Ultime News
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

Quasi Tutti gli Articoli in questa categoria sono tratti dal sito: http://www.gamesource.it/ a cui va riconosciuto il giusto merito e va tutta la mia gratitudine per l’ottimo lavoro che svolgono

Resident Evil 4 Remake Ashley

I director di Resident Evil 4 Remake Yasuhiro Ampo e Kazunori Kadoi hanno rilasciato alcune dichiarazioni in merito al cambiamento del personaggio di Ashely – tanto in termini di scrittura del personaggio quanto in vero e proprio gameplay – rispetto al Resident Evil 4 originale.

Resident Evil 4 Remake Ashley

La Ashley del gioco Capcom originale, figlia del presidente degli Stati Uniti che il protagonista Leon S. Kenedy è chiamato a salvare da un rapimento, teneva dei comportamenti accettabili all’epoca ma ormai superati da una serie di giochi usciti negli ultimi anni, in cui quando il giocatore si interfaccia con personaggi gestiti dall’I.A. questi reagiscono in maniera decisamente più naturale.

Resident Evil 4 Remake Ashley

Ad esempio, se in RE4 Leon poteva chiedere ad Ashley di stare nascosta mentre lui esplorava l’area e si liberava dei nemici, in RE4 Remake questo non sarà più possibile: la comprensibilmente terrorizzata ragazzina starà appiccicata a Leon come una cozza allo scoglio, stando pronta a fuggire all’avvicinarsi dei nemici e – soprattutto – ad aiutare il nostro alter ego a uscire dalle situazioni più complicate. Questa la dichiarazione dei director:

Far nascondere Ashley per averla fuori dai piedi mentre si liberava l’area era sicuramente comodo. Ma avere a disposizione un personaggio così importante nella trama e farlo scomparire dalle scene a piacimento ci sembrava uno spreco. Ecco perchè abbiamo tolto questa possibilità nel Remake.

La presenza continua di Ashely è pensata per aumentare l’empatia con il giocatore, che dopo averla trovata nel primo quarto di gioco se la troverà sempre accanto aumentando la sensazione di pericolo costante nell’avere un personaggio così indifeso da proteggere a tutti i costi.

Ovviamente Ashely, comportandosi in modo più credibile, in Resident Evil 4 Remake sarà anche in grado di salire le scale a pioli e sgattaiolare all’interno di angusti pertugi, per raggiungere zone inaccessibili a Leon e aiutarlo a risolvere enigmi o semplicemente ad aprire porte dall’interno per proseguire nell’avventura. Insomma, sembra proprio che ci troveremo di fronte a una Ashely Graham più “umana” che mai.

L’articolo Resident Evil 4 Remake: come cambia Ashley? proviene da GameSource.

A Space for the Unbound

Credo non ci sia un momento migliore di questo, un po’ post-pandemico e un po’ sempre sull’attenti per la “prossima cosa” che ci riporterà a una sorta di punto zero, per apprezzare e abbandonarsi a un gioco come A Space for the Unbound di Mojiken, un adventure game in pixel art ambientato nell’Indonesia di fine anni ’90. Si parla di ansia sociale, di depressione, e dei rapporti che abbiamo con le persone che, volenti o nolenti, popolano le nostre vite, le nostre giornate, le nostre quotidianità.

Ti avviso subito di una cosa, però: come in molti dei titoli che recensisco, la narrazione è centrale, e qui è quasi il pilastro portante di tutto quello che avviene a schermo, e per questo ti accennerò solamente i temi trattati e l’incipit, ma eviterò spoiler sui capitoli di tanto posteriori al primo.

A Space for the Unbound

Nel raccontarti il mio viaggio emotivo, parto proprio dalla narrativa, che in A Space for the Unbound” si concede di fiorire da una premessa, e da dei protagonisti, simbolo dell’innocenza di una giovane adolescenza. Ti ricordi, quel momento della tua vita nel quale il problema più grande era finire i compiti entro sera sennò niente televisione? O i giorni nei quali i tuoi genitori, o i tuoi amici e le tue amiche, ti facevano sentire quasi un estraneo? O erano forse loro… gli estranei?

È in questo contesto di “infiniti problemi cosmici in un minuscolo intervallo vitale” che inizia l’avventura di Atma e Raya, due studenti del liceo praticamente alla fine del percorso scolastico, e che si ritroveranno a gestire non solo le difficoltà della loro età ma anche… la fine del mondo. Sì, è straniante, ma effettivamente A Space for the Unbound mira a qualcosa che istintivamente mi ha ricordato Melancholia, di Lars Von Trier, ossia la fusione di un conflitto personale con uno più universale, a volte in strettissimo senso letterale, il tutto posto di fronte a un’apocalisse pronta a normalizzare, annullandole, le nostre microbiche esistenze.

