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(AGI) – Londra, 24 ago. – L’indice pan-europeo Eurofirst 300 perde il 5,1% e brucia 400 miliardi di euro di capitalizzazione di mercato. Lo Stoxx 600 e’ ai minimi dal 2008.

Wall street apre in picchiata per Cina e petrolio

E’ panic selling sui mercati del Vecchio Continente, contagiati dal tracollo dell’8,5% di Shanghai e dalla paura del rallentamento dell’economia cinese. Parigi perde il 7,07% e Milano il 6,02%. Londra lascia sul terreno il 5,32%, e Francoforte il 5,65%. Giu’ del 5% Madrid.

Piazza Affari a picco dopo apertura Wall Street, perde il 7, 2%

Il crollo dei listini asiatici fa volare l’euro e anche lo yen, cioe’ le monete considerate beni rifugio.

La moneta europea, usata anche come valuta speculativa nel carry trading, passa di mano a 1,1593 dollari, dopo un top da sette mesi a 1,1597 dollari. Dietro l’impennato dell’euro c’e’ anche la consapevolezza che difficilmente la Fed potra’ rialzare i tassi a settembre, nel bel mezzo della crisi cinese. Euro/yen a 138,15 e dollaro/yen a 119,20, dopo un minimo da un mese e mezzo a 119,14. Il dollaro australiano, spesso considerato una sopra di braccio della liquidita’ cinese scende ai minimi da sei anni sul biglietto verde. In forte calo molte valute dei paesi asiatici, a partire da quelle di Indonesia e Malesia, ai minimi da 17 anni. Ai minimi dell’anno anche il rublo.(AGI)

(AGI) – Milano, 24 ago. – Va sempre piu’ giu’ la Borsa di Milano, con gli indici che superano il -7% dopo l’avvio in caduta di Wall Street. Il Ftse Mib perde il 7,21% a 20.179 punti e l’All Share il 6,96% a 21.750 punti. (AGI) .

(AGI) – New York, 24 ago. – La sindrome cinese contagia anche Wall Street, che apre in picchiata. Pesano la discesa del prezzo del petrolio e il tracollo dei listini in Asia e Europa. Il Dow Jones scende del 2,58% a 16.035 punti, lo S&P del 3,03% a 1.911 punti e il Nasdaq dell’8,37% a 4.312 punti. .

(AGI) – New York, 24 ago. – Apple scende di oltre il 6% nel prelistino di Wall Street, sotto i 100 dollari. Il titolo di Cupertino e’ si e’ deprezzato quasi di un quarto rispetto al suo livello record del febbraio scorso. Pesa il calo della domanda di smartphone in Cina e il rallentamento dell’economia del Dragone, che rappresenta un importante mercato di sbocco per il colosso Usa. L’amministratore delegato di Apple, Tim Cook cerca di rassicurare i mercati e fa sapere alla Cnbc che le vendite di smartphone della sua azienda “sono state forti in Cina a luglio e agosto”. Il titolo di Apple, che era crollato di oltre il 6%, sulla scia dei timori per il calo della domanda cinese, ora recupera le perdite. “Abbiamo ottenuto la migliore prestazione dell’anno nell’App Store cinese nelle ultime due settimane”. “La crescita delle attivazioni degli iPhone – aggiunge Cook – e’ accelerata nelle ultime settimane”. .

(AGI) – Milano, 24 ago. – Peggiora ancora la Borsa di Milano, seconda per perdite solo ad Atene nel giorno del crollo di Shangai: il Ftse Mib perde il 6,06% a 20.433 punti e l’All Share il 5,94% mentre si attende l’avvio di Wall Street, previsto in forte calo. Profondo rosso sull’intero listino, con una raffica di sospensioni e riammissioni alle contrattazioni che tocca a rotazione tutti i titoli principali. La maglia nera, al momento, e’ contesa tra Mps (-9,17%) e Yoox (-9,19%), entrambe ferme in asta di volatilita’. Congelate anche Intesa Sanpaolo (-6,45%) e Mediobanca (-5,05%), mentre sono in contrattazione Unicredit (-6,46%) e Banco Popolare (-4,22%). Generali e’ ferma sul -5,7% e Fca sul -7,68%. Pesanti anche i titoli del lusso: Luxottica cede il 6,69% e Ferragamo il 7,45%. .

(AGI) – Rimini, 24 ago. -  “Penso che una legge sulle unioni civili va fatta. E’ un tema, anche sotto l’aspetto sociologico, importante e non penso che possa intaccare l’importanza del matrimonio cosi’ come e’ regolato dalla Costituzione”. E’ quanto ha affermato il ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Graziano Delrio, nel corso di una conferenza stampa al meeting di Comunione e Liberazione.

