Ultime News
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

AGI – In Libano, Hezbollah e i suoi alleati, che venivano da una posizione di forza acquisita nell’ultimo decennio e consolidatasi alle elezioni del 2018, hanno perduto la maggioranza in Parlamento. È quanto risulta dai dati del voto diffusi dal ministero dell’Interno.

Il movimento sciita con i suoi alleati godeva del sostegno di 70 sui 128 deputati che compongono il Parlamento e gli è sfuggito l’obiettivo dei 65 eletti necessari per mantenere la maggioranza.  

L’exploit dei riformisti

In Libano, i candidati riformisti hanno fatto breccia nell’elettorato e si sono assicurati almeno 13 seggi nel nuovo Parlamento a Beirut: un’affermazione importante che potrebbe essere ulteriormente ampliata.

I riformisti, che hanno condotto una campagna sull’eredità del movimento di protesta anti-establishment del 2019, potrebbero infatti ancora ottenere il sostegno di molti altri parlamentari indipendenti e non allineati e così ampliare il proprio peso specifico nell’assemblea che conta 128 membri.

AGI – La Svezia che si associa alla Finlandia nella richiesta di aderire alla Nato e la strage consumata a Buffalo da un diciottenne suprematista bianco sono i fatti che si dividono le prime pagine internazionali, con la stampa americana che dà titoli di maggiore rilievo al massacro nel supermercato e quella europea più orientata sull’allargamento dell’alleanza atlantica.

Si distinguono El Pais e Frankfurter Allgemeine Zeitung, che riservano lo spazio di apertura a fatti interni: l’inchiesta sui fondi neri del Partito Popolare e le elezioni statali nel Nord Reno-Westfalia, con la vittoria della Cdu e la sconfitta dei socialdemocratici del cancelliere Scholz. 

Washington Post 

La Svezia segue la Finlandia nell’abbandono di decenni di neutralità per fare richiesta di adesione alla Nato e “per Putin, lo spostamento dei due Paesi rappresenta un contraccolpo significativo della sua invasione” dell’Ucraina, sottolinea il Washington Post, che mette la notizia nel colonnino di apertura: “Tra le richieste della Russia prima dell’invasione c’era il ritiro della politica della ‘porta aperta’ della Nato, in base alla quale paesi un tempo parte dell’Unione Sovietica hanno aderito all’alleanza. 

Invece di un ritorno indietro, l’invasione russa sembra produrre un’ulteriore espansione, proprio sul confine di circa 800 miglia della Russia con la Finlandia”, afferma il giornale.

Accanto a questo titolo, quello di assai più grande risalto per la strage di Buffalo, con tre servizi pieni di nuovi dettagli sul pluriomicida, il diciottenne suprematista bianco Payton Gendron: emerge che un anno fa era stato indagato per minacce pronunciate contro la sua scuola e che era un seguace delle teorie secondo è in corso un complotto per sostituire in tutto il mondo i bianchi con popolazione di colore.

Spazio anche alla politica interna con un approfondimento su tre candidati repubblicani di osservanza trumpiana: l’aspirante governatore della Pennsylvania Doug Mastriano, il suo vice Teddy Daniels e la candidata al Senato Kathy Barnette. Tutti hanno partecipato alla manifestazione che il 6 gennaio 2021 a Washington sfociò nell’assalto contro il Campidoglio, cui sostengono di non aver preso parte.  

New York Times 

E’ la strage nel supermarket di Buffalo la notizia in maggiore evidenza sulla prima pagina del New York Times, che titola “Rabbia e lutto a Buffalo dopo il massacro prodotto dal razzismo” e approfondisce in vari articoli sia il profilo del diciottenne assassino Payton Gendron sia quelli delle sue vittime, a cominciare dall’addetto alla sicurezza che ha tentato di fermarlo.

Il Nyt denuncia con chiarezza che “agli estremi della vita americana, la teoria della sostituzione – l’idea che le élite occidentali, a volte manipolate dagli ebrei, vogliano ‘sostituire’ e privare di potere i bianchi americani – è diventata un motore del terrore razzista, contribuendo a ispirare un’ondata di sparatorie di massa negli ultimi anni e alimentando la manifestazione di destra del 2017 a Charlottesville, in Virginia, che è finita nella violenza”.

Nella fascia alta della prima pagina, titoli di minori dimensioni sono dedicati alla richiesta di Finlandia e Svezia di aderire alla Nato e ai sistemi con cui negli Usa i candidati aggirano le regole sul divieto di contatti diretti con i Pac (political action committee), che raccolgono i fondi elettorali. La mossa dei due Paesi scandinavi indica che “in Europa l’idea di neutralità sta svanendo” e sta nascendo “una nuova Europa in cui non c’è più spazio intermedio. I paesi o sono protetti dalla NATO o sono da soli contro una Russia governata da un uomo determinato ad affermare il posto della Russia sulla scena mondiale con la forza”.

Guardando alle prossime elezioni americane di metà mandato, il giornale segnala che “dall’Oregon al Texas, dalla Carolina del Nord alla Pennsylvania, i candidati democratici a livello nazionale” ricorrono a link occultati nei loro siti web per “sollecitare e orientare denaro da super Pac amichevoli finanziati da multimilionari, miliardari e particolari gruppi di interessi”. 

Wall street journal 

Il diciottenne che ha ucciso 10 persone e ne ha ferite altre tre in un supermarket di Buffalo, motivato da teorie razziste e complottiste, nel giugno del 2021 era stato condotto dalla polizia in ospedale per essere sottoposto a una valutazione psichiatrica dopo aver espresso il desiderio di fare una strage.

E’ la notizia principale sulla prima pagina del Wall Street, che valorizza anche in fascia alta i profitti record di Aramco, la compagnia petrolifera nazionale dell’Arabia Saudita, il cui utile netto nel primo trimestre è cresciuto dell’80% a 39,5 miliardi di dollari, “un’impennata che mostra come alcuni dei maggiori produttori di energia statali del mondo stiano beneficiando di un boom dei prezzi accelerato dall’invasione russa dell’Ucraina”.

Un’analisi si sofferma sull’attendismo degli investitori, che restano fermi, disorientati dall’ondata di vendite che travolge tutto: “L’S&P 500 è in calo del 16%, il peggior inizio di un anno dal 1970, secondo Dow Jones Market Data.

Ma stanno cadendo anche asset di ogni tipo. L’oro, generalmente considerato un paradiso, è passato al rosso. Le obbligazioni sono in genere un altro rifugio, ma quest’anno stanno cadendo insieme alle azioni, un tandem insolito che riflette l’incertezza degli investitori. Anche il mercato delle criptovalute risk-on, lanciato da anni come contrappeso alle azioni tradizionali, sta implodendo, con il bitcoin che ha perso più di un terzo del suo valore nel 2022”, riassume il Wsj, e sottolinea: “Si suppone che anche i mercati peggiori abbiano dei rifugi. Gli investitori sempre più nervosi cominciano a chiedersi se questo no”. 

Dall’Ucraina un reportage racconta uno dei casi di crimini di guerra su cu sono in corso indagini: è la storia di tre fratelli ucraini, catturati dai russi, legati col nastro adesivo, gettati in una fossa e qui colpiti a fucilate. Due sono morti, uno è sopravvissuto e ora è un testimone ascoltato dai procuratori ucraini. 

Financial times 

Le richieste di adesione alla Nato di Finlandia e Svezia “annunciano una nuova era in Europa”, titola il Financial Times, secondo cui la loro entrata “sarebbe una delle conseguenze più importanti e di più vasta portata della guerra su vasta scala scatenata dalla Russia contro l’Ucraina”.

L’ingresso dei due Paesi scandinavi, sottolinea Ft, “trasformerebbe l’architettura di sicurezza nel Nord Europa e renderebbe più facile per la Nato difendere i Paesi baltici” e “più che raddoppierebbe la lunghezze dei confini della Nato con la Russia”. Condizionali d’obbligo, dato che il processo è appena iniziato e perché si perfezioni ci vorranno tempo e consenso di tutti i membri dell’alleanza.

La Turchia ha già manifestato il proprio dissenso, ma, secondo il segretario generale della Nato, “ha reso chiaro che non intende bloccare” l’inclusione di Finlandia e Svezia. Un passaggio “epocale”, per il quotidiano. Trovano posto sulla prima pagina anche due titoli finanziari: in alto, i crescenti rischi di default dello Sri Lanka, in basso la fuga dei maggiori hedge fund dall’azionario americano dopo le forti perdite di questi giorni. 

