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Quasi Tutti gli Articoli in questa categoria sono tratti dal sito: http://www.gamesource.it/ a cui va riconosciuto il giusto merito e va tutta la mia gratitudine per l’ottimo lavoro che svolgono

Mortal Kombat 11, attesa nuova iterazione del celeberrimo picchiaduro, si mostra quest’oggi in un nuovo video dedicato (ma guarda tu!) ai suoi brutali e sanguinari combattimenti. Game Informer ha infatti rilasciato nuovi stralci di gameplay dedicati alla prossima fatica di NetherRealm Studio.

In dettaglio, nella clip appariranno il mitico Noob Saibot, combattente leggendario della saga che racchiude i nomi degli sviluppatori del gioco, e la recente Cetrion, presentata ufficialmente alle folle alcuni giorni fa.

Mortal Kombat 11

Ricordiamo che Mortal Kombat 11 è atteso su PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e PC il 23 aprile prossimo.

L’articolo Mortal Kombat 11, Noob Saibot sfida Cetrion proviene da GameSource.

Dopo il rilascio dell’ultimo capitolo del noto titolo picchiaduro di Nintendo, Super Smash Bros. Ultimate avvenuto lo scorso 7 Dicembre in tutto il mondo, appaiono nuove informazioni riguardanti vecchie funzionalità tanto care ai fan di vecchia data del brand che non sono ancora state introdotte. Parliamo della modalità Stage Builder, che sembra essere stata leakata in un nuovo spot pubblicitario dedicato a Nintendo Switch e Super Smash Bros. Ultimate. In questo spot, infatti, dove per alcuni secondi viene mostrato il menu del gioco, si può chiaramente scorgere l’icona di tale funzionalità.

Ma di che cosa si tratta esattamente? Come molti fan sanno, la modalità Stage Builder è stata introdotta per la prima volta in Super Smash Bros. Brawl per Wii, e confermata anche nel capitolo successivo per Nintendo Wii U. Come suggerisce il nome stesso, si tratta di una funzionalità che permette a tutti i giocatori di poter creare e condividere i propri stages di lotta, non ancora stata annunciata per questo nuovo capitolo del noto picchiaduro di Nintendo.

super smash bros

In attesa dunque del prossimo importante aggiornamento che interesserà Super Smash Bros. Ultimatenon è difficile immaginare che verrà introdotta anche la funzionalità Stage Builder, data la sua presenza in questo ultimo spot pubblicitario. L’unico problema sarà cercare di capire quando arriverà, e se ciò accadrà presto, in quanto da parte di Nintendo non è ancora stata fornita alcuna conferma a riguardo.

L’articolo Super Smash Bros. Ultimate: Torna la Stage Builder mode? proviene da GameSource.

Dopo l’annuncio dell’esclusività su Epic Games Store della versione PC di Borderlands 3, era inevitabile che il titolo venisse colpito dalla rabbia dei fedelissimi di Steam (come già successo a Metro Exodus, The Outer Worlds e Control). Randy Pitchford di Gearbox Software – la casa di sviluppo del titolo – aveva inizialmente preso le distanze dalla decisione, con alcuni tweet che facevano chiaramente capire come tale scelta fosse competenza di 2K Games:

2K Take Two ha diritti di pubblicazione esclusivi per Borderlands 3 ed effettua tutte le decisioni riguardante prezzi, territori, distribuzione e accordi con le piattaforme. Per favore inviate qualsiasi domanda riguardante questi argomenti a 2K. Noi siamo *solo* i creatori.

Ciao! Quale parte di “2K Take Two ha diritti di pubblicazione esclusivi per Borderlands 3 ed effettua tutte le decisioni riguardante prezzi, territori, distribuzione e accordi con le piattaforme. Per favore inviate qualsiasi domanda riguardante questi argomenti a 2K” non comprendi? Con affetto!

Tuttavia, a seguito del bombardamento di recensioni negative da parte degli utenti sui precedenti capitoli della saga, Randy ha espresso (sarcasticamente?) che la situazione lo rende felice della decisione di 2K:

Nel tweet soprastante, Randy punta anche il dito contro Steam per il suo disinteresse nell’uso improprio delle recensioni da parte degli utenti. Paradossalmente, sembra che il CEO ignori che il caso Borderlands sia stato il primo a spingere Valve ad applicare una nuova funzionalità di Steam creata appositamente per arginare il fenomeno del “review bombing“, rendendo di fatto nulle le recensioni negative di questi giorni.

Borderlands 3

Lasciando da parte il dibattito su Steam / Epic Games Store, abbiamo pubblicato giusto oggi un editoriale sulla saga e sulle nostre aspettative per il terzo capitolo, visibile qui.

Ricordiamo inoltre che Borderlands sarà rilasciato su PC, Xbox One e PlayStation 4 il 13 settembre 2019.

L’articolo Borderlands 3, Gearbox “felice” dell’accordo con Epic Games proviene da GameSource.

A quasi due anni di distanza dalla prova in Game Preview, torniamo a parlare di Ghost of a Tale su Xbox One ma questa volta nella sua interezza. Dal 12 Marzo 2019 è infatti possibile acquistare e giocare la versione completa del lavoro di SeithCG – al secolo Lionel Gallat – che dal mondo del cinema di animazione si è lanciato nell’industria videoludica praticamente da solo ma avvalendosi in seguito, del supportato di oltre 1000 sostenitori su indiegogo.

