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(AGI) – Torino, 3 lug. – “Un’icona non cambia, si rinnova”. Cosi’ Luca Napolitano, responsabile brand Fiat dell’area Emea, ha presentato la Nuova 500 al Lingotto, presente l’ad Sergio Marchionne. “Abbiamo ridisegnato 1900 componenti, quasi il 40% del totale – ha aggiunto – ma e’ ancora piu’ Cinquecento di prima”. Ed ancora “abbiamo lavorato sul design, sull’ecologia, sull’infotaiment, sulla sicurezza e aperto la nuova frontiera della personalizzazione”. “I prezzi – ha spiegato – sono in linea con quelli attuali: in Italia partiranno da 13.500 euro. La commercializzazione partira’ dall’Italia sin da subito poi proseguira’ in Germania, Francia, Belgio, Austria, Svizzera e da settembre arrivera’ anche la guida a destra e proseguira’ il suo viaggio intorno al mondo”.

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(AGI)

(AGI) – Taranto, 3 lug. – Allo stato e’ tutto confermato: se non ci saranno novita’, lunedi’ prossimo nell’Ilva di Taranto via alla manovra di spegnimento dell’altoforno 2 dopo il sequestro senza facolta’ d’uso ordinato dalla Procura di Taranto a seguito dell’incidente sul lavoro mortale e convalidato lunedi’ scorso dal gip. Lo si apprende da fonti aziendali. Dopo la fermata dell’altoforno 2, partira’ a ruota quella dell’altoforno 4 avendo gia’ l’Ilva valutato, tecnicamente, che il siderurgico di Taranto non puo’ marciare con un solo altoforno – l’1 e il 5 sono gia’ fermi per lavori – per problemi ambientali ed economici. Un solo altoforno in produzione significa infatti, secondo l’Ilva, impatto ambientale a monte e problematica gestione economica a valle in quanto bisognerebbe ridurre il numero di colate dell’unica acciaieria attualmente in funzione, la 2, mentre la 1 e’ gia’ ferma da meta’ marzo conseguentemente allo stop dell’altoforno 5. La doppia fermata di Taranto, si apprende ancora da fonti aziendali, avrebbe anche ripercussioni sui siti della Liguria dell’Ilva mentre per il personale – crescerebbe infatti sensibilmente il numero delle unita’ inattive – si prospetterebbe il ricorso alla cassa integrazione straordinaria. Questo programma potrebbe subire modifiche sostanziali solo in due casi: se la Procura o il gip di Taranto dovessero rispondere a stretto giro alla richiesta dell’azienda di dilazionare di dieci giorni la fermata dell’altoforno 2, accogliendola, e se il Governo, nel Consiglio dei ministri di stasera, dovesse intervenire con un provvedimento, un decreto, sul sequestro che riguarda il siderurgico. Da fonti aziendali infine si apprende che gli avvocati dell’Ilva stanno lavorando, e potrebbero anche averla gia’ presentata alla Procura di Taranto, ad un’istanza di dissequestro, e non piu’ facolta’ d’uso dell’impianto, dell’altoforno 2. Le fonti aziendali definiscono “molto innovativa” quest’ultima istanza degli avvocati perche’ accompagnata da relazioni tecniche, tra cui quella degli specialisti dell’impresa Paul Wurth, e dalla ricostruzione della dinamica dell’incidente dell’8 giugno sul piano di colata dell’impianto, costato la vita al 35enne Alessandro Morricella, dipendente del siderurgico. L’Ilva, quindi, a meno di nuovi sviluppi sul fronte giudiziario e istituzionale, fermerebbe l’altoforno 2 come da cronoprogramma presentato alla Procura e al custode giudiziario dell’impianti, affidandosi poi alla nuova istanza. Istanza che riguarda solo il sequestro della Procura per l’incidente mortale. L’altoforno 2 resterebbe comunque sotto sequestro, ma con facolta’ d’uso, in base al vecchio provvedimento adottato per tutta l’area a caldo dal gip Patrizia Todisco tempo addietro per il reato di disastro ambientale contestato all’Ilva e ora oggetto di 52 richieste di rinvio a giudizio formulate al gup dalla stessa Procura. (AGI) .

