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Quasi Tutti gli Articoli in questa categoria sono tratti dal sito: http://www.gamesource.it/ a cui va riconosciuto il giusto merito e va tutta la mia gratitudine per l’ottimo lavoro che svolgono

Che Anthem, ultima fatica di EA e BioWare, non abbia avuto vita facile a partire dal giorno stesso del lancio, è ormai cosa nota.

Nonostante questo però, i produttori si sono fermamente impegnati a migliorare l’esperienza di gioco agli utenti con una nutrita lista di migliorie e aggiornamenti ancora da rilasciare.

Anthem

Recentemente sembra che EA e Bioware siano in procinto di assumere nuovo personale per curare al meglio uno degli aspetti del gioco più criticati dalla community: il loot.

Sembra infatti che gli studi siano alla ricerca di figure che si occuperanno principalmente di migliorare il più possibile il sistema di reperimento di bottini quali armi e oggetti vari, oltre che mettere anche mano al bilanciamento dei combattimenti.

Sarà interessante quindi vedere come e cosa cambierà, si spera in meglio, in Anthem nel corso dei prossimi mesi.

L’articolo Anthem: previsto miglioramento del sistema di loot proviene da GameSource.

ASUS ha da poco aggiornato la sua scheda madre top di gamma per CPU Intel LGA 2066 introducendo ROG Rampage VI Extreme Omega, una motherboard davvero imponente in tutto, anche nel prezzo. Asus ROG Rampage VI Extreme Omega si basa sempre sul chipset Intel X299 ed è compatibile con i processori KabyLake X e SkyLake X.

Asus in questa revisione della porta bandiere di casa ROG, ha introdotto diverse migliorie, come il supporto a 128 GB di RAM DDR4, si avete letto bene, connettività Ethernet 10 Gb, un modulo Wi-Fi migliorato e un dissipatore per i VRM più efficiente grazie all’aggiunta di due ventole.

Asus ROG Rampage VI Extreme Omega

Di seguito le caratteristiche principali:

CPU Socket Intel LGA 2066
Chipset Intel X299
Form factor EATX
Memory 8 x DDR4 (Max 128 GB)
Up to DDR4-4266+ (OC)
Multi-GPU 3-way SLI/3-way CFX
PCIe slots 3 x PCIe 3.0 x16 (x16/x16, x16/x8/x8) *44-lane CPU
1 x PCIe 3.0 x16 (x4)
SATA 6Gbps 6
M.2 3 x M.2 2242~22110 (PCIe)
1 x M.2 2242-2280 (PCIe)
USB 3.1 Gen 2 1 x front
1 x Type-C
1 x Type-A
USB 3.1 Gen 1 14
Networking Intel I211-AT 1G Ethernet
Aquantia AQC-107 10G Ethernet

Come detto prima Asus ROG Rampage VI Extreme Omega è compatibile sia con le ormai defunte CPU quad core Kaby Lake X, e sia con le CPU SkyLake X, compreso il strabiliante Core I9 7960X da ben 16 core e 32 thread.

Entrambe le architetture, anche se ormai una non è più presente sul mercato dato l’enorme insuccesso, dispongono di CPU con processi produttivi a 14 nanometri Finfet++.

Kaby Lake-X Skylake-X
CPU cores 4 6, 8, 10, 12, 14, 16
Cache 8 MB 13.75 MB
PCIe support PCIe 3.0 (16 lanes) PCIe 3.0 (44/28 lanes)
Integrated graphics No No
TDP 112W 140W
Socket LGA 2066 LGA 2066
Chipset X299 X299
Memory support Dual DDR4 Quad-channel DDR4

Asus ROG Rampage VI Extreme Omega

La confezione che racchiude Asus ROG Rampage VI Extreme Omega presenta lo stesso layout di tutte le confezioni ROG. Lo sfondo è di colore nero e grigio, sulla sinistra troviamo il nome del prodotto con una colorazione argentata e in alto a destra troviamo l’iconico occhio ROG.

Sul retro troviamo tutte le principali caratteristiche della scheda madre.

Asus ROG Rampage VI Extreme Omega

La confezione si apre a scrigno, come se contenesse un diamante prezioso, e troviamo subito Asus ROG Rampage VI Extreme Omega ricoperta da un guscio di plastica.

Asus ROG Rampage VI Extreme Omega

Il bundle è tra i più ricchi in circolazione. Oltre al manuale di istruzioni, troviamo:

  • Sticker a tema ROG;
  • Cavi SATA 6 Gb/s;
  • Penna USB contenente i driver e le varie suite di applicazioni;
  • Fan controller con il relativo cavo di alimentazione;
  • Giravite;
  • SLI Bridge HB;
  • Prolunghe LED Aura;
  • Antenna Wi-FI;
  • Modulo DIMM2 M.2 che aggiunge altre due porte SATA M.2, fungendo anche da dissipatore.

