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(AGI) – Roma, 27 lug. – La stima del Fondo monetario internazionale secondo cui ci vorrebbero 20 anni all’Italia per tornare ai livelli occupazionali pre-crisi si fonda su una metodologia che non tiene conto delle riforme strutturali gia’ introdotte: lo sottolinea il ministero dell’Economia in un comunicato. La stima dell’Fmi, ad esempio, “non tiene conto della riforma del mercato del lavoro e della riduzione della tassazione sul lavoro” ne’ di riforme in via di attuazione come le misure per rendere piu’ efficiente la Pubblica amministrazione. La nota rileva che i dati sull’andamento del mercato del lavoro degli ultimi mesi sembrano confermare l’impatto dell’azione congiunta delle riforme e della leva fiscale, con risultati migliori delle aspettative. Il Mef ricorda che la metodologia del Fondo utilizza “previsioni di crescita del Pil per che, prudenzialmente, non tengono conto dell’effetto delle riforme”. Inoltre, “anche l’effetto della crescita del Pil sulla occupazione (il cosiddetto “coefficiente di Okun”) e’ basato sulla esperienza passata, quella pre-riforme, e quindi non tiene in considerazione l’effetto che le riforme avranno sulla occupazione a parita’ di crescita”. (AGI)

(AGI) – Roma, 27 lug. – La Cina spaventa i mercati mondiali e getta il panico sulla finanza. Questa mattina c’e’ stato il crollo delle borse asiatiche trainate al ribasso dal tonfo dei listini cinesi. Shanghai ha ceduto oltre l’8,6% registrando la perdita piu’ consistente degli ultimi otto anni. A pesare i timori degli investitori per la tenuta dell’economia cinese dopo la diffusione dei dati sull’andamento degli utili delle imprese a giugno che hanno fatto segnare un -0,3% rispetto all’anno precedente e al +0,6% registrato a maggio. Ha contribuito al crollo dei titoli cinese anche il calo dell’indice dei tioli It che e’ arrivato a perdere il 3%. A trainare al ribasso la Borsa di Shanghai soprattutto i titoli del settore finanziario e dei metalli non ferrosi, scrive l’agenzia Xinhua. In forte calo anche la Borsa di Shenzhen, che ha lasciato sul terreno il 7%, a 2160,09 punti. L’indice Hang Seng della Borsa di Hong Kong ha segnato una flessione del 3,28% a 24305,23 punti. La settimana scorsa, la Borsa di Shanghai aveva registrato la piu’ lunga striscia di risultati positivi dal maggio scorso, prima dell’inizio della crisi dei mercati, che ha portato a tremila miliardi di dollari di perdite in poche settimane. Il pesante calo di oggi, secondo gli analisti, e’ da imputare in primo luogo alla scarsita’ di fiducia degli investitori nella tenuta delle Borse dopo il crollo di giugno-luglio che ha spinto in molti a vendere per riscuotere i profitti, dopo che l’indice Composite era tornato sopra i quattromila punti. Tutto questo ha provocato la reazione del regolatore cinese, il China Securities Finance Corp Ltd, che in serata ha sottolineato che continuera’ a comprare azioni per stabilizzare il mercato. Allo stesso tempo l’autorita’ non esclude che qualche grande investitore sia coinvolto in una svendita di azioni e su questo, spiega, sono in corso delle indagini da cui emergono i primi indizi. E l’autorita’ annuncia il pugno di ferro se emergeranno responsabilita’ di persone e societa’ nel crollo dei listini cinesi. Le borse europee in ogni caso subiscono il colpo e cadono pesantemente. Londra cede lo 1,13% a 6.505,13 punti, Parigi il 2,57% a 4.927,60 punti, Francoforte il 2,56% a 11.056,40 punti. A Milano l’Ftse Mib fa registrare la performance peggiore a -2,97%, in calo anche Madrid a -1,44%. In Grecia intanto sono iniziate le trattative tra i creditori e e il governo in attesa della riapertura della borsa ancora chiusa dal 29 giugno scorso. (AGI)

(AGI) – Shanghai, 27 lug. – L’allarme sull’andamento dell’economia cinese ha affossato i listini europei e Wall Street, che procede in deciso ribasso. Milano, in rosso dall’avvio, ha chiuso la seduta sui minimi di giornata: Ftse Mib fa registrare la performance peggiore a -2,97%. Tutte le borse europee chiudono in forte perdita per i timori riguardanti il rallentamento dell’economia cinese. Londra cede lo 1,13% a 6.505,13 punti, Parigi il 2,57% a 4.927,60 punti, Francoforte il 2,56% a 11.056,40 punti; in calo anche Madrid a -1,44%. In perdita Wall Street.

