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AGI Il bilancio finale a un mese dal crollo di un palazzo di 12 piani sulla Surfside di Miami, è di 97 morti e una donna dispersa non ancora identificata. È quanto emerge nel giorno in cui i soccorritori hanno dichiarato la fine delle ricerche fra le macerie, secondo quanto riferisce la Bbc.

Fin dall’inizio delle ricerche, nessuna persona è stata estratta in vita durante le operazioni di scavo; fin dal 7 luglio, non si è piu’ sperato di trovare sopravvissuti ma si è puntato solo al recupero dei corpi, mentre Miami era colpita da una tempesta tropicale: gli interventi dei vigili del fuoco, che hanno lavorato sotto pressione con turni di 12 ore al giorno, erano particolarmente rischiosi per l’instabilità di quanto rimasto in piedi dopo il crollo parziale del 24 giugno e hanno subito diverse interruzioni. Si calcola che i detriti ammontino a 13 mila tonnellate.

AGI – Dopo più di un decennio, Xi Jinping è tornato a Lhasa, capitale del Tibet, alla guida di una delegazione ufficiale, nel 70° anniversario dell’invasione della regione da parte delle truppe comuniste, un evento celebrato a Pechino come “pacifica liberazione”. Si tratta della prima visita di Xi da presidente della Repubblica popolare: il primo e ultimo leader cinese in carica a recarvisi era stato Jiang Zemin, nel 1990. L’agenzia Xinhua ha riferito che Xi è arrivato giovedì dopo aver visitato il giorno prima Nyingchi, anche nota come la Svizzera del Tibet per le sue valli fluviali e gole alpine.

Folla in costume con le bandiere

Nel filmato diffuso dall’emittente statale Cctv, lo si vede salutare una folla con costumi etnici e con in mano bandiere cinesi mentre scende dall’aereo, accolto con un tappeto rosso e danze tradizionali.

Tutte le regioni e le genti di tutte le etnie in Tibet marceranno verso una vita felice“, ha promesso il presidente. 

Sebbene sia arrivato mercoledì all’aeroporto di Nyingchi Mainling, la sua visita inizialmente non era stata menzionata sui media ufficiali. Dopo un “caldo benvenuto da parte di quadri e folle di tutti i gruppi etnici”, racconta Cctv, Xi è andato al ponte sul fiume Nyang per valutare la situazione ecologica e ambientale di questo corso d’acqua e del fiume Yarlung Tsangpo.

La visita al museo

Il presidente ha anche visitato il locale Museo dell’urbanistica e altre aree per esaminare la pianificazione dello sviluppo urbano, la rivitalizzazione rurale e la costruzione di parchi urbani. E’ stato anche alla stazione ferroviaria di Nyingchi per conoscere la pianificazione della ferrovia Sichuan-Tibet prima di prendere un treno per Lhasa, la capitale del Tibet che è anche la città più in alto del mondo, a ben 3.656 metri sopra il livello del mare. Qui Xi è stato accompagnato dal capo del partito comunista locale, Wu Yingjie, in una passeggiata nel quartiere Bakhor, vicino al tempio Jokhang, tra una massiccia presenza di forze di sicurezza. 

Xi aveva visitato già due volte la regione autonoma dove Pechino è accusata a livello internazionale di perseguire il rafforzamento della sua presenza militare e politiche di assimilazione etnica e culturale: nel 1998, in veste di capo del partito della provincia del Fujian e nel 2011, come vicepresidente. In quest’ultima occasione, aveva commemorato a Lhasa quella che definisce “la pacifica liberazione del Tibet” e promesso di combattere le “attività separatiste” legate al Dalai Lama, il leader spirituale buddista in esilio in India dal 1959 e contro la cui influenza sul Tibet la Cina ha combattuto per anni, investendo massicciamente nella regione dopo le proteste del 2008 contro il regime comunista.

