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(AGI) – Il Cairo, 6 lug. – Il ministero dell’Interno egiziano ha annunciato di aver sgominato una cellula terrorista legata ai Fratelli musulmani attiva al Cairo. Secondo quanto riporta il quotidiano “al Masry al Youm”, la cellula era composta da 12 persone che diffondevano la propaganda jihadista e che si era divisa a sua volta in tre gruppi. La loro base era in alcuni appartamenti nella zona di Salam City del Cairo dove nascondevano anche armi e migliaia di coltelli. .

(AGI) – Algeri, 6 lug. – La polizia di frontiera algerina ha sventato un tentativo di inviare 40 giovani algerini in Siria, tramite la Turchia, per unirsi allo Stato islamico. Secondo quanto riporta la stampa di Algeri, la dogana dell’aeroporto di Algeri ha fermato 40 algerini in partenza per la Turchia. Ufficialmente il loro viaggio aveva motivazioni di tipo sportivo ma gli inquirenti sono convinti che una volta giunti in Turchia i giovani avrebbero tentato di varcare il confine con la Siria. .

(AGI) – Roma, 6 lug. – Il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, ha rassegnato le dimissioni. Sul suo profilo Twitter, Varoufakis ha scritto: “Minister No More!”. Poi ha spiegato in un post sul suo blog di aver lasciato l’incarico per consentire al primo ministro, Alexis Tsipras, di stringere piu’ facilmente un accordo con i creditori. “Subito dopo l’annuncio dei risultati del referendum, sono stato informato di una certa preferenza di alcuni membri dell’Eurogruppo e di ‘partner’ assortiti per una mia… ‘assenza’ dai loro vertici, un’idea che il primo ministro ha giudicato potenzialmente utile per consentirgli di raggiungere un’intesa”, scrive Varoufakis, “per questa ragione oggi lascio il ministero delle Finanze”.

“Considero mio dovere aiutare Alexis Tsipras a sfruttare come ritiene opportuno il capitale che il popolo greco ci ha garantito con il referendum di ieri”, ha aggiunto l’ex ministro, “e portero’ con orgoglio il disgusto dei creditori”. Varoufakis promette comunque di restare al fianco di Tsipras e di sostenerlo: “Noi della Sinistra sappiamo come agire collettivamente senza curarci dei privilegi dell’incarico. Sosterro’ pienamente il primo ministro Tsipras, il nuovo ministro delle Finanze e il nostro governo”. .

(AGI) – Roma, 6 lug. – La Grecia dice un fortissimo “no” al piano dei creditori di Atene: il 61,31% degli elettori ha votato contro il 38,69% dei “si”. Sono i dati finali, diffusi dal ministero dell’Interno greco al termine dello spoglio delle schede. Un risultato netto che sembra chiudere le porte all’accordo e aprire uno scenario che potrebbe portare la Grecia a uscire dall’euro. E oggi, a sorpresa, arriva la svolta “europeista” di Tsipras: se ne va il ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, autentico ‘nemico’ dei creditori e artefice della rottura. Varoufakis ha rassegnato le dimissioni annunciandolo sui social network. Sul suo profilo Twitter il ministro ha scritto: “Minister No More!”.

Il ministro delle Finanze: mi dimetto per favorire un accordo

Poi, in un post sul suo blog, Varoufakis ha spiegato di aver lasciato l’incarico per consentire al primo ministro, Alexis Tsipras, di stringere piu’ facilmente un accordo con i creditori. “Subito dopo l’annuncio dei risultati del referendum, sono stato informato di una certa preferenza di alcuni membri dell’Eurogruppo e di ‘partner’ assortiti per una mia… ‘assenza’ dai loro vertici, un’idea che il primo ministro ha giudicato potenzialmente utile per consentirgli di raggiungere un’intesa”, scrive Varoufakis, “per questa ragione oggi lascio il ministero delle Finanze”. “Considero mio dovere aiutare Alexis Tsipras a sfruttare come ritiene opportuno il capitale che il popolo greco ci ha garantito con il referendum di ieri”, ha aggiunto l’ex ministro, “e portero’ con orgoglio il disgusto dei creditori”.

Ieri sera, subito dopo la vittoria del ‘no’ al referendum, il ministro delle Finanze greco, Yannis Varoufakis, aveva dichiarato: “In questi 5 mesi i nostri creditori hanno rifiutato ogni proposta di discussione, volevano umiliarci. Da domani, grazie a questo bel no chiameremo i nostri partner per trovare un terreno comune”. “Volevano colpirci – ha aggiunto – per la nostra resistenza alle loro proposte inaccettabili. Questo era l’obiettivo del loro ultimatum del 21 giugno, che noi abbiamo rimandato indietro con questo voto. Da domani con questo tenderemo una mano per collaborare con i nostri partner e chiameremo ognuno di loro per ricercare un terreno comune di incontro e per trovare una soluzione che sia favorevole ad entrambe le parti”.

Dal canto suo, Alexis Tsipras aveva dichiarato in tv: “Da domani la Grecia tornera’ al tavolo delle trattative“. Il premier greco, in un intervento televisivo aveva indicato tre priorita’: il funzionamento delle banche, un programma di riforme basato sull’equita’ e la questione del debito, cosi’ come l’ha recentemente impostata il Fmi. “La nostra priorita’ e’ un velocissimo riordino del sistema bancario – ha detto Tsipras – e la stabilita’ economica. La Bce deve tener presente la situazione sociale e umana del nostro Paese”. Inoltre “noi vogliamo continuare le trattative presentando un programma di riforme basate sulla giustizia sociale”. “Sul tavolo negoziale dovra’ poi esserci anche la questione del debito, specie dopo il rapporto del Fmi nel quele si dice che occorre riarticolare la questione del debito, perche ci sia un’uscita dalla crisi non solo per la Grecia ma anche per l’Europa”.

