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(AGI) – Roma, 15 lug. – Dopo 9 anni di negoziati, innumerevoli rinvii e maratone notturne, i Paesi del 5+1 e l’Iran hanno raggiunto a Vienna un accordo definitivo sul programma nucleare della Repubblica islamica.

“Un momento storico” che apre un “nuovo capitolo delle relazioni internazionali”, ha esultato l’Alto rappresentante per la politica estera Ue, Federica Mogherini, presentando quello che “non e’ solo un accordo ma un buon accordo, per tutti” che “contribuira’ in modo positivo alla pace e sicurezza regionale e internazionale”.

L’intesa “non e’ perfetta, ma e’ quella che potevamo raggiungere”, le ha fatto eco il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, esprimendo grande soddisfazione per “un nuovo capitolo di speranza” che inizia.

Iran: da centrifughe a sanzioni, i punti dell’accordo (LEGGI)

Dopo la firma dell’accordo, l’Unione europea ha prolungato di 6 mesi, fino al 14 gennaio 2016, il congelamento delle sanzioni nei confronti dell’Iran. “Cio’ permettera’ all’Ue di adottare i necessari adempimenti e preparativi per l’implementazione” dell’accordo, ha annunciato il Consiglio europeo in un comunicato.

Festeggiamenti a Theran, “la nostra economia ripartira’

Furibonda la reazione israeliana all’intesa, con il premier Benjamin Netanyahu che ha denunciato “un brutto errore di proporzioni storiche”: “Israele non e’ legato a questo accordo con l’Iran. L’Iran continua a perseguire la nostra distruzione. Noi ci difenderemo”. E in serata c’e’ stata una telefonata tra Barack Obama e Netanyahu, durante la quale il presidente Usa ha ribadito l’impegno americano a garantire la sicurezza di Israele.

Obama ha assicurato al premier dello Stato ebraico che l’accordo con l’Iran “non diminuira’ le preoccupazioni degli Usa riguardo il sostegno dell’Iran al terrorismo e le minacce nei confronti di Israele“, ha riferito la Casa Bianca. Il presidente americano, subito dopo l’annuncio dell’accordo, si e’ affrettato a rassicurare l’opinione pubblica interna, ma anche gli alleati nella regione mediorientale, mettendo l’accento su un patto con l’Iran che “non si basa sulla fiducia ma sulla verifica”.

“L’Aiea avra’ accesso quando e dove e’ necessario”, ha spiegato l’inquilino della Casa Bianca, e se gli impegni non verranno rispettati, “tutte le sanzioni saranno rispristinate”.Ora la parola passa al Congresso americano, saldamente nelle mani dei repubblicani, ai quali il presidente ha gia’ mandato un messaggio molto chiaro, avvertendo che porra’ “il veto a qualsiasi legge che impedisca l’attuazione” dell’accordo.

Assicurazioni sono arrivate dal presidente iraniano, Hassan Rohani, che in un discorso in diretta tv, ha promesso che “se le potenze rispetteranno l’accordo, anche l’Iran vi si atterra’”. Si tratta, ha aggiunto, del frutto di “un negoziato che fa vincere tutti” e in cui l’Iran “non ha chiesto elemosine” ma solo una trattativa “equa e giusta”.

E questo ha portato a un accordo che permette al mondo di “tirare un sospiro di sollievo”, ha fatto sapere il presidente russo Vladimir Putin, mentre il ministro degli Esteri di Mosca, Sergei Lavrov, ha sottolineato che l’accordo rimuove gli ostacoli perche’ l’Iran possa far parte della coalizione internazionale contro l’Isis.