A oggi le manifestazioni sono praticamente scomparse, fatta eccezione per i tragici gesti di alcuni monaci buddisti, fedeli al Dalai Lama, che negli ultimi anni si sono dati fuoco per protesta.

Sostenibilità e sviluppo

A differenza delle precedenti visite, questa volta Xi ha spostato l’attenzione dalla questione separatismo e sicurezza interna ai dossier interni puntando sui temi della stabilità e dello sviluppo.

Secondo Junfei Wu, vice direttore del think tank Tianda Institute di Hong Kong, “l’adattamento del buddismo tibetano alla società socialista” e il rafforzamento dell’unità etnica, con la promozione di un’educazione ideologica, sono le priorità di Xi in Tibet. “La sinizzazione delle religioni è già una pietra angolare della politica religiosa del governo centrale per forgiare una identità cinese comune”, ha spiegato l’analista, citato dal South China Morning Post, aggiungendo che “è portata avanti non solo in Tibet ma anche in Xinjiang e Mongolia Interna”.

Sul fronte dello sviluppo, invece, Xi è intenzionato ad attuare grandi progetti di infrastrutture per spingere la crescita economica e l’occupazione nella regione.

I dati ufficiali mostrano che il settore pubblico impiega oltre il 40% della forza lavoro tibetana e gli analisti osservano che è necessario rivedere il modello di sviluppo per renderlo più sostenibile. 

AGI – La Cina ha bocciato il piano per una seconda fase di indagini sull’origine della pandemia di Covid-19 avanzato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

“Non accetteremo un simile piano per il tracciamento delle origini”, ha dichiarato il vice ministro della Commissione Nazionale per la Sanità, Zeng Yixin, “perchè in alcuni aspetti non ha rispetto per il buonsenso e sfida la scienza”. 

La Cina si oppone alla politicizzazione dello studio, ha aggiunto, ribadendo la posizione di Pechino, e “speriamo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità riveda seriamente le considerazioni e i suggerimenti fatti dagli esperti cinesi e tratti il tracciamento dell’origine del Covid-19 come una materia scientifica, liberandosi delle interferenze politiche”. 

Zeng Yixin ha anche denunciato “l’arroganza” dell’Oms che vuole ancora chiarimenti sull’origine del virus, il Covid-19, che ha messo in ginocchio il mondo.  

 

AGI – L’attività di una delle maggiori fabbriche che produce scarpe da ginnastica Nike in Vietnam è stata interrotta, dopo la diffusione di contagi da Covid-19 negli impianti.

Come riporta la Bbc, il colosso dell’abbigliamento sportivo ha rifiutato di commentare la possibilità che ci siano ripercussioni sulle forniture ai punti vendita, ma nell’ultimo anno finanziario, circa la metà delle scarpe Nike sono state confezionate proprio nel Paese asiatico. 

Il Vietnam ha registrato un aumento dei casi da aprile, con alcuni cluster nelle province industriali. “La salute e sicurezza dei nostri dipendenti e fornitori rimane la nostra priorità”, si legge nel comunicato di Nike. 

La fabbrica in questione è quella di Pou Chen Corp, ad Ho Chi Minh City, che confeziona scarpe sportive anche per Adidas ed è una delle maggiori al mondo. La produzione è stata interrotta per 10 giorni, come ha fatto sapere il ministero della Salute vietnamita.

L’impianto è il maggiore datore di lavoro ad Ho Chi Minh City, con un totale di 56 mila impiegati. In tutto il Vietnam, la Nike dà lavoro a 450 mila persone, di cui l’80% donne. 

Per via di diversi cluster esplosi nelle fabbriche vietnamite rischiano uno stop della produzione brand come Puma, Apple e Samsung.

AGI – Appena il 26% dei tedeschi pensa che il candidato della Cdu alla cancelleria, Armin Laschet, sia adeguato ad affrontare una crisi. E’ quanto emerge da un sondaggio Civey per Der Spiegel, rilanciato da Reuters.  

