Newsletter
Ultime News
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

Un americano ha concluso la prima traversata dell'Antartico in solitario e senza assistenza, dopo aver percorso 1.600 chilometri in 54 giorni.

Colin O'Brady, un ex atleta professionista di 33 anni, è stato seguito con il GPS e dettagli della sua avventura sono stati pubblicati ogni giorno sul suo sito web .

Equipaggiato con sci da fondo, ha trainato la sua pulka, una specie di slitta che trasportava tutte le sue provviste e attrezzature, per un peso totale di 180 chili.

Nel 1996-1997, l'esploratore norvegese Borge Ousland era stato il primo a traversare l'Antartide da solo, ma aveva l'aiuto di un un parafoil (un aquilone simile a un parapendio). Altri avventurieri sono stati forniti lungo la strada, ma non tutti sono arrivati al traguardo.
Il tenente colonnello britannico Henry Worsley morì nel 2016 cercando di attraversare l'Antartide da solo e senza assistenza. Altri si sono dovuti arrendere e tornare indietro.

Il 3 novembre, anche Colin O'Brady e Louis Rudd, un soldato britannico di 49 anni, hanno tentato l'avventura. Sono partiti insieme dal campo di Union Glacier e poi hanno seguito strade diverse. L'inglese ha un tempo di gara migliore ma alla fine è l'americano che ha tagliato il traguardo per primo.

Passato dal Polo Sud il 12 dicembre, Colin O'Brady ha terminato il suo viaggio oggi sulla barriera di Ross sull'Oceano Pacifico. Louis Rudd è un giorno o due dietro di lui. Durante la colazione di Natale, O'Brady ha deciso di coprire gli ultimi 125 chilometri in una volta sola.

"Mentre facevo bollire l'acqua per il mio porridge, è sorta una domanda quasi impossibile", ha scritto su Instagram: "Posso fare tutta una tirata e farla tutta in una volta fino alla fine?. Mentre mi stavo allacciando gli scarponi, questo piano impossibile era diventato un obiettivo concreto". Trentadue ore e 30 minuti dopo, senza dormire, è arrivato a destinazione.

Il New York Times descrive la sua impresa come "una delle più straordinarie nella storia polare", rispetto alla "corsa per il Polo Sud" che oppose il norvegese Roald Amundsen al britannico Robert Falcon nel 1911.

Colin O 'Brady non è al suo primo record. Nel 2016, ha scalato le vette più alte dei sette continenti, tra cui l'Everest, in 132 giorni, diventando così il più veloce "scalatore dei sette vertici". 

Un nuovo termine è divenuto popolare tra i netizens cinesi "Naked marriage”- significa si sposano senza comprare la casa, la macchina, l’anello di diamanti, cioè un matrimonio senza niente.

La coppia nuova fa semplicemente così: scatta una foto insieme e va al comune a ritirare i certificati del matrimonio. Tutto qui.

La tradizione cinese vuole che la garanzia fondamentale per un matrimonio sia la casa e che le nozze non siano nemmeno immaginabili senza un tetto sulla testa. Ma alcuni anni fa, ricorda il China Daily, uscì un articolo, diventato virale, che parlava dei cosiddetti “schiavi della casa”. Descriveva la situazione reale dei giovani – specialmente la generazione nata negli anni '80 – costretti ad affrontare i prezzi impossibili del mercato immobiliare per potersi sposare e poi andare magari incontro alle disastrose conseguenze dell'impossibiltà di pagare le rate di un mutuo.

Il “naked marriage” viene così visto come una risposta all'aumento dei costi della vita nelle città di prima fascia (metropoli per esempio). Un'indagine mostra che il 43% degli intervistati è pronto ad accettare questio tipo il matrimonio. I più ben disposti sono gli uomini, con l'80%, ma la percentuale è alta anche tra le donne: 70% 

Evidentemente Elon Musk, l’imprenditore visionario che sta tentando, passo dopo passo, invenzione dopo invenzione, di rivoluzionare il mondo, ha pensato che le Tesla, le sue macchine elettriche, fossero troppo silenziose. Non ci sono altre spiegazioni plausibili per la sua scelta di inserire una bizzarra app nel sistema elettronico dei suoi mezzi che riprodurrebbe sette tipi diversi di scoregge ogni volta che si inserisce la freccia per svoltare. Esatto, proprio scoregge (fart, in inglese).