A Space for the Unbound

Nei limiti delle meccaniche e dei verbi di un punta e clicca, A Space for the Unbound riesce a stare in equilibrio con abbastanza eleganza: il meccanico indagare, nei panni di Atma, su quanto di strano sta succedendo ai luoghi e agli abitanti della piccola cittadina indonesiano, è quasi sempre ben contrapposto a una narrazione che, senza mai dimenticare il traguardo distruttivo che ci aspetta alla fine del percorso (forse persino prima), utilizza ogni NPC come germoglio. Capitolo dopo capitolo, la loro crescita quasi distrugge i confini fra pixel a schermo e persone che “conosciamo”, arrivando, solo in alcuni casi, a commuovere nel momento in cui queste storie si portano a risoluzione.

A Space for the Unbound

Per quanto riguarda le azioni che svolgeremo, le 10 ore di A Space for the Unbound ci vedranno perlopiù muoversi fra i vari luoghi della cittadina, di volta in volta alla ricerca di questa o quella persona, di questo o quell’oggetto, ma è chiaro che è un elemento di gameplay che, nella sua totalità, non vuole porre chi gioca di fronte a una sfida o al rischio di non completare il titolo. Solo nel momento in cui al substrato esplorativo-investigativo si aggiunge un layer di meccaniche da picchiaduro (nulla di elaborato, sia chiaro) il gioco diventa leggermente più strutturato, perdendo, almeno ai miei occhi, l’innocenza e la pace che si percepivano così integralmente all’inizio. La prima percezione che ho avuto, e nel tempo è su questa che ho trovato sempre spazio su cui costruire, è che il team sentisse il bisogno di movimentare il gameplay nella paura di perdere utenza prima che la narrazione fosse giunta al termine del percorso emotivo che si era preposti.

A Space for the Unbound

È inutile negarlo: di solito sono estremamente propenso a storyline che mirano esplicitamente a toccare le corde emotive di chi gioca, però ci sono stati momenti nei quali effettivamente sono arrivato al confine della noia, un po’ per la mia voglia di esplorare ogni angolo e di parlare a ogni personaggio, un po’ per la struttura molto verbosa di A Space for the Unbound stesso. Non si cade mai davvero nella noia, sia chiaro, però ci si avvicina pericolosamente spesso alla voglia di mettere un attimo in pausa e prendere un respiro, o magari giocare brevemente ad altro (se ti trovi in questa situazione, ti consiglio di alternare A Space for the Unbound e Hi-Fi Rush). È un rischio, con produzioni di questo tipo, ma ne vale la pena.

Spesso il metro di giudizio di un titolo deve anche rendere conto dell’evoluzione dei verbi di gioco, a come (e se) le meccaniche, numerose o limitate che siano, si evolvono durante la scorrere del gioco: qui, in particolare in riferimento agli elementi da “picchiaduro” che ti raccontavo prima, questa evoluzione viene quasi totalmente a mancare; certo, aumentano le situazioni di conflitto da risolvere con i QTE, ma questi diventano solo leggermente più complessi, almeno fino all’ultimo combattimento, nel quale le variabili inserite sono davvero tante, forse troppe. Nella struttura di design di un gioco non è mai troppo semplice immaginare un’evoluzione dei “verbi giocatore” che sia in grado di soddisfare, prima di tutto chi sviluppa, quindi posso capire la fatica del team nel fare ciò.

A Space for the Unbound

Si parla di emozioni, quindi è impossibile non fermarsi un attimo a parlare della soundtrack: le tracce sono tutte piacevoli, pur nella loro semplicità e ripetitività, e accompagnano sempre con eleganza i pixel in movimento di A Space for the Unbound. Sull’artstyle non ho moltissimo da dire, perché è funzionale alla dimensione del team e, onestamente, non c’era bisogno di più di questo per ciò che Mojiken voleva raccontare; addirittura sono convinto che un titolo in 3D o anche solo più visivamente strutturato di così sarebbe risultato meno efficace, dove invece qui è chi gioca a compensare le eventuali impossibilità espressive dell’artstyle.

Una domanda che probabilmente ti starai ponendo, e che mi ero posto anche io prima di avviare il gioco la prima volta, è: una storia di adolescenti può ancora arrivare a dirmi qualcosa, io che, pur poco più che 30enne, mi sento così lontano da quella realtà? La risposta è un sonoro sì: A Space for the Unbound è una storia prima di tutto di persone, e di come chi ci circonda sia in grado di ferirci, mutilarci, emarginarci, costringendoci anche a gesti estremi, come quello di far morire la parte di noi che gli altri sono meno in grado di accettare o, peggio, arrivare a plasmare la realtà della nostra vita e le memorie che essa si lascia, in noi, indietro, per provare anche solo lontanamente a distogliere lo sguardo da quanto di noi ci stiamo lasciando indietro nel terrore di rimanere soli. Quindi sì, non temere, è una storia che ha da dire a chiunque abbia un cuore e abbia imparato, sulle proprie cicatrici, quanto sia l’empatia la chiave per sopravvivere a questo mondo.