Il sondaggio, il primo a dare qualche indicazione su come la catastrofe alluvionale possa influire sulle elezioni legislative di settembre, indica inoltre che il 41% dei tedeschi ritiene che il suo fidante socialdemocratico, il ministro delle Finanze Olaf Scholz, possa essere un bravo ‘crisi manager’.

Per Annalena Baerbock, candidata dei Verdi, al momento dietro nei sondaggi ai conservatori, il dato non è brillantissimo perché solo il 24% dei tedeschi la riterrebbe adeguata ad affrontare una crisi.

Il sondaggio è stato svolto tra il 16 e il 18 luglio, quindi all’indomani della catastrofica alluvione ma anche dopo la clamorosa gaffe di Laschet, sorpreso dalle telecamere a ridere sul luogo del disastro; e dopo l’annuncio del ministro delle Finanze che arriveranno da subito i primi aiuti diretti e concreti alle popolazioni colpite

AGI – In Inghilterra revocate tutte le ultime restrizioni legali anti-Covid, in quello che è stato chiamato il Freedom Day, strenuamente difeso dal premier britannico Boris Johnson nonostante l’allarme degli esperti. Club e altri locali dalla mezzanotte possono lavorare a pieno regime, senza limiti al numero di avventori e senza l’obbligo della mascherina.

Johnson, costretto all’isolamento dopo essere entrato in contatto con il ministro della Salute Sajid Javid risultato positivo, ha mantenuto il piano previsto ma ha esortato gli inglesi a restare prudenti, di fronte all’impennata di casi registrati, arrivati a superare i 50 mila al giorno. Grazie al successo della campagna vaccinale, le ospedalizzazioni sono gestibili, hanno sostenuto le autorità. Ma Neil Ferguson, scienziato dell’Imperial College di Londra, ha avvertito che è “quasi inevitabile” per la Gran Bretagna raggiungere i 100 mila casi al giorno e mille ricoveri perché la variante Delta è fuori controllo.

“La vera domanda è, possiamo raddoppiare (il numero) o addirittura di più? Ed è qui che la sfera di cristallo comincia a non funzionare”, ha affermato alla Bbc. “Potremmo arrivare a 2 mila ricoveri al giorno e 200 mila casi, ma è molto meno certo”, ha aggiunto. 

AGI – I tre casi di Covid-19 rilevati all’interno del Villaggio Olimpico di Tokyo – ieri un funzionario, oggi due atleti – “fanno parte dello stesso team”. Lo ha spiegato in conferenza stampa Pierre Ducrey, direttore aggiunto dei Giochi, senza rivelare a quale Paese e a quale disciplina appartenga la squadra coinvolta.

Masa Takaya, portavoce di Tokyo 2020, ha spiegato che le tre persone contagiate sono “in isolamento, nelle loro stanze” e che il personale dei Giochi sta portando loro i pasti. Anche il resto del team è stato sottoposto a test.

Il Villaggio Olimpico, un complesso di appartamenti e aree ristoro a Tokyo, ospiterà al picco della capienza 6.700 persone tra atleti e funzionari. La notizia dei contagi appare destinata ad alimentare il malcontento dell’opinione pubblica nei confronti dei Giochi, organizzati nonostante in Giappone i contagi da Covid-19 abbiano toccato nuovi picchi nelle settimane precedenti, a fronte di una popolazione tra le piu’ anziane nel mondo dove solo il 20% dei cittadini ha ricevuto l’immunizzazione completa.

Il presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Thomas Bach ha fatto appello ai nipponici perché mostrino sostegno per la manifestazione, pur dicendosi “ben conscio dello scetticismo” che la circonda. “La mescolanza e gli incontri con la popolazione sono molto limitati, manteniamo il rischio a un livello assolutamente minimo“, ha dichiarato il direttore esecutivo dei Giochi, Christophe Dubi, “possiamo assicurare che la trasmissione tra i vari gruppi è quasi impossibile”.