Asus ROG Rampage VI Extreme Omega

Una volta tolta Asus ROG Rampage VI Extreme Omega dalla confezione possiamo ammirarla in tutto il suo splendore. La scheda già dal primo contatto si dimostra estremamente robusta e ben costruita.

La scheda ha ha un form Factor Extended ATX (E-ATX), ed è più larga delle comuni motherboard con forma ATX.

Asus ROG Rampage VI Extreme Omega

Al centri di Asus ROG Rampage VI Extreme Omega troviamo l’enorme Socket dotato di 2066 pin e appositamente coperto da una cover in plastica marchiata Republic of Gamer, in modo da prevenire danni accidentali durante il trasporto.

Asus ROG Rampage VI Extreme Omega
Attorno al Socket troviamo non quattro, ma ben otto banchi di RAM DDR4 con supporto al quad Channel. Come detto ad inizio recensione, possiamo installare un massimo di 128 GB di RAM con un frequenza massima di 4266 Mhz. P

Purtroppo non vi è alcun supporto per le memorie da server con tecnologia ECC, un vero peccato perché la scheda madre supporta anche le CPU della famiglia Xeon. Come ogni scheda madre che si basa su chipset Intel, troviamo il pieno supporto alle memorie con tecnologia XMP (Intel Extreme Memory Profile).

Asus ROG Rampage VI Extreme Omega
Accanto ai moduli di RAM troviamo un nono modulo, che apparentemente sembra simile agli altri. Si tratta dell’alloggio per il modulo DIMM 2, una scheda di espansione collegata direttamente alle linee PCIe della CPU, che ci permetterà di collegare altri due SSD di tipo M.2.

Asus ROG Rampage VI Extreme Omega

La scheda di espansione è dotata inoltre di una copertura il alluminio con applicato un pad termico in ambo i lati, in modo da fungere da dissipatore per i due dischi.

Asus ROG Rampage VI Extreme Omega

Sopra il Socket di Asus ROG Rampage VI Extreme Omega troviamo un enorme heatsink attivo, al suo interno troviamo due piccole ventole che si attiveranno quando i VRM superano la temperatura di 60°. Troviamo poi un heatpipe che collega l’heatsink con un’altro posto sopra le porte I/O.

In questa seconda piastra di raffreddamento troviamo inoltre una copertura di plexiglas specchiata dotata di LED RGB compatibili con il sistema di illuminazione AURA Sync.

Asus ROG Rampage VI Extreme Omega

È presente anche un display OLED compatibile con Live Dash, la stessa applicazione che serve per modificare il display di ASUS Rog Ryujin 240, dove possiamo visualizzare ogni informazione del nostro PC, come temperatura e frequenza della CPU. Sotto all’enorme heatsink troviamo, oltre ai VRM, anche 18 fasi di alimentazione gestite dal controller PWM.

A differenza di quanto accade nelle altre schede madri, su Asus ROG Rampage VI Extreme Omega è completamente assento il Doubler, quindi il controller PWM gestirà direttamente ogni singola fase di alimentazione. Vicino al heatsink troviamo due connettori ad 8 Pin, il cui compito è quello di alimentare la CPU.

Asus ROG Rampage VI Extreme Omega

Sotto il Socket troviamo le varie porte PCIe: due da 16x raggiunte entrambe elettronicamente da 16 linee della CPU; una fisicamente da 16x ma raggiunta solo da 8 linee, che funzionerà poi a 4x se colleghiamo il modulo DIMM 2; una da 4x raggiunta da solo 4 linee.

Tutte le porte PCIe da 16x sono rinforzate, in modo da non provocare dei piegamenti se ci installiamo una scheda grafica estremamente pesante.

Asus ROG Rampage VI Extreme Omega

Asus ROG Rampage VI Extreme Omega, come qualsiasi scheda madre di alto livello, supporta il multi GPU. A seconda della CPU che installeremo e dalle linee PCIe che avremo a disposizione, 28 o 44, ci ritroveremo:

  • Supporto a NVIDIA® 4-Way SLI™ Technology *
  • Supporto a NVIDIA® 3-Way SLI™ Technology
  • Supporto a NVIDIA® 2-Way SLI™ Technology
  • Supporto a AMD 4-Way CrossFireX Technology *
  • Supporto a AMD 3-Way CrossFireX™ Technology
  • Supporto a AMD 2-Way CrossFireX Technology

* CPU con 28 linee PCIe possono supportare solo 3-Way SLI™/ 3-Way CrossFireX™.

Le porte PCIe sono circondate da un heatsink di allumino, dove una volta smontato, troviamo gli alloggi per i dischi SSD M.2, uno con misura fino a 22110, e un’altro con misura fino a 2280. Questo heatsink inoltre funge da dissipatore passivo, infatti troviamo due pad termici.

