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AGi – La prospettiva del “completo fallimento dello Stato ucraino” e della sua “inevitabile fine” è chiaramente visibile e l’Occidente assisterà silenziosamente alla “morte” dell’Ucraina. Lo ha affermato il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitri Medvedev, nel giorno del vertice Ue-Ucraina a Kiev.

“La prospettiva del completo fallimento dello Stato ucraino e di una sua fine inevitabile sta diventando sempre più chiaramente visibile”, ha avvertito l’ex presidente russo. L’Occidente, a suo dire, rimarrà a guardare in silenzio. “La fine della vita o la morte dell’ex Stato sarà accompagnata da risate folli e buffonate da clown della banda nazista e il silenzio mortale dei ‘medici’ occidentali, che con freddo disprezzo guarderanno l’agonia del proprio paziente torturato”, ha aggiunto. 

AGI – Israele ha lanciato una serie di attacchi aerei sulla Striscia di Gaza nelle prime ore di oggi, un’azione a cui la parte palestinese ha reagito lanciando razzi in quello che è un nuovo acuirsi delle tensioni nella regione.

Gli attacchi notturni – che l’esercito israeliano ha confermato in una dichiarazione – sono stati lanciati poche ore dopo che era stato intercettato un razzo lanciato dal territorio palestinese. I servizi di emergenza non hanno dato notizia di vittime, da entrambe le parti.

Secondo fonti e testimoni della sicurezza locale, il primo round di attacchi – almeno sette – ha colpito un centro di addestramento delle Brigate Ezzedine al-Qassam, il braccio armato del movimento islamista palestinese Hamas.

Il centro si trova nel campo profughi di Al-Maghazi, nella parte centrale della Striscia di Gaza. Una seconda serie di attacchi aerei ha colpito il centro di addestramento delle Brigate al-Qassam a sud-ovest di Gaza.

Un comunicato dell’esercito israeliano afferma che aerei da combattimento hanno “colpito un sito di produzione, conservazione e stoccaggio di materie prime chimiche insieme a un sito di produzione di armi” appartenente ad Hamas. 

Gli attacchi sono arrivati “in risposta al lancio di razzi dalla Striscia di Gaza verso Israele” mercoledì. Dopo gli attacchi, giornalisti e testimoni hanno visto nuovi colpi di razzi lanciati da Gaza e nuove esplosioni sono state udite da Gaza City intorno alle 02,00 ora italiana.

Queste nuove azioni arrivano dopo il lancio di razzi transfrontalieri dalla Striscia di Gaza la scorsa settimana, come rappresaglia a un micidiale raid israeliano nella Cisgiordania occupata, e un attacco con armi da fuoco fuori da una sinagoga nella Gerusalemme Est che ha ucciso sette civili.

Si è trattato del più letale attacco contro civili israeliani in più di un decennio ed è stato celebrato da molti palestinesi a Gaza e in tutta la Cisgiordania, dove anche lo spargimento di sangue è in aumento.

La scorsa settimana le forze israeliane hanno ucciso 10 persone del campo profughi di Jenin nel loro raid più letale in Cisgiordania in quasi due decenni. Israele ha affermato che i militanti della Jihad islamica erano l’obiettivo dell’operazione.

Gaza, densamente popolata da 2,3 milioni di persone, è sotto il blocco israeliano da quando Hamas ha preso il potere nel 2007. Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) – un gruppo armato palestinese laico – ha affermato giovedì, dopo gli attacchi aerei, di aver effettuato “una raffica di razzi… in risposta all’aggressione sionista alla Striscia di Gaza”.

Le sirene di allarme hanno suonato a Sderot, una città nel sud di Israele vicino alla Striscia di Gaza, secondo l’esercito. – Jericho ‘assedio’ – Mercoledì scorso, il fuoco del ministro israeliano per la sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir ha affermato che il recente attacco di razzi è dovuto alla sua decisione di chiudere due panetterie improvvisate gestite da attivisti palestinesi nelle carceri israeliane. Ha definito le panetterie parte dei “benefici” ingiustificati a cui erano soggetti i “terroristi”.