A Milano male le banche: Intesa Sanpaolo cede sul finale il 4,71%, Unicredit il 2,35%, Mediobanca il 3,56%. Giu’ Mps (-3,09%) e le popolari (Bpm -3,32%, Bper -4,07%); in caduta il risparmio gestito (Azimut -6,52%, Mediolanum -4,96%).
   Nel lusso, Moncler perde il 4,48% e Ferragamo il 4,18% (entrambi dopo una serie di sospensioni al ribasso); in calo anche Luxottica (-2,14%) in attesa della semestrale e nonostante l’ottimismo del presidente, Leonardo Del Vecchio, sulla Cina. Giu’ Mediaset (-4,41%); Telecom cede l’1,4%. Nell’energia, Eni perde il 3,29% ed Enel l’1,91%.
   Fuori dal Ftse Mib, tonfo di Rcs (-6,31%) a pochi giorni dai conti; limita le perdite Cir (-1,22%), che oggi ha presentato la semestrale. Balza, in controtendenza, Risanamento (+9,44%) dopo l’annuncio del dissequestro completo dell’area di Milano Santa Giulia.

Oggi le borse asiatiche hanno aperto in rosso la settimana trainate al ribasso dal crollo dei listini cinesi. Shanghai cede oltre l’8,6% registrando la perdita piu’ consistente degli ultimi otto anni. A pesare sono i timori degli investitori per la tenuta dell’economia cinese dopo la diffusione dei dati sull’andamento degli utili delle imprese a giugno che hanno fatto segnare un -0,3% rispetto all’anno precedente e al +0,6% registrato a maggio. Ha contribuito al crollo dei titoli cinese anche il calo dell’indice dei tioli It che e’ arrivato a perdere il 3%. In controtendenza Sydney trascinata al rialzo dai titoli delle aziende del settore minerario. Tokyo ha terminato gli scambi in calo dell’1%, Seul ha chiuso quasi piatta e Taiwan in deciso ribasso.

 

 

I titoli cinesi si sono mossi per tutta la giornata in territorio negativo: Shanghai aveva aperto la seduta pomeridiana in ribasso del 3% dopo la pubblicazione del dato della produzione industriale cinese per il mese di giugno, che ha segnato un calo dello 0,3% su base annua, in controtendenza rispetto al dato di maggio che registrava un avanzamento dello 0,6%su base annua. L’indice Composite aveva aperto in ribasso del 2,1% la seduta di oggi, a 3985,57 punti.

A trainare al ribasso la Borsa di Shanghai soprattutto i titoli del settore finanziario e dei metalli non ferrosi, scrive l’agenzia Xinhua. Le perdite si sono estese negli ultimi minuti di contrattazione. In forte calo anche la Borsa di Shenzhen, che perde il 7% in chiusura, a 2160,09 punti. L’indice Hang Seng della Borsa di Hong Kong segna una flessione del 3,28% a 24305,23 punti. La settimana scorsa, la Borsa di Shanghai aveva registrato la piu’ lunga striscia di risultati positivi dal maggio scorso, prima dell’inizio della crisi dei mercati, che ha portato a tremila miliardi di dollari di perdite in poche settimane.

Il pesante calo di oggi, secondo gli analisti, e’ da imputare in primo luogo alla scarsita’ di fiducia degli investitori nella tenuta delle Borse dopo il crollo di giugno-luglio che ha spinto in molti a vendere per riscuotere i profitti, dopo che l’indice Composite era tornato sopra i quattromila punti.

(AGI) – Roma, 27 lug. – L’Italia sta emergendo da tre anni di recessione, ma per uscire dal crollo dell’occupazione e tornare ai livelli pre-crisi ci vorranno vent’anni. E’ quanto sottolinea il Fondo monetario internazionale in un rapporto sull’Eurozona. Nel dossier il Fondo conferma che la ripresa “prosegue” ed evidenzia che tra le grandi economie dell’area euro, la Germania “continua a crescere leggermente sopra 1,5%”, la Spagna sta “recuperando energicamente”, e l’attivita’ in Spagna “e’ ripresa all’inizio di questo anno”.

