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(AGI) – Parigi, 14 ago. – L’economia francese stagna. Nel secondo trimestre il Pil resta invariato rispetto ai precedenti tre mesi, dopo un incoraggiante +0,7% nel primo trimestre. Il ministro dell’Economia, Michel Sapin mantiene a +1% le sue stime sulla crescita nel 2015. La Germania registra una crescita dello 0,4% del Pil destagionalizzato nel secondo trimestre rispetto ai primi tre mesi. E’ quanto rilevano le stime flash dell’ufficio di statistica, secondo il quale l’euro debole ha aiutato l’espansione dell’export. Gli analisti si aspettavano un +0,5% dopo il +0,3% del primo trimestre. Su base annua l’economia e’ cresciuta dell’1,6% dopo il +1,2% del primo trimestre. Il Pil dell’Olanda cresce dello 0,1% nel secondo trimestre rispetto ai primi tre mesi dell’anno. Lo rende noto l’ufficio nazionale di statistica, secondo il quale il dato e’ frenato dal calo della produzione di gas naturale. Al netto di questa voce il Pil avrebbe registrato una crescita congiunturale dello 0,5%. Su base annua il PIl avanza dell’1,6%. (AGI)

(AGI) – Roma, 14 ago. – “Il Pil del secondo trimestre cresce come dalle attese”. Lo afferma il portavoce del ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan. “Dopo 13 trimestri consecutivi di calo tendenziale, – aggiunge – abbiamo due trimestri di crescita. Il Paese puo’ e deve fare di meglio: le riforme strutturali e la politica economica favoriranno l’accelerazione”. Il dato Istat sul Pil “e’ in linea con la stima dello 0,7% per il 2015”, afferma il portavoce di Padoan. “Questi dati dimostrano che la programmazione di finanza pubblica e’ basata su stime corrette e attendibili”, aggiunge il portavoce. (AGI) .

(AGI) – Roma, 14 ago. – Nel secondo trimestre del 2015 il prodotto interno lordo, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, e’ aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,5% nel confronto con il secondo trimestre del 2014. Lo rileva l’Istat. Il secondo trimestre del 2015 ha avuto lo stesso numero di giornate lavorative del trimestre precedente e una giornata lavorativa in piu’ rispetto al secondo trimestre del 2014. La variazione congiunturale e’ la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell’agricoltura, di un aumento nei servizi, e di una variazione nulla nell’insieme dell’industria (industria in senso stretto e costruzioni). Dal lato della domanda, vi e’ un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta. Nello stesso periodo il Pil e’ aumentato in termini congiunturali dello 0,6% negli Stati Uniti e dello 0,7% nel Regno Unito. In termini tendenziali, si e’ registrato un aumento del 2,3% negli Stati Uniti e del 2,6% nel Regno Unito. L’Istat aveva stimato a fine maggio che la crescita economica sarebbe “proseguita”. “Sulla base del modello di previsione di breve termine, – aveva rilevato – la variazione congiunturale reale del Pil prevista per il secondo trimestre e’ pari a +0,2%, con un intervallo di confidenza compreso tra 0 e +0,4%. Sia la domanda nazionale (al netto delle scorte) sia la domanda estera, sono attese fornire un contributo positivo. In questo scenario, la crescita acquisita per il 2015 e’ pari allo 0,4%”. La variazione acquisita del Pil per il 2015 e’ pari a +0,4%. Nel primo trimestre la variazione acquisita era stata pari al +0,2%. (AGI) .