“Il lancio da Gaza non indebolirà la mia determinazione a continuare a lavorare per cambiare le condizioni dei campi estivi dei terroristi assassini”, ha detto il ministro. L’escalation di violenza ha colpito gran parte della Cisgiordania, con il 2022 l’anno più mortale da quando le Nazioni Unite hanno iniziato a monitorare le vittime nel territorio occupato nel 2005.

Circa 235 persone sono morte nel conflitto israelo-palestinese lo scorso anno, con quasi il 90 per cento dei vittime da parte palestinese, secondo i dati dell’AFP. Solo a gennaio, le forze israeliane hanno ucciso 35 palestinesi, tra aggressori, militanti e civili, mentre l’attacco di venerdì a Gerusalemme est ha ucciso sei israeliani, tra cui un bambino, e un ucraino.

Mercoledì il governatore regionale palestinese ha accusato Israele di aver messo sotto “assedio” Gerico – una destinazione turistica vicino a Gerusalemme in Cisgiordania – dopo una sparatoria avvenuta sabato in un ristorante, che non ha provocato vittime.

“Questo è il quinto giorno dell’assedio di Gerico”, ha detto ad AFP il governatore Jihad Abu al-Assal. L’esercito israeliano ha detto all’AFP di aver potenziato le sue forze nell’area e “sono state aumentate le ispezioni agli ingressi e alle uscite della città”.

Un corrispondente dell’AFP ha detto che le auto sono state fermate agli ingressi della città, con controlli per entrare e uscire dalla città che spesso richiedono ore. Durante una recente visita nella regione per incontrare i leader israeliani e palestinesi, il segretario di Stato americano Antony Blinken ha chiesto a entrambe le parti di prendere “passi urgenti” per riportare la calma.

Washington non ha contatti con Hamas, che considera un’organizzazione terroristica. La Jihad islamica ha dichiarato che invierà al Cairo una delegazione guidata dal leader del gruppo militante Ziad al-Nakhala su invito dell’Egitto.

La delegazione incontrerà il capo dei servizi segreti egiziani per discutere “come riportare la calma, soprattutto dopo l’ultima escalation, comprese le aggressioni contro i prigionieri”, ha detto Daoud Shihab, un membro di spicco della Jihad islamica a Gaza.

AGI –  Papa Francesco è arrivato all’aeroporto di N’dolo di Kinshasa dove presiederà la messa per la pace e la giustizia, secondo il Messale romano per le diocesi dello Zaire. Secondo le stime delle autorità locali è presente oltre un milione di persone. 

Per l’occasione, il ministro della comunicazione congolese ha annunciato che oggi è stata proclamata giornata di festa: scuole chiuse e attività lavorative festive, per “consentire a tutti di partecipare” alla messa e “per facilitare gli spostamenti”.

Francesco è arrivato all’aeroporto alle 8.40 per un giro tra i fedeli a bordo della papamobile. Alle 9.30 è iniziata la celebrazione. 
 

Nel pomeriggio Bergoglio incontrerà nella Nunziatura apostolica, le vittime della violenza nell’Est del Paese e ascolterà le testimonianze che provengono da Butembo-Beni, Goma, Bunia, Bukavu e Uvira. A seguire è previsto l’incontro con i rappresentanti di alcune opere caritative (Telema Ongenge, Lebbrosi dell’ospedale del la Rive, Associazione Fasta, Centro Dream, Sordomuti del villaggio Bondeko, ciechi delle Scuole di Petite Flamme del Movimento dei Focolari e Monache Trappiste di Mvanda).

AGI – La Commissione giuridica del Parlamento europeo (Juri) ha votato all’unanimità per la revoca dell’immunità parlamentare degli eurodeputati Andrea Cozzolino e Marc Tarabella. Lo appende l’AGI. Ora il voto definitivo passerà in plenaria, nella riunione di giovedì, alle 11.

 “La revoca dell’immunità ad Andrea Cozzolino e Marc Tarabella, coinvolti nello scandalo corruzione che ha colpito il Parlamento europeo, è un atto dovuto nell’interesse sia dei due europarlamentari, che avranno il diritto di difendersi, sia della giustizia che deve fare il suo corso. Il Movimento 5 Stelle confermerà il voto favorevole. Davanti alla gravità di tali accuse è nostro dovere andare fino in fondo e difendere la democrazia europea da interferenze straniere, corruzione e conflitti d’interesse”, così in una nota Sabrina Pignedoli europarlamentare del Movimento 5 Stelle e membro della Commissione Giuridica del Parlamento europeo. 