Ghost of a Tale recensione Xbox One

Sono passati circa 18 mesi dalla nostra scoperta di Ghost of a Tale su Xbox One ed eravamo rimasti soddisfatti dalle potenzialità di questo titolo. Dalla sua apparente vicinanza ai titoli souls, per la semplicità con cui è facile perire, ci si rende ben presto conto che il lavoro di SeithCG serba un’anima decisamente più stealth ma, soprattutto, da Action RPG vecchia scuola. Possiamo dire fin da subito che a livello grafico e di gameplay il peso di questi anni di attesa si è fatto sentire tutto ma, grazie a una massiccia Lore dietro le vicende del menestrello Tilo, il giocatore viene trasportato e immerso in una grande e avvincente storia.

Addio mia amata

I leggendari Ratti guerrieri furono i soli in grado di fermare l’avanzata inarrestabile della Fiamma Verde, una forza tanto misteriosa quanto devastante, in grado di consumare qualunque creatura gli si parasse davanti. Di quegli avvenimenti rimangono le canzoni dei menestrelli e i ricordi, oltre che lo strapotere dei Ratti su Pangeia.

In Ghost of a Tale non impersoneremo un ratto ma il topolino Tilo, catturato insieme alla moglie Marna perché accusati di essere dei ribelli. Tilo non è un combattente e nemmeno un rivoluzionario, è invece un onesto menestrello discepolo del famoso Maestro Lewlin. Tuttavia, risvegliatosi solo e confuso in una fetida cella di Forte Derovin, dovrà superare le sue paure e tirar fuori tutto il suo coraggio per ritrovare la sua amata e la libertà.

Ghost of a Tale Recensione Xbox One

Il romanticismo della vicenda di Tilo è innegabile e non solo per la ricerca dell’amata perduta: il piccolo bardo nasconde tra le corde del suo liuto e tra le note delle sue canzoni, un recente passato tragico ma anche una forza di volontà tale da far immergere il giocatore nella ricerca non solo della libertà perduta ma soprattutto, nelle risposte alle tante domande poste inizialmente senza soluzione.

La Lore di Ghost of a Tale è uno dei suoi punti di forza: il mondo di gioco creato da SeithCG sembra apparentemente molto piccolo e circoscritto alle mura del forte, ma ben presto si evince che la letteratura di questo titolo è molto più articolata di quel che si possa credere. Vi è infatti un’importante cura nei dialoghi, nei documenti e anche nelle canzoni del menestrello. Tutto ciò è fruibile anche a chi non conosce l’inglese grazie all’ottimo lavoro di localizzazione in italiano e in altre 5 lingue a opera di Level Up Translation.

Ghost of a Tale Recensione Xbox One

Luci e ombre

A livello di gameplay, lo avevamo accennato nell’incipit, Ghost of a Tale si avvale di una forte componente stealth iniziale. Com’è logico che sia, il piccolo topo nulla può contro la potenza fisica del ratto e deve pertanto sfruttare le sue peculiarità: rapidità, astuzia e furtività. Queste sono le parole d’ordine se vogliamo far sì che il piccolo Tilo riesca a muoversi tra le mura di Forte Derovin senza essere braccato dalle guardie.

Fortunatamente, tra i tanti nemici avremo anche pochi ma preziosi alleati che, in cambio di favori, ci aiuteranno nel nostro scopo. Il titolo si articola tramite tutta una serie di quest principali e secondarie correla fra loro che, come in ogni gioco di ruolo che si rispetti, ci premieranno con maggiori energie e nuovi abilità. Queste ultime saranno in parte piuttosto deludenti perché non tutte utili alla stessa maniera.

Ghost of a Tale Recensione Xbox One

Dopo le prime fasi di gioco la componente stealth passerà però in secondo piano, e nello specifico quando la quest principale ci porterà a camuffarci da guardia. In questo modo potremo camminare, seppur lentamente a causa del peso dell’armatura, indisturbati per il forte. Il fatto che i ratti possano essere ingannati così facilmente è qui giustificato dalla loro stupidità, citata dai vari NPC con cui intratterremo rapporti e sembra quasi incredibile che una razza in grado di salvare il mondo si ritrovi poi a essere totalmente ottusa. La quasi totale stupidità delle guardie ratto si riflette sul gameplay, anche se in maniera sicuramente non voluta: l’intelligenza artificiale, come già avevamo notato in fase di Game Preview, lascia infatti molto a desiderare.

Nello specifico, se scoperti sarà molto semplice sfuggire alle guardie e, in parecchie occasioni, sarà sufficiente svoltare l’angolo e nascondersi in una cesta per far sì che il nostro inseguitore torni sui suoi passi. Certamente se vorrete sbloccare tutti e 20 gli obiettivi di gioco sarà necessario non farsi mai avvistare dai Ratti, tuttavia in molte occasioni sarà sufficiente correre veloce e lanciarsi in qualche luogo sicuro per poter evitare agevolmente i nostri nemici.