The Times 

“La polizia non è quella che si credeva”: parola di Andy Cooke, nuovo capo dell’ispettorato, organismo di vigilanza, che in un’intervista al Times, pubblicata in apertura, critica severamente l’efficienza delle forze dell’ordine britanniche. Cooke invita a concentrarsi di più sul “crimine reale”, visto che gli indagati sono ai minimi degli ultimi 30 anni mentre si sono moltiplicate le indagini su denunce di crimini d’odio poi non risultati effettivamente perseguibili come reato: 25.000 i casi nell’ultimo anno, secondo Cooke.

Di spalla l’Ucraina, con l’accento sul rapporto dei servizi segreti militari britannici secondo cui la Russia ha perso sul campo un terzo delle truppe usate per l’invasione. Secondo l’ultima valutazione del ministero della Difesa di Londra, la campagna russa nella regione del Donbass ha “perso slancio” ed è ora “significativamente in ritardo”, mentre “le forze russe sono sempre più frenate da degradata capacità di azione, morale basso e ridotta efficacia di combattimento”.

Una grande fotografia dà, poi, notizia che la regina Elisabetta ha partecipato al Royal Windsor Horse Show, uno dei primi eventi delle celebrazioni per il suo Giubileo di platino.  

Le Monde 

Titolo di apertura sulla eccezionale siccità in Francia per l’edizione di domenica e lunedì di Le Monde, che punta su un tema non di strettissima attualità su una prima pagina priva, ovviamente, di aggiornamenti freschi sulle notizie del giorno.

L’editoriale è dedicato all’allargamento della Nato a Finlandia e Svezia (benché il giornale non possa dare la richiesta formalizzata ieri da Stoccolma, la mossa era scontata): “Che i due paesi scandinavi abbiano deciso di fare il grande passo nel 2022 dopo essersi rifiutati di farlo durante la Guerra Fredda la dice lunga sull’idea che la loro opinione pubblica, da tempo riluttante ad aderire all’Alleanza Atlantica, ha sul sistema di potere russo e sulla sua concentrazione nelle mani di un solo uomo, a differenza dell’epoca sovietica”, nota il quotidiano, e sottolinea: “Lanciando le sue truppe all’attacco dell’Ucraina, Vladimir Putin ha innescato un riallineamento che va contro i suoi obiettivi.

È oggi il miglior agente dell’alleanza occidentale che intendeva indebolire e stringe lui stesso la morsa dello stallo in cui si è cacciato, dissipando la speranza che le armi, finalmente, possano essere messe a tacere”. 

Le Figaro 

“Contro Putin, Finlandia e Svezia si uniscono alla Nato”, titola in apertura Le Figaro, che nell’editoriale riflette sulla mossa dei due Paesi scandinavi e sottolinea che sancisce la debacle politica di Mosca dopo quella militare nelle battaglie in Ucraina: “Vladimir Putin vola di sconfitta in sconfitta dall’inizio della sua guerra in Ucraina. In ottanta giorni di conflitto, non ha raggiunto nessuno dei suoi obiettivi bellici: far cadere il regime di Kiev, neutralizzare il suo esercito (‘denazificare l’Ucraina’, sic).

Invece, il padrone del Cremlino ha sabotato la propria capacità deterrente svelando un esercito russo in rovina di fronte alla feroce resistenza delle forze ucraine e alla superiorità degli standard Nato da loro adottati”, e adesso “ha subito una sconfitta strategica con l’annunciato allargamento della Nato”, sottolinea il giornale, ricordando che “Putin è entrato in guerra per lavare le ‘umiliazioni’ che l’Occidente gli avrebbe inflitto ed evitare di trovarsi la Nato in Ucraina, ovvero alle sue porte. Il rovescio è cocente!”. Ma, avverte Le Figaro, “l’orso russo” non si lascerà mettere all’angolo senza lottare: “Armato del suo arsenale nucleare, è ancora pericoloso. E più imprevedibile che mai”.  

El Pais 

Un caso che agita la politica spagnola, quello della cassa riservata del Partito Popolare, da tempo oggetto di un’inchiesta giudiziaria, torna in primissimo piano con gli audio di conversazioni tra dirigenti del partito impegnati nel tentativo di ostacolare le indagini.

Tema che per El Pais vale l’apertura a tutta pagina, anche perché il quotidiano pubblica in esclusiva le carte di Luis Barcenas, esponente popolare, riguardanti una contabilità separata tenuta per venti anni, e con entrate pari complessivamente a quasi otto milioni di euro. Carte che nel 2013 l’allora segretaria del partito, Dolores de Cospedal, avrebbe voluto far sparire.

Lei stessa dice che “questa cosa di Barcenas sarebbe meglio bloccarla”, parlando con il commissario di polizia Josè Manuel Villarejo, che registrò i loro colloqui, adesso rivelati. Per la richiesta di Finlandia e Svezia di entrare nella Nato c’è spazio solo nella parte basse della prima pagina, condivisa con la notizia di un colloquio tra il re Felipe  e suo padre Juan Carlos, primo timido disgelo nei rapporti molto freddi. 

Frankfurter Allgemeine Zeitung 

La vittoria della Cdu nelle elezioni in Nord Reno Westfalia, gravida di conseguenze sulla politica nazionale, è l’apertura della Frankfurter Allgemeine Zeitung. “Cdu significativamente più forte dell’Spd”, dice il titolo che guarda alle ricadute su Berlino del voto nel Land più popoloso della Germania.

Il giornale ragiona non sui risultati definitivi ma su proiezioni comunque già avanzate, che danno la Cdu al 36% con un distacco di dieci punti sull’Spd al 26%, mentre i Verdi raggiungono il 18% e triplicano i loro consensi rispetto al 2017. Batosta per i liberali della Fdp, che si fermano al 5%, stessa percentuale dell’estrema destra di Afd.

Il cancelliere socialdemocratico Olaf Scholz, che già la scorsa settimana aveva perso le altre elezioni locali nello Schleswig-Holstein, esce dalle urne doppiamente indebolito, sia per la sconfitta del suo partito, sia perché l’arretramento dei liberali, partner nella coalizione ‘semaforo’, indebolisce la maggioranza di governo.

E non a caso, riferisce la Faz, il leader cristiano democratico del Nord Reno Westfalia, Hendrik Wuest, ha subito affermato che “gli elettori ci hanno rafforzato e questo ci dà il compito di formare e guidare un futuro governo”. Ma, sottolinea il quotidiano nel suo editoriale, “è audace interpretare la vittoria come un mandato per il governo, non solo considerando iel drammatico calo nell’affluenza alle urne”, ma anche perché Cdu e Fpd, che governavano insieme il Land, non hanno più la maggioranza a Duesseldorf, e perché bisognerà tenere conto dei Verdi, riccamente premiati dalle urne. A centro pagina, il massacro di Buffalo e la richiesta di Finlandia e Svezia di aderire alla Nato, con sottolineatura nel titolo delle condizioni poste dalla Turchia.  

China Daily 

Vista dal China Daily, nella richiesta di adesione di Finlandia e Svezia alla Nato la notizia è la freddezza della Turchia, che ha chiesto “garanzie sulle sicurezza”. Il titolo, difatti, è centrato sulla disponibilità a colloqui con Ankara offerta da Helsinki e Stoccolma, secondo le dichiarazioni del ministro turco degli Esteri, Mevlut Cavusoglu.

In rilievo anche il lancio effettuato con successo dagli scienziati cinesi dell’ultimo modello dell’aerostato Jimu 1, un gigantesco dirigibile per la raccolta di dati meteorologici, e che ha raggiunto l’altitudine record mondiale di 9.032 metri sull’altopiano del Qinghai-Tibet, mai toccata prima da un aerostato delle sue dimensioni. 

Quotidiano del Popolo 

Il vertice appena concluso dell’Asean è in evidenza sul People’s Daily, edizione in inglese dell’organo del Partito comunista cinese, secondo cui gli Usa non sono riusciti nel tentativo di attrarre l’Associazione dei Paesi del Sud Est Asiatico nella loro sfera di influenza. Il giornale nota la “sospetta” tempistica del summit, tenutosi “mentre infuria la guerra in Ucraina, a dimostrazione che gli Usa non hanno perso la loro attenzione verso l’Indo-Pacifico” per “posizionarsi meglio nel contesto di una più ampia competizione geopolitica con la Cina”. Scrive il quotidiano: “Quando Biden ha affermato al vertice che la sua amministrazione sta ‘perseguendo il futuro che tutti vogliamo vedere’, l’uditorio ha subito capito il significato nascosto: ‘perseguendo il futuro che solo Washington vuole vedere'”.