Soddisfazione dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi: “In una regione mediorientale da troppo tempo segnata da una pericolosa conflittualita’ e dalla recrudescenza del terrorismo, quest’intesa dimostra che la soluzione delle crisi con mezzi pacifici, attraverso il dialogo, e’ possibile. Lo dobbiamo innanzitutto alla capacita’ e alla perseveranza dei negoziatori, ai quali vanno le mie piu’ vive congratulazioni”.”L’accordo semina una nuova speranza per un processo di pacificazione regionale”, ha proseguito Renzi. “Sara’ impegno dell’Italia supportare attivamente e con ogni mezzo tale processo, e far si’ che da esso possano trarre beneficio tutti i Paesi della regione, nessuno escluso, con l’obiettivo di giungere a un Medio Oriente finalmente stabile, dove tutti i popoli che lo abitano possano vivere in pace e sicurezza”. “L’Europa, attraverso il suo Alto Rappresentante Federica Mogherini che ha brillantemente guidato i negoziati, ha dato oggi di se’ il volto migliore, la sua capacita’ di contribuire alla pace. E’ questa l’Europa che ci piace e alla quale l’Italia ha sempre dato e continuera’ a dare con rinnovato impegno e determinazione tutto il suo convinto sostegno”.

L’intesa potrebbe portare a “coinvolgere Teheran anche in altri teatri di crisi e nella lotta contro l’Isis”, ha sottolineato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, da Beirut, mentre il presidente francese Francois Hollande ha chiesto all’Iran di dare un segnale di buona volonta’ collaborando per mettere fine al conflitto siriano. (AGI)

(AGI) – Laurel (Stati Uniti), 15 lug. – La Nasa ha confermato il successo della missione di New Horizons, che martedi’ ha “sfiorato” Plutone ai confini del sistema solare. Alle 2,55 del mattino ora italiana la sonda e’ riuscita a contattare la Terra da ben cinque miliardi di chilometri con un messaggio di conferma dell’avvenuto transito ad appena 12.400 chilometri dal pianeta nano, dove ha raccolto dati preziosissimi per conoscere meglio Plutone. C’era il timore che, nonostante la protezione dell’antenna scudo, la sonda potesse essere danneggiata nel suo transito in una zona piena di corpi rocciosi e per questo il messaggio captato dall’antenna Deep Space Network della Nasa, vicino a Madrid, e’ stato accolto con sollievo dagli scienziati. New Horizons e’ in viaggio da nove anni in una delle missioni spaziali piu’ ambiziose di tutti i tempi. .

(AGI/AFP) – Washington, 15 lug. – Non e’ una presa di distanza da Barack Obama ma quanto meno Hillary Clinton prova a rassicurare non solo i suoi elettori di centro, che non si fidano di Teheran quasi come un elettore repubblicano, ma anche gli alleati come Israele e i sauditi, ostili all’intesa sul nucleare iraniano, che con lei alla Casa Bianca Teheran non avra’ mai la bomba atomica. “Come presidente ricorrero’ ad ogni mezzo a disposizione nel nostro arsenale per costringer l’Iran a rispettare rigorosamente” l’accordo, ha detto l’ex segretario di Stato di Obama (2009-2013), aggiugendo poi: “Il messaggio all’Iran deve giungere forte e chiaro: non vi permetteremo mai di ottenere una bomba atomica, mai”. Clinton ha chiarito di “sostenere l’intesa…che attraverso una vigorosa applicazione, un’intransigente verifica (dei termini) e con l’immediata adozione di risposte in caso di violazioni, rendera’ piu’ sicuri gli Usa, Israele ed i nostri partner arabi”. Prudentemente aggiunge che sta “ancora studiando i dettagli” dell’accordo chiarendo che la sua firma e’ solo un primo passo mentre “il suo effettivo rispetto” e’ vitale”. (AGI) .

(AGI) – Washington, 15 lug. – Consapevole che la firma dell’accordo di Vienna sul programma nucleare iraniano e’ stata solo una parte dell’Impresa (anche considerando i 9 anni che ci sono voluti) Barack Obama si trova ora a dover affrontarne le conseguenze immediate. Per tranquillizzare gli americani e smontare le manovre dei repubblicani pronti al soffiare sul fuoco dell’ avere reso “piu debole gli Usa”, il presidente terra’ alle 13 (le 19 in Italia) una conferenza stampa alla Casa Bianca. Per rassicurare, invece, i tradizionali alleati degli americani, piu’ che ostili all’accordo, Obama inviera’ il ministro della Difesa, Ashton Carter, la prossima settimana in Medio Oriente. La sua missione sara’ calmare i partner regionali, Israele e Arabia Saudita, in primis. Il messaggio per loro e per le altre petromonarchie sunnite del Golfo e’ che l’accordo con il loro nemico sciita non minera’ in alcun modo l’impegno dell’America per la loro sicurezza. (AGI) .

