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(AGI) – Washington, 15 lug. – A poche ore dalle inizio delle votazioni al Parlamento greco delle misure chieste dall’Eurogruppo in cambio del piano di salvataggio da 86 miliardi di euro, concordato solo 48 ore fa, l’Fmi a sorpresa boccia l’intesa raggiunta con grande fatica a Bruxelles dopo un’estenuante maratona negoziale. Il Fondo lascia intendere che potrebbe sfilarsi dalla troika che con Bce ed Ue ha finora salvato gia’ due volte Atene. Da Washington e’ stato fatto filtrare nella notte il testo di un rapporto interno da cui emerge che la situazione greca e’ molto peggiore di quanto previsto fino a solo due settimane fa e che quindi l’intesa per l’Fmi e’ del tutto insufficiente a far fronte alle effettive esigenze di Atene. Secondo il testo, che fonti dell’Fmi sottolineano era gia’ stato portato a conoscenza dai leader dell’Eurozona quando lunedi’ hanno concordato l’intesa, i creditori Ue dovranno fare “molto di piu” di quanto finora previsto. Ossia i creditori dell’Eurozona dovranno o accettare di rinunciare a parte dei fondi dati alla Grecia in questi anni – un nuovo haircut (taglio) del debito che Atene ha con i partner ma stavolta ca carico degli Stati e non come quello di fatto imposto ai creditori privati di Atene nella notte tra il 20 e il 21 febbraio 2012 in un drammatico vertice a Bruxelles, con perdite pari a 100 miliardi di euro – o consentire al governo ellenico di non pagare nulla per almeno 30 anni (Misure simili erano gia’ state proposte da Christine Lagarde nell’ottobre del 2013, quando la situazione non era giunta a questi livelli) Queste alternative, stavolta draconiane per i creditori dell’Eurozona, sono indipensabili perche’, sottolinea l’Fmi, ai livelli attuali il debito ellenico e’ del tutto “insostenibile”. Non solo. Anche lo stesso piano di salvataggio (il terzo dal 2010) da 86 miliardi concordato tra mille polemiche lunedi per stabilizzare la situazione e’ del tutto “insufficiente”. Lo stesso piano che in Grecia ha spaccato il partito Syriza del premier e che rischia di non passare. Per l’Fmi spetta ora ai membri dell’Eurozona decidere quale opzione scegliere tra quelle possibili. Questo perche’ le nuove proiezioni contenute nel rapporto riservato dell’Fmi, fatto filtrare ad orologeria proco dopo la mezzanotte italiana, stimano che il debito pubblico di Atene il prossimo anno sara’ pari al 200% del Pil contro il 177% finora stimato, solo in parte a causa della recessione che peggiorera’ nel 2015 dopo la timida ripresa registrata a fine dello scorso anno. Non solo. Fino al 2022 il debito greco restera’ intorno al 177% contro il 142% stimato: “Il drammatico deterioramento della sostenibilita’ del debito rende necessario un alleggerimento del debito su una scala che va molto oltre quanto e’ stato finora previsto”, si legge nel nuovo studio. L’analisi Fmi e’ in sintesi sia un assist al suo azionista di maggioranza, gli Usa (da oggi il ministro del Tesoro Jack Lew sara’ in Europa e vedra’ tra qualche ora il presidente della Bce, Mario Draghi, e poi il ‘falco’, il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, su posizioni contrarie a quelle di Washington, e poi a Parigi, l’alleato con l’omologo Michel Sapin ) che da settimane chiedono un taglio del debito greco. Lo e’ in parte alla Germania e alla nettissima maggioranza dei partner dell’Eurozona che volevano imporre misure ancora piu’ dure – per alcuni non volevano salvare Atene – come raccontato dallo stesso Tsipras, secondo il quale solo Francia Italia e Cipro hanno difeso la Grecia. Scheauble potra’ ribadire che il taglio del debito greco e’ impossibile in base ai trattati e quindi sostenere che senza l’Fmi l’intera struttura definita a Bruxelles da sola non sta in piedi. Da ultimo e’ anche un’allarme per i creditori Ue di Atene. Il Fondo, proprio le sue regole costitutive, non potra’ continuare a sostenere in alcun modo la Grecia, sia perche’ e’ al momento “in arrettrato” (arrears) di 2 miliardi di dollari di prestiti non rimborsati, sia perche’ non puo’ prestare soldi ad un Paese il cui debito sia “insostenibile”. (AGI) .

