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(AGI) – Roma, 14 lug. – All’Eurosummit la Grecia “ha avuto l’appoggio di Francia, Italia, Cipro e Austria”. Lo ha affermato il premier Alexis Tsipras, nel corso di un’intervista alla tv pubblica di Atene. “E’ stata una brutta notte per l’Europa”, ha aggiunto il premier. “Quando ho fatto il referendum ero convinto che gli europei ci avrebbero dato tempo, ma sono stati vendicativi“, ha sottolineato Tsipras. “Non tagliamo stipendi e pensioni”, afferma il premier greco, e’ preferibile l’aumento dell’Iva.

Tsipras inoltre conferma che l’eta’ pensionabile sara’ elevata a 67 anni. “Non e’ normale – dice Tsipras – andare in pensione a 45 anni”. “L’accordo copre i bisogni della Grecia per tre anni. Alla fine si potra’ parlare di ristrutturazione del debito. Questo accordo fara’ dimenticare la parola Grexit”. Lo afferma il premier  commentando favorevolmente l’accordo raggiunto a Bruxelles. “E’ migliore – dice Tsipras – di quello del 25 giugno scroso”. “Non lascero’ il Paese nella catastrofe”.

Tsipras, “Varoufakis, ha commesso errori nei negoziati”

Alexis Tsipras inoltre ribadisce di avere chiesto il referendum “non per uscire dall’euro, ma per ottenere un accordo migliore”. Le banche greche potrebbero restare chiuse ancora per un mese. Lo ha annunciato il premier, Alexis Tsipras, in un’intervista alla tv pubblica di Atene. “La riapertura delle banche dipende dall’approvazione dell’accordo che avverra’ in un mese”, ha spiegato il premier, auspicando che nel frattempo la Bce conceda liquidita’ alle banche greche. (AGI)

Tsipra presenta riforme in Parlament. Varoufakis, “Eurogruppo come golpe del 1967”

(AGI) – Roma, 14 lug. – All’Eurosummit la Grecia “ha avuto l’appoggio di Francia, Italia, Cipro e Austria”. Lo ha affermato il premier Alexis Tsipras, nel corso di un’intervista alla tv pubblica di Atene. “E’ stata una brutta notte per l’Europa”, ha aggiunto il premier. “Quando ho fatto il referendum ero convinto che gli europei ci avrebbero dato tempo, ma sono stati vendicativi”, ha sottolineato Tsipras. .

(AGI) – Roma, 14 lug. – “Non tagliano stipendi e pensioni”. Lo afferma il premier greco, Alexis Tsipras, in una intervista tv. “L’aumento dell’Iva e’ preferibile piuttosto che tagliare stipendi e pensioni”. Tsipras conferma che l’eta’ pensionabile sara’ elevata a 67 anni. “Non e’ normale – dice Tsipras – andare in pensione a 45 anni”. “L’accordo copre i bisogni della Grecia per tre anni. Alla fine si potra’ parlare di ristrutturazione del debito. Questo accordo fara’ dimenticare la parola Grexit”. Lo afferma il premier greco, Alexis Tsipras, commentando favorevolmente l’accordo raggiunto a Bruxelles. “E’ migliore – dice Tsipras – di quello del 25 giugno scroso”. “Non lascero’ il Paese nella catastrofe”.

Tsipras, “Varoufakis, ha commesso errori nei negoziati”

Alexis Tsipras inoltre ribadisce di avere chiesto il referendum “non per uscire dall’euro, ma per ottenere un accordo migliore”. Le banche greche potrebbero restare chiuse ancora per un mese. Lo ha annunciato il premier, Alexis Tsipras, in un’intervista alla tv pubblica di Atene. “La riapertura delle banche dipende dall’approvazione dell’accordo che avverra’ in un mese”, ha spiegato il premier, auspicando che nel frattempo la Bce conceda liquidita’ alle banche greche. (AGI)

Tsipra presenta riforme in Parlament. Varoufakis, “Eurogruppo come golpe del 1967”

(AGI) – Atene, 14 lug. – Yanis Varoufakis ha commesso “errori” nel corso dei negoziati sul debito greco, ma “mi assumo la responsabilita’ di tutti gli errori”. Lo ha sottolineato il premier, Alexis Tsipras, nel corso di una lunga intervista alla tv pubblica, durante la quale ha spiegato di aver firmato l’accordo “per evitare il disastro per il Paese e il crollo delle banche”. Quanto all’ex ministro delle Finanze, il premier greco ha aggiunto che “essere un eccellente studioso (Varoufakis e’ un economista, ndr) non significa necessariamente essere un bravo politico”. .

