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(AGI) – Glen, 4 lug. – Anche con un accordo, “l’aggressivita’ dell’Iran non finira’”. Lo ha detto Hillary Clinton, una dei candidati democratici alla Casa Bianca. “Continueranno – prosegue Clinton in campagna elettorale – a destabilizzare i Governi della regione e anche oltre. Continueranno ad usare i loro delegati come gli Hezbollah e continueranno ad essere una minaccia per Israele”. .

(AGI) – Baghdad, 4 lug. – Le esplosioni di due autobombe hanno causato 11 morti a Baghdad, al termine del digiuno diurno per il Ramadan. Lo si apprende da fonti sanitarie e della polizia. Una bomba e’ esplosa nel distretto sciita di Amil, uccidendo 8 uomini e ferendone 27. L’altra ha colpito un garage per i bus a Doura, uccidendo 3 persone. Una terza autobomba ha ucciso altre due persone nella citta’ di Balad Roz, a nordest di Baghdad. Al momento non ci sono rivendicazioni, anche se i sospetti si concentrano sull’Isis. A Baiji sono in corso combattimenti tra l’Isis e le forze governative, appoggiate dalle milizie sciite. .

(AGI) – Tunisi, 4 lug. – Le forze di sicurezza tunisine sono in stato d’allarme e noi siamo in stato di guerra: con queste parole il presidente tunisino, Beji Caid Essebsi, ha annunciato l’inizio dello stato d’emergenza in tutta la Tunisia. Il capo dello stato ha spiegato che “lo stato d’emergenza e’ giustificato dalla situazione eccezionale che ci troviamo ad affrontare. Varra’ per 30 giorni su tutto il territorio nazionale dopo il via libera del parlamento”. Essebsi ha giustificato questo provvedimento con la necessita’ di combattere il terrorismo in quanto lo Stato islamico vuole instaurare un Califfato, mentre “noi vogliamo un paese democratico con un sistema repubblicano laico e non torneremo indietro. Noi abbiamo una Costituzione laica e i terroristi vogliono il Califfato”. Essebsi ha infine ringraziato “l’Algeria che sta al fianco della Tunisia nella lotta al terrorismo”. Intanto il governatore di Sousse e’ stato rimosso dal premier tunisino Habib Essid dopo i primi risultati dell’inchiesta sull’attentato, che hanno evidenziato gravi responsabilita’ e ritardi delle autorita’. Lo ha comunicato l’ufficio stampa di Essid, aggiungendo che anche alcuni funzionari di polizia sono stati sollevati dall’incarico. .

(AGI) – Tunisi, 4 lug. – Il presidente tunisino Beji Caid Essebsi ha dichiarato lo stato d’emergenza in seguito all’attentato del 26 giugno sulla spiaggia a Sousse. L’annuncio ufficiale da parte dello stesso Essebsi in un discorso alla Nazione. L’ultimo stato d’emergenza era stato dichiarato a meta’ gennaio del 2011 dopo la fuga del presidente deposto Zine El Abidine Ben Ali ed era stato revocato il 6 marzo 2014.

COSA PREVEDE LO STATO D’EMERGENZA

“Le forze di sicurezza tunisine sono in stato d’allarme e noi siamo in stato di guerra”. Con queste parole il presidente tunisino, Beji Caid Essebsi, ha annunciato l’inizio dello stato d’emergenza in tutta la Tunisia. Il capo dello stato ha spiegato che “lo stato d’emergenza e’ giustificato dalla situazione eccezionale che ci troviamo ad affrontare. Varra’ per 30 giorni su tutto il territorio nazionale dopo il via libera del parlamento”. Essebsi ha giustificato questo provvedimento con la necessita’ di combattere il terrorismo in quanto lo Stato islamico vuole instaurare un Califfato, mentre “noi vogliamo un paese democratico con un sistema repubblicano laico e non torneremo indietro. Noi abbiamo una Costituzione laica e i terroristi vogliono il Califfato”. Essebsi ha infine ringraziato “l’Algeria che sta al fianco della Tunisia nella lotta al terrorismo”.

(AGI/AFP) – Beirut, 4 lug. – L’Isis ha diffuso un video che mostra una esecuzione di massa di 25 soldati siriani, giustiziati da ragazzini, nelle rovine dell’anfiteatro di Palmira. Secondo quanto si descrive nel filmato, l’esecuzione sarebbe avvenuta poco dopo la conquista della citta’, il 21 maggio. I soldati vengono uccisi a colpi d’arma da fuoco davanti ad una bandiera dell’Isis. Nel video, le vittime appaiono in uniforme militare di colore verde e marrone. A ucciderli sono degli adolescenti, ma anche dei bambini, vestiti con tute mimetiche e con il capo coperto da bandana marroni. Di fronte, ad assistere all’esecuzione, c’e’ un gruppo di persone, uomini, ma anche bambini, seduti sui gradini dell’anfiteatro romano. .