Musk, che ha annunciato la 'geniale idea' come fa spesso tramite il suo profilo Twitter, da anche al cliente la possibilità di scegliere tra sette variazioni sul tema, ognuna delle quali porta un nome ricollegabile a passaggi della sua vita; dal suo lanciafiamme (ovviamente) alla sua navicella SpaceX.

Cosa sia passato esattamente per la testa a Musk che, la sua storia non lascia dubbi, di trovate intelligenti ne può vantare parecchie, non è dato sapersi; ma la cosa è stata accolta con entusiasmo dal popolo dei social che, quando mette da parte la rabbia furiosa, riesce a prendere con una certa ironia qualsiasi cosa. Non poteva essere altrimenti, d’altra parte le app di simulazione di peti sono da sempre tra quelle più scaricate. Sarà curioso ora capire come reagiranno gli automobilisti; le scoregge di Musk dovranno confrontarsi con la strada, chissà, potrebbe anche risultare un metodo divertente per ricordarsi dell’esistenza delle frecce (nel video è spiegato al minuto 1.30). 

 

Miracolo nell'Indonesia colpita dal devastante tsunami: un bimbo di 5 anni, Ali, è stato salvato dopo essere rimasto per 12 ore nell'auto intrappolata sotto gli alberi caduti.

Come ha raccontato un poliziotto su Instagram, i soccorritori si sono avvicinati alle macerie e hanno cominciato a rimuovere rami e altri detriti dall'auto quando alla luce delle torce hanno visto la faccia del piccolo che piangeva disperato.

Sopravvissuto alla furia degli elementi, sporco di fango e terrorizzato, Ali è stato tirato fuori dall'auto mentre la folla attonita scattava foto. Non è chiaro, riferisce il Daily Mail, se insieme a lui nell'auto ci fosse qualche altro sopravvissuto. 

 
 
 

 
 
 
 
 

 
 

 
 
 

 
 

Un post condiviso da Reeza ❤ Middlianti (@reezaherasbudi) in data: Dic 22, 2018 at 7:15 PST

 

 

Uno tsunami innescato da un'eruzione vulcanica ha colpito le coste lungo lo Stretto della Sunda, nell'Indonesia occidentale, uccidendo almeno 168 persone e ferendone altre oltre 750.

L'eruzione del vulcano Anak Krakatau, che si trova nello stretto di Sunda tra Java e Sumatra ha causato una frana sottomarina, che a sua volta ha innescato uno tsunami.

Tra le vittime 92 sono state registrate a Pandeglang e 35 a Lampung meridionale, ha riferito l'agenzia nazionale per la riduzione delle calamità in Indonesia. Un portavoce dell'agenzia, Sutopo Purwo Nugroho, ha detto che il bilancio delle vittime dovrebbe aumentare, riferisce il sito Bno News

"Lo tsunami non è stato innescato da un terremoto", ha detto. "È possibile che sia stato innescato da una frana sottomarina a causa dell'eruzione del Monte Anak Krakatau. Allo stesso tempo c'era l'alta marea a causa della luna piena. Quindi c'era una combinazione di fenomeni naturali: tsunami e alta marea".

I residenti e le autorità sono stati colti alla sprovvista e lo stesso Nugroho aveva inizialmente negato che si fosse trattato di uno tsunami, parlando invece di una inondazione causata dall'alta marea. Più tardi si è scusato.

Lo tsunami si è abbattuto alle 21,30  mentre centinaia di persone partecipavano a un evento sulla spiaggia di Tanjung Lesung a Pandeglang. Molti dei partecipanti erano dipendenti della società di servizi pubblici statali PLN e funzionari del Ministero della gioventù e dello sport, con le loro famiglie.

La pop band indonesiana 'Seventeen' si stava esibendo quando lo tsunami ha colpito il palco, spingendo il palco verso il pubblico. PLN ha detto che almeno 14 persone sono state uccise a Tanjung Lesung, ma altre 89 sono ancora disperse.

In alcune delle zone più colpite, gli edifici vicino alla costa sono stati completamente distrutti dallo tsunami. La protezione civile locale ha dichiarato che almeno 430 abitazioni e 9 hotel sono stati gravemente danneggiati.

 

Negli Usa è di nuovo 'shutdown', parziale, con il blocco di un quarto delle attività federali per mancanza di fondi, scattato subito dopo la mezzanotte del 22 dicembre a Washington.