(AGI) – Roma, 14 lug. – “Il recente Eurosummit non e’ nient’altro che il culmine di un colpo di Stato”. Sul suo blog l’ex ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, usa termini durissimi per descrivere l’accordo sul debito di Atene siglato nella notte tra domenica e lunedi’ a Bruxelles.

“Nel 1967”, data del golpe dei colonnelli, aggiunge, “le potenze straniere usarono i carri armati per porre fine alla democrazia greca”, nel 2015 “hanno usato le banche”. Il documento dell’Eurosummit, aggiunge Varoufakis, “e’ come una dichiarazione di resa” e “conferma che la Grecia si piega a divenire un vassallo dell’Eurogruppo”.

E’ questo il clima, infuocato, che si respira in Grecia, dove gli statali hanno annunciato uno sciopero di 24 ore per domani. Il Governo ha presentato oggi in Parlamento il disegno di legge contenente le riforme richieste dall’accordo sul debito siglato con l’Eurosummit. Il provvedimento prevede l’aumento dell’Iva, l’indipendenza dell’Ufficio statistico, la riforma delle pensioni, il recepimento nella legislazione nazionale della direttiva sulle risoluzioni bancarie, un calendario per l’apertura delle professioni e altri interventi suggeriti dal piano di azione dell’Ocse. Per approvarlo c’e’ tempo appena fino a domani notte. E non sara’ facile. Il premier Alexis Tsipras deve fare i conti con i mal di pancia del suo partito e dei suoi alleati.

La portavoce di Anel, il partito nazionalista greco alleato di Syriza, ha escluso un’uscita dalla maggioranza ma ha avvertito che “ci sono dei limiti” al sostegno delle misure posti dal rispetto del mandato del popolo greco, “espresso con le elezioni di gennaio e con il referendum” che ha bocciato il piano di riforme proposto dall’Eurogruppo. Per questo ai parlamentari sara’ lasciata liberta’ di coscienza nell’espressione del voto.

Tsipras va comunque avanti. E ha gia’ fatto trapelare l’intenzione di non dimettersi. Piu’ facile un rimpasto di Governo, con le dimissioni dei ministri piu’ riottosi, o un allargamento della maggioranza ai settori europeisti del Parlamento, Pasok e Nea Demokratia, in un governo di unita’ nazionale che faccia passare le misure e porti il paese a nuove elezioni in autunno.

Intanto, la situazione si complica anche in Europa. Piu’ di un Paese dell’Unione ma fuori dell’Eurozona ha fatto sapere di non avere alcuna intenzione di partecipare al salvataggio di Atene. La Gran Bretagna in primis. “Fatemi essere molto chiaro: la Gran Bretagna non e’ nell’euro, cosi’ l’idea che i contribuenti britannici debbano essere in prima linea per questo accordo greco non e’ assolutamente un buon punto di partenza. L’Eurozona deve saldare il suo stesso conto”, ha tuonato il cancelliere dello Scacchiere, George Osborne.

Urgente ora e’ la questione di come definire un prestito ponte che consenta alla grecia di tirare avanti in attesa dell’intervento del Fondo Salva-Stati. Atene ha bisogno di almeno 7 miliardi entro il 20 luglio e di altri 5 entro la meta’ di agosto. “I tecnici dell’Eurogruppo stanno analizzando le diverse opzioni per il finanziamento ponte fra cui anche l’utilizzo del meccanismo Efsm. Confermo che su questo sono state sollevate preoccupazioni a parte di alcuni paesi fuori area Euro, una cosa di cui terremo conto”, ha detto il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis al termine del Consiglio Ecofin. (AGI) .