Questo mese sono stati finora segnalati cinquantacinque casi di contagio, di cui quattro atleti, tra le persone coinvolte a vario titolo nei Giochi, che inizieranno venerdì. Gli atleti saranno sottoposti a test quotidiani, dovranno rispettare il distanziamento sociale e non potranno muoversi al di fuori della “bolla olimpica”. Una volta terminata la competizione che li coinvolge, gli sportivi dovranno lasciare il Giappone entro 48 ore.

Aggiornato alle ore 9,50.

AGI – Un manifestante è stato ucciso da un colpo d’arma da fuoco nel Sud Ovest dell’Iran mentre partecipava a una protesta per la penuria di acqua nella città di Shadegan, nella provincia del Khuzestan, colpita dalla siccità. Lo riferisce l’agenzia stampa ufficiale Irna. Il governatore della contea, Omid Sabripour, ha attribuito l’uccisione a “opportunisti e rivoltosi”.

Sabripour ha affermato che gli autori dell’omicidio “hanno cercato di agitare la popolazione sparando in aria” e un “giovane abitante di Shadegan” è stato ucciso.L’agenzia Isna, che pure cita il governatore, fornisce però una versione dei fatti differente, secondo la quale gli spari sarebbero stati diretti sia ai manifestanti che alla polizia e la vittima sarebbe “un passante di 30 anni”.

I responsabili sono stati identificati, alcuni arrestati, altri ricercati, aggiunge Isna. Secondo Irna, il Khuzestan è colpito dalla siccità dalla fine di marzo e la provincia è in una situazione di “stress idrico”. La televisione di stato ha riferito ieri che il vicepresidente iraniano, Eshaq Jahanguiri, ha inviato una delegazione del governo ad Ahvaz, capitale della regione, con l’ordine di “affrontare immediatamente” il problema a causa del forte malcontento popolare. 

“A seguito dei problemi di carenza d’acqua in Khuzestan, la gente ha organizzato manifestazioni in alcune città”, ha riferito l’agenzia Tasnim, mentre i media in lingua persiana dall’estero hanno parlato di “manifestazioni” represse dalla polizia giovedì sera.

Il Khuzestan è una provincia ricca di petrolio dove vive un’ampia minoranza araba sunnita. La sua popolazione lamenta regolarmente di essere lasciata indietro dalle autorità.

AGI – Si aggrava di ora in ora il bilancio delle vittime provocate dai nubifragi che hanno investito diversi Paesi del Nord Europa: in Germania sono morte almeno 81 persone e centinaia risultano disperse. In Belgio le vittime sono 12 e quattro persone sono ancora disperse. E adesso si attendono altre violente piogge per domani.

I nubifragi hanno inondato anche il Lussemburgo e i Paesi Bassi. Tempeste fino in Svizzera. In Germania, che sta vivendo uno dei peggiori disastri meteorologici dalla seconda guerra mondiale, molti disperati hanno cercato rifugio sui tetti delle case. E’ stata la parte Ovest del Paese a essere colpita, in particolare gli Stati di Renania-Palatinato (50 morti) e Nord Reno-Westfalia, dove i nubifragi hanno provocato l’esondazione dei fiumi, minacciando di buttare giù le case. 
 

La cancelliera Angela Merkel, che è in visita a Washington, si è detta “sconvolta” dalla catastrofe e dal “disastro” umanitario e ha parlato di “tragedia” per la nazione. Il leader del Nord Reno-Westfalia, Armin Laschet, che punta a succedere alla cancelliera Angela Merkel alle elezioni di settembre, ha cancellato un evento in Baviera per seguire la situazione; e ha puntato l’indice contro il surriscaldamento climatico, chiedendo di “accelerare” gli sforzi globali per combatterlo.

“Saremo al fianco della città e delle persone che sono state colpite”, ha assicurato, mentre visitava Hagen con gli stivali ai piedi. Nella sola città di Ahrweiler sono stati recuperati almeno 18 corpi; più a nord, nel distretto di Euskirchen, le vittime sono state 15. A sud di Bonn, nel comune di Schuld, sei case sono state spazzate via dalla furia delle acque e quattro persone sono morte, mentre diversi altri corpi sono stati rinvenuti nelle cantine. 