“Le stime non ci spaventano, siamo sempre stati prudenti e le abbiamo centrate, abbiamo sempre fatto ottimo lavoro di previsione, la legge di stabilita’ la illustrera’ Renzi con Padoan con cui abbiamo lavorato in questi giorni”. “I due grandi pilastri sono la riduzione fiscale e il potenziamento delle infrastrutturale, l’entita’ della manovra sara’ annunciata da Renzi”. E’ quanto ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delriocommentando le recenti stime sulla crescita attesa nel 2016. (AGI)

(AGI) – Roma, 24 ago. – Lunedi’ nero per le piazze finanziarie di tutto il mondo: dilaga la paura per la battuta d’arresto dell’economia cinese e tale ‘sindrome’ si ripercuote non solo sui mercati asiatici ma anche su quelli europei. La locomotiva di Pechino, infatti, rallenta e rischia seriamente di non raggiungere l’obiettivo del +7% del Pil a fine anno, dopo tre decenni di crescita stellare, a doppia cifra. La borsa di Shanghai chiude in tracollo dell’8,49%, dopo essere scesa del 9% e aver praticamente azzerato i guadagni di inizio anno, trascinando giu’ tutti i listini asiatici. Si tratta della peggior discesa giornaliera dal febbraio 1997. In Cina il listino e’ precipitato anche per il mancato intervento di contenimento da parte delle autorita’ di Pechino. La caduta peraltro e’ frenata dal limite di discesa del 10% previsto dalla borsa di Shanghai. Di conseguenza, le borse europee sono in profondo rosso dopo il tracollo dei listini asiatici e per i timori sul rallentamento dell’economia cinese, nonche’ per il calo del prezzo del petrolio. Londra perde il 4,12%. A Milano l’indice Ftse Mib segna -4,54%. Francoforte cede il 4,5%% e Parigi va giu’ del 4,7%. Madrid arretra del 4,15%. Il crollo dei listini asiatici fa volare l’euro e anche lo yen, cioe’ le monete considerate beni rifugio. La moneta europea, usata come valuta speculativa nel carry trading, passa di mano a 1,1494 dollari, dopo un top da sei mesi e mezzo a 1,1504 dollari. Dietro l’impennato dell’euro c’e’ anche la consapevolezza che difficilmente la Fed potra’ rialzare i tassi a settembre, nel bel mezzo della crisi cinese. Euro/yen a 138 e dollaro/yen a 120,10, dopo un minimo da un mese e mezzo a 119,92. La paura del rallentamento dell’economia cinese e il crollo delle borse asiatiche, mandano a picco anche il prezzo del petrolio, che gia’ attraversava una congiuntura ribassista per gli eccessi di forniture sui mercati. Sul circuito elettronico i future su Light crude Wti e quelli sul Brent scendono ai minimi da sei anni e mezzo, rispettivamente a 38,69 dollari e 43,28 dollari al barile. (AGI)

(AGI) – Roma, 24 ago. – Le borse europee sono in profondo rosso dopo il tracollo dei listini asiatici e per i timori sul rallentamento dell’economia cinese. Pesa anche calo petrolio. Londra perde il 2,75%. Francoforte cede il 2,6%% e Parigi va giu’ del 2,77%. Madrid arretra del 2,73%. Piazza Affari torna a cedere oltre il 4% dopo la meta’ della seduta, scendendo ai minimi di giornata con il Ftse Mib in calo del 4,54% a 20.763 punti e l’All Share del 4,47%. Milano e’ la peggiore in Europa, dopo Atene, e guarda all’avvio di Wall Street, previsto in calo. Nuova raffica di sospensioni sul paniere Ftse Mib: sono congelate al ribasso tra le altre Mps (-6,85%), Intesa Sanpaolo (-4,68%), Fiat Chrysler (-6,14%), Tenaris (-6,35%), Stm (-4,92%) e Ferragamo (-6,05%) e Yoox a -7,33%. Il crollo dei listini asiatici fa volare l’euro e anche lo yen, cioe’ le monete considerate beni rifugio. La moneta europea, usata come valuta speculativa nel carry trading, passa di mano a 1,1494 dollari, dopo un top da sei mesi e mezzo a 1,1504 dollari. Dietro l’impennato dell’euro c’e’ anche la consapevolezza che difficilmente la Fed potra’ rialzare i tassi a settembre, nel bel mezzo della crisi cinese. Euro/yen a 138 e dollaro/yen a 120,10, dopo un minimo da un mese e mezzo a 119,92. Il dollaro australiano, spesso considerato una sopra di braccio della liquidita’ cinese scende ai minimi da sei anni a 0,7201 sul biglietto verde. In forte calo gran parte della valute dei paesi asiatici, a partire da quelle di Indonesia e Malesia, ai minimi da 17 anni. Ai minimi dell’anno anche il rublo. .