Ghost of a Tale Recensione Xbox One

Oltre a questo abbiamo incontrato alcuni ostacoli durante le fasi di esplorazione, come già capitato in Game Preview, dove alcuni bug inerenti al sistema di collisione ci hanno portato in fastidiosi loop grafici risolvibili esclusivamente riavviando il titolo. Per questo sarà bene salvare frequentemente, come suggerito anche dai messaggi in fase di caricamento, non solo per non rischiare in caso di dover ripetere lunghe fasi di gioco in caso di morte ma anche per sfuggire a eventuali, seppur sporadici, bug bloccanti.

Nonostante questi difetti di gameplay possano scoraggiare i più, Ghost of a Tale è convincente grazie alle tante quest, ai personaggi ben caratterizzati, alla Lore profonda e ben curata e, soprattutto, in ragione delle tante scoperte che si potranno fare durante il gioco: Forte Derovin nasconde tante insidie ma anche tanti passaggi segreti, tesori e tocchi di classe disseminati tra le mura e al di fuori di esse.

Ghost of a Tale Recensione Xbox One

A livello grafico il lavoro fatto grazie al motore grafico Unity è discreto ma risente degli anni che Ghost of a Tale porta sulle sue spalle, e su console si sentono fin troppo. Nonostante ciò è innegabile l’ottimo lavoro con i giochi di luci e ombre e la cura per i dettagli in quasi tutti gli ambienti di gioco, con una scelta cromatica vincente e che restituisce il senso di avventura e al tempo stesso di malinconia che traspare dalle vicende di Tilo.

A corredo del discreto lavoro grafico abbiamo un’OST molto bella ma che sfortunatamente non è stata sfruttata a dovere. Le melodie di Ghost of a Tale sono ben curate, epiche e d’impatto ma accompagnano il giocatore solamente per poco tempo ed esclusivamente quando ci si avventura in nuove aree di gioco. Una presenza più costante e più mirata avrebbe reso giustizia alla qualità musicale di questa piccola ma efficace colonna sonora e avrebbe facilitato certe fasi di gioco “più lente”.


Se amate l’avventura, la scoperta e una narrazione ispirata, allora Ghost of a Tale è un titolo in cui dovete assolutamente immergervi. Se invece vi aspettate un Action GDR con meccaniche di gioco impegnative, personalizzazione massiva del personaggio e fasi stealth complesse non troverete nel lavoro di SeithCG qualcosa di appagante. L’avevamo definito un piccolo miracolo videoludico perché partorito da un unico sviluppatore e senza dubbio non intendiamo rimangiarci le belle parole spese, tuttavia il lungo tempo di gestazione che si è reso necessario prima di vedere il prodotto finito si è fatto, in parte, sentire sul versante grafico. Nonostante questo, e il rammarico per non aver visto un netto miglioramento su intelligenza artificiale, l’attesa per Ghost of a Tale è stata in definitiva ripagata.

L’articolo Ghost of a Tale – Recensione proviene da GameSource.

Durante l’evento Bethesda Game Days, una lunga livestream dedicata da Bethesda ai suoi recenti titoli di cui trovate il video in calce all’articolo, Todd Howard ha dichiarato che Fallout 76ha fatto molto, molto bene“.

Fallout 76 ha raggiunto milioni di giocatori

Parole che cozzano con l’accoglienza ricevuta dall’MMO di casa Bethesda da parte della critica, come evidenziato anche dalla nostra recensione.

Al rilascio il titolo era infatti colmo di bug e promesse disattese che hanno costretto il publisher a un repentino taglio di prezzo.

Il Game Director e Produttore Esecutivo di Bethesda Game Studios non la pensa così e ha rivendicato il fatto che stanno ricevendo una mole importante di feedback dalla ormai consolidata base di milioni di giocatori:

Abbiamo un’enorme, si parla di milioni di persone, e solida base di giocatori impegnati sul titolo; stiamo ricevendo innumerevoli feedback. Stiamo puntando a costruire una piattaforma Fallout e abbiamo centinaia di idee. Fino a questo momento è stato un percorso pazzesco e siamo eccitati perché ci sono moltissimi contenuti di qualità in arrivo.

Howard ha poi proseguito indicando che Fallout 76, per lo studio, è stato qualcosa di nuovo e c’è stata la consapevolezza da parte loro degli innumerevoli problemi riscontrati.

Fallout 76 ha raggiunto milioni di giocatori

Attualmente al lavoro sul titolo ci sono quattro studio dislocati in Nord America (Rockville, Austin, Dallas e Montreal) pronti a rispondere alle attese dei giocatori e colmare le lacune iniziali di un titolo che ha fatto, a detta del Produttore Esecutivo, un ottimo lavoro.

Howard, in considerazione della volontà dei giocatori, ha indicato che si stanno focalizzando sull’utilizzo dei Social Media, delle e-mail e di altre forme di feedback per raccogliere più dati possibili sui problemi del gioco al fine di sviluppare nuove idee e migliorarlo.

In conclusione l’esponente di Bethesda ha assicurato i fan che la Software House continuerà a creare titoli più tradizionali.

Vi ricordiamo che Fallout 76 è attualmente disponibile su PC, Xbox One e PlayStation 4.

L’articolo Fallout 76: ha raggiunto milioni di giocatori proviene da GameSource.