Il giornale ricorda che “la maggior parte dei 10 membri del gruppo si è astenuta dal votare a favore di una risoluzione per sospendere l’adesione della Russia al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite il mese scorso” e che “anche Malesia e Indonesia hanno espresso preoccupazione per la partnership trilaterale per la sicurezza Aukus che coinvolge Australia, Gran Bretagna e Usa.

Perciò, conclude l’editoriale, “è improbabile che il tentativo di Washington di ottenere il sostegno dei Paesi dell’Asean nel perseguimento dei suoi interessi geopolitici abbia successo. È giunto il momento che gli Stati Uniti adottino un approccio più costruttivo e inclusivo alla cooperazione nell’Asia-Pacifico”. 

AGI – “La nostra musica conquista l’Europa”. A dirlo è il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, dopo la vittoria della Kalush Orchestra all’Eurovision.

“Il nostro coraggio impressiona il mondo, la nostra musica conquista l’Europa! L’anno prossimo l’Ucraina ospiterà l’Eurovision! Per la terza volta nella sua storia. E credo – non per l’ultima volta”, ha scritto Zelensky su Facebook.

“Faremo di tutto – ha aggiunto – per ospitare un giorno i partecipanti e gli ospiti dell’Eurovision a Mariupol ucraina. Libera, tranquilla, restaurata! Grazie per la vittoria della Kalush Orchestra e a tutti quelli che ci hanno votato!”. 

 

AGI – La Russia ha interrotto le forniture di elettricità alla Finlandia. Lo comunica l’operatore finlandese.

Le esportazioni di energia elettrica dalla Russia alla Finlandia sono state interrotte nella notte dopo che il fornitore russo aveva annunciato la sospensione, ha dichiarato all’Afp un funzionario dell’operatore della rete elettrica finlandese.

L’azienda responsabile delle vendite di elettricità russa alla Finlandia, Rao Nordic, aveva annunciato ieri che avrebbe interrotto le forniture a mezzanotte a causa dei mancati pagamenti.

Il tutto mentre Helsinki si prepara ad annunciare la sua candidatura a membro Nato. 

AGI – La decisione della Finlandia di aderire alla Nato e la prospettiva che la Svezia faccia altrettanto è la notizia presente su tutte le prime pagine internazionali. Due gli aspetti sottolineati nei commenti: il surriscaldamento delle tensioni tra Mosca e l’Occidente, e il fallimento della strategia di Putin che ha attaccato l’Ucraina proprio nell’intento di scongiurare un allargamento dell’alleanza atlantica. La crisi delle criptovalute trova posto su molti quotidiani, come la foto del buco nero Sagittarius A*. 

Washington Post 

La commissione parlamentare d’inchiesta sull’assalto al Campidoglio dei sostenitori di Trump il 6 gennaio 2021 ha citato a comparire cinque membri repubblicani del Congresso, tra cui il capogruppo della Camera Kevin McCarthy, che si erano rifiutati di collaborare all’indagine della giuria. Sceglie questa notizia per la posizione di apertura in prima pagina il Washington Post, che sottolinea: “La mossa segna una significativa escalation negli sforzi della commissione per ottenere informazioni relative alle comunicazioni tra i parlamentari con il presidente Donald Trump e il capo di gabinetto della Casa Bianca, Mark Meadows prima, durante e dopo l’attacco”.

In evidenza anche la decisione del governo finlandese di aderire alla Nato, su cui dovrà pronunciarsi ora il Parlamento di Helsinki. “L’ingresso della Finlandia aggiungerebbe una significativa potenza di combattimento all’alleanza e allo stesso tempo approfondirebbe le divisioni Est-Ovest che hanno consumato l’Europa dall’invasione russa del 24 febbraio”, nota il giornale. Ancora attenzione per l’annunciata svolta restrittiva della Corte suprema sull’aborto, con un approfondimento sulla fecondazione assistita, che diventerebbe più difficile da praticare e più costosa a cause delle leggi statali più rigide, varate sull’onda del mutamento giurisprudenziale. Un’analisi sul crollo delle criptovalute, infine, segnale la crisi di un affare basato pressocché esclusivamente su una montatura. 

New York Times 

La richiesta di adesione alla Nato della Finlandia, che porterebbe l’alleanza “sulla soglia di casa” della Russia è il tema forte sulla prima pagina del New York Times, corredato da una fotografia di un funerale di un soldato ucraino a Bucha. La mossa di Helsinki, che potrebbe essere a stretto giro imitata dalla Svezia, avrà l’effetto di “rimodellare un equilibrio strategico che in Europa era consolidato da decenni” ed “è l’ultimo esempio di come l’invasione russa dell’Ucraina 11 settimane fa si sia ritorta contro le intenzioni di Putin”, scrive il Nyt, e sottolinea che l’ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato “comporta rischi significativi di aumentare le prospettive di guerra tra Russia e Occidente”.

In risalto anche un’esclusiva del quotidiano sulle donazioni al partito conservatore britannico. Il Nyt ha preso visione di documenti da cui risulta che le somme accreditate dal ricco mercante d’arte londinese Ehud Sheleg (oltre 630.000 dollari nel 2018 per la campagna elettorale dei Tory che portò Boris Johnson a Downing Street) provenivano in realtà da un conto russo intestato a suo suocero Sergei Kopytov, che fu anni addietro uno dei politici più legati al governo filo russo in Ucraina. Spazio anche all’eccezionale fotografia che documenta il buco nero al centro della nostra galassia e alla citazione di cinque parlamentari repubblicani davanti alla commissione d’inchiesta sull’assalto di estremisti pro Trump al Campidoglio. 

Wall Street Journal 

Il passivo record – 13,2 miliardi di dollari – registrato da Soft Bank, uno dei più aggressivi investitori sul mercato tecnologico è in risalto nella fascia alta della prima pagina del Wall Street Journal, dove campeggia l’immagine del buco nero quattro milioni di volte più massiccio del Sole ripresa per la prima volta nel cuore della nostra galassia, a circa 26.000 anni luce dalla Terra.

Visibilità a centro pagina per un altro tema finanziario, il crollo delle criptovalute che ha fatto perdere alla più grande piattaforma americana del settore, Coinbase, il 75% della sua capitalizzazione in Borsa: il Wsj si concentra su TerraUSD, la criptomoneta che finora era rimasta incolume nella tempesta, mantenendo il suo valore di 1 dollaro, non certo astronomico ma appetibile per una vasta platea di microinvestitori su cui adesso si abbattono perdite per miliardi di dollari perché anche questa nicchia è stata travolta, e il valore è precipitato a 23 cent. Più in basso, titoli sulla richiesta della Finlandia di entrare nella Nato e sulla resistenza ucraina che mette le truppe russe in difficoltà nel Donbass.  

Financial Times 

I Pink Floyd sono in trattative per vendere i diritti dell’intero loro repertorio musicale, e due giganti come Warner e BMG si contendono l’acquisto all’astronomico prezzo di 500 milioni di dollari: notizia a metà tra musica e affari, che il Financial Times valorizza in apertura, impaginandola sopra il titolo sulla richiesta della Finlandia di aderire alla Nato, cui anche la Svezia potrebbe a giorni associarsi.

La guerra della Russia contro l’Ucraina, altro Paese europeo che non è nella Nato, ha cambiato le vedute di Finlandia e Svezia sulla sicurezza e ha spinto una grande maggioranza a sostenere l’entrata nell’alleanza occidentale”, nota Ft, e sottolinea che nei sondaggi tra i finlandesi l’approvazione per un ingresso nell’alleanza, per decenni oscillante tra il 20% e il 30%, è salita al 76% dopo l’attacco russo contro l’Ucraina, e che solo il 12% degli intervistati si dichiara contrario. Più in basso un approfondimento sulla crisi delle criptovalute: l’attenzione del quotidiano della City è su Tether.  

The Times 

Le fibrillazioni tra i Tory dopo la bruciante sconfitta alle elezioni locali sono il tema su cui punta il Times. Molti esponenti di rilievo del partito considerano la batosta (costata 500 seggi) solo un anticipo della debacle del partito alle prossime politiche, ed è partito l’assalto alla leadership di Boris John.

A uscire allo scoperto, e guadagnarsi così il titolo in prima pagina, è stato l’ex ministro degli Esteri, Jeremy Hunt, con una dichiarazione che suona come un preavviso di sfratto: il premier “ha una montagna da scalare” se vuole essere ricandidato alla guida del Paese. Perché, ha spiegato, per quanto si senta “orripilato” dalle feste nella residenza del primo ministro durante il lockdown, non è questo il motivo della disfatta nelle urne ma le preoccupazioni economiche delle famiglie cui non è stata data risposta.

