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Quasi Tutti gli Articoli in questa categoria sono tratti dal sito: http://www.gamesource.it/ a cui va riconosciuto il giusto merito e va tutta la mia gratitudine per l’ottimo lavoro che svolgono

Nel corso dell’EVO 2018, il più grande evento torneistico sui videogame, Arc System Works ha mostrato un nuovo video gameplay per  Kill la Kill the Game: IF, il Picchiaduro basato sull’omonima serie animata.

All’interno del filmato, che potete visionare dal minuto 0:00 al 16:12 e dal 47:26 al 1:04:40, è possibile assistere ad un combattimento tra le due protagoniste e “rivali” della serie, Ryuko Matoi e Satsuki Kiryuin, affrontarsi esattamente come è stato possibile ammirare diverse volte nel corso delle puntate della serie animata.

Nel caso foste dei fan della serie, questo Kill la Kill the Game: IF sarà quasi sicuramente un must have da aggiungere alla vostra collezione, e noi non vediamo l’ora di scoprirne ancora di più.

L’articolo Nuovo video gameplay per Kill la Kill the Game: IF proviene da GameSource.

L’ondata nostalgica sembra sia cavalcata ormai da tutti i grandi marchi del settore videoludico: Sony, Activision, Blizzard, Nintendo e anche Capcom… non manca nessuno all’appello. Talvolta riproporre grandi classici del passato può essere un ottimo modo per evitare che vadano persi per sempre. C’è però un altro fattore fondamentale in tutto ciò, ovvero l’intenzione di attirare non solo i fan di vecchia data, ma anche nuovi giocatori curiosi di scoprire nuovi mondi.

Mega Man X Legacy Collection 1 + 2

Proprio Capcom, dopo alcuni anni decisamente sottotono, sta giustamente attuando un’aggressiva politica di recupero delle sue IP storiche come Resident Evil, Mega Man e Street Fighter. Mega Man in particolare è una vera e propria miniera d’oro in quanto vanta, tra serie principale e spin-off, decine e decine di titoli. Dopo una prima collection dedicata alla serie classica, ne arriva una seconda proprio in questa torrida estate: si tratta della Mega Man X Legacy Collection 1e2, in cui troviamo gli episodi appartenenti alle gloriose generazioni a 16, 32 e 128 bit.

Il pacchetto completo include ben otto titoli – proposti al prezzo di 39.90 € – appositamente riadattati per apparire al meglio sulle TV in alta definizione. Non potendo contare sull’ovvia resa visiva dei monitor CRT, Capcom ha ben pensato di simulare l’effetto attraverso appositi filtri che, sorprendentemente, riescono a restituire un feeling simile all’originale. I titoli sono tutti proposti nel loro formato video originale, 4:3, ma è comunque possibile adattare l’immagine ai 16:9 andando ad alterare le proporzioni. La prima opzione è quindi preferibile, soprattutto perché lo spazio vuoto ai lati dell’area di gioco viene riempito con bellissimi artwork in tema con l’episodio eseguito. Discorso a parte va fatto invece per Mega Man X 7 ed 8, i due episodi 3D per PlayStation 2. La loro conversione è stata realizzata egregiamente, ma purtroppo l’interfaccia di gioco non è stata in alcun modo toccata ed il risultato non è esattamente dei migliori.

Mega Man X Legacy Collection 1 + 2

Se sceglierete di percorrere la via della fedeltà, vi ritroverete tra le mani né più e né meno che gli originali capitoli apparsi su SNES, PlayStation e PlayStation 2 in tutta la loro gloria bidimensionale. Aspetto non banale poi è la fluidità dell’esperienza: i vari episodi che compongono questa Mega Man X Legacy Collection 1e2 sono stati tutti convertiti magistralmente e non accusano particolari cali di frame o input lag. Vi sembra assurdo leggere una tale specificazione? In realtà cali di frame ed input lag sono tutt’altro che rari da osservare in questo tipo di collection, principalmente perché si cerca di andare al risparmio affidandole a team con poca esperienza. In questo caso però Capcom ha voluto fare le cose in grande e regalarci un’esperienza davvero fedele agli originali.

