Newsletter
Ultime News
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

AGI – Nel lungo termine, è la Cina “la più grave minaccia” per gli Stati Uniti: ne è convinto il capo dell’Fbi, Cristopher Wray, secondo il quale il furto di informazioni statunitensi da parte del governo cinese sta avvenendo su così vasta scala che i casi sospetti di controspionaggio relativi alla Cina ormai costituiscono quasi la metà di quelli, circa 5 mila, avviati dall’agenzia in tutto il mondo.       

Wray ne ha parlato nel corso di un intervento a un evento organizzato dal thinktank conservatore, Hudson Institute, a Washington, in cui ha sferrato un attacco a Largo raggio al gigante asiatico rivale.

AGI – Le Nazioni Unite hanno espresso rammarico per la morte di due addetti alle operazioni di sminamento nel Sud di Tripoli. “Sono profondamente rattristata dalla morte di altre due persone addette allo sminamento, che sono decedute in servizio, sacrificando le loro vite per garantire che i quartieri siano liberi da ordigni esplosivi e residui di guerra”, ha dichiarato in una nota Stephanie Williams, segretaria generale delle Nazioni Unite che agisce come rappresentante speciale per la Libia.

Secondo l’Onu, dalla fine di maggio, i dispositivi esplosivi, posti indiscriminatamente dalle forze affiliate all’esercito con base nell’Est del Paese nei quartieri civili, hanno ucciso e ferito 81 persone e 57 soldati, il che rappresenta una “potenziale violazione del diritto internazionale”.

“Le Nazioni Unite e la comunità internazionale riaffermano il loro continuo sostegno ai partner, alle comunità e alle parti interessate libiche che stanno lavorando instancabilmente per liberare il Paese dalla minaccia di trappole esplosive, mine antiuomo e residui di guerra”, ha detto Williams.

Tripoli ha assistito a micidiali scontri armati tra il governo riconosciuto dalle Nazioni Unite e le forze con base nell’Est guidate dal generale Khalifa Haftar. Il governo di accordo nazionale (Gna) riconosciuto dall’Onu ha recentemente annunciato l’acquisizione di tutta la Libia occidentale dopo il ritiro dell’esercito di Haftar, accusato da Tripoli di aver piazzato mine antiuomo nei centri abitati prima di lasciare la regione.

Con 697.358 casi di Covid-19 confermati, l’India ha superato la Russia ed ora è il terzo Paese nella triste classifica del contagio. Il governo di New Delhi ha reso noto che ci sono stati 24 mila casi solo nelle ultime 24 ore.

L’India ha registrato 19.963 morti per la pandemia, un tasso nettamente inferiore a quello verificato nella maggior parte degli altri Paesi gravemente colpiti, Stati Uniti e Brasile, quelli con il maggior numero di casi confermati. 

AGI – La pandemia di Covid-19 torna a fare paura in un mondo che tenta il ritorno la normalità dopo mesi di chiusura. In Catalogna, nel Nord della Spagna, sono tornate in lockdown 200 mila persone per reprimere un nuovo focolaio. Gli Stati Uniti continuano a macinare record di contagi quotidiani, l’ultimo bilancio giornaliero è di oltre 56 mila casi e la Florida registra un nuovo picco, dopo quello di giovedì, con più di 11 mila nuove infezioni nelle ultime 24 ore.

Il conteggio delle vittime in Russia è tornato superare quota 10 mila. Il Brasile è a oltre 1,5 milioni di casi e più di 63 mila decessi nonostante l’insistenza del presidente Jair Bolsonaro a minimizzare la pandemia. Il ministero della Salute austriaco, Rudolf Anschober, di fronte a una nuova virata della curva dell’epidemia ha chiesto l’introduzione di un bollettino che indichi costantemente alla popolazione quanto è alto il rischio di contagio di Covid-19.

L’aggiornamento più allarmante è quello che arriva dalla Spagna, uno dei Paesi più colpiti dalla pandemia. “Abbiamo deciso di confinare la zona di Segrià a seguito di dati che confermano un forte aumento dei contagi”, ha dichiarato il governatore Quim Torra. Torna quindi il divieto di assembramenti di oltre dieci persone, in una versione di lockdown simile a quella attuata nella città di Leicester, in Gran Bretagna.