A Space for the Unbound


A Space for the Unbound è un punta e clicca che, sulla base di meccaniche semplici e che non si evolvono più di tanto, racconta una storia di accettazione, degli altri e di sé, e lo fa con un artstyle piacevole, una soundtrack perfettamente sul pezzo, e dei protagonisti per i quali è difficile non tifare, anche solo per il senso di straniamento nel quale l’età (e la fine del mondo in arrivo) li ha fatti precipitare, come ha fatto con noi prima di loro. In un presente fatto di avventure open-world epiche, Il titolo di Mojiken è, ironicamente come racconta il titolo, uno spazio per slegarsi dalle convenzioni dell’epica narrativa che (forse fin troppo) è al centro di molteplici avventure videoludiche e rientrassi sull’unico valore che davvero fa la differenza: l’empatia, anche e sopratutto rivolta verso noi stessi/e.

L’articolo A Space for the Unbound – Recensione proviene da GameSource.

Giochi in uscita a Febbraio 2023

Oggi parte, o sarebbe meglio dire riparte, una rubrica di Gamesource che vi terrà compagnia con cadenza mensile per informarvi sui titoli più attesi in uscita mese per mese e che potrete poi approfondire seguendo il sito e leggendo gli articoli della redazione.

Giochi in uscita a Febbraio 2023

Concluso un Gennaio non troppo prolifico ma con qualche sorpresa, scopriamo i giochi in uscita a Febbraio 2023 in cui la fanno da padrone il rilascio di PlayStation VR2 e titoli molto attesi come Hogwarts Legacy, Octopath Traveler 2, Atomic Heart e così via. Insomma il mese più corto si dimostra davvero imponente per la mole di nuovi giochi in uscita.


Giochi in uscita a Febbraio 2023

2 Febbraio

Deliver Us Mars

(PC, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S)

Marte ha un fascino evocativo in grado di ammaliare cinema (come non pensare al mitico Atto di forza con Schwarzy), e videogiochi (posso non citare l’immortale Doom del 1993? no, infatti) come dimostra Deliver Us Mars, sequel di Deliver Us The Moon sviluppato ancora una volta da KeokeN Interactive. Ambientato 10 anni dopo gli eventi del primo titolo, troviamo l’umanità sull’orlo dell’estinzione e la giovanissima astronauta Kathy Johanson giungerà sul pianeta rosso a bordo della Zephyr. Deliver Us Mars è un titolo che combina esplorazione, con vari enigmi ambientali, e azione con salti e arrampicate degne della migliore Lara Croft.

Tails: The Backbone Preludes

(PC)

Passiamo a Tails: The Backbone Prelude di Raw Fury, prequel di Backbone, è un’avventura con elementi ruolistici a tinte noir ambientata in una Vancouver popolata da animali antropomorfi. Il gioco è caratterizzato da un’accattivante grafica pixel art e segue le vicende di quattro personaggi, tra cui un giovane Howard Lotor, in una vicenda da romanzo di formazione. Tails: The Backbone Prelude ha un gameplay basato su dialoghi, interazioni, enigmi e la possibilità di influenzare la trama tramite le varie scelte: decisamente rigiocabile.


Giochi in uscita a Febbraio 2023

10 Febbraio

Hogwarts Legacy

(PC, PlayStation 5, Xbox Series X|S)

Babbani statene alla larga, ma se siete fan dell’universo narrativo creato da J. K. Rowling non serviranno molte parole per presentare Hogwarts Legacy, probabilmente il titolo più interessante di questa prima parte di 2023. Come è possibile leggere anche nell’ultima anteprima pubblicata, il titolo sviluppato da Avalanche Software è atteso da anni e si configura come un action rpg open world, ambientato nel 1800. Il protagonista di Hogwarts Legacy è, non a caso, uno studente di Hogwarts che sta per raggiungere il quinto anno ed è pronto ad avventurarsi nella famosissima scuola, la quale accoglierà quasi due secoli dopo Harry Potter, e nei suoi dintorni.


Giochi in uscita a Febbraio 2023

15 Febbraio

Returnal

(PC)

Nei giochi in uscita a metà di Febbraio 2023 troviamo una tra le esclusive PlayStation 5 più interessanti e apprezzate durante il 2021, Returnal sbarca anche sui nostri PC con il porting curato da Climax Studio. Il titolo sviluppato da Housemarque è un ottimo e particolare roguelike basato su una trama semplice ma efficace: Selene naufragata con la sua astronave sul misterioso e mortale pianeta Atropo, dovrà raggiungere una via di fuga per liberarsi da un loop temporale infinito. La recensione PS5 non lascia dubbi: esplorazione, gunplay e scoperta garantiscono un’esperienza di gioco eccezionale.


Giochi in uscita a Febbraio 2023

16 Febbraio

Theatrhythm Final Bar Line

(Nintendo Switch, PlayStation 4)

Sviluppato da Indies Zero per Square Enix, Theatrhythm Final Bar Line si configura come il titolo musicale definitivo dedicato all’universo di Final Fantasy grazie a una line-up musicale ricchissima. Parlo ovviamente di un classico rhythm game dove premere sequenze di tasti a ritmo di musica per colpire i trigger che si muovono su schermo. Per chi arriva dai titoli Nintendo 3DS la piattaforma perfetta per giocarci sarà Nintendo Switch ma il gioco sarà disponibile anche per possessori di PlayStation 4. Theatrhythm Final Bar Line è un probabile titolo must-have per i fan dei rhythm game e dei JRPG made in Square Enix.