I più accaniti fan di Halo già mesi fa hanno sentito parlare, durante varie interviste e riposte su Twitter,  di Halo Infinite come un gioco rivoluzionario e con elementi di novità assoluta. Oltre al nuovo motore grafico che sarà impiegato in Game, c’erano già state dichiarazioni sugli elementi di RPG e, soprattutto, di Open World.

“A living, breathing world ripe for exploration and endless gameplay possibilities”

Halo Infinite Halo 5

Dopo le ultime dichiarazioni, è stato ultimamente notato dai fan, attenti al sito della 343 Industries, che se si guardano le informazioni del nuovo titolo si può chiaramente leggere quanto sopra scritto. Questa potrebbe essere una conferma al 100% delle novità che veterani, e non, si dovranno aspettare su Halo Infinite, che si dovrà confrontare con tradizione e nuovi progetti.

L’articolo Halo Infinite: confermato l’Open World? proviene da GameSource.

Ricordate i leak sul prossimo Assassin’s Creed ambientato nell’antica Roma? Per ora dimentichiamocelo, nonostante molti sarebbero stati felici. Una nuova scoperta è stata fatta da parte di alcuni giocatori di Tom Clancy’s The Division 2.

Nell’esplorazione è stato infatti trovato un poster in cui è raffigurata una divinità nordica con la mela dell’eden in mano (elemento già presente in altri titoli Ubisoft). Se vi interessa sapere come arrivare a questa zona, eccovi un pratico link.

Assassin's Creed III Remastered

Ricordiamo che questo leak deve essere preso con le pinze, nonostante dopo il passato degli ultimi due titoli avrebbe senso un’ambientazione in terre nordiche, terre estreme ma di sicuro con paesaggi mozzafiato. Sappiamo infatti che Ubisoft ama gli Easter egg.  Non resta che aspettare l’E3, dove vedremo in primis se uscirà un nuovo capitolo già il prossimo autunno o se, con un anno di pausa, dovremmo aspettare il 2020.

 

L’articolo The Division 2: leak sul prossimo Assassin’s Creed proviene da GameSource.

Come da tradizione della saga, anche Kingdom Hearts III può contare sul suo boss segreto. Questa volta non è un losco figuro incappucciato, né un sentimento persistente, “solo” un potente Heartless chiamato Inferno Nero (Dark Inferno).

Kingdom Hearts III boss segreto Inferno Nero

Come gli altri che portano avanti quella nomea, anche Inferno Nero è collocato nel post-game ed è più impegnativo rispetto il livello medio del gioco. Lo si può trovare – e risfidare quante volte si vuole – al Cimitero dei Keyblade (Keyblade Graveyard) nel Battlegate #14, l’ultimo di una serie di portali che compaiono in tutti i mondi di gioco dopo che sono scorsi i titoli di coda. Più precisamente, dal primo checkpoint del mondo basta proseguire diritto Non è necessario toccare i tredici portali che lo precedono, l’unico requisito necessario è aver finito la storia principale.. Un’arena appropriata per un tu per tu contro un boss, no? Come per gli altri portali, infatti, Paperino e Pippo non si uniranno alla festa.

Kingdom Hearts III boss segreto Inferno Nero

In questa guida andremo a vedere qual è il miglior equipaggiamento, il miglior Keyblade e come comportarsi contro il minaccioso boss.

Iniziamo dal livello consigliato: 55-60 per una sfida equa, da 60 in poi per avere la vita più facile. A proposito di vite: Inferno Nero ne ha ben 19 (per fare un raffronto, Master Xehanort ne ha 14). Il miglior Keyblade per questa battaglia è il Nano Ingranaggio (Nano Gear), Keyblade immancabile dato che è la ricompensa alla fine di San Fransokyo. Il motivo del netto distacco è presto detto: a differenza di altri Keyblade comunque validi, come Eternità (Ever After), Timone del Destino (Wheel of Fate) e ovviamente l’Ultima Weapon, Nano Ingranaggio è dotato dell’abilità Antistordimento (Stun Protection). Quest’abilità, come dice il nome, previene del tutto lo status stordimento, che immobilizza Sora per qualche secondo. C’è infatti un attacco in particolare di Inferno Nero che stordisce al 100% se colpiti, e state sicuri che ne approfitterà – tranne se si ha equipaggiati l’abilità Antistordimento, appunto. Potenziate il Keyblade più che potete per provocare al boss più danni possibili.

A proposito di abilità: in Kingdom Hearts III ce ne sono varie, ma alcune sono fondamentali. Queste sono:

  • Scan;
  • Balzo aereo;
  • Parata (che chiameremo Iperguardia in onore dei capitoli precedenti e per evitare l’espressione cacofonica “parare con parata”);
  • Gransalto;
  • Destrezza;
  • Schivata aerea;
  • Glide;
  • Proteggicura;
  • Emergenza;
  • Una chance;
  • Combo plus/Aerocombo plus;
  • Combo +/Aerocombo +;
  • Contrattacco (uno qualunque).
Kingdom Hearts III boss segreto Inferno Nero

Questo è il setup (avanzato) con cui abbiamo sfidato Inferno Nero più volte. Nella guida consigliamo armature e accessori comunque validi.