Se giocate il titolo su PlayStation 4, Xbox One o PC, non avrete alcun tipo di difficoltà con il sistema di controllo; se invece volete scegliere l’edizione Nintendo Switch sappiate che qualche svantaggio lo incontrerete sicuramente. Come ben sapete, i Joycon della console ibrida sono privi di croce direzionale ed essendo Mega Man X una serie fortemente basata su spostamenti fulminei e concatenati,i quattro tasti divisi del Joycon sinistro non sono purtroppo la migliore delle opzioni. Ciò non significa che Mega Man X Legacy Collection 1e2 sia ingiocabile su Switch, anzi, il titolo risponde comunque egregiamente e se proprio necessitate di una croce direzionale per affrontare i livelli, potete optare per il Pro Controller o l’appena annunciato Joycon sinistro di Hori.

Mega Man X Legacy Collection 1 + 2

Al fine di avvicinare nuovi adepti al culto di Mega Man, Capcom ha anche pensato di aggiungere una nuova modalità di difficoltà, più semplice rispetto all’originale, così da permettere a tutti di godersi questi affascinanti action a scorrimento orizzontale. Funziona l’idea? Beh sì e anche abbastanza bene, inoltre vi è sempre la possibilità di tornare alla difficoltà originale nel caso il livello di sfida non fosse all’altezza del giocatore.

Le aggiunte non finiscono qui! Troviamo innanzitutto il “Museo”, sezione in cui sono raccolti artwork, spot pubblicitari, immagini di gadget e musiche dei vari episodi della serie. La parte più consistente però è rappresentata dalla modalità “Challenge” in cui è possibile affrontare numerose sfide contro specifiche combinazioni di boss. La ciliegina sulla torta? Il punteggio ottenuto apparirà all’interno di una classifica online mondiale.

Mega Man X Legacy Collection 1 + 2


La Mega Man X Legacy Collection 1e2 è un vero gioiellino. Al suo interno troviamo alcuni dei migliori action game 2D di sempre e se siete amanti delle classifiche, la modalità “Challenge” non potrà che regalarvi grandi soddisfazioni. Le sbavature ci sono – non è una produzione perfetta – ma svaniscono dinnanzi ai contenuti offerti. Ben fatto Capcom, adesso però siamo curiosi di sapere quale sarà la tua prossima mossa!

L’articolo Mega Man X Legacy Collection 1e2 – Recensione proviene da GameSource.

Prendete un Survival Horror, mischiateci meccaniche Stealth per sfuggire da un nemico che impara e si evolve nel corso dell’avventura, un comparto grafico colorato e acceso, un pizzico di enigmi ambientali e otterrete un videogioco divertente e appassionante. O forse no.

Hello Neighbor è un titolo che ha fatto discutere la stampa specializzata e i videogiocatori, deludendo la maggior parte di entrambe le sfere. Uscito nel 2017 su PC, Mac e Xbox One, approda questa estate su PlayStation 4, Nintendo Switch e dispositivi mobile (Android e iOS). Per l’occasione, abbiamo deciso di rimetterci mano per vedere se sia cambiato qualcosa, ma sembra proprio che, come previsto (essendo un semplice porting), pregi e difetti siano rimasti invariati.

Hello Neighbor

Ciao vicino…

Immaginate di trasferirvi, cambiare casa. Nuovo quartiere significa nuovi vicini. E cosa pensereste se, per puro caso, affacciandovi alla finestra, vedeste il vicino percuotere, imbavagliare e rinchiudere una persona? “Salutava sempre” non ci sembra il caso. Una persona normale chiamerebbe la polizia, noi no. Noi tenteremo di intrufolarci in quella casa.

Hello Neighbor è diviso in tre atti; in ciascuno di essi avremo un’ambientazione diversa da scoprire e in cui l’unico scopo sarà risolvere enigmi ambientali per sfuggire al vicino maniaco e scoprire cosa sia davvero successo. Nel primo dovremo entrare nella casa, mentre nei successivi lo scopo sarà fuggirne. Il tutto mentre, dopo diverse morti, ci verranno mostrati inquietanti flashback della vita del vicino, per farci intuire sin da subito il motivo della sua pazzia.

