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(AGI) – Roma, 3 lug. – Da anni, ma ancora piu’ concretamente negli ultimi 6 mesi, la Grecia e’ sull’orlo del fallimento. Martedi’ non ha onorato il debito di 1,55 miliardi di dollari che ha con l’Fmi. Il primo di una possibile lunga serie se non sara’ nuovamente salvata dalla tanto detestata – dal governo di Atene – troika Bce-Ue-Fmi. Pero’ Atene non rinuncia a fare sfoggio – molto costoso – di capacita’ militari mentre la gente fa la fila ai bancomat per sperare di ritirare massimo 60 euro al giorno e le banche sono ancora chiuse. Dal 15 al 20 luglio la sua pattuglia acrobatica (le loro Freccie Tricolori) chiamata Demo Team “Zeus”, composta da due soli velivoli, gli statunitensi F-16, saranno a Fairford in Gran Bretagna per partecipare allo show aereo piu’ grande d’Europa, il Royal International Air Tatto (Riat). Ad accompagnare i due piloti tutto il personale di supporto: almeno altri 7 ufficiali e 4 sottufficiali. Si tratta di un evento prestigioso e noto agli addetti al settore ma a cui cui per comprensibili problemi economici molti team hanno dato forfait. Partecipano, oltre ai greci, solo i padroni di casa delle Red Arrows ed i cugini d’Oltremanica, i francesi della Patrouille de France. I nostri 10 piloti delle Freccie, la pattuglia acrobatico con il piu’ alto numero di velivoli al mondo, non ci saranno. Cosi’ come gli americani e gli spagnoli, per citarne alcuni, quasi sempre al Riat. E’ quanto emerge dal programma della manifestazione e da quanto appare dal sito web del Demo Team “Zeus” che conferma la presenza e l’esibizione in volo dei due F-16. I due aerei, si legge volteggiano eseguendo manovre in cui dimostrano tutta la loro abilita’ “per circa 12 minuti, con velocita’ masima di 0,94 Mach (1 Mach e’ la velocita’ del suono) passando rapidamente dai 100 metri di quota a 5 km”. (AGI) .

(AGI) – Washington, 3 lug. – Un sisma di magnitudo provvisoria 6,1 ha colpito la regione occidentale e desertica cinese dello Xinjang, al confine con Tajikistan e Pakistan. Secondo quanto riferisce l’Istituto Geologico Usa (Usgs) la scossa si e’ verificata alle 9,07 locali (le 3,07 in Italia) a 95 km dalla citta’ di Yiliki. Molto basso l’ipocentro, il punto sottoterra in cui si verifica materialmente il sisma: solo 10 km. Piu’ basso e’ l’ipocentro maggiori sono gli effetti in superficie. (AGI) .

(AGI) – Oaxaca (Messico), 3 lug. – I giornalisti continua a morire in Messico. Le ultime due vittime sono Filadelfo Sanchez Sarmiento, ucciso a colpi d’arma da fuoco da due killer mentre lasciava la sua stazione radio nel sud del Paese a Miahuatlan nello Stato di Oaxaca. Si tratta del terzo reporter ucciso in questa regione da aprile. La seconda vittima, il blogger Juan Mendoza Delgado, e’ stato assassinato nello Stato orientale di Veracruz ma sono ancora stati diffusi i particolari della sua uccisione. Delgado e’ il 13esimo giornalista ucciso dal 2010 nello Stato di Veracruz. In totale, da quando i cartelli dei narcotrafficanti hanno di fatto assunto il controllo di vaste zone del Messico, oltre 80 tra reporter e tecnici sono stati uccisi in 10 anni e 17 sono scomparsi nel nulla. E’ quanto denuncia Reporters Without Borders. (AGI) .

(AGI) – Londra, 3 lug. – Ostentando l’abituale ottimismo manifestato in questi disastrosi mesi per la Grecia, il ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, ha raccontato alla Bbc che ci sono “il 100% di chance” che Atene raggiungera’ un accordo con i suoi creditori dopo il referendum di domenica prossima 5 luglio, Non solo. Questa intesa, per il ministro ellenico, ci sara’ a prescidere dall’esito del voto: “Un accordo ci sara’ se vinceranno i si’ o i no”. L’unica differenza per Varoufakis e che se vinceranno i si’ (e lui davvero si dimettera’ come promesso) “ci sara’ un cattivo accordo…se vinceranno i no avremo un altro accordo che sara’ sostenibili sulla base della nostra proposta degli ultimi giorni”, quella gia’ bocciata dall’Eurogruppo. (AGI) .

