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(AGI) – Milano, 8 lug. – I problemi della Grecia influiscono “piu’ a livello finanziario che non sull’economia reale”. Lo ha affermato il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, oggi a margine dell’assemblea dell’Ucimu, l’associazione dell’industria meccanica. “Nell’economia italiana c’e’ un po’ di miglioramento complessivo – ha detto – forse meno effervescente e pimpante di quello che ci aspettavamo, pero’ il trend sta cambiando. Non credo che la Grecia determinera’ spostamenti enormi, influira’ piu’ a livello finanziario, con lo spread e l’andamento delle Borse, ma non sull’economia reale, perche’ la Grecia e’ solo il 2% dell’economia dell’Unione Europea”. In conclusione “non sono preoccupato piu’ di tanto, anche perche’ sono convinto che, se il buon senso esiste, troveranno un modo di accordarsi”.

Arrivare a soluzione in modo rapido e ordinato

Le difficolta’ della Grecia testimoniano le carenze della governance europea e deve trovare soluzione “in modo rapido e ordinato” ha detto il governatore della Banca d’Italia secondo cui “la lunga, ancora irrisolta, crisi greca ha gettato nuova luce sui limiti tuttora presenti nella governance dell’Unione economica e monetaria, nonostante gli sforzi compiuti negli ultimi anni. La stabilita’ dell’Unione”, sottolinea l’inquilino di Palazzo Koch, “non puo’ essere messa in discussione dalle difficolta’ di un singolo Paese. Se uno Stato membro si trova in una posizione finanziaria insostenibile deve essere possibile arrivare a una soluzione in modo rapido e ordinato”.

Per sostegno Bce serve accordo su programma

“Per assicurare il sostegno della Bce, serve una chiara prospettiva di un accordo politico su un programma che annulli il rischio di insolvenza sul debito greco” ha aggiunto Visco “il Consiglio e’ pronto a usare tutti gli strumenti a sua disposizione”. (AGI)

(AGI) – Roma, 8 lug. – Il 42,5% dei pensionati italiani, pari a oltre 6,6 milioni di persone, riceve meno di 1.000 euro lordi al mese. Lo rivela il Rapporto annuale dell’Inps, secondo cui poco meno di 1,9 milioni (12,1%) percepisce meno di 500 euro mensili. Il reddito pensionistico medio (la somma di tutti i redditi da pensione, sia di natura previdenziale che assistenziale) ammonta al 31 dicembre 2013 a 1.323 euro lordi mensili.

Nel 2014 aumentate del 14,6% le domande di disoccupazione

La spesa pensionistica, finanziata in via principale dai contributi versati dai lavoratori e dai datori di lavoro, incide sul Pil per il 15,3% nel 2014 e per il 16,1% ove si comprenda anche la spesa erogata per conto dello Stato, con esclusione delle erogazioni relative alle indennita’ di accompagnamento a favore degli invalidi civili. E’ quanto si legge nel Rapporto annuale dell’Inps.Nella ripartizione dei redditi pensionistici per classe di importo, si legge nel rapporto, si rileva che il 42,5% dei soggetti (pari a oltre 6,6 milioni) assorbe circa il 18,9% della spesa annua complessiva per un totale di oltre 50 miliardi di euro, ricevendo una o piu’ prestazioni d’importo medio mensile inferiore a 707 euro lordi mensili.

Meno pensioni di invalidita’ nel 2014, -6,5%

Tra questi, il 12,1% pari a circa 1,9 milioni e’ al di sotto dei 300 euro. La quota di beneficiari che ottiene pensioni comprese tra 1.000 e 1.500 euro e’ del 23,5% oltre 3,6 milioni per il 22% di spesa annua (59 miliardi), mentre un ulteriore 17,2% di beneficiari (circa 2,7 milioni di persone) percepisce redditi compresi tra 1.500 e 2.000 euro mensili, pari al 22,2% della spesa (oltre 59 miliardi). Tra i 2.000 e i 3.000 euro lordi si colloca il 12,2% dei beneficiari (quasi 1,9 milioni) cui va il 21,7% della spesa lorda complessiva per un totale di oltre 58 miliardi di euro.

Pensioni: per le donne importo medio inferiore a quello degli uomini

Oltre i 3.000 euro mensili troviamo 724.250 soggetti, pari al 4,6% del totale dei pensionati Inps che assorbono il 15,2% della spesa pari a quasi 41 miliardi, riscuotendo pensioni di importo medio mensile di 4.336 euro lordi.