(AGI) – Roma, 3 lug. – Nuova giornata di tensione per la Grecia, in attesa dell’esito del referendum di domenica prossima.

Ci sono stati scontri in centro ad Atene tra la polizia e gruppi di alcune decine di sostenitori del ‘No’ al referendum greco. Gli agenti hanno caricato i manifestanti e hanno lanciato granate stordenti. Molti dei dimostranti coinvolti negli scontri erano vestiti di nero e indossavano caschi.

E da Bruxelles, guanto di sfida lanciato ad Atene con il presidente della Commissione Ue Juncker che si dice convinto del fatto che con la vittoria dei ‘no’ al referendum, “la posizione della Grecia sara’ drammaticamente indebolita”.

Dal canto suo il Ministro delle finanze ellenico Varoufakis ha sottolineato che non e’ “troppo tardi” per un accordo tra la Grecia e i suoi creditori, anzi, un’intesa e’ “imminente” a prescindere dai risultati del referendum. Tsipras ha fatto sapere che domenica non sara’ un referendum sull’euro o meno e che comunque non si piegheranno a ultimatum. Non solo, ma ha chiesto il taglio del 30% del debito e un periodo di moratoria per il pagamento degli interessi pari a 20 anni. Schaeuble e’ pessimista: a suo giudizio, i colloqui anche dopo il referendum saranno “molto difficili”. Sia come sia, la Grecia e’ in serie difficolta’: alle banche elleniche e’ rimasta liquidita’ per 1 miliardo fino a lunedi’ (quando riapriranno).

Nel frattempo, PayPal ha sospeso i servizi di pagamento in Grecia a causa dei controlli sul capitale imposti a causa della grave crisi di liquidita’. Nella Ue, intanto, si fa sentire anche la voce delle cosiddette ‘colombe’: il referendum greco di domenica “avra’ delle conseguenze” ma “noi vogliamo tenere la Grecia nell’eurozona”, sostiene il primo ministro del Lussemburgo, Xavier Bettel. Ma c’e’ anche chi si scaglia duramente contro il premier greco il quale e’ un “imprevedibile manipolatore” con il quale non e’ piu’ possibile negoziare, afferma il presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz. Le borse europee stanno per chiudere negativamente la seduta, anche se chiudono la settimana senza segni di panico.

In Italia, si discute su un’eventuale ‘Grexit’: l’ex premier Silvio Berlusconi osserva che per l’Europa e’ “assurdo” pensare di rinunciare alla Grecia, un Paese “alla radice della nostra civilta’”. Dal punto di vista finanziario, il presidente della Consob fa sapere che “per il momento e’ chiaro che si risente di qualche andamento legato alle prospettive greche ma non sono tali da preoccupazioni serie. Ovviamente questo non significa che non siamo vigili”, dice Giuseppe Vegas. “Di sicuro non e’ una situazione tale per cui non si va in asta”, sottolinea il responsabile del Tesoro per il debito Maria Cannata. (AGI)

(AGI) – Roma, 2 lug. – Eni comunica che il Prof. Luigi Zingales ha rassegnato le proprie dimissioni dal Consiglio d’Amministrazione di Eni. E’ quanto si legge in una nota. Il Consiglio ringrazia il Prof. Zingales per il fattivo contributo dato in questi mesi. Il Consiglio di Amministrazione procedera’ alla sostituzione del Consigliere dimissionario ai sensi di legge. (AGI) .

