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(AGI) – Roma, 3 lug. – Nuova giornata di tensione per la Grecia, in attesa dell’esito del referendum di domenica prossima. Da Bruxelles, guanto di sfida lanciato ad Atene con il presidente della Commissione Ue Juncker che si dice convinto del fatto che con la vittoria dei ‘no’ al referendum, “la posizione della Grecia sara’ drammaticamente indebolita”. Dal canto suo iIl premier greco, Alexis Tsipras chiede un “taglio del 30%” del debito greco e “20 anni di periodo di grazia”. Tsipras, in un’intervista televisiva, avanza questa proposta per assicurare la “sostenibilita’ del debito” greco e cita il rapporto del Fmi che stima le necessita’ di finanziamento complessive di Atene a 50 miliardi di euro fino al 2018″.

Le banche, abbiamo liquidita’ per un miliardo fino a lunedi’

“Il Fmi – dice Tsipras – ha pubblicato un rapporto sull’economia greca che e’ una conferma della nostra posizione e conferma un’ovvieta’: che il debito greco non e’ sostenibile”.

“Domenica il referendum non sara’ sulla permanenza della Grecia nell’euro. Chiedo ai greci di votare con calma senza accettare ultimatum. Il posto della Grecia e’ in Europa. Il report del Fmi conferma gli argomenti del mio Governo: il debito non e’ sostenibile”, ha aggiunto Tsipras.

Intanto il Ministro delle finanze ellenico Varoufakis ha sottolineato che non e’ “troppo tardi” per un accordo tra la Grecia e i suoi creditori, anzi, un’intesa e’ “imminente” a prescindere dai risultati del referendum. Sia come sia, la Grecia e’ in serie difficolta’: alle banche elleniche sono rimaste riserve di contante per appena 500 milioni di euro, ha fatto sapere il presidente della Camera di Commercio greca Constantine Michalos il quale ha aggiunto che “siamo in una situazione molto pericolosa, le aziende greche sono state tagliate fuori dai trasferimenti elettronici del sistema europeo Target2”.

Dijsselboem, accordo vicino? Bugia di Varoufakis

Nel frattempo, PayPal ha sospeso i servizi di pagamento in Grecia a causa dei controlli sul capitale imposti a causa della grave crisi di liquidita’. Nella Ue, intanto, si fa sentire anche la voce delle cosiddette ‘colombe’: il referendum greco di domenica “avra’ delle conseguenze” ma “noi vogliamo tenere la Grecia nell’eurozona”, sostiene il primo ministro del Lussemburgo, Xavier Bettel. Ma c’e’ anche chi si scaglia duramente contro il premier greco il quale e’ un “imprevedibile manipolatore” con il quale non e’ piu’ possibile negoziare, afferma il presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz. “La verita’ e’ che non c’e’ alcuna base per negoziare”, prosegue Schulz, “Tsipras e’ imprevedibile e manipola il popolo greco, la questione ha dei tratti quasi demagogici”. Le borse europee intanto si presentano in moderato calo a meta’ seduta. In Italia, si discute su un’eventuale ‘Grexit’: l’ex premier Silvio Berlusconi osserva che per l’Europa e’ “assurdo” pensare di rinunciare alla Grecia, un Paese “alla radice della nostra civilta’”. Dal punto di vista finanziario, ci pensa il presidente della Consob a rassicurare i nostri investitori: “Per il momento e’ chiaro che si risente di qualche andamento legato alle prospettive greche ma non sono tali da preoccupazioni serie. Ovviamente questo non significa che non siamo vigili”, dice Giuseppe Vegas. “Di sicuro non e’ una situazione tale per cui non si va in asta”, sottolinea il responsabile del Tesoro per il debito Maria Cannata. (AGI) .

(AGI) – Atene, 3 lug. – Le banche greche hanno una liquidita’ disponibile di 1 miliardo fino a lunedi’. Lo ha annunciato il numero uno dell’associazione delle banche greche, spiegando che dopo la giornata di lunedi’ tutto dipendera’ dalla Bce. (AGI) .