Gli accessori caldeggiati sono invece i seguenti:

  • Fiocco (30 lucky emblems) o Fiocchetto (Galaxy Toys, nel mondo di Toy Story);
  • Guanto dell’eroe (San Fransokyo, abilità: Oggetti +);
  • Collana di bronzo o Collana d’argento (abilità: PM Haste).

Come oggetti equipaggiatevi 3 Granpozioni e 3 Eteri (o Grand’Eteri), cercando di non dipendere da Energiga ma utilizzando quando necessario le Granpozioni e la combo con Oggetti +. Se volete avere una seconda chance, i Moguri vendono una Moneta Kupo per 400 munny (si può portare massimo una moneta con sé alla volta).

Inferno Nero fa danno prevalentemente fisico e ha tre fasi distinte:

  1. Fase incolore: il boss non è avvolto da nessuna aura e ha più aperture;
  2. Fase blu: il boss verrà avvolto da un’aura blu/violetta e ha meno aperture (si attiva quando gli sono state tolte circa 6 barre vita);
  3. Fase rossa: il boss passa da un’aura blu a un’aura rossa e ha molte meno aperture, è più aggressivo, concatena gli attacchi e guadagna l’immunità alla magia Fire (si attiva quando gli sono state invece tolte ben 12 e gliene rimangono solo 6).

Inferno Nero si giostrerà in queste tre fasi con tre attacchi principali e li userà fino alla fine, ovviamente un po’ rimaneggiati nel corso delle fasi, non potendo contare nemmeno su una desperation move, una mossa finale devastante e personale. Senza tener conto delle varianti (per ora), gli attacchi si possono suddividere in:

  1. Fendenti multipli;
  2. Sfere oscure;
  3. Attacco ad area.

Kingdom Hearts III boss segreto Inferno Nero

Piccolo consiglio: la seconda forma del Nano Ingranaggio, Nano Armi, è forte e ha un ottimo epilogo, ma cambia la parata in uno scudo attorno a Sora rendendo il personaggio immobile il che, paradossalmente, rema contro in questa boss fight. Vi consigliamo di sfruttare l’epilogo di Nano Armi e ritornare alla forma base del Keyblade quanto prima.

Andiamo a vedere nel dettaglio come si muove Inferno Nero, questo Heartless su rotelle che sembra un Invisibile cresciuto, e le relative contromisure e punizioni. La battaglia inizia sempre con una serie di fendenti da parare con Iperguardia una volta. Non contrattaccate e aspettate la sua prossima (subitanea) mossa. Inferno Nero si muoverà sempre velocemente, scivolando sul campo di battaglia grazie alle “ruote” sotto le zampe.

Kingdom Hearts III boss segreto Inferno Nero

Inferno Nero si può scagliare contro di voi in due modi ma la risposta è la stessa: usate Iperguardia contro i fendenti.

Quando dopo i fendenti le sue lame diventeranno rosse allora diverranno imparabili: subito dopo una serie di fendenti infatti il boss o si lancerà contro di voi a mo’ di tornado oppure farà un doppio colpo di spada incrociata. Questi attacchi vanno schivati con una capriola. Nel caso del “tornado”, rotolare a lato o “dentro” di esso (ci sono i frame di invincibilità apposta) vi salverà da un pesante danno. A quel punto, nella prima fase che abbiamo denominato “incolore” il boss si fermerà per breve tempo e avrete modo di colpirlo: fate una combo completa e massimo due colpi dopo, non di più perché il boss incrocerà le lame, segno che al prossimo colpo contrattaccherà con un fendente… e duramente anche.

Kingdom Hearts III boss segreto Inferno Nero

Usate Destrezza subito dopo i fendenti quando le armi di Inferno Nero diventano rosse e come in questa immagine si getta contro di voi.

Un attacco che può dare qualche problema sono le sfere oscure: il boss scomparirà evocando questi globi a ricerca che accerchieranno Sora. Ci sono due modi per parare e il primo richiede tempismo: si tratta di usare Iperguardia quando le sfere accelerano visibilmente. Due ondate di sfere, due volte Iperguardia. Il secondo modo vede Sora saltare in aria e usare Glide in tondo finché tutte le sfere non hanno mancato il bersaglio. A quel punto il boss riapparirà e se è abbastanza vicino potrete punirlo con un’altra combo completa.

Kingdom Hearts III boss segreto Inferno Nero

Iperguardia o Glide si occuperanno delle sfere.

Il terzo attacco principale è quello ad area: vedrete il boss mettersi in posizione (a volte saltando indietro) e creare un cerchio rosso abbastanza ampio attorno a lui con un movimento di spade. Questo è, in sostanza, l’attacco che più volete che faccia. Per evitarlo basterà saltare con Gransalto, direzionare il salto verso di lui e colpirlo con una combo completa del Keyblade a mezz’aria.

Kingdom Hearts III boss segreto Inferno Nero

Il miglior momento per attaccarlo: Gransalto verso di lui e combo completa poi.

