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(AGI) – Roma, 10 lug. – Balzo della produzione industriale a maggio. L’indica calcolato dell’Istat ha segnato un aumento dello 0,9% rispetto ad aprile. Nella media del trimestre marzo-maggio 2015 la produzione e’ aumentata dell’1,0% rispetto al trimestre precedente. Corretto per gli effetti di calendario, l’indice e’ salito in termini tendenziali del 3,0% (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 di maggio 2014). Nella media dei primi cinque mesi dell’anno la produzione e’ aumentata dello 0,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedent.  Il rialzo e’ il maggiore da agosto 2011, quando si registro’ un aumento del 7,1%. Lo rende noto l’Istat.

L’indice destagionalizzato presenta variazioni congiunturali positive in tutti i raggruppamenti; aumentano i beni strumentali (+2,3%), l’energia (+1,7%), i beni di consumo (+0,7%) e i beni intermedi (+0,6%). In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a maggio 2015, un forte aumento nel comparto dei beni strumentali (+8,5%); in misura piu’ lieve aumentano anche l’energia (+1,5%), i beni di consumo (+1,4%) e i beni intermedi (+0,4%). Per quanto riguarda i settori di attivita’ economica, a maggio 2015 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+16,2%), della fabbricazione di mezzi di trasporto (+15,4%), e della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+10,5%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori dell’attivita’ estrattiva (-12,1%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-1,4%) e delle industrie alimentari, bevande e tabacco (-0,5%). (AGI) .

(AGI) – L’Avana, 10 lug. – Sono 14 finora le proposte di investimento produttivo avanzate da imprese italiane per la Zona Speciale di Sviluppo Mariel, a Cuba. Nell’area, che sta sorgendo a 50 km dalla capitale, sono pronte a insediarsi aziende di vari comparti, dal fotovoltaico alla lavorazione dell’alluminio, dal packaging ai tubi di costruzione. Il dato e’ emerso al termine della missione italiana che si e’ svolta all’Avana dal 6 all’8 luglio. Finora, le imprese italiane presenti a Cuba erano 14 per un totale di 430 dipendenti e un fatturato superiore a 14 milioni di euro; a livello europeo l’Italia si posiziona al secondo posto per numero di Pmi con filiali a Cuba. Il loro numero dovrebbe decisamente aumentare gia’ da quest’anno, a seguito della nuova legge per l’attrazione degli investimenti diretti esteri (“Ley de inversion extranjera”) e della missione appena conclusa. “Gli incontri con i rappresentanti del governo cubano ci hanno consentito di individuare le aree di intervento e i progetti a cui seguiranno gli studi di fattibilita’ – ha spiegato il viceministro allo Sviluppo economico Claudio Calenda – Ora inizieremo a selezionare le aziende che vogliamo riportare a Cuba a settembre. Siamo pronti ad offrire il nostro know how e i cubani si sono mostrati estremamente disponibili nei nostri confronti”. “Abbiamo potuto riscontrare moltissime opportunita’ – ha dichiarato Licia Mattioli, presidente del Comitato tecnico per l’internazionalizzazione di Confindustria – Il governo cubano ha mostrato interesse per il nostro sistema di pmi e il legame culturale con l’Italia apre le porte agli investimenti”. I settori di intervento individuati nel corso della missione sono numerosi: dalla riconversione delle centrali alle energie rinnovabili, dall’agroalimentare alla pesca, dai condizionatori alle valvole, dall’imbottigliamento del rhum alla filiera della carta. “Cuba e’ in una fase di transizione ma non intende compiere gli errori di altri paesi socialisti – ha sottolineato Calenda – Il governo e’ attento a cogliere l’occasione degli investimenti esteri senza fracassare tutto”. “Abbiamo concordato di realizzare una model farm dove formare il personale cubano su macchine agricole italiane – ha riferito il sottosegretario agli Esteri Mario Giro – In questi mesi i progetti andranno avanti e contiamo di giungere a firmare degli accordi, a partire dai parchi eolici che realizzera’ Enel Green Power, ad ottobre in occasione della visita del premier Matteo Renzi”. (AGI)

(AGI) – Atene, 10 lug. – Il premier greco, Alexis Tsipras chiede al Parlamento un mandato per trattare coi creditori non per uscire dall’euro. “Dobbiamo confrontarci con decisioni cruciali”, dice rivolgendosi ai parlamentari. “Abbiamo un mandato per strappare un accordo migliore rispetto a quello dell’ultimatum dell’Eurogruppo, ma non abbiamo certo un mandato per portare la Grecia fuori dall’Eurozona”. “In tutto questo dobbiamo stare uniti” aggiunge. .

(AGI) – Atene, 10 lug. – Oggi il Parlamento greco votera’ il mandato al governo per negoziare coi creditori un accordo che prevede un terzo piano di prestiti in cambio di un programma di riforme. A mezzanotte il Presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha ricevuto la nuova proposta di riforme dal Governo greco valutata intorno ai 12 miliardi di euro. In cambio Atene chiede ai creditori 53,5 miliardi per onorare prestiti fino a giugno del 2018. Il premier Alexis Tsipras ha chiesto al Parlamento di appoggiare una lista di “azioni prioritarie” per negoziare un accordo coi creditori. .