Spazio anche al dossier dell’Office for students, associazione che vigila sull’istruzione, in cui si denuncia un’ingiustificata crescita dei diplomi col massimo dei voti, passati dal 15,7% del 2010 al 37,9% del 2020, e all’esperimento che per la prima volta ha utilizzato i campioni di polvere lunare raccolti da Neil Armstrong come terriccio per la coltivazione. 

Le Monde 

“Tassi e potere d’acquisto: mobilitazione contro l’inflazione”. Con questo titolo Le Monde dà l’apertura alla fiammata globale dei prezzi che sta spingendo le banche centrali a rialzi del costo del denaro. Si appresta a farlo anche la Bce, e sarà la prima volta da 11 anni, sottolinea il giornale: “La presidente Christine Lagarde è preoccupata, e ne ha tutte le ragioni, per l’inflazione che in Europa segna il 7,5%”.

I rincari stanno mettendo in difficoltà le famiglie, e questa è l’altra faccia del problema che il governo francese sta affrontando con nuove misure a sostegno del potere d’acquisto, sulle quali il quotidiano fa il punto. L’editoriale, in un certo modo correlato, è sul debito che strangola i Paesi in via di sviluppo e che secondo il quotidiano andrebbe alleggerito dai creditori in questa fase di crisi. Ucraina a centro pagina con un reportage sulle donne stuprate dai soldati invasori 

Le Figaro 

Insiste sull’inflazione Le Figaro, che già ieri aveva posto il tema in apertura e che oggi lo declina in una differente prospettiva, quella dei riflessi sul costo del lavoro, visto che i rincari spingono la rivendicazione di aumenti salariali e “tanto in Europa quanto negli Stati Uniti i sindacati si mobilitano”. Politica interna in risalto con un approfondimento per le ambizioni di Jordan Bardella, vicepresidente del Rassemblement National, tentato dalla sfida alla leader Marine Le Pen, e con l‘editoriale che torna a sollecitare Macron a nominare il nuovo premier: “La noia ci attanaglia con la ventesima serie di domande sul successore di Jean Castex. Sarà una donna? E nel caso sarà “techno”? Verrà da sinistra? Sarà un eletto?”, ironizza il giornale, e accusa: “La Francia, o almeno chi in Francia prende parte al gioco, gira in tondo”. Anche Le Figaro è tra quei giornali che pubblicano in grande formato la fotografia del buco nero della nostra galassia. 

El Pais 

La Finlandia decide di aderire alla Nato e Putin risponde con le stesse minacce che aveva rivolto all’Ucraina: lo sottolinea El Pais, che a questo dedica l’apertura. Secondo il giornale, tuttavia, gli analisti del Cremlino considerano che l’entrata di Helsinki nell’alleanza sarebbe strategicamente meno pericolosa per la Russia di quella di Kiev o della Georgia. Argomento in qualche modo collegato, le valutazioni dell’Ue sull’adeguatezza degli eserciti europei, risultati carenti.

Di spalla, la polemica politica scatenata bozza della nuova legge sull’aborto di cui ieri il giornale aveva anticipato i contenuti, che prevedono anche un ampliamento dei diritti delle lavoratrici legato non solo alla gravidanza, con, ad esempio, congedo retribuito nel caso di dolori mestruali. Quest’ultima norma non è stata gradita alla vicepresidente socialista Nadia Calvino, che l’ha bollata come “una stigmatizzazione della donna”.

Un titolo, più sotto, sulla crisi delle criptovalute, e anche su El Pais la fotografia del buco nero. 

Frankfurter Allgemeine Zeitung 

Il buco nero Sagittarius A* è in apertura sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, che titola “Colosso in subbuglio” e impagina un originale montaggio di sovrapposizioni dell’eccezionale fotografia di questo oggetto celeste super massiccio ottenuta dagli astronomi dopo anni di lavoro. A centro pagina, la svolta della Finlandia che dopo decenni di neutralità e non allineamento vuole entrare nella Nato.

“I finlandesi si sono dichiarati, e gli svedesi probabilmente li seguiranno subito: con ogni probabilità quest’estate la Nato otterrà due nuovi membri, sulla cui adesione fino a pochi mesi fa nessuno avrebbe scommesso un soldo”, scrive la Faz, secondo cui la mossa di Helsinki “fa sembrare Putin un sanguinario stratega dilettante che ha irrimediabilmente sbagliato i calcoli. Con l’invasione dell’Ucraina, ha ottenuto esattamente l’opposto di ciò che avrebbe voluto: la Nato è più presente che mai alle sue porte”.

Resta in primo piano il tema del gas: il ministro tedesco dell’Economia, Habeck, assicura che le forniture alla Germania sono assicurate malgrado l’Ucraina abbia interrotto il transito del combustibile dai territori occupati dai russi. 

China Daily 

La questione di Taiwan si riaffaccia sul China Daily con l’aspra replica del portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian al coordinatore del Consiglio di sicurezza nazionale Usai per gli affari indo-pacifici, Kurt Campbell, che ha dichiarato che al vertice dell’Associazione delle nazioni del sud-est asiatico riunito a Washington si discuterà anche di Cina e di sicurezza dello Stretto di Taiwan. Zhao ha invitato gli Stati Uniti ad “attuare efficacemente la posizione del presidente Joe Biden di non sostenere l’indipendenza di Taiwan, cessare la manipolazione politica delle questioni relative a Taiwan e smettere di usare Taiwan per contenere la Cina”.

Inoltre, ha aggiunto, non essendo un Paese della regione, gli Usa “non dovrebbero giocare a schierarsi con il pretesto della cooperazione o giocare con il fuoco su questioni riguardanti gli interessi fondamentali della Cina”.

Critiche a Washington il quotidiano rivolte anche in un commento sulla guerra in Ucraina, che “ha ulteriormente limitato l’autonomia già declinante dell’Europa”. E che potrebbe ridursi ulteriormente “se Svezia e Finlandia se entrassero a far parte della Nato, abbandonando la loro politica di non allineamento che rappresenta una parte importante dell’autonomia dell’Europa”. 

Quotidiano del Popolo 

La richiesta finlandese di adesione alla Nato, cui si prevede ne seguirà un’analoga svedese, è in rilievo sul  People’s Daily, edizione in inglese dell’organo del Partito comunista cinese, convinto che “l’espansione verso nord della Nato minaccerà ulteriormente la sicurezza sostenibile dell’Europa e del mondo”. Una preoccupazione interessata, perché il timore “degli esperti”, scrive il giornale in un articolo pubblicato anche dal Global Times, è che “la Nato voglia mettere piede anche in Asia”, tanto che “per la prima volta ha invitato il Giappone e la Corea del Sud alla riunione dei suoi ministri degli Esteri il 7 aprile e tra gli altri partecipanti c’erano Australia, Nuova Zelanda, Finlandia e Svezia”. L’alleanza è “un prodotto della Guerra Fredda”, ribadisce il quotidiano, e “non si è sciolta dopo il 1991, ma ha spinto il suo confine più di 1.000 chilometri più vicino alla Russia attraverso numerosi allargamenti, che hanno gettato i semi dell’attuale conflitto Russia-Ucraina”. Quale sarà l’effetto dell’ingresso della Finlandia e della Svezia, “dipenderà in gran parte dalla valutazione e dalla risposta russa: l’espansione della Nato verso Nord aumenta la pressione sulla sicurezza strategica o è una minaccia imminente in termini tattici?”, si chiede Cui Hongjian, direttore del Dipartimento di studi europei presso il China Institute of International Studies, citato nell’articolo. 

Molti giornali internazionali titolano sull’inflazione americana che flette molto leggermente e resta ai livelli più alti da 40 anni. Altro tema, il blocco delle forniture di gas all’Europa dai territori ucraini controllati dai russi. La stampa britannica dà rilievo all’accordo di difesa promosso da Boris Johnson con Svezia e Finlandia, altre testate valorizzano notizie di politica interna. 