Giochi in uscita a Febbraio 2023

17 Febbraio

Wild Hearts

(PC, PlayStation 5, Xbox Series X|S)

Electronic Arts sfida Monster Hunter, re dei giochi di caccia, con Wild Hearts, sviluppato dallo studio indipendente Omega Force sotto l’egida EA Originals. Il titolo viene definito una reinterpretazione del genere ed è caratterizzato dall’utilizzo di congegni di caccia da usare contro i kemono, forze primordiali della natura. Per il resto Wild Hearts presenta elementi ben noti ai fan del genere quali il crafting, per la costruzione di armi e armature, e sessioni di gioco in solitaria o multigiocatore. Riuscirà a scalfire l’indiscusso primato del franchise di Capcom?

The Settlers: New Allies

(PC, Nintendo Switch, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S)

A trent’anni dal primo capitolo della serie creata da Volker Wertich, e dopo diversi rinvii, The Settlers: New Allies giunge finalmente su PC e Console (forse per la prima volta nella storia del franchise, ma potrei sbagliarmi!) per tenere viva una dinastia di giochi che hanno fatto la storia degli strategici in tempo reale a cavallo tra anni Novanta e primi Duemila. Ubisoft ha garantito che il titolo, con le tre fazioni disponibili (gli Elari, i Maru e i Jorn), manterrà la consolidata formula fatta di dettagliate meccaniche di costruzione e battaglie strategiche in tempo reale.

Tales of Symphonia Remastered

(Nintendo Switch, PlayStation 4, Xbox One, Xbox Series X|S)

Superato il giro di boa, la lista dei giochi in uscita a Febbraio 2023 ci porta a uno dei capitoli più famosi della serie “Tales of”, parlo ovviamente di Tales of Symphonia Remastered. La rivisitazione a opera di Bandai Namco di questo amato JRPG classico, annunciata lo scorso settembre e pensata per tributare i 20 anni dal rilascio originale su Nintendo GameCube, presenta una grafica restaurata e un gameplay rinnovato e adattato ai nostri tempi. I filmati diffusi negli scorsi mesi non hanno convinto appieno sul lavoro di rimasterizzazione del gioco e, soprattutto, sulla fluidità del tutto ma si tratta pur sempre di un gran titolo consigliato agli amanti dei JRPG.


Giochi in uscita a Febbraio 2023

21 Febbraio

Atomic Heart

(PC, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S)

Lo studio cipriota Mundfish con l’uscita di Atomic Heart è giunto alla prova del nove, soprattutto perché il titolo è stato da molti paragonato a quel capolavoro firmato da Ken Levine e Irrational Games e che porta il nome di BioShock. Parliamo di un FPS con elementi ruolistici e una trama distopica che ci proietta in una versione alternativa degli anni Cinquanta in cui l’Unione Sovietica ha raggiunto un perfezionamento tecnologico senza eguali. Al di là del genere distopico, Atomic Heart dispone di un gameplay che deve molto al titolo 2K del 2007 con la possibilità di utilizzare armi da fuoco in un mano e poteri legati ai Polimeri (Plasmidi?) sviluppati dallo scienziato Dmitry Sechenov nell’altra. Sarà la sorpresa di febbraio o un flop?

Like A Dragon: Ishin!

(PC, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S)

Dopo il successo ottenuto da Ryu ga Gotoku Studio con il rilascio di spin-off di successo della serie Yakuza, arriva anche in Europa Like A Dragon: Ishin! remake del titolo uscito esclusivamente in Giappone nel 2014 per PS3 e PS4. Il punto di forza del gioco, ambientato alla fine del Periodo Edo in Giappone, è un combat system consolidato che, in linea con il contesto storico, vede la possibilità di menare fendenti di Katana e sparare proiettili. Like a Dragon: Ishin! racconta la storia di Sakamoto Ryoma che, in fuga per l’accusa infondata di aver ucciso una persona a lui cara, assume lo pseudonimo di Saito Hajime e si trova coinvolto in trame di potere e violenza inaudita.


Giochi in uscita a Febbraio 2023

22 Febbraio

PlayStation VR2 + Horizon Call of the Mountain

(PlayStation 5)

Non parliamo solo di un gioco in uscita a Febbraio 2023 ma anche di una periferica. Giunge l’atteso PlayStation VR2, accompagnato da una ricchissima line-up in cui spicca l’interessante Horizon Call of the Mountain. Guerrilla Games propone uno spin-off senza Aloy (ma non mancheranno le sue comparsate e anche di altri personaggi noti) ma con protagonista Ryas, ex guerriero Carja in cerca di una redenzione. Al di là di una grafica mozzafiato, Horizon Call of the Mountain sembra garantire un’esperienza di gioco completa e immersiva, configurandosi come acquisto obbligato per chi investirà in PlayStation VR2.


