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(AGI) – Teheran, 5 ago. – I nuovi contratti iraniani per lo sfruttamento petrolifero saranno presentati a dicembre a Londra: l’annuncio e’ stato dato dal ministro del Petrolio Bijan Zanganeh, al termine dell’incontro con i ministri degli Esteri, Paolo Gentiloni, e dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, a cui era presente anche l’ad di Eni, Claudio Descalzi. “Abbiamo messo a punto nuovi modelli contrattuali molto piu’ attraenti per le major petrolifere che verranno presentati a Londra a dicembre”, ha spiegato il ministro. (AGI) .

(AGI) – Milano, 5 ago. – Unicredit ha chiuso il primo semestre 2015 con un utile netto di 1,03 miliardi di euro, in calo del 7,3% rispetto alla prima meta’� del 2014. Lo comunica la banca in una nota. Nel solo secondo trimestre dell’anno – si legge nella nota – l’utile netto e’ cresciuto del 29,5% a 522 milioni. L’utile di Unicredit ha superato le stime degli analisti, che prevedevano un risultato netto di 453 milioni di euro nel secondo trimestre. I ricavi della banca si sono attestati nel semestre a 11,48 miliardi (+0,9%), mentre nel secondo trimestre sono stati pari a 5,73 miliardi (-0,3%). I costi totali sono cresciuti dell’1,6% anno su anno, a 6,9 miliardi; in calo a 875,1 miliardi il totale dell’attivo, con una diminuzione dei crediti verso la clientela di 8,7 miliardi di euro tra marzo e giugno. A fine giugno l’ammontare dei crediti deteriorati lordi nel portafoglio di Unicredit era pari a 81,7 miliardi di euro, di cui sofferenze lorde per 51,3 miliardi (-0,2% in tre mesi); stabile al 61,7% il tasso di copertura. La sola ‘core bank’ ha registrato nel semestre un utile netto di 1,7 miliardi (-3,9%) e ricavi per 11,4 miliardi (+1,9%). (AGI) .

(AGI) – Roma, 5 ago. – Torna a calare la produzione industriale. L’Istat informa che a giugno l’indice corretto per gli effetti di calendario e’ sceso dello 0,3% rispetto allo stesso mese del 2014. L’indice destagionalizzato e’ diminuito dell’1,1% rispetto a maggio. Nella media del trimestre marzo-maggio 2015 la produzione e’ invece aumentata dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, ed anche nei primi sei mesi dell’anno e’ stato registrato un rialzo dello 0,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’indice destagionalizzato, spiega l’Istat, sembra influenzato negativamente dagli effetti, sui giorni effettivamente lavorati, della presenza di una festivita’ il primo martedi’ di giugno e presenta variazioni congiunturali negative in tutti i raggruppamenti. Diminuiscono, infatti, i beni intermedi (-1,7%), i beni strumentali (-1,3%), l’energia (-1,0%) e i beni di consumo (-0,8%). Brillante il risultato della produzione di autoveicoli che e’ cresciuta del 44,2% nel primo semestre del 2015 rispetto allo stesso periodo del 2014. Si tratta del maggior incremento registrato dall’inizio delle serie storiche, vale a dire dal 1990. A giugno la produzione ha segnato un aumento tendenziale del 45%. “Questi dati altalenanti, questi continui su e giu’ dimostrano, purtroppo, che siamo ben lontani da un trend positivo e che non siamo ancora usciti dal tunnel della crisi”, ha cosi’ commentato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. Nonostante il segno meno a giugno, “molti fattori suggeriscono che il trend di fondo e’ di ripresa”, ha fatto sapere Luca Mezzomo, responsabile analisi macroeconomica della direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, sui dati diffusi oggi dall’Istat. Il quadro che emerge rappresenta “un netto passo indietro rispetto al quadro fornito in maggio”, tuttavia, avverte l’economista, “non bisogna essere troppo precipitosi nel trarre implicazioni dai numeri di oggi”. (AGI) .

