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(AGI) – Parigi, 10 lug. – Nuovi problemi al progetto, gia’ funestato da ritardi e dall’impennata dei costi, del reattore di terza generazione (Epr) nella centrale nucleare francese di Flamanvile in Normandia. Progetto da cui l’italiana Enel e’ uscita a dicembre del 2012 con un rimborso di 613 milioni di euro. L’agenzia per la sicurezza nucleare francese (Autorite’ de surete’ nucleaire, Asn) ha scoperto un “grave” problema nella tenuta dell’acciaio che forma la struttura a cupola di contenimento e la base del nocciolo del reattore. Struttura completata lo scorso anno. Nell’acciaio usato a Flamanvile dal colosso francese Areva e’ stata trovato “un’eccessivo quantitativo di carbonio (in alcune parti fino al doppio del massimo consentito)” che potenzialmente “aumenta il rischio di sgretolamento” del ‘coperchio’ sul reattore “alle altissime pressioni che deve sopportare”. Questo “potrebbe causare l’apertura di crepe che potrebbero rivelarsi disastrose”. “C’e’ una grave anomalia in un componente cruciale dell’impianto”, ha confermato Pierre-Franck Chevet, presidente della “Autorite’ de surete’ nucleaire”, che, scrive la Bbc, non esclude uno stop ai lavori, anche se attendera’ prima la fine dei test all’inizo del 2016. Edfi, il colosso statale proprietario dell’impianto, ha comunque insistito che procedera’ nei lavori. Il problema, di cui secondo il settimanale francese ‘Le Canard Enchaine’, Areva (la societa’ costruttrice dell’impianto per conto di Edf) sarebbe stata a conoscenza sin dal 2006 ma che non ha fatto nulla per risolverlo fino all’intervento della Asn, riguarda la solidita’ e quindi la tenuta dell’acciaio. Secondo quanto riferisce la Bbc la solidita’ dell’acciaio si e’ rivelata del 50% piu’ debole di quanto dovrebbe essere per riuscire a resistere all’altissima pressione e al calore che si sviluppa nel nocciolo del reattore Epr. I regolamenti francesi prevedono che la cupola di contemineto (alta 12,7 metri e che pesa, senza contare la base, 410 tonnellate) sia in grado di resistere ad una pressione di 60 joule ma quella di Flamanville riesce a sopportarne fino a 30, la meta’. Il problema ulteriore, riferisce allarmata la stampa britannica, e che la Edf ha venduto lo stesso identico progetto a Londra che dovra’ costruire un reattore gemello a Hinkley Poin nel Somerset. Edf aveva promesso che i lavori il nuovo reattore Epr per Flamanville, iniziati nel 2007, si sarebbero dovuti concludere nel 2012 (ora si parla di 2017 al netto di nuovi stop) sarebbero costati 3,3 miliardi di euro ma nel 2012 erano gia arrivati a 8,5 miliardi di euro. (AGI) .

(AGI) – New York, 10 lug. – L’Onu ha annunciato l’avvio di un cessate il fuoco umanitario in Yemen dalla mezzanotte locale (le 23 in Italia) di oggi fino al 17 luglio, che segna la fine del Ramadan, il mese del digiuno per i musulmani. Oltre 3.000 persone sono state uccise da quando il 26 marzo una colazioni di stati sunniti guidati dall’Arabia Saudita ha lanciato una campagna di raid aerei contro i ribelli sciiti Houthi, sostenuti dall’Iran, che hanno estromesso il presidente Abdel Rabbo Mansour Hadi, sunnita. (AGI) .

(AGI) – Vienna, 9 lug. – L’Iran richiama all’ordine gli interlocutori del “5+1” ricordando loro che “i limiti” tracciati da Teheran nei negoziati sul programma nucleare debbono essere rispettati. Questa la posizione espressa da Ali Akbar Velayati, il consigliere piu’ stretto della Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei. “Un accordo puo’ essere raggiunto solo se i limiti da noi tracciati sono rispettati…e i commenti (del segretario di Stato Usa John Kerry’s) sono parte di una guerra psicologica che l’America usa contro l’Iran. Iran che non ha mai suggerito un prolungamento dei colloqui, ne’ l’ha respinta. Saranno gli americani, se vorranno, ad abbandonare i colloqui. L’Iran e’ pronta a proseguire i negoziati”. (AGI) .

(AGI) – Washington, 10 lug. – Il generale a 4 stelle dei Marine Joseph Dunford, che da ottobre assumera’ il prestigioso incarico di capo degli Stati maggiori riuniti (l’ufficiale piu’ alto in grado) sembra smarcarsi sull’Ucraina dal presidente Barack Obama, che lo ha appena nominato, dichiarandosi esplicitamente a favore dell’invio di armi a Kiev. Nel corso dell’udienza al Senato per la ratifica della sua nomina, Dunford, forse per ingraziarsi i congressisti, che a differenza del presidente da mesi chiedono di inviare armi a Kiev, ha definito “ragionevole” questa opzione: “Francamente senza quel genere di sostegno non saranno in grado di difendersi dall’aggressione russa”. (AGI) .

