Newsletter
Ultime News
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

(AGI) – Catania, 15 lug. – Ci sono 14 indagati per il fallimento della compagnia aerea Wind Jet, tentativo di low cost siciliano naufrato con un deficit di 238 milioni di euro il 9 maggio del 2013. Tra le persone alle quali la Procura di Catania ha notificato l’invito a comparire per rendere interrogatorio c’e’ l’ex presidente della Wind Jet, Nino Pulvirenti, patron del Catania Calcio che e’ sotto arrestato il mese scorso nell’ambito dell’inchiesta sulle partite comprate per evitare la retrocessione. L’ipotesi di reato per i 14 indagati e’ bancarotta fraudolenta. I militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza assieme ai consulenti nominati della Procura hanno ricostruito le vicende societarie che, secondo l’ipotesi accusatoria, hanno aggravato lo stato di dissesto della Wind Jet per oltre 160 milioni di euro, con una serie di operazioni compiute a partire dal 2005. Accertamenti bancari, acquisizioni documentali e rogatorie internazionali in Lussemburgo, Francia e Regno Unito indicano che la compagnia gia’ dal 2005 aveva riportato ingenti perdite che non avrebbero piu’ consentito di operare sul mercato senza l’immissione di capitali freschi, in aggiunt alle ricapitalizzazioni gia’ effettuate e risultate insufficienti. Ma queste situazione di passivita’ sarebbe state occultate nel bilancio al 31 dicembre 2005 con un’operazione di valorizzazione del marchio WJ, ritenuta artificiosa e consistita nella cessione (e retrocessione dopo pochi anni) del logo alla Meridi spa,societa’ di gestione di supermercati facente parte del medesimo gruppo imprenditoriale, per un importo pari a 10 milioni di euro. L’anomalia di bilancio e’ stata rilevata anche dal commissario giudiziale avvocato professore Libertini nominato dal Tribunale fallimentare nell’ambito della procedura di concordato preventivo. Negli anni seguenti la strategia di sopravvalutazione fittizia di bilancio sarebbe proseguita grazie anche a societa’ estere che hanno predisposto perizie “di comodo” sul valore del magazzino e di beni strumentali di Wind Jet, rappresentando valori sovrastimati per oltre 40 milioni di euro. In questi passaggi ci sarebbe stata la compiacenza dell’organo sindacale, che avrebbe omesso i controlli d’accordo con i responsabili della societa’ di revisione. La Wind Jet avrebbe dunque intrapreso la trattativa con Alitalia, nella prima meta’ del 2012, mentre versava in una grave condizione di dissesto che pero’ nei suoi documenti contabili ufficiali era nascosta. (AGI) .

(AGI) – Bruxelles, 15 lug. – La Commissione europea sarebbe pronta a fornire un finanziamento-ponte alla Grecia da 7 miliardi a patto che le riforme siano approvate dal Parlamento greco entro oggi. E’ quanto emerge da un documento. Si tratta del meccanismo di stabilita’ finanziario europeo(Efsm) per fornire alla Grecia un prestito ponte da 7 miliardi per far fronte alle esigenze finanziarie immediate a seguito dell’approvaione di alcune riforme. Il finanziamento via Efsm dovra’ essere rimborsato entro tre mesi al massimo attraverso i nuovi finanziamenti che la Grecia ricevera’ dal fondo europeo salvastati Esm dopo aver concluso l’accordo su un nuovo programma di aiuti. L’Efsm e’ finanziato attraverso fondi reperiti dalla Commissione Ue sul mercato usando come garanzia il bilancio Ue. Intanto le banche greche resteranno chiuse anche domani. Lo ha annunciato il ministro dell’Economia George Stathakis prima del voto parlamentare sulle misure chieste dai creditori in cambio del terzo programma di austerita’. Il ministro ha spiegato che le banche non apriranno finche la Bce non ripristinera’ il finanziamento di assistenza d’emergenza alle banche elleniche. Arriva a sorpresa a poche ore dalle inizio delle votazioni al Parlamento greco delle misure chieste dall’Eurogruppo in cambio del piano di salvataggio da 86 miliardi di euro, concordato solo 48 ore fa, la notizia che l’Fmi boccia l’intesa raggiunta con grande fatica a Bruxelles dopo un’estenuante maratona negoziale. Il Fondo lascia intendere che potrebbe sfilarsi dalla troika che con Bce ed Ue ha finora salvato gia’ due volte Atene. Da Washington e’ stato fatto filtrare nella notte il testo di un rapporto interno da cui emerge che la situazione greca e’ molto peggiore di quanto previsto fino a solo due settimane fa e che quindi l’intesa per l’Fmi e’ del tutto insufficiente a far fronte alle effettive esigenze di Atene. Secondo il testo, che fonti dell’Fmi sottolineano era gia’ stato portato a conoscenza dai leader dell’Eurozona quando lunedi’ hanno concordato l’intesa, i creditori Ue dovranno fare “molto di piu” di quanto finora previsto. (AGI)