Hello Neighbor

Il coloratissimo e cartoonesco stile grafico rende il gioco tanto particolare quanto anticlimatico. Tranne le primissime volte, e forse neanche quelle, l’essere catturati dal vicino è più frustrante che pauroso. Le ridotte dimensioni delle mappe (specialmente la prima) e il suo “imparare” le nostre mosse tenderanno a farlo apparire sempre negli stessi punti, fattore che spesso ci costringerà a correre intorno alla casa per fuggire alla cattura.

Il vicino avrà infatti un’intelligenza artificiale piuttosto infame: sarà in grado di capire quando qualcosa non va, sentire i rumori delle finestre rotte, imparare i nostri percorsi e piazzare trappole dove serve, spesso in maniera ignegnosa.

Hello Neighbor

… no, proprio addio

L’IA nemica e l’idea di base di Hello Neighbor sono forse i suoi unici due pregi degni di nota, perché su tutto il resto non ci siamo proprio.

Gli enigmi, ad esempio, parte centrale del gioco, peccano di totale illogicità e mancanza di senso. Spesso e volentieri ci ritroveremo, in assenza di una guida, a compiere azioni completamente random per cercare di trovare la soluzione all’enigma, prendere una chiave o un oggetto particolare. Nel corso dell’avventura, non ci sarà una singola sfida risolvibile al primo tentativo con un lampo di genio o un ragionamento ordinato e ci ritroveremo a vagare per le mappe con oggetti sconosciuti da combinare con altrettanti oggetti sconosciuti e così via, finché, per puro caso, non succederà qualcosa che porterà avanti il tutto. E via, verso altri tentativi random.

Hello Neighbor

Aggiungiamo problemi ai problemi con l’imprecisione (e definirla tale è un eufemismo) dei comandi. I salti saranno totalmente incontrollabili e nove volte su dieci scivoleremo dopo una lunga sessione di platform senza un reale perché. Impilare gli scatoloni per raggiungere piani più elevati sarà una sofferenza paragonabile a un parto plurigemellare e farà impazzire i più.

La parola chiave è quindi una: frustrazione. A nulla serve il comparto estetico colorato e cartoonesco, specialmente visto che è contornato da una realizzazione grafica comunque piuttosto semplice e anonima e un comparto sonoro praticamente assente. Hello Neighbor è passato attraverso diverse alpha, porting su porting, ma alla fine continua a sembrare la demo di un gioco tuttora incompleto.

Hello Neighbor

Hello Neighbor è un ammasso di idee confusionarie e pericolanti, partite da una base sicuramente interessante, ma poi crollate su loro stesse sotto il peso di un’ambizione che non ha saputo tener fede alle aspettative. Il porting per PlayStation 4 non ha potuto, ovviamente, modificare nulla di quanto già detto per le versioni Xbox One e PC e ci si ritrova, per l’ennesima volta, davanti a un titolo frustrante e illogico. Bocciato.

L’articolo Hello Neighbor – Recensione PlayStation 4 proviene da GameSource.

La DICE, conosciuta maggiormente tra il pubblico per lo sviluppo dei videogiochi della serie Battlefield, ha deciso di rilasciare dei contenuti aggiuntivi gratuiti per Battlefield 4 e Battlefield 1.

È infatti disponibile, per i giocatori Xbox One, PC e PlayStation 4 di Battlefield 1, l’espansione Apocalypse, inizialmente rilasciata a febbario; Apocalypse arriva con una nuova modalità, la Air Assault Mode (nella quale i giocatori combatteranno in scontri aerei), oltre alle mappe Somme, Caporetto, e Passchendaele.

I giocatori di Battlefield 4 possono invece scaricare China Rising e Naval Strike.

battlefield

Naval Strike consente ai giocatori di rivere la classica “Titan Mode” di Battlefield 2142 con la modalità Carrier Assault. Con China Rising, invece, si aggiungono le mappe Silk Road, Altai Range, Guilin Peaks e Dragon Pass.