(AGI) – Roma, 8 lug. – In Italia sono 724.250 i soggetti che percepiscono una pensione oltre i 3.000 euro mensili. I pensionati d’oro, che in media ricevono 4.336 euro lordi, rappresentano il 4,6% del totale dei pensionati Inps. Queste prestazioni hanno un costo pari a 41 miliardi l’anno e assorbono il 15,2% della spesa totale. E’ quanto si legge nel rapporto annuale dell’Inps. .

(AGI) – Roma, 8 lug. – Ammonta a 133,7 miliardi di euro l’importo complessivo annuo per i prepensionamenti, gli assegni di vecchiaia e anzianita’/anticipata, che sono in tutto circa 9,4 milioni, e rappresentano il 65,6% del totale dei trattamenti IVS erogati. E’ quanto si legge nel rapporto annuale Inps. Seguono 3,8 milioni di pensioni ai superstiti per un totale di 29,4 miliardi di euro l’anno. Infine, i trattamenti di invalidita’ previdenziale, oltre 1,1 milione, per una spesa annua di 9,5 miliardi di euro. Prosegue anche nel 2014 il calo del numero delle pensioni previdenziali in pagamento che registrano un -1,1%. La diminuzione piu’ marcata si osserva per i trattamenti di invalidita’ (-6,5%) e di vecchiaia (-1,9%); quasi stabili le pensioni ai superstiti (-0,3%) e in leggera crescita le pensioni di anzianita’/anticipata (+0,6%). E’ quanto emerge dal rapporto annuale dell’Inps che sottolinea che le pensioni previdenziali dell’Istituto liquidate nel corso del 2014 sono in tutto 558.162 e costituiscono circa il 50,9%% del totale delle erogazioni (in tutto 1.096.199). Il restante 49,1% e’ costituito da prestazioni di natura assistenziale (538.037).

(AGI) – Roma, 8 lug. – Nel 2014 le domande di ASpI presentate, sulla base dei dati di archivio a maggio 2015, risultano pari a 1.529.393, in aumento rispetto all’anno precedente del 14,6%. Le domande presentate per Mini ASpI invece sono state in totale 644.230, in aumento rispetto a quelle presentate l’anno precedente del 33,5%. E’ quanto si legge nel rapporto annuale dell’Inps. Riguardo all’ASpI l’andamento crescente che si riscontra dal confronto su base mensile per l’intero anno, e’ probabilmente dovuto alla progressiva applicazione della legge di riforma da parte delle imprese nel corso del 2014 e dalla corrispondente diminuzione dei beneficiari di indennita’ di disoccupazione. Per quanto riguarda i beneficiari della prestazione di ASpI, i soggetti che ne hanno fruito almeno per un giorno nel 2014 (dato cosiddetto di flusso annuo) sono stati 1.493.099, in aumento del 55,5% rispetto all’anno precedente. Riguardo alla Mini ASpI dal confronto su base mensile delle domande si registra un aumento costante delle stesse sebbene tale aumento diminuisca nel corso dell’anno. Infatti, i valori massimi di scostamento tra i due anni si registrano a gennaio (911%) mentre quelli minimi a dicembre (2,2%).

Nel 2014 il totale complessivo delle ore autorizzate per la Cassa integrazione guadagni, sommatoria unica di tutte le prestazioni, e’ stato pari a 1.052.374.938 ore, in diminuzione rispetto alle ore autorizzate l’anno precedente del 5,6%. E’ quanto si legge nel Rapporto annuale dell’Inps. Il 23,8% di tali ore e’ stato richiesto per prestazioni ordinarie (250,8 milioni di ore), il 53,6% per prestazioni straordinarie al netto della deroga (564,4 milioni di ore) ed il 22,5% per prestazioni straordinarie in deroga (237,1 milioni di ore). Rispetto al 2013, il numero di ore autorizzate e’ diminuito sia per la cassa integrazione ordinaria che per quella in deroga, rispettivamente del 29,7% e del 16,3% ma, e’ cresciuto del 18,8% per quel che riguarda la cassa integrazione straordinaria, pur se, come detto, si e’ registrata una diminuzione complessiva pari al 5,6%.