(AGI) – Bruxelles, 15 lug. – La Commissione europea ha proposto oggi l’uso del meccanismo di stabilita’ finanziario europeo(Efsm) per fornire alla Grecia un prestito ponte da 7 miliardi per far fronte alle esigenze finanziarie immediate a seguito dell’approvaione di alcune riforme. Lo si legge in un documento dell’Esecutivo. Il finanziamento via Efsm dovra’ essere rimborsato entro tre mesi al massimo attravrso i nuovi finanziamenti che la Grecia ricevera’ dal fondo europeo salvastati Esm dopo aver concluso l’accordo su un nuovo programma di aiuti. L’Efsm e’ finanziato attraverso fondi reperiti dalla Commissione Ue sul mercato usando come garanzia il bilancio Ue. .

(AGI) – Roma, 15 lug. – L’incidenza di poverta’ assoluta e’ rimasta stabile nel 2014 dopo due anni di crescita. Ma 1 milione 470 mila famiglie (il 5,7% delle famiglie residenti) risultano ancora in condizione di poverta’ assoluta in Italia, per un totale di 4 milioni e 102 mila individui (6,8% dell’intera popolazione).

Tra le persone coinvolte, 1 milione 866 mila risiedono nel Mezzogiorno (l’incidenza e’ del 9%), 2 milioni 44 mila sono donne (6,6%), 1 milione 45 mila sono minori (10%), 857 mila hanno un’eta’ compresa tra 18 e 34 anni (8,1%) e 590 mila sono anziani (4,5%).

Dopo due anni di crescita, tuttavia, nel 2014 l’incidenza di poverta’ assoluta e’ rimasta stabile; se infatti si tiene conto dell’errore campionario (3,8%), tale incidenza e’ compresa tra il 5,3% e il 6,1%, con una probabilita’ del 95%. E’ stabile al 19,1% anche l’intensita’ della poverta’ che, in termini percentuali, indica quanto la spesa mensile delle famiglie povere e’ mediamente al di sotto della linea di poverta’, ovvero “quanto poveri sono i poveri”.

Segnali di miglioramento si osservano poi tra le famiglie con persona di riferimento di eta’ tra i 45 e i 54 anni (dal 7,4% al 6%), tra le coppie con due figli (dall’8,6% al 5,9%, che si lega a quello delle famiglie di 4 componenti, dall’8,6% al 6,7%) e tra le famiglie con a capo una persona in cerca di occupazione (dal 23,7% al 16,2%) che, rispetto al 2013, piu’ spesso vivono in famiglie con al proprio interno occupati o ritirati dal lavoro.

 

L’incidenza di poverta’ assoluta e’ in lieve diminuzione anche nei piccoli comuni (dal 7,2% al 5,9%), soprattutto in quelli del Mezzogiorno (dal 12,1% al 9,2%), e tra le famiglie composte da soli italiani (dal 5,1% al 4,3%). Livelli elevati di poverta’ assoluta si osservano per le famiglie con cinque o piu’ componenti (16,4%), soprattutto se coppie con tre o piu’ figli (16%) e famiglie di altra tipologia, con membri aggregati (11,5%). L’incidenza sale al 18,6% se in famiglia ci sono almeno tre figli minori e scende nelle famiglie di e con anziani (4% tra le famiglie con almeno due anziani). L’incidenza di poverta’ assoluta diminuisce all’aumentare dell’eta’ della persona di riferimento (i valori minimi, intorno al 4,6%, si registrano tra le famiglie con a capo un ultra cinquantaquattrenne) e del suo titolo di studio (se la persona di riferimento e’ almeno diplomata l’incidenza e’ quasi un terzo di quella rilevata per chi ha la licenza elementare).

La poverta’ assoluta colpisce in misura marginale le famiglie con a capo imprenditori, liberi professionisti o dirigenti (l’incidenza e’ inferiore al 2%), si mantiene al di sotto della media tra le famiglie di ritirati dal lavoro (4,4%), sale al 9,7% tra le famiglie di operai per raggiungere il valore massimo tra quelle con persona di riferimento in cerca di occupazione (16,2%).