Attenzione: questo è anche l’attacco che stordisce al 100% che abbiamo accennato in apertura. Se venite colpiti e non avete equipaggiato Nano Ingranaggio, succederà che Sora verrà stordito e Inferno Nero seguirà con i suoi fendenti. Così:

Kingdom Hearts III boss segreto Inferno Nero

Non succede, ma se succede…

I sopra citati costituiscono le offensive principali di Inferno Nero. Vediamo ora in che modo si differenziano tali offensive con il susseguirsi delle varie fasi. Quando Inferno Nero diventerà blu i fendenti rimarranno uguali, con la differenza che alla fine della sua combo il boss salterà all’indietro annullando di fatto la possibilità di colpirlo quando si fermava nella prima. L’attacco ad area avrà una finestra d’intervento più corta, ma la stessa efficacia, mentre le sfere, che passano da due a tre ondate, sono evitabili nella stessa maniera descritta poc’anzi.

Kingdom Hearts III boss segreto Inferno Nero

Inferno Nero passa alla Fase blu: niente paura.

Quando Inferno Nero si avvolge di colore rosso le cose si fanno più complicate: egli diventa molto più aggressivo, a tal punto che in un certo senso il vero boss inizia qui, a 7 barre verdi dalla sua sconfitta. Tutti e tre gli attacchi elencati subiscono dei cambiamenti.

Kingdom Hearts III boss segreto Inferno Nero

Fase rossa, in cui Inferno Nero farà tre serie di fendenti da parare con Iperguardia e poi Destrezza.

I fendenti triplicano, al punto che stavolta serviranno tre Iperguardia di fila per pararli tutti e la classica rotolata per schivare il tornado finale o le lame incrociate (che potrebbe fare due volte). Cercate di non combattere mai in aria perché siete più vulnerabili. Come nella fase blu, salterà all’indietro per fare altri attacchi, quindi dimenticatevi di tutte le opportunità per attaccarlo che non sia l’attacco ad area, la cui finestra è però molto ridotta. Quando finisce di fare i fendenti, seguitelo perché c’è una probabilità che farà l’attacco ad area – volete trovarvi il più vicino possibile, saltare e colpirlo. Il tutto deve avvenire molto più velocemente rispetto le altre due fasi.

Kingdom Hearts III boss segreto Inferno Nero

Durante l’ultima fase sarà difficile colpirlo dato che avrà molte meno aperture.

Infine, un altro grande cambiamento è rappresentato dall’attacco con le sfere oscure. In questa fase Inferno Nero non scompare ma si lancia contro di voi insieme alle sfere. Quello che dovete fare è parare con Iperguardia l’unico fendente del boss prima che retroceda, poi saltare e girare in tondo con Glide.

Kingdom Hearts III boss segreto Inferno Nero

Uno degli attacchi più problematici: Inferno Nero si scaglia verso di voi (Iperguardia), si ritira e poi arrivano le sfere (Glide).

Queste sono tutte le frecce nella faretra del boss. Prestate attenzione all’attacco ad area, imparate a usare Iperguardia nei tempi giusti (cosa che è possibile solo con la pratica), a non essere troppo avidi e avrete sconfitto Inferno Nero, il boss segreto designato di Kingdom Hearts III!

Kingdom Hearts III boss segreto Inferno Nero

Vittoria!

Come ricompensa per le vostre fatiche riceverete una posa per i selfie e Insegne di cristallo, accessorio che vi dona PM Hastega.

Kingdom Hearts III boss segreto Inferno Nero

Alla prossima, Heartless.

L’approccio scelto durante la stesura di questa guida ci ha visto svuotare le barre del boss con i colpi fisici del Keyblade centellinando l’uso della magia perché spammabile e meno divertente (ma dannatamente efficace). Se preferite un approccio magico, equipaggiate un Keyblade forte in questa statistica come Eternità e usate Fire (Firaga) fino alla fase rossa e Blizzard (Blizzaga) dalla fase rossa fino alla morte o più semplicemente alternate colpi fisici con le suddette magie.

La Fusione Furore (Rage Form) è una fusione che appare quando Sora subisce parecchi danni e ci può essere utile anche solo perché ripristina HP e MP. Gli attacchi rapidi di questa forma fanno vedere le stelle al boss se utilizzati con cognizione ma non è una forma da cui dipendere, soprattutto durante la forma rossa, questo perché è vulnerabile e incapace di utilizzare oggetti o magie. Stesso discorso vale per il Contrattacco: quando usato ci siamo trovati più a prenderle che il contrario, questo perché il boss ha in realtà così poche aperture verso la fine che i frame di invincibilità non proteggono Sora quanto dovrebbero.

Non dimenticate, inoltre, che potete utilizzare anche la barra Focus, che se riempita al massimo può causare gravi ferite al boss fino a un massimo di due volte – o più, se vi siete portati con voi Rifocus. In caso contrario risparmiate la barra focus per le ultime barre di vita del boss se sentite che vi stia sfuggendo di mano la situazione a causa della concitazione.

Kingdom Hearts III boss segreto Inferno Nero

Durante i comandi di tiro Sora è invincibile: da tenere a mente.

Sebbene Kingdom Hearts sia spesso modesto nella descrizione delle creature abbattute da Sora, è chiaro che la specie di Inferno Nero faccia parte degli Heartless Purosangue, esseri di pura oscurità come gli Invisibili, con cui hanno molte somiglianze, o i più comuni Shadow. Un boss che non ha sicuramente lo stesso carisma di quelli che lo hanno preceduto, né l’unicità essendo multipli, ma che in un certo senso redime l’Osaka Team, la squadra che ha portato sulle PSP prima e sulle PlayStation poi Kingdom Hearts: Birth by Sleep e con se i boss (segreti) più criticati dai fan del franchise.

