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Il controverso miliardario Donald Trump continua a essere in testa nella corsa tra i repubblicani per la nomination alla Casa Bianca. Secondo l'ultimo sondaggio New York Times/Cbs, Trump è accreditato del 25% dei voti e stacca di quasi 10 punti il secondo classificato, il senatore del Texas Ted Cruz, dato al 16% (ha comunque quadriplicato il suo share rispetto a ottobre). Seguono l'ex chirurgo Ben Carson, sceso al 13% e il senatore della Florida Marco Rubio al 9%. Il sondaggio è stato effettuato tra il 4 e l'8 dicembre, prima quindi della contestatissima proposta di Trump di limitare Internet e impedire l'accesso negli Usa ai musulmani, che ha provocato accese reazioni in patria e all'estero. Se tra gli elettori repubblicani il 24% si dice eccitato e il 41% ottimista per il possibile approdo di Trump alla Casa Bianca, un terzo dei votanti il Grand Old Party esprime invece preoccupazione o paura per questa eventualità. 

11 dicembre

Per difendere le frontiere esterne dello spazio Schengen, l'Europa avrà presto una nuova "agenzia europea dei confini e delle guardie costiere" che amplierà e sostituirà l'attuale Frontex. La proposta sarà formalizzata martedi' prossimo dalla Commissione europea e i capi di Stato e di governo dei Ventotto potranno cominciare a discuterne già in occasione del vertice di giovedi' e venerdi' a Bruxelles. L'obiettivo, si legge nella bozza della proposta, un documento di oltre 100 pagine, è quello di arrivare a "una gestione piu' integrata delle frontiere esterne dell'Ue, fra l'altro dando all'agenzia piu' competenze nei settori della gestione dei confini e dei rimpatri rispetto a quelle attuali di Frontex". Secondo la proposta della Commissione, in caso di emergenza ai confini esterni di un Paese, l'intervento delle guardie che fanno capo alla nuova agenzia europea sarà possibile entro un tempo massimo di 3 giorni. Tali guardie saranno state messe a disposizione da parte dei Paesi, utilizzando una piccola parte (nel testo si parla di una percentuale compresa fra il 2 e il 3% a seconda dei Paesi) delle guardie di frontiera nazionali. Ma tali interventi, si legge nel testo, richiederanno il voto a favore dell'esponente del paese in questione nel consiglio direttivo: "Le decisioni sulle attività specifiche dell'agenzia da svolgere ai confini di un Paese membro o nelle sue immediate vicinanze dovranno essere approvate dal rappresentante dello stato nel consiglio direttivo dell'agenzia", è scritto. La proposta prevede inoltre che l'agenzia, che potrebbe essere operativa a partire dal 2017, debba assumere a regime 162 persone per la macchina amministrativa. (AGI) 

11 dicembre

Il premier francese, Manuel Valls, ha avvertito che il Front National rischia di portare "a una guerra civile". In vista dei ballottaggi di domenica per le elezioni regionali, Valls ha messo in guardia sui rischi di un'affermazione del partito di Marine Le Pen parlando a France Inter. "Ci sono due visioni del nostro Paese", ha osservato il premier francese, "c'e' la visione dell'estrema destra che, di fondo, promuove la divisione. Questa divisione puo' portare alla guerra civile". "E c'e' un'altra visione che e' quella della Repubblica dei valori ", ha aggiunto l'esponente socialista. (AGI)