Dall’altra parte del globo, in Australia, migliaia di residenti di diversi palazzi a Melbourne sono stati messi in quarantena forzata per almeno cinque giorni. “Ci sono molte persone vulnerabili che vivono in questi palazzi”, ha dichiarato il governatore di Victoria, Daniel Andrews.

Negli Stati Uniti, dove si festeggia il 4 luglio, la pandemia ha già causato quasi 130 mila vittime e le nuove ondate di casi che hanno seguito un allentamento di alcune misure “mettono a rischio l’intero Paese”, secondo l’esperto di malattie infettive Anthony Fauci. Ma il presidente Donald Trump – a Mount Rushmore per una celebrazione con migliaia di partecipanti a distanza ravvicinata e senza mascherine – ha finora respinto il diluvio di dati che mostrano tassi di contagi in rialzo.

Secondo gli ultimi rapporti, almeno 14 Stati Usa stanno segnando aumenti record. La Florida registra quotidianamente più casi – circa 10 mila – di quanti ne registrava l’Italia durante il suo picco. La South Pointe Beach di Miami, solitamente affollata, è stata chiusa venerdì. Anche le spiagge di Los Angeles resteranno sbarrate durante il weekend di festa e la Major League di Baseball ha annullato, per la prima volta dalla Seconda Guerra mondiale, il suo All-Star Game 2020.

Non va meglio nel resto del Continente americano. I casi dell’America Latina salgono alle stelle. Il Brasile ora ha 1,5 milioni di infezioni confermate e 63 mila morti mentre l’aumento di casi in Perù e Cile hanno superato quelli in qualsiasi parte d’Europa tranne la Russia. In Arabia Saudita, invece, sono stati superati i 200 mila contagi. Nel frattempo, i Paesi di tutta l’Africa hanno anticipato i piani di riapertura nonostante il continuo aumento dei contagi.  

AGI – In India, lo Stato del Nagaland ha vietato l’importazione, il commercio e la vendita di carne di cane: gli attivisti per i diritti degli animali festeggiano e inneggiano alla “svolta” ma alcuni gruppi della società civile parlano di attacco alle tradizioni culinarie locali.

In effetti in gran parte dell’India mangiare carne di cane è vietato, ma nel Nagaland è considerata una prelibatezza. Secondo la stampa indiana, la decisione è arrivata dopo che era circolata e diventata virale sui social media la foto di un gruppo di cani, legati nei sacchi della spazzatura in un ‘wet market’, uno di quei mercati dove si vendono gli animali vivi che spesso vengono macellati sul posto. 

Si stima che circa 30 mila cani vengano introdotti ogni anno clandestinamente nel Nagaland, dove vengono venduti nei mercati e macellati a colpi di bastone, secondo la Humane Society International, un’ong che si è battuta per anni contro questa pratica. Nei mesi scorsi, lo Stato del Mizoram aveva fatto un primo passo rimuovendo i cani dall’elenco degli animali che si possono macellare. Pratica evitata in gran parte del mondo, mangiare cani è ancora piuttosto diffuso in Cina, Thailandia e Corea del Sud.

AGI – Il leader nord-coreano, Kim Jong-un, è riapparso in pubblico per celebrare il “brillante successo” del suo Paese nella lotta contro la pandemia di Covid-19, ma ha avvertito di non abbassare la guardia contro la malattia per evitare una crisi sanitaria.

Negli ultimi sei mesi, ha detto Kim citato dall’agenzia di stampa nord-coreana Korean Central News Agency (Kcna), “abbiamo scrupolosamente impedito che il virus maligno facesse breccia e mantenuto stabile la situazione anti-epidemica nonostante la crisi sanitaria mondiale, il che è un brillante successo raggiunto dalla lungimirante leadership del Comitato Centrale del partito” dei lavoratori, da lui guidato.

