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(AGI) – Roma, 3 ago. – I dati sulle spese sanitarie dei contribuenti italiani potranno essere utilizzati a partire dal 2016 per il 730 precompilato. Cio’ sara’ possibile attraverso l’implementazione del Sistema Tessera Sanitaria gestito dal Mef – Ragioneria Generale dello Stato, definita in questi mesi grazie alla collaborazione tra ministero della Salute, regioni, associazioni di categoria dei farmacisti e Ordine dei medici. I dati tuttavia potranno essere usati solo su base volontaria ed essere trasferiti solo in forma aggregata all’Agenzia delle Entrate. Inoltre gli stessi dovranno essere cancellati se riferiti a cittadini che non utilizzano la dichiarazione precompilata. Queste misure di tutela sono state approntate dal Garante per la protezione dei dati personali, in accordo con il ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) e con l’Agenzia delle Entrate – in due differenti pareri – al fine di rafforzare la riservatezza dei dati sulla salute utilizzati per elaborare la dichiarazione dei redditi precompilata. Dal canto suo, l’Agenzia e’ gia’ pronta per far partire la seconda fase dell’operazione precompilata in ossequio alle indicazioni del Garante. Con il provvedimento del direttore delle Entrate pubblicato oggi, infatti, vengono definite le modalita’ di utilizzo dei dati relativi alle spese sanitarie, necessarie per elaborare la dichiarazione dei redditi precompilata. .

(AGI) – Atene, 3 ago. – Crolla l’attivita’ del comparto manifatturiero in Grecia a luglio, toccando i minimi da 16 anni. L’indice Pmi elaborato da Markit e’ sceso a 30,2 punti, ai minimi dall’inizio delle serie storiche, rimanendo sotto la soglia dei 50 punti che separa la crescita dalla contrazione. .

(AGI) – Roma, 3 ago. – Oggi 4,5 milioni di pensionati con un reddito inferiore a 1.500 euro percepiranno 796,27 euro di arretrati. Arriva cosi’ il ‘risarcimento’ dopo la bocciatura della Corte Costituzionale del mancato adeguamento degli assegni scattato nel 2012 e deciso dal governo Monti. L’una tantum comprende 210,6 euro di arretrati relativi al 2012, 447,2 euro per il 2013, 89,96 per il 2014 e 48,51 per il 2015. A partire dal 2016, l’assegno mensile percepito dal pensionato sara’ di 1.541,75 euro. Piu’ in generale, per gli anni 2012-2013 viene riconosciuta una rivalutazione del 40% per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a tre volte il trattamento minimo Inps e pari o inferiori a quattro volte il trattamento minimo, del 20% per i trattamenti superiori a quattro volte il minimo e pari o inferiori a cinque volte e del 10% per quelli superiori a cinque volte il minimo e pari o inferiori a sei volte il miniimo. La rivalutazione non e’ riconosciuta per i trattamenti superiori a sei volte, vale a dire circa 3.000 euro lordi mensili. Per il 2014 e per il 2015 la rivalutazione e’ pari al 20% dell’aumento ottenuto per ogni fascia di reddito nel biennio 2012-2013. Per il 2016, la rivalutazione e’ pari al 50% dell’aumento ottenuto per ogni fascia di reddito nel biennio 2012-2013.

Cgia: Inps restituira’ solo 12,4% di mancata rivalutazione

Alla ricostituzione dei trattamenti pensionistici si provvede d’ufficio. Le somme arretrate, spiega l’Inps, devono essere assoggettate ad Irpef con il regime della tassazione separata, con esclusione delle somme maturate successivamente al 31 dicembre 2014, assoggettate, invece, a tassazione ordinaria. I rimborsi per le pensioni comprese tra le tre e le sei volte il minimo sono dovuti anche nel caso in cui il titolare del trattamento sia nel frattempo deceduto. Gli eredi pero’ dovranno presentare una domanda, spiega una circolare dell’Inps. “Il calcolo delle differenze spettanti verra’ effettuato anche per le pensioni che al momento della lavorazione risulteranno eliminate”, si legge nel testo. “Il pagamento delle spettanze agli aventi titolo sara’ effettuato a domanda nei limiti della prescizione”.