(AGI) – Atene, 5 ago. – “Siamo all’ultimo stadio nel concludere un accordo nel negoziato con le istituzioni”. Lo sostiene il premier greco, Alexis Tsipras durante una visita al ministero dell’Agricoltura. “Nonostante le difficolta’ incontrate – aggiunge – ci auguriamo che questa intesa possa mettere fine alle incertezze sul futuro della Grecia e dell’area euro”. (AGI)

(AGI) – Roma, 5 ago. – I dati relativi al primo semestre del 2015 evidenziano la forte ripresa del mercato dei finanziamenti alle famiglie per l’acquisto delle abitazioni. Dal campione Abi, composto da 78 banche, che rappresenta circa l’80% della totalita’ del mercato bancario italiano, emerge che nel semestre gennaio-giugno l’ammontare delle erogazioni di nuovi mutui e’ stato pari a 20,777 miliardi di euro rispetto agli 11,794 miliardi dello stesso periodo del 2014. L’incremento su base annua e’, quindi, del 76,2%. L’ammontare delle nuove erogazioni di mutui nel 2015 e’ anche superiore sia al dato dei primi sei mesi del 2013, quando si attestarono sui 9,205 miliardi di euro, sia al valore dei primi sei mesi del 2012 (10,802 miliardi di euro). I mutui a tasso variabile rappresentano, nei primi sei mesi del 2015, il 52,8% delle nuove erogazioni complessive; tuttavia nei mesi piu’ recenti sono in forte incremento i mutui a tasso fisso che hanno superato a giugno 2015 il 60% delle nuove erogazioni, erano il 20% dodici mesi prima. (AGI) .