Ieri l’ex premier greco, il 64enne Antonis Samaras, si e’ dimesso dalla leadership del partito di opposizione Nuova Democrazia, dopo i risultati del referendum. “Il nostro movimento – ha affermato Samaras – ha bisogno di una ripartenza”. 

Il presidente francese, Francois Hollande, e la cancelliera tedsca, Angela Merkel, dopo una telefonata a due che ha indispettito Matteo Renzi e colloqui separati con Merkel, Tsipras, Juncker, Schulz e Tusk hanno chiesto che i leader dei Paesi dell’Eurozona si incontrino domani e hanno ottenuto che il presidente di turno del Consiglio europeo organizzasse il summit per martedi’ alle 18.

Berlino, Tsipras e i suoi guidano Atene verso il precipizio

“Tsipras e il suo Governo stanno guidando la Grecia su un cammino senza speranza. Tsipras ha buttato giu’ gli ultimi ponti per raggiungere un compromesso tra Grecia e Europa” ha detto al ‘Tagesspiegel’ il vicecancelliere tedesco, il socialdemocratico Sigmar Gabriel, che ritiene “dificilmente immaginabili” nuovi negoziati dopo la vittoria del no al referendum.

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(AGI) – Roma, 6 lug. – Yanis Varoufakis ha lasciato il ministero delle Finanze per aiutare il primo ministro Alexis Tsipras a raggiungere piu’ facilmente un accordo con i creditori. Lo spiega Varoufakis in un post pubblicato sul suo blog. “Subito dopo l’annuncio dei risultati del referendum, sono stato informato di una certa preferenza di alcuni membri dell’Eurogruppo e di ‘partner’ assortiti per una mia assenza dai loro vertici, un’idea che il primo ministro ha giudicato potenzialmente utile per consentirgli di raggiungere un’intesa”, scrive Varoufakis, che promette comunque di restare al fianco di Tsipras e di sostenerlo: “Noi della Sinistra sappiamo come agire collettivamente senza curarci dei privilegi dell’incarico. Sosterro’ pienamente il primo ministro Tsipras, il nuovo ministro delle Finanze e il nostro governo”. .

(AGI) – Buenos Aires, 6 lug. – Esulta la presidente argentina Cristina Fernandez de Kirchner per il trionfo del “NO” in Grecia alle richieste dei creditori. L’esito del referendum rappresenta “una clamorosa vittoria per la democrazia e la dignita’”, ha twittato la Kirchner. “Il popolo greco ha detto no alle impossibili ed umilianti condizioni che sarebbero state imposte per la ristrutturazione del debito. Noi argentini sappiamo di cosa si tratta”, ha aggiunto riferendosi al default dell 2002. “Speriamo che l’Europa e i suoi leader capiscano il messaggio”, ha concluso, e cioe’ che non si puo’ “costringere nessuno a firmare il proprio certificato di morte”. (AGI)

(AGI) – Vienna, 6 lug. – “Restano alcune differenze e stiamo tentando di lavorare duramente”. Cosi’ il ministro degli esteri di Teheran, Mohammad Javad Zarif, durante il negoziato sul nucleare iraniano in vista della scadenza di martedi’ 7 luglio per trovare l’accordo finale. Il segretario di Stato americano, John Kerry, ha parlato di “genuini progressi” negli ultimi giorni di trattativa ammettendo che restano distanze “sulle questioni piu’ complicate”. (AGI) Ril

(AGI) – Washington, 6 lug. – “Plaudo al popolo greco che ha saputo dire no ad un’ulteriore austerita’ per i poveri, per i bambini, per i malati e per gli anziani”. Cosi’ il senatore “democratico socialista” americano, Bernie Sanders, in corsa per la Casa Bianca, ha commentato il trionfo del “no” al referendum greco. “In un mondo di incredibili diseguaglianze sul fronte della ricchezza e delle entrate – ha osservato in una nota – l’Europa deve sostenere gli sforzi della Grecia per creare un’economia in grado di produrre piu’ posti di lavoro ed entrate e non piu’ disoccupazione e maggiori sofferenze”. (AGI)

(AGI) – Jos, 6 lug. – Il terrore continua a scuotere la Nigeria. A Jos ci sono state due esplosioni: una in un ristorante, l’altra contro un imam che aveva condannato Boko Haram. Le notizie sono confermate dal portavoce della polizia dello Stato di Plateau, Emmanuel Abuh. Non ci sono per ora altri dettagli sulle conseguenze dei due attentati.(AGI) .

(AGI) – Tallinn, 6 lug. – Peter Kazimir, ministro delle Finanze slovacco, ritine che ora la Grexit sia “uno scenario realistico”. La Presidente lituana, Dalia Grybauskaite, afferma che il voto greco “complica ulteriormente la situazione”. Per il premier estone, Taavi Roivas, il NO non sembra essere positivo “per il futuro del popolo greco”. La premier lettone, Laidmota Straujuma, pensa che il NO rendera’ i negoziati “molto difficili”.(AGI)