(AGI) – Tokyo, 15 lug. – La Banca del Giappone (BoJ) ha rivisto al ribasso le sue previsione di crescita economica e di inflazione. Nell’anno fiscale che si conclude in Giappone a marzo del 2016 invece di registrare una crescita del 2%, Tokyo si fermera’ all’1,7%, livelli considerati comunque buoni dopo decenni di stagnazione. L’inflazione e’ prevista in aumebnto dello 0,7%, in calo di solo lo 0,1% rispetto alle stime di aprile. (AGI) .

(AGI) – Roma, 14 lug. – All’Eurosummit la Grecia “ha avuto l’appoggio di Francia, Italia, Cipro e Austria”. Lo ha affermato il premier Alexis Tsipras, nel corso di un’intervista alla tv pubblica di Atene. “E’ stata una brutta notte per l’Europa”, ha aggiunto il premier. “Quando ho fatto il referendum ero convinto che gli europei ci avrebbero dato tempo, ma sono stati vendicativi“, ha sottolineato Tsipras. “Non tagliamo stipendi e pensioni”, afferma il premier greco, e’ preferibile l’aumento dell’Iva.

Tsipras inoltre conferma che l’eta’ pensionabile sara’ elevata a 67 anni. “Non e’ normale – dice Tsipras – andare in pensione a 45 anni”. “L’accordo copre i bisogni della Grecia per tre anni. Alla fine si potra’ parlare di ristrutturazione del debito. Questo accordo fara’ dimenticare la parola Grexit”. Lo afferma il premier  commentando favorevolmente l’accordo raggiunto a Bruxelles. “E’ migliore – dice Tsipras – di quello del 25 giugno scroso”. “Non lascero’ il Paese nella catastrofe”.

Tsipras, “Varoufakis, ha commesso errori nei negoziati”

Alexis Tsipras inoltre ribadisce di avere chiesto il referendum “non per uscire dall’euro, ma per ottenere un accordo migliore”. Le banche greche potrebbero restare chiuse ancora per un mese. Lo ha annunciato il premier, Alexis Tsipras, in un’intervista alla tv pubblica di Atene. “La riapertura delle banche dipende dall’approvazione dell’accordo che avverra’ in un mese”, ha spiegato il premier, auspicando che nel frattempo la Bce conceda liquidita’ alle banche greche. (AGI)

Tsipra presenta riforme in Parlament. Varoufakis, “Eurogruppo come golpe del 1967”

(AGI) – Roma, 14 lug. – All’Eurosummit la Grecia “ha avuto l’appoggio di Francia, Italia, Cipro e Austria”. Lo ha affermato il premier Alexis Tsipras, nel corso di un’intervista alla tv pubblica di Atene. “E’ stata una brutta notte per l’Europa”, ha aggiunto il premier. “Quando ho fatto il referendum ero convinto che gli europei ci avrebbero dato tempo, ma sono stati vendicativi”, ha sottolineato Tsipras. .

(AGI) – Roma, 14 lug. – “Non tagliano stipendi e pensioni”. Lo afferma il premier greco, Alexis Tsipras, in una intervista tv. “L’aumento dell’Iva e’ preferibile piuttosto che tagliare stipendi e pensioni”. Tsipras conferma che l’eta’ pensionabile sara’ elevata a 67 anni. “Non e’ normale – dice Tsipras – andare in pensione a 45 anni”. “L’accordo copre i bisogni della Grecia per tre anni. Alla fine si potra’ parlare di ristrutturazione del debito. Questo accordo fara’ dimenticare la parola Grexit”. Lo afferma il premier greco, Alexis Tsipras, commentando favorevolmente l’accordo raggiunto a Bruxelles. “E’ migliore – dice Tsipras – di quello del 25 giugno scroso”. “Non lascero’ il Paese nella catastrofe”.

Tsipras, “Varoufakis, ha commesso errori nei negoziati”

Alexis Tsipras inoltre ribadisce di avere chiesto il referendum “non per uscire dall’euro, ma per ottenere un accordo migliore”. Le banche greche potrebbero restare chiuse ancora per un mese. Lo ha annunciato il premier, Alexis Tsipras, in un’intervista alla tv pubblica di Atene. “La riapertura delle banche dipende dall’approvazione dell’accordo che avverra’ in un mese”, ha spiegato il premier, auspicando che nel frattempo la Bce conceda liquidita’ alle banche greche. (AGI)

Tsipra presenta riforme in Parlament. Varoufakis, “Eurogruppo come golpe del 1967”

(AGI) – Atene, 14 lug. – Yanis Varoufakis ha commesso “errori” nel corso dei negoziati sul debito greco, ma “mi assumo la responsabilita’ di tutti gli errori”. Lo ha sottolineato il premier, Alexis Tsipras, nel corso di una lunga intervista alla tv pubblica, durante la quale ha spiegato di aver firmato l’accordo “per evitare il disastro per il Paese e il crollo delle banche”. Quanto all’ex ministro delle Finanze, il premier greco ha aggiunto che “essere un eccellente studioso (Varoufakis e’ un economista, ndr) non significa necessariamente essere un bravo politico”. .

