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(AGI) – Berlino, 6 lug. – Anche dopo la vittoria dei ‘no’ al referendum in Grecia, il cancelliere tedesco, Angela Merkel, e il suo ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, mantengono i ruoli di ‘poliziotto buono’ e ‘poliziotto cattivo’. Poco dopo una dichiarazione conciliante del portavoce di Merkel, secondo il quale le porte al dialogo con Atene restano aperte, Martin Jaeger, portavoce di Schaeuble, ha affermato che “il taglio del debito greco non e’ in agenda per noi” e che Berlino “non intende cambiare i propri piani di bilancio a causa della situazione in Grecia”. E’ un’affermazione che pone una seria ipoteca sulle trattative, dato che il premier ellenico, Alexis Tsipras, aveva convocato il referendum proprio perche’ non era riuscito a strappare impegni su un taglio del debito. (AGI)

(AGI) – Madrid, 4 lug. – Alla vigilia del referendum, il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, accusa i creditori internazionali di “terrorismo”. “Quello che stanno facendo con la Grecia ha un nome: terrorismo”, ha detto Varoufakis in un’intervista al quotidiano spagnolo El Mundo. “Cio’ che Bruxelles e la troika vogliono oggi e’ che vinca il si’ cosi’ che possano umiliare i Greci”, ha aggiunto.

“Perche’ ci costringono a chiudere le banche? Per incutere paura nella gente. E diffondere la paura si chiama ‘terrorismo’”, ha sottolineato ancora Varoufakis spiegando che le banche riapriranno martedi’ indipendentemente dall’esito del voto.
   Il ministro ha ribadito che si dimettera’ se i Greci voteranno si’ e che un default della Grecia costera’ un trilione di euro. Varoufakis ha assicurato che se a vincere saranno i no, il premier Tsipras volera’ a Bruxelles e raggiungera’ un accordo con i creditori. “L’Europa ha bisogno di un accordo, la Grecia ne ha bisogno, cio’ significa che raggiungeremo un accordo”, ha aggiunto. Il ministro greco ha anche accusato i creditori di voler fare della “Grecia un esempio” di cio’ che non devono fare gli altri Paesi. “Credo che in tutta l’Europa – ha osservato – servano partiti come Syryza e Podemos, partiti critici verso il sistema ma al tempo stesso europeisti e democratici. Quelli che ci odiano ci vogliono dipingere come anti-europeisti ma non e’ vero, non lo siamo”.

Cgil-Cisl-Uil: fare ogni sforzo perche’ Grecia resti in Ue

Circa 40.000 manifestanti si sono piu’ o meno equamente divisi tra le due manifestazioni ad Atene, una in favore del ‘Si” e l’altra a sostegno del ‘No’ al referendum sull’accordo tra la Grecia e i creditori. Alla manifestazione a piazza Syntagma, contraria all’accordo, sta partecipando anche il premier Alexis Tsipras.

Le banche pronte a un prelievo forzoso per evitare il collasso

In precedenza si erano registrati scontri tra la polizia e un gruppo di manifestanti vestiti di nero. I manifestanti favorevoli all’accordo si sono invece ritrovati davanti al vecchio stadio Olimpico.

Tsipras, votate ‘No’ per vivere in Europa con dignita’

Un appello a votare ‘No’ al referendum di domani per restare in Europa e viverci con dignita’ e’ venuto dal primo ministro greco Alexis Tsipras nella manifestazione di piazza Syntagma, mentre Donald Tusk si e’ detto convinto che il referendum non riguardi la permanenza nell’euro. “Forse – spiega il presidente di turno del Consiglio europeo – dovremo abituarci a convivere con paesi membri dell’Eurozona in bancarotta”. Secondo Tusk, se i greci voteranno si’ “penso che questo consentira’ di aprire un capitolo nuovo nella negoziazione, probabilmente piu’ promettente di prima”. Se invece voteranno no “lo spazio di negoziazione ovviamente si ridurra’”. (AGI)