AGI – Il bombardamento di un edificio residenziale a Kharkiv avvenuto in serata ha ucciso una persona e ne ha ferite altre tre. Lo ha riferito il sindaco della seconda città ucraina, Igor Terekhov, citato dall’agenzia Unian. Secondo le testimonianze riportate, il quarto piano di una parte dell’edificio è stato distrutto; i servizi di emergenza sono ancora mobilitati.

Gli attacchi missilistici russi delle ultime ore in Ucraina hanno ucciso 3 persone nella città di Kherson. Lo hanno riferito funzionari ucraini, secondo quanto riporta il Guardian. “Oggi l’esercito russo ha bombardato atrocemente Kherson tutto il giorno”, aveva detto ieri il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo consueto discorso serale.

Scholz: “Non sarà una guerra Russia-Nato”

La guerra in Ucraina non si trasformerà in un conflitto fra la Russia e la Nato: lo ha sottolineato, al termine di un incontro con il presidente cileno Gabriel Boric durante la sua missione in America Latina, il cancelliere tedesco Olaf Scholz. “Abbiamo contribuito a che non ci sia un’escalation del conflitto, perché questa avrebbe gravi conseguenze per il mondo intero. Porterebbe, ad esempio, a una guerra fra la Russia e i Paesi della Nato, ma questo non succederà: lo impediremo con tutte le forze, siamo riusciti finora e continueremo a farlo”.

Si tratta di sostenere l’Ucraina, di avere un dibattito serio per prendere le decisioni che devono essere prese e questo non deve diventare una gara su chi manda più armi”, ha aggiunto. E ha spiegato che, come anche il suo omologo americano Joe Biden, non vuole inviare truppe in Ucraina proprio per evitare l’escalation. Oggi, Scholz aveva escluso di voler inviare aerei da combattimento in Ucraina dopo avere invece accettato nei giorni scorsi di fornire 14 carri armati Leopard 2 di fabbricazione tedesca. 

Crosetto: “Senza aiuti l’Ucraina potrebbe soccombere”

“Stiamo inviando quello che gli ucraini ci hanno chiesto per difendersi dagli attacchi missilistici che stanno colpendo principalmente obiettivi civili e infrastrutturali. In questo decreto, cosa che purtroppo non interessa nessuno, abbiamo messo anche tende riscaldate, vestiario e una quantità enorme di generatori per fornire energia elettrica a milioni di persone”. Lo ha spiegato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un’intervista sul Corriere della Sera.

Il responsabile della Difesa ha sottolineato che “l’Europa non schiera nulla” ma che “alcune nazioni hanno deciso di fornire carri, su richiesta Ucraina, perchè si prepara un attacco russo su larga scala“. “La scelta non nasce dalla volontà di proseguire la guerra, ma dalla necessità di aiutare una nazione aggredita a fronteggiare un attacco in cui la Russia impiegherà i 300 mila soldati che sta finendo di addestrare – ha aggiunto – un attacco così sproporzionato che se l’Ucraina non ricevesse gli aiuti potrebbe solo soccombere”.

“Molti italiani sono contrari da mesi, la verità è che nessuno di noi vuole la guerra e l’obiettivo del governo è fare di tutto per farla finire – ha precisato il ministro della Difesa – dobbiamo spiegare all’opinione pubblica che sono i russi a volere l’escalation, per non lasciar passare la menzogna che siano gli altri, cioè tutti noi, a non cercare la pace. Se nessun carro armato russo avesse varcato il confine dell’Ucraina non ci troveremmo in questa situazione”.