(AGI) – Roma, 24 ago. – Al rientro dalle vacanze, per quei pochi che se le sono potute permettere, una brutta sorpresa aspetta le famiglie: si tratta di una vera e propria stangata per 1.760,23 euro per tariffe, prezzi e tasse. E’ il calcolo dell’O.N.F., Osservatorio Nazionale Federconsumatori.

Nonostante una diminuzione dei costi dell’energia, che si ripercuote leggermente su bollette e riscaldamento, nei mesi di settembre, ottobre e novembre le famiglie dovranno comunque sostenere pesantissimi costi. L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha calcolato l’ammontare di tali importi, non specificando gli aumenti delle singole voci relative a prezzi e tariffe ma prendendo in considerazione soltanto l’impatto complessivo della spesa “autunnale”. Occorre precisare che la cifra in questione non comprende le spese correnti per alimentazione, abbigliamento, ecc. ( In particolare, per la scuola (libri + meta’ del corredo) si prevede una spesa di 788,70 euro, per la Tasi (seconda rata) di 117,03, per le bollette (acqua, luce, gas, telefono) di 455 euro, per la Tari (seconda rata) di 143,00, per il riscaldamento (prima rata) di 256,50 euro. Il totale e’ di 1.760,23 euro. “La stangata autunnale rappresentera’ un grave colpo per i bilanci delle famiglie e si ripercuotera’ pesantemente sui consumi e sull’intero sistema produttivo” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Secondo i consumatori, il potere di acquisto delle famiglie infatti e’ ai minimi storici (si e’ ridotto del -13,4% dal 2008 ad oggi) e tali costi non potranno che incidere sempre di piu’ sulla domanda di mercato. Inoltre l’elevato tasso di disoccupazione si ripercuote, ovviamente, sui bilanci familiari, poiche’ sono proprio genitori e nonni a sostenere economicamente i giovani senza lavoro. “E’ dunque piu’ che mai urgente che il Governo metta in atto efficaci provvedimenti per rilanciare il nostro sistema economico attraverso un Piano Straordinario per il Lavoro che punti sulla ricerca e l’innovazione, sullo sviluppo tecnologico, sulle comunicazioni (banda larga in primis), sulle bonifiche territoriali, sulla realizzazione di infrastrutture utili alla riqualificazione del settore turistico e sulla messa in sicurezza dell’edilizia scolastica”. (AGI) .

(AGI) – Rimini, 24 ago. – Ad un anno di distanza, l’ingresso di Etihad nel capitale dell’Alitalia si e’ rivelato “un ottimo investimento”. E’ quanto ha detto il presidente e ceo di Etihad Airways e vice presidente dell’Alitalia, James Hogan, intervenendo al convegno “Scommettere e investire in Italia” organizzato nell’ambito del Meeting di Comunione e Liberazione. Nel ripercorrere le tappe del lungo iter che si e’ concluso con il matrimonio tra Ethiad e Alitalia, il top manager ha riferito di aver avuto molte perplessita’. “Avevo detto subito di no – ha detto Hogan – perche’ vedevo un business che per molto anni ha attraversato momenti difficili”. “Abbiamo visto che ci sono state interferenze politiche nella gestione politiche che sono state di grande ostacolo. Per questo avevamo delle perplessita’. Siamo stati moto chiari dall’inizio. Abbiamo chiesto chiarimenti e abbiamo detto che il passato doveva esser il passato”. “Considerando il punto iniziale, e considerando che avevo molti dubbi da subito – ha aggiunto Hogan – dodici mesi dopo posso dire che e’ stato un ottimo investimento, abbiamo imboccato la strada giusta, e’ stato un ottimo inizio”. Hogan ha po indicato i “cinque obiettivi strategici” per rilanciare Alitalia: “Vogliamo fungere da guida per tutti i nostri partner; riportare l’Alitalia alla piena redditivita’ gia’ dal 2017; garantire flusso di capitale per nuovi investimenti fare in modo che gli azionisti vedano risultati per sostenere questo progetto; avere un team impegnato a fondo per sostenere questo progetto di cambiamento”. .