(AGI) – Londra, 15 lug. – David Cameron e’ avvertito: non toccare la Bbc. Questo il messaggio o avvertimento inviato in una lettera aperta al primo ministro britannico dal suo agente segreto piu’ noto, 007, Daniel Craig e consorte, l’affascinante quanto brava attrice Rachel Weisz, il suo capo ‘M’, Dame Judy Dench e volti icona del servizio pubblico britannico, come Sir David Attenboruogh, il Piero Angela di Sua Maesta’, la mamma di Harry Potter, la scrittrice J. K. Rowling e l’attore Stephen Fry. In tutto sono un ventina i volti noti britannici che hanno ricordato a Cameron che “l’indebolimento della Bbc si tradurrebbe semplicemente in un una Gran Bretagna piu’ debole (o, ancora meglio e piu’ incisivo per un Tory, meno britannica ‘tout court’). A scatenare l’alzata di scudi in difesa della Bbc e’ stata la vera e propria dichiarazione di guerra fatta da Cameron durante la campagna elettorale, in cui molti conservatori si lamentarono dell’eccessiva simpatia a sinistra dei giornalisti del servizio pubblico. “Dopo il voto le stacchero’ la spina”, riporto’ il notista politico (della Bbc) Nick Robinson, al seguito di Cameron durante le elezioni. Prima del 7 maggio (giorno del voto, stravinto dai conservatori) c’era solo questa indiscrezione giornalistica, benche’ autorevole vista la credibilita’ del reporter. Ora, a vittoria assicurata, Downing Street sta procedendo, con un ‘crescendo’ impetuoso, alle vie di fatto. Prima e’ stato annunciata l’eliminazione del Board della Bbc (il Consiglio di Amministrazione, come se alla Rai fosse abbattuto il ‘settimo piano’ di Viale Mazzini). Le competenze di supervisione, controllo e indirizzo della Bbc per il governo dovrebbero passare ad un’entita’ esterna. La prescelta e’ l’authority Ofcom, l’equivalente dell’italiana Agcom. Poi e’ stata fatta filtrare la notizia che per risparmiare 150 milioni di sterline (somma che, seppur solo nominalmente visto il cambio, coincide con i 150 milioni di risparmi chiesti lo scorso anno alla Rai da Matteo Renzi) di 1.000 dei 18.974 dipendenti, iniziando per una volta dai dirigenti. Non solo. Il terzo canale, quello indirizzato ad una audience giovanile, poco propensa a votare Tory, andra’ ‘in onda’ non piu’ via etere ma sara’ visibile solo online. Poi il cancelliere dello Scacchiere (ministro delel Finanze), George Osborne, compagno di studi ad Oxford e sodale di Cameron, ha annunciato che la Bbc dovra’ farsi carico di 650 milioni di sterline del canone tv (145,5 sterline annue) per gli ultra settantacinquenni, abbonamento che finora pagava il ministero del Lavoro . Il tutto mentre e’ in corso una revisione completa della cosiddetta “Charter”, l’equivalente del “contratto di servizio” Rai, che regole l’attivita’ della Bbc. Questa serie di misure, per ora annunciate, ha spinto l’intellighenzia britannica simpatizzante con la Bbc a schierarsi e ad avvertire Cameron che continueranno a dire la loro. Questo fino a quando il primo ministro non avra’ capito che la Bbc, per cui molto di loro lavorano, “e’ un’istituzione preziosa, che ha i suoi difetti ma e’ una immensa forza creativa che tende al bene” si legge nella lettera, che chiude ricordando come “la Bbc e’ amata e considerata affidabile dai britannici cosi’ come ci e’ invidiata del resto del mondo”. (AGI) .