(AGI) – Roma, 14 ago. – In Italia le imprese guidate da stranieri continuano ad aumentare. Tra il 2013 e il 2014 sono cresciute del 4,1 per cento, superando, in valore assoluto, quota 733.500. Quelle condotte da cinesi hanno addirittura registrato un vero e proprio boom: sempre nell’ultimo anno sono salite del 5,1 per cento, sfiorando di poco la soglia delle 69.500 unita’. I dati sono forniti dalla Cgia di Mestre. Su poco piu’ di 733.500 imprenditori stranieri presenti nel nostro Paese, il Marocco e’ il Paese di provenienza che ne conta il maggior numero: 74.520. Segue la Romania, con 70.104 e, subito dopo, la Cina, con 69.401. Di rilievo la crescita delle attivita’ condotte dai cittadini del Bangladesh: nell’ultimo anno la variazione e’ stata del + 19 per cento, mentre in valore assoluto hanno di poco superato le 34.100 unita’. Rispetto al 2009, anno in cui inizia a farsi sentire la crisi economica, le attivita’ cinesi che sono al centro di questo approfondimento sono aumentate addirittura del 39,2 per cento, contro un incremento medio dell’imprenditoria straniera presente in Italia pari a 22,5 per cento. I settori maggiormente interessati dalla presenza degli imprenditori provenienti dal paese del dragone sono il commercio, con quasi 24.571 attivita’ (con un buon numero di imprese concentrate tra i venditori ambulanti), il manifatturiero, con poco piu’ di 18.450 imprese (quasi tutte riconducibili al tessile-abbigliamento e calzature) e la ristorazione-alberghi e bar, con quasi 14.800 attivita’. Ancora contenuta, ma con un trend di crescita molto importante, e’ la presenza di imprenditori cinesi nel settore dei servizi alla persona, ovvero tra i parrucchieri, le estetiste e i centri massaggi: il numero totale e’ di poco superiore alle 4.100 unita’, ma tra il 2013 ed il 2014 l’aumento e’ stato fortissimo: +22,4 per cento. “Al netto delle situazioni di illegalita’ e di sfruttamento della manodopera che vanno assolutamente contrastati – segnala Paolo Zabeo della Cgia – la storia ci insegna che da sempre i cinesi hanno manifestato una spiccata propensione all’autoimprenditorialita’. Verso la meta’ degli anni ’80 hanno cominciato a conquistare il nostro mercato domestico del tessile, della calzatura e della pelletteria. Ora, una parte dei pubblici esercizi, dei piccoli negozi commerciali e delle attivita’ legate alla cura della persona – come i parrucchieri, le estetiste e i centri massaggi – sono guidate da cittadini cinesi che praticano una concorrenza fortissima nei confronti degli operatori italiani. Questi ultimi, sfiancati dalla crisi, stanno progressivamente gettando la spugna, lasciando sempre piu’ spazio ad attivita’ straniere che stanno cambiando completamente il volto dell’offerta commerciale delle nostre citta’”. La vocazione imprenditoriale dei migranti cinesi e’ molto spiccata. Se l’incidenza degli imprenditori stranieri sul totale dei residenti stranieri presenti in Italia e’ pari al 14,6 per cento, quelli cinesi sono addirittura il 26,1 per cento: su oltre 265.800 cinesi residenti in Italia, ben 69.401 guidano un’attivita’ economica. La Lombardia, con oltre 15.252 attivita’, e’ la regione piu’ popolata da aziende guidate da imprenditoriali cinesi: seguono la Toscana, con 12.310 attivita’, il Veneto, con oltre 8.360 e l’Emilia Romagna, con 6.960. In queste quattro Regioni si concentra il 61 per cento del totale degli imprenditori cinesi presenti nel nostro Paese. Infine, le rimesse inviate in patria dai cittadini cinesi hanno subito negli ultimi anni un brusco calo, dovuto in buona parte alla crisi economica. Negli ultimi tre anni il calo e’ stato del 69,4 per cento, molto piu’ intenso rispetto al totale degli stranieri (-21,9 per cento). Se nel 2012 i cinesi inviavano in patria un ammontare di 2,67 miliardi di euro, questo valore si e’ ridotto a 1,10 miliardi nel 2013 e a 820 milioni di euro nel 2014. Parallelamente, mentre nel 2012 le rimesse dei cinesi rappresentavano il 39,1 per cento delle rimesse totali, nel 2013 si sono ridotte al 19,8 per cento e nel 2014 al 15,4 per cento. (AGI) .

(AGI) – Atene, 14 ago. – Via libera del Parlamento greco all’accordo con i creditori sul terzo piano di salvataggio dopo una lunga maratona notturna. Il pacchetto e’ stato approvato a maggioranza, con 222 voti favorevoli, 64 contrari e 11 astenuti.

Il governo Tsipras ha dunque ottenuto i voti dell’opposizione, mentre circa 40 parlamentari di Syriza, incluso l’ex ministro Yanis Varoufakis, hanno votato contro.

Ora l’intesa passera’ al vaglio dell’Eurogruppo a Bruxelles. Atene ha bisogno di sbloccare gli aiuti internazionali prima del 20 agosto, quando scade il prestito ponte da 3,4 miliardi di euro della Bce.

