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(AGI) – Londra, 9 lug. – La statunitense Exxon Mobil, la piu’ grande compagnia petrolifera del mondo, era consapevole sin dal 1981 – 7 anni prima che l’argomento divenisse di dominio pubblico – del legame tra “i combustibili fossili ed il cambiamento climatico”. E’ quanto emerge, scrive il britannico Guardian, da una mail inviata da uno dei tecnici della societa’, Lenny Berstein, ingegnerie chimico, per 30 anni alla Exxon Mobil nel settore clima. Mail scritta mentre il colosso petrolifero si accingeva a sfruttare il maxi-giacimento di gas naturale di Natuna nelle acque dell’arcipelago indonesiano: “Questa e’ una immensa riserva di gas ma e’ anche al 70% (formata) da Co2 (anidride carbonica”, uno dei principali, anche se non il peggiore, gas serra. Berstein, co-autore negli anni scorsi dei rapporti Onu sul clima, all’epoca defini’ Natuna “una bomba al carbonio”. Secondo il Guardian il giacimento “sarebbe stata la piu’ grande causa di riscaldamento globale del tempo”. Solo nel 1988, quando lo scienziato James Hansen testimonio’ davanti al Congresso Usa, emerse pubblicamente che il riscaldamento globale era causato dall’accumulo in atmosfera dei gas serra cqusato dalla combustione dei combustibili fossili. Anche se il gas naturale e’ in assoluto la fonte meno inquinante di anidride carbonica (secondo l’agenzia Usa per l’Informazione sull’Enegia) rispetto agli altri, oltre la meta’ ripetto al carbone. Exxon Mobil afferma di essere solo ora consapevole dei rischi legati al cambiamento climatico mentre “nel 1981 eravamo nei primissimi giorni (da quando il tema era apparso, ndr) e che c’e’rano considerevoli divergenze d’opinioni. All’epoca nessuno era in grado di fronire una risposta definitiva” sul tema. La societa’ ha anche negato di aver mai finanziato – come sostiene il Guardian – campagne per negare questo assunto.

(AGI) – Washington, 9 lug. – Dimostrando scarsissima sensibilita’ gli Usa hanno deciso di inviare Bill Clinton, presidente degli Stati Uniti nei giorni del massacro di Srebremica (luglio 1995) come capo della delegazione americana per rirocdare i 20 anni della carneficina (secondo molti genocidio) di oltre 8.000 tra uomini e bambini musulmani bosniaci. Massacro che sara’ ricordato con uno tsunami di facile retorica contrita e lacrime di coccodrillo. Questo dopo che domenica scorsa il domenicale britannico Observer ha pubblicato documenti da cui emerge che Stati Uniti, Gran Brtagna, Francia e Onu pur di ottenere ad ogni costo la pace di Dayton del dicembre ’95, per realpoltik di fatto, sacrificarono quella che, si e’ scoperto dopo solo sulla carta, era un area protetta dall’Onu. Secondo quanto rivelato dall’Observer domenica scorsa i mediatori di Onu, Gran Bretagna, Francia e Onu, che ogni giorno trattavano con il presidente serbo Slobodan Mislosevic e con il generale serbo-bonsniaco Ratko Mladic, l’autore della strage, si voltarono dall’altra parte. Il tutto mentre i caschi blu olandesi – lasciati soli dal Palazzo di Vetro – non solo non difesero i bosniaci musulmani che avevano l’ordine di proteggere ma in molti casi consegnarono, i pochi che avevano cercato rifugio nel loro accampamento, direttamente ai loro carnefici. Onu che forni’ alle truppe di Mladic anche 30.000 litri di carburante per i camion con cui furono deportati ai campi di sterminio le 8.000 vittime. Lo stesso carburante che venne usati dai buldozer per occultare le salme in fosse comuni nei boschi. (AGI) .

(AGI) – Washington, 9 lug. – La California non e’ piu’ e lo sara’ sempre meno uno stato ‘Wasp’, ossia di bianchi. E’ e sara’ terra di ispanici ed asiatici. Per la prima volta, secondo i dati del censimento, i cosidetti ‘latinos’, messicani, portricani e immigrati (legali o meno) dagli Sati del Centro e del Sud America sono 15 milioni mentre i bianchi si fermano a quota 14,9 milioni alla data del 1 luglio 2014. Non solo. La California e’ anche lo Stato con piu’ asiatici, 6,3 milioni, rispetto agli altri 49 Stati dell’Unione. (AGI) .