“Con il decreto 65 del 2015 approvato dal Parlamento non si e’ attuata la sentenza dell’Alta Corte che ha dichiarato incostituzionale il blocco della perequazione delle pensioni introdotto dal Governo Monti”, sottolinea Domenico Proietti, segretario confederale della Uil e Romano Bellissima, segretario generale della Uil pensionati. Secondo i calcoli del sindacato la percentuale di rimborsi che arrivera’ ai pensionati sara’ tra il 10,82 e il 37,27% del dovuto, a seconda dell’ammontare delle pensioni. “E’ una grandissima ingiustizia – affermano Proietti e Bellissima – contro la quale la Uil e la Uil Pensionati si sono battute e continueranno a battersi. Si sono privati milioni di pensionati di risorse legittime che potevano utilmente sostenere la ripresa dei consumi e aiutare i primi segnali di ripresa dell’economia italiana”.

(AGI) – Atene, 3 ago. – La borsa di Atene ha riaperto oggi dopo cinque settimane di chiusura con alcune misure di controllo a valere sugli investitori istituzionali in ottemperanza alle prescrizioni Bce. L’indice principale Atg perde il 23% nei primi scambi. Il mercato greco era chiuso dal 29 giugno, quando il governo aveva imposto la chiusura delle banche e disposto il controllo dei capitali. Nelle prime contrattazioni il titolo National Bank perde il 30%. .

(AGI) – Milano, 3 ago. – La Borsa di Milano apre in leggero rialzo la prima seduta settimanale, con il Ftse Mib a +0,08% e 23.554 punti; All Share +0,11%. Lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi apre stabile a 113 punti per un rendimento dell’1,79%. Il differenziale Bonos/Bund segna 120 punti a un tasso dell’1,86%. .

(AGI) – Taranto, 2 ago. – Se sul fronte produttivo la situazione dell’Ilva comincia a migliorare, e’ nel rapporto con l’indotto siderurgico che emergono nuovi problemi. Indotto che esprime qualche centinaio di imprese e circa 4-5mila addetti. Venerdi’ c’e’ stato un incontro in Confindustria Taranto per un punto della situazione e per domani e’ atteso un documento. Esattamente un anno fa 2mila persone, tra imprenditori dell’appalto e loro dipendenti, su iniziativa di Confindustria Taranto, scendevano insieme in strada, per la prima volta, per lanciare un allarme all’opinione pubblica e alle istituzioni locali sulla loro situazione. Nel corteo che attraverso’ parte della citta’ e si concluse sotto la Prefettura, c’erano anche i mezzi aziendali. Era quello il punto piu’ alto della crisi di liquidita’ dell’Ilva e delle relative conseguenze per le aziende collegate. Piero Gnudi si era insediato come commissario dell’Ilva – in sostituzione di Enrico Bondi, durato in carica un anno – da poco piu’ di un mese. L’azienda, senza soldi in cassa, aveva fatto slittare da luglio ad agosto il pagamento del premio di produzione al personale di tutto il gruppo e non aveva soldi per pagare l’indotto, a secco da mesi e notevolmente esposto con le banche. Poi, con l’arrivo in due tranche dei 250 milioni del prestito ponte ottenuto da Gnudi dalle banche – garantite, a loro volta, dalla prededuzione concessa con decreto legge – l’Ilva fu in grado di dare “ossigeno” all’indotto. Difatti, nelle settimane successive, alle imprese arrivarono i primi pagamenti a saldo dell’arretrato. Adesso, pero’, la situazione sembra complicarsi di nuovo. “Chiediamo un confronto immediato con l’Ilva e con i commissari – dichiara il presidente di Confindustria Taranto, Vincenzo Cesareo – perche’ i pagamenti relativi alla gestione corrente vanno a singhiozzo. Da prime valutazioni, l’Ilva ha accumulato di nuovo un arretrato di diversi milioni solo per le imprese associate a Confindustria e solo per i lavori fatturati dal 21 gennaio in poi, data in cui l’azienda e’ entrata in amministrazione straordinaria. Se poi allarghiamo il giro anche alle imprese non associate a Confindustria, ai trasportatori e alla piu’ generale platea dei fornitori, i numeri salgono di molto. Stiamo facendo una ricognizione su questo, ma la situazione e’ preoccupante”. (AGI) (AGI) – Taranto, 2 ago. – Per il presidente di Confindustria Taranto “e’ vero che all’Ilva sono arrivate risorse in questi mesi, tra le misure previste dalla legge di marzo, prestito da 400 milioni garantito dallo Stato e nuove linee di credito bancarie, ma questi soldi pensiamo che l’azienda li abbia soprattutto finalizzati ai progetti dell’Aia e agli investimenti industriali, oltre a pagare stipendi e premi, come lo scorso 12 luglio, ai suoi 16mila dipendenti. A noi indotto, invece, e’ andato molto poco”. “Avevamo visto una schiarita dopo l’amministrazione straordinaria, nel senso che per qualche tempo – spiega Cesareo – i pagamenti sono stati puntuali da gennaio in poi. Dopodiche’, il meccanismo si e’ di nuovo inceppato e adesso le aziende sono ripiombate in uno stato di difficolta’. Accade che se emetti all’Ilva una fattura poniamo 100, loro ti pagano 60 o 70 di quella fattura e poi ti saldano il resto quando emetti un’altra fattura per un’altra prestazione. Ma cosi’ non reggiamo – sottolinea il presidente di Confindustria Taranto -, perche’, rispetto ad un anno fa, le aziende si sono indebolite ulteriormente, sono piu’ esposte con le banche, non hanno piu’ margini di credito e, fatto rilevante, non sanno se e come prenderanno i soldi dei lavori pregressi, intendo quelli fatti sino a meta’ gennaio scorso. Questa massa e’ infatti finita nello stato passivo dell’Ilva sul quale la competenza e’ del giudice delegato del Tribunale di Milano, sezione fallimentare. Tra lavoratori, imprese e fornitori, anche esteri, ci sono 20mila creditori da soddisfare. Persino il giudice delegato – osserva il presidente di Confindustria Taranto – ha detto che alla sezione fallimentare di Milano non si e’ mai vista una cosa di queste dimensioni, superiore anche al caso Parmalat. Tant’e’ – aggiunge Cesareo -, proprio perche’ e’ stato necessario piu’ tempo per istruire le varie pratiche e accedere allo stato passivo dell’Ilva, che il giudice ha rinviato dal 29 giugno a fine novembre la prima adunanza dei creditori a Milano e non e’ detto che non ci sia un altro rinvio. Se e’ questa la situazione, che speranza allora – conclude il presidente di Confindustria Taranto – hanno le imprese di rivedere i soldi anticipati per i lavori fatti all’Ilva mesi addietro e non pagati?”. (AGI) .