Il primo ministro, Alexis Tsipras, aveva chiesto alle Camere di votare il piano per assicurare la sopravvivenza del paese. La proposta caldeggiata dai tedeschi di un prestito ponte alla Grecia “significherebbe il ritorno a una crisi senza fine”, aveva detto Tsipras in attesa del voto e della riunione di oggi a Bruxelles dell’Eurogruppo. “Non sono pentito di aver concordato un compromesso coi creditori” aggiunge, ribadendo che “questo piano di salvataggio e’ una scelta necessaria per noi”.

Tsipras intende chiedere un voto di fiducia al Parlamento dopo il 20 agosto e cioe’ dopo che Atene avra’ rimborsato i debiti in scadenza della Bce. Lo rendono noto fonti del governo greco, dopo che Tsipras e’ riuscito ad assicurarsi, grazie all’appoggio dell’opposizione, una maggioranza per superare lo scoglio del voto in Parlamento sul terzo piano di salvataggio.

Intanto si registra il pressing del Fondo monetario internazionale su Bruxelles, sollecitata ad aiutare Atene. Il Fondo, ha affermato il capo della missione in Grecia Delia Velculescu, “interverra’ nel sostegno agli aiuti una volta che il programma delle autorita’ (di Bruxelle) sara’ intrapreso”, permettendo al “debito greco di essere sostenibile”. Secondo quanto riporta il quotidiano ‘Bild’, la soluzione della Commissione europea se non si dovesse arrivare a un accordo tra i ministri delle finanze del continente sul pacchetto di aiuti per la Grecia, sarebbe un finanziamento ponte di 6,06 miliardi di euro. La proposta, della quale Bild ha potuto vedere una bozza, indica un arco di tempo di massimo tre mesi ma ha gia’ visto l’opposizione del ministro delle Finanze greco, Euclid Tsakalotos, che invece sta cercando di convincere il parlamento di Atene a vitare l’accordo sul nuovo pacchetto di aiuti. .

(AGI) – Atene, 14 ago. – Il premier greco Alexis Tsipras intende chiedere un voto di fiducia al Parlamento dopo il 20 agosto e cioe’ dopo che Atene avra’ rimborsato i debiti in scadenza della Bce. Lo rendono noto fonti del governo greco, dopo che Tsipras e’ riuscito ad assicurarsi, grazie all’appoggio dell’opposizione, una maggioranza per superare lo scoglio del voto in Parlamento sul terzo piano di salvataggio. (AGI)

(AGI) – Shanghai, 14 ago. – La Banca centrale cinese ha aumentato lievemente il valore dello yuan rispetto al dollaro. Il tasso di cambio e’ adesso di 6.3975 yuan verso il dollaro, dai 6.4010 di ieri. L’aumento e’ stato dello 0,05%. Avvio poco mosso e misto per le borse europee. Londra avanza dello 0,1%. Francoforte cede lo 0,1% e Parigi arretra dello 0,1%. Apertura di seduta piatta anche per la Milano, con l’indice Ftse Mib che segna una variazione del +0,07%. Stesso guadagno per l’All Share. Nelle prime contrattazioni, lo spread tra Btp e Bund resta stabile a 116 punti ,con un rendimento dell’1,78%. Il differenziale tra Bonos e Bund si attesta a 133 punti base con un tasso all’1,95%. Le principali valute internazionali, euro inclusa, restano poco mosse dopo la decisione della banca centrale cinese di aumentare dello 0,05% il valore dello yuan rispetto al dollaro, portando il midpoint di oscillazione a 6.3975 sul dollaro. La moneta europea passa di mano a in leggero calo a 1,1144 dollari, euro/yen a 138,60 e dollaro/yen a 124,40. La borsa di Tokyo chiude in calo per le prese di beneficio degli investitori, poco influenzata dallo yuan. L’indice Nikkei arretra dello 0,37% a 20.519,45 punti. Il prezzo del petrolio e’ in leggero calo. Sui mercati asiatici i future sul Light crude Wti arretra di 18 cent a 42,05 dollari e quelli sul Brent salgono di 2 cent a 49,24 dollari. (AGI) .

(AGI) – Parigi, 14 ago. – L’economia francese stagna. Nel secondo trimestre il Pil resta invariato rispetto ai precedenti tre mesi, dopo un incoraggiante +0,7% nel primo trimestre. Il ministro dell’Economia, Michel Sapin mantiene a +1% le sue stime sulla crescita nel 2015. (AGI)