Asus ROG Rampage VI Extreme Omega

La dissipazione del PCH è affidata ad un heatsink passivo, caratterizzato dalla presenza dell’iconico occhio ROG ed è dotato di illuminazione RGB compatibile con AURA Sync.

Asus ROG Rampage VI Extreme Omega

Ai piedi di Asus ROG Rampage VI Extreme Omega troviamo i vari header per collegare le USB 2.0 e 3.0, il ROG Node, i Led sia ARGB che RGB e il pannello audio frontale. Sono presenti anche i pulsante di accensione e di reset e diversi header per collegare i sensori di temperatura.

Troviamo anche un molex che serve per fornire maggiore corrente alle porte PCIe.

Asus ROG Rampage VI Extreme Omega

Sul latro destro di Asus ROG Rampage VI Extreme Omega troviamo 6 porte Sata 6 Gb/s, una porta U.2, una porta USB 3.0, una porta USB 3.1 e diversi connettori 4 Pin PWM per le ventole e/o pompe.

Asus ROG Rampage VI Extreme Omega

Sul lato sinistro troviamo tutte le porte I/O e Asus ROG Rampage VI Extreme Omega è davvero ben fornita. Troviamo:

  • 2 x USB 3.1 Gen 2 Type-A + USB Type-CTM;
  • 10 x USB 3.1 Gen 1 (blue);
  • 1 x Optical S/PDIF out;
  • 1 x Clear CMOS button;
  • 1 x USB BIOS Flashback button;
  • 1 x ASUS Wi-Fi Module;
  • 5 x LED-illuminated audio jacks;
  • 1 x Aquantia AQC-107 10G LAN port;
  • Anti-surge LAN (RJ45) port.

È giunto il momento di testare la nuova scheda madre Asus ROG Rampage VI Extreme Omega. La configurazione di prova è composta da:

  • Intel Core i9 7960X;
  • Asus ROG Rampage VI Extreme Omega;
  • Asus Turbo Geforce RTX 2080Ti;
  • 4×8 GB Corsair Vengeance LED 3200 Mhz XMP attivo;
  • Asus Thor 850W 80+ Platinum;
  • Samsung SSD 970 EVO;
  • Windows 10 PRO 64 Bit.

Tutto il sistema, quindi CPU e GPU, è raffreddato a liquido utilizzando due radiatori EK da 360 con spessore da 60 millimetri. Abbiamo testato ogni parte di Asus ROG Rampage VI Extreme Omega utilizzando diversi benchmark sintetici e videogiochi. Il primo test che abbiamo eseguito fu Cinebench R15, noto benchmark per CPU che simula una situazione di rendering, ottimo per testare la potenza del nostro processore e verificare la sua stabilità qualora saremo in una situazione di over-clock . Intel Core i9 7960x grazie ad Asus ROG Rampage VI Extreme Omega ha totalizzato un punteggio in single thread di 194 CB, mentre in multi thread ha totalizzato 3153 CB. Il secondo test che abbiamo utilizzato è V-Ray, un’altro benchmark che simula una situazione di rendering. Qua il punteggio viene espresso in tempo di elaborazione, quindi basso è meglio. Con Intel Core i9 7960x e Asus ROG Rampage VI Extreme Omega abbiamo eseguito la scena di rendering in 43 secondi, un risultato davvero strabiliante. Successivamente abbiamo utilizzato 7-Zip, noto programma di compressione e decompressione di archivi che sfrutta il multi thread. In compressione l’accoppiata ha ottenuto un punteggio di 81 MB/s, mentre in decompressione ha ottenuto un punteggio di 1395 MB/s. Per testare i quattro moduli da 8 GB DDR4 di Corsair Vengenace 3200 Mhz CL 16, abbiamo utilizzato AIDA 64. Con XMP attivo, le memorie in accoppiata con Asus ROG Rampage VI Extreme Omega, hanno totalizzato in lettura 89.743 MB/s, in scrittura 77.871 MB/s e in copia 76.230 MB/s.

Non poteva mancare di certo un test con la nota suite 3D Mark. Abbiamo utilizzato lo scenario Time Spy, che sfrutta le librerie proprietarie di Microsoft DirectX 12. Il nostro sistema ha totalizzato un Total Score di 12930 punti, mentre la solo CPU ha totalizzato un punteggio di 11432 punti. Infine abbiamo provato l’accoppiata Intel i9 7960x e Asus ROG Rampage VI Extreme Omega con videogiochi, per la precisione Shadow Of The Tomb Raider e Far Cry 5. Per Shadow of the Tomb Raider abbiamo utilizzato le stesse impostazione grafiche che utilizziamo durante le nostre recensioni delle GPU, quindi preset ultra, DirectX 12 attive e antialiasing impostato du TAA. Con risoluzione 1920 x 1080 pixel, abbiamo raggiunto 137 FPS medi, denotando un leggero collo di bottiglia, facilmente superabile overcloccando leggermente la CPU. Con risoluzione 2560 x 1440 pixel, abbiamo ottenuto invece 110 FPS medi, e qui il collo di bottiglia era praticamente assente.