Giochi in uscita a Febbraio 2023

24 Febbraio

Octopath Traveler II

(Nintendo Switch, PC, PlayStation 4, PlayStation 5)

A meno di cinque anni dall’uscita di Octopath Traveler, apprezzatissimo per il suo bellissimo e particolare stile grafico HD-2D e un gameplay definibile come atto d’amore verso i jrpg degli anni Novanta, giunge Octopath Traveler II, sviluppato sempre da Acquire per Square Enix. Octopath Traveler II ripropone la formula degli otto personaggi giocabili in viaggio, questa volta attraverso il continente di Solistia. Anche questo secondo capitolo avrà una trama ben articolata e ricca di colpi di scena? Sono certo di sì.

Kirby’s Return to Dream Land Deluxe

(Nintendo Switch)

Un’esclusiva Nintendo si affaccia tra i giochi in uscita a Febbraio 2023 e si tratta di un remake: Kirby’s Return to Dream Land Deluxe ripropone infatti il titolo uscito originariamente su Wii. Si tratta di un platform piuttosto classico ma, come in origine, avrà una componente multiplayer locale fino a 4 giocatori grazie alla condivisione dei Joy-Con. Kirby’s Return to Dream Land Deluxe, come suggerisce il titolo, ci riporta a Dream Land e introduce la nuova abilità Mecha. Consigliato a chi non cerca un titolo difficile (se ricalcherà il livello di difficoltà originale) e ai fan della creaturina sferica rosa di Nintendo.


Giochi in uscita a Febbraio 2023

28 Febbraio

Scars Above

(PC, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S)

Il mese si conclude con Scars Above, titolo sci-fi di genere azione e avventura sviluppato da Mad Head Games e distribuito da Prime Matter. La protagonista del gioco è Kate Ward, astronauta e scienziata, trascinata su un misterioso pianeta extrasolare insieme alla sua squadra, dopo essere stata risucchiata da un’entità aliena che stazionava sopra la Terra (Nope?). Caratterizzato da un’ottima grafica e una visuale in terza persona, Scars Above alterna fasi esplorative a sezioni più frenetiche e di gunplay ed è una delle possibili sorprese nel vasto catalogo di titoli in uscita.


Con questo si conclude la nostra nuova rubrica di Gamesource che vi terrà compagnia con cadenza mensile per informarvi sui titoli più attesi in uscita mese per mese.

L’articolo I giochi in uscita a Febbraio 2023 proviene da GameSource.

Dreamlight

Disney Dreamlight Valley è un gioco di simulazione di vita reale, ricco di missioni, esplorazioni e attività da svolgere con gli amici di Disney & Pixar. Disney Dreamlight Valley è in costante aggiornamento, il team è costantemente al lavoro per inserire personaggi da sbloccare, feature che espandono l’offerta ludica e in attesa del prossimo grande update in arrivo tra poche settimane, abbiamo colto l’occasione di condividere con voi la lista trofei che vediamo qui di seguito.

trofei bronzo

  • Elimina spine
    Riscuoti il premio per il compito “Rimuovi 3.000 Spine della notte”
  • Fotografo
    Riscuoti il premio per il compito “Scatta 180 foto”

trofei argento

  • Ciarliero
    Riscuoti il premio per il compito “Inizia 1.000 dialoghi giornalieri”
  • Generoso
    Riscuoti il premio per il compito “Fai 540 regali”
  • Banchiere
    Riscuoti il premio per il compito “Ottieni 1.800.000 monete stella”
  • Costruttore
    Riscuoti il premio per il compito “Potenzia completamente la casa del giocatore”

Disney Dreamlight Valley

project cars 3 trofei oro

  • Pescatore
    Riscuoti il premio per il compito “Prendi 1.800 pesci”
  • Chef
    Riscuoti il premio per il compito “Prepara 900 piatti”
  • Amicone
    Riscuoti il premio per il compito “Ottieni 15 migliori amici”
  • Giardiniere
    Riscuoti il premio per il compito “Raccogli 4.500 ortaggi”
  • Minatore
    Riscuoti il premio per il compito “Effettua 1.800 estrazioni”
  • Restauratore
    Riscuoti il premio per il compito “Costruisci 30 case per gli amici”
  • Aiutante della valle
    Riscuoti il premio per il compito “Sblocca tutti i biomi”
  • Investitore in Pippo
    Riscuoti il premio per il compito “Sblocca tutte le bancarelle di Pippo”
  • Diligente
    Riscuoti il premio per il compito “Completa 1.100 compiti Dreamlight”

Disney Dreamlight Valley

trofei platino

  • Maestro della Dreamlight
    Completa tutti i trofei

Vi ricordiamo che sul nostro sito è possibile trovare la lista delle ricette, utili per il trofeo “Chef”.