Kim, che ha parlato durante un incontro del Politburo allargato del partito, ha però sottolineato la necessità di mantenere la “massima allerta” contro l’epidemia “senza il minimo auto-compiacimento”, avvertendo che un allentamento delle misure potrebbe portare a una crisi “inimmaginabile e irrecuperabile”.

Il discorso citato dalla Kcna segna la prima apparizione di Kim nelle ultime settimane: il dittatore ha diradato i propri impegni pubblici innescando, ad aprile scorso, speculazioni sulle sue condizioni di salute, a causa di una prolungata assenza dai riflettori.

Ufficialmente, la Corea del Nord non registra contagi da Covid-19, ma ci sono forti dubbi sulla veridicità del dato e sulla capacità di contenimento del virus da parte del regime; il regime di Pyongyang è stato tra i primi Paesi a chiudere i confini dopo lo scoppio dell’epidemia in Cina a gennaio scorso, e ha sottoposto centinaia di cittadini stranieri presenti sul proprio territorio, in gran parte diplomatici, a quarantena per evitare il rischio di contagio.

Nella capitale, Pyongyang, secondo fonti diplomatiche citate dalla Cnn, le persone indosserebbero le mascherine protettive e sarebbero in atto alcune misure di distanziamento sociale. Nel frattempo, la vita scorrerebbe normale, con la riapertura di scuole, uffici, cantieri, esercizi commerciali e alberghi.

AGI – Complice il Covid, Donald Trump potrebbe aver perso il suo tocco magico. Il candidato appoggiato dal presidente nel terzo distretto congressuale del Colorado, l’incumbent Scott Tipton, è stato battuto alle primarie del Grand Old Party (Gop) per la sfida alla Camera il prossimo novembre dall’esordiente Lauren Boebert, rappresentante dell’ultra-destra e paladina del secondo emendamento della Costituzione, quello sul diritto a portare armi, preferibilmente “open carry”, cioè a dire in stile Far West con la pistola alla cintura. Per il tycoon è il terzo endorsement che non va a buon fine.

La curva dei contagi negli Usa è in crescita esponenziale, ad un tasso di 50.000 in più al giorno che potrebbero arrivare a 100.000, secondo l’immunologo Anthony Fauci. Trump si limita a biasimare la Cina, puntando a galvanizzare la sua base al grido di “legge e ordine” come Richard Nixon nel 1968 con l’America in rivolta, solo che allora era lui lo sfidante. I repubblicani mettono in dubbio l’affidabilità dei sondaggi che vedono il presidente arrancare dietro il democratico Joe Biden, sperando in un bis del 2016 quando il trionfo di Trump sorprese l’America e il mondo.

Uno schiaffo all’inquilino della Casa Bianca ieri è arrivato ieri anche dall’Ue che riaprirà le frontiere a 14 paesi, Cina compresa, ma non agli Usa dove la pandemia sta dilagando. La decisione sarà aggiornata ogni due settimane ma per qualificarsi nella lista degli Stati non a rischio occorre che il tasso dei contagi sia in discesa e comparabile a quello del blocco Ue. I viaggiatori americani hanno speso 67 miliardi di dollari nell’Unione europea nel 2019, secondo i dati dell’amministrazione Usa, ovvero il 46% in più dal 2014.

Le compagnie aeree a stelle e strisce, con United, Delta e American Airlines in testa, hanno manifestato “delusione” per la decisione di Bruxelles. I viaggi internazionali lo scorso anno hanno rappresentato il 38% dei ricavi di United di cui il 17% frutto dei collegamenti tra le due sponde dell’Atlantico. “Speriamo che venga rivista presto (la decisione) e che almeno in forma limitata il traffico internazionale tra gli Stati Uniti e l’Unione europea riprenda”, ha commentato in una nota il Ceo dell’associazione Airlines for America, Nicholas Calio.