(AGI) – Roma, 3 lug. – Nuova giornata di tensione per la Grecia, in attesa dell’esito del referendum di domenica prossima. Da Bruxelles, guanto di sfida lanciato ad Atene con il presidente della Commissione Ue Juncker che si dice convinto del fatto che con la vittoria dei ‘no’ al referendum, “la posizione della Grecia sara’ drammaticamente indebolita”. Dal canto suo il Ministro delle finanze ellenico Varoufakis ha sottolineato che non e’ “troppo tardi” per un accordo tra la Grecia e i suoi creditori, anzi, un’intesa e’ “imminente” a prescindere dai risultati del referendum. Tsipras ha fatto sapere che domenica non sara’ un referendum sull’euro o meno e che comunque non si piegheranno a ultimatum. Non solo, ma ha chiesto il taglio del 30% del debito e un periodo di moratoria per il pagamento degli interessi pari a 20 anni. Schaeuble e’ pessimista: a suo giudizio, i colloqui anche dopo il referendum saranno “molto difficili”. Sia come sia, la Grecia e’ in serie difficolta’: alle banche elleniche e’ rimasta liquidita’ per 1 miliardo fino a lunedi’ (quando riapriranno). Nel frattempo, PayPal ha sospeso i servizi di pagamento in Grecia a causa dei controlli sul capitale imposti a causa della grave crisi di liquidita’. Nella Ue, intanto, si fa sentire anche la voce delle cosiddette ‘colombe’: il referendum greco di domenica “avra’ delle conseguenze” ma “noi vogliamo tenere la Grecia nell’eurozona”, sostiene il primo ministro del Lussemburgo, Xavier Bettel. Ma c’e’ anche chi si scaglia duramente contro il premier greco il quale e’ un “imprevedibile manipolatore” con il quale non e’ piu’ possibile negoziare, afferma il presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz. Le borse europee stanno per chiudere negativamente la seduta, anche se chiudono la settimana senza segni di panico. In Italia, si discute su un’eventuale ‘Grexit’: l’ex premier Silvio Berlusconi osserva che per l’Europa e’ “assurdo” pensare di rinunciare alla Grecia, un Paese “alla radice della nostra civilta’”. Dal punto di vista finanziario, il presidente della Consob fa sapere che “per il momento e’ chiaro che si risente di qualche andamento legato alle prospettive greche ma non sono tali da preoccupazioni serie. Ovviamente questo non significa che non siamo vigili”, dice Giuseppe Vegas. “Di sicuro non e’ una situazione tale per cui non si va in asta”, sottolinea il responsabile del Tesoro per il debito Maria Cannata. (AGI)