(AGI) – Venezia, 2 ago. – La mancata indicizzazione delle pensioni superiori a tre volte il trattamento minimo Inps decisa dal Governo Monti per il biennio 2012-2013 e’ ‘costata’ ai pensionati italiani 17,6 miliardi di euro, ma il governo ne restituira’, da domani, solo 2,1, e “pertanto, ai circa 4,5 milioni di pensionati interessati, l’Inps eroghera’ solo il 12,4 per cento di quanto dovuto”. A sottolinearlo Paolo Zabeo della Cgia di Mestre. I pensionati interessati da questa operazione sono coloro che nel 2012 percepivano un assegno mensile lordo compreso tra i 1.406 e i 2.895 euro. Vale a dire quelli che attualmente ricevono dall’Inps una pensione mensile netta che oscilla tra i 1.200 e i 2mila euro circa. Gli arretrati che incasseranno domani oscillano tra i 263 e i 601 euro. In particolare la restituzione della mancata rivalutazione relativa agli anni 2012 e 2013 sara’ limitata al 40% per i trattamenti pensionistici superiori a tre volte il minimo Inps e sino a quattro volte il predetto trattamento, al 20% per i trattamenti pensionistici superiori a quattro volte il minimo Inps e sino a cinque volte il predetto trattamento, al 10% per i trattamenti pensionistici superiori a cinque volte il minimo Inps e sino a sei volte il predetto trattamento. Nulla e’ restituito alle pensioni di importo elevato (oltre 6 volte il trattamento minimo). Sebbene il blocco della rivalutazione delle pensioni abbia interessato solo gli anni 2012 e 2013, esso ha danneggiato i pensionati con trattamento superiore a 3 volte il minimo anche per gli anni successivi. Infatti, il calcolo dell’adeguamento all’inflazione dal 2014 in poi e’ avvenuto su un importo piu’ basso, poiche’ non indicizzato per due anni. Con il dl 65/2015 il Governo ha deciso di risarcire parzialmente anche questo ‘danno’: per gli anni 2014 e 2015 ha deciso di riconoscere il 20% del parziale risarcimento di competenza del biennio 2012 e 2013; dal 2016 calcolera’ le pensioni aumentandole del 50% del parziale risarcimento di competenza del biennio 2012 e 2013. (AGI) .