L’articolo Disney Dreamlight Valley – Lista trofei proviene da GameSource.

monster hunter rise

Monster Hunter: Rise su console esterne a Nintendo Switch è una strana contraddizione. Dopo il fenomenale esperimento di World, che ha portato la serie avanti in moltissimi aspetti, è strano passare al titolo successivo ritrovarsi con ciò che sembra un gioco molto più “vecchio”. L’impatto grafico non è dei migliori, la componente online è gestita in modo rivedibile e il design dei livelli è decisamente più semplice. Tuttavia ho parlato di contraddizione perchè, nonostante tutti questi punti, Monster Hunter: Rise è probabilmente il miglior titolo della serie a livello di feeling di gioco e poterlo giocare con framerate elevati su console è un dono.

Monster Hunter: Rise

Il porting di Monster Hunter: Rise (valutando la versione Playstation 5) è eccezionale. Il gioco gira da meraviglia, con frame rate granitici e input lag bassi, I caricamenti sono istantanei e il gioco da molte opzioni grafiche rare da vedere su titoli console. Non ho altro che complimenti per il team che ha portato il titolo sulla nuova generazione. L’unica pecca è ovviamente la grafica che soffre dal suo essere pensata per la, ormai anziana, Nintendo Switch. Fortunatamente però l’estetica di Rise è abbastanza curata da riuscire a rimediare a mio parere, con ambientazioni e mostri molto interessanti e animati estremamente bene.

Monster Hunter: Rise

Il gioco è strutturato su due linee di progressione parallele, una dedicata al single player, l’altra al multiplayer. Questo è probabilmente il singolo elemento di design che più ho apprezzato. Un problema comune con la serie, quando giocata single player, è quella di trovarsi mostri palesemente pensati per il multigiocatore. Nonostante il team di Capcom abbia sempre cercato di equilibrare aggro e parametrie per rendere tutto fattibile anche in solo (o quasi) ho apprezzato molto più l’approccio di Rise che ti separa con sincerità i mostri che dovresti affrontare in gruppo da quelli fattibili senza problemi in solo. Ovviamente più si diventa forti, più questo problema va a scomparire, ma non toglie che l’idea di indirizzare il giocatore su due percorsi distinti sia ottima e spero venga mantenuta in futuro.

Monster Hunter: Rise

La meccanica principale di Rise, per quanto riguarda il combattimento, è quella degli insetti filo. Con questi aumenta di molto la mobilità del giocatore, ma anche il moveset delle armi. In generale posso dire di aver apprezzato il combattimento di Monster Hunter: Rise, ma ho qualche riserva per quanto riguarda alcune armi. In paragone con World e 4 Ultimate, mi è sembrato che alcune armi siano state castrate o rese molto più ottuse. Inspiegabile la mancanza della lista mosse, secondo me peggior problema del gioco. Capisco perfettamente diventi superflua dopo centinaia di ore di gioco, ma per giocatori occasionali era perfetta e un semplice opzione per toglierla o mostrarla avrebbe risolto le lamentele del fan più accaniti.

Monster Hunter: Rise

Monster Hunter: Rise abbraccia a pieno le sue ispirazioni orientali, dando una necessaria ventata d’aria fresca a estetica e musica del franchise, rimanendo comunque all’interno dei canoni della serie. Come già accennato, sono fan dell’estetica di questo gioco, la mia preferita tra tutti i Monster Hunter, ma anche la musica mi ha soddisfatto. Dal tema del villaggio alle ost dei nuovi mostri, ci sono tante tracce che ricordo con piacere e son sempre felice di tornare ad ascoltare; molte più delle 3 o 4 incredibili tracce di World, soffocate da decine di altre molto sottotono. L’estetica orientale ha dato la possibilità ai compositori di variare anche un po’ gli strumenti portanti della colonna sonora e ciò aiuta a dare al gioco un’identità unica in una serie che ormai è davvero molto lunga.

Monster Hunter: Rise

Un elemento che sicuramente può essere visto come un difetto è la difficoltà. Monster Hunter Rise continua il trend iniziato ormai da anni nel quale la difficoltà media del gioco sembra abbassarsi. Effettivamente devo dire che questo si nota, specie rispetto a Generations e 4 Ultimate, e capisco i fan accaniti che possano risultarne delusi. Tuttavia non penso sia un vero e proprio difetto, parte del motivo per cui la difficoltà sembra più bassa viene anche dal fatto che molti mostri siano molto più onesti che in passato. In particolare le hitbox di Rise, sebbene non ancora perfette, sono le migliori nella serie e ciò taglia drasticamente la quantità di morti accidentali che andavano a complicare le cacce dei titoli precedenti. In tutto questo, su Playstation manca ancora Sunbreak, quindi i giocatori più accaniti avranno sicuramente pane per i loro denti in futuro. Io personalmente, non vedo l’ora.

Monster Hunter Rise è un buon Monster Hunter. I fan di World potrebbero rimanere stuccati dal downgrade grafico e da alcuni passi indietro sul lato multiplayer, ma le migliorie di gameplay, l’estetica unica e il feeling di gioco fluido riusciranno a conquistare chiunque. Se non avete dato al gioco un’occasione durante la sua vita su Switch, non avete scuse ora.

L’articolo Monster Hunter: Rise – Recensione PS5 proviene da GameSource.