(AGI) – Roma, 3 lug. – Ci sono segnali positivi per il mercato del lavoro, ma la ripresa non c’e’ ancora. Lo segnala l’Istat, nella nota mensile sull’andamento dell’economia italiana. “Un miglioramento dell’evoluzione dell’occupazione nei prossimi mesi si osserva dal lato della domanda” si legge nell’indagine, che ricorda come il tasso di posti vacanti sia cresciuto di un decimo di punto nel I trimestre. “La variazione positiva riflette un aumento dei posti di lavoro richiesti dalle imprese e si accompagna alla stabilizzazione del tasso di disoccupazione (con una complessiva riduzione della tensione del mercato del lavoro). L’aumento del tasso di posti vacanti, cresciuto dopo la stasi registrata nell’ultimo trimestre del 2014, ha interessato diversi comparti del settore dei servizi, tra i quali le attivita’ finanziarie, le attivita’ professionali scientifiche e tecniche e i servizi di informazione”. Un aumento si e’ verificato anche nelle costruzioni ma non nell’industria in senso stretto, a riflesso di una domanda di lavoro che permane ancora debole nel settore. Le previsioni espresse dagli imprenditori nel mese di giugno riguardo alle tendenze dell’occupazione nei successivi tre mesi, sottolinea l’Istat, “si sono confermate positive in tutti i settori, compresa l’industria manifatturiera, consolidando quindi i segnali provenienti dal lato della domanda. Dal lato dell’offerta di lavoro emergono indicazioni eterogenee. L’esame dei dati grezzi e i confronti tendenziali rispetto al primo trimestre del 2014 mostrano un quadro del mercato del lavoro maggiormente favorevole rispetto a quello osservato con i dati congiunturali”. Tuttavia, prosegue l’Istat, a una nuova riduzione delle persone in cerca di occupazione si e’ affiancata una crescita delle forze di lavoro potenziali (+9,7%, 324 mila individui) ovvero la fascia di inattivi piu’ vicini al mercato del lavoro. Tra il complesso degli inattivi, inoltre, sono aumentati gli scoraggiati (+2,7%, 52 mila persone), coloro che hanno smesso di cercare un lavoro perche’ ritengono di non riuscire a trovarlo. Il fenomeno dello scoraggiamento ha coinvolto soprattutto i maschi (+6,4% contro +0,7% delle donne). Si tratta di un segnale da seguire con attenzione tenendo presente che lo scoraggiamento maschile nella ricerca di lavoro era molto cresciuto nella fase piu’ acuta della crisi (biennio 2012-2013). Un segnale rilevante che si osserva dal lato dell’offerta e’ che, accanto alla riduzione tendenziale dell’occupazione complessiva, si e’ verificata una riduzione dell’incidenza della disoccupazione di lunga durata, storicamente molto elevata nel nostro paese: la quota di disoccupati da piu’ di dodici mesi sul totale e’ passata dal 58,7% al 57,1% in un anno ed e’ diminuita soprattutto tra le donne (tre punti percentuali in meno fino al 56,8%), nel Centro (quattro punti in meno fino al 51,6%) e, in parte, anche nel Mezzogiorno (un punto e mezzo in meno fino al 63,3%). (AGI) .

(AGI) – Roma, 3 lug. – La ripresa economica c’e’ e “prosegue”, ma nel II trimestre avra’ “un’intensita’ piu’ contenuta” rispetto al I trimestre: lo fa sapere l’Istat, nella sua nota mensile sull’andamento dell’economia italiana. L’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana ha evidenziato in aprile una decelerazione, proseguendo la tendenza in atto da febbraio. L’Istat segnala che “il mercato del lavoro mostra i primi segnali positivi dal lato della domanda anche se non rafforzati dalle indicazioni sull’offerta di lavoro. Si conferma la riduzione delle spinte deflative cui seguirebbe in autunno una moderata ripresa dei prezzi. Sul quadro macroeconomico pesa tuttavia l’incognita relativa agli sviluppi della crisi greca”. L’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana ha evidenziato in aprile una decelerazione, proseguendo la tendenza in atto da febbraio.L’Istat segnala che “il mercato del lavoro mostra i primi segnali positivi dal lato della domanda anche se non rafforzati dalle indicazioni sull’offerta di lavoro. Si conferma la riduzione delle spinte deflative cui seguirebbe in autunno una moderata ripresa dei prezzi. Sul quadro macroeconomico pesa tuttavia l’incognita relativa agli sviluppi della crisi greca”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 3 lug. – Nuova giornata di tensione per la Grecia, in attesa dell’esito del referendum di domenica prossima. Da Bruxelles, guanto di sfida lanciato ad Atene con il presidente della Commissione Ue Juncker che si dice convinto del fatto che con la vittoria dei ‘no’ al referendum, “la posizione della Grecia sara’ drammaticamente indebolita”. Dal canto suo iIl premier greco, Alexis Tsipras chiede un “taglio del 30%” del debito greco e “20 anni di periodo di grazia”. Tsipras, in un’intervista televisiva, avanza questa proposta per assicurare la “sostenibilita’ del debito” greco e cita il rapporto del Fmi che stima le necessita’ di finanziamento complessive di Atene a 50 miliardi di euro fino al 2018″.