(AGI) – La Paz, 8 lug. – La cerimonia di benvenuto in Bolivia e’ stata organizzata dal presidente Evo Morales con grande cura. Dietro l’hangar dell’aeroporto di El Alto e’ stato costruito infatti un vero ep roprio palco davanti al quale c’e’ una grande folla, 500 mila persone secondo le autorita’ locali. (AGI)

(AGI) – La Paz, 8 lug. – Sceso dall’aereo, Papa Francesco ha abbracciato con grande cordialita’ il presidenet boliviano Evo Morales che gli ha messo al collo una medaglia. Il medaglione che Morales ha messo al collo del Papa e’ un’insegna tradizionale dell’etnia indigena Ayma della quale fa parte Morales, che anche in quest’occasione non ha rinunciato a un abito tradizionale. Francesco indossa invece il cappotto, per proteggersi dal freddo pungente dei 4 mila metri di El Alto. (AGI) .

(AGI) – Roma, 8 lug. – La Corte Suprema d’Israele, con un pronunciamento per molti versi sorprendente, ha dato il via libera alla costruzione del “Muro di separazione” tra Stato ebraico e Palestina nel tratto che attraversa la valle di Cremisan, secondo l’intento da sempre perseguito dal Ministero israeliano della difesa. Tale nuova disposizione – scrive l’agenzia Fides – contrasta con un precedente pronunciamento, espresso dallo stesso supremo organo giudiziario dello Stato d’Israele, che all’inizio di aprile aveva emesso una sentenza – presentata come definitiva dopo un contenzioso durato quasi otto anni – con cui si bocciava il percorso del Muro proposto da esercito e Ministero della difesa israeliani, e si invitavano le autorita’ militari israeliane a trovare alternative meno devastanti per la popolazione locale. In realta’, la ripresa dei lavori autorizzata dalla Corte prevede solo una lieve variante rispetto ai percorsi del tracciato del Muro previsti in precedenza. In base alle nuove disposizioni, la scuola e i due conventi salesiani che sorgono nell’area verranno a trovarsi ancora in territorio palestinese, accessibili dalla citta’ di Beit Jala, mentre il Muro inglobera’ nella parte israeliana i fondi agricoli della valle di Cremisan appartenenti a 58 famiglie palestinesi della zona. “Siamo sorpresi per l’incredibile decisione della Corte che autorizza i lavori senza piu’ ammettere ricorso – commenta all’Agenzia Fides il Vescovo William Shomali, Vicario Patriarcale del Patriarcato latino di Gerusalemme – e cerchiamo di capire le ragioni di questo fatto. Il drastico cambiamento rispetto al pronunciamento precedente puo’ essere una reazione davanti al recente riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina da parte della Santa Sede. Non c’erano state grandi reazioni formali a quel riconoscimento. Adesso abbiamo la sensazione che, come in altri casi, la risposta sia arrivata con la politica dei fatti compiuti”. Il Vicario patriarcale per la citta’ di Gerusalemme avanza anche altre considerazioni: “L’impressione e’ che non si sia mai davvero rinunciato ad appropriarsi di quei terreni di Cremisan, per avere un’area in cui poter allargare gli insediamenti israeliani di Gilo e Har Gilo, costruiti anche essi su terre sottratte alla citta’ palestinese di Beit Jala. Questa era l’intenzione fin dall’inizio, l’obiettivo a cui si mirava, e a questo si vuole arrivare a ogni costo”. La valle di Cremisan rappresenta il “polmone verde” principale per la popolazione che vive nell’area di Betlemme. Il tracciato del Muro di separazione voluto da Israele, dopo aver tagliato il territorio di Betlemme, ora si appresta a devastare quella zona, conosciuta come uno degli ambienti naturali piu’ belli di tutta la Terra Santa. “E’ evidente – aveva dichiarato in passato Vera Baboun, sindaco di Betlemme – che il disegno del tracciato non risponde a nessuna esigenza di sicurezza, e mira solo a separare la gente dalle loro terre per poterle confiscare e allargare l’area delle colonie israeliane che gia’ hanno occupato in quel quadrante la maggior parte dei territori palestinesi”. Secondo Vera Baboun, l’effetto della politica degli espropri israeliani in quella zona cosi’ delicata dei territori palestinesi sara’ che “nell’arco di pochi anni tutta l’area sara’ soffocata dalla morsa del Muro, e i primi ad andar via saranno i cristiani”.(AGI) .