May your heart be your guiding key.

L’articolo Kingdom Hearts III: Come sconfiggere il boss segreto, Inferno Nero proviene da GameSource.

Oltre che nel creare giochi di qualità notevole, FromSoftware ha l’indubbio merito d’aver riportato in auge quel che era una delle caratteristiche fondanti dei videoludi vecchia scuola: la difficoltà. Assieme a un mondo complicato e ostile, lo studio di sviluppo nipponico ha re-innestato nelle zucche dei moderni videogiocatori che i videogame sono, innanzitutto, un passatempo dal sapore di sfida. Outward, frutto della partnership fra Deep Silver e Nine Dots Studio, per certi versi ha imparato e fatto sua la lezione, proponendosi sul mercato con una sua personalissima offerta ludica che si poggia su di una combinazione di caratteristiche molto promettenti.

Sarà tutto oro quel che luccica?

Outward è un gioco di ruolo in terza persona, che racchiude al suo interno un vasto e colorato mondo aperto e meccaniche tipiche dei giochi di sopravvivenza. Dopo le primissime (e per taluni piuttosto ardue) ore di gioco, Outward calerà la maschera e mostrerà il suo vero volto, proveniente direttamente da quegli scaffali di qualche decennio fa ricolmi di giochi complicati e “brutali” nel modo di porsi e di accogliere gli utenti. Il titolo Nine Dots, infatti, si abbevera alla stessa sorgente dei “soulslike”, a loro volta legati a un retaggio ruolistico vecchia scuola, poggiando il proprio stile ludico su di un sistema di combattimento semplice concettualmente, ma difficile da controllare appieno e dal livello di difficoltà piuttosto alto, incorniciato da un mondo tanto libero quanto pericoloso e senza pietà. Ed è per questo che, sin dalle prime battute, il gioco qui recensito richiederà una pre-requisito fondamentale per poterlo apprezzare appieno: la pazienza.

Il titolo infatti non darà nulla per scontato, non ci aiuterà in alcun modo (o forse solo non lasciando che la morte del nostro alter ego sia “definitiva”) e ci “abbandonerà” a noi stessi in un mondo tanto ricco quanto pericoloso. Come anticipato, il gioco fonderà la sua struttura sui più classici crismi del genere ruolistico, concentrandosi sull’esplorazione, la raccolta di oggetti e materiali, unitamente alla crescita specifica delle abilità del proprio alter-ego, il quale partirà all’avventura al fine di ripagare un pesante debito. Il nostro eroe non sarà un prescelto, ne’ tanto meno sarà dotato di alcuna particolare abilità o strumentazione speciale: saremo noi, nel più classico dei meccanismi “trial and error”, a dover migliorare, pianificare e riflettere. Ad esempio, per migliorare le nostre abilità con la spada o con l’arco, dovremo trovare e cercare un NPC in grado di insegnarci nuove e potenti abilità.

Outward

Per esser pronti a qualsiasi evenienza, dovremo gestire un inventario limitato e al contempo fondamentale per poter effettivamente sopravvivere: meglio un trancio di carne in più o una pozione? Lo stesso inventario il cui peso influirà sostanzialmente in combattimento (e che per questo il gioco ci consentirà di “scaricare” temporaneamente in terra per affrontare la minaccia). Da questo piccolo esempio, Outward ci farà capire sin dalle primissime battute che nulla ci sarà dato e tutto sarà guadagnato con fatica, con la pianificazione e, ovviamente, la morte. Anzi, le morti, nel più classico dei modi. La difficoltà del gioco potrà esser compresa da alcuni, semplici dettagli: come detto, nel titolo dovremo effettivamente sopravvivere, procacciando quindi cibo, acqua e costruendo tende in cui poter riposare le nostre stanche membra. Ebbene, il cibo potrebbe avvelenarci. Potremmo esser aggrediti mentre dormiamo all’aperto. Potremmo ammalarci a causa dell’eccessivo freddo o morire disidratati a causa del caldo intenso. A quel punto, potremmo improvvisamente rinvenire in un punto casuale della mappa. Mappa che, al contempo, non ci indicherà con un comodo indicatore dove ci troviamo.

Outward offrirà un mondo di gioco piuttosto vasto, composto da quattro grandi regioni dai biomi differenti. Viaggiando per il mondo di gioco, incontreremo una serie di fazioni le quali daranno ognuna vita a una differente storia, tutte non particolarmente originali e tendenzialmente vittime dei classici cliché della narrativa fantasy, ma ben delineate e incastrate in un mondo sufficientemente profondo e credibile. In generale, una run sino alle fasi finali del gioco, con un buon numero di queste secondarie ed esplorazione, necessiterà di un lasso di tempo che si attesta intorno alle 35/40 ore. Ore di gioco che si moltiplicano enormemente considerando le varie storyline percorribili e le tantissime possibilità offerte dal sistema di crescita e personalizzazione del personaggio.