(AGI) – Atene, 3 lug. – Il premier greco, Alexis Tsipras chiede un “taglio del 30%” del debito greco e “20 anni di periodo di grazia”. Tsipras, in un’intervista televisiva, avanza questa proposta per assicurare la “sostenibilita’ del debito” greco e cita il rapporto del Fmi che stima le necessita’ di finanziamento complessive di Atene a 50 miliardi di euro fino al 2018″. “Il Fmi – dice Tsipras – ha pubblicato un rapporto sull’economia greca che e’ una conferma della nostra posizione e conferma un’ovvieta’: che il debito greco non e’ sostenibile”. (AGI) .

(AGI) – Atene, 3 lug. – “Domenica il referendum non sara’ sulla permanenza della Grecia nell’euro. Chiedo ai greci di votare con calma senza accettare ultimatum. Il posto della Grecia e’ in Europa. Il report del Fmi conferma gli argomenti del mio Governo: il debito non e’ sostenibile”. Lo afferma il premier greco Alexis Tsipras.(AGI)

(AGI) – Roma, 3 lug. – Nuova giornata di tensione per la Grecia, in attesa dell’esito del referendum di domenica prossima. Da Bruxelles, guanto di sfida lanciato ad Atene con il presidente della Commissione Ue Juncker che si dice convinto del fatto che con la vittoria dei ‘no’ al referendum, “la posizione della Grecia sara’ drammaticamente indebolita”. Dal canto suo il Ministro delle finanze ellenico Varoufakis ha sottolineato che non e’ “troppo tardi” per un accordo tra la Grecia e i suoi creditori, anzi, un’intesa e’ “imminente” a prescindere dai risultati del referendum. Sia come sia, la Grecia e’ in serie difficolta’: alle banche elleniche sono rimaste riserve di contante per appena 500 milioni di euro, ha fatto sapere il presidente della Camera di Commercio greca Constantine Michalos il quale ha aggiunto che “siamo in una situazione molto pericolosa, le aziende greche sono state tagliate fuori dai trasferimenti elettronici del sistema europeo Target2”.

Dijsselboem, accordo vicino? Bugia di Varoufakis

Nel frattempo, PayPal ha sospeso i servizi di pagamento in Grecia a causa dei controlli sul capitale imposti a causa della grave crisi di liquidita’. Nella Ue, intanto, si fa sentire anche la voce delle cosiddette ‘colombe’: il referendum greco di domenica “avra’ delle conseguenze” ma “noi vogliamo tenere la Grecia nell’eurozona”, sostiene il primo ministro del Lussemburgo, Xavier Bettel. Ma c’e’ anche chi si scaglia duramente contro il premier greco il quale e’ un “imprevedibile manipolatore” con il quale non e’ piu’ possibile negoziare, afferma il presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz. “La verita’ e’ che non c’e’ alcuna base per negoziare”, prosegue Schulz, “Tsipras e’ imprevedibile e manipola il popolo greco, la questione ha dei tratti quasi demagogici”. Le borse europee intanto si presentano in moderato calo a meta’ seduta. In Italia, si discute su un’eventuale ‘Grexit’: l’ex premier Silvio Berlusconi osserva che per l’Europa e’ “assurdo” pensare di rinunciare alla Grecia, un Paese “alla radice della nostra civilta’”. Dal punto di vista finanziario, ci pensa il presidente della Consob a rassicurare i nostri investitori: “Per il momento e’ chiaro che si risente di qualche andamento legato alle prospettive greche ma non sono tali da preoccupazioni serie. Ovviamente questo non significa che non siamo vigili”, dice Giuseppe Vegas. “Di sicuro non e’ una situazione tale per cui non si va in asta”, sottolinea il responsabile del Tesoro per il debito Maria Cannata. (AGI) .