(AGI) – Beirut, 4 lug. – L’Isis ha diffuso un video che mostra una esecuzione di massa di 25 soldati siriani, giustiziati da ragazzini, nelle rovine dell’anfiteatro di Palmira. Secondo quanto si descrive nel filmato, l’esecuzione sarebbe avvenuta poco dopo la conquista della citta’, il 21 maggio. I soldati vengono uccisi a colpi d’arma da fuoco davanti ad una bandiera dell’Isis. (AGI) .

(AGI) – Roma, 4 lug. – Il rinvio al 4 agosto dell’udienza della Corte Suprema indiana, chiamata a discutere il ricorso di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre “non impatta in alcun modo sul percorso dell’arbitrato internazionale attivato dall’Italia” ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare. E’ quanto sottolineano fonti della Farnesina. “Peraltro – aggiungono le fonti – nel notificare l’avvio dell’arbitrato, l’Italia ha espressamente chiesto all’India di astenersi dall’esercizio di qualsiasi forma di giurisdizione sui due Fucilieri”. (AGI)

(AGI) – Roma, 4 lug. – E’ in stato di fermo a Erbil l’attivista italiano Alessandro de Ponti. Lo confermano fonti della Farnesina, aggiungendo che le autorita’ curde stanno procedendo agli accertamenti del caso. Quanto alle sue condizioni di salute, De Ponti ha una leggera ferita alla spalla che non desta preoccupazione. L’ambasciata italiana a Baghdad e il console ad Erbil sono in contatto con le autorita e seguono da vicino gli sviluppi della situazione. L’attivista e’ entrato dalla Siria nel Kurdistan iracheno senza documenti.(AGI)

(AGI) – Roma, 4 lug. – Un attivista italiano filocurdo, Alessandro De Ponti di 23 anni, e’ stato ferito al confine con il Kurdistan iracheno.

Lo rendono noto fonti della Farnesina che, attraverso l’ambasciata e il consolato in Iraq, si e’ subito attivata ed e’ in contatto con la famiglia e le autorita’ locali per verificare i contorni della vicenda e le condizioni del ragazzo.

 Il giovane si troverebbe ora in ospedale a Erbil, capoluogo della regione autonoma del Kurdistan iracheno, e sarebbe stato fermato insieme ad altri tre ragazzi stranieri mentre cercava di attraversare illegalmente la frontiera. Le sue condizioni non sarebbero gravi ma una volta terminato il periodo di degenza De Ponti rischierebbe di finire in carcere.

Alessandro De Ponti vive con i genitori e una sorella a Treviglio, in provincia di Bergamo, dove e’ noto per la sua attivita’ con il collettivo di sinistra antagonista “Tana libera tutti” oltre che per le sue simpatie comuniste e quelle per il popolo curdo di cui porta la bandiera alle manifestazioni.

Di lui si era gia’ parlato lo scorso 25 aprile quando con una decina di amici manifesto’ contro il sindaco poco prima del discorso della Liberazione: lo accusava di avere autorizzato iniziative di Forza Nuova nei mesi precedenti.

Un cameraman di Treviglio.tv aveva ripreso la scena, e il giovane con alcuni amici era poi andato sotto casa dell’uomo, lo avevano minacciato e malmenato. Per quella vicenda De Ponti era stato denunciato per aggressione.

Subito dopo quei fatti era partito per un primo viaggio per la Turchia. Oggi la famiglia e’ rimasta silenzio, nell’abitazione di via Bramante.

Amici e conoscenti hanno appreso la notizia del ferimento dai media: “Un ragazzo non sprovveduto – raccontano -, che conosce molto bene la situazione geopolitica di quella zona. In Kurdistan ci e’ andato come cooperante. Alessandro viene descritto come un “giovane riservato, di poche parole”.(AGI)

(AGI) – Roma, 4 lug. – Un attivista filocurdo italiano di 23 anni, Alessandro De Ponti, e’ stato ferito giovedi’ scorso a un varco di frontiera fra la Siria e il Kurdistan iracheno. De Ponti si troverebbe ora in ospedale a Erbil, capoluogo della regione autonoma del Kurdistan iracheno, e sarebbe stato fermato insieme ad altri tre ragazzi stranieri mentre cercava di attraversare illegalmente la frontiera. Le sue condizioni non sarebbero gravi ma una volta terminato il periodo di degenza De Ponti rischierebbe di finire in carcere.(AGI)