Tra le vittime nella regione occidentale della Germania si contano due vigili del fuoco, morti mentre cercavano di evacuare delle persone da edifici ad Altena e Wedohl; altri due uomini sono rimasti uccisi in cantine allagate vicino Solingen, mentre un altro decesso è stato segnalato a Rheinbach. I soccorritori si sono mossi in elicottero per raggiungere chi si era rifugiato sui tetti per scampare alla furia delle acque. Un alto funzionario ha esortato i residenti a restare a casa e “se possibile andare ai piani alti”. “La situazione è molto seria”, ha sottolineato. Berlino ha dispiegato 400 soldati per aiutare nelle operazioni di ricerca e soccorso, mentre decine di migliaia sono rimaste senza elettricità.

Anche in Belgio è stato mobilitato l’esercito. Nei Paesi Bassi la provincia di Limbourg, che confina con la Germania e il Belgio, ha avuto gravi danni. Diverse strade e un’autostrada sono state chiuse per il rischio di allagamenti dovuti alle esondazioni. E adesso, su richiesta della Commissione Ue, si è messa in moto la macchina dell’assistenza internazionale europea. Un team della Protezione civile e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco ha già raggiunto Liegi; nelle prossime ore partirà da Venezia un volo C-130 dell’Aeronautica militare, che trasporterà il modulo messo a disposizione dai vigili del fuoco con personale e mezzi specializzati nella ricerca e soccorso in contesti alluvionali.Domani invece un elicottero della Difesa raggiungerà il Belgio per supportare le attività di ricerca dei dispersi. 

AGI – “La mia famiglia è fuori”. Sono le parole che un uomo paralizzato dall’età di vent’anni, dopo un incidente d’auto avvenuto nel 2003 di ritorno da una partita di calcio, e impossibilitato a parlare, è riuscito a pronunciare attraverso l’uso di elettrodi che hanno trasferito i suoni emessi traducendoli in parole di senso compiuto su un computer.

L’eccezionale risultato scientifico è riportato nella rivista New England Journal of Medicine e potrebbe aprire una nuova frontiera medica: ridare a molti pazienti la possibilità di parlare. 

Il paziente che potrebbe passare alla storia si chiama Pancho e ha ora 38 anni. I ricercatori gli avevano applicato al cervello un mini computer formato da 128 elettrodi. Tre anni fa, quando Pancho accettò di sottoporsi agli esperimenti, i ricercatori non erano sicuri che avrebbe riottenuto la facoltà di parlare.

“La parte del suo cervello poteva essere in letargo – ha spiegato il capo del team di ricerca, Edward Chang, direttore di chirurgia neurologica all’Università della California – e non sapevamo se sarebbe stato in grado di risvegliarsi”.

I ricercatori hanno impiantato al cervello di Pancho un sistema formato da elettrodi, pensati per registrare anche il minimo segnale dall’area che regola i processi legati al movimento della bocca, della lingua e della laringe. Per cinquanta sedute, diluite in quasi due anni, hanno connesso gli elettrodi al computer e chiesto al paziente di provare a dire una serie di parole prese da una lista di termini di senso comune, tra cui “hungry”, cioè ‘affamato’, “music” e “computer”.

I suoni emessi, così come il movimento delle labbra e della laringe sono stati ‘tradotti’ da un computer. Dalla prima frase, accolta con emozione, sono arrivate le altre. “La mia infermiera è fuori”, “portatemi gli occhiali, per favore” e alla domanda “come ti senti oggi?”, il paziente ha risposto “Molto bene”.

Ci vorranno ancora anni, hanno spiegato i ricercatori, per rendere questo sistema efficace su larga scala, ma le prime parole di Pancho hanno cominciato a indicare la strada.