(AGI) – Milano, 4 lug. – Sono 2,4 milioni le famiglie italiane che, nell’ultimo anno, non hanno avuto soldi sufficienti per comprare il cibo necessario. Sono un milione in piu’ rispetto al 2007, vale a dire che l’incremento e’ stato di quasi l’85% (84,8%) dall’inizio della crisi, e rappresentano il 9,2% del totale delle famiglie del Paese. E’ quanto emerge dalla ricerca del Censis ‘Gli italiani e il cibo. Rapporto su un’eccellenza da condividere’ realizzata per il Padiglione Italia di Expo 2015. Puglia (16,1%), Campania (14,2%) e Sicilia (13,3%) sono le tre regioni che, secondo il Censis, hanno la quota percentuale piu’ alta di famiglie che vivono in condizione di disagio alimentare. Tra le famiglie vittime della crisi, ce ne sono anche 830 mila con figli minori. E le famiglie numerose sono anche quelle che hanno subito di piu’ i tagli alla spesa alimentare negli ultimi otto anni: la sforbiciata e’ stata del 15,6% per le coppie con due figli e del 18,2% per le coppie con tre o piu’ figli. Se le spese alimentari degli italiani sono calate in media del 12,9% tra 2007 e 2014, le famiglie con capofamiglia operaio hanno registrato una riduzione della spesa alimentare del 17,3% mentre quelle di dirigenti e impiegati si sono limitate a un taglio del 9,7%. (AGI) .

(AGI) – Madrid, 4 lug. – Alla vigilia del referendum, il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, accusa i creditori internazionali di “terrorismo”. “Quello che stanno facendo con la Grecia ha un nome: terrorismo”, ha detto Varoufakis in un’intervista al quotidiano spagnolo El Mundo. “Cio’ che Bruxelles e la troika vogliono oggi e’ che vinca il si’ cosi’ che possano umiliare i Greci”, ha aggiunto.

Cgil-Cisl-Uil: fare ogni sforzo perche’ Grecia resti in Ue

Circa 40.000 manifestanti si sono piu’ o meno equamente divisi tra le due manifestazioni ad Atene, una in favore del ‘Si” e l’altra a sostegno del ‘No’ al referendum sull’accordo tra la Grecia e i creditori. Alla manifestazione a piazza Syntagma, contraria all’accordo, sta partecipando anche il premier Alexis Tsipras.

Le banche pronte a un prelievo forzoso per evitare il collasso

In precedenza si erano registrati scontri tra la polizia e un gruppo di manifestanti vestiti di nero. I manifestanti favorevoli all’accordo si sono invece ritrovati davanti al vecchio stadio Olimpico.

Tsipras, votate ‘No’ per vivere in Europa con dignita’

Un appello a votare ‘No’ al referendum di domani per restare in Europa e viverci con dignita’ e’ venuto dal primo ministro greco Alexis Tsipras nella manifestazione di piazza Syntagma, mentre Donald Tusk si e’ detto convinto che il referendum non riguardi la permanenza nell’euro. “Forse – spiega il presidente di turno del Consiglio europeo – dovremo abituarci a convivere con paesi membri dell’Eurozona in bancarotta”. Secondo Tusk, se i greci voteranno si’ “penso che questo consentira’ di aprire un capitolo nuovo nella negoziazione, probabilmente piu’ promettente di prima”. Se invece voteranno no “lo spazio di negoziazione ovviamente si ridurra’”. (AGI)

(AGI) – Madrid, 4 lug. – Alla vigilia del referendum, il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, accusa i creditori internazionali di “terrorismo”. “Quello che stanno facendo con la Grecia ha un nome: terrorismo”, ha detto Varoufakis in un’intervista al quotidiano spagnolo El Mundo. “Cio’ che Bruxelles e la troika vogliono oggi e’ che vinca il si’ cosi’ che possano umiliare i Greci”, ha aggiunto. .

(AGI) – Palermo, 4 lug. – Al via oggi anche in Sicilia i saldi estivi che rappresentano un banco di prova anche per gli operatori commerciali che arrivano a questo appuntamento sfiancati da sette anni di contrazioni di fatturati e da marginalita’ sempre piu’ risicate. Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, ogni famiglia spendera’ in media per l’acquisto di articoli di abbigliamento e calzature in saldo circa 150 euro, mentre sara’ di circa 70 euro l’acquisto per persona. Si spera nei turisti, il cui flusso e’ aumentato, e sugli effetti dell’iscrizione, appena di ieri, nella lista Unesco del percorso arabo-normanno che ha nel capoluogo siciliano e nella provincia il suo cuore. Spiega Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo: “Le vendite estive rappresentano sempre un momento di richiamo per le famiglie, anche se negli ultimi anni la quota destinata a questo tipo di acquisto si e’ ridotta costantemente in linea con le esigenze di un bilancio familiare condizionato da un calo del reddito disponibile”. La media di incidenza dei saldi estivi sul valore delle vendite totali dell’anno e’ del 12%. I consumatori siciliani tenderanno sostanzialmente a confermare i budget dell’anno scorso, anche se con piccoli assestamenti al rialzo. “Speriamo, pero’, che a fronte di maggiori presenze turistiche – aggiunge la Di Dio – soprattutto nelle citta’ di maggior richiamo turistico, possano corrispondere maggiori acquisti da parte della clientela straniera”. .