11 dicembre

(AGI) – Pechino, 11 dic. – Slitta a domani all'ora di pranzo la chiusura della conferenza sui cambiamenti climatici di Parigi (Cop 21) prevista per questo pomeriggio, ma l'accordo appare molto vicino. Il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, presidente dei lavori, ha spiegato che domani mattina sottoporrà una nuova bozza ai rappresentanti dei 195 Paesi. "Ma l'atmosfera è buona, le cose sono positive e si sta andando nella giusta direzione", ha dichiarato il titolare del Quai d'Orsay. In serata Fabius aveva presentato una nuova bozza di 27 pagine, ma fonti vicine ai negoziati hanno riferito di "una notte molto difficile" con divergenze su come bilanciare le azioni tra Paesi ricchi e poveri e sugli obiettivi di lungo termine. I lavori a Le Bourget, alle porte di Parigi, si erano aperti il 29 novembre. Giovedì sera è emerso che nella nuova bozza di accordo i Paesi si impegnerebbero a "mantenere l'aumento medio della temperatura globale ben al di sotto di 2 gradi" puntando a un ulteriore taglio di mezzo grado. I Paesi si impegnerebbero anche a portare avanti gli sforzi per limitare l'aumento della temperatura a 1,5 gradi. Tra i nodi c'è quello della "finanza verde", per la quale i Paesi più ricchi si sono impegnati a versare 100 miliardi di dollari l'anno dal 2020 ma di cui devono ancora essere messi a punto i dettagli. Gli Usa vorrebbero un contributo rilevante della Cina che finora però ha frenato. è probabile che di questo si sia parlato nella telefonata tra i presidenti dei due massimi inquinatori mondiali, Cina e Stati Uniti. Xi Jinping ha chiesto a Barack Obama di "rafforzare il coordinamento con tutte le parti e di lavorare insieme" per arrivare a un accordo a Parigi, ha riferito la tv cinese.

Washington – Nuova mossa estremamente popolare tra gli elettori naturali di Donald Trump. Il candidato favorito tra i repubblicani nella corsa alla Casa Bianca ha annunciato che imporra' la pena di morte per chiunque uccida un agente di polizia: "La prima cosa che faro' non appena insediato alla Casa Bianca sara' emettere un ordine esecutivo (decreto presidenziale immediatamente efficace) che prevedera' la condanna a morte per chiunque causi la morte di un agente" ha detto Trump ad un evento in New Hampshire, secondo Stato delle primarie a febbraio (il 9) dopo l'Iowa (il primo), organizzato dalla New England Police Benevolent Association, dopo che il gruppo ha resto noto il suo appoggio a Trump. "Voglio che la polizia e le forze dell'ordine in questo Paese sappiano che non li deludero' ne' li abbandonero mai", ha detto Trump. (AGI) 

(11 dicembre 2015)

Londra – La Libia si conferma sempre di piu' ogni giorno che passa l'eventuale rifugio del 'piano B' di Isis in caso di caduta di Raqqa in Siria. Dalla loro roccaforte di Sirte le forze del 'Califfato' si sono spinte ad est verso Agedabia ma il vero colpo l'hanno messo a segno ieri conquistando il sito archeologico e la città di Sabrata a soli 70 chilometri ad ovest di Tripoli, e a 30 dal confine con la Tunisia. A bordo di 30 pick-up armati di mitragliatyrici pesanti e lancia granate Rpg i jihadisti hanno fatto irruzione nella città costiera dopo che tre dei loro uomini erano stati catturati mercoledi da una milizia rivale. Mai Isis si era spinta così ad ovest, sottolinea il Times, ad oltre 430 chilometri da Sirte. Sabrata è uno dei gioielli archeologici libici insieme alla piu' nota Leptis Magna. Sabrata, riportata alla luce nel 1920 dagli archeologi italiani diretti da Renato Bartoccini, è stata riconosciuta dall'Unesco dal 1982 patrimonio del'umanita. C'è il terrore che possa fare la fine di Palmira in Siria, che gli uomini di Abu Bakr al Baghdadi hanno in parte distrutto. Prima l'hanno conquistata a metà maggio, masssacrando una trentina di soldati di Bashar Assad per poi uccidere l'anziano archeologo 82enne, Khlaed Asaaad, che ne era il custode. Poi da fine agosto hanno iniziato una sistematica opera di distruzione facendo saltare in aria i templi e le vestigia piu' preziose. Sabrata fu fondata dai Fenici di Tiro nel V secolo a.C. e poi conquistata dai romani. Il monumento più noto è il teatro romano, praticamente intatto, realizzato tra il II ed il III secolo, con lo spettacolare muro di scena che ha ben tre piani di colonne di marmo sovrapposte. (AGI)