Mosca: “Inutile pensare di poter negoziare”

Visto che gli Stati Uniti hanno deciso di fornire all’Ucraina i carri armati, è inutile pensare di poter negoziare “non solo con Kiev, ma anche con i suoi burattinai“. Lo ha detto in un’intervista all’agenzia russa Ria Novosti il viceministro degli Esteri di Mosca, Serghei Ryabkov. “La nostra posizione sull’argomento è nota, credo, anche a Washington. Siamo pronti a studiare iniziative serie per risolvere la crisi ucraina, ma finora nessuno le ha davvero formulate. Nelle condizioni attuali, quando Washington ha annunciato la decisione di fornire carri armati, e i suoi vassalli, tra cui Ottawa, competono su quanti ne forniranno, non solo è inutile parlare con gli ucronazisti, ma anche con i loro burattinai. Molti di loro sono semplicemente caricature nella loro ignoranza”, ha sottolineato Ryabkov. 

Relazioni Russia-Usa in un “vicolo cieco”

“Le nostre relazioni (con gli Stati Uniti, ndr) sono in un vicolo cieco a causa della linea anti-russa di Washington, che si è inasprita di anno in anno e di mese in mese negli ultimi anni”, ma “ci auguriamo che la tattica dei piccoli passi porti alla fine a soluzioni reciprocamente accettabili sulle questioni più importanti dell’agenda bilaterale”. Lo ha detto il vice ministro degli Esteri russo, Sergei Ryabkov, in una intervista all’agenzia Ria Novosti.

“L’intera situazione della sicurezza, compreso il controllo degli armamenti, è stata tenuta in ostaggio dalla linea degli Stati Uniti di infliggere una sconfitta strategica alla Russia“, ha aggiunto Ryabkov, ma “ora siamo comunque impegnati nel lavoro preparatorio per il prossimo ciclo di consultazioni russo-americane, anche se la loro data e il loro luogo non sono stati ancora determinati”.

AGI – L’Ucraina ha imposto nuove sanzioni contro Russia e Bielorussia: nella lista, 182 società e tre individui

“I loro beni in Ucraina sono bloccati, le loro proprietà saranno utilizzate per la nostra difesa“, ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.     
Come ha riferito il consiglio di Sicurezza e Difesa di Kiev, le società sanzionate si occupano principalmente di trasporto di merci, noleggio di veicoli e produzione di prodotti chimici. 

Intanto, secondo Kiev, le forze ucraine hanno respinto 16 assalti russi negli oblast di Donetsk e Luhansk.  L’esercito ucraino avrebbe respinto gli attacchi russi vicino a Dibrova e Bilohorivka nell’oblast di Luhansk e Yampolivka, Verkhnokamianske, Rozdolivka, Sil, Blahodatne, Paraskoviivka, Bakhmut, Ivanivske, Klishchiivka, Novomykhailivka, Vodiane, Marnka, Pobieda, Vuhledar nell’oblast di Donetsk.     

Secondo lo Stato maggiore delle forze armate di Kiev sono stati colpiti anche due punti di controllo russi, due aree di concentrazione della difesa aerea, sei basi temporanee delle truppe di Mosca, un deposito di munizioni e un sistema di guerra elettronica.    

 

AGI – Due attacchi hanno colpito ieri i rappresentanti diplomatici italiani, a Barcellona e Berlino. È la Farnesina a renderlo noto spiegando che “nella serata di ieri ignoti hanno infranto la vetrata del palazzo dove è ubicato il Consolato Generale a Barcellona, imbrattando una parete dell’ingresso dell’edificio”. A Berlino, continua la nota “è stata incendiata l’auto con targa diplomatica di un funzionario diplomatico in servizio all’Ambasciata d’Italia“.

Le locali forze di polizia “hanno effettuato i necessari rilievi scientifici e investigativi. In ambedue i casi, fortunatamente, non si registrano danni a persone”.

Sui fatti è intervenuto il premier, Giorgia Meloni. “Ho fatto pervenire la mia solidarietà e quella del Governo italiano al Primo Consigliere dell’Ambasciata d’Italia a Berlino, Luigi Estero, per l’attentato che ha provocato l’incendio della sua automobile nella Capitale tedesca”, si legge in una nota. “A questo episodio si aggiunge la violazione del nostro Consolato Generale a Barcellona con atti di vandalismo. Il Governo segue con preoccupazione e attenzione questi nuovi casi di violenza nei confronti dei nostri funzionari e delle nostre rappresentanze diplomatiche”.  