Anche per Farc Cry 5 abbiamo utilizzato le medesime impostazioni grafiche che utilizziamo durante le altre recensioni, quindi preset ultra e HDR attivo. Con risoluzione 1920 x 1080 pixel abbiamo ottenuto 110 FPS medi, denotano un collo di bottiglia abbastanza evidente, perché con un Intel Core i9 9900k guadagniamo circa 20 FSP nel suddetto titolo. Invece a risoluzione 2560 x 1440 pixel l’accoppiata ha totalizzato 107 FPS medi, e questo ci fa capire quanto evidente fosse il bottleneckt in Full HD. Nonostante ciò anche in WQHD denotiamo il collo di bottiglia, però più leggero rispetto alla risoluzione 1080p. Asus ROG Rampage VI Extreme Omega è una motherboard sviluppata pensando all’overclock, infatti lo si nota anche dall’elevato numero di fasi, ben 18. Il BIOS è il solito con cui Asus ci ha abituato da qualche anno, risultando estremamente semplice ed intuitivo. Esso è una delle parti fondamentali della scheda madre perché ci permette di modificare ogni aspetto di ogni componente, come la frequenza della CPU, il voltaggio e i timing delle RAM. È possibile inoltre monitorare le varie temperature, creare un sistema RAID, e modificare la velocità delle ventole collegate alla scheda madre.

Asus ROG Rampage VI Extreme Omega

I VRM, il componente che scalda di più in una scheda madre, su Asus ROG Rampage VI Extreme Omega risultano essere estremamente freddi, questo grazie all’enorme heatsink in dotazione e alle due ventole presenti su di esso. Sia con la CPU a default che in overclock, i VRM hanno raggiunto la temperatura massima di 61° e le due ventole sono entrate in azione pochissime volte, rimanendo quasi inaudibili.

Asus ROG Rampage VI Extreme Omega


Asus ROG Rampage VI Extreme Omega è una scheda madre davvero sorprendete. Tante sono le features con questo nuovo prodotto, come il supporto a 128 GB di Ram e la porta ethernet da 10 Gb/s. La scheda vanta lo strepitoso design Asus ROG, ed è estremamente bella da vedere e si presta bene nelle build da Gaming. I vari heatsink che troviamo, quello per i due SSD M.2 e per il PCH, visto le loro enormi dimensioni, conferiscono ad Asus ROG Rampage VI Extreme Omega un’enorme robustezza. I VRM, punto critico di ogni scheda madre, qua sono estremamente freschi grazie alla dissipazione passiva. Il bundle è uno dei più ricchi e completi che abbiamo mai visto. Se siete alla ricerca di una scheda madre che si adatti sia all’utilizzo ludico che lavorativo e che abbia potenza da vendere, Asus ROG Rampage VI Extreme Omega potrebbe essere la scelta giusta. Se invece siete alla ricerca di un prodotto prettamente per utilizzo ludico, vi consigliamo di rivolgervi ad altro, sia perché con una piattaforma Z390 avrete performance migliori, e perché andreste a spendere di più per avere meno FPS in gioco.

Asus ROG Rampage VI Extreme Omega è acquistabile su Amazon al prezzo di 710€ iva inclusa.

L’articolo Asus ROG Rampage VI Extreme Omega – Recensione proviene da GameSource.

Samsung ha introdotto il pulsante Bixby sulla famiglia di dispositivi Samsung Galaxy S8. È utile per cose di base come scattare screenshot o impostare promemoria. Tuttavia, è anche un pulsante che si può colpire accidentalmente e il consenso generale dice che Google Assistant è semplicemente migliore. Samsung ha ascoltato le critiche e ha introdotto la modifica del pulsante Bixby con l’aggiornamento di Android 9.0 Pie e One UI.

Si può rimappare il pulsante Bixby su tutti i dispositivi Samsung Galaxy più recenti; è necessario l’aggiornamento di Android 9.0 Pie. I dispositivi che dovrebbero essere in grado di avere la possibilità di rimappare Bixby sono:

Come rimappare in modo nativo il pulsante Bixby

Il software azionario consente di rimappare il pulsante Bixby senza software di terze parti. Assicurati che l’app Bixby Voice, accessibile premendo una sola volta il pulsante Bixby, sia aggiornata e che tu sia pronta a lanciare. Il primo metodo è quello che probabilmente hai letto ovunque finora.