(AGI) – Pechino, 10 lug. – Dopo il rimbalzo (+5,7%) registrato ieri, successivo alla serie di crolli, la Borsa di Shanghai ha iniziato le contrattazioni con un impennata del 3,07% a 3.823,25 punti. Ancora meglio la borsa di Shenzen, il secondo mercato cinese, cresciuta del 3,59% a 2.025,53. Bene anche il terzo mercato ‘cinese’, la borsa di Hong Kong con l’Hang Seng che registra – al momento – un piu’ 1,56%. A Tokyo il Nikkei, dopo aver aperto in territorio negativo, ora registra un progresso dello 0,34%.

(AGI) – Pechino, 9 lug. – Il presidente del colosso digitale cinese Alibaba, Patrick Liu, e’ stato arrestato per vicende connesse al suo precedente incarico alla guida della divisione video della holding Tencent. E’ quanto riferisce in una e-mail il portavoce di Alibaba, Bob Christie, spiegando che il caso “non ha alcuna connessione con Alibaba”. (AGI)

(AGI) – Londra, 9 lug. – Primark, il gigante dell’abbigliamento britannico a basso costo, sbarchera’ in Italia a partire dall’anno prossimo con tre nuovi punti vendita. Con il primo store che aprira’ ad Arese, in provincia di Milano, nell’estate del 2016, l’azienda che e’ sinonimo di moda pronta ‘low cost’ cerchera’ cosi’ di aggredire il mercato italiano, dopo aver lanciato i suoi negozi anche in altri nove Paesi europei. A confermarlo e’ stata la Associated British Foods, proprietaria del marchio, e la notizia e’ stata rilanciata subito con grande enfasi dal Daily Telegraph. Primark, i cui negozi sono presenti in tutto il Regno Unito e in una citta’ come Londra sono presi d’assalto ogni giorno soprattutto dai turisti, sta fra l’altro contribuendo ai buoni dati della Abf, che questa mattina ha rivelato una crescita del fatturato del 2% nelle quaranta settimane fino a meta’ giugno 2015. In particolare, le vendite nei negozi Primark (che in alcuni Paesi sono presenti con brand diversi, ad esempio in Irlanda il marchio e’ quello di Penneys) sono cresciute del 13%. Presto l’azienda sbarchera’ anche negli Stati Uniti, dove il primo store aprira’ a Boston nel settembre di quest’anno. Parlando con il Daily Telegraph, il direttore finanziario di Abf, John Bason, ha citato le grandi potenzialita’ del mercato italiano, che si spera possa mostrare le stesse performance di quello francese. “Abbiamo avuto un enorme successo in Francia. Siamo andati li’ solo 18 mesi fa ed e’ stato il nuovo mercato di maggior successo che abbiamo mai avuto”. Per il mercato italiano l’azienda cerchera’ comunque di seguire il “gusto locale”. “Ci saranno alcuni articoli che saranno diversi”, ha sottolineato Bason. (AGI) .

(AGI) – Brixelles, 9 lug. – L’Antitrust della commissione Ue accusa il colosso delle carte credito Mastecard di “gonfiare” i costi delle sue commissioni. “La commissione – spiega il commissario per la concorrenza, Marrethe Vestager – e’ preoccupata sia per le regiole applicate da Mastercard alle operazioni transfrontaliere nell’Unione europea sia per le commissioni per le commissioni addebitate ai rivenditori per i pagamenti effettuati con carte di credito emesse al di fuori dell’Europa”. La mossa di Bruxelles arriva dopo due anni di indagini e rientra negli sforzi per ridurre queste commissioni e favorire il commercio transfrontaliero. I rilievi della Ue riguardano le operazioni fino al 2009, mentre quelle dopo questa dato rientrano nei livelli previsti dall’antitrust.
Mastercad fa sapere di stare collaborando con le autorita’
europe. 

Secondo l’antitrust Ue, in particolare, “le regole di Mastercard impediscono alle banche di offrire commissioni interbancarie piu’ basse ai dettaglianti situati in un altro stato dello spazio economico europeo nel quale tali commissioni potrebbero essere piu’ elevate. Questo impedisce ai negozianti di beneficiare altrove di commissioni piu’ basse e potrebbe limitare la concorrenza transfrontaliera fra banche, violando le norme antitrust europee”. Inoltre, secondo l’esecutivo, “le commissioni interbancarie applicate da Mastercard per le operazioni effettuate nell’Unione europea utilizzando carte emesse in altre parti del mondo violano le norme antitrust perche’ fissano in prezzo minimo artificialmente alto per il trattamento di queste operazioni”. Il procedimento era stato avviato nell’aprile del 2013, ma gia’ nel dicembre 2007 la Commissione aveva constatato che le commissioni di Mastercard limitavano la concorrenza. In seguito a quella decisione, nel 2009 la societa’ avveva limitato tali commissioni bancarie transfrontaliere applicate dalle banche che fanno parte del suo sistema. Nel 2010 e 2014, la Commissione ha reso vincolanti gli impegni offerti da Visa Europe per fissare massimali di 0,20% (carte di debito) e 0,30% (carte di credito) alle commissione interbancarie all’interno dello spazio economico europeo. Lo scorso aprile, e’ stato adottato il regolamento Ue che conferma tali massimali, con l’obiettivo di ridurre i costi per i negozianti garantendo la parita’ di condizioni sull’intero mercato dei pagamenti con carte di credito o debito. (AGI)