(AGI) – Roma, 14 lug. – “Il recente Eurosummit non e’ nient’altro che il culmine di un colpo di Stato”. Sul suo blog l’ex ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, usa termini durissimi per descrivere l’accordo sul debito di Atene siglato nella notte tra domenica e lunedi’ a Bruxelles.

“Nel 1967”, data del golpe dei colonnelli, aggiunge, “le potenze straniere usarono i carri armati per porre fine alla democrazia greca”, nel 2015 “hanno usato le banche”. Il documento dell’Eurosummit, aggiunge Varoufakis, “e’ come una dichiarazione di resa” e “conferma che la Grecia si piega a divenire un vassallo dell’Eurogruppo”.

E’ questo il clima, infuocato, che si respira in Grecia, dove gli statali hanno annunciato uno sciopero di 24 ore per domani. Il Governo ha presentato oggi in Parlamento il disegno di legge contenente le riforme richieste dall’accordo sul debito siglato con l’Eurosummit. Il provvedimento prevede l’aumento dell’Iva, l’indipendenza dell’Ufficio statistico, la riforma delle pensioni, il recepimento nella legislazione nazionale della direttiva sulle risoluzioni bancarie, un calendario per l’apertura delle professioni e altri interventi suggeriti dal piano di azione dell’Ocse. Per approvarlo c’e’ tempo appena fino a domani notte. E non sara’ facile. Il premier Alexis Tsipras deve fare i conti con i mal di pancia del suo partito e dei suoi alleati.

La portavoce di Anel, il partito nazionalista greco alleato di Syriza, ha escluso un’uscita dalla maggioranza ma ha avvertito che “ci sono dei limiti” al sostegno delle misure posti dal rispetto del mandato del popolo greco, “espresso con le elezioni di gennaio e con il referendum” che ha bocciato il piano di riforme proposto dall’Eurogruppo. Per questo ai parlamentari sara’ lasciata liberta’ di coscienza nell’espressione del voto.

Tsipras va comunque avanti. E ha gia’ fatto trapelare l’intenzione di non dimettersi. Piu’ facile un rimpasto di Governo, con le dimissioni dei ministri piu’ riottosi, o un allargamento della maggioranza ai settori europeisti del Parlamento, Pasok e Nea Demokratia, in un governo di unita’ nazionale che faccia passare le misure e porti il paese a nuove elezioni in autunno.

Intanto, la situazione si complica anche in Europa. Piu’ di un Paese dell’Unione ma fuori dell’Eurozona ha fatto sapere di non avere alcuna intenzione di partecipare al salvataggio di Atene. La Gran Bretagna in primis. “Fatemi essere molto chiaro: la Gran Bretagna non e’ nell’euro, cosi’ l’idea che i contribuenti britannici debbano essere in prima linea per questo accordo greco non e’ assolutamente un buon punto di partenza. L’Eurozona deve saldare il suo stesso conto”, ha tuonato il cancelliere dello Scacchiere, George Osborne.

Urgente ora e’ la questione di come definire un prestito ponte che consenta alla grecia di tirare avanti in attesa dell’intervento del Fondo Salva-Stati. Atene ha bisogno di almeno 7 miliardi entro il 20 luglio e di altri 5 entro la meta’ di agosto. “I tecnici dell’Eurogruppo stanno analizzando le diverse opzioni per il finanziamento ponte fra cui anche l’utilizzo del meccanismo Efsm. Confermo che su questo sono state sollevate preoccupazioni a parte di alcuni paesi fuori area Euro, una cosa di cui terremo conto”, ha detto il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis al termine del Consiglio Ecofin. (AGI) .