(AGI) – Roma, 14 lug. – Il debito delle Amministrazioni pubbliche e’ aumentato a maggio scorso di 23,4 miliardi a 2.218,2 miliardi di euro. E’ quanto si legge nel Supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia. “L’incremento del debito e’ stato superiore al fabbisogno del mese (4,3 miliardi) principalmente per l’aumento di 17,8 miliardi delle disponibilita’ liquide del Tesoro (a fine maggio pari a 100,9 miliardi; 92,3 a maggio del 2014); complessivamente – spiega Bankitalia – la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione, il deprezzamento dell’euro e l’emissione di titoli sopra la pari hanno accresciuto il debito per 1,3 miliardi. Con riferimento ai sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali e’ aumentato di 22,9 miliardi, quello delle Amministrazioni locali di 0,5 miliardi; il debito degli Enti di previdenza e’ rimasto sostanzialmente invariato”. Le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a maggio a 31 miliardi, stabili rispetto allo stesso mese del 2014. Nei primi cinque mesi del 2015 le entrate tributarie sono state complessivamente pari a 146,2 miliardi, in lieve aumento rispetto a quelle relative allo stesso periodo dell’anno precedente (145,4 miliardi). E’ quanto si legge nel Supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia. (AGI) .

(AGI) – Roma, 14 lug. – Il debito delle Amministrazioni pubbliche e’ aumentato a maggio scorso di 23,4 miliardi a 2.218,2 miliardi di euro. E’ quanto si legge nel Supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia. “L’incremento del debito e’ stato superiore al fabbisogno del mese (4,3 miliardi) principalmente per l’aumento di 17,8 miliardi delle disponibilita’ liquide del Tesoro (a fine maggio pari a 100,9 miliardi; 92,3 a maggio del 2014); complessivamente – spiega Bankitalia – la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione, il deprezzamento dell’euro e l’emissione di titoli sopra la pari hanno accresciuto il debito per 1,3 miliardi. Con riferimento ai sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali e’ aumentato di 22,9 miliardi, quello delle Amministrazioni locali di 0,5 miliardi; il debito degli Enti di previdenza e’ rimasto sostanzialmente invariato”. Le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a maggio a 31 miliardi, stabili rispetto allo stesso mese del 2014. Nei primi cinque mesi del 2015 le entrate tributarie sono state complessivamente pari a 146,2 miliardi, in lieve aumento rispetto a quelle relative allo stesso periodo dell’anno precedente (145,4 miliardi). E’ quanto si legge nel Supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia. (AGI) .

(AGI) – Atene, 14 lug. – La portavoce di Anel, il partito nazionalista greco alleato di Syriza, ha escluso un’uscita dalla maggioranza ma ha avvertito che “ci sono dei limiti” al sostegno al premier Alexis Tsipras posti dal rispetto del mandato del popolo greco, “espresso con le elezioni di gennaio e con il referendum” che ha bocciato il piano di riforme proposto dall’Eurogruppo. “I Greci indipendenti (questo il nome per esteso del partito, ndr) sono stati costanti nel loro sostegno al governo, abbiamo sostenuto e continueremo a sostenere gli sforzi del governo”, ha assicurato la portavoce Marina Chrysoveloni. La portavoce ha pero’ avvertito che i suoi deputati voteranno “secondo coscienza” sull’accordo con i creditori raggiunto a Bruxelles. Era stato il leader di Anel, il ministro della Difesa, Panos Kammenos, ad annunciare che il suo partito non avrebbe votato l’intesa per non tradire il mandato degli elettori: “Non possiamo accettarla”, aveva affermato, “in una democrazia parlamentare ci sono delle regole e noi le rispettiamo”.