Se la poverta’ assoluta nei piccoli comuni del Mezzogiorno e’ quasi doppia rispetto a quella rilevata nelle aree metropolitane (9,2% contro 5,8%), al Nord l’incidenza piu’ elevata si registra proprio nelle aree metropolitane (7,4% contro 3,9%); si profilano quindi due diverse dimensioni del disagio: quella rurale del meridione e quella metropolitana delle regioni settentrionali. Infine, la poverta’ assoluta e’ decisamente elevata tra le famiglie con stranieri (12,9% per le famiglie miste, 23,4% per quelle con tutti componenti stranieri) e sostanzialmente stabile nel confronto temporale, a differenza del leggero miglioramento riscontrato per le famiglie di soli italiani (l’incidenza passa dal 5,1 al 4,3%). (AGI)

(AGI) – Londra, 15 lug. – Il tasso di disoccupazione in Gran Bretagna nel trimestre marzo-maggio e’ aumentato a sorpresa per la prima volta dal 2013. Lo riferisce l’istituto di statistica (Ons) spiegando che il tasso si e’ attestato al 5,6% dal 5,5% del trimestre febbraio-aprile a causa del calo degli occupati di 67.000 unita’. Gli analisti si attendevano un tasso del 5,5%. (AGI) .

(AGI) – Roma, 15 lug. – Nel 2014, 1 milione 470 mila famiglie (il 5,7% delle famiglie residenti) risultano in condizione di poverta’ assoluta in Italia, per un totale di 4 milioni e 102 mila individui (6,8% dell’intera popolazione).

Tra le persone coinvolte, 1 milione 866 mila risiedono nel Mezzogiorno (l’incidenza e’ del 9%), 2 milioni 44 mila sono donne (6,6%), 1 milione 45 mila sono minori (10%), 857 mila hanno un’eta’ compresa tra 18 e 34 anni (8,1%) e 590 mila sono anziani (4,5%).

Dopo due anni di crescita, tuttavia, nel 2014 l’incidenza di poverta’ assoluta e’ rimasta stabile; se infatti si tiene conto dell’errore campionario (3,8%), tale incidenza e’ compresa tra il 5,3% e il 6,1%, con una probabilita’ del 95%. E’ stabile al 19,1% anche l’intensita’ della poverta’ che, in termini percentuali, indica quanto la spesa mensile delle famiglie povere e’ mediamente al di sotto della linea di poverta’, ovvero “quanto poveri sono i poveri”.

Segnali di miglioramento si osservano poi tra le famiglie con persona di riferimento di eta’ tra i 45 e i 54 anni (dal 7,4% al 6%), tra le coppie con due figli (dall’8,6% al 5,9%, che si lega a quello delle famiglie di 4 componenti, dall’8,6% al 6,7%) e tra le famiglie con a capo una persona in cerca di occupazione (dal 23,7% al 16,2%) che, rispetto al 2013, piu’ spesso vivono in famiglie con al proprio interno occupati o ritirati dal lavoro.

L’incidenza di poverta’ assoluta e’ in lieve diminuzione anche nei piccoli comuni (dal 7,2% al 5,9%), soprattutto in quelli del Mezzogiorno (dal 12,1% al 9,2%), e tra le famiglie composte da soli italiani (dal 5,1% al 4,3%). Livelli elevati di poverta’ assoluta si osservano per le famiglie con cinque o piu’ componenti (16,4%), soprattutto se coppie con tre o piu’ figli (16%) e famiglie di altra tipologia, con membri aggregati (11,5%). L’incidenza sale al 18,6% se in famiglia ci sono almeno tre figli minori e scende nelle famiglie di e con anziani (4% tra le famiglie con almeno due anziani). L’incidenza di poverta’ assoluta diminuisce all’aumentare dell’eta’ della persona di riferimento (i valori minimi, intorno al 4,6%, si registrano tra le famiglie con a capo un ultra cinquantaquattrenne) e del suo titolo di studio (se la persona di riferimento e’ almeno diplomata l’incidenza e’ quasi un terzo di quella rilevata per chi ha la licenza elementare).

La poverta’ assoluta colpisce in misura marginale le famiglie con a capo imprenditori, liberi professionisti o dirigenti (l’incidenza e’ inferiore al 2%), si mantiene al di sotto della media tra le famiglie di ritirati dal lavoro (4,4%), sale al 9,7% tra le famiglie di operai per raggiungere il valore massimo tra quelle con persona di riferimento in cerca di occupazione (16,2%).

