interno della mappa Zombies Dead by the Night.

  • Moneta 1: Main Hall – Sotto un tavolo rotondo coperto da una tovaglia, vicino all’orologio del nonno
  • Moneta 2: Libreria – Sulla cima della statua di Ra, visibile dal secondo piano dello Studio
  • Moneta 3: East Hall – Nascosta dietro la porta che conduce verso la Sala da pranzo
  • Moneta 4: Cantina dei vini – All’interno di una botte distrutta vicino ai gradini

Black Ops IIII Zombies: Dead by the Night
Black Ops IIII Zombies: Dead by the Night
Black Ops IIII Zombies: Dead by the Night
Black Ops IIII Zombies: Dead by the Night

Le monete si possono prendere in qualsiasi ordine preferiate, potete trovare la recensione del gioco qui e Buona ricerca!

L’articolo Black Ops IIII Zombies: Dead by the Night – Come sbloccare la canzone segreta! proviene da GameSource.

Si sa, alcuni DLC aggiungono davvero poco: nuove skin del personaggio, una nuova arma, una nuova modalità casuale lanciata per divertimento. Vi sono però altri DLC ed espansioni che cambiano il titolo, permettendoci di sperimentare un gioco da una prospettiva completamente nuova. Nel 2018, le migliori espansioni hanno reinventato i giochi in meglio. Questo include Destiny 2, che ha avuto un periodo difficile all’inizio dell’anno, oltre a Civilization VI, che aveva una solida base e il cui primo DLC lo ha perfezionato in vari modi.

Tutte le espansioni di questo elenco sono state rilasciate nell’anno solare, anche se alcuni dei giochi di base sono stati rilasciati in precedenza. In nessun ordine particolare, ecco le migliori espansioni del 2018.

Migliori DLC 2018


Destiny 2: Forsaken

Dopo due espansioni mediocri, Destiny 2 stava faticando a entrare nell’ultimo trimestre del 2018. Aveva una buona base nelle sue eccezionali meccaniche di tiro e movimento e una varietà di attività per diversi tipi di giocatori, ma mancava un avvincente endgame per i guardiani più appassionati. Forsaken alla fine ha risposto alla chiamata, tant’è che ci sono volute settimane perché ci immergessimo correttamente in tutto ciò. Una nuova modalità divertente in Gambit, attività di endgame estese come la Ascendant Challenge e un nuovo Raid, hanno aggiunto tante cose soddisfacenti da fare. Forsaken ha riempito ciò che mancava a Destiny 2 e ci ha ricordato cosa ci è piaciuto del gioco fin da subito.


No Man’s Sky: Next

Quando è uscito nel 2016, No Man’s Sky è entrato nel limbo tra ciò che era in realtà e ciò che la gente si aspettava che fosse. Next non solo ha aggiunto una serie di cose che erano state promesse al momento del lancio, ma ha anche raddoppiato le parti migliori di No Man’s Sky. Successivamente è stato introdotto il vero multiplayer, una funzionalità molto richiesta, nonché la creazione di basi e altri elementi sandbox. Ha portato anche una serie di miglioramenti visivi che hanno reso il mondo, già etereo di suo, ancora più vivo e bello. Forse però, la cosa più importante è che Next  ha dato a No Man’s Sky una seconda possibilità ricordandoci che razza di gioco sia.


Prey: Mooncrash

Prey ha diviso i giocatori per tutto il 2017, in quanto il suo eccezionale level design e il suo combattimento erano un po’ rovinati da un ritmo irregolare e da una storia poco brillante. Mooncrash sfrutta tutte le cose migliori di Prey, ovvero i suoi elementi di simulazione immersiva, ricontestualizzandoli nella struttura di un roguelike e mantenendo la storia al minimo. Inoltre si è sempre incoraggiati a sperimentare e a trovare soluzioni creative ai problemi nell’ambiente circostante. Dopotutto, questo è quello che ci è piaciuto di Prey, e Mooncrash ci permette di goderci tutto da capo.