(AGI) – Roma, 4 lug. – “Occorre far convergere tutti gli sforzi per rafforzare la permanenza della Grecia nell’Unione, consentendo una ristrutturazione del debito con tempi piu’ flessibili cosi da consentire e ristabilirne un percorso di crescita sostenibile”. E’ quanto affermano in una dichiarazione congiunta i leader di Cgil, Cisl, Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan, Carmelo Barbagallo. I tre segretari “nell’esprimere vicinanza ai lavoratori e al popolo Greco, chiedono a tutti i leader politici di trovare una via di uscita alla crisi in linea con lo spirito dell’integrazione europea basata su solidarieta’, interdipendenza e rispetto delle decisioni democratiche” e di trovare “una soluzione bilanciata” che non scarichi tutti i costi su lavoratori, pensionati e famiglie. “L’Europa sta attraversando una delle fasi piu’ critiche e regressive della sua storia – sottolineano Camusso, Furlan e Barbagallo – a dispetto dei recenti segnali di ripresa, l’andamento dell’economia e dell’occupazione nell’Eurozona e dell’Unione nel suo complesso resta deludente a causa della bassa domanda e dei persistenti impedimenti strutturali. Tuttavia e’ la mancanza di una reale integrazione politica ed economica a determinarne in maniera preponderante la grave situazione economica e sociale”. Secondo i sindacati, “la vicenda greca e’ emblematica ed e’ frutto di tali debolezze che si ripercuotono inesorabilmente sulla sua dimensione sociale. Le misure di austerita’ non solo non solo riuscite a far ripartire la crescita ma hanno contribuito a creare una crisi occupazionale ma soprattutto sociale ed umanitaria, scaricando gli oneri di aggiustamento maggiori su famiglie, lavoratori e pensionati, facendo cosi’ precipitare tutti i principali indicatori sociali (con livelli di poverta’ prossimi al 40%, indebolimento della sanita’ pubblica, aumento delle problematiche legate alla nutrizione infantile ed altre preoccupanti implicazioni)”. Cgil, Cisl e Uil chiedono ai leader politici “un cambio di passo volto all’assunzione di decisioni che tutelino gli interessi dei lavoratori e cittadini europei nello spirito originario del progetto europeo”. Per Camusso, Furlan e Barbagallo, “occorre ripartire da una genuina politica europea in grado di farne riemergere i valori costitutivi, fondativi e inclusivi, promuovendone il modello sociale il quale, attraverso il contributo delle Parti sociali, e’ la via maestra per assicurare crescita e coesione sociale; da una politica europea che veda nella dimensione sociale un investimento, un pilastro della sua esistenza e volano di sviluppo; da una politica sociale fortemente integrata con quella di sviluppo che sia attenta alle fasce piu’ vulnerabili della popolazione che sono le piu’ colpite dagli squilibri e che partendo dalla qualita’ del lavoro faccia leva su fattori genuini di competitivita’ come ricerca, innovazione, infrastrutture, politiche industriali e capitale umano”. Cgil, Cisl e Uil ribadiscono quindi come “solidarieta’, equita’, giustizia sociale, crescita e sviluppo nei vari Stati potranno essere raggiunti solo in una prospettiva di massima integrazione delle politiche, di cambio degli approcci macroeconomici, e di misure che favoriscano la fiducia dei cittadini nel progetto europeo che solo un cammino Federale e’ in grado di assicurare. Per tali ragioni – concludono – e’ necessario rilanciare una visone europea che vada oltre i tecnicismi e parametri e faccia compiere all’Unione il necessario salto di qualita’ passando da regole comuni e istituzioni comuni per migliorarne il contesto interno e competere come modello sostenibile di sviluppo a livello internazionale”. .