Se la poverta’ assoluta nei piccoli comuni del Mezzogiorno e’ quasi doppia rispetto a quella rilevata nelle aree metropolitane (9,2% contro 5,8%), al Nord l’incidenza piu’ elevata si registra proprio nelle aree metropolitane (7,4% contro 3,9%); si profilano quindi due diverse dimensioni del disagio: quella rurale del meridione e quella metropolitana delle regioni settentrionali. Infine, la poverta’ assoluta e’ decisamente elevata tra le famiglie con stranieri (12,9% per le famiglie miste, 23,4% per quelle con tutti componenti stranieri) e sostanzialmente stabile nel confronto temporale, a differenza del leggero miglioramento riscontrato per le famiglie di soli italiani (l’incidenza passa dal 5,1 al 4,3%). (AGI)

(AGI) – Roma, 15 lug. – Apertura contrastata per le borse europee. Londra cede lo 0,2%, Francoforte lo 0,17%, piatta Parigi, in rialzo Milano +0,34%. Tokyo ha chiuso in rialzo dello 0,38%.

Borsa Tokyo: chiude in rialzo dello 0,38% Chiusura in lieve rialzo per la Borsa di Tokyo. L’indice Nikkei ha guadagnato lo 0,38% e si e’ attestato a quota 20.463,33, sostenuto dall’indebolimento dello yen dopo che Banca del Giappone ha tagliato le previsioni di inflazione e crescita facendo presagire un allentamento della politica monetaria. In positivo anche l’indice Topix, salito dello 0,47% a quota 1.646,41.

Titoli Stato: spread Btp/Bund apre in rialzo a 124 punti Apertura in lieve rialzo per lo spread tra Btp e Bund a 124 punti. Il tasso del decennale e’ al 2,06%. Il differenziale tra Bonos e Bund si attesta a 126 punti con un rendimento del 2,08%.

Euro: apre in lieve rialzo sopra quota 1,10 dollari Apertura in rialzo per l’euro sul dollaro poco sopra quota 1,10. La moneta unica passa di mano a 1,1005 e a 135,85 yen. Dollaro/yen a 123,46.

Petrolio: prezzi in rialzo sui mercati asiatici Prezzi del petrolio in rialzo sui mercati asiatici per l’allentamento delle preoccupazioni riguardanti la fine dell’embargo iraniano che provochera’ nuovi afflussi di greggio sul mercato internazionale. Il Wti – con consegna agosto – avanza di 9 cent a 53,13 dollari al barile, il Brent di 12 cent a 58,63. (AGI)

(AGI) – Washington, 15 lug. – A poche ore dalle inizio delle votazioni al Parlamento greco delle misure chieste dall’Eurogruppo in cambio del piano di salvataggio da 86 miliardi di euro, concordato solo 48 ore fa, l’Fmi a sorpresa boccia l’intesa raggiunta con grande fatica a Bruxelles dopo un’estenuante maratona negoziale. Il Fondo lascia intendere che potrebbe sfilarsi dalla troika che con Bce ed Ue ha finora salvato gia’ due volte Atene. Da Washington e’ stato fatto filtrare nella notte il testo di un rapporto interno da cui emerge che la situazione greca e’ molto peggiore di quanto previsto fino a solo due settimane fa e che quindi l’intesa per l’Fmi e’ del tutto insufficiente a far fronte alle effettive esigenze di Atene. Secondo il testo, che fonti dell’Fmi sottolineano era gia’ stato portato a conoscenza dai leader dell’Eurozona quando lunedi’ hanno concordato l’intesa, i creditori Ue dovranno fare “molto di piu” di quanto finora previsto. Ossia i creditori dell’Eurozona dovranno o accettare di rinunciare a parte dei fondi dati alla Grecia in questi anni – un nuovo haircut (taglio) del debito che Atene ha con i partner ma stavolta ca carico degli Stati e non come quello di fatto imposto ai creditori privati di Atene nella notte tra il 20 e il 21 febbraio 2012 in un drammatico vertice a Bruxelles, con perdite pari a 100 miliardi di euro – o consentire al governo ellenico di non pagare nulla per almeno 30 anni (Misure simili erano gia’ state proposte da Christine Lagarde nell’ottobre del 2013, quando la situazione non era giunta a questi livelli) Queste alternative, stavolta draconiane per i creditori dell’Eurozona, sono indipensabili perche’, sottolinea l’Fmi, ai livelli attuali il debito ellenico e’ del tutto “insostenibile”. Non solo. Anche lo stesso piano di salvataggio (il terzo dal 2010) da 86 miliardi concordato tra mille polemiche lunedi per stabilizzare la situazione e’ del tutto “insufficiente”. Lo stesso piano che in Grecia ha spaccato il partito Syriza del premier e che rischia di non passare. Per l’Fmi spetta ora ai membri dell’Eurozona decidere quale opzione scegliere tra quelle possibili. Questo perche’ le nuove proiezioni contenute nel rapporto riservato dell’Fmi, fatto filtrare ad orologeria proco dopo la mezzanotte italiana, stimano che il debito pubblico di Atene il prossimo anno sara’ pari al 200% del Pil contro il 177% finora stimato, solo in parte a causa della recessione che peggiorera’ nel 2015 dopo la timida ripresa registrata a fine dello scorso anno. Non solo. Fino al 2022 il debito greco restera’ intorno al 177% contro il 142% stimato: “Il drammatico deterioramento della sostenibilita’ del debito rende necessario un alleggerimento del debito su una scala che va molto oltre quanto e’ stato finora previsto”, si legge nel nuovo studio. L’analisi Fmi e’ in sintesi sia un assist al suo azionista di maggioranza, gli Usa (da oggi il ministro del Tesoro Jack Lew sara’ in Europa e vedra’ tra qualche ora il presidente della Bce, Mario Draghi, e poi il ‘falco’, il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, su posizioni contrarie a quelle di Washington, e poi a Parigi, l’alleato con l’omologo Michel Sapin ) che da settimane chiedono un taglio del debito greco. Lo e’ in parte alla Germania e alla nettissima maggioranza dei partner dell’Eurozona che volevano imporre misure ancora piu’ dure – per alcuni non volevano salvare Atene – come raccontato dallo stesso Tsipras, secondo il quale solo Francia Italia e Cipro hanno difeso la Grecia. Scheauble potra’ ribadire che il taglio del debito greco e’ impossibile in base ai trattati e quindi sostenere che senza l’Fmi l’intera struttura definita a Bruxelles da sola non sta in piedi. Da ultimo e’ anche un’allarme per i creditori Ue di Atene. Il Fondo, proprio le sue regole costitutive, non potra’ continuare a sostenere in alcun modo la Grecia, sia perche’ e’ al momento “in arrettrato” (arrears) di 2 miliardi di dollari di prestiti non rimborsati, sia perche’ non puo’ prestare soldi ad un Paese il cui debito sia “insostenibile”. (AGI) .