Aprire l’app Bixby Voice premendo il pulsante Bixby una volta.
Tocca il pulsante del menu 3 punti, fai clic su Impostazioni, quindi seleziona l’opzione della chiave Bixby.
Selezionare la doppia pressione per aprire l’opzione Bixby. Sotto questo, c’è un’opzione per usare una singola pressione per aprire un’app o usare un comando rapido. Seleziona l’opzione dell’app.
Seleziona l’app desiderata dall’elenco delle app disponibili.
Questo è tutto! D’ora in poi, con una singola pressione si può aprire l’app o il comando personalizzato mentre un doppio tocco apre la tradizionale app Bixby. Puoi ancora utilizzare Bixby Voice con un doppio tocco e tenere premuto. Se lo desideri, puoi anche scambiare le azioni singole e doppie. Basta ripetere i passaggi precedenti e selezionare tocco singolo per aprire Bixby e configurare la tua app o il comando di conseguenza da lì.

Come rimappare il pulsante su Assistente Google

Alla gente piace rimappare il pulsante Bixby nell’Assistente Google. Esiste un metodo alternativo per farlo:

Scarica l’app Bixby Button Assistant Remapper da XDA-Developers. Installalo sul tuo dispositivo come faresti con qualsiasi altro APK di terze parti. Ripeti i passaggi precedenti come se stessimo selezionando un’app sul tuo telefono. Tuttavia, questa volta, seleziona Bixby Button Assistant Remapper dalla selezione dell’app.
Premere il tasto Bixby per eseguire il comando per la prima volta. Ti verrà chiesto quale app di assistenza desideri utilizzare. Seleziona l’opzione Assistente Google e tocca il pulsante “Sempre”.

Esiste anche la possibilità di rimappare Bixby con Google Play. Ecco come.

Rimappare Bixby con le app di Google Play

C’è un ultimo metodo per rimappare il pulsante Bixby. Questo utilizza app di terze parti dal Play Store per cambiare il funzionamento del pulsante Bixby. Non è pulito come il metodo di Samsung. Tuttavia, queste app possono fare cose che la soluzione nativa non può fare. Alcuni esempi includono la rimappatura dei tasti del volume, con il pulsante Bixby che attiva e disattiva la torcia e persino controlla la tua musica.

Bixbi Button Remapper è gratuito e include alcune funzioni divertenti. Button Remapper funziona con una serie di pulsanti, ma include anche il supporto per Bixby. Quali app o comandi vuoi per il tuo pulsante Bixby?

L’articolo Samsung: ecco come rimappare il pulsante Bixby proviene da GameSource.

Le voci su una possibile versione di Xbox One S senza lettore blu-ray e, dunque, dedicata a chi compra giochi solo in digitale, sono sempre più insistenti.

Nelle scorse settimane, quest’ultime si sono fatte sempre più insistenti, tanto che, in giro, sono iniziate a circolare anche le prime foto del modello in questione. Stando al sito tedesco Winfuture.de, infatti, la nuova console di Microsoft sarebbe praticamente identica alla One S “originale” ma, appunto, senza il vano dischi. I rumour, però, non si fermano qui. Sempre secondo il sito in questione, la console è praticamente realtà e dovrebbe arrivare sul mercato europeo con una data ben precisa: il prossimo 7 maggio.

Non soltanto: la nuova Xbox One S All-Digital dovrebbe costare 229,00€ e godere di un hard disk da 1TB, con alcune esclusive Microsoft già pre-installate (Sea of Thieves, Forza Horizon 3, Minecraft, ecc.).


Al momento, non sappiamo ancora se questa notizia corrispondi a verità o meno, dunque vi invitiamo a prenderla con la dovuta cautela. Qualora fosse veritiera, però, cosa ne pensereste al riguardo? Fatecelo sapere!

L’articolo Xbox One All-Digital: svelati prezzo e uscita? proviene da GameSource.

Horizon Zero Dawn è senza dubbio uno dei titoli più apprezzati di questa generazione di console. Il titolo open world targato Guerrilla Games, alla prima esperienza col genere in questione, ha riscosso un successo incredibile. Le ultime stime fatte da Sony, infatti, parlano di ben più di 10 milioni di copie vendute sin dal lancio, a testimonianza del grande apprezzamento ottenuto da critica e videogiocatori.

Nelle ultime ore, in vista anche dei continui rumpour inerenti PlayStation 5, le voci su un possibile sequel del titolo si sono moltiplicate, ritrovando anche una sorta di fondamento di verità più recentemente. Per bocca dell’attrice e doppiatrice Janina Gavankar (famosa per il ruolo di Iden Versio in Star Wars Battlefront II), sono arrivate delle conferme quasi ufficiali sull’esistenza del secondo capitolo. L’attrice che, nel primo capitolo interpretava Tatai, si è lasciata andare al commento in questione: È incredibile, aspettate fino a quando non potrete vedere il seguito. Impazzirete: sono a conoscenza di alcuni segreti! Impazzirete, veramente” che vale più di mille parole.

Horizon seguito

In attesa di conferme ufficiali, non possiamo far altro che aspettare e sperare. E voi? Cosa ne pensate? Fatecelo sapere!