Civilization VI: Rise and Fall

Come prima espansione di Civ VI, Rise and Fall ha affrontato una difficile sfida: come e cosa si aggiunge ad un gioco che è già profondo di suo? Il gioco base ha molto da dire e qualsiasi nuova funzionalità potrebbe essere un pericolo. Rise and Fall ha però aggiunto miglioramenti intelligenti che hanno completato il gioco base cambiandolo in meglio. La funzione di headliner, ha introdotto premi per il miglioramento e conseguenze per la stagnazione. Tutto ciò, ha dato un vantaggio agli sfavoriti che giocano in modo strategico. Questo, insieme a piccoli miglioramenti, fa di Rise and Fall una straordinaria espansione del 2018.


Sonic Mania Plus

Sonic Mania ha portato con sé sia il fattore nostalgia che un fantastico design, rendendolo uno dei migliori, se non il migliore, dei giochi Sonic mai realizzati. Sonic Mania Plus è un aggiornamento della versione digitale, inclusa in quella fisica, che di fatto lo ha reso ancora più piacevole. Esso ha aggiunto nuovi personaggi con le loro abilità uniche e la modalità Encore, che ci porta attraverso le versioni remixate delle fasi del gioco base. Sia i nuovi personaggi che la nuova modalità ci permettono di sperimentare Sonic Mania in modo diverso rispetto a prima, e questo a sua volta mostra cosa c’è di fantastico nel gioco.

Non ci resta quindi che augurarci che possiate fare tesoro dei nostri consigli, riscoprendo alcuni dei titoli più importanti dei mesi passati che, grazie a questi DLC, vivranno di nuova vita con una bella iniezione di longevità. Certamente l’anno che si sta chiudendo non è stato avaro di contenuti, ma davvero quelli elencati sono stati per noi DLC di assoluta qualità.

L’articolo Le cinque migliori espansioni del 2018 proviene da GameSource.

Darksiders III è sicuramente un titolo estremamente valido e sia una buona scoperta per coloro che non conoscevano la serie, così come abbiamo indicato nella nostra recensione. C’è davvero tanto da fare in gioco ma, dati alla mano, non sarà sempre semplicissimo portarlo a compimento! Infatti, il titolo è comprensivo di sezioni piuttosto impegnative e… perché non usare qualche scorciatoia?

Darksiders III

TRUCCHI

(Avvertenza: di seguito sono elencati trucchi per facilitare/modificare il gioco. Se non vuoi alterare la tua esperienza di gioco o, alla peggio, incorrere in altre problematiche relative all’utilizzo di trucchi, fino persino al ban o all’infrazione delle norme del contratto con l’utente, non andare oltre! Gamesource ed il suo staff non sono responsabili di qualsivoglia problema riscontrato.)

Com’è ormai standard, i cheats possono essere utilizzati solo nella versione PC del gioco. Prima di applicarli, è bene sapere che essi potrebbero alterare i vostri file di salvataggio e, in alcuni casi, renderli addirittura inservibili. Premesso ciò, di seguito trovate un paio di video che vi mostreranno come ottenere vantaggi estremi, come vita infinita o un esercito di anime.

POTENZIAMENTI

Esistono svariati potenziamenti nel gioco, che vi aiuteranno enormemente nelle vostre sessioni. Qui di seguito, elenchiamo alcuni dei più importanti.

  • Fortune: Aumenta il potere dei consumabili/Lurcher potrebbe fuoriuscire dai cadaveri dei nemici. Può esser trovato in Sewage Egress Vulgrim.
  • Fortifier: Più punti ferita/ maggiori danni fisici ed arcani. Può esser trovato a West End.
  • Leviathan: Rigenerazione passiva della vita/Lurcher possono fuoriuscire dagli elementi distruttibili dello scenario. può esser acquistato da Vulgrim.
  • Shade: Riduce i danni arcani subiti/Aumenta i danni arcani inflitti. Può esser trovato nell’albero in cui vive Ulthane.
  • Marauder: Maggiori probabilità di drop di oggetti superiori/Maggiori probabilità di Spawn di Lurker superiori. Può essere trovata in Tangled Grotto.
  • Obscurus: Tempo di invicibilità della schivata aumentato/aumento della generazione della barra Havoc. Può esser trovata nell’albero vicino Hangman’s Tree Vulgrim.
  • Chaos: Durata estesa della modalità Havoc/Il danno subito viene riconvertito parzialmente in cure. Può esser trovato nella stanza con una grande statua nelle Catacombs Vulgrim.
  • Rage: I Wrath Lurchers generano più Wrath/Le armi producono più Wrath. Può esser acquistato da Vulgrim.

Darksiders III

Buon divertimento!

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