(AGI) – Genova, 9 lug. – Luigi Negri, imprenditore portuale genovese, e’ pronto a sfidare l’ex socio Vincenzo Onorato nel business dei collegamenti marittimi con la Sardegna. Lo ha detto Negri al sito www.themeditelegraph.it. Negri, fino a martedi’ scorso socio di Tirrenia con una quota del 15%, e’ stato liquidato da Onorato, numero uno di Moby Lines, che e’ salito cosi’ al 100% della ex compagnia di Stato. “Se le linee per la Sardegna saranno messe a gara, noi ci presenteremo”, ha detto l’imprenditore, aggiungendo di avere “pronta una cordata con armatori e imprese locali”. Nel caso in cui il progetto dovesse concretizzarsi, Negri affidera’ la nuova compagnia all’ex amministratore delegato di Tirrenia, Ettore Morace. A proposito della vicenda Tirrenia, Negri lancia la sfida al nuovo proprietario: “Vedremo se Onorato sapra’ mantenere una societa’ che da semi-fallita oggi genera 60 milioni di Ebidta, 35 milioni di utile netto e 90 milioni di liquidi a fine stagione, che lui si trovera’ in tasca grazie a noi”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 9 lug. – L’economia italiana crescera’ piu’ rapidamente del previsto quest’anno e il prossimo, pur rimanendo nettamente al di sotto della media dell’Eurozona. Nell’aggiornamento delle sue previsioni, il Fondo monetario internazionale stima che il Pil del Belpaese salira’ dello 0,7% nel 2015 per poi accelerare all’1,2% nel 2016, con una revisione al rialzo rispettivamente pari allo 0,2 e allo 0,1% rispetto ai numeri diffusi con il Rapporto economico mondiale di aprile. Il dato, pur in miglioramento, resta comunque inferiore rispetto alla media dell’area dell’euro, il cui Pil e’ stimato crescere dell’1,5% (dato invariato rispetto ad aprile) quest’anno e dell’1,7% (-0,1%) il prossimo.

Tra i grandi Paesi della zona euro, Germania e Francia vedono confermati i numeri della primavera scorsa: il Pil di Berlino aumentera’ dell’1,6% nel 2015 e dell’1,7% nel 2016, quello di Parigi dell’1,2 e dell’1,5% rispettivamente. Un vero e proprio boom aspetta invece la Spagna: il Fondo ha rivisto le stime di Madrid al rialzo dello 0,6% quest’anno e dello 0,5% il prossimo, per un Pil destinato a salire rispettivamente del 3,1% e del 2,5%.

RIPRESA STENTA A MATERIALIZZARSI, TAGLIATE STIME CRESCITA – “La prevista ripresa della crescita globale, sebbene ancora attesa, non si e’ finora pienamente materializzata”, scrive il Fondo monetario internazionale che fissa la stima di incremento del Pil mondiale al 3,3% per quest’anno, con un taglio dello 0,2% rispetto ai numeri diffusi ad aprile. Invariata invece a +3,8% la previsione per l’anno prossimo. Sul deludente andamento del Pil globale pesa innanzitutto l’inattesa contrazione dello 0,2% segnata dal prodotto Usa nel primo trimestre dell’anno. Un dato una tantum legato anche a un inverno eccezionalmente freddo, commenta il Fondo, ma che ha ridotto la crescita globale allo 0,8% tra gennaio e marzo, contro l’atteso 2,2%. Nella media del 2015, la locomotiva a stelle e strisce e’ prevista ora correre a un ritmo medio del 2,5%, con un taglio dello 0,6% rispetto alle stime primaverile. Per il 2016 la limatura e’ dello 0,1% al 3%.

FINORA CONTAGIO LIMITATO E REZIONE MERCATI TENUE – La reazione dei mercati finanziari all’acuirsi delle tensioni sul debito greco e’ stata “relativamente tenue, con un leggero calo dei prezzi delle attivita’ a rischio e un modesto incremento dei prezzi dei titoli di Stato dei Paesi considerati sicuri”. Secondo il Fondo monetario internazionale gli sviluppi della situazione “non si sono tradotti finora in alcun significativo contagio”. L’invito contenuto nell’aggiornamento del Weo e’ “a un’azione politica tempestiva nella gestione di tali rischi se dovessero materializzarsi”. (AGI) .