Ho fatto pervenire la mia solidarietà e quella del Governo italiano al Primo Consigliere dell’Ambasciata d’Italia a Berlino, Luigi Estero, per l’attentato che ha provocato l’incendio della sua automobile nella Capitale tedesca.

— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni)
January 28, 2023

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, subito informato, ha personalmente e immediatamente contattato l’Ambasciata a Berlino e il Consolato a Barcellona per esprimere la propria solidarietà e “ha chiesto che venga fatta al più presto piena luce sulle dinamiche di questi atti criminosi”, prosegue la nota della Farnesina. Il ministro “ha disposto l’avvio immediato delle procedure per la verifica e il rafforzamento delle sedi diplomatiche e del personale impegnato”.

AGI – Quella che potrebbe essere la più antica mummia egiziana mai scoperta è stata individuata in fondo a uno scavo profondo 15 metri vicino alla Piramide di Saqqara, a una trentina di chilometri dal Cairo. Secondo quanto riferisce il quotidiano The Guardian, citando l’archeologo Zahi Hawass, la tomba appartiene a un gruppo di sepolture faraoniche della quinta e sesta dinastia e la mummia, appartenente a un uomo di nome Hekashepes, risalirebbe a 4.300 anni fa. Si trovava in un sarcofago di calcare sigillato con malta.

This Pharaonic tomb was sealed for 4,300 years and contained what may be the oldest mummy to be discovered yet https://t.co/5IFoZyiQaH pic.twitter.com/cRcw4omXSF

— Reuters (@Reuters)
January 26, 2023

Tra le altre tombe rinvenute, una appartiene a Khnumdjedef, un ispettore di funzionari, un supervisore di nobili e un sacerdote durante il regno di Unas, ultimo faraone della quinta dinastia ed e’ decorata con scene di vita quotidiana.

Un’altra, appartiene a quella che l’archeologo ha definito “custode dei segreti e assistente del grande capo del palazzo”, di nome Meri. Oltre alle tombe, lo scavo ha permesso di ritrovare numerose statue, tra cui una raffigurante un uomo e sua moglie e diversi servitori.  

AGI – Attacco russo in corso in Ucraina: l’allarme aereo è risuonato in tutto il Paese e missili sono stati lanciati “in direzione delle regioni di Vinnytsia e Kiev”, hanno riferito le forze armate, esortando a restare nei rifugi. Secondo stampa locale, esplosioni sono state udite a Vinnytsia, regione centrale del Paese. In alcune zone ci sono state interruzioni di corrente di emergenza.

Le truppe russe hanno lanciato “oltre 30 missili” nell’attacco odierno contro diverse zone del territorio ucraino. Lo hanno riferito le forze armate di Kiev. 

Esplosione a Kiev

Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha riferito di un’esplosione nella capitale ucraina mentre è in corso un attacco missilistico russo su larga scala in diverse zone del Paese. Le forze armate ucraine hanno riferito di aver abbattuto 15 missili da crociera sparati dalle truppe di Mosca.

Secondo quanto riferito dal sindaco di Kiev una persona è morta e altre due sono rimaste nell’attacco missilistico. 

Colpita anche Odessa

Due strutture energetiche sono state colpite da missili russi nella regione meridionale ucraina di Odessa. Lo hanno riferito le autorità locali. “Ci sono già informazioni sui danni arrecati a due infrastrutture energetiche cruciali a Odessa. Non ci sono feriti. La difesa aerea è al lavoro”, ha affermato il capo dell’amministrazione militare della regione, Yuriy Kruk.

Abbattuti 15 droni

Le autorità ucraine hanno riferito che “circa 15 droni nemici sono stati abbattuti nello spazio aereo” sopra Kiev durante la notte. Le forze russe hanno lanciato un attacco con veivoli senza pilota contro le regioni centrali e la capitale, ma senza successo, hanno sottolineato. L’allarme aereo e’ risuonato a Kiev, cosi’ come nelle regioni di Mykolaiv e Zhytomyr.