Trump, che lo scorso marzo aveva messo al bando tutti gli arrivi dall’Europa per il coronavirus, è rimasto in silenzio. In serata ha però firmato l’ordine per il ritiro delle truppe Usa dalla Germania, ufficialmente per le mancate spese destinate da Berlino alla Nato. Si tratta di circa 10.000 uomini che dovrebbero venire dislocati in Polonia. Ma il Congresso Usa è già al lavoro da settimane per ostacolare questa mossa. Un gruppo bipartisan di parlamentari guidati dal repubblicano “ribelle” Mitt Romney ha proposto un emendamento alla versione del Senato del bilancio per la difesa che congela il numero delle truppe in Germania. Tra gli altri sponsor del provvedimento, il fedelissimo di Trump Lindsey Graham, Marco Rubio, Chris Coons, Tim Kaine e Jeanne Shaheen. Il presidente della commissione Forze Armate della Camera, il democratico Adam Smith, ha annunciato un’analoga misura. “In questo scenario – ha spiegato – è possibile che il riposizionamento delle truppe fuori dalla Germania non sia nel nostro interesse nazionale”.

E mentre prende vigore il “Bountygate” per l’assenza di una risposta di Trump alle taglie che agenti segreti di Mosca avrebbero offerto per l’uccisione di militari americani in Afghanistan, contro il presidente si leva una nuova pesante voce in seno al Gop, quella della deputata Liz Cheney, numero tre del partito e figlia dell’ex vice presidente Dick Cheney. Sta attaccando il tycoon a tutto campo, dalla sicurezza nazionale alla gestione della pandemia, alimentando le speculazioni sul fatto che si stia preparando per l’era post-Trump. Ha perfino twittato una foto del padre con l’hashtag #realmenwaremask, ovvero “i veri uomini indossano la mascherina, cosa che il comandante in capo si rifiuta di fare. Se il tycoon dovesse venire scalzato dalla Casa Bianca il prossimo novembre, Cheney ne uscirebbe ben posizionata per la leadership del partito repubblicano rispetto ai rivali rimasti attaccati al carro di Trump.

AGI – Negli Usa è stato toccato un nuovo record giornaliero di contagi da coronavirus con 46.000 infezioni. Il totale dei contagi è cosi’ salito a 2,69 milioni mentre i decessi negli Stati Uniti sono 127.322. I casi continuano a crescere in modo esponenziali in otto Stati Usa, compresi California e Texas dove nella giornata di ieri sono stati rilevati, rispettivamente, 8 mila e 7 mila contagi.

Joe Biden, il candidato democratico alle presidenziali americane di novembre, ha annunciato che non terrà comizi a causa della pandemia di coronavirus in corso, marcando una forte differenza con il rivale, il presidente Donald Trump. “Questa è la campagna più inusuale nella storia moderna”, ha affermato l’ex numero due di Barack Obama, sottolineando che seguirà “gli ordini dei medici, non solo per me ma per il Paese, e questo significa che non terrò comizi”.

Le scorte di Remdesivir

Gli Stati Uniti hanno acquistato praticamente tutte le scorte per i prossimi tre mesi di remdesivir, uno dei due farmaci che hanno dimostrato di funzionare contro la Covid-19, non lasciando niente per Gb, Europa e la maggior parte del resto del mondo, scrive il Guardian.

L’azione unilaterale sul farmaco da parte degli Usa allarma gli esperti anche per le prospettive future, ad esempio nel caso in cui si renda disponibile un vaccino.
L’amministrazione Trump ha gia’ dimostrato di essere pronta a superare in termini di offerte e manovre tutti gli altri paesi per garantire le forniture mediche di cui ha bisogno per gli Stati Uniti. 

Le previsioni di Fauci

“Potremmo avere 100 mila nuovi casi al giorno negli Stati Uniti se non riusciremo a controllare l’epidemia. Sono molto preoccupato”. Lo ha detto l’epidemiologo Anthony Fauci, epidemiologo e direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, nel corso dell’audizione davanti alla commissione del Congresso. 