(AGI) – Bruxelles, 10 lug. – Il Presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha ricevuto la nuova proposta di riforme dal Governo greco. Lo annuncia il suo portavoce, aggiungendo che ora tali proposte saranno analizzate dalle istituzioni (Ue, Bce e Esm). Le proposte di riforme del governo greco sono dunque arrivate, come atteso, a un paio d’ore dalla scadenza fissata alla mezzanotte di oggi. Ora le istituzioni faranno la loro valutazione, che verra’ successivamente sottoposta ai ministri delle Finanze dell’Eurogruppo, la cui riunione e’ gia’ stata programmata per sabato pomeriggio. Successivamente, saranno i capi di Stato e di governo, prima in formato zona Euro e poi a Ventotto, a riunirsi nel pomeriggio di domenica. Le proposte sono anche l’elemento che servira’ all’Esm per valutare l’ammontare dell’eventuale nuovo programma triennale di aiuti, il terzo, richiesto ieri da Atene. La Commissione europea e la Bce, con il contributo del Fondo monetario internazionale, stanno da ieri procedendo con l’analisi della sostenibilita’ del debito ellenico.

Grecia: per il terzo salvataggio vuole 50 mld in 3 anni

Le proposte avanzate dalla Grecia all’Eurogruppo contengono tra l’altro l’impegno a raggiungere un avanzo primario dell’1% nel 2015 e del 2% nel 2016, l’Iva al 23% per i ristoranti e al 13% per gli hotel, l’introduzione dell’Iva per le isole entro la fine del 2016, l’aumento delle tasse per le societa’ e per gli armatori, la graduale riduzione dei benefici Ekas per i pensionati entro il 2019, l’aumento immediato della tassa sul lusso e sulla pubblicita’ in tv, l’introduzione di un nuovo sistema di contrattazione collettiva entro la fine del 2015.

Secondo le rivelazioni del giornale ‘Kathimerini’, la Grecia avrebbe preparato da presentare a Bruxelles un pacchetto di riforme da 12 miliardi di euro da realizzare in due anni per avere in cambio un terzo piano di aiuti. Quella di 12 miliardi e’ una cifra superiore agli 8 miliardi di euro precedentemente stimati per le riforme. Secondo ‘Kathimerini’, l’obiettivo di Atene e’ quello di evitare il ritorno alla recessione. La stima del governo, soprattutto a causa delle misure sul controllo dei capitali, e’ che il Pil quest’anno invece di crescere dello 0,5% subira’ una recessione del 3%.

(AGI) – Atene, 9 lug. – Le proposte avanzate dalla Grecia all’Eurogruppo contengono tra l’altro l’impegno a raggiungere un avanzo primario dell’1% nel 2015 e del 2% nel 2016, l’Iva al 23% per i ristoranti e al 13% per gli hotel, l’introduzione dell’Iva per le isole entro la fine del 2016, l’aumento delle tasse per le societa’ e per gli armatori, la graduale riduzione dei benefici Ekas per i pensionati entro il 2019, l’aumento immediato della tassa sul lusso e sulla pubblicita’ in tv, l’introduzione di un nuovo sistema di contrattazione collettiva entro la fine del 2015. .

(AGI) – Bruxelles, 9 lug. – Il Presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha ricevuto la nuova proposta di riforme dal Governo greco. Lo annuncia il suo portavoce, aggiungendo che ora tali proposte saranno analizzate dalle istituzioni (Ue, Bce e Esm). Le proposte di riforme del governo greco sono dunque arrivate, come atteso, a un paio d’ore dalla scadenza fissata alla mezzanotte di oggi. Ora le istituzioni faranno la loro valutazione, che verra’ successivamente sottoposta ai ministri delle Finanze dell’Eurogruppo, la cui riunione e’ gia’ stata programmata per sabato pomeriggio. Successivamente, saranno i capi di Stato e di governo, prima in formato zona Euro e poi a Ventotto, a riunirsi nel pomeriggio di domenica. Le proposte sono anche l’elemento che servira’ all’Esm per valutare l’ammontare dell’eventuale nuovo programma triennale di aiuti, il terzo, richiesto ieri da Atene. La Commissione europea e la Bce, con il contributo del Fondo monetario internazionale, stanno da ieri procedendo con l’analisi della sostenibilita’ del debito ellenico.