Tutti i contenuti aggiuntivi sono scaricabili ai seguenti link:

Battlefield 1:

Battlefield 4:

L’articolo Arrivano espansioni gratuite per Battlefield 1 e Battlefield 4! proviene da GameSource.

La misteriosa divisione di console per videogiochi di Google ha cominciato a lavorare alla realtà virtuale che ha come musa ispiratrice Richard Marks, il cui lavoro precedente include la progettazione dell’hardware di PlayStation VR. Marks ha lavorato per Sony dal 1999, lavorando nel suo reparto Magic Lab, dedicato alle nuove tecnologie. Il suo lavoro ha incluso PlayStation Move, EyeToy e altri progetti sperimentali che Mark ha definito “torta nel cielo”.

Richard Marks Google

Marks collaborerà con l’ex uomo della Sony Phil Harrison, che ha annunciato la sua adesione al team Advanced Technology and Projects di Google a gennaio. All’inizio di oggi, Harrison ha twittato: “Felice che Richard Marks si unisca a Google. Emozionante aggiunta al team ATAP! “

Poco si sa della console di Google, che si dice sia un hardware dedicato ai giochi di streaming. Si dice anche che il progetto sia chiamato “Yeti”.

In una dichiarazione fornita a GamesBeat, Google ha dichiarato: “ATAP è all’intersezione tra scienza e applicazione in cui il nostro obiettivo è risolvere problemi significativi e colmare il divario tra cosa e se e cosa è. Siamo entusiasti di Richard che entra a far parte del team senior e non vede l’ora di dare il suo contributo. “

L’articolo Richard Marks si unisce alla divisione console di Google proviene da GameSource.

Japan Studio di Sony, la mente dietro The Playroom VR (2016), ha  annunciato che il suo prossimo platform Astro Bot: Rescue Mission uscirà su PlayStation VR il 2 ottobre 2018 negli Stati Uniti. La disponibilità europea arriverà invece il giorno successivo, 3 ottobre.

Il direttore e produttore creativo di Japan Studio Nicolas Doucet, ha annunciato la notizia tramite una breve intervista video che spiega alcuni degli elementi fondamentali del gioco, che includono un modo unico di interagire con il nostro simpatico compagno robot, Astro. Usando il gamepad Dual Shock 4, potremo raccogliere i gadget che utilizzeremo poi per aiutare Astro nel suo percorso attraverso i livelli col fine di riunirlo con il suo equipaggio.

All’E3 2018 di giugno Astro Bot: Rescue Mission si è dimostrato molto interessante ed allegro, rendendo chiaro come il gioco abbia preso alcuni classici elementi di platform in stile Mario e li abbia mescolati in VR dandogli un effetto unico.

Il gioco verrà lanciato esclusivamente su PlayStation VR, e se il gioco, Doucet ha dichiarato che ci vorranno circa 8 – 10 ore per completare i suoi 26 livelli, sarà fedele alla quantità di divertimento che si è vista durante la demo dell’E3, siamo sicuri che il PlayStation VR otterrà una nuova spinta di vendite.

 

L’articolo Astro Bot: Rescue Mission sarà il platform di Sony per PSVR proviene da GameSource.

Le vacanze sono da sempre l’oggetto del desiderio di milioni di persone rinchiuse nella massacrante routine quotidiana. Go Vacation nasce nel 2011 per Nintendo Wii con lo scopo di permettere a chiunque una fuga dalla realtà di tutti i giorni fruendo, seppur virtualmente, delle attività proposte dai resort.

A distanza di anni, il discorso non cambia e con l’avvento di Nintendo Switch, che di fatto rende portatile ogni videogame uscito su questa console, porting o meno che sia, il concetto di vacanza raddoppia permettendo al player di portare in ferie Go Vacation.

Il titolo non presenta un grosso restyle, ma grazie a un buon lavoro di porting, a un upscale della scarna grafica e a un’implementazione di attività proposte, Nintendo rinfresca un titolo sempreverde mirato perlopiù ai giovanissimi amanti dei videogame. Go Vacation infatti non presenta, per tutta la sua durata, nessun tipo di difficoltà ne di sfida vera e propria: in tema con l’argomento trattato infatti non si propone al giocatore un impegno eccessivo quanto una sorta di relax videoludico nel gioco, che permette davvero di sentirsi in vacanza.