Washington Post

Inflazione in risalto sulla prima pagina del Washington Post, che titola sui dati americani di ieri in leggerissimo miglioramento ma ben lungi dall’indicare un arretramento o una decisa frenata dei prezzi: insomma, come sottolinea il giornale, c’è “una lunga strada da percorrere prima che gli americani si sentano sollevati”, tanto più che “i piani della Federal Reserve di aumentare i tassi di interesse in risposta, stanno anche alimentando i timori di recessione e frenando i mercati finanziari”. Un problema per la Casa Bianca “perché l’inflazione diventa il principale punto debole politico” per Biden. Le cronache della guerra in Ucraina, dove non c’è un fatto che si impone significativamente, sono accompagnate da un approfondimento sulle esportazioni russe di petrolio, che malgrado le sanzioni occidentali restano una fonte di grandi e vitali profitti per Mosca. La Russia “ha ancora moltissimi acquirenti e a prezzi abbastanza alti da mantenere elevate le entrate del governo e le sue casse piene”, scrive il giornale, che cita un’analisi di Rystad Energy, una società indipendente di ricerca e consulenza agli investitori, da cui risulta che anche con i “gravi tagli alla produzione di petrolio” previsti quest’anno, il gettito fiscale russo “aumenterà in modo significativo a oltre 180 miliardi di dollari a causa del picco dei prezzi del petrolio”. L’ammontare di queste entrate – sottolinea il Post – è superiore del 45% rispetto al 2021. Spazio anche all’uccisione in Cisgiordania della giornalista di Al Jazeera, Shireen Abu Akleh, palestinese con cittadinanza Usa, con titolo centrato sulle accuse a Israele da parte del network e del governo palestinese. 

New York Times

Il rallentamento frazionale dell’inflazione negli Usa ad aprile non offre significative ragioni di ottimismo secondo il New York Times, che apre con i dati sui prezzi. “Anche se il rallentamento dell’inflazione annuale può aver dato al presidente Biden e alla Fed un certo sollievo, il quadro generale rimane preoccupante. I responsabili politici hanno ancora molta strada da fare per riportare gli aumenti dei prezzi a livelli più normali e stabili”, sottolinea il giornale, secondo cui la modestissima frenata di aprile si deve in parte a un meccanismo statistico, visto che le variazioni annuali dei prezzi vengono ora misurate con riferimento ai dati della primavera scorsa, quando l’inflazione ha iniziato a decollare, e dunque “la base più alta fa sembrare gli aumenti annuali meno gravi”. Sull’Ucraina, il Nyt coglie rischi di incrinature della compattezza finora mostrata dall’Occidente leggendo vari segnali sulla divergenza degli interessi di Europa e Stati Uniti, come la resistenza dell’Ungheria che impedisce all’Ue l’embargo sul petrolio russo, o il disaccordo manifestato dalla Francia con l’obiettivo militare americano di un indebolimento della Russia. “Se la guerra si stabilizzasse in un conflitto prolungato, che potrebbe continuare per mesi o addirittura anni, sarebbe messa alla prova la determinazione dei Paesi occidentali, con dirigenti europei e americani che si chiedono già se il crescente tributo economico eroderà la loro solidarietà nel tempo”, osserva il giornale. 

Wall Street Journal

Inflazione e mercati dominano la prima pagina del Wall Street Journal, che presenta un molto dettagliato sull’allarmante corsa dei prezzi nei diversi settori di consumo. Il titolo evidenzia che la spinta inflattiva negli Usa continua, malgrado un lieve calo in aprile. Gli analisti interpellati dal quotidiano sottolineano che l’inflazione non è più limitata alla sola catena di approvvigionamento ma la sua pressione si sta ampliando, il che rende sempre più difficile il compito della Fed, chiamata a inasprire la politica monetaria abbastanza da frenare i galoppanti rincari e raffreddare l’economia senza rallentare la crescita e causare una recessione. Il quotidiano sottolinea che “il ritmo sostenuto della spesa è un segno che i consumatori sono per ora in grado di assorbire i prezzi più elevati”, ma ciò “è probabilmente un fenomeno temporaneo” e si deve “alla generale sfiducia di poter trovare prezzi più bassi” rinviando l’acquisto. In una lunga analisi impaginata sotto l’apertura, il Wsj ragiona sulle prospettive della Borsa americana, che ieri ha accusato un altro calo: in una fase di volatilità, i mercati sono più sensibili a qualsiasi notizia che alluda a una persistente pressione sui prezzi, temono un ulteriore aumento dei tassi da parte della Fed, il che mette tensione sui titoli di Stato, e la guerra in Ucraina aggiunge preoccupazione in quanto acceleratore dell’inflazione. Un quadro, dice un analista, da “tempi pazzi”.  

Financial Times

“Johnson appoggia la spinta nordica” della Nato, titola il Financial Times che mette nella fascia alta della sua prima pagina il viaggio del premier britannico a Stoccolma e Helsinki per assicurare che la Gran Bretagna è pronta ad assistere militarmente Svezia e Finlandia se fosse necessario prima del loro ingresso nell’Alleanza Atlantica, il cui processo è avviato. Al centro, il piano dell’Ue per liberarsi dalla sua dipendenza energetica dalla Russia. Il quotidiano ha preso visione della bozza, e mette l’accento sul costo previsto, 195 miliardi di euro in cinque anni. L’Europa dovrà inoltre ridurre i consumi di combustibili fossili più di quanto calcolato in precedenza, per rispettare l’obiettivo di zero emissioni nel 2050. Secondo il documento, che sarà presentato ufficialmente la prossima settimana, punta a un’accelerazione sulle rinnovabili, con il raddoppio della produzione fotovoltaica entro il 2028, e l’innalzamento dal 40 al 45% della quota di energia verde da raggiungere entro il 2030. Un altro caposaldo della svolta energetica europea è l’idrogeno prodotto con mezzi ecosostenibili: l’obiettivo è di utilizzarne 20 milioni di tonnellate entro il 2030, la metà delle quali importate attraverso specifici “corridoi attraverso il Mediterraneo, il Mare del Nord, e, infine, l’Ucraina”. Spazio anche ai dati sull’inflazione, che negli usa “cala meno delle attese e resta ai massimi da 40 anni”.  

The Times

E’ l’accordo difensivo tra Gran Bretagna, Svezia e Finlandia il fatto del giorno secondo il Times: “Truppe britanniche difenderanno la Scandinavia da Putin”, assicura il titolo che sintetizza così il contenuto dell’accordo di cui si è fatto promotore Boris Johnson ieri nel viaggio a Stoccolma e Helsinki. Il premier si è spinto a dire che Londra valuta “molto seriamente” il dispiegamento di armi nucleari per proteggere la sovranità svedese e finlandese. E ciò senza alcun termine, ovvero anche successivamente al previsto ingresso dei due Paesi nella Nato. Johnson ha sostenuto l’urgenza di resistere a Putin, “un tiranno del 21esimo secolo con ambizioni neo imperialiste e revansciste”: “Provate a immaginare le conseguenze, non solo militari o politiche, ma economiche di una nuova aggressione russa contro qualche altro pezzo dell’ex Unione Sovietica”, ha detto Johnson. Il Times puntualizza che la Finlandia ha fatto territorialmente parte della Russia zarista tra l’inizio dell’800 e la rivoluzione comunista del 1917, mentre la Svezia mai. Il quotidiano informa poi, con una grande fotografia, che la duchessa di Cambridge, Kate Middleton, è riuscita a risolvere il cruciverba  pubblicato giornalmente dal quotidiano.

Le Monde

La strategia di Macron contro la sinistra in apertura su Le Monde, che guarda alle elezioni legislative di giugno e si concentra sulle mosse del presidente. Perché, sottolinea il giornale, alle presidenziali si è battuto contro la destra di Marine Le Pen, ma adesso l’avversario è il cartello unitario della gauche messo insieme da Jean-Luc Melenchon, e dunque la tattica dovrà essere completamente diversa. Macron, in un incontro con i colonnelli del suo partito La Republique en marche, ha dato indicazione di puntare ad attrarre l’elettorato socialdemocratico insistendo sull’antieuropeismo di Melenchon, che ha fatto inserire nel programma della sua coalizione la “disobbedienza” ai trattati europei. Ma l’asso nella manica, prevede il giornale, saranno gli aiuti contro il carovita, che il prossimo governo dovrà affrettarsi a varare prima del voto, per togliere alla sinistra il suo principale argomento propagandistico. A centro pagina l’Ucraina, con un servizio sulle armi vincenti di Kiev, i droni su tutte.  