(AGI) – Madrid, 2 ago. – La Spagna rischia di diventare una nuova Grecia in caso di imposizione delle stesse politiche di austerita’. E’ l’avvertimento dell’ex ministro greco delle Finanze Yanis Varoufakis, in una intervista pubblicata oggi da “El Pais”. “Gli spagnoli devono guardare alla propria situazione economica e sociale e su quella babarsi per decidere di cosa ha bisogno il Paese, indipendentemente da cio’ che succese in Grecia o altrove”, ha spiegato. “Il rischio di diventare come la Grecia e’ sempre presente, e diventera’ una realta’ se saranno ripetuti gli stessi errori imposti alla Grecia”, ha aggiunto. (AGI) .

(AGI) – Roma, 2 ago. – Negli ultimi tre anni (2011-2014) e’ aumentata di oltre il 22% la pressione fiscale dei Comuni. E’ quanto emerge dalla Relazione della Corte di Conti sulla finanza locale. In particolare, e’ passata dai 505,50 euro pro capite del 2011 ai 589,4 del 2012, ai 544,6 del 2013 fino ai 618,4 dell’anno scorso. In via generale, spiega la Corte, i livelli massimi di riscossione tributaria pro capite si registrano nei Comuni di fascia alta (con oltre 249.000 abitanti, i cui valori sono pari ad 881,94 euro per abitante, e quelli che vanno da 60.001 a 249.000 abitanti, con 694,69 euro per abitante). Seguono i Comuni della fascia piu’ bassa (da 1 a 1.999 abitanti) con 628,80 euro per abitante.

I Comuni in 5 anni (tra il 2010 e il 2014) hanno subito tagli pari a circa 8 miliardi di euro. E’ quanto emerge dal rapporto della Corte dei Conti sulla finanza locale. In sostanza, scrive la Corte, “la tenuta della capacita’ di entrata del comparto si realizza con aumenti della pressione fiscale locale molto accentuati e ascrivibili alla necessita’ di conservazione degli equilibri in risposta alle severe misure correttive adottate dal governo centrale. Questa sostanziale distorsione nella programmazione del prelievo ha generato una pressione fiscale ai limiti della compatibilita’ con le capacita’ fiscali locali”. .

(AGI) – Milano, 1 ago. – L’Esposizione universale di Milano ha superato, al 31 luglio, il traguardo dei 10 milioni di visitatori. Lo comunica Expo 2015 spa, secondo la quale “i biglietti emessi con sigillo fiscale dalla piattaforma ticketing della societa’ ammontano a 10.129.254”. Nel solo mese di luglio, specifica Expo 2015, gli ingressi sono stati circa 2,8 milioni. Da lunedi’ 10 agosto sul sito di Expo Milano 2015 (www.expo2015.org) saranno inoltre resi pubblici i visitatori della settimana precedente con il dettaglio delle giornate.

Expo: Franceschini, task force per tutela patrimonio culturale

Da Milano e’ partita una dichiarazione, una traccia di lavoro per la tutela del patrimonio culturale attraverso una task force internazionale in caso di calamita’ naturale o attacchi terroristici. Lo ha voluto sottolineare il ministro della Cultura, Dario Franceschini, al termine della Conferenza internazionale dei ministri della cultura, che si e’ svolta, ieri e oggi, nell’ambito di Expo a Milano. Alla conferenza hanno partecipato 83 delegazioni ministeriali da tutto il mondo che hanno poi firmato la “Dichiarazione di Milano”.

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Martina: il 12 settembre a Expo confronto su Carta di Milano

“Sabato 12 settembre tornera’ ‘Expo delle idee’ con i quaranta tavoli di lavoro tematici che si riuniranno sul sito di Milano/Rho per una giornata di confronto su tutti i temi della Carta di Milano, in stretta relazione con le delegazioni di ogni paese partecipante”. Lo annuncia il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, sulla sua pagina Facebook. “Quella del 12 settembre – continua il ministro – e’ l’ultima tappa prima dell’evento di presentazione della Carta di Milano alle Nazioni Unite a New York il prossimo 26 settembre” per l’Assemblea generale dove saranno votati gli obiettivi del millennio. .