Per quanto questo possa scoraggiare molti dei gamer odierni va ricordato comunque che il titolo si propone a un target di giovanissimi, che, al contrario dei più adulti, troveranno estrema soddisfazione nello svolgere le oltre cinquanta attività proposte nei vari resort.

Go Vacation

Approdati sull’isola di Kawawii dopo un breve setting di impostazione del personaggio, che permette anche l’uso dei Mii presenti nella console, ci ritroveremo catapultati nel luogo di villeggiatura più completo e vario mai visto. L’isola ospita quattro resort caratterizzati da ambientazioni diverse, escamotage per permettere di variare quanto più possibile le attività da svolgere: troveremo discipline che variano dalle gare su pista a bordo di auto e moto nel resort di città, di pattinaggio e sci in quello alpino, per spaziare tra moto d’acqua e nuoto nel resort mare e battaglie di palle di neve in quello di montagna.

Naturalmente, questi sono solo esempi delle svariate attività presenti, senza contare gli intermezzi che ogni città offre.

Go Vacation

Difatti le attività vere e proprie non sono tutto in Go Vacation: potremo girovagare liberi per ogni resort sfruttando anche i mezzi a disposizione, mangiare nei chioschetti sparsi qua e là, cercare i tesori sparpagliati un po’ ovunque e scattare foto della fauna e della flora locale. Esattamente come se fossimo in vacanza non è necessario quindi essere sempre impegnati in una attività sportiva: potremo anche solo girovagare senza meta alla scoperta di strani e nuovi panorami o animali sempre pronti a interrompere il nostro oziare per dedicarci alle attività predilette.

Per sbloccare tutte le attività è necessario ottenere gli adesivi disponibili per ogni resort: per farlo ci basterà recarci al banco informazioni dove ci verrà immediatamente indicata l’attività successiva da svolgere (senza troppa fatica) per ottenere l’adesivo successivo. Ogni quattro adesivi verrà sbloccata o una nuova modalità di gioco o di personalizzazione, o un nuovo resort. In quattro e quattr’otto avremo sbloccato tutti i resort e tutte le attività e potremo dedicarci liberamente al girovagare senza meta.

Go Vacation

Il sistema di controllo purtroppo è un po’ raffazzonato: essendo Go Vacation nato per il motion control, giocare con i Joy-Con attaccati alla console diventa un’operazione che presenta a volte qualche difficoltà, sia chiaro niente di insormontabile visto l’uso super semplificato del protagonista in tutte le discipline, ma comunque poteva essere fatto un lavoro migliore a nostro avviso. L’interazione con gli altri giocatori invece è stata ottimamente trasposta. Diventa quindi appagante lanciarsi in evoluzioni con i pattini a rotelle o con gli sci piuttosto che esplorare i fondali dell’isola, quando entra in gioco il fattore sfida con gli altri giocatori.

È possibile sdoppiare i Joy-Con per avere fino a quattro player su schermo separato o condiviso, ed è persino possibile utilizzare più console insieme, sempre a patto che ognuna disponga di una copia del gioco: questo permette di sfruttare appieno la portabilità di Switch offrendo un’esperienza completa e appagante. I tasti da utilizzare sono ridotti al minimo: per ogni attività ne serviranno solo due, che diventano quattro quando le sfide evolvono e richiedono anche i trick a punteggio per essere superate.

Go Vacation

Menzione d’onore per la personalizzazione dei vari giocatori: con il progredire delle attività otterremo abiti e accessori adatti ad ogni occasione e persino animali da compagnia che ci seguiranno fedelmente nel corso della nostra esplorazione, limitandosi purtroppo solo a questo. Sarà anche disponibile la possibilità di avere una casa vera e propria totalmente personalizzabile per accentuare l’aspetto della customizzazione e la componente di simulazione del titolo.