(AGI) – Roma, 4 lug. – Saranno quasi 28 milioni gli italiani che approfitteranno dei prossimi saldi estivi per acquistare abbigliamento e accessori, di cui piu’ di 9 milioni durante questo fine settimana, per un spesa media prevista che oscillera’ intorno ai 200 euro a famiglia. E’ quanto emerge da un sondaggio condotto da Confesercenti sui consumatori in occasione del primo weekend delle vendite di fine stagione. Dalle risposte degli intervistati si percepisce chiaramente la crescita del desiderio di sfruttare i saldi per portarsi a casa capi pregiati. Per piu’ un cliente su due (il 58%), infatti, sara’ proprio la qualita’ del prodotto il fattore determinante per l’acquisto: una quota notevolmente superiore al 34% per cui contera’ di piu’ il basso prezzo e anche alla percentuale rilevata in occasione dei saldi estivi del 2014 (47%). Resta protagonista, comunque, l’abbigliamento, obiettivo del 73% dei consumatori, mentre il 53% cerchera’ calzature. Gli uomini acquisteranno soprattutto camicie, magliette e abbigliamento sportivo, mentre le donne si indirizzeranno piu’ su calzature, intimo e costumi da bagno, accessori moda. “I saldi estivi di quest’anno sono un test per la ripresa dei consumi”, spiega Roberto Manzoni, presidente di Fismo, l’associazione che riunisce le imprese della distribuzione moda Confesercenti. “Noi speriamo che arrivi finalmente l’inversione di tendenza, in linea con la piccola ripartenza del potere d’acquisto degli italiani registrata dall’Istat. Le condizioni ci sono: dagli sconti al meteo, che favorisce l’esigenza del ricambio di guardaroba. Per avere un quadro preciso dell’andamento dovremo pero’ attendere qualche giorno, visto che sui consumi pesano ancora alcune incertezze. Non giova, come sempre, la vicinanza dei saldi estivi alla batosta fiscale di giugno, che ha drenato risorse agli italiani. Ma pesa anche l’incertezza legata agli sviluppi della questione greca, che vede un passaggio chiave proprio questo fine-settimana”. I commercianti in effetti, appaiono divisi sul possibile andamento delle prossime vendite di fine stagione. La maggior parte assoluta – il 52% – ritiene che i risultati saranno in linea con quelli dello scorso anno. Ma gli ottimisti sono piu’ dei pessimisti: quasi uno su quattro (il 24%) prevede un miglioramento, contro un 16% che teme un nuovo calo. Nonostante le difficolta’, pero’, il 78% delle imprese ritiene i saldi ancora utili. “Le vendite di fine stagione – conclude Manzoni – sono ancora un’occasione per tutti. Per i cittadini, che hanno la possibilita’ di fare quegli acquisti che hanno rimandato a causa della crisi. Ma anche per le imprese del settore, che vengono da un avvio di anno molto debole. Dobbiamo lavorare per impedire la confusione tra promozioni normali, vendita di capi vecchi di qualche anno ed i saldi, che riguardano invece i prodotti di fine stagione. Ci appare fuorviante, ad esempio, che gli Outlet – che in teoria vendono capi delle stagioni passate – partecipino ai saldi applicando sconti che sembrano alti ma che in realta’ sono misteriosi, visto che il prezzo originale dei prodotti e’ sempre sconosciuto. Importante invece avere una data unica d’avvio, perche’ crea attenzione sull’evento e tutela maggiormente consumatori e imprese”. (AGI)