(AGI) – Berlino 3 lug. – Per la Germania i dati del Fmi secondo cui la Grecia avra’ bisogno di prestiti per 50 miliardi di euro per salvarsi, “in nessun modo significano” che automaticamente ci sara’ bisogno di una ristrutturazione del debito. Lo sostiene il portavoce del ministero delle Finanze tedesco, Martin Jaeger secondo il quale “in nessun modo si puo’ dedurre che una ristrutturazione del debito e’ imperativamente necessaria”. (AGI) .

(AGI) – Amsterdam, 3 lug. – L’affermazione di Varoufakis che l’accordo tra Grecia e commissione europea e’ viiono “e’ completamete falsa”. Lo sostiene il presidente dell’Eurogruppo, Jeroren Dijsselbloem. Il ministro delle Finanze greco aveva in precedenza affermato che un’intesa e’ “imminente” a prescindere dai risultati del referendum di domenica sulla proposta dei creditori. Il governo greco, secondo Dijsselbloem, ha scelto “una strada molto rischiosa”. E a prescindere dall’esito del refererendum, il numero uno dell’Eurogruppo vede per la Grecia un futuro “estremamente difficile”. Inoltre Dijsselbloem nega che i creditori abbiano fatto nuove offerte alla Grecia. (AGI) .

(AGI) – Torino, 3 lug. – Il 4 luglio e’ da sempre una data importante per la Fiat 500: nel 1957 venne presentata, infatti, la “piccola grande vettura” emblema della motorizzazione di massa, venduta in piu’ di 3,8 milioni di unita’. Cinquant’anni dopo, nel 2007, nasceva la nuova 500 di nuovo con ‘grandi numeri’ in termini di vendite. Dopo otto anni e piu’ di 1,5 milioni di unita’ vendute, oggi il testimone viene raccolto dalla Nuova 500 con cui il marchio e’ pronto ad affrontare le nuove sfide del mercato. Realizzata dal Centro Stile Fiat, la vettura presenta un design, esterno e interno, rinnovato e “inconfondibilmente 500”. Non e’ cresciuta nelle dimensioni, ma in in termini di tecnologia, di propulsori e di possibilita’ di personalizzazione. Disponibile in versione berlina e cabrio, la Nuova 500 prevede al lancio due allestimenti: ‘Pop’ e ‘Lounge’. Il primo propone di serie sette airbag, climatizzatore manuale, Uconnect Radio 5″ con sei altoparlanti, porta AUX-IN e USB, comandi al volante e luci diurne a led. La versione Lounge propone dettagli come il tetto panoramico in vetro, i cerchi in lega da 15″ e la versione Uconnect Radio 5″ LIVE touchscreen e volante in pelle con comandi che permette al cliente – attraverso l’integrazione con il proprio smartphone – di usare numerose app sul sistema di bordo. Sono disponibili i propulsori a benzina 0.9 TwinAir (potenze da 85 CV o 105 CV) e 1.2 da 69 CV, oltre al motore bi-fuel 1.2 GPL da 69 CV. Successivamente al lancio saranno disponibili il 1.3 Multijet da 95 CV e il 1.2 da 69 CV in configurazione “Eco” che consente di limitare a 99 i grammi di CO2 al chilometro. La Nuova 500 presenta circa 1.800 particolari inediti: sono nuovi i proiettori anteriori con luci diurne a led, le luci posteriori, i colori, la plancia, il volante, i materiali. Per la “world premiere” della Nuova 500 e’ stato scelto il Lingotto di Torino, una location simbolica per il Gruppo e per la Citta’. (AGI) .