(AGI) – Roma, 2 lug. – Sono almeno 15 persone, di cui nove bambini i morti a causa di una epidemia di colera che sta colpito lo stato di Planteau, nel centro della Nigeria. Fonti sanitarie locali – scrive l’agenzia Misna – confermano che la causa principale e’ l’inquinamento dell’acqua. La maggior parte delle morti e dei colpiti dal colera si incontrano nei villaggi di Kantam e Filam, nel nord dello Stato di Planteau. Joseph Wuyep, un residente di Kantam, ha detto che l’ epidemia era scoppiata la scorsa settimana. Ma che le autorita’ sanitarie locali hanno ritardo nell’ intervenire. “Il problema e’ l’acqua. Beviamo acqua inquinata. Abbiamo chiesto al governo di aiutarci. Ma sino ad ora non abbiamo ricevuto risposta”. Le epidemie di colera sono molto comuni in molte parti della Nigeria, dove acqua potabile e’ difficile da trovare e molti residenti utilizzano acqua dei fiumi molto spesso inquinata dagli animali. Nello stesso tempo gli esperti dicono che la poverta’ e la scarsa igiene sono le cause piu’ importanti di focolai continui di colera. Gia’ lo scorso anno furono decine le persone che morirono in una serie di attacchi di colera in molte parti del nord del Paese. (AGI) .

(AGI) – Roma, 2 lug. – Il governo greco ha pubblicato il testo del referendum che sara’ presentato ai cittadini il prossimo 5 luglio sulla proposta dei creditori internazionali per evitare il default e vedere avanzare il programma di aiuti. Il quesito e’ uno solo: “Deve essere accettata la proposta sottoposta da Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale all’Eurogruppo del 25 giugno 2015, composta da due parti che insieme costituiscono la loro proposta complessiva?. Il primo documento e’ intitolato ‘Riforme per il completamento dell’attuale programma ed oltre’ ed il secondo ‘Analisi preliminare per la sostenibilita’ del debito'”. Sulla scheda prima compare il ‘No’, quindi il ‘Si”. Il Governo continua a sostenere il ‘No’, nonostante le pressioni dell’opposizione e delle associazioni imprenditoriali che temono che il voto provochi un’uscita della Grecia dall’euro. (AGI) .

(AGI) – Beirut, 2 apr. – I jihadisti dell’Isis hanno distrutto la statua di un leone, del primo secolo a.C., che era collocata all’entrata del museo di Palmira, in Siria. Lo ha reso noto il direttore delle antichita’ e dei musei del Paese, Maamun Abdelkarim. “Per le sue dimensioni e il suo valore, e’ la statua piu’ importante distrutta finora dall’Isis in Siria”. Abdelkarim ha spiegato che la statua, che pesava 15 tonnellate ed era alta 3,5 metri, e’ stato distrutta una settimana fa ed era situata nel giardino del Museo di Palmira, vicino alle rovine grecoromane che hanno reso famosa la citta’ nei secoli. Nell’antichita’, il leone era situato nel tempio di Al Lat. Il reperto non aveva subito alcun danneggiamento durante gli oltre 4 anni di guerra in Siria perche’ le autorita’ lo avevano protetto con una placca di ferro e sacchi di arenA, il che lo aveva salvato dai jihadisti. Abdelkarim, che riceve le informazioni da testimoni sul terreno, ha segnalato che per il momento nulla indica che la parte archeologica di Palmira abbia subito danni; ma ha aggiunto che otto statue di uomini e donne, provenienti proprio dall’antica Palmira e che adornavano tombe a Manbech, una roccaforte dell’Isis nella provincia di Aleppo, sono state distrutte proprio oggi dai jihadisti. (AGI) .

(AGI) – Maiduguri, 2 lug. – Sono due i violenti attacchi di Boko Haram nel nord est della Nigeria per un totale di 145 vittime. Il prim attacco e’ avvenuto nel villaggio di Mussaram, a 8 chilometri dalla citta’ di Monguno dove 48 uomini sono stati presi dai ribelli e uccisi, secondo quanto raccontano testimoni. Un altro attacco si e’ registrato nel villaggio di Kukawa, vicino al lago Chad. Secondo quanto riportano testimoni una cinquantina di uomini hanno aperto il fuoco su dei fedeli riuniti in preghiera in una moschea del villaggio, in pieno Ramadam. Sono 97 i morti, tra cui donne e bambini. (AGI) .