(AGI) – Roma, 8 lug. – Le difficolta’ della Grecia testimoniano le carenze della governance europea e deve trovare soluzione “in modo rapido e ordinato”. Il giudizio e’ del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, secondo cui “la lunga, ancora irrisolta, crisi greca ha gettato nuova luce sui limiti tuttora presenti nella governance dell’Unione economica e monetaria, nonostante gli sforzi compiuti negli ultimi anni. La stabilita’ dell’Unione”, sottolinea l’inquilino di Palazzo Koch, “non puo’ essere messa in discussione dalle difficolta’ di un singolo Paese. Se uno Stato membro si trova in una posizione finanziaria insostenibile deve essere possibile arrivare a una soluzione in modo rapido e ordinato”. “Per assicurare il sostegno della Bce, serve una chiara prospettiva di un accordo politico su un programma che annulli il rischio di insolvenza sul debito greco” ha aggiunto il Governatore il quale ha aggiunto che “il Consiglio e’ pronto a usare tutti gli strumenti a sua disposizione”. (AGI) .

(AGI) – Londra, 8 lug. – Il ceo della banca britannica Antony Jenkins annuncia a sorpresa la sua intenzione di dimettersi, dopo essere stato tre anni alla guida del gruppo. La banca e’ alla ricerca di un sostituto, mentre il posto di ceo e’ assunto ad interim dal presidente John McFarlane. L’uscita di scena di Jenkins arriva dopo che il board ha detto che occorre una leadership in grado di dare una scossa all’istituto, facendolo uscire dall’incertezza sulla strategia e da un periodo di risultati deludenti. “Stiamo perdendo valore e serve un nuovo approccio – spiega il vice presidente, Michael Rake in un comunicato -. Se vogliano aumentare i ritorni agli azionisti, dobbiamo focalizzarci maggiormente su cio’ che ci rende attraenti, quella che siamo capaci a fare”. .

(AGI) – Milano, 8 lug. – Apertura in cauto rialzo per la Borsa valori, con l’indice Ftse Mib che segna un +0,38% a 21.038 punti, mentre l’All Share guadagna lo 0,34%. Nelle prime contrattazioni, lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi apre sostanzialmente stabile, con un lieve restringimento a 163 punti per un tasso del 2,26%. Il differenziale Bonos/Bund segna 162 punti con un rendimento al 2,25%. .

(AGI) – Roma, 8 lug. – Avvio in cauto rialzo per le borse europee, nonostante i timori per la Grecia e il tonfo di Shanghai. Londra sale dello 0,2%. A Milano l’indice Ftse Mib segna un +0,38% a 21.038 punti. Francoforte cresce dello 0,3% e Parigi dello 0,2%. Nonostante le misure del governo cinese per far fronte allo scoppio della bolla speculativa, la borsa di Shanghai ha chiuso con una perdita del 5,91%. La borsa di Kong Kong, che e’ ancora aperta, sta perdendo il 6,6%, trainata in giu’ dai listini cinesi, e Seul ha chiuso a -1,18%. .

(AGI) – Shanghai, 8 lug. – “Clima da panico” sui mercati asiatici. Dopo una giornata da incubo, con la sospensione del 50 per cento dei titoli la borsa di Shanghai e quella di Hong Kong perdono oltre il 4 per cento. Non sono servite le misure di sostegno ai listini cinesi decise nel weekend e oggi la Commissione di Pechino che controlla i 112 colossi imprenditoriali di proprieta’ dello Stato ha ordinato loro di non vendere azioni loro o delle loro controllate “durante questa inusuale volatilita’” del mercato. Nonostante la sospesione dalla contrattazione di oltre 1.200 titoli, in apertura Shanghai e Hong Kong hanno persi circa l’8%. Il crollo apparentemente inarrestabile della borsa cinese, iniziato lo scorso 12 giugno, finora ha abbassato di circa il 30% il valore del listino: forte sgonfiamento di una bolla speculativa che secondo le autorita’ cinesi che regolano il mercato borsistico (China Securities Regulatory Commission) ha portato al “panico”. La Banca Centrale cinese ha annunciato che garantira’ la liquidita’ necessaria per stabilizzare i mercati borsistici cinesi e per scongiurare rischi sistemici. La bufera travolge anche Tokyo. L’indice Nikkei chiude in perdita del 3,14% a 19.737,64 punti , ai minimi da sette settimane. Tra i titoli piu’ penalizzati quelli delle aziende nipponiche con la maggiore esposizione sul mercato cinese. Hitachi Construction perde intorno al 3,5% e Komatsu il 5%. Il terremoto cinese colpisce anche i prezzi delle materie prime e quindi quelli di trading house come Mitsubishi e Sumitomu. (AGI) .