L’articolo Horizon: doppiatrice conferma l’arrivo del seguito proviene da GameSource.

A otto anni di distanza dalla pubblicazione del suo ultimo gioco (From Dust), Éric Chahi svela un nuovo titolo per PlayStation VR intitolato Paper Beast e ambientato all’interno delle memorie di un server dati, in cui un’intero ecosistema si è sviluppato e ha preso vita propria.

L’idea per il nuovo gioco dal creatore di Another World è nata durante alcuni esperimenti con il motore grafico Unity e i big data, spingendo Éric a creare un nuovo studio dedicato dal nome Pixel Reef, da tre anni al lavoro sul titolo appena svelato.

Sebbene non si sappia ancora nulla di definito sul gameplay di Paper Beast, Éric dichiara di voler “riprodurre l’eccitazione che prova un esploratore nel scoprire una nuova terra vergine, un luogo dove nessun umano è stato prima“. Ci saranno molti elementi di interazione con ambienti e creature con qualche vaga somiglianza ad un god-game, ma la chiave sarà soprattutto l’immersione nell’ambiente di gioco tramite la tecnologia VR e, come in Another World, la narrazione sarà ridotta all’osso e starà al giocatore comprendere le dinamiche di questo universo.

Paper Beast verrà pubblicato entro la fine del 2019, e arriverà successivamente anche per piattaforme non VR.

Paper Beast

Fonte: PlayStation blog.

L’articolo Paper Beast, un nuovo gioco dal creatore di Another World proviene da GameSource.

Mortal Kombat 11, attesa nuova iterazione del celeberrimo picchiaduro, si mostra quest’oggi in un nuovo video dedicato (ma guarda tu!) ai suoi brutali e sanguinari combattimenti. Game Informer ha infatti rilasciato nuovi stralci di gameplay dedicati alla prossima fatica di NetherRealm Studio.

In dettaglio, nella clip appariranno il mitico Noob Saibot, combattente leggendario della saga che racchiude i nomi degli sviluppatori del gioco, e la recente Cetrion, presentata ufficialmente alle folle alcuni giorni fa.

Mortal Kombat 11

Ricordiamo che Mortal Kombat 11 è atteso su PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e PC il 23 aprile prossimo.

L’articolo Mortal Kombat 11, Noob Saibot sfida Cetrion proviene da GameSource.

Dopo il rilascio dell’ultimo capitolo del noto titolo picchiaduro di Nintendo, Super Smash Bros. Ultimate avvenuto lo scorso 7 Dicembre in tutto il mondo, appaiono nuove informazioni riguardanti vecchie funzionalità tanto care ai fan di vecchia data del brand che non sono ancora state introdotte. Parliamo della modalità Stage Builder, che sembra essere stata leakata in un nuovo spot pubblicitario dedicato a Nintendo Switch e Super Smash Bros. Ultimate. In questo spot, infatti, dove per alcuni secondi viene mostrato il menu del gioco, si può chiaramente scorgere l’icona di tale funzionalità.

Ma di che cosa si tratta esattamente? Come molti fan sanno, la modalità Stage Builder è stata introdotta per la prima volta in Super Smash Bros. Brawl per Wii, e confermata anche nel capitolo successivo per Nintendo Wii U. Come suggerisce il nome stesso, si tratta di una funzionalità che permette a tutti i giocatori di poter creare e condividere i propri stages di lotta, non ancora stata annunciata per questo nuovo capitolo del noto picchiaduro di Nintendo.

super smash bros

In attesa dunque del prossimo importante aggiornamento che interesserà Super Smash Bros. Ultimatenon è difficile immaginare che verrà introdotta anche la funzionalità Stage Builder, data la sua presenza in questo ultimo spot pubblicitario. L’unico problema sarà cercare di capire quando arriverà, e se ciò accadrà presto, in quanto da parte di Nintendo non è ancora stata fornita alcuna conferma a riguardo.

L’articolo Super Smash Bros. Ultimate: Torna la Stage Builder mode? proviene da GameSource.

Dopo l’annuncio dell’esclusività su Epic Games Store della versione PC di Borderlands 3, era inevitabile che il titolo venisse colpito dalla rabbia dei fedelissimi di Steam (come già successo a Metro Exodus, The Outer Worlds e Control). Randy Pitchford di Gearbox Software – la casa di sviluppo del titolo – aveva inizialmente preso le distanze dalla decisione, con alcuni tweet che facevano chiaramente capire come tale scelta fosse competenza di 2K Games:

2K Take Two ha diritti di pubblicazione esclusivi per Borderlands 3 ed effettua tutte le decisioni riguardante prezzi, territori, distribuzione e accordi con le piattaforme. Per favore inviate qualsiasi domanda riguardante questi argomenti a 2K. Noi siamo *solo* i creatori.