Outward

Al centro del gioco, com’è lecito attendersi, vi è un sistema di combattimento volutamente ostico da padroneggiare ed estremamente punitivo nei confronti del giocatore. Anche il più “semplice” dei nemici, potrebbe infliggere una ferita potenzialmente fatale, a causa di una leggerezza o di un errore più puramente meccanico. Come detto, il potenziamento del nostro protagonista non sarà direttamente correlato a un classico sistema di raccolta punti esperienza, ma avverrà attraverso l’acquisto di abilità e skill da determinati addestratori, sparsi nel mondo di gioco. E’ bene sottolineare che in Outward non ci sarà data la possibilità di apprendere proprio tutte le abilità, poichè per le più importanti, le quali ci faranno accedere ai rami più avanzati del percorso prescelto, sarà necessario spendere dei punti particolari che saranno in numero molto limitato. Ovviamente, avremo facoltà di imparare anche abilità di carattere magico, le quali saranno gestite da un meccanismo piuttosto profondo e articolato: in sostanza, la maggior parte delle abilità magiche richiederà prima l’evocazione di una sorta di “campo elementale”, attraverso l’utilizzo di alcuni oggetti trasportabili nel nostro inventario. In aggiunta, in una particolare meccanica condivisa anche con le armi in mischia e quelle da distanza, alcune abilità potrebbero necessitare di un’altra abilità o addirittura da una combinazione di abilità da evocare prima di poterla utilizzare.

Outward, fin dai primi nemici iniziali, ci fa ben intendere che avvicinarsi a uno scontro in modo casuale, che in un titolo moderno standard è quasi un dogma imprescindibile, significa piuttosto spesso soccombere. Ecco che, come in pochissimi giochi, sarà importante studiare un minimo l’avversario che abbiamo innanzi, magari piazzando trappole ad hoc o utilizzando pozioni in grado di aiutarci in combattimento. Anche perché il gioco non avrà una funzione di salvataggio e caricamento ordinaria, ma salverà automaticamente i nostri progressi in background, rendendo di fatto ogni azione, evento o decisione del giocatore finale e irreversibile. Morire significherà perdere tutto e reiniziare potenzialmente in un punto casuale della mappa o addirittura in una condizione totalmente casuale: potremmo risvegliarci ad esempio in una prigione e dover capire come poter sfuggire ai nostri carcerieri. Oppure, insperatamente, un misterioso vagabondo potrà venire in nostro soccorso e salvarci all’ultimo. In ogni caso, la gestione della morte in Outward, che è più simile a una perdita di sensi, sarà piuttosto originale e affrontata ottimamente in un’ottica ruolistica.

Outward

Se concettualmente il gioco si pone in modo non assolutamente originale ma sicuramente personale, offrendo contenuti a iosa e un mondo vasto e ben realizzato che sarà possibile esplorare addirittura in cooperativo online o tramite split-screen locale, il vero neo dell’intera produzione è sicuramente il comparto tecnico, flagellato da una resa visual che sembra provenire dagli stessi vecchi scaffali di cui sopra. La generale qualità del titolo, nonostante un livello di pulizia tutto sommato buono e un frame rate abbastanza solido, sarà inficiata quindi da texture di modelli e ambienti spesso davvero sottotono e che ricordano come detto produzioni di parecchio tempo fa, nonostante l’utilizzo dell’engine grafico Unity.

Una menzione non particolarmente positiva va fatta anche alle animazioni, molto buone quelle dei movimenti classici, al contrario delle movenze in combattimento che risulteranno essere davvero legnose e irreali. Un altro cruccio importante a livello tecnico sarà l’hitbox, non perfettamente tarata sia in attacco che in difesa. Sebbene il gioco supporti il 4K dinamico delle console premium, nemmeno la potenza superiore di PlayStation 4 Pro riuscirà a salvare un’estetica che, purtroppo, avrà un peso decisivo sull’effettiva fruibilità del titolo. Comunque sia, esteticamente il lavoro svolto non sarà completamente negativo e potrà contare tuttavia su di un generale design del mondo di gioco, del paesaggio e delle cittadine più che sufficiente e degno d’esser “vissuto”.

Outward


Outward è un ruolistico di pregio e sicuramente interessante, il quale metterà sul piatto una interessante mistura di feature e caratteristiche specifiche. Peccato che il tutto sia condito da un apparato tecnico vetusto e non particolarmente performante, specialmente da un punto di vista estetico.

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Il tweet postato dall’account ufficiale di Borderlands 3 è stato subito cancellato ma non è passato inosservato dall’utente Wario64 che ha subito catturato la schermata:

Come si evince dal tweet subito rimosso, il titolo sarà rilasciato il 13 Settembre 2019 ma non è l’unica notizia venuta fuori da questo leak.

Infatti in un altro post, anch’esso cancellato, Gearbox Software ha inavvertitamente svelato che il titolo uscirà sull’Epic Game Store:

Borderlands 3 leak data di uscita

Nell’angolo in basso a sinistra dell’immagine è infatti presente il logo dell’Epic Game Store a suggerire la non improbabile esclusiva PC del titolo all’interno del negozio online.

Non ci resta che attendere la conferma definitiva da parte di Gearbox ma nel frattempo vi ricordiamo che Borderlands 3 è stato ufficialmente annunciato al recente Pax East 2019 e il 3 Aprile verranno svelati ulteriori dettagli sul sito ufficiale del titolo.

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