D&D - Accessori in cuoio Poliniani

L’amore per il cuoio, il suo trattamento, l’esalazione odorosa di medioevo che istintivamente associo a materiali lavorati con amore e dedizione, si possono riassumere nella creazione di Poliniani. Questa casa editrice che ho da poco scoperto si è recentemente lanciata nella produzione di accessori legati al mondo di Dungeons & Dragons, squisitamente Made in Italy, ammiccante agli amanti della tradizione della lavorazione del cuoio.

Al cuoio associo i miei anni di gioco di ruolo dal vivo, quando anch’io ne piegavo e ribattevo le forme della pelle al fine di costruire delle calighe storiche per le mie avventure da legionario romano nella Drachenfest tedesca. Il suo profumo riaccende ricordi potenti di pianure polverose battute da eroi di ogni regno, guerrieri impavidi e scarselle di misteriosi stregoni.

D&D - Accessori in cuoio Poliniani

Credo sia questa la scintilla d’innesco che ha spinto i ragazzi di Poliniani nel creare tutto un set di accessori da gioco di ruolo cartaceo in questo splendido e affascinante materiale. Portare al tavolo un po’ di quella magia profumata di antichità, mistero e tradizione. E non solo. Tra gli accessori troviamo oltre che una comodissimo porta dadi (ormai compagno ufficiale delle mie avventure di D&D e Magic: The Gathering), troviamo anche bracciali, collanine e portachiavi.

D&D - Accessori in cuoio Poliniani

Il fine è quello di portare nelle nostre quotidiane avventure, ricche di impellenze fastidiose, imprevisti e spostamenti, una eco di ciò che ci appassiona. Se il profumo è stato messo in risalto lungamente, anche l’esperienza tattile va sottolineata. I nomi dei singoli prodotti non sono a caso: la collezione che mi hanno inviato (doveroso l’invio per avvalorare l’esperienza sensoriale altrimenti preclusa) si apre con Filos, dal greco amicizia. Un bracciale con lo stessa della quinta edizione di D&D, tanto semplice quanto affascinante.

D&D - Accessori in cuoio Poliniani

Si prosegue con Memor, un pendente dedito a rievocare affascinanti ricordi e avventure. Per il Master, sempre carico di schede, manuali e appunti, un portachiavi, mentre Arselia è un astuccio per dadi munito di allaccio per la cintura, che nella mia esperienza è diventato un compagno inseparabile. Il set è stato lanciato in occasione della fiera di Lucca 2022, idea ottima per un tripudio di gadget che si riescono ad apprezzare a pieno solamente dal vivo.

D&D - Accessori in cuoio Poliniani

Spero che i ragazzi di Poliniani abbiano un riscontro positivo da questa iniziativa, perché c’è davvero un gran bisogno di prodotti artigianali legati al mondo dei giochi di ruolo e della fantasia. Abbiamo (chi scrive in primis), fatto l’abitudine a gadget dozzinali e siamo disposti a spendere cifre esorbitanti per collector decisamente overpriced. Il lavoro di un artigiano dedito ad arricchire la nostra esperienza è semplicemente impagabile. 

L’articolo D&D – Accessori in cuoio Poliniani proviene da GameSource.

The Last of Us wallpaper

La serie tv di The Last of Us si sta confermando un successo tra critica e pubblico ed HBO non si è fatta pregare per rinnovarla; difatti nonostante gli episodi siano ancora in uscita, è stata già annunciata una season 2. Un teaser su Twitter conferma l’arrivo di una seconda stagione per lo show, senza, ad ora, ulteriori dettagli.

The Last of Us season 2

Per saperne di più dovremo sicuramente attendere la fine della prima stagione, ma è interessante speculare cosa possa attenderci in futuro. Che la season 2 di The Last of Us si concentri su Parte 2? Sarebbe un prospetto sicuramente interessante, specie considerando la natura molto divisiva del gioco.

Può anche semplicemente limitarsi ad essere un proseguo della storia attualmente in corso, con una stagione 1 che si potrebbe interrompere prima del finale del primo The Last of Us. Non ci resta che aspettare, l’unica certezza è che la serie TV di HBO continuerà almeno per un altro po’!

L’articolo The Last of Us – annunciata season 2 per la serie proviene da GameSource.

Hogwarts Legacy

Il direttore di Hogwarts Legacy ha rivelato quanto tempo ci vorrà per completare il gioco. Come molti altri giochi open world, Hogwarts Legacy presenterà una serie di aree diverse da esplorare e missioni secondarie da completare. E mentre c’è un percorso principale della storia che i giocatori potranno seguire, la vasta portata del gioco significa che il tempo necessario per raggiungere i titoli di coda sarà molto diverso praticamente per tutti coloro che lo sperimentano.

Hogwarts Legacy

Parlando con ComicBook.com in un recente evento di anteprima per Hogwarts Legacy, il direttore di Avalanche Software Alan Tew ha cercato di dare una migliore comprensione della durata del gioco. Tew ovviamente non sa ancora come il pubblico generale potrebbe giocare, ma nella sua esperienza durante i test di gioco, Tew ha indicato che coloro che desiderano vedere tutto ciò che Hogwarts Legacy ha da offrire dovrebbero essere pronti a liberare molto tempo dall’agenda. 