Le Figaro

L’economia globale in retromarcia è il tema che Le Figaro propone in apertura sulla sua prima pagina. “Inflazione, tassi, crescita: il mondo in stato d’allarme”, dice il titolo che fotografa un quadro in cui “le banche centrali stanno innalzando, una a una, i tassi di interesse per tentare di contenere la fiammata dei prezzi, a rischio di colpire le attività economiche che rallentano dappertutto”. Secondo il giornale, si è infranta la bolla “dei soldi facili e del credito illimitato”, e “il vento sta cambiando velocemente nell’economia”. Il giornale sottolinea che “alcuni mesi fa, coloro che erano preoccupati per l’aumento del debito erano considerati incorreggibili Cassandre, aggrappati a mode d’altri tempi. Il coro dei moderni faceva la lezione sul nuovo mondo. Il progresso economico, la globalizzazione, i guadagni di produttività, ci spiegavano, avevano definitivamente sconfitto l’inflazione. I tassi di interesse sarebbero rimasti ad vitam aeternam inchiodati al minimo, il debito era diventato una questione secondaria”. Ma “questo pigro ragionamento” è stato “un formidabile incoraggiamento all’incuria, soprattutto in Francia, dove la gente si ubriaca, più che altrove, di spesa pubblica”. E qui il ragionamento si sposta dal mondo alle elezioni politiche francesi di giugno: secondo Le Figaro, lo scenario economico renderebbe necessario il rigore sui conti pubblici, ma, a un mese dal voto, questa non è la priorità del governo, che continua ad approvare spesa in debito.

El Pais

Il governo spagnolo si appresta a introdurre per tutte le lavoratrici un permesso retribuito per tutto l’ultimo mese di gravidanza: una notizia in esclusiva di El Pais, che la impagina in apertura. Il giornale ha ottenuto la bozza del provvedimento predisposto dal ministero della Parità, e ancora non condiviso con altri rami dell’esecutivo. La norma verrebbe inserita nella riforma della legge del 2010 sull’aborto, già oggetto di dibattito politico per l’abbassamento a 16 anni del diritto di scelta per la donna, con la possibilità per le minorenni di interrompere la gravidanza senza il consenso dei genitori. Un’altra novità, informa il giornale, sarà il diritto delle lavoratrici ad assentarsi dal lavoro da tre a cinque giorni per dolori mestruali. Di spalla, l’interruzione del flusso del gas verso l’Europa dalle zone dell’Ucraina occupate dai russi: è la prima volta dall’inizio della guerra che ciò accade. La decisione è stata presa da Kiev “per motivi di sicurezza”, e Gazprom ha rifiutato di dirottare su altri canali l’erogazione, che è perciò dirotta di un quarto. Ma l’Ue assicura che al momento non vi saranno problemi nella distribuzione agli utenti.

Frankfurter Allgemeine Zeitung

“La guerra in Ucraina porta per la prima volta a una riduzione delle forniture di gas” all’Europa, sottolinea la Frankfurter Allgemeine Zeitung nel titolo di prima pagina che dà rilievo alla decisione di Kiev di fermare i flussi in transito dalle zone del Donbass sotto il controllo dei russi. Il fermo, specificamente, ha riguardato la stazione di compressione di Novopskov e ha messo in allarme il ministero tedesco dell’Economia, che ha fatto sapere di monitorare la situazione molto attentamente e che, nell’immediato, la riduzione della fornitura può essere compensata con maggiori acquisiti di gas norvegese e olandese. Il quotidiano, in un editoriale, riflette sui motivi con cui le autorità ucraine hanno spiegato lo chiusura dei rubinetti, ovvero l’impossibilità di garantire la sicurezza degli impianti manomessi dalle truppe russe per dirottare gas verso le città da loro occupate. Cosa “del tutto possibile”, osserva la Faz, che si chiede: “Non c’era davvero altra opzione che limitare il transito? La leadership di Kiev rischia danni economici ai suoi più importanti alleati in Europa”, sottolinea il giornale. 

China Daily

Torna in risalto sul China Daily la polemica con gli Usa sulla guerra in Ucraina. “Negli ultimi due mesi e mezzo, il mondo non solo ha assistito alla continuazione del conflitto Russia-Ucraina, ma ha anche visto Pechino respingere duramente le accuse di Washington che mirano a screditare il ruolo della Cina nella crisi e su altre questioni”, scrive il quotidiano in un editoriale, che accusa: “La tattica della guerra dell’informazione aiuta Washington a tentare di allontanare da sé la colpa per aver alimentato l’attuale turbolenza, serve la sua strategia a lungo termine di contenere la Cina, sabota l’unità globale e riduce ulteriormente le prospettive che Stati Uniti e Cina possano fare sforzi congiunti per gestire i problemi più scottanti”. Il quotidiano ha chiesto a esperti di geopolitica previsioni sulla nuova strategia americana sulla Cina, la cui presentazione da parte del segretario di Stato Antony Blinken è attesa a breve: difficile che Washington campi l’approccio di contenimento, anche se Pechino cambiasse atteggiamento sull’Ucraina.

Quotidiano del Popolo

Negli Usa c’è ottimismo sull’economia cinese. Ad assicurarlo è Craig Allen, presidente dell’U.S.-China Business Council (Uscbc), intervistato dal People’s Daily, edizione in inglese dell’organo del Partito comunista cinese. Allen sostiene che le esportazioni americane in Cina garantiscono 858.000 mila posti di lavoro negli Usa e che “una maggiore stabilità può offrire maggiori opportunità alle imprese e alle persone in entrambi i Paesi”. Al contrario, “l’imposizione di dazi e il disaccoppiamento dalla Cina non fanno bene al Paese, agli Stati Uniti e al mondo”, ha affermato Allen, sottolineando gli aspetti positivi della globalizzazione economica. L’invito di Allen è a “rifiutare i blocchi commerciali e le sfere di influenza a favore del miglioramento degli aspetti positivi della globalizzazione”, perché “il mondo ha bisogno che la Cina e gli Stati Uniti svolgano un ruolo positivo nel continuare questo contributo al bene pubblico globale”. In rilievo anche le congratulazioni inviate da Xi Jinping al neo eletto presidente delle Filippine, Ferdinand Marcos, figlio dell’ex dittatore, col quale intende lavorare “per sostenere il buon vicinato e lo sviluppo congiunto e far progredire ulteriormente il rapporto di cooperazione strategica bilaterale”. 

AGI – Una fotografia di Carlo a Westminster, per tenere il discorso al Parlamento in vece della regina indisposta e rappresentata dalla corona adagiata su uno scranno, si trova su quasi tutte le prime pagine internazionali, che per il resto appaiono piuttosto diverse, con vari temi in rilievo a seconda delle sensibilità proprie di ciascun giornale e dei fatti di importanza nazionale da registrare. 

Washington Post

Ucraina in chiave americana sulla prima pagina del Washington Post, con il via libera della Camera agli aiuti per Kiev. Larghissima la maggioranza, 368 sì e 57 no, per un pacchetto da 40 miliardi, ben oltre, dunque, i 33 miliardi di dollari chiesti da Biden: “una nuova ancora di salvezza a Kiev mentre Mosca va avanti con i piani per annettere vaste aree del Sud e dell’Est del Paese”, scrive il giornale.

Il voto definitivo del Senato è atteso già questa settimana, e quando arriverà l’importo totale delle misure americane in favore dell’Ucraina a partire dall’invasione del 24 febbraio, supererebbe i 53 miliardi di dollari. Un reportage da Leopoli racconta la storia di Anna Melnyk, una profuga sedicenne che si è data la missione di aiutare che fugge a trovare un treno alla stazione ferroviaria principale della città.

In evidenza anche il record del prezzo della benzina negli Usa, una delle ricadute della guerra: i prezzi sono saliti nonostante gli sforzi della Casa Bianca per stabilizzarli, e hanno raggiunto i 4,37 dollari al gallone di costo medio nazionale, il massimo dal 2000 martedì. Inevitabile l’effetto acceleratore sull’inflazione, nota il Post.

Il quotidiano torna sull’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021 con un approfondimento sul “ruolo chiave” dell’allora capo dello staff della Casa Bianca, Mark Meadows “nello sforzo di Trump per ribaltare le elezioni”.  Un’analisi sul crollo in Borsa delle aziende tecnologiche, con uno sbriciolamento dell’economia delle start-up della Silicon Valley, dove sono cominciati i licenziamenti: “Una drammatica flessione per un settore considerato un barometro per l’economia globale”, commenta il giornale. 