(AGI) – Teheran, 5 ago. – Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, considera “molto probabile” che l’Iran possa risolvere la questione dei modelli contrattuali che ostacolano gli investimenti di Eni in Iran. “Abbiamo affrontato il tema del contratti ‘buy back’ e delle pendenze Eni cinque mesi fa”, ha spiegato il titolare della Farnesina, incontrando la stampa a Teheran dopo una serie di incontri con i vertici istituzionali e prima dell’incontro nel pomeriggio con il ministro del Petrolio iraniano. “Abbiamo avuto delle prime risposte anche se non definitive. Pero'”, ha aggiunto Gentiloni, “quello che e’ accaduto, negli ultimi cinque mesi, e’ molto positivo e sono sicuro che quello che accadra’ prossimamente lo sara’ ancora di piu’. Se come e’ molto probabile verra’ modificato (il modello dei contratti; ndr), verra’ modificato nell’interesse delle compagnie che vogliono investire”. “C’e’ un problema bilaterale che, in parte, il meccanismo attuale delle sanzioni consente di attenuare e che prossimamente il Consiglio Statale dell’Energia potrebbe definitivamente risolvere”, ha spiegato Gentiloni, alludendo ai crediti commerciali vantati dall’Eni con l’Iran, pari a circa 800 milioni di euro. “Ma non sara’ certamente questo l’ostacolo a un investimento futuro in questo Paese”, ha aggiunto. “E’ chiaro”, ha sottolineato il titolare della Farnesina, “che c’e’ una competizione tra diversi Paese europei e non dobbiamo scartare l’ipotesi che, in un futuro non lontano, partecipino altri grandi Paesi occidentali. In questa competizione tra diversi Paesi occidentali ed europei, la sensazione e’ che l’Italia sia messa molto bene, perche’ i rapporti che ha sempre avuto con l’Iran, anche nei momenti piu’ critici, non si dimenticano. L’Iran e’ un Paese che e’ attento alla storia e alle relazioni”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 5 ago. – Si consolida la ripresa del turismo italiano: sono 30,4 milioni gli italiani maggiorenni e minorenni in vacanza questa estate, pari al 50% della popolazione, contro i 26,8 milioni nel 2013 e i 28 milioni nel 2014. L’andamento positivo e’ attestato da Federalberghi, che nella rilevazione effettuata con il supporto tecnico dell’Istituto ACS Marketing Solutions registra un incremento dell’8,6% annuo della clientela italiana e del 2,5% di quella straniera. L’81% degli italiani in vacanza tra giugno e settembre (quasi 25 milioni) rimarra’ in Italia, mentre il 19% (oltre 5 milioni) andra’ all’estero. In aumento il giro d’affari (+7,7%) che passa da 17 a 18,3 miliardi. La spesa stimata per la vacanza, comprensiva di viaggio, vitto, alloggio (in qualsiasi struttura e non solo in hotel) e divertimenti, e’ di 786 euro, in lieve calo rispetto ai 790 dell’anno scorso; la durata media e’ di 8 notti rispetto alle 9 notti del 2014. Il mese piu’ gettonato resta agosto, scelto dal 62,5% degli italiani (rispetto al 59,3% del 2014); seguono luglio col 16,7% (contro il 22,1%), giugno con il 14,7% (contro il 19,4%). In risalita settembre con il 13,3%, contro il 10,7% dello scorso anno. I dati – fa notare il presidente di Federalberghi, Bernabo’ Bocca – mostrano un “netto recupero” ma non bisogna “illudersi o crogiolarsi negli allori”: la prosecuzione dell’incremento della clientela estera conferma “l’ottimo rapporto qualita’-prezzo del sistema italiano” e l’aumento degli italiani “fa sorridere” gli operatori che comunque restano “con i piedi per terra”. “L’Italia – sottolinea Bocca – ha bisogno di investimenti cospicui nel settore e di un piano robusto di ristrutturazioni e di promozione. Passaggi indispensabili per consentire al sistema turistico nazionale di fare in modo che i timidi segnali positivi diventino un consolidato e strutturato aggregato economico, capace di farci rapidamente risalire la classifica mondiale dei Paesi a maggior vocazione turistica”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 5 ago. – Torna a calare la produzione industriale. L’Istat informa che a giugno l’indice corretto per gli effetti di calendario e’ sceso dello 0,3% rispetto allo stesso mese del 2014. L’indice destagionalizzato e’ diminuito dell’1,1% rispetto a maggio. Nella media del trimestre marzo-maggio 2015 la produzione e’ aumentata dello 0,4% rispetto al trimestre precedente. Nella media dei primi sei mesi dell’anno la produzione e’ aumentata dello 0,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’indice destagionalizzato, spiega l’Istat, sembra influenzato negativamente dagli effetti, sui giorni effettivamente lavorati, della presenza di una festivita’ il primo martedi’ di giugno e presenta variazioni congiunturali negative in tutti i raggruppamenti. Diminuiscono, infatti, i beni intermedi (-1,7%), i beni strumentali (-1,3%), l’energia (-1,0%) e i beni di consumo (-0,8%).
   In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a giugno 2015, un solo aumento nel comparto dei beni strumentali (+3,3%); diminuiscono invece i beni intermedi (-2,8%), i beni di consumo (-1,6%) e, in misura piu’ lieve, l’energia (-0,5%). Per quanto riguarda i settori di attivita’ economica, a giugno 2015, i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fabbricazione di mezzi di trasporto (+13,7%), della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+11,0%), e della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+6,1%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori dell’attivita’ estrattiva (-9,8%), della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-6,5%) e delle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (-4,9%). (AGI)