11 dicembre 2015

Ginevra – Sono sei gli individui ricercati per terrorismo dalla polizia svizzera nel cantone di Ginevra e di quattro di loro i media elvetici hanno diffuso una foto segnaletica. Ad allertare le autorita' svizzere e' stata la Cia che in una nota riservata li ha definiti seguaci dell'Isis "armati e pericolosi", anche se e' stato smentito un collegamento con gli attacchi a Parigi del 13 novembre. Nel documento si indicano inoltre la cita' svizzera, la canadese Toronto e Chicago come obiettivi di una non meglio specificata "minaccia attuale". Stando al quotidiano Le Matin, a scatenare l'allarme sarebbe stata un'auto con targa emessa in Belgio, Paese di origine di diversi tra gli autori degli attentati parigini, notata a un posto di blocco. A sua volta un altro giornale, 'La Tribune de Geneve', ha aggiunto che la vettura avrebbe lasciato la citta', dove e' stato innalzato il livello di allerta, e anche il Paese: la Francia, del resto, e' a pochi chilometri e i valichi di confine spesso sono incustoditi. Confermato per domani l'incontro tra una delegazione degli Stati Uniti e una della Russia per discutere del conflitto in Siria: non si terra' tuttavia al 'Palais des Nations', quartier generale delle Nazioni Unite in Europa, che nel frattempo e' stato evacuato per ragioni precauzionali e i cui ingressi sono controllati a vista da guardie insolitamente munite di mitragliette. Rafforzata la sicurezza anche nel resto della 'International Geneva', l'esclusivo quartiere dove hanno sede tra gli altri l'Unhrc e l'Unhcr, le agenzie Onu per i Diritti Umani e i Rifugiati, e poi l'Oms, l'Organizzazione Mondiale della Sanita', la Wto, quella del Commercio, e il Comitato Internazionale della Croce Rossa. Avviate ispezioni e perquisizioni sui natanti nel lago Lemano, raccomandata la massima prudenza alla locale comunita' ebraica. Rafforzata la sorveglianza anche all'aeroporto, di fatto un'enclave in territorio francese. La Procura ha frattanto annunciato l'apertura di un'inchiesta penale per imprecisati "atti delittuosi in preparazione". (AGI) 

Riad – L'opposizione siriana e' pronta a negoziare con il regime di Damasco ma chiede alcune gesti di "buona volonta'", tra i quali il rilascio di prigionieri e la fine degli assedi ad alcune citta' e villaggi nel paese. L'opposizione, si legge nella nota diramata al termine della Conferenza di Riad, si e' trovata unita sui principi in base ai quali cominciare un negoziato con Bashar Assad, chiamato a lasciare il potere all'inizio del periodo di transizione. A Riad e' stato nominato un "comitato supremo", a cui fara' riferimento una delegazione a eventuali negoziati di pace. "La composizione della squadra negoziale sara' precisata piu' tardi", ha detto Suhair Atassi, membro della Coalizione nazionale, principale gruppo di opposizione. "Esiste", ha spiegato ancora Atassi, "una visione unitaria per la definizione di un percorso". Lo Stato che si andra' a costruire, prosegue la nota, dovra' fondarsi su un "meccanismo democratico che attraverso il pluralismo rappresenti tutti i settori del popolo siriano". Esso includera' le donne e non discriminera' su basi religiose, di fazione ed etniche. (AGI)

Roma – L'Ue ha richiamato pesantemente l'Italia per la mancata identificazione dei migranti che sbarcano sulle coste.

La Commissione europea ha confermato di avere inviato all'Italia una lettera di messa in mora per la mancata applicazione del regolamento sulla registrazione dei migranti con la presa di impronte digitali (Eurodac). Si tratta del primo passaggio della procedura di infrazione. La Commissione ha ricordato di aver inviato lettere amministrative a Roma gia' a ottobre, per chiedere di garantire la corretta applicazione del regolamento Eurodac (le impronte digitali devono essere raccolte e trasmesse al sistema centrale entro 72 ore): "Dopo due mesi non si e' risposto in modo efficace alle preoccupazioni", di qui la decisione dell'esecutivo comunitario di estrarre il 'cartellino giallo'.

