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(AGI) – Kiev, 5 lug. – Cinque soldati ucraini sono rimasti uccisi e 10 feriti nelle ultime 24 ore nella regione ucraina orientale di Lugansk. Lo riferisce un portavoce della presidenza di Kiev, Oleksandr Motuzianik, precisando che le vittime sono state investite dall’esplosione di un colpo di mortaio nella zona di Donetskyi. (AGI) .

(AGI) – Bauchi (Nigeria), 5 lug. – Un kamikaze si e’ fatto esplodere in una chiesa a Potiskum, nel nord-est della Nigeria, uccidendo sei persone. L’esplosione e’ avvenuta mentre i fedeli entravano in chiesa e per questo il bilancio potrebbe essere piu’ grave, ha avvertito la Croce Rossa. (AGI) .

(AGI) – Damasco, 5 lug. – Le forze del regime siriano, aiutate dalla milizia alleata libanese di Hezbollah, sono entrate nella citta’ di Zabadani, una delle ultime localita’ ancora controllate dai ribelli alla frontiera con il Libano. Lo hanno reso noto i media di Stato. Il progresso dell’esercito di Bashar al-Assad e’ stato confermato dall’Osservatorio siriano per i diritti umani e dall’emittente di Hezbollah, al-Manar. Secondo l’Osservatorio, un’ong con sede a Londra ma che si avvale di una rete di informatori sul terreno, il regime ha lanciato almeno 12 barili di esplosivo sulla citta’, ormai deserta. Le forze del regime adesso hanno il controllo, riferisce l’agenzia di notizie statale Sana, dei quartieri di Al Yamiyat e Al Sultaneh. L’esercito e d Hezbollah hanno lanciato sabato l’offensiva per recuperare il controllo di Zabadani, che era in mano ai ribelli sunniti e ha un’importanza strategica per il regime perche’ si trova sulla rotta che unisce Damasco con la provincia centrale di Homs e la zona costiera del nord, rotta su cui passano uomini, armi e combustibile. Un tempo popolare destinazione turistica, ormai la citta’ e’ praticamente deserta e ormai distrutta all’80 per cento. (AGI)

(AGI) – Atene, 5 lug. – Si sono aperti puntualmente alle 7 locali (le 6 in Italia) i seggi in cui 10.837.118 greci decideranno del loro futuro (e forse dell’Eurozona) votando al referendum improvvisamente indetto il 26 giugno da Alexis Tsipras su quella che era l’ultima proposta dei creditori, Bce-Ue-Fmi e Esms di altri 15,5 miliardi di aiuti prolungati fino a novembre.

Offerta che il premier ed il suo ministro delle finanze Yanis Varoufakis hanno voluto, bollando l’offerta, alternativamente, come “un insulto” o “un ricatto” al popolo greco, salvo poi provare a rilanciare trovandosi di fronte al rifiuto della maggioranza dei partner, Anegela Merkel in testa.

I seggi si chiuderanno alle 19 locali e primi risultati – non gli exit poll – si conosceranno tra le 20 e le 21 secondo il ministero dell’Interno.

Il premier greco Alexis Tsipras ha votato nel seggio del suo quartiere, Ambelokipi. Camicia bianca, sorridente, alle 10:30, le 9:30 in Italia, Tsipras ha inserito la scheda nell’urna con qualche tentennamento, per consentire ai fotografi di immortalare il gesto. Sorridente e circondato da giornalisti e fotografi, all’uscita dal seggio e’ stato accolto da uno scrosciante applauso dei suoi sostenitori e si e’ concesso ai microfoni.

Atene, l’assalto a Tsipras durante la votazione per il Referendum in Grecia

“Oggi e’ un giorno di celebrazione perche’ la democrazia e’ in se stessa una celebrazione”, ha detto Tsipras. “Quando la democrazia vince la paura, vince la volonta’ del popolo. E’ un messaggio di dignita’: il popolo finalmente ha scelto”, ha aggiunto.

“Nessuno puo’ ignorare la volonta’ del popolo”, perche’ “il popolo inviera’ dal referendum un importante messaggio, che prende il destino nelle sue mani. Molti possono ignorare la volonta’ del governo, ma nessuno puo’ ignorare la volonta’ del popolo”, ha affermato il premier ellenico.

Varoufakis, “mi dimetto se vince il ‘Si” – Il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, conferma alla Bild che lascera’ il suo incarico se al referendum indetto dal governo sull’accordo di Atene con i creditori vinceranno i ‘si’. Alla domanda se si dimettera’ in caso di vittoria dei ‘si’, Varoufakis ha risposto “assolutamente”.