Grecia: per il terzo salvataggio vuole 50 mld in 3 anni

Secondo le rivelazioni del giornale ‘Kathimerini’, la Grecia avrebbe preparato da presentare a Bruxelles un pacchetto di riforme da 12 miliardi di euro da realizzare in due anni per avere in cambio un terzo piano di aiuti. Quella di 12 miliardi e’ una cifra superiore agli 8 miliardi di euro precedentemente stimati per le riforme. Secondo ‘Kathimerini’, l’obiettivo di Atene e’ quello di evitare il ritorno alla recessione. La stima del governo, soprattutto a causa delle misure sul controllo dei capitali, e’ che il Pil quest’anno invece di crescere dello 0,5% subira’ una recessione del 3%.

(AGI) – Roma, 9 lug. – Il ministro della Difesa ha confermato che e’ stata arrestata questa mattina la presunta mente dietro gli attentati di Jos, di domenica scorsa, dove in un attacco suicida morirono 44 persone in un ristorante, e di martedi’ scorso nella citta’ universitaria di Zaria, dove furono uccise almeno 25 persone tra cui una bambina di due anni. Lo scrive l’agenzia Misna. “Il terrorista e’ stato fermato insieme ad altre due persone. Uno di loro e’ rimasto ucciso nel tentativo di fuga,” ha dichiarato il portavoce del ministero, colonnello Sani Usman. I sospetti terroristi sono stati fermati ad un posto di blocco nella cittadina di Gombe, nel nord-est del Paese, teatro negli ultimi giorni di attivita’ del gruppo islamista Boko Haram. Nell’ultima settimana, il numero delle vittime degli attentati suicidi ha superato le 250. Fonti militari hanno confermato che, con il Ramadan, gli atti terroristici sono diventati piu’ violenti e frequenti e si stanno sempre piu’ spostando verso est in direzione della capitale Abuja. Negli ultimi sei anni sono morte piu’ di 13 mila persone e un milione e mezzo gli sfollati a causa degli attentati del gruppo islamista Boko Haram. .

(AGI) – Roma, 9 lug. – Alessandro De Ponti e’ libero ed e’ in volo verso l’Italia dove dovrebbe arrivare in nottata. Lo si apprende dall’Iraq, dove era ricoverato all’ospedale di Erbil. L’attivista italiano filo-curdo, Alessandro De Ponti, era stato ferito giovedi’ scorso mentre si trovava nel Kurdistan iracheno, al confine tra Siria e Iraq. De Ponti, 23 anni, era stato trasferito in ospedale a Erbil. Originario di Treviglio, in provincia di Bergamo, De Ponti e’ noto per le sue simpatie per il popolo curdo. Lo scorso 25 aprile, con una decina di amici, manifesto’ contro il sindaco poco prima del discorso della Liberazione: lo accusava di avere autorizzato iniziative di Forza Nuova nei mesi precedenti. Subito dopo quei fatti era partito per un primo viaggio per la Turchia. Amici e conoscenti ne parlano come di “un ragazzo non sprovveduto che conosce molto bene la situazione geopolitica di quella zona”. In Kurdistan ci e’ andato come cooperante. Alessandro viene descritto come un “giovane riservato, di poche parole”. .

(AGI) – Roma, 9 lug. – Il fenomeno dell’esodo di massa di migranti e rifugiati politici nel sudest asiatico continua ad allertare le diverse organizzazioni umanitarie oltre che le stesse Nazioni Unite. Secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, circa 88 mila persone, la maggior parte bengalesi poveri o musulmani rohingya sfollati dal Myanmar, hanno cercato di attraversare il confine con Tailandia, Malesia o Indonesia nell’arco di 15 mesi. Tra questi, circa 63 mila tra gennaio e dicembre 2014 e altri 25 mila nel primo trimestre di quest’anno, durante il quale sono morte in mare anche circa 300 persone. Dal mese di ottobre 2014 – scrive l’agenzia Fides – 620 persone hanno perso la vita in traversate marittime pericolose non pianificate nel golfo del Bengala. Ad aggravare la gia’ drammatica situazione, la scoperta di reti di trafficanti che ha portato i governi della regione, in particolare quelli tailandese e malese, a scagliarsi contro gli arrivi irregolari, a prevenire il furto di barche e, a volte, a trainare di nuovo le imbarcazioni in alto mare, nonostante la presenza di persone disperate a bordo. Gli immigrati del Bangladesh fuggono la poverta’ e la disoccupazione dal loro Paese di quasi 157 milioni di abitanti, il 31% dei quali poveri. L’Ufficio Statistico del Bangladesh segnala che la disoccupazione colpisce il 4,53% della popolazione economicamente attiva, ne consegue che circa 7 milioni di persone non hanno lavoro.Tra il 60 e il 70% della popolazione bengalese, vive di agricoltura e la grande maggioranza ha difficolta’ di sopravvivenza. In un vano tentativo di eliminare il problema dalla radice, la Guardia di Frontiera del Bangladesh ha disposto piu’ punti di controllo per aumentare la vigilanza e ha proposto che il governo inasprisca le norme per la registrazione delle imbarcazioni. .