Ciao! Quale parte di “2K Take Two ha diritti di pubblicazione esclusivi per Borderlands 3 ed effettua tutte le decisioni riguardante prezzi, territori, distribuzione e accordi con le piattaforme. Per favore inviate qualsiasi domanda riguardante questi argomenti a 2K” non comprendi? Con affetto!

Tuttavia, a seguito del bombardamento di recensioni negative da parte degli utenti sui precedenti capitoli della saga, Randy ha espresso (sarcasticamente?) che la situazione lo rende felice della decisione di 2K:

Nel tweet soprastante, Randy punta anche il dito contro Steam per il suo disinteresse nell’uso improprio delle recensioni da parte degli utenti. Paradossalmente, sembra che il CEO ignori che il caso Borderlands sia stato il primo a spingere Valve ad applicare una nuova funzionalità di Steam creata appositamente per arginare il fenomeno del “review bombing“, rendendo di fatto nulle le recensioni negative di questi giorni.

Borderlands 3

Lasciando da parte il dibattito su Steam / Epic Games Store, abbiamo pubblicato giusto oggi un editoriale sulla saga e sulle nostre aspettative per il terzo capitolo, visibile qui.

Ricordiamo inoltre che Borderlands sarà rilasciato su PC, Xbox One e PlayStation 4 il 13 settembre 2019.

L’articolo Borderlands 3, Gearbox “felice” dell’accordo con Epic Games proviene da GameSource.

A quasi due anni di distanza dalla prova in Game Preview, torniamo a parlare di Ghost of a Tale su Xbox One ma questa volta nella sua interezza. Dal 12 Marzo 2019 è infatti possibile acquistare e giocare la versione completa del lavoro di SeithCG – al secolo Lionel Gallat – che dal mondo del cinema di animazione si è lanciato nell’industria videoludica praticamente da solo ma avvalendosi in seguito, del supportato di oltre 1000 sostenitori su indiegogo.

Ghost of a Tale recensione Xbox One

Sono passati circa 18 mesi dalla nostra scoperta di Ghost of a Tale su Xbox One ed eravamo rimasti soddisfatti dalle potenzialità di questo titolo. Dalla sua apparente vicinanza ai titoli souls, per la semplicità con cui è facile perire, ci si rende ben presto conto che il lavoro di SeithCG serba un’anima decisamente più stealth ma, soprattutto, da Action RPG vecchia scuola. Possiamo dire fin da subito che a livello grafico e di gameplay il peso di questi anni di attesa si è fatto sentire tutto ma, grazie a una massiccia Lore dietro le vicende del menestrello Tilo, il giocatore viene trasportato e immerso in una grande e avvincente storia.

Addio mia amata

I leggendari Ratti guerrieri furono i soli in grado di fermare l’avanzata inarrestabile della Fiamma Verde, una forza tanto misteriosa quanto devastante, in grado di consumare qualunque creatura gli si parasse davanti. Di quegli avvenimenti rimangono le canzoni dei menestrelli e i ricordi, oltre che lo strapotere dei Ratti su Pangeia.

In Ghost of a Tale non impersoneremo un ratto ma il topolino Tilo, catturato insieme alla moglie Marna perché accusati di essere dei ribelli. Tilo non è un combattente e nemmeno un rivoluzionario, è invece un onesto menestrello discepolo del famoso Maestro Lewlin. Tuttavia, risvegliatosi solo e confuso in una fetida cella di Forte Derovin, dovrà superare le sue paure e tirar fuori tutto il suo coraggio per ritrovare la sua amata e la libertà.

Ghost of a Tale Recensione Xbox One

Il romanticismo della vicenda di Tilo è innegabile e non solo per la ricerca dell’amata perduta: il piccolo bardo nasconde tra le corde del suo liuto e tra le note delle sue canzoni, un recente passato tragico ma anche una forza di volontà tale da far immergere il giocatore nella ricerca non solo della libertà perduta ma soprattutto, nelle risposte alle tante domande poste inizialmente senza soluzione.

La Lore di Ghost of a Tale è uno dei suoi punti di forza: il mondo di gioco creato da SeithCG sembra apparentemente molto piccolo e circoscritto alle mura del forte, ma ben presto si evince che la letteratura di questo titolo è molto più articolata di quel che si possa credere. Vi è infatti un’importante cura nei dialoghi, nei documenti e anche nelle canzoni del menestrello. Tutto ciò è fruibile anche a chi non conosce l’inglese grazie all’ottimo lavoro di localizzazione in italiano e in altre 5 lingue a opera di Level Up Translation.

Ghost of a Tale Recensione Xbox One

Luci e ombre

A livello di gameplay, lo avevamo accennato nell’incipit, Ghost of a Tale si avvale di una forte componente stealth iniziale. Com’è logico che sia, il piccolo topo nulla può contro la potenza fisica del ratto e deve pertanto sfruttare le sue peculiarità: rapidità, astuzia e furtività. Queste sono le parole d’ordine se vogliamo far sì che il piccolo Tilo riesca a muoversi tra le mura di Forte Derovin senza essere braccato dalle guardie.