E' il terzo 'shutdown' nel 2018 ed è la prima volta da 40 anni che l'amministrazione Usa 'chiude i battenti' 3 volte in 12 mesi. I lavori di Camera e Senato sono stati aggiornati senza che sia stata trovata un'intesa sul bilancio del governo entro il termine fissato per le 24 di venerdì.

 "Speriamo che non duri a lungo", ha dichiarato il presidente Donald Trump in un video pubblicato su Twitter, accusando i democratici di non aver garantito i voti. Il nodo riguarda i 5 miliardi di dollari reclamati dal presidente nel bilancio per la costruzione del muro al confine con il Messico.

A mezzanotte sono venuti meno i finanziamenti per un quarto delle agenzie federali, comprese quelle che gestiscono la sicurezza interna, le forze dell'ordine, la raccolta delle tasse, i trasporti e i parchi nazionali che resteranno aperti durante le festività senza personale.

Gli altri dipartimenti, come il Pentagono, continueranno a funzionare regolarmente perché il loro bilancio è stato già approvato, spacchettando il provvedimento. Trump è rimasto alla Casa Bianca mentre la first lady Melania e il figlio minore Barron sono volati a Mar-a-Lago per le vacanze di Natale.

"Cancellato il mio viaggio sull'Air Force One per la Florida in attesa di vedere se i democratici ci aiuteranno a proteggere la frontiera meridionale d'America", aveva twittato Trump, postando una sua foto nello Studio Ovale, in posa mentre firma provvedimenti. 

I cittadini statunitensi si svegliano così con una pubblica amministrazione ridotta ai servizi essenziali, con 800mila dipendenti federali destinati a restare a casa senza stipendio.

Gli effetti del blocco

  • ​CASA BIANCA E CONGRESSO. Le strutture restano aperte, seppure con personale ridotto.
  • PENTAGONO. Il personale militare rimane in servizio, sebbene il versamento degli stipendi potrebbe subire ritardi. Buona parte del personale civile rischia però di essere mandato a casa.
  • SICUREZZA NAZIONALE. I servizi rimangono operativi, compresi il controllo alle frontiere e la sicurezza aeroportuale.
  • RICERCA MEDICA. Gli Istituti Nazionali di Sanità non potranno curare nuovi pazienti o effettuare test clinici.
  • MUSEI E PARCHI NAZIONALI. Serrata totale, Statua della Libertà compresa.
  • NASA. Le operazioni che riguardano la Stazione Spaziale Internazionale proseguiranno, ma alla maggior parte dei 18mila dipendenti è stato ordinato di restare a casa. Senza stipendio.
  • AGENZIA PER LA PROTEZIONE DELL'AMBIENTE. In Usa non c'è teoricamente nessuno che stia monitorando la qualità dell'aria e dell'acqua o garantendo il rispetto delle norme sull'inquinamento da idrocarburi.
  • POSTE. Il servizio postale resta attivo, godendo di fonti di finanziamento indipendenti.
  • SICUREZZA SOCIALE. Gli uffici sono chiusi ma i programmi di assistenza restano attivi, sebbene non a pieno regime. Restano aperti gli ospedali per veterani.
  • WASHINGTON. Il Congresso ha giurisdizione esclusiva sulla capitale. Per evitare gli episodi imbarazzanti che caratterizzarono lo scorso 'shutdown', come l'interruzione della raccolta di rifiuti, il sindaco Vincent Grey continuerà a mantenere al lavoro tutti i dipendenti pagandoli con fondi di emergenza. 

 

Nessun risarcimento per i passeggeri rimasti a terra per colpa dei droni in volo sull'aeroporto di Gatwick. Il secondo scalo di Londra è rimasto chiuso per oltre una giornata per la presenza di droni nella zona di atterraggio e solo nella mattina di venerdì è stato riaperto e la pista di atterraggio e decollo è stata resa disponibile.

Più di 120 mila le persone sono rimaste intrappolate nella bizzarra situazione mentre i droni venivano avvistati una cinquantina di volte. Per i malcapitati al danno si aggiunge la beffa: l'Autorità per l'aviazione civile ha informato che le compagnie aeree non sono obbligate a pagare una compensazione a coloro che sono stati colpiti da ritardi e annullamenti perché si tratta di "una circostanza straordinaria". 