(AGI) – Washingotn, 15 lug. – La situazione greca e’ molto peggiore di quanto previsto fino a solo due settimane fa. Secondo un rapporto riservato del Fondo Monetario Internazionale, ma conosciuto dai leader dell’Eurozona quando lunedi’ hanno concordato il terzo piano di salvataggio di Atene, i creditori Ue dovranno fare “molto di piu” di quanto finora previsto. Ossia dovranno accettare di rinunciare a parte dei fondi dati alla Grecia in questi anni – un nuovo haircut (taglio) del debito che Atene ha con i partner – o consentire al governo ellenico di non pagare nulla per almeno 30 anni. Questo perche’ ai livelli attuali il debito ellenico e’ ancora “insostenibile” del previsto. Non solo. Anche lo stesso piano di salvataggio (il terzo dal 2010) da 86 miliardi concordato tra mille polemiche lunedi per stabilizzare la situazione e’ del tutto insufficiente. Lo stesso piano che in Grecia ha spaccato il partito Syriza del premier e che rischia di non passare. Per l’Fmi sta ora ai membri dell’Eurozona decidere quale opzione scegliere tra quelle possibili. Questo perche’ le nuove proiezioni contenute nel rapporto riservato dell’Fmi, fatto filtrare ad orologeria stasera, stimano che il debito pubblico di Atene il prossimo anno sara’ pari al 200% del Pil contro il 177% finora stimato, in parte a causa della recessione che peggiorera’ nel 2015 dopo la timida ripresa registrata a fine dello scorso anno. Non solo. Fino al 2022 il debito greco restera’ intorno al 177% contro il 142% stimato: “Il drammatico deterioramento della sostenibilita’ del debito rende necessario un alleggerimento del debito su una scala che va molto oltre quanto e’ stato finora previsto”, si legge nel nuovo studio. L’analisi fatta filtrare dall’Fmi e’ in sintesi sia un assist al suo azionista di maggioranza, gli Usa (da domani il ministro del Tesoro Jaxck Lew sara’ in Europa e vedra’ tra gli altri il presidente della Bcr, Mario Draghi) che da settimane chiedono un taglio del debito greco, che alla Germania e alla nettissima maggioranza dei partner dell’Eurozona che non volevano salvare Atene (come ha raccontato lo stesso Tsipras, solo Francia Italia e Cipro hanno difeso la Grecia) e da ultimo, un’allarme per i creditori Ue di Atene. Il Fondo, proprio le sue regole costitutive, non potra’ continuare a sostenere in alcun modo la Grecia, sia perche’ e’ al momento “in arrettrato” (arrears) di 2 miliardi di dollari di prestiti non rimborsati, sia perche’ non puo’ prestare soldi ad un Paese il cui debito sia “insostenibile”. (AGI) .

(AGI) – Rabat, 14 lug. – Quattro giovani sono stati condannati in Marocco a 4 mesi di carcere, con sospensione della pena, per aver bevuto un succo di frutta in pubblico durante il Ramadan. “Un verdetto coraggioso, anche se avremmo preferito che fossero assolti”, ha commentato Omar Arbib dell’Associazione marocchina per i diritti umani. La pena e’ stata infatti lieve, rispetto al codice che prevede fino a 6 mesi di carcere per chi commette il reato di mangiare, bere, fumare, o avere rapporti sessuali durante le ore del giorno, nel mese sacro dei musulmani. .