Grafica, sonoro e caricamenti non fanno gridare al miracolo ma non penalizzano l’esperienza, andandosi ad assestare sullo stesso livello della difficolta generale e quindi tarati per un pubblico giovane o per chi non sente la necessità di una sfida vera e propria in Go Vacation. Non dovete però pensare che il titolo sia meno appagante di tanti altri: l’esperienza finale infatti risulta piacevole e riesce a trasmettere al giocatore davvero l’idea di essere in vacanza in un posto dove ansia, fretta e competizione non esistono.

Go Vacation


Go Vacation è di fatto il porting perfetto di un titolo adatto a chi parte per le ferie, senza ansia o pressioni di nessun tipo ed estremamente adatto ad un pubblico giovane. Esprime il meglio di sé in multyplayer, magari con gli amici o i figli, ed è adatto a sessioni di gioco anche molto rapide. Piacevole e senza pretese, avrebbe potuto essere implementato meglio, ma rimane comunque simpatico e fruibile.

L’articolo Go Vacation – Recensione Nintendo Switch proviene da GameSource.

Ecco anche i Games With Gold di agosto 2018, i giochi offerti gratuitamente a tutti gli abbonati a Xbox Live Gold. Questo mese si preannuncia carichissimo e piuttosto variegato, con quattro blockbuster (o giù di lì) provenienti da generi disparati: su Xbox One avremo Forza Horizon 2 e For Honor, mentre su Xbox 360 potremo scaricare Dead Space 3 ed Epic Mickey 2: The Power of Two.

Prima di chiudere il preambolo, ricordiamo che i due titoli per Xbox 360 sono tranquillamente fruibili anche su Xbox One in virtù della retro-compatibilità.

Games with Gold

[XBOX ONE] Forza Horizon 2 (1 – 31 agosto)

Il mese di agosto si apre alla grande con uno dei migliori racer arcade della generazione. Uscito poco meno di quattro anni fa su Xbox One e Xbox 360, Forza Horizon 2 è il penultimo episodio della serie arcade Forza Horizon, originatasi come spin-off di Forza Motorsport. Ricordiamo che il primo capitolo (esclusiva Xbox 360) è disponibile fra i Games with Gold da settembre 2016. Un ottimo antipasto (o ripasso) in vista del debutto di Forza Horizon 4 fra un paio di mesi.

Per il debutto su current gen, Forza Horizon abbandona le strade del Colorado ed emigra in Europa, più precisamente in Liguria, Provenza e Costa Azzurra, triplicando le dimensioni rispetto al predecessore. Perdonate il campanilismo, ma è difficile immaginare un’ambientazione più suggestiva di questa per un festival di corse clandestine.

Games with Gold

[XBOX ONE] For Honor (16 agosto – 15 settembre)

Il secondo titolo è piuttosto recente: For Honor, infatti, è uscito appena un anno e mezzo fa su Xbox One, PlayStation 4 e PC. Attualmente il gioco è giunto alla sua quinta stagione, mentre il 16 ottobre arriverà l’espansione Marching Fire, che aggiungerà una nuova fazione cinese con quattro guerrieri.

For Honor – di cui vi abbiamo parlato approfonditamente a suo tempo – è un action dedicato alle armi bianche, ambientato in un universo dark fantasy in cui cavalieri, vichinghi e samurai si danno battaglia. Il gioco si basa principalmente sul comparto multiplayer per un massimo di otto giocatori (due in cooperativa), che conta ben sei modalità. Insomma, la struttura è quella di uno shooter, ma il gameplay quello di un hack and slash.

Games with Gold

[XBOX 360] Dead Space 3 (1 – 15 agosto)

Agosto inizia all’insegna dell’orrore su Xbox 360 con il capitolo finale della trilogia di Dead Space (che ad oggi potrebbe essere una serie morta), uscito nel 2013 su Xbox 360, PlayStation 3 e PC. Ricordiamo che il primo episodio è fra i Games with Gold da aprile 2016, mentre il secondo è stato reso disponibile appena quattro mesi fa.

Dopo l’exploit di Dead Space 2, il sequel vede una flessione sia nella qualità sia nelle vendite, sicché Electronic Arts ha (ad oggi) abbandonato la serie. Per la prima volta nella serie regolare è stata inserita una modalità cooperativa drop-in/drop-out, che prevede addirittura alcuni livelli ad hoc. Il problema risiede nel fatto che la componente survival horror, già non pronunciatissima nel primo Dead Space, si è progressivamente ridotta a favore di quella TPS, grande passione della scorsa generazione.