Robot russi contro i tank

Dimitri Rogozin, ex vicepremier russo e ex capo dell’agenzia spaziale russa Roscosmos, ha riferito che le truppe russe stanno progettando di utilizzare la loro piattaforma robotica da combattimento, Marker, nella guerra contro l’Ucraina. Sul suo canale Telegram, Rogozin ha spiegato che sarà messa a punto una versione da combattimento del robot Marker per distruggere i carri armati da combattimento Abrams e Leopard inviati dall’Occidente.

Il robot Marker è un veicolo terrestre senza pilota equipaggiato con mitragliatrici da 7,62×54 mm e due proiettori missilistici anticarro. In precedenza, Rogozin aveva riferito che, a febbraio, saranno inviati quattro robot Marker nella zona dei combattimenti, nel Donbass, robot che la Russia prevede di utilizzare in sostituzione dei soldati nelle missioni pericolose.

 

AGI – Cresce la tensione sul fronte ucraino: dopo mesi di dibattito, il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, ha deciso di inviare i carri armati Leopard all’Ucraina.

Il Der Spiegel scrive che “la decisione è stata presa: la Germania fornirà all’Ucraina carri armati Leopard 2“, scrive il settimanale, secondo cui Berlino consegnerà un’intera compagnia di carri armati del modello 2A6.

Gli Usa: via libera ai carri armati Abrams

La partita legata alla fornitura di carri armati a Kiev potrebbe dunque segnare una svolta.

Anche  gli Usa, infatti, sarebbero pronti a mandare un significativo numero di carri armati Abrams M1 all’Ucraina e un annuncio in questo senso potrebbe arrivare in settimana. Lo rende noto il Wall Street Journal.

Questo nell’ambito di un accordo diplomatico più ampio per venire incontro alla Germania e sbloccare la fornitura di Leopard 2 a Kiev.   La decisione di Washington aprirebbe al via libera di Berlino all’invio di un numero minore di propri carri armati Leopard 2 e all’approvazione del trasferimento di un numero maggiore di carri armati di fabbricazione tedesca da parte di Polonia e altri Paesi all’Ucraina. In questo modo si risolverebbe la disputa aperta dall’indecisione di Berlino.

Mosca si addestra con Zirkon

Mosca intanto non resta a guardare: la fregata russa Ammiraglio Gorshkov, che sta svolgendo esercitazioni nell’Oceano Atlantico, ha eseguito un’esercitazione sull’uso di armi missilistiche ipersoniche utilizzando la simulazione al computer. 
“L’equipaggio della fregata Admiral Gorshkov, che opera nella parte occidentale dell’Oceano Atlantico, si e’ addestrata all’uso di un’arma missilistica ipersonica con il metodo della modellazione computerizzata”, ha spiegato il ministero.
I Zirkon sono missili di nuova generazione, che secondo Mosca viaggiano a una velocità nove volte superiore a quella del suono, con una portata di oltre 1.000 km. “Coerentemente con l’ambiente di addestramento, la fregata Ammiraglio Gorshkov si è esercitata ai preparativi per un attacco con un missile ipersonico Zircon su un bersaglio marittimo che imitava una finta nave nemica a una distanza di oltre 900 chilometri”.

Il Cremlino: “Nulla di buono”

Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov si dice sicuro che la consegna di carri armati Abrams e Leopard 2 all’Ucraina porterà “altre sofferenze” al Paese e “maggiori tensioni sul continente” europeo.
“Purtroppo, più armi dalla Nato portano altre sofferenze agli ucraini. E porteranno anche altra tensione nel continente. Ma questo non può impedire alla Russia di raggiungere i nostri obiettivi”, ha detto alla Cnn.

L’ambasciatore russo: “Dagli Usa una plateale provocazione” 

La consegna di carri armati da parte di Washington all’Ucraina sarà “un’altra plateale provocazione” contro la Russia: lo ha detto Anatoly Antonov, ambasciatore russo negli Stati Uniti.

“E’ ovvio che Washington sta cercando intenzionalmente di infliggerci una sconfitta strategica”, ha osservato Antonov in un messaggio su Telegram. “Se gli Stati Uniti decidono di fornire carri armati, giustificare un simile passo con argomenti di ‘armi difensive’ sicuramente non funzionerà. Sarà un’altra plateale provocazione contro la Federazione Russa”.