Fortunatamente, tra i tanti nemici avremo anche pochi ma preziosi alleati che, in cambio di favori, ci aiuteranno nel nostro scopo. Il titolo si articola tramite tutta una serie di quest principali e secondarie correla fra loro che, come in ogni gioco di ruolo che si rispetti, ci premieranno con maggiori energie e nuovi abilità. Queste ultime saranno in parte piuttosto deludenti perché non tutte utili alla stessa maniera.

Ghost of a Tale Recensione Xbox One

Dopo le prime fasi di gioco la componente stealth passerà però in secondo piano, e nello specifico quando la quest principale ci porterà a camuffarci da guardia. In questo modo potremo camminare, seppur lentamente a causa del peso dell’armatura, indisturbati per il forte. Il fatto che i ratti possano essere ingannati così facilmente è qui giustificato dalla loro stupidità, citata dai vari NPC con cui intratterremo rapporti e sembra quasi incredibile che una razza in grado di salvare il mondo si ritrovi poi a essere totalmente ottusa. La quasi totale stupidità delle guardie ratto si riflette sul gameplay, anche se in maniera sicuramente non voluta: l’intelligenza artificiale, come già avevamo notato in fase di Game Preview, lascia infatti molto a desiderare.

Nello specifico, se scoperti sarà molto semplice sfuggire alle guardie e, in parecchie occasioni, sarà sufficiente svoltare l’angolo e nascondersi in una cesta per far sì che il nostro inseguitore torni sui suoi passi. Certamente se vorrete sbloccare tutti e 20 gli obiettivi di gioco sarà necessario non farsi mai avvistare dai Ratti, tuttavia in molte occasioni sarà sufficiente correre veloce e lanciarsi in qualche luogo sicuro per poter evitare agevolmente i nostri nemici.

Ghost of a Tale Recensione Xbox One

Oltre a questo abbiamo incontrato alcuni ostacoli durante le fasi di esplorazione, come già capitato in Game Preview, dove alcuni bug inerenti al sistema di collisione ci hanno portato in fastidiosi loop grafici risolvibili esclusivamente riavviando il titolo. Per questo sarà bene salvare frequentemente, come suggerito anche dai messaggi in fase di caricamento, non solo per non rischiare in caso di dover ripetere lunghe fasi di gioco in caso di morte ma anche per sfuggire a eventuali, seppur sporadici, bug bloccanti.

Nonostante questi difetti di gameplay possano scoraggiare i più, Ghost of a Tale è convincente grazie alle tante quest, ai personaggi ben caratterizzati, alla Lore profonda e ben curata e, soprattutto, in ragione delle tante scoperte che si potranno fare durante il gioco: Forte Derovin nasconde tante insidie ma anche tanti passaggi segreti, tesori e tocchi di classe disseminati tra le mura e al di fuori di esse.

Ghost of a Tale Recensione Xbox One

A livello grafico il lavoro fatto grazie al motore grafico Unity è discreto ma risente degli anni che Ghost of a Tale porta sulle sue spalle, e su console si sentono fin troppo. Nonostante ciò è innegabile l’ottimo lavoro con i giochi di luci e ombre e la cura per i dettagli in quasi tutti gli ambienti di gioco, con una scelta cromatica vincente e che restituisce il senso di avventura e al tempo stesso di malinconia che traspare dalle vicende di Tilo.

A corredo del discreto lavoro grafico abbiamo un’OST molto bella ma che sfortunatamente non è stata sfruttata a dovere. Le melodie di Ghost of a Tale sono ben curate, epiche e d’impatto ma accompagnano il giocatore solamente per poco tempo ed esclusivamente quando ci si avventura in nuove aree di gioco. Una presenza più costante e più mirata avrebbe reso giustizia alla qualità musicale di questa piccola ma efficace colonna sonora e avrebbe facilitato certe fasi di gioco “più lente”.


Se amate l’avventura, la scoperta e una narrazione ispirata, allora Ghost of a Tale è un titolo in cui dovete assolutamente immergervi. Se invece vi aspettate un Action GDR con meccaniche di gioco impegnative, personalizzazione massiva del personaggio e fasi stealth complesse non troverete nel lavoro di SeithCG qualcosa di appagante. L’avevamo definito un piccolo miracolo videoludico perché partorito da un unico sviluppatore e senza dubbio non intendiamo rimangiarci le belle parole spese, tuttavia il lungo tempo di gestazione che si è reso necessario prima di vedere il prodotto finito si è fatto, in parte, sentire sul versante grafico. Nonostante questo, e il rammarico per non aver visto un netto miglioramento su intelligenza artificiale, l’attesa per Ghost of a Tale è stata in definitiva ripagata.

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