New York Times

L’inflazione preoccupa sempre più gli americani e mentre i prezzi salgono “la Fed cerca di recuperare il tempo perduto”, titola il New York Times. “Alcuni funzionari della Federal Reserve hanno iniziato a riconoscere di essere stati troppo lenti per rispondere alla rapida inflazione dell’anno scorso, un ritardo che li sta costringendo a vincolare l’economia in modo più brusco ora”, osserva il giornale, secondo cui però “il ritardo potrebbe avere delle conseguenze”, considerato che “quando la Fed ha smesso completamente di acquistare obbligazioni e ha iniziato ad aumentare i tassi a marzo, i prezzi erano aumentati dell’8,5% rispetto all’anno precedente, il tasso più veloce dal 1981”.

In risalto anche l’approvazione alla Camera dei rappresentanti di un nuovo pacchetto di aiuti all’Ucraina per 40 miliardi di dollari, su cui ora dovrà dare il via libera definitivo il Senato. Il Nyt sottolinea la rapidità del voto, quasi in assenza di dibattito: “Sotto pressione per presentare un fronte unito mentre le forze del presidente Vladimir V. Putin portano avanti una campagna di atrocità in tutta l’Ucraina, i legislatori di entrambi i partiti politici che hanno precedentemente inveito contro l’aumento vertiginoso dei budget militari e i coinvolgimenti in conflitti ingestibili all’estero sono rimasti in gran parte in silenzio su quello che sta rapidamente diventando un grande sforzo militare che attinge alle risorse americane”, sottolinea il quotidiano. 

Wall Street Journal

Con una grande fotografia il Wall Street Journal mette in risalto il discorso che Carlo ha tenuto ieri in Parlamento al posto della regina Elisabetta, costretta dagli acciacchi a rinunciare per la prima volta in 60 anni. Per l’ormai attempato erede al trono, una sorta di prova generale da re. Sotto, le cronache dall’Ucraina, centrate sulla resistenza di Severodonetsk, quasi circondata dai russi. In risalto due analisi finanziarie.

Una riguarda il crollo delle criptovalute e sui suoi effetti: Coinbase Global, la più grande piattaforma americana di scambi della moneta virtuale, continua ad affondare in Borsa (ieri ha segnato -12,60% con un prezzo di 61 dollari per un’azione che meno di un anno fa ne valeva 381) e accusa un’emorragia di utenti.

L’altra per una particolare nicchia di investitori, i piccoli e individuali, che hanno sempre avuto la tendenza a comprare nei momenti di forte ribasso dei mercati: la sequenza di tonfi dei maggiori indici azionari metterà alla prova la loro saldezza, afferma il Wsj. Divertente un commento sull’Eurovision Song Contest, dove la solidarietà vince sulla musica: prevedibile una vittoria del gruppo ucraino Kalush Orchestra, anche la loro canzone è brutta. 

Financial Times

L’assenza della regina all’apertura del Parlamento ieri e la presenza di Carlo in sua vece “indica come la monarchia stia portando alla ribalta il futuro re”, scrive il Financial Times, che mette nella fascia alta della prima pagina la notizia del discorso affidato all’erede al trono. In risalto l’intreccio tra corsa dell’inflazione ed elezioni di metà mandato negli Usa, con un titolo su Biden che ha rinnovato con forza il suo sostegno all’azione della Fed per contenere il rialzo dei prezzi e ha promesso il massimo impegno della Casa Bianca, spinto “dalla paura di contraccolpo elettorale”.

Il quotidiano riporta ampiamente in proposito dichiarazioni di John Williams, presidente della Fed di New York, convinto, come Powell, che un “atterraggio morbido” sia possibile perché l’economia americana, malgrado il rialzo dei tassi, continua a mostrare segni di “forza e resilienza”. Un focus, infine, su Peloton, la società newyorkese di fitness indoor, entrata in crisi dopo il boom durante la pandemia, e colpita in Borsa da un’ondata di vendite che ne hanno fatto precipitare il titolo. 

The Times

Il discorso della corona tenuto ieri in Parlamento dal principe Carlo in sostituzione della regina, assente per la prima volta in 60 anni a causa di motivi di salute, domina la prima pagina del Times. La foto è per l’erede al trono, ma il titolo è per i contenuti del discorso che traccia le linee guida dell’azione legislativa del governo: “I quartieri ottengono il diritto di voto sui piani edilizi”.

L’indicazione è che i residenti potranno esprimersi con referendum sulle dimensioni, la cubatura e perfino lo stile architettonico dei palazzi residenziali da realizzare. Inoltre, imposte sui profitti dei grandi costruttori saranno destinate a finanziare scuole, guardie mediche e manutenzione stradale nelle zone dove hanno edificato.

Tra gli altri temi citati nel discorso, la possibilità per i maggiorenni che lo vogliano di accedere a terapie per cambiare il loro orientamento sessuale, l’abbandono della proposta di amnistia generale per i crimini violenti commessi durante le rivolte in Irlanda del Nord, le restrizioni nell’accesso al lavoro per gli stranieri sospettati di essere al servizio di potenze ostili. Spazio anche alla promessa di Elon Musk di far tornare Donald Trump “in un Twitter di sinistra”.  

Le Monde

La proposta di riformare i trattati Ue per far nascere un’Europa più potente lanciata davanti all’Europarlamento a Strasburgo da Emmanuel Macron è oggetto di un lungo approfondimento che Le Monde mette in apertura. “Senza anticipare una discussione che si è appena aperta, il capo dello Stato ha cercato di stabilire alcune pietre miliari, per aumentare l”indipendenza’ e l”efficienza’ di un’Europa potente che si pretendesse tale”, scrive il giornale e sottolinea che Macron ha rilanciato “una vecchia idea francese, quella di un’Europa a più velocità, consentendo a un”avanguardia’ di Stati più volenterosi di mostrare la strada, senza essere ostacolata da altri, più riluttanti ma propensi a unirsi a loro”.

Anche quello della “comunità politica europea”, una sorta di confederazione destinata a riunire i Paesi che aspirano ad entrare nell’Ue, rileva Le Monde, è un progetto non nuovo, avendolo già presentato invano François Mitterrand, subito dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989, pur con la sostanziale differenza che oggi la Russia non avrebbe alcuna vocazione ad entrare a far parte di questo insieme di Paesi.

Per il quotidiano, “l’approccio del capo dello Stato ha il merito di sollevare le domande necessarie, ma non è privo di pericoli. Volendo forzare l’unità, Macron rischia la divisione. Tredici Stati membri, tra cui Polonia, Romania e Svezia, non hanno aspettato la fine del suo discorso a Strasburgo per respingere i ‘tentativi sconsiderati e prematuri’ di rivedere i trattati. La ‘retroguardia’ dovrà essere convinta”. A centro pagina, il giornale segnala un “avviso di burrasca” per le economie dei Paesi emergenti per il corto circuito tra l’esplosione dei loro debiti e la corsa dell’inflazione globale.  

Le Figaro

Politica interna in primo piano su Le Figaro, che titola: “Macron davanti al rompicapo del dopo Castex”. Il premier in carica, per legge, resterà al suo posto fino a venerdì prossimo ma il giornale nota che il presidente “non sembra avere alcuna fretta” di nominare il suo successore, nota criticamente il giornale, perché “dopo la rielezione ha dedicato molto tempo a strutturare la sua maggioranza” in vista delle legislative di giugno.

“L’impazienza è tanto maggiore in quanto nessuno sa esattamente quale politica voglia applicare il presidente rieletto. Il profilo del prossimo inquilino di Matignon dovrebbe quindi fungere da bussola e dare indicazioni preziose sulla piega che Emmanuel Macron intende dare al suo secondo mandato”, scrive Le Figaro, e avverte che, se la riforma delle pensioni sarà tra i temi centrali come promesso dal presidente in campagna elettorale, a Matignon ci sarà bisogno di “qualcuno che sa tenere la barra con il mare grosso”.

Spazio al discorso pronunciato da Carlo in Parlamento al posto della regina, anticipando così plasticamente la sua ascesa al trono, e un titolo per la valutazione del governatore della Banca di Francia, Villeroy, sui costi per il bilancio dello Stato dell’aumento dei tassi di interesse: un punto vale 40 miliardi l’anno in maggiori interessi sul debito pubblico

El Pais

La rimozione della direttrice del Cni, i servizi segreti spagnoli, Paz Esteban, decisa dal premier Sanchez sull’onda dello scandalo Pegasus è la notizia del giorno per El Pais. Una mossa per evitare che il caso dello spionaggio ai danni di decine di esponenti politici della Catalogna, ma anche dello stesso premier e della ministra della Difesa, Margarita Robles, “finisca col fare esplodere la legislatura”, osserva il giornale.