(AGI) – Roma, 4 lug. – Prestiti ancora in calo a maggio. I finanziamenti a imprese e famiglie sono diminuiti dell’1,2% in termini tendenziali (in attenuazione rispetto ai primi mesi del 2015) e dello 0,2% in termini congiunturali, confermando l’andamento negativo registrato ad aprile dopo il dato lievemente positivo di marzo (+0,4%), che avrebbe potuto preludere a un cambio di direzione e che, invece, non ha trovato un adeguato riscontro. Lo rileva Confcommercio sottolineando che nonostante le ultime stime dell’Abi confermino per il mese di maggio i segnali positivi per i nuovi flussi di finanziamento gia’ emersi negli ultimi 3 mesi, evidenziando un’attenuazione della stretta creditizia collegata alle politiche monetarie della Bce, gli effetti positivi non si sono ancora trasferiti allo stock dei crediti in essere a famiglie e imprese. Ad aprile, ricorda Confcommercio, l’attivita’ creditizia verso le imprese e le famiglie ha registrato una flessione sia in termini congiunturali (-0,2%) sia su base annua (-1,5%), interessando soprattutto il sistema delle imprese che hanno visto diminuire i prestiti in loro favore del 2,7% sui dodici mesi e dello 0,4% rispetto al mese precedente. I dati degli ultimi mesi evidenziano tuttavia che il trend di riduzione delle consistenze si e’ comunque attenuato. Continua a permanere, sottolinea l’organizzazione, il problema dell’elevato ammontare dei crediti in sofferenza che tuttora influiscono negativamente sul ripristino di condizioni di normalita’ nel mercato del credito. Nell’ambito dell’ipotesi di creazione di uno strumento di sistema finalizzato a liberare le banche dal peso dei crediti deteriorati, Confcommercio ritiene che sia necessario includere anche interventi destinati ad alleggerire le sofferenze dei confidi, che, negli anni piu’ difficili della crisi, hanno continuato ad assistere le micro, piccole e medie imprese che in molti casi, senza questi interventi di garanzia, sarebbero state escluse dal mercato del credito bancario. (AGI) .

(AGI) – Roma, 4 lug. – Negli ultimi 5 anni il valore economico degli immobili e’ crollato, soprattutto quello delle abitazioni che hanno subito, in termini assoluti, una perdita di 1 miliardo di euro, ma nel contempo le tasse sono salite in misura esponenziale del 31,2%. In termini assoluti, il carico fiscale sul mattone e’ aumentato di ben 12,3 miliardi di euro: se nel 2010 era pari a 39,48 miliardi di euro, nel 2014 ha toccato i 51,8 miliardi. E’ la stima dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre. “Siamo meno ricchi, ma paghiamo di piu’ – segnala il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi – due fenomeni di segno opposto che hanno contribuito a spingere il settore dell’edilizia nella crisi piu’ pesante mai registrata negli ultimi 70 anni”. In termini assoluti, ovviamente, e’ sceso soprattutto il valore economico delle case. La perdita e’ stata appunto di 1 miliardo di euro (-16,6%), mentre gli altri immobili (capannoni, uffici, negozi, laboratori artigianali, etc.) hanno subito una contrazione pari a 136,6 milioni di euro (-14,2%). Secondo la Cgia, “la selva di tasse e imposte che grava sugli immobili e’ spaventosa”: in questa analisi l’associazione ha tenuto conto dell’andamento di tutte le imposte legate alla redditivita’ (Irpef, Ires, Registro e bollo sui contratti di locazione e cedolare secca), ai trasferimenti (Iva, Registro e bollo sui passaggi di proprieta’, imposte ipotecarie/catastali, imposte di successione /donazione) e al possesso (Ici/Imu, Tasi, imposta di scopo, Tari). Gli artigiani di Mestre ricordano inoltre che con la crisi e il crollo della domanda abitativa, dovuto in parte alla stretta creditizia praticata in questi ultimi anni dagli istituti di credito, anche le compravendite hanno subito una forte contrazione. Sempre tra il 2010 e il 2014, le operazioni di acquisto e vendita riferite alle abitazioni sono diminuite di circa 208.000 unita’ (-27,3%). Per gli immobili strumentali, invece, la contrattura ha sfiorato le 12.500 unita’ (-25,1%). Questa situazione, ovviamente, ha avuto delle ripercussioni molto negative anche per le attivita’ economiche che ruotano attorno al comparto casa. Molti artigiani dell’edilizia (muratori, carpentieri, posatori, piastrellisti, dipintori, lattonieri, etc.) del legno (falegnami, serramentisti, mobilieri, etc.) del settore dell’installazione degli impianti (idraulici, elettricisti, manutentori, caldaisti, etc.) sono stati costretti a gettare la spugna o nella migliore delle ipotesi a ridurre drasticamente il personale alle proprie dipendenze. “Speriamo – conclude Bortolussi – che la riforma del catasto tenga conto di questa situazione. Con la revisione delle rendite e l’introduzione della local tax, che dovrebbe eliminare almeno la Tasi e l’Imu, va assolutamente scongiurata l’ipotesi di un ulteriore aggravio fiscale sugli immobili”. (AGI) .