Lavoro: ministero, a giugno 145.620 contratti fissi

Il tasso di disoccupazione in Italia restera’ alto nel medio termine e ci vorranno 20 anni per tornare ai livelli pre-crisi. Il tasso di disoccupazione, spiega l’Fmi, “e’ atteso rimanere piu’ alto che durante la crisi in Italia, e ai livello del periodo di crisi in Francia nel medio termine”. Il Fondo prevede invece un calo del tasso di disoccupazione in Spagna che rimarra’ comunque sopra il 15%. Secondo le previsioni dell’Fmi, senza “una significativa ripresa della crescita”, la Spagna impieghera’ quasi 10 anni, mentre Italia e Portogallo quasi 20 anni, per ridurre il tasso di disoccupazione ai livelli pre-crisi. (AGI)

(AGI) – Roma, 27 lug. – A giugno sono stati 145.620 i contratti a tempo indeterminato, che rappresentano il 17,7% del totale delle attivazioni. Lo rileva il Ministero del Lavoro spiegando che a giugno 2014 furono invece 109.202 ma l’incidenza era minore e cioe’ del 13,5%. Le attivazioni, compresi cioe’ i contratti a tempo determinato (565.191, incidenza del 68,8%), apprendistato, collaborazioni e altro, sono state 821.544. Un altro dato rilevante e’ che sempre a giugno sono state 34.651 le trasformazioni di rapporti di lavoro a tempo determinato in rapporti a tempo indeterminato, mentre erano 27.226 nello stesso periodo del 2014. Le cessazioni sono state invece 760.446. Di queste, 155.388 fanno riferimento a contratti a tempo indeterminato, 470.672 a tempo determinato, 13.639 sono relative a contratti di apprendistato, 70.361 a collaborazioni e 50.386 a forme di lavoro classificate nella voce “Altro”. (AGI)

(AGI) – Shanghai, 27 lug. – Le borse asiatiche aprono in rosso la settimana trainate al ribasso dal crollo dei listini cinesi. Shanghai cede oltre l’8,6% registrando la perdita piu’ consistente degli ultimi otto anni. A pesare sono i timori degli investitori per la tenuta dell’economia cinese dopo la diffusione dei dati sull’andamento degli utili delle imprese a giugno che hanno fatto segnare un -0,3% rispetto all’anno precedente e al +0,6% registrato a maggio. Ha contribuito al crollo dei titoli cinese anche il calo dell’indice dei tioli It che e’ arrivato a perdere il 3%. In controtendenza Sydney trascinata al rialzo dai titoli delle aziende del settore minerario. Tokyo ha terminato gli scambi in calo dell’1%, Seul ha chiuso quasi piatta e Taiwan in deciso ribasso.

 

 

Borsa Milano apre in calo con le europee,  -1, 35%, giu’ banche e Fiat

I titoli cinesi si sono mossi per tutta la giornata in territorio negativo: Shanghai aveva aperto la seduta pomeridiana in ribasso del 3% dopo la pubblicazione del dato della produzione industriale cinese per il mese di giugno, che ha segnato un calo dello 0,3% su base annua, in controtendenza rispetto al dato di maggio che registrava un avanzamento dello 0,6%su base annua. L’indice Composite aveva aperto in ribasso del 2,1% la seduta di oggi, a 3985,57 punti.

A trainare al ribasso la Borsa di Shanghai soprattutto i titoli del settore finanziario e dei metalli non ferrosi, scrive l’agenzia Xinhua. Le perdite si sono estese negli ultimi minuti di contrattazione. In forte calo anche la Borsa di Shenzhen, che perde il 7% in chiusura, a 2160,09 punti. L’indice Hang Seng della Borsa di Hong Kong segna una flessione del 3,28% a 24305,23 punti. La settimana scorsa, la Borsa di Shanghai aveva registrato la piu’ lunga striscia di risultati positivi dal maggio scorso, prima dell’inizio della crisi dei mercati, che ha portato a tremila miliardi di dollari di perdite in poche settimane.

Il pesante calo di oggi, secondo gli analisti, e’ da imputare in primo luogo alla scarsita’ di fiducia degli investitori nella tenuta delle Borse dopo il crollo di giugno-luglio che ha spinto in molti a vendere per riscuotere i profitti, dopo che l’indice Composite era tornato sopra i quattromila punti.

Borse europee in calo su scia asiatiche, Wall Street apre negativa

La tenuta dell’economia cinese spaventa Wall Street che apre in forte perdita. Il Dow Jones cede, dopo i primi scambi, lo 0,67%, il Nasdaq lo 0,82%, lo S&P 500 lo 0,30%. Lo spettro cinese affonda anche tutte le borse europee: a meta’ giornata Londra cede lo 0,68%, Parigi il 2,02%, Francoforte l’1,95%, Milano il 2,03%, Madrid lo 0,85%.