Alcuni voli sono in partenza e in arrivo, ma rimane ancora l'allerta tanto che l'aeroporto consiglia ai passeggeri di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree prima di partire, anche perché sono prevedibili numerosi ritardi e cancellazioni. Si prevedono circa 700 decolli, ma tutto comunque dipende dall'eventuale riapparizione dei droni. E ancora rimane un mistero chi fosse l'operatore da remoto dell'apparecchio.

"La pista di Gatwick è attualmente utilizzabile ed è previsto il decollo e l'atterraggio di un numero limitato di voli", hanno fatto sapere le autorità aeroportuali.

L'aeroporto era stato chiuso mercoledì sera, intorno alle 22, dopo che erano stati avvistati due droni sopra la pista di atterraggio. Lo scalo ha riaperto brevemente durante la notte ma poi giovedì è rimasto chiuso per l'intera giornata, mentre i droni continuavano a riapparire, in una sorta di caccia del gatto al topo. 

Ad aiutare la polizia, che ha comunque parlato di "atto deliberato" per seminare il caos, è stata chiamato addirittura l'esercito; e la polizia ha anche valutato di abbattere il o i droni. Ora droni non se ne vedono più da giovedì sera. Ma è ancora buio pesto su chi fosse l'operatore remoto che gestiva l'apparecchio (o gli apparecchi). Secondo il Telegraph si è trattato di "guerriglieri ecologisti". Chiunque sia rischia fino a cinque anni di carcere: la legge che regola l'uso dei droni è stata rafforzata proprio quest'anno nel Regno Unito e ne ha vietato l'uso entro un chilometro da un aeroporto e ad altitudini superiori ai 122 metri.

Tre mesi sono troppi: si comincia subito. Dal primo gennaio 2019, la Francia imporrà una tassa nazionale sui cosiddetti Gafa: Google, Amazon, Facebook e Apple. È la conferma che i negoziati per imporre una norma comunitaria vanno dritti verso il naufragio. All'inizio di dicembre, il ministro dell'Economia transalpino Bruno Le Maire aveva fissato un ultimatum: “Do tempo fino a marzo”, aveva affermato a France 2. Meno di dieci giorni dopo, ecco l'accelerazione: la digital tax sarà in vigore subito su scala nazionale.

Come funziona la digital tax

Il governo francese stima un introito che, per il solo 2019, si aggirerebbe attorno ai 500 milioni di euro. Dovrebbero essere ottenuti con un prelievo del 3% sugli incassi delle multinazionali digitali. La proposta europea iniziale prevedeva che la tassa fosse applicata a società con oltre 750 milioni di euro di fatturato, almeno 50 dei quali prodotti in Europa. La formula francese potrebbe essere simile. Il progetto di una digital tax continentale è discusso da mesi e avrebbe dovuto trovare un punto di equilibrio nell'ultimo Ecofin del 4 dicembre. Che invece si è concluso con un nulla di fatto. L'approvazione di una tassa europea prevede l'unanimità di 28 Stati membri. Il fronte è, invece, frammentato.

Gli schieramenti in Ue

La Francia si era, sin dall'inizio, imposta come alfiere della digital tax. Assieme alla Germania aveva anche proposto un compromesso: il 3% da applicare solo sulle vendite pubblicitarie e non sull'intero fatturato. Le Maire lo aveva definito “un primo passo nella giusta direzione”. Ma non è bastato per convincere i critici. La Germania si è sempre detta favorevole, anche avrebbe preferito attendere una legge ancora più ampia, non limitata all'Europa ma estesa a tutti i Paesi dell'Ocse.

Di fronte allo stallo, però, si era associato al compromesso francese, ritenuto una soluzione ponte in attesa dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Che però non arriveranno prima di un rapporto sul tema la cui pubblicazione è attesa nel 2020. Anche Austria, Spagna e Italia sono favorevoli alla digital tax europea.

Il ministro dell'Economia Giovanni Tria ha già dichiarato che “senza accordo europeo introdurremo la tassa” e così è stato: la misura è inserita nella nuova manovra messa a punto per evitare la procedura di infrazione.