Games with Gold

[XBOX 360] Epic Mickey 2: The Power of Two (16 – 31 agosto)

Chiude il novero dei Games with Gold di agosto Epic Mickey 2: The Power of Two, noto in Italia con il sottotitolo di “L’avventura di Topolino e Oswald“. Il gioco debuttò quasi sei anni fa su quasi tutte le piattaforme della generazione (scorsa), ad eccezione di Nintendo 3DS, su cui uscì Epic Mickey: Power of Illusion.

Seguito di Epic Mickey (esclusiva per Wii del 2010), The Power of Two non è stato altrettanto fortunato, tanto che il suo insuccesso ha decretato la fine prematura di quella che avrebbe dovuto essere una trilogia. Il gioco, in effetti, si è rivelato un platform abbastanza scialbo (e deludente proprio e anche nelle meccaniche legate ai salti), non in grado di correggere i difetti del predecessore. Ciononostante, siamo sicuri che fra i nostri lettori ci sono molti fan di Disney, i quali potrebbero comunque trovare godibile l’ultima opera di Junction Point Studios.

Games with Gold


Ecco quello che vi aspetta con i Games with Gold di agosto 2018. Buon divertimento a tutti!

L’articolo Who Needs Gold When You Have Live Gold – Games with Gold Agosto 2018 proviene da GameSource.

Il PUBG Global Invitational è iniziato quest’oggi a Berlino, ma Brendan Greene afferma che il gioco non è ancora pronto per i grandi scenari eSports. In un’intervista precedente l’inizio della competizione, PUBG stessa ha ribadito la questione.

PLAYERUNKNOWN'S BATTLEGROUNDS: trailer della nuova mappa e modalità

Alla domanda su cosa PUBG Corp ha fatto per assicurarsi che il gioco fosse pronto per un torneo importante, Greene dichiara:

È una cosa che ho sempre detto – non siamo pronti per gli eSports, e non abbiamo mai detto di esserlo.

Greene continua dicendo che l’Invitational è un vero e proprio esperimento sia nelle modalità che di formato.

PUBG potrebbe essere una pista per i principali Battle Royale eSports, ma quale è il miglior gioco Battle Royale?

Nessuno ha mai realizzato un eSport basato sui Battle Royale prima di adesso, pertanto stiamo cercando di mostrare al mondo che questo tipo di eSport è possibile, e sebbene sia impegnativo ci stiamo lavorando sopra molto duramente.

PUBG Corp ha annunciato una tabella di marcia di cinque anni per realizzare gli eSports per PUBG, e l’affermazione di Greene secondo cui “quest’anno è tutto per rendere pronto il gioco nel panorama competitivo” si collega al messaggio che il 2018 sarà un anno introduttivo per gli eSports di PUBG.

Greene ha inoltre chiarito cosa significa preparare al meglio PUBG per lo scenario eSports:

Abbiamo intenzione di rendere stabile la piattaforma. Dobbiamo rendere il gioco competitivo, questo significa disfarsi di tutti i bug, anche i più minimi, e migliorare la qualità della vita che tutti i giocatori vogliono, pertanto aggiungeremo nuove caratteristiche e funzionalità al gioco.

L’articolo PUBG: secondo i creatori il gioco non è ancora pronto per gli eSports proviene da GameSource.

League of Legends: il fumetto di Ryze è disponibile sul sito del Moba di Riot Games. Dopo aver letto le avventure di Miss Fortune, Darius, Nami ed altri eroi di Runaterra, stavolta potremo approfondire la natura dello stregone runico viola.

League of Legends: il fumetto di Ryze

 

 

Una saggia barbara accompagna Ryze per il suo peregrinare attraverso il deserto di Shurima, a caccia di un’antica runa contesa con il vecchio amico Brand. Potete leggere qui il fumetto nella sua interezza.

L’articolo League of Legends: il fumetto di Ryze proviene da GameSource.