(AGI) – Roma, 27 lug. – L’Italia sta emergendo da tre anni di recessione, ma per uscire dal crollo dell’occupazione e tornare ai livelli pre-crisi ci vorranno vent’anni. E’ quanto sottolinea il Fondo monetario internazionale in un rapporto sull’Eurozona. Nel dossier il Fondo conferma che la ripresa “prosegue” ed evidenzia che tra le grandi economie dell’area euro, la Germania “continua a crescere leggermente sopra 1,5%”, la Spagna sta “recuperando energicamente”, e l’attivita’ in Spagna “e’ ripresa all’inizio di questo anno”. Il tasso di disoccupazione in Italia restera’ alto nel medio termine e ci vorranno 20 anni per tornare ai livelli pre-crisi. Il tasso di disoccupazione, spiega l’Fmi, “e’ atteso rimanere piu’ alto che durante la crisi in Italia, e ai livello del periodo di crisi in Francia nel medio termine”. Il Fondo prevede invece un calo del tasso di disoccupazione in Spagna che rimarra’ comunque sopra il 15%. Secondo le previsioni dell’Fmi, senza “una significativa ripresa della crescita”, la Spagna impieghera’ quasi 10 anni, mentre Italia e Portogallo quasi 20 anni, per ridurre il tasso di disoccupazione ai livelli pre-crisi. (AGI) .

(AGI) – New York, 27 lug. – La tenuta dell’economia cinese spaventa Wall Street che apre in forte perdita. Il Dow Jones cede, dopo i primi scambi, lo 0,67%, il Nasdaq lo 0,82%, lo S&P 500 lo 0,30%. Lo spettro cinese affonda anche tutte le borse europee: a meta’ giornata Londra cede lo 0,68%, Parigi il 2,02%, Francoforte l’1,95%, Milano il 2,03%, Madrid lo 0,85%.

(AGI) – New York, 27 lug. – La tenuta dell’economia cinese spaventa Wall Street che apre in forte perdita. Il Dow Jones cede, dopo i primi scambi, lo 0,67%, il Nasdaq lo 0,82%, lo S&P 500 lo 0,30%. Lo spettro cinese affonda anche tutte le borse europee: a meta’ giornata Londra cede lo 0,68%, Parigi il 2,02%, Francoforte l’1,95%, Milano il 2,03%, Madrid lo 0,85%. .

(AGI) – Mosca, 27 lug. – La questione dei modi e dei mezzi per la consegna del gas che arrivera’ dalla Russia al confine tra Turchia e Grecia attraverso la nuova pipeline Turkish Stream deve essere risolta solo dall Unione Europea. Lo ha dichiarato il premier russo Dmitri Medvedev, in una conferenza stampa con l omologo sloveno Miro Cerar, al termine dei loro colloqui oggi a Lubiana. Medvedev ha ricordato che i principi della realizzazione del nuovo progetto di gasdotto differiscono da quelli previsti per l’ormai defunto South Stream. “In South Stream – ha spiegato – all’inizio volevamo metterci d’accordo con tutti e questo non e’ accaduto. Il progetto e’ stato cancellato, annullato dalla posizione assunta dalla Ue”. “Il Turkish Stream, invece, e’ un altra storia” ha voluto sottolineare il capo del governo di Mosca. “Questo e’ un progetto assolutamente commerciale e deve essere l’Unione Europea a decidere tutte le questioni connesse con il percorso e i mezzi di trasporto del gas”. “Il nostro compito e’ portare il gas attraverso il Mar Nero fino all’hub al confine tra Turchia e Grecia. Tutto il resto lo decidano i nostri partner europei”, ha concluso Medvedev, il quale nei giorni scorsi aveva gia’ suggerito che nella realizzazione del Turkish Stream la Slovenia potrebbe giocare un ruolo rilevante , ricordando che gia’ diversi Paesi, tra cui Ungheria e Serbia, hanno mostrato interesse al progetto. Intenzionata a rinunciare al transito del suo gas attraverso l’Ucraina, la Russia mira a rendere operativa la nuova infrastruttura entro la fine del 2019, quando scadranno i contratti di transito in essere con Kiev. Turkish Stream avra’ una capacita’ di 63 miliardi di metri cubi all’anno, 50.000 dei quali destinati all’Europa sudorientale. .