A bloccare la norma è l'Irlanda, ufficialmente preoccupata che possa acuire le tensioni commerciali tra Ue e Stati Uniti. Dublino è parte molto interessata, perché le condizioni fiscali vantaggiose offerte alle grandi imprese hanno attirato le multinazionali, come Apple e Facebook. Basti ricordare che l'Irlanda ha ricorso (accanto alla Mela e contro l'Ue) per la multa da 14,3 miliardi comminata da Bruxelles e che proprio Dublino avrebbe dovuto incassare.

 

Lo strappo di Parigi

“I giganti digitali sono ricchi”, aveva sottolineato Le Maire all'inizio di dicembre. “Realizzano profitti considerevoli grazie ai consumatori francesi, grazie al mercato francese, e pagano 14 punti percentuali di tasse in meno rispetto ad altre imprese”. La Commissione europea stima che le compagnie tradizionali paghino un'aliquota media del 23% sui profitti, mentre le compagnie digitali pagano solo l'8-9%. E alcune ancora meno. I particolari della norma francese non sono ancora noti, ma dovrebbero avvicinarsi alla prima formulazione della proposta europea e non a quella di compromesso. Quindi tassazione sull'intero fatturato e non solo sulla pubblicità.

 

 

 

Hacker hanno intercettato per anni la rete di comunicazioni diplomatiche dell'Unione europea, scaricando migliaia di cablogrammi che rivelano preoccupazioni su un'amministrazione Trump imprevedibile e sulle lotte per trattare con la Russia e la Cina e il rischio che l'Iran rivitalizzi il suo programma nucleare. Lo scrive il New York Times che ha ottenuto oltre 1.100 cablogrammi intercettati e scoperti dall'azienda Area 1, secondo cui le tecniche di hackeraggio sono simili a quelle adottate dal governo cinese.  In un cablogramma, i diplomatici europei hanno definito l'incontro tra il presidente americano, Donald Trump, e il suo omologo russo, Vladimir Putin, "di successo (almeno per Putin)". In un'altra comunicazione, riportata dal quotidiano newyorkese, viene  trasmesso un rapporto dettagliato con analisi di una discussione tra i funzionari europei e il presidente cinese, Xi Jinping, che paragona il "bullismo" di Trump nei confronti di Pechino a una "partita di boxe freestyle senza regole". Il materiale divulgato fornisce una panoramica dell'imepegno dell'Europa a comprendere i disordini politici che stanno travolgendo i tre continenti. Comprende memorandum di conversazioni con leader in Arabia Saudita, Israele e altri Paesi. Con preoccupazioni che riguardano anche l'attività nucleare dell'Iran. I messaggi intercettati includono estesi rapporti di diplomatici europei sulle mosse della Russia per minare l'Ucraina, tra i quali un memorandum datato l'8 febbraio secondo cui la Crimea, che Mosca ha annesso quattro anni fa, è stata trasformata in una "zona calda dove potrebbero essere già state schierate testate nucleari".

La Cina non cerca l'egemonia, e il suo sviluppo "non pone minacce ad altri". Lo ha dichiarato il presidente cinese, Xi Jinping, durante un lungo discorso pronunciato alla Grande Sala del Popolo, a Pechino, per commemorare i quarantanni dall'inizio delle riforme e aperture inaugurate nel 1978 dall'ex leader cinese, Deng Xiaoping.

La Cina, ha dichiarato Xi, "si oppone alla pratica di mettere la volontà di uno davanti a quella degli altri", e lavora assieme agli altri Paesi "per un sistema multilaterale del commercio".

La Cina "non perseguirà mai il proprio sviluppo a scapito di altri", ha assicurato Xi in un passaggio dedicato all'iniziativa di connessione infrastrutturale tra Asia, Europa e Africa, Belt and Road, da lui lanciata nel 2013, e "non rinuncerà mai ai suoi diritti e interessi legittimi". "Non importa quanto la Cina si sviluppi, non cercheremo mai l'egemonia", ha aggiunto.

Xi ha ribadito la fiducia nel futuro della Cina, che creerà "miracoli che impressioneranno il mondo". "Mentre i tempi si fanno duri, dobbiamo continuare ad andare avanti", ha spiegato il presidente cinese. Nel discorso, in cui ha rivendicato come "assolutamente corretta" la leadership del Partito comunista cinese, Xi, nel finale, ha aggiunto: "non dobbiamo essere auto-compiacenti, non dobbiamo procrastinare e non dobbiamo perdere il coraggio di lottare".