“Per cinque anni i fallimenti incredibili dell’Eurogruppo hanno portato a ultimatum senza senso sui quali il popolo greco non ha potuto pronunciarsi: oggi il popolo si pronuncia sull’ultimo degli ultimatum dell’Eurogruppo e dei suoi soci”, ha detto Varoufakis dopo aver votato in un seggio di Atene. Varoufakis, che e’ arrivato al seggio in compgania del padre, ha detto che “la moneta unica e la democrazia sono compatibili” e ha aggiunto che “quello di oggi e’ un momento sacro per l’Europa”

Tre ex premier greci, George Papandreu, Kostas Karamanlis e Andonis Samaras, fermi sostenitori dell’accordo con i creditori, hanno gia’ votato, per il ‘Si”.

Anche l’ex primo ministro conservatore Karamanlis ha gia’ espresso la sua preferenza, come pure Samaras, altro capo del governo conservatore, che ha votato a Pilos, nel sud del Peloponneso. (AGI)

(AGI) – Mosca, 5 lug. – Il cargo russo Progress si e’ agganciato alla Stazione Spaziale Internazionale (Iss). Lo ha comunicato l’Agenzia spaziale russa, spiegando che l’operazione e’ terminata con successo e la nave si e’ agganciata al sistema di attracco Pirs del modulo di servizio Zvezda.

La nave trasporta circa 2,5 tonnellate tra carburante, cibo, acqua e pezzi di ricambio. Dopo due fallimenti consecutivi, l’operazione era fondamentale per i rifornimenti all’equipaggio. 

Il 28 aprile un altro cargo Progress era andato perduto a causa di un problema al lanciatore, mentre un altro problema al lanciatore aveva causato la perdita della navetta Dragon, gestita dalla Nasa.

L’equipaggio attuale della Stazione Spaziale e’ formato da due russi (Guennadi Padalka e Michail Kornienko) e dall’americano Scott Kelly. (AGI)

(AGI) – Beirut, 5 lug. – Kamikaze dell’Isis si sono fatti esplodere nei pressi di una centrale elettrica nella citta’ curdo-siriana di Hasaka, nel nord-est della Siria. Lo riferisce l’esercito siriano. L’attacco ha causato “vittime” e “danni materiali”, riporta la tv di stato, aggiungendo che i militari governativi sono riusciti invece a respingere uns econdo attacco contro la centrale, che serve i quartieri meridionali della citta’. Non e’ la prima volta che i miliziani jihadisti attaccano Hasaka, citta’ strategica per il controllo del confine con l’Iraq e la Turchia. Gli assalti sono cominciati il 30 maggio. (AGI)

(AGI) – Beirut, 5 lug. – Sei civili, inclusi bambini, sono tra le 22 vittime di un pesante bombardamento della coalizione anti-Isis a guida Usa su Raqqa, capitale del Califfato, in Siria. Lo riferisce l’Osservatorio siriano per i diritti umani. Gli altri 16 morti sono miliziani jihadisti. Intanto, un’intera famiglia britannica di origine bengalese si e’ unita ai terroristi dell’Isis in Siria dopo essere andata in vacanza in Bangladesh. Lo ha fatto sapere lo stesso apparato di comunicazione del Daesh (questo l’acronimo arabo) con un comunicato rudimentale di 500 parole. Tornando da Dacca dove appunto si trovavano in ferie, i 12 hanno fatto sapere di aver fatto questa scelta per vivere “in una terra priva di corruzione e di oppressione per le leggi fatte dall’uomo, una terra governata dalla shariah, le leggi perfette e giuste di Allah”. La famiglia, il cui cognome secondo il Times e’ Mannan, ha diffuso anche delle fotografie con il capofamiglia sorridente e la moglie completamente coperta, occhi a parte, dal niqab. Fra i 12 ci sono persone di tutte le eta’, dai bambini molto piccoli fino a un anziano di 75 anni. La polizia di Luton, nel nord di Londra, ha confermato che la famiglia era volata verso il Bangladesh lo scorso 10 aprile e poi verso la Turchia lo scorso 11 maggio. Da Istanbul, poi, l’ingresso in Siria e’ stato molto facile. (AGI) .

(AGI) – Pechino, 5 lug. – Nove persone sono morte nel crollo di una fabbrica di scarpe a Wenling, nella provincia orientale cinese di Zhejiang. Al momento del disastro nell’edificio c’erano 51 persone: le altre 42 sono state tratte in salvo e ricoverate in ospedale. (AGI)

AGI) – Londra, 5 lug. – Tra sei giorni, l’11 luglio, leader da tutto il mondo si riuniranno per ricordare al mausoleo di Potocari, tra fiumi di retorica, il massacro di Srebrenica, in cui 8.000 tra uomini e bambini bosniaci musulmani vennero massacrati dai serbo bosniaci di Ratko Mladic.

Il tutto mentre il mondo si voltava dall’altra parte e sotto gli occhi ma anche aiutati dai caschi blu olandesi, che avevano la missione di proteggere i serbo bosniaci, e che inbeve – sotto minaccia dei serbo bosniaci – riconsegnarono ai carnefici di Mladic anche quei musulmani che avevano cercato protezione nei loro accampamenti. E con l’Onu, che – viene rivelato per la prima volta – forni’ 30.000 litri di benzina per i camion usati dalle truppe di Mladic per trasportare le vittime nei campi di morte e dai buldozer per celare i copri in fosse comuni.