Varufakis, Eurosummit come il golpe del 1967

La portavoce ha escluso l’ipotesi di formare un nuovo esecutivo con il centrodestra di Nuova democrazia o gli europeisti di To Potami. Anche restando nella maggioranza, un eventuale voto contrario in Parlamento dei deputati di Anel insieme all’ala sinistra di Syriza costringerebbe Tsipras a ricorrere ai voti dell’opposizione europeista per far approvare l’accordo. Intanto il Mef spiega che non ci sara’ alcun nuovo esborso: L’Italia non dovra’ erogare nuovi fondi per un terzo pacchetto di aiuti alla Grecia, ha precisato a Bruxelles il portavoce del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. “L’eventuale finanziamento alla Grecia da parte del fondo Esm – ha spiegato – non comporta alcun esborso da parte dei singoli Stati membri”. Ma nonostante l’intesa con l’Eurogruppo, la Grecia non ha onorato il saldo di un ulteriore debito di 456 milioni di euro (scaduto a mezzanotte) con il Fondo Monetario dopo non aver gia’ rispetto l’impegno a saldare 1,55 miliardi entro il 30 giugno. Atene e’ quindi ora “in arretrato” di 2 miliardi di euro con l’Fmi. Lo ha reso noto il portavoce del Fondo Gerry Rice, aggiungendo, interlocutoriamente, che “la richiesta di Atene di un prolungamento dei tempi di pagamento sara’ esaminata nelle prossime settimane dal Consiglio del Fondo”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 14 lug. – “Il recente Eurosummit non e’ nient’altro che il culmine di un colpo di Stato”. Sul suo blog l’ex ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, usa termini durissimi per descrivere l’accordo sul debito di Atene siglato nella notte tra domenica e lunedi’ a Bruxelles. “Nel 1967”, data del golpe dei colonnelli, aggiune, “le potenze straniere usarano i carri armati per porre fine alla democrazia greca”, nel 2015 “hanno usato le banche”. Il documento dell’Eurosummit, aggiunge Varoufakis, “e’ come una dichiarazione di resa” e “conferma che la Grecia si piega a divenire un vassallo dell’Eurogruppo”. Secondo l’economista, la dichiarazione “non ha nulla a che fare con l’economia, ne’ con la preoccupazione di fissare un’agenda riformista in grado di tirar fuori la Grecia dal pantano. E’ la pura e semplice espressione di una volonta’ politica di umiliazione” al di fuori “della decenza e della ragione”. Secondo Varoufakis, la principale differenza con il 1967 non e’ tanto la violenza usata per il golpe, quanto che, mentre all’epoca “le proprieta’ pubbliche non furono messe nel mirino, nel 2015 i poteri dietro il colpo di Stato hanno chiesto di devolvere tutte le attivita’ pubbliche al servizio di un debito che non puo’ essere pagato e che e’ insostenibile”. La dichiarazione dell’Eurosummit, osserva l’ex ministro, “segna un completo annullamento della sovranita’ nazionale, senza sostituirla con una con un corpo politico sovrano sovranazionale, pan-europeo”. Anche per questo, conclude, tutti “gli europei, anche quelli cui non frega niente della Greciam, devono fare attenzione”. .

(AGI) – Roma, 14 lug. – Aumentano i mutui per la casa nei primi cinque mesi del 2015 e un migliorano, anche se di poco, i prestiti a famiglie e imprese che rimangono comunque negativi. E’ quanto emerge dal Rapporto mensile dell’Abi. Per le nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di immobili, si legge nel Rapporto, si e’ registrato un incremento annuo del +64,4% rispetto al medesimo arco temporale dello scorso anno. Nell’analogo periodo, le nuove operazioni di credito al consumo hanno segnato un incremento del +11%. A giugno 2015 il totale dei finanziamenti in essere a famiglie e imprese, sottolinea ancora l’Abi, ha presentato una variazione prossima allo zero (-0,1%) nei confronti di giugno 2014, -0,6% il mese precedente e migliore rispetto al -4,5% di novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo. Questo di giugno 2015 per i prestiti bancari a famiglie e imprese, secondo l’Abi, “e’ il miglior risultato da aprile 2012”. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi i prestiti all’economia sono passati da 1.673 a 1.833 miliardi di euro, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.415,5 miliardi di euro. Prestiti a clienti a 1.833 miliardi, aumentano piu’ di raccolta I prestiti alla clientela delle banche italiane crescono piu’ della raccolta, con l’ammontare dei prestiti “nettamente superiore” a quello della raccolta. A giugno 2015, si legge nel bollettino mensile, “l’ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle banche operanti in Italia, 1.833 miliardi di euro e’ nettamente superiore, di 146,5 miliardi, all’ammontare complessivo della raccolta da clientela, 1.686,5 miliardi di euro. Segnali positivi emergono per le nuove erogazioni di prestiti bancari, continua l’Abi, sulla base di un campione rappresentativo di banche (78 banche che rappresentano circa l’80% del mercato) i finanziamenti alle imprese hanno segnato nei primi cinque mesi del 2015 un incremento di circa il +11,6% sul corrispondente periodo dell’anno precedente (gennaio-maggio 2014). (AGI) .

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