(AGI) – Atene, 3 lug. – Non e’ “troppo tardi” per un accordo tra la Grecia e i suoi creditori, anzi, un’intesa e’ “imminente” a prescindere dai risultati del referendum di domenica sulla proposta dei creditori. Lo ha dichiarato il ministro delle Finanze ellenico, Yanis Varoufakis, alla radio irlandese Rte. “Che ci sia un si’ o un no, un accordo e’ imminente”, ha affermato il ministro, “se ci sara’ un si’ il governo greco non fara’ altro che firmare le proposte avanzate dei creditori il 25 giugno, se ci sara’ un no posso assicurarvi che durante questa settimana di stallo ho avuto alcune proposte davvero decenti giunte dall’Europa istituzionale in maniera confidenziale, un accordo e’ piu’ o meno fatto”. “Non credo sia troppo tardi, potremmo chiudere un accordo domattina”, ha affermato Varoufakis, “questa settimana non e’ stata una settimana morta in termini di negoziati, il governo greco e le istituzioni si erano avvicinati moltissimo per quanto riguarda la politica fiscale e la lista di riforme. La divergenza e’ sull’alleggerimento del debito”. “La differenza tra un voto per il si’ e uno per il no e’ che il si’ condurra’ a un accordo insostenibile e molto negativo per la Grecia e l’Europa, mentre il no portera’ a un accordo migliore”, ha ribadito il ministro greco. “Sono sicuro che un voto per il no creera’ l’equilibrio necessario nell’Eurogruppo per poter concordare un cammino significativo di ristrutturazione del debito”.

Quando mancano ormai solo 48 ore dal sondaggio voluto dal governo Tsipras, in teoria sull’ultima proposta di aiuti avanzata dall’Eurogruppo alla Grecia, crescono i si’, al 44,8% e arretrano al 43,4% i no. E’ quanto emerge da un sondaggio pubblicato stamane dal quiotidiano Ethnos secondo il quale, ancor piu’ significativamente, la netta maggioranza dei greci, il 74% vuole restare nell’Eurozona mentre solo il 15% vuole tornare alla dracma.

Carne e medicine cominciano a scarseggiare nelle isole greche perche’ i locali non hanno piu’ soldi per pagare i fornitori stranieri; e dunque cominciano i primi problemi per i turisti che, sfidando il rischio default, hanno deciso di avventurarsi comunque nei mari ellenici. Secondo il sito del quotidiano greco Kathimirini, in diverse isole Cicladi i turisti stanno gia’ avendo i primi problemi. Lo riferisce la Camera di Commercio delle isole, che ha chiesto al governo di esperire tutte le opzioni per evitare l’aggravarsi della situazione.

Ue: il No indebolira’potere contrattuale di Atene

Gli albergatori temono di trovarsi ben presto a corto di determinati cibi e bevande e di dover addirittura chiudere i battenti. Il che vuol dire che, dopo il 2014 -anno record per affluenza turistica- il turismo quest’anno potrebbe subire una brusca battuta d’arresto. I primi segnali gia’ si vedono: l’associazione delle Aziende turistiche greche ha riferito giovedi’ che negli ultimi giorni le prenotazioni sono crollate del 30/40%; il che, tradotto in termini numerici, significa che 240mila almeno non si sono materializzati.

Tedeschi divisi su possibile ‘Grexit’

(AGI) – Roma, 3 lug. – Solo il 30% delle famiglie italiane e’ in grado di risparmiare ‘qualcosa’ o a ‘sufficienza’, mentre il 45% dichiara che il reddito disponibile e’ appena sufficiente a coprire le spese, il 15% ha intaccato i risparmi, l’11% deve indebitarsi. E’ quanto emerge dal rapporto della Consob sulle scelte di investimento delle famiglie italiane. Sono soprattutto gli individui con livello di istruzione piu’ basso, i residenti al centro sud e, tra gli occupati, i lavoratori autonomi, ad avere piu’ frequentemente difficolta’ a risparmiare. Aumenta la vulnerabilita’ finanziaria percepita dalle famiglie italiane: il 47% degli individui(soprattutto donne, lavoratori autonomi e residenti delle regioni centro meridionali registra una flessione del reddito annuo rispetto ai 12 mesi precedenti, temporanea (15%) o permanente (32%). E’ quanto emerge dal rapporto della Consob sulle scelte di investimento delle famiglie italiane. Piu’ della meta’ degli intervistati (soprattutto donne, residenti al sud) riferisce che non sarebbe in grado di fare fronte per almeno 6 mesi alla riduzione di un terzo del reddito attuale. (AGI) .