La lettera e' stata inviata anche a Grecia e Croazia, che pero' sembrano avere posizioni meno inefficienti. Secondo fonti Ue, fra il 20 luglio e la fine di novembre sono arrivati in Italia 65.050 migranti ma solo di 29.176 fra questi sono stati correttamente trasmessi i dati, e in particolare le impronte digitali, al sistema Eurodac.

Nello stesso periodo, in Grecia sono giunti 492.744 migranti ma i dati trasmessi al sistema comune europei sono quelli di 121.325 persone. Il premier, Matteo Renzi, ha contrattaccato lamentando che e' l'Ue a non fare abbastanza per questa emergenza: "Qualcosa si e' mosso ma l'Europa non sta facendo tutto quello che puo'. L'Italia non ha bisogno dell'Europa, e' l'Europa che non puo' tradire se stessa e i suoi ideali, e la sua dignita'. E non basta lavarsi la coscienza dando un po' di soldi a qualche Paese". Per il presidente del Consiglio, "non possiamo farci passare addosso, come se niente fosse, quello che avviene nel Mediterraneo. In Italia non ci lasciamo emozionare per un momento come fa qualche collega europeo che poi si dimentica. Noi facciamo in modo diverso da altri Paesi che strillano dopo la tragedia e poi si dimenticano. Noi vogliamo dare sepoltura e vorremmo soprattutto che non ne morissero piu'".

Eurostat ha fatto sapere che nel terzo trimestre del 2015 le domande di asilo nell'Ue sono state 413.815, quasi il doppio rispetto ai mesi precedenti quando le richieste erano state 213.200. Il boom riguarda in particolare i siriani (138.000) e gli iracheni (44.500), il cui numero di richiedenti asilo e' piu' che triplicato mentre per gli afghani si e' raddoppiato arrivando a quota 56.500. Piu' della meta' delle richieste sono state presentate a Germania e Ungheria, che con le 108.000 ricevute si attestano ciascuna al 26%, seguite dalla Svezia (42.500, pari al 10%), dall'Italia (28.400, 7%) e Austria (27.600, 7%).

Le polemiche non fermano gli sbarchi. Sono 179 i migranti giunti a Pozzallo dalla nave 'Corsi' della Guardia costiera: eritrei, somali e nigeriani. A Smirne, in Turchia, la procura ha chiesto la condanna a 35 anni di reclusione per gli scafisti sospettati di essere i responsabili del naufragio in cui perse la vita il piccolo Aylan Kurdi, il bimbo siriano trovato morto sulla spiaggia turca di Bodrum.(AGI) 

Parigi – A 24 ore della conclusione della Conferenza sui cambiamenti climatici di Parigi, "esistono ancora difficolta'", specie sotto il profilo "finanziario", per arrivare a un accordo conclusivo: e' l'avvertimento lanciato dal presidente francese, Francois Hollande, dopo aver "fatto il punto" sull'andamento dei negoziati con il ministro degli Esteri, Laurent Fabius, che presiede il vertice. "Ci sono ancora difficolta', ne siamo consapevoli, sui finanziamenti e sulla loro ripartizione", ha ammesso il presidente francese, ricevendo all'Eliseo un gruppo di personalita' religiose dedite alla tutela dell'ambiente. "Inoltre rimangono resistenze sulla contabilizzazione delle perdite e dei danni indotti dal clima. E poi", ha aggiunto, "c'e' pure il problema di evitare che gli impegni assunti siano troppo lontani nel futuro".

"In quest'ultima fase", ha sottolineato Hollande, "e' estremamente importante che si riesca a ricordare ai negoziatori per quale ragione sono qui. Non ci sono semplicemente in nome dei loro Paesi di origine ne' della storia del rispettivo continente, e non ci sono nemmeno per reclamare giustizia per alcuni o scadenze per altri. Sono qui per regolare la questione dell'avvenire del pianeta, ed e' una responsabilita' della quale non potranno sbarazzarsi". In giornata, alle 15, e' attesa la presentazione di una nuova bozza d'intesa finale, la "penultima" a detta di Fabius, prima di quella definitiva che, agenda alla mano, va adottata entro le 18 di domani. (AGI)

10 dicembre 2015

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