(AGI) – Baltimora, 8 lug. – E’ stato licenziato il capo della polizia di Baltimora, il commissario Anthony Batts, che ha gestito la sicurezza durante le giornate di protesta scatenate dalla morte del giovane afro-americano Freddie Gray mentre era in stato di arresto. Lo ha annunciato il sindaco di Baltimora, Stephanie Rawlings-Blake. “Abbiamo bisogno di un cambiamento”, ha detto durante una conferenza stampa segnalando un’impennata del crimine nella citta’. Batts era in carica da tre anni. “La gente e’ stanca di sopportare questo dolore e lo sono anch’io”, ha spiegato il sindaco. L’annuncio e’ arivato poche ore dopo la diffusione di un rapporto del sindacato di polizia, molto critico sulle modalita’ con cuo Blatts lo scorso aprile avrebbe gestito le manifestazioni di protesta. (AGI)

(AGI) – Roma, 8 lug. – Un muro lungo 160 chilometri, con torrette e centri di sorveglianza, sara’ costruito al confine con la Libia entro fine anno: lo ha annunciato il primo ministro della Tunisia, Habib Essid, pochi giorni dopo la strage di turisti europei nei pressi di Sousse. Secondo il capo di governo, il muro contribuira’ a ridurre il rischio di infiltrazioni di gruppi e commando islamisti da oltreconfine. Alcuni giorni fa – scrive l’agenzia Misna – Essid aveva sostenuto che l’attentatore di Sousse, Seifeddine Rezgui, sarebbe stato addestrato dalla formazione libica Ansar Al Sharia. Dopo l’attentato, nel quale hanno perso la vita 38 turisti, il governo tunisino ha dispiegato oltre mille soldati per garantire la sicurezza negli hotel e lungo le spiagge. Sabato scorso e’ entrato in vigore uno stato di emergenza.(AGI) .

(AGI) – New York, 8 lug. – Guasti informatici si sono verificati nella stessa giornata ai computer della borsa di New York e della United Airlines. Secondo quanto riferito dalla Cnn, gli stessi problemi tecnici si sono registrati anche alla rete informatica del Wall Street Journal. La borsa di New York ha sospeso “temporaneamente” le contrattazioni. La United Airlines, prima compagnia aerea Usa, e’ stata costretta a sospendere i voli per un’ora e 21 minuti, dalle 12:26 alle 13:47.

Lo stesso problema si era verificato anche sei settimane fa, all’inizio di giugno: in quell’occasione la compagnia fu costretta a sospendere tutti i voli negli Usa e il problema duro’ 40 minuti.

Il Dipartimento di sicurezza interna, citato dalla Cnn, ha comunicato che al momento “non ci sono segnali di attivita’ nocive” collegate a tali problemi tecnici.

La Casa Bianca, confermando quanto precedentemente detto dal Dipartimento di sicurezza interna, ha assicurato che non ci sono indicazioni di azioni dolose nei problemi tecnici che hanno bloccato Wall Street, la United Airlines e il Wall Street Journal. Il presidente barack Obama comunque continua ad essere informato sulla situazione.

Un trader citato dal New York Times informa che i problemi che hanno mandato in tilt Wall Street sono dovuti ad un upgrade del software di sistema, introdotto prima dell’apertura delle contrattazioni.

(AGI) – Roma, 8 lug. – Le foto del pensionato greco in lacrime davanti a una banca hanno fatto il giro del mondo e un imprenditore australiano ha deciso di pagare di tasca propria la sua pensione “per un anno e piu’, finche’ sara’ necessario”. James Koufos, di origini elleniche, ha riconosciuto il 77enne Giorgos Charzfotiadis come un vecchio compagno di scuola del padre e ha deciso di utilizzare i social network per rintracciarlo. “Non permettero’ mai che un uomo che ha lavorato duramente per una vita muoia di fame”, ha scritto l’imprenditore su Facebook, secondo quanto riferito dal Daily Mail. Koufos ha raccontato di aver ricevuto in pochi giorni 5mila euro da parte di persone che vogliono aiutare l’anziano pensionato e ha annunciato che andra’ in Grecia per incontrarlo. (AGI)