(AGI) – Tokyo, 15 lug. – La Banca del Giappone (BoJ) ha rivisto al ribasso le sue previsione di crescita economica e di inflazione. Nell’anno fiscale che si conclude in Giappone a marzo del 2016 invece di registrare una crescita del 2%, Tokyo si fermera’ all’1,7%, livelli considerati comunque buoni dopo decenni di stagnazione. L’inflazione e’ prevista in aumebnto dello 0,7%, in calo di solo lo 0,1% rispetto alle stime di aprile. (AGI) .

(AGI) – Roma, 14 lug. – All’Eurosummit la Grecia “ha avuto l’appoggio di Francia, Italia, Cipro e Austria”. Lo ha affermato il premier Alexis Tsipras, nel corso di un’intervista alla tv pubblica di Atene. “E’ stata una brutta notte per l’Europa”, ha aggiunto il premier. “Quando ho fatto il referendum ero convinto che gli europei ci avrebbero dato tempo, ma sono stati vendicativi“, ha sottolineato Tsipras. “Non tagliamo stipendi e pensioni”, afferma il premier greco, e’ preferibile l’aumento dell’Iva.

Tsipras inoltre conferma che l’eta’ pensionabile sara’ elevata a 67 anni. “Non e’ normale – dice Tsipras – andare in pensione a 45 anni”. “L’accordo copre i bisogni della Grecia per tre anni. Alla fine si potra’ parlare di ristrutturazione del debito. Questo accordo fara’ dimenticare la parola Grexit”. Lo afferma il premier  commentando favorevolmente l’accordo raggiunto a Bruxelles. “E’ migliore – dice Tsipras – di quello del 25 giugno scroso”. “Non lascero’ il Paese nella catastrofe”.

Tsipras, “Varoufakis, ha commesso errori nei negoziati”

Alexis Tsipras inoltre ribadisce di avere chiesto il referendum “non per uscire dall’euro, ma per ottenere un accordo migliore”. Le banche greche potrebbero restare chiuse ancora per un mese. Lo ha annunciato il premier, Alexis Tsipras, in un’intervista alla tv pubblica di Atene. “La riapertura delle banche dipende dall’approvazione dell’accordo che avverra’ in un mese”, ha spiegato il premier, auspicando che nel frattempo la Bce conceda liquidita’ alle banche greche. (AGI)

Tsipra presenta riforme in Parlament. Varoufakis, “Eurogruppo come golpe del 1967”