Certo, “una crepa di questo calibro nella sicurezza dello Stato, una volta emersa, non può rimanere senza conseguenze”, ma il cambio all vertice dei servizi non fa la chiarezza necessaria, lamenta El Pais. Il governo “non ha spiegato nulla”, e “la ministra della Difesa non ha fornito alcuna spiegazione su una ‘sostituzione’ di tale importanza, a parte ammettere che ‘potrebbero esserci stati degli errori’ e che ‘la sicurezza totale non esiste'”.

Sicché il siluramento della Esteban e la nomina al suo posto di Esperanza Casteleiro, vicinissima alla ministra Robles, ha il sapore di un atto tutto politico, teso a dare un segnale soprattutto all’Erc, il partito della sinistra catalana che fa parte della maggioranza e si trovava in forte imbarazzo per la vicenda. In alto nella prima pagina anche le divisioni della sinistra, che ha difficoltà a formare una coalizione elettorale in Andalusia. Anche il quotidiano spagnolo impagina una foto di Carlo in Parlamento al posto della regina Elisabetta. 

Frankfurter Allgemeine Zeitung

La visita a Kiev della ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock è la notizia di apertura sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung che nel titolo evidenzia il sostegno della Germania all’adesione dell’Ucraina all’Ue, ma “senza nessuna scorciatoia”. Anche Berlino, come aveva detto Macron nei giorni scorsi, parlando di “decenni” per l’ingresso del Paese in Europa, non vede spazi per affrettare i tempi.

Baerbock ha detto che l’Ucraina riceverà “un chiaro status di candidato”, ma non si dovrebbero fare “promesse vuote” sulla strada da percorrere. Tanto più, osserva la Faz, che il cancelliere Olaf Scholz insiste sulla priorità dei negoziati con i sei paesi dei Balcani occidentali, e lo ha ribadito ieri in una conferenza stampa con il primo ministro belga Alexander De Croo. In evidenza, a centro pagina, il rapporto annuale della polizia federale sull’antisemitismo: i reati di odio contro gli ebrei sono in allarmante crescita, aumentati del 29% rispetto all’anno precedente per un totale di 3.207.  

China Daily

Dopo la videochiamata di lunedì con il cancelliere tedesco Scholz, Xi Jinping ne ha avuta ieri una con Macron e questa attività diplomatica del presidente è valorizzata sul China Daily. La Cina “è disposta ad espandere le sue importazioni di prodotti di qualità dalla Francia e accoglie con favore gli investimenti francesi e le imprese high-tech francesi per sviluppare la cooperazione”, ha affermato Xi, e ha auspicato che “che la Francia fornisca un ambiente commerciale equo, giusto e non discriminatorio per le aziende cinesi che vi investono”.

Ma, al di là del rafforzamento dei rapporti bilaterali, Xi ha colto l’occasione per manifestare “la speranza che la Francia incoraggi l’UE a mantenere la giusta percezione della Cina, a lavorare con la Cina nella stessa direzione gestendo adeguatamente le differenze e basandosi su interessi convergenti per una più stretta cooperazione nell’economia e nel commercio, lo sviluppo verde e digitale e gli scambi tra le persone”. 

Quotidiano del Popolo

Accento sul multilateralismo nella cronaca del People’s Daily, edizione in inglese dell’organo del Partito comunista cinese, sul colloquio telefonico di ieri tra Xi Jinping e Emmanuel Macron. Secondo il presidente cinese, i due Paesi dovrebbero farsene alfieri, “sostenendo il sistema internazionale con le Nazioni Unite al centro e l’ordine internazionale basato sul diritto internazionale, la multipolarità e la globalizzazione economica e approfondendo la cooperazione sui cambiamenti climatici e la biodiversità”.

Xi ha anche sottolineato “che le due parti devono aumentare la comunicazione e il coordinamento nel G20 e sulla sicurezza alimentare ed energetica globale, espandere la cooperazione trilaterale in Africa e in altre regioni ed esplorare la cooperazione sull’Iniziativa di sviluppo globale e sull’Iniziativa di sicurezza globale”.

A Macron, presidente di turno dell’Ue, come ricorda il quotidiano, Xi ha detto “che la crescita costante e solida delle relazioni Cina-UE serve gli interessi delle persone in Cina, in Europa e in tutti gli altri Paesi”, e ha manifestato apprezzamento per “l’impegno della Francia per l’autonomia strategica”. 

AGI – Un gruppo di donne ha manifestato a Kabul contro la decisione dei talebani di rendere nuovamente obbligatorio il burqa in pubblico. Chiedendo “giustizia”, le manifestanti sono riuscite a percorrere 200 metri nel centro della capitale afghana prima di essere fermate dai talebani.

Domenica è stato diffuso un decreto che impone alle donne di coprire integralmente viso e corpo in pubblico: la preferenze va al burqa per questione di “tradizione” ma qualsiasi tipo di velo che lasci vedere solo gli occhi va bene, hanno fatto sapere i nuovi padroni dell’Afghanistan, precisando che se non ci sono ragioni urgenti per uscire, “meglio (per le donne) restare a casa”. 

AGI – Le forze russe continuano ad avanzare nell’Ucraina orientale nel tentativo di raggiungere il loro obiettivo di stabilire il pieno controllo sulle regioni di Donetsk e Lugansk e di mantenere il corridoio terrestre tra quei territori e la Crimea occupata.

È quanto osserva l’Alto comando militare ucraino, mentre Mosca celebra il 77esimo anniversario della vittoria sulla Germania nazista.

In direzione di Donetsk, i russi, supportati da aerei e artiglieria, concentrarono i loro sforzi nel tentativo di prendere il controllo degli insediamenti di Rubizhne e Popasna e si prepararono a continuare le operazioni offensive negli insediamenti di Siversk, Sloviansk, Lysychansk e Avdiyivka.

In quelle aree le truppe russe hanno aumentato la potenza di fuoco e stanno cercando di distruggere le difese dell’Ucraina.

A Donetsk e anche nella regione di Lugansk, le forze ucraine rivendicano di aver respinto con successo sei attacchi nemici, distruggendo 20 carri armati, un sistema di artiglieria, 28 veicoli corazzati da combattimento, un veicolo corazzato speciale e cinque camion militari.

Il comando ucraino ha anche riferito che nei pressi di Slobozhansky, i russi si sono concentrati sul raggruppamento delle unità, sul rifornimento di munizioni e scorte di carburante, sul mantenimento delle posizioni precedentemente occupate e sul lavoro per impedire l’avanzata delle forze ucraine verso il confine.

L’offensiva russa sta evidenziando carenze nella sua capacità di condurre attacchi di precisione su larga scala, avverte il ministero della Difesa del Regno Unito nel suo ultimo aggiornamento dell’intelligence.

All’inizio dell’invasione, la Russia ha pubblicamente promosso la sua capacità di condurre attacchi chirurgici e limitare i danni collaterali, assicurando che le città ucraine sarebbero state quindi risparmiate dai bombardamenti.

Tuttavia, dato il protrarsi del conflitto al di là delle aspettative russe, è probabile che le scorte russe di munizioni ad alta di precisione siano state esaurite, causando il ricorso all’uso di munizioni obsolete e meno affidabili, oltre che più facilmente intercettabili.

In generale il risultato si traduce in bombardamenti intensi e indiscriminati, con poca o nessuna considerazione per le vittime civili.

Secondo il presidente ucraino Zelensky sono 60 le persone rimaste uccise nella scuola bombardata sabato dai russi nell’Est, nel villaggio di Bilohorivka, nella regione di Lugansk.

I media ucraini avevano riferito che all’interno della scuola si erano rifugiate 90 persone e che circa 30 erano state tratte in salvo in tempi veloci.

AGI – Le forze russe hanno bombardato una scuola nel villaggio di Belohorivka, nella regione di Luhansk, dove 90 persone si erano rifugiate. Lo ha scritto su Telegram l’Amministrazione militare regionale di Luhansk, secondo quanto riporta Ukrinform. Circa 30 persone sotto le macerie sono già state salvate, si legge ancora. 

Il ministero della Difesa russo ha confermato che “si è conclusa l’evacuazione dei civili dalla Azovstal di Mariupol”.”L’operazione umanitaria che consisteva nell’evacuare civili pacifici dall’accieria Azovstal si è conclusa oggi”, ha spiegato Mikhail Mizintsev, direttore del Centro di controllo della Difesa russa. “Nell’evacuazione, iniziata il 5 maggio, sono state soccorse 51 persone (18 uomini, 22 donne e 11 bambini)”, ha aggiunto Mizintsev precisando che “solo una persona” è stata soccorsa oggi.