“Dal prossimo mese passeremo a una nuova fase nella sperimentazione del vaccino. Non abbiamo la certezza del risultato, ma siamo ottimisti che troveremo presto un vaccino. Speriamo di avere le dosi disponibili all’inizio del prossimo anno”

CNN e il paragone tra Trump e Schettino

Il dramma della pandemia sta trasformando gli Stati Uniti in una nave alla deriva, con il suo comandante in fuga. “Comandante… c., salga a bordo”. Chris Cuomo, conduttore in prima serata della Cnn e fratello del famoso governatore di New York Andrew Cuomo, ha usato questa famosa frase per ricordare il disastro della Concordia, la nave da crociera che finì sugli scogli al largo dell’Isola del Giglio, nel 2012, provocando la morte di 32 persone. Donald Trump come il comandante Francesco Schettino, che aveva abbandonato la nave alla deriva. Il conduttore, che aveva seguito la vicenda da inviato, ha mostrato immagini della Concordia e esortato Trump a “non scappare” dall’emergenza della pandemia e a “prendere in mano la guida del Paese”. “Salga a bordo”, ha ripetuto, pronunciando in italiano la frase con cui il coordinatore dei soccorsi, Gregorio De Falco, aveva ordinato a Schettino di non scappare. 

AGI – Un trittico di Francis Bacon è stato venduto per 84,6 milioni di dollari alle aste organizzate da Sotheby’s, le prime interamente virtuali, senza la presenza del pubblico a causa della pandemia di Covid-19.

Il trittico ispirato all’Orestea di Eschilo è stato il protagonista di una serata definita “storica” ​​dal presidente Sotheby’s Europa, Oliver Barker, ospite in collegamento da Londra. Finora di proprietà del collezionista norvegese Hans Rasmus Astrup dal 1984, l’opera è uno dei 28 trittici di grande formato dipinti da Bacon tra il 1962 e il 1991 e il suo valore era stato stimato tra i 60 e gli 80 milioni di dollari.

È stato acquisito dopo dieci minuti di duello tra un acquirente che faceva offerte direttamente online dalla Cina e un altro tramite collegamento telefonico con uno specialista della Sotheby’s di New York. E’ stato quest’ultimo, rimasto anonimo, ad averla vinta.

Un altro trittico di Bacon, “Tre studi di Lucian Freud”, fu venduto nel 2013 per 142,4 milioni di dollari da Christie’s a New York: un prezzo che lo classifica tra i 10 dipinti più costosi mai venduti all’asta. 

AGI – È di 53 arresti per assemblea illegale il bilancio delle proteste di ieri a Hong Kong contro la legge sulla sicurezza nazionale nell’ex colonia britannica che Pechino si appresta a varare in questi giorni. I preparativi per il voto sono già in corso, ed entro domani potrebbe arrivare una decisione finale sulla legge, che ha già passato una seconda revisione da parte del Comitato Permanente dell’Assemblea Nazionale del Popolo, il vertice dell’organo legislativo del parlamento cinese.

In centinaia si sono ritrovati ieri a Jordan, sulla penisola di Kowloon per sfilare fino al quartiere di Mong Kok: la manifestazione pro-democrazia è stata segnata da una massiccia presenza delle forze dell’ordine che, per disperdere la folla, hanno fatto ricorso anche allo spray urticante. La legge sulla sicurezza nazionale prevede pene per chi sarà giudicato colpevole dei reati di secessione, sovversione, terrorismo e collusione con forze straniere.

Le discussioni in corso a Pechino sulla legge avvengono a poche ore dalle celebrazioni per il 23esimo anniversario del ritorno alla Cina dell’ex colonia britannica, avvenuto il 1 luglio 1997. La polizia di Hong Kong ha negato l’autorizzazione, sabato scorso, alla marcia annuale pro-democrazia di mercoledì prossimo indetta dal Civil Human Rights Front – la sigla che ha organizzato i maggiori eventi dello scorso anno contro la legge poi ritirata sull’estradizione nell’ex colonia britannica – citando preoccupazioni di carattere sanitario legate al rischio di diffusione dell’epidemia di Covid-19.

Per evitare il rischio di scontri, secondo fonti citate dall’emittente pubblica di Hong Kong Rthk, la polizia potrebbe schierare tra i tremila e i quattromila agenti nella città in occasione dell’anniversario del ritorno alla Cina, che si preannuncia teso proprio in vista della possibile approvazione da parte di Pechino della legge sulla sicurezza nazionale nell’ex colonia britannica.