(AGI) – Godavari (India), 14 lug. – E’ finita in tragedia la prima giornata del Kumbh Mela, uno dei piu’ grandi pellegrinaggi della religione indu’. Almeno 27 pellegrini sono morti nel sud dell’India, nella calca verso il fiume sacro di Godavari, al confine tra gli Stati dell’Andhra Pradesh e di Telangana. Il pellegrinaggio e’ partito da Nashik alla presenza delle autorita’ locali, mentre il ministro dell’Interno, Rajnath Singh, ha inaugurato i riti a Trimbakeshwar. Entrambe le localita’ si trovano sulle sponde del fiume sacro. Da oggi fino al 25 settembre, quando si concludera’ il raduno, e’ previsto l’arrivo di circa 10 milioni di pellegrini. Il Kumbh Mela e’ un pellegrinaggio indu’ che avviene ogni tre anni a rotazione in quattro localita’ diverse: Allahabad (Prayag), Haridwar, Ujjain e Nashik. Ogni 12 anni, al termine di un ciclo completo, ad Allahabad ha luogo il Maha Kumbh Mela (il “grande” Kumbh Mela) che, attirando decine di milioni di persone, e’ considerato il piu’ grande raduno di massa al mondo. Ciascun pellegrinaggio dura un mese e mezzo e il momento piu’ importante e’ l’abluzione rituale nel fiume sacro: il Sangam ad Allahabad, il Gange ad Haridwar, lo Shipra a Ujjain e il Godavari a Nashik. All’ultimo Maha Kumbh Mela, avvenuto nel 2013, piu’ di 100 milioni di pellegrini vi hanno partecipato. Data l’alta affluenza a questi eventi, le autorita’ hanno aumentato le misure di sicurezza. In particolare, l’obiettivo e’ di evitare incidenti legati al gran numero di persone, che in passato – piu’ volte – ha causato decine di morti. Contattato da AsiaNews Sajan George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), dichiara: “Simili mega eventi religiosi sono i benvenuti nell’India secolare. Tuttavia, le credenziali laiche vengono distorte a seconda di chi organizza tali raduni. Per questo Kumbh Mela il governo ha investito migliaia di rupie per installare 700 telecamere a circuito chiuso, e predisposto tutto per l’accoglienza dei pellegrini, anche stranieri”. “Al contrario”, ha notato, “molto spesso in occasione di raduni cristiani, gli organizzatori ricevono sanzioni amministrative, e i visti per i partecipanti stranieri vengono negati per timore di ‘proselitismo’. In aggiunta, simili mega festival indu’ possono essere l’occasione per diffondere molta retorica anticristiana, con attacchi al vetriolo all’apostolato dei missionari cristiani. La politicizzazione della religione e l’intolleranza all’interno delle comunita’ sono spesso conseguenze di questi raduni”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 14 lug. – Dopo 9 anni di negoziati, innumerevoli rinvii e maratone notturne, i Paesi del 5+1 e l’Iran hanno raggiunto a Vienna un accordo definitivo sul programma nucleare della Repubblica islamica. “Un momento storico” che apre un “nuovo capitolo delle relazioni internazionali”, ha esultato l’Alto rappresentante per la politica estera Ue, Federica Mogherini, presentando quello che “non e’ solo un accordo ma un buon accordo, per tutti” che “contribuira’ in modo positivo alla pace e sicurezza regionale e internazionale”. L’intesa “non e’ perfetta, ma e’ quella che potevamo raggiungere”, le ha fatto eco il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, esprimendo grande soddisfazione per “un nuovo capitolo di speranza” che inizia. Dopo la firma dell’accordo, l’Unione europea ha prolungato di 6 mesi, fino al 14 gennaio 2016, il congelamento delle sanzioni nei confronti dell’Iran. “Cio’ permettera’ all’Ue di adottare i necessari adempimenti e preparativi per l’implementazione” dell’accordo, ha annunciato il Consiglio europeo in un comunicato. Furibonda la reazione israeliana all’intesa, con il premier Benjamin Netanyahu che ha denunciato “un brutto errore di proporzioni storiche”: “Israele non e’ legato a questo accordo con l’Iran. L’Iran continua a perseguire la nostra distruzione. Noi ci difenderemo”. E in serata c’e’ stata una telefonata tra Barack Obama e Netanyahu, durante la quale il presidente Usa ha ribadito l’impegno americano a garantire la sicurezza di Israele. Obama ha assicurato al premier dello Stato ebraico che l’accordo con l’Iran “non diminuira’ le preoccupazioni