(AGI) – Vienna, 2 lug. – I negoziati sul nucleare iraniano sono alla stretta finale, a Vienna, ma ancora non in dirittura d’arrivo. Il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, ha dunque lasciato la capitale austriaca annunciando che vi tornera’ domenica sera, nella speranza che siano stati fatti sufficienti passi in avanti per arrivare all’accordo finale. “Sono stati fatti alcuni progressi, ma non siamo ancora alla fine del negoziato”, ha detto al termine di una riunione, prima di ripartire alla volta di Parigi. “Ho deciso di tornare a Vienna domenica sera; e spero che allora saremo sul punto di arrivare a una soluzione definitiva che ci consenta di arrivare a un accordo robusto”. Arrivando a Vienna in mattinata, il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, aveva detto comunque di vedere “forti possibilita’” che l’Iran e le potenze del gruppo ‘5+1′ arrivino a un accordo, ma aveva auspicato “sforzi positivi” da parte di tutti. Dopo venti mesi di negoziati, l’Iran e le potenze del 5+1 (Gran Bretagna, Cina, Francia, Russia, Usa e Germania) si sono dati tempo fino al 7 luglio per tentare di arrivare a un accordo sul programma nucleare iraniano. L’obiettivo e’ dare concretezza all’accordo quadro raggiunto ad aprile. Oltre a Wang si trovano a Vienna il segretario di Stato americano, John Kerry, i ministri degli Esteri di Iran, Regno Unito, Germania e Francia (ma Fabius e’ rientrato a Parigi), insieme al capo della diplomazia dell’Unione Europea, Federica Mogherini. Intanto, Yukiya Amano, il direttore dell’Agenzia internazionale dell’Energia Atomica, Aiea, e’ a Teheran per incontrare le autorita’ iraniane. I colloqui puntano a limare le divergenze su uno dei punti del futuro accordo sul nucleare maggiormente contestati dalla repubblica islamica, ovvero l’ispezione dei siti e degli impianti utilizzati da Teheran per lo sviluppo del suo programma atomico, compresi quelli militari. Su pressioni della Guida suprema iraniana, ayatollah Ali Khamenei, lo stesso Parlamento ha votato nelle scorse settimane una legge che rimanda all’assemblea la decisione di consentire o meno la visita dei siti di interesse strategico, bloccando di fatto qualsiasi tentativo da parte dei negoziatori a Vienna di concedere aperture in questo senso. Amano nel pomeriggio ha incontrato il presidente Hassan Rohani. Al termine dei suoi incontri a Teheran, definiti “molto importanti” da Mogherini a Vienna, un alto responsabile iraniano ha riaffermato la volonta’ di arrivare a un accordo nucleare “giusto ed equilibrato” con le grandi potenze. L’ultima parola comunque sul dossier nucleare spetta alla Guida suprema. (AGI) .

(AGI) – Roma, 2 lug. – Il 2015 non passera’ certo alla storia come uno degli anni piu’ rosei della storia di Google, almeno a livello di immagine. Dopo il flop dei ‘Google Glass’, l’azienda di Mountain View e’ incorsa in una gaffe colossale a causa degli algoritmi di Google Photo, che a quanto sembra hanno qualche problemino nel distinguere le persone di etnia africana dai gorilla. Il caso e’ nato due giorni fa dalle lamentele di un utente, Jacky Alcine, che ha pubblicato su Twitter uno screenshot che mostra la bizzarra maniera nella quale Google Photo ha organizzato le sue fotografie per categorie: ‘grattacieli’, ‘aeroplani’, ‘auto’, ‘biciclette’ e fin qui tutto bene. Dopodiche’ appare una foto dell’utente, un nero, insieme a una sua amica, anch’essa nera, con sopra la scritta ‘gorilla’. “Google Photos, y’all fucked up. My friend’s not a gorilla” e’ il testo del tweet. Sono seguiti altri ‘cinguettii’ con i quali Alcine, di professione sviluppatore, dimostrava che, inserendo ‘gorilla’ nella funzione di ricerca della sua libreria, continuavano ad apparire foto di lui insieme alla sua amica. A due ore dal primo ‘tweet’ si e’ inserito nella conversazione Yonatan Zunger, ‘Chief Architect of Social’ di Mountain View, il cui team e’ poi riuscito a trovare una soluzione al problema in circa un’ora. La mattina dopo, purtroppo, ancora due foto di Alcine e della ragazza apparivano etichettate come gorilla. Zunger non ha quindi potuto far altro che eliminare ‘gorilla’ dalle etichette di Google Photo, in attesa di risolvere il problema in maniera permanente. L’azienda si e’ detta “sconcertata” e ha chiesto scusa all’utente, promettendo un’indagine approfondita sulle cause dell’errore. “C’e’ sicuramente ancora un sacco di lavoro da fare con l’etichettatura automatica delle immagini e stiamo cercando di capire come prevenire simili errori in futuro”, ha spiegato una portavoce. Secondo il ‘Wall Street Journal’, l’incidente sarebbe legato al cattivo funzionamento degli algoritmi di riconoscimento facciale di Google Photo. “Dobbiamo modificare in maniera significativa i sistemi di apprendimento delle macchine fornendo loro una maggiore contestualizzazione, affinche’ possano comprendere le sensibilita’ culturali importanti per gli umani”, commenta al Wall Street Journal il responsabile del settore scientifico di Sentient Technologies, Babk Hodjat, “gli umani sono molto sensibili e si concentrano su determinate differenze che sono culturalmente rilevanti per noi, le macchine non possono farlo”. .

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