(AGI) – Roma, 14 lug. – Il debito delle Amministrazioni pubbliche e’ aumentato a maggio scorso di 23,4 miliardi a 2.218,2 miliardi di euro. E’ quanto si legge nel Supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia. “L’incremento del debito e’ stato superiore al fabbisogno del mese (4,3 miliardi) principalmente per l’aumento di 17,8 miliardi delle disponibilita’ liquide del Tesoro (a fine maggio pari a 100,9 miliardi; 92,3 a maggio del 2014); complessivamente – spiega Bankitalia – la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione, il deprezzamento dell’euro e l’emissione di titoli sopra la pari hanno accresciuto il debito per 1,3 miliardi. Con riferimento ai sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali e’ aumentato di 22,9 miliardi, quello delle Amministrazioni locali di 0,5 miliardi; il debito degli Enti di previdenza e’ rimasto sostanzialmente invariato”. Le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a maggio a 31 miliardi, stabili rispetto allo stesso mese del 2014. Nei primi cinque mesi del 2015 le entrate tributarie sono state complessivamente pari a 146,2 miliardi, in lieve aumento rispetto a quelle relative allo stesso periodo dell’anno precedente (145,4 miliardi). E’ quanto si legge nel Supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia. (AGI) .

(AGI) – Roma, 14 lug. – Il debito delle Amministrazioni pubbliche e’ aumentato a maggio scorso di 23,4 miliardi a 2.218,2 miliardi di euro. E’ quanto si legge nel Supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia. “L’incremento del debito e’ stato superiore al fabbisogno del mese (4,3 miliardi) principalmente per l’aumento di 17,8 miliardi delle disponibilita’ liquide del Tesoro (a fine maggio pari a 100,9 miliardi; 92,3 a maggio del 2014); complessivamente – spiega Bankitalia – la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione, il deprezzamento dell’euro e l’emissione di titoli sopra la pari hanno accresciuto il debito per 1,3 miliardi. Con riferimento ai sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali e’ aumentato di 22,9 miliardi, quello delle Amministrazioni locali di 0,5 miliardi; il debito degli Enti di previdenza e’ rimasto sostanzialmente invariato”. Le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a maggio a 31 miliardi, stabili rispetto allo stesso mese del 2014. Nei primi cinque mesi del 2015 le entrate tributarie sono state complessivamente pari a 146,2 miliardi, in lieve aumento rispetto a quelle relative allo stesso periodo dell’anno precedente (145,4 miliardi). E’ quanto si legge nel Supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia. (AGI) .

(AGI) – Atene, 14 lug. – La portavoce di Anel, il partito nazionalista greco alleato di Syriza, ha escluso un’uscita dalla maggioranza ma ha avvertito che “ci sono dei limiti” al sostegno al premier Alexis Tsipras posti dal rispetto del mandato del popolo greco, “espresso con le elezioni di gennaio e con il referendum” che ha bocciato il piano di riforme proposto dall’Eurogruppo. “I Greci indipendenti (questo il nome per esteso del partito, ndr) sono stati costanti nel loro sostegno al governo, abbiamo sostenuto e continueremo a sostenere gli sforzi del governo”, ha assicurato la portavoce Marina Chrysoveloni. La portavoce ha pero’ avvertito che i suoi deputati voteranno “secondo coscienza” sull’accordo con i creditori raggiunto a Bruxelles. Era stato il leader di Anel, il ministro della Difesa, Panos Kammenos, ad annunciare che il suo partito non avrebbe votato l’intesa per non tradire il mandato degli elettori: “Non possiamo accettarla”, aveva affermato, “in una democrazia parlamentare ci sono delle regole e noi le rispettiamo”.

Varufakis, Eurosummit come il golpe del 1967

La portavoce ha escluso l’ipotesi di formare un nuovo esecutivo con il centrodestra di Nuova democrazia o gli europeisti di To Potami. Anche restando nella maggioranza, un eventuale voto contrario in Parlamento dei deputati di Anel insieme all’ala sinistra di Syriza costringerebbe Tsipras a ricorrere ai voti dell’opposizione europeista per far approvare l’accordo. Intanto il Mef spiega che non ci sara’ alcun nuovo esborso: L’Italia non dovra’ erogare nuovi fondi per un terzo pacchetto di aiuti alla Grecia, ha precisato a Bruxelles il portavoce del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. “L’eventuale finanziamento alla Grecia da parte del fondo Esm – ha spiegato – non comporta alcun esborso da parte dei singoli Stati membri”. Ma nonostante l’intesa con l’Eurogruppo, la Grecia non ha onorato il saldo di un ulteriore debito di 456 milioni di euro (scaduto a mezzanotte) con il Fondo Monetario dopo non aver gia’ rispetto l’impegno a saldare 1,55 miliardi entro il 30 giugno. Atene e’ quindi ora “in arretrato” di 2 miliardi di euro con l’Fmi. Lo ha reso noto il portavoce del Fondo Gerry Rice, aggiungendo, interlocutoriamente, che “la richiesta di Atene di un prolungamento dei tempi di pagamento sara’ esaminata nelle prossime settimane dal Consiglio del Fondo”. (AGI) .