E’ parte di quanto emegre da un lungo approfondimento pubblicato oggi il domenicale britannico The Observer sulla base di alcuni documenti declassificati da cui emergono gravissime responsabilita’ dei governi dell’epoca di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna e delle stesse Nazioni Unite che in nome della realpolitick di fatto preferirono sacrificare, o quanto meno non impedire (come fece Ariel Sharon a Sabra e Shatila con i falangisti libanesi e i palestinesi), il massacro di Srebrenica.

Il tutto pur di raggiungere un accordo di pace. Come avvenne puntualmente 4 mesi dopo, a novembre del 1995, a Dayton in Ohio, e poi il 14 dicembre a Parigi, poenendo fine a 3 anni e mezzo di guerra in Bosnia. Secondo quanto scrivono oggi Florence Hartman (autrice del libro “Il sangue della realpolitik, il caso Srebrenica” e Ed Vulliamy dell’Observer) “lo studio della massa di prove (esistenti) rivela che la caduta di Srebrenica era parte di una politica delle tre grandi potenze, Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti e dei vertici Onu per la ricerca ad ogni costo della pace”.

Secondo gli autore le “non si puo’ affermare che le potenze occidentali, i cui negoziati portarono alla caduta di Srebrenica, fossero a conoscenza dall’entita’ del massacro che sarebbe seguito ma le prove dimostrano che erano a conoscenza dell’intenzione esplicita di di Mladic di ‘far scomparie completamente’ la popolazione bosniaca musulmana dall’intera regione”. Come sapevano, sottoline il domenicale, dell’esistenza della cosiddetta “direttiva 7” dell’esercito serbo bosniaco che ordinava “la permanente ‘rimozione’ (termine piuttosto chiaro che ricorda la soluzione finale di epoca nazista, ndr)” dei musulmani bosniaci dalle aree protette” come era definita, tra le altyre, Srebrenica. Aree protette dall’Onu (oltre Srebrenica, Zepa e Gorazde) che il diplomatico Usa Robert Frasure, riferi’ al suo capo a Washington, Robert Lake (Consigliere per la Sicurezza Nazionale di Bill Clinton dal 1993 al 1997) che Slobodan Milosevic (l’allora presidente serbo poi morto in cella all’Aja), “non avrebbe mai accettato in una mappa nell’accordo di pace senza che queste (dove si rifugiavano i bonsiaci musulmani) non fossero cedute ai serbi (nemici dichiarati dei primi)”.

Lake – scrive l’Observer – si dichiaro’ a favore di una mappa rivista in cui Srebrenica fosse ceduta (ai serbo-bonsici), spingendo i caschi blu olandesi dell’Onu “a ritirarsi da posizioni vulnerabili”, ossia dalle aree che avrebbero dovuto proteggere. Lake, oggi direttore generale dell’Unicef, l’agenzia Onu in difesa dell’infanzia, “si rammarica” scrive l’Observer, di “non poter dire nulla (su Sreberenica) fino a quando coprira’” l’attuale incarico. Da parte loro Francia e Gran Bretagna condivisero l’opinione che le “aree protette” fossero indifendibili. E mentre le truppe di Mladic avanzavano sull’enclave per compiere il massacro l’Occidente non presto’ attenzione agli allarmi sull’imminente caduta della cita’. Non solo. Come racconta per la prima volta il generale Onno Van der Wind del ministero della Difesa olandese, “le Nazioni Unite fornirono 30.000 litri di benzina ai serbi che li usarono per portare sui loro camion le loro prede fino ai campi dove vennero massacrati e per nascondere con i loro buldozer i cadaveri in fosse comuni”.

“Mentre i massacri procedevano a tutta potenza’(il grosso duro’ dall’11 al 13 luglio) i negoziatori occidentali incontrarono sia Mladic che Misolebic senza mai sollevare con loro il ‘preblema’ della carneficina in corso anche se cablogrammi declassificati Usa dimostrano che la Cia stava assistendo quasi in diretta alla strage dai loro uffici di Vienna attraverso i satelliti e dagli aerei spia”. Tutte informazioni “immediatamente” condivise con gli alleati. (AGI) .

(AGI) – Il Cairo, 5 lug. – Due civili sono morti e un terzo e’ rimasto gravemente ferito a causa dell’esplosione di un razzo a Sheikh Zuweid, nel nord del Sinai, portando a cinque il numero dei morti da sabato. Lo riferisce l’agenzia ufficiale egiziana Mena. Nella zona, al confine con la Striscia di gaza, c’e’ una forte presenza jihadista, che le forze di sicurezza egiziane stanno cercando di contrastare con violente offensive. (AGI) .