Le banche, abbiamo liquidita’ per un miliardo fino a lunedi’

“Il Fmi – dice Tsipras – ha pubblicato un rapporto sull’economia greca che e’ una conferma della nostra posizione e conferma un’ovvieta’: che il debito greco non e’ sostenibile”.

“Domenica il referendum non sara’ sulla permanenza della Grecia nell’euro. Chiedo ai greci di votare con calma senza accettare ultimatum. Il posto della Grecia e’ in Europa. Il report del Fmi conferma gli argomenti del mio Governo: il debito non e’ sostenibile”, ha aggiunto Tsipras.

Intanto il Ministro delle finanze ellenico Varoufakis ha sottolineato che non e’ “troppo tardi” per un accordo tra la Grecia e i suoi creditori, anzi, un’intesa e’ “imminente” a prescindere dai risultati del referendum. Sia come sia, la Grecia e’ in serie difficolta’: alle banche elleniche sono rimaste riserve di contante per appena 500 milioni di euro, ha fatto sapere il presidente della Camera di Commercio greca Constantine Michalos il quale ha aggiunto che “siamo in una situazione molto pericolosa, le aziende greche sono state tagliate fuori dai trasferimenti elettronici del sistema europeo Target2”.

Dijsselboem, accordo vicino? Bugia di Varoufakis

Nel frattempo, PayPal ha sospeso i servizi di pagamento in Grecia a causa dei controlli sul capitale imposti a causa della grave crisi di liquidita’. Nella Ue, intanto, si fa sentire anche la voce delle cosiddette ‘colombe’: il referendum greco di domenica “avra’ delle conseguenze” ma “noi vogliamo tenere la Grecia nell’eurozona”, sostiene il primo ministro del Lussemburgo, Xavier Bettel. Ma c’e’ anche chi si scaglia duramente contro il premier greco il quale e’ un “imprevedibile manipolatore” con il quale non e’ piu’ possibile negoziare, afferma il presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz. “La verita’ e’ che non c’e’ alcuna base per negoziare”, prosegue Schulz, “Tsipras e’ imprevedibile e manipola il popolo greco, la questione ha dei tratti quasi demagogici”. Le borse europee intanto si presentano in moderato calo a meta’ seduta. In Italia, si discute su un’eventuale ‘Grexit’: l’ex premier Silvio Berlusconi osserva che per l’Europa e’ “assurdo” pensare di rinunciare alla Grecia, un Paese “alla radice della nostra civilta’”. Dal punto di vista finanziario, ci pensa il presidente della Consob a rassicurare i nostri investitori: “Per il momento e’ chiaro che si risente di qualche andamento legato alle prospettive greche ma non sono tali da preoccupazioni serie. Ovviamente questo non significa che non siamo vigili”, dice Giuseppe Vegas. “Di sicuro non e’ una situazione tale per cui non si va in asta”, sottolinea il responsabile del Tesoro per il debito Maria Cannata. (AGI) .

(AGI) – Atene, 3 lug. – Le banche greche hanno una liquidita’ disponibile di 1 miliardo fino a lunedi’. Lo ha annunciato il numero uno dell’associazione delle banche greche, spiegando che dopo la giornata di lunedi’ tutto dipendera’ dalla Bce. (AGI) .

(AGI) – Atene, 3 lug. – Il premier greco, Alexis Tsipras chiede un “taglio del 30%” del debito greco e “20 anni di periodo di grazia”. Tsipras, in un’intervista televisiva, avanza questa proposta per assicurare la “sostenibilita’ del debito” greco e cita il rapporto del Fmi che stima le necessita’ di finanziamento complessive di Atene a 50 miliardi di euro fino al 2018″. “Il Fmi – dice Tsipras – ha pubblicato un rapporto sull’economia greca che e’ una conferma della nostra posizione e conferma un’ovvieta’: che il debito greco non e’ sostenibile”. (AGI) .