(AGI) – Venezia, 5 ago. – Seppur in calo, i tassi di interesse dei mutui casa praticati dalle banche italiane rimangono piu’ alti del 9 per cento circa rispetto all’area dell’euro. Tra i principali Paesi che utilizzano la moneta unica, solo i Paesi Bassi registrano un tasso medio superiore al nostro. A evidenziarlo la Cgia di Mestre che sottolinea come, a giugno 2015, il tasso medio riferito alle nuove operazioni di acquisto di abitazioni mediante la sottoscrizione di un mutuo da parte delle famiglie si e’ attestato in Italia al 2,20 per cento, rispetto a una media in Eurolandia del 2,02 per cento. Nonostante cio’, va ricordato che negli ultimi anni il differenziale tra il nostro paese e il resto d’Europa si e’ ridotto notevolmente: nel 2012, ad esempio, scontavamo uno scarto del 20,7 per cento. L’anno dopo, il gap e’ salito ancora, passando al 22,4 per cento, per ridursi nel 2014 al 13,2 per cento. A giugno di quest’anno, lo scostamento e’ diminuito attestandosi all’8,9 per cento. Per quanto riguarda invece l’andamento delle consistenze erogate dagli istituti di credito attraverso i mutui alle famiglie dell’area euro, dal 2011 al 2015 l’incremento e’ stato del 2,6 per cento, mentre in Italia il dato e’ rimasto pressoche’ stazionario: -0,7 per cento. In termini assoluti, lo stock che le banche italiane hanno erogato al 30 giugno di quest’anno e’ pari a 359 miliardi di euro. Si tratta di un valore nettamente inferiore rispetto al dato olandese (401,9 miliardi di euro), a quello spagnolo (565,8 miliardi), a quello francese (875,8 miliardi) e a quello tedesco (1.061,3 miliardi). Si pensi che dal 2011 al 2015 in Francia l’aumento percentuale e’ stato di 9,4 punti e in Germania di 9,3 punti. “Sebbene i tassi siano in calo – segnala Paolo Zabeo della Cgia – gli effetti positivi di questa tendenza li avvertiremo, molto probabilmente, solo verso la fine dell’anno. Purtroppo, la situazione del mercato delle nuove abitazioni rimane ancora molto difficile, con pesanti ricadute su tutto il comparto dell’edilizia. Segnali interessanti, invece, si registrano nei settori delle ristrutturazioni/risanamento conservativo che sono orientati ad aumentare il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti. Grazie alle detrazioni fiscali del 50 e del 65 per cento, la domanda di queste misure, soprattutto al Centro-Nord, resta molto elevata”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 5 ago. – Avvio positivo per le borse europee. Londra sale dello 0,5%. A Milano l’indice Ftse Mib segna un progresso dello 0,45% a 23.579 punti. Francoforte cresce dello 0,4% e Parigi dello 0,3.

Borsa Tokyo: chiude in rialzo, Nikkei a +0,46% La borsa di Tokyo chiude in rialzo. L’indice Nikkei avanza dello 0,46% a 20.614,06 punti. Il titolo Toyota perde oltre il 2%, nonostante i profitti trimestrali record, per i timori sulla tenuta del mercato globale.

Titoli Stato: spread Btp/Bund apre a 112 punti Nelle prime contrattazioni, lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi e’ a a 112 punti, contro i 114 della chiusura di ieri, per un tasso dell’1,78%. Il differenziale Bonos/Bund segna 129 punti per un rendimento dell’1,95%.

Euro: apre sotto quota 1,09 dollari, biglietto verde forte Il dollaro si rafforza dopo che il presidente della Fed di Atlanta, David Lockhart si e’ espresso per un aumento dei tassi Usa a settembre. Secondo Lockhart l’economia Usa rischia un “significativo deterioramento” se non andasse in quella direzione. La moneta europea passa di mano a 1,0863 dollari, dopo un minimo da due settimane di 1,0847 dollari. Euro/yen a 135,08 e dollaro/yen a 124,35.

Petrolio: prezzo in rialzo in attesa di scorte Usa Il prezzo del petrolio sale, in attesa dei dati sulle scorte settimanali Usa. I mercati stanno ancora digerendo il ritorno dei rifornimenti iraniani. Sui mercati asiatici i future sul Light crude avanzano di 36 cent a 46,12 dollari e quelli sul Brent crescono di 40 cent a 30,39 dollari. (AGI)

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