degli Usa riguardo il sostegno dell’Iran al terrorismo e le minacce nei confronti di Israele”, ha riferito la Casa Bianca. Il presidente americano, subito dopo l’annuncio dell’accordo, si e’ affrettato a rassicurare l’opinione pubblica interna, ma anche gli alleati nella regione mediorientale, mettendo l’accento su un patto con l’Iran che “non si basa sulla fiducia ma sulla verifica”. “L’Aiea avra’ accesso quando e dove e’ necessario”, ha spiegato l’inquilino della Casa Bianca, e se gli impegni non verranno rispettati, “tutte le sanzioni saranno rispristinate”. Ora la parola passa al Congresso americano, saldamente nelle mani dei repubblicani, ai quali il presidente ha gia’ mandato un messaggio molto chiaro, avvertendo che porra’ “il veto a qualsiasi legge che impedisca l’attuazione” dell’accordo. Assicurazioni sono arrivate dal presidente iraniano, Hassan Rohani, che in un discorso in diretta tv, ha promesso che “se le potenze rispetteranno l’accordo, anche l’Iran vi si atterra’”. Si tratta, ha aggiunto, del frutto di “un negoziato che fa vincere tutti” e in cui l’Iran “non ha chiesto elemosine” ma solo una trattativa “equa e giusta”. E questo ha portato a un accordo che permette al mondo di “tirare un sospiro di sollievo”, ha fatto sapere il presidente russo Vladimir Putin, mentre il ministro degli Esteri di Mosca, Sergei Lavrov, ha sottolineato che l’accordo rimuove gli ostacoli perche’ l’Iran possa far parte della coalizione internazionale contro l’Isis. Soddisfazione dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi: “In una regione mediorientale da troppo tempo segnata da una pericolosa conflittualita’ e dalla recrudescenza del terrorismo, quest’intesa dimostra che la soluzione delle crisi con mezzi pacifici, attraverso il dialogo, e’ possibile. Lo dobbiamo innanzitutto alla capacita’ e alla perseveranza dei negoziatori, ai quali vanno le mie piu’ vive congratulazioni”. “L’accordo semina una nuova speranza per un processo di pacificazione regionale”, ha proseguito Renzi. “Sara’ impegno dell’Italia supportare attivamente e con ogni mezzo tale processo, e far si’ che da esso possano trarre beneficio tutti i Paesi della regione, nessuno escluso, con l’obiettivo di giungere a un Medio Oriente finalmente stabile, dove tutti i popoli che lo abitano possano vivere in pace e sicurezza”. “L’Europa, attraverso il suo Alto Rappresentante Federica Mogherini che ha brillantemente guidato i negoziati, ha dato oggi di se’ il volto migliore, la sua capacita’ di contribuire alla pace. E’ questa l’Europa che ci piace e alla quale l’Italia ha sempre dato e continuera’ a dare con rinnovato impegno e determinazione tutto il suo convinto sostegno”. L’intesa potrebbe portare a “coinvolgere Teheran anche in altri teatri di crisi e nella lotta contro l’Isis”, ha sottolineato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, da Beirut, mentre il presidente francese Francois Hollande ha chiesto all’Iran di dare un segnale di buona volonta’ collaborando per mettere fine al conflitto siriano. .

(AGI) – Teheran, 14 lug. – Festeggiamenti nelle strade di Teheran per lo storico accordo di Vienna sul nucleare tra la Repubblica islamica e i Paesi del 5+1. Appena concluso il digiuno per il Ramadan, centinaia di persone si sono riversate in auto sulla strada principale della capitale iraniana, suonando il clacson in segno di festa. “Siamo felici”, ha spiegato Giti, una donna di 42 anni, “l’economia forse cambiera’, specialmente per i giovani, stavo pensando di andare via, ma ora rimarro’ qui per vedere cosa accadra’”, ha commentato. I festeggiamenti proseguiranno tutta la notte e moltissimi giovani stanno marciando verso il centro della citta’, per celebrare un accordo che segnera’ la fine delle sanzioni internazionali nel confronti della Repubblica islamica e permettera’ al Paese di riprendere le relazioni commerciali. Secondo i patti siglati a Vienna, in cambio della certezza che il programma nucleare di Teheran sia limitato alla produzione di energia e non alla costruzione di armi atomiche, saranno revocate progressivamente tutte le sanzioni economiche che hanno messo in ginocchio l’economia del Paese. (AGI) .