“Sappiamo che la lunghezza varia in modo davvero drammatico e selvaggio in base al giocatore e, come hai detto tu, mainlining rispetto a missioni secondarie”, ha detto Tew. “Posso descriverlo attraverso la mia prospettiva. Sono qualcuno, puoi immaginare, che ha giocato molti playthrough e capisci cosa potrei sapere sul gioco data la mia posizione. Di recente ho fatto un playthrough al 100% di tutto, e anche con tutte le mie conoscenze e le mie informazioni, è stata una corsa di oltre 80 ore per esaminare tutti i contenuti. Sento che c’è molto lì e molto con cui interagire e sono entusiasta che altri vivano quell’esperienza “.

Hogwarts Legacy

Considerando che Hogwarts Legacy ha impegnato per 80 ore qualcuno che ha una familiarità così intima con il gioco, è ovvio che i giocatori normali potrebbero impiegare più di 100 ore per fare tutto. Limitandosi solo alla trama principale, è ovviamente più difficile dire quanto tempo ci vorrà per finire, ma la maggior parte dei giocatori probabilmente non si limiterà comunque a seguire il percorso della storia. Dopotutto, semplicemente esistere in questo mondo e vivere la vita di tutti i giorni a Hogwarts è una delle grandi attrattive del gioco, quindi potreste anche prendervi il vostro tempo.

Hogwarts Legacy uscirà il mese prossimo, il 10 febbraio, per PlayStation 5, Xbox Series X e PC. Versioni aggiuntive del gioco per PlayStation 4 e Xbox One verranno lanciate ad aprile, mentre i possessori di Nintendo Switch dovranno attendere fino a luglio.

L’articolo Hogwarts Legacy: rivelata la durata del gioco proviene da GameSource.

Redfall

Redfall sembra finalmente vicino al lancio, la data ufficiale è infatti appena stata rilasciata, accompagnata da 10 minuti di nuovo gameplay. Il nuovo titolo del talentuoso studio Arkane verrà rilasciato il 2 Maggio 2023, senza (apparentemente) ulteriori rinvii. Ricordiamo infatti che inizialmente il progetto era previsto per il lancio nel 2022, prima di essere spostato ad un generico 2023.

Il gioco si presenta, come già era stato anticipato, come un co-op FPS all’interno di un contesto open world. Una premessa di certo non originale, specie nel panorama videoludico odierno, reduce da anni e anni di live service con premesse simili.

Redfall

Arkane però è uno studio con un certo pedigree. Dopo un buon Deathloop e degli eccezionali Dishonored, sento che possono dare alla formula uno spin interessante. Stando alle dichiarazioni dello studio, Redfall è il loro titolo più grande ed ambizioso e dai trailer, mostra molto potenziale. Ciò che potrebbe, da solo, giustificare il prezzo del biglietto è il level design, da sempre punto di forza dello studio. Anche in questo gameplay infatti, si vede come il titolo punti a favorire multipli approcci ad ogni situazione. Se riescono a fondere la filosofia che ha reso lo studio grande con la componente co-op, potremmo essere davanti ad una gemma!

 

L’articolo Redfall – Svelati data e gameplay proviene da GameSource.

Non sono un esperto di economia ma sembra abbastanza evidente che un rialzo costante tenderà prima o poi a scendere per poi, forse, stabilizzarsi ed è quanto è successo in casa Microsoft nell’ultimo trimestre del 2022 con i profitti in calo in ambito gaming, per quanto riguarda servizi e contenuti Xbox.

Microsoft sede di Redmond

I segnali c’erano tutti, a partire dai 10.000 licenziamenti (sono costati 1.2 miliardi di dollari tra costi e ridimensionamento) e conseguenti preoccupazioni per vari franchise tra cui Halo, ma il dato generale è quantomeno interessante: Microsoft registra un calo complessivo dei profitti con un decremento del 12% per servizi e contenuti gaming.

Halo Infinite

Dal report, si evince inoltre che anche le vendite di console hanno registrato un calo del 13%, un dato significativo rispetto al lancio (dove addirittura la domanda superava l’offerta). La casa di Redmond ha tentato di porre rimedio in extremis con varie promozioni durante il periodo natalizio, soprattutto per Xbox Series S.

C’è da preoccuparsi? La notizia rimane interessante ma Microsoft ha giustificato la situazione indicando che si arrivava da un anno precedente eccezionale e dal fatto che nel 2022 c’è stato un calo di rilasci first party nonché una minore monetizzazione per contenuti third party. Ciò che invece rimane un’isola felice è Xbox Game Pass che continua a crescere in maniera costante. Come ho ribadito più volte, il 2023 sarà un anno fondamentale in ambito gaming per Microsoft e, soprattutto, Xbox, con i rilasci dei primi titoli first party di Bethesda.

L’articolo Microsoft: profitti 2022 in calo per Xbox proviene da GameSource.