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(AGI) – Amsterdam, 3 dic. – Avverra’ nel 2016 il debutto della prima vettura ibrida del gruppo Fca. Lo ha confermato l’a.d. Sergio Marchionne durante la conferenza stampa. “L’anno prossimo vedremo il primo ibrido – ha detto – sara’ a marchio Chrysler e sicuramente lo presenteremo a Detroit, avra’ un prezzo di 80mila euro”. Marchionne ha ribadito di essere “scettico” sull’auto elettrica: “La Tesla e’ bella, ma non ci guadagnano molto. L’ibrido invece e’ essenziale per lo sviluppo dell’auto, la maggior parte dei nostri prodotti per il 2020 avranno l’ibrido”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 3 dic. -“Finche’ la situazione non e’ completamente definita, visto che investiamo miliardi, questi soldi li tengo in tasca soprattutto in questa condizione di prezzo basso” del petrolio. Lo ha detto l’ad di Eni, Claudio Descalzi, interpellato, a margine di un convegno in Confindustria, sui tempi del ritorno in Iran. “Dobbiamo comprendere bene i nuovi contratti perche’ sono stati appena presentati – ha aggiunto – dovranno essere legati a dei giacimenti. Queste cose devono essere messe insieme e bisogna capire inoltre quali siano le garanzie. Le sanzioni sono ancora attive. Quando rientreremo in Iran non lo so. Potrebbe essere il 2016 ma bisogna capire cosa si potra’ fare. Ci sono ancora questioni in questo perimetro che devono essere definite”. Sui nuovi modelli contrattuali presentati dal governo iraniano il manager ha ribadito che “bisognera’ studiarli e discutere con la controparte iraniana. Un approfondimento e’ opportuno”.(AGI)

(AGI) – Roma, 2 dic. – Migliora la situazione economica degli italiani che sono piu’ ottimisti verso il futuro, grazie anche al miglioramento del mercato del lavoro, all’innalzamento del tenore e della durata della vita.

E’ la fotografia scattata dall’Istat nel rapporto Bes 2015 che sottolinea come tale miglioramento tuttavia non sia uniforme e non tocchi le classi piu’ deboli della popolazione, i giovani e le zone piu’ disagiate del paese come il Mezzogiorno.

A conferma di tutto cio’, il presidente dell’istituto, Giorgio Alleva, ha detto che “e’ possibile ma non semplice” che il Pil dell’Italia si attesti al +0,9% nel 2015. Nonostante il Paese non si sia ancora affrancato dalla crisi, nel 2014 cresce l’ottimismo verso il futuro (dal 24% di persone di 14 anni e piu’ che ritengono che la loro situazione migliorera’ nei prossimi 5 anni nel 2013 al 27% nel 2014). I giovani, che si confermano il segmento piu’ ottimista, presentano il maggiore incremento positivo nonostante siano stati tra i soggetti sociali piu’ colpiti dalla crisi. Nel 2014 e ancor piu’ nei primi mesi del 2015, rileva l’Istat, la situazione economica registra una serie di segnali positivi che dalle regioni del Nord si diffondono al resto del Paese, riflettendosi sulla condizione delle famiglie, a partire da quelle piu’ agiate fino a quelle condizionate da maggiori vincoli di bilancio. Secondo il Rapporto aumenta il reddito disponibile (dello 0,7% nel 2013 e dello 0,1% nel 2014) e il potere d’acquisto.

Cresce anche la spesa per consumi finali, anche se in misura piu’ limitata in conseguenza del lieve aumento della propensione al risparmio. Sempre meno famiglie mettono in atto strategie per il contenimento della spesa mentre e’ piu’ elevata la quota di quelle che tornano a percepire come adeguate le proprie risorse economiche.

Il rischio di poverta’ e soprattutto la poverta’ assoluta, aggiunge l’Istat, hanno smesso di aumentare (dal 4,4% del 2011 sale al 7,3% nel 2013, per riscendere al 6,8% nel 2014); mentre la grave deprivazione diminuisce per il secondo anno consecutivo, attestandosi sui livelli del 2011. In leggero miglioramento anche gli indicatori di natura soggettiva: la percentuale di persone in famiglie che arrivano a fine mese con grande difficolta’ torna a scendere (17,9%) dopo aver raggiunto il valore massimo del decennio proprio nel 2013 (18,8%). Segnali di ripresa anche sul fronte del lavoro anche se permangono forti divari di genere ed esclusione dei giovani. La quota di persone di eta’ 20-64 anni occupate in Italia sale al 59,9% nel 2014 (+0,2 punti percentuali rispetto al 2013), ma la distanza con l’Europa continua ad aumentare. Altri dati incoraggianti arrivano da Confcommercio secondo cui dopo 7 anni di crisi finalmente il prossimo sara’ un Natale positivo con consumi in crescita del 5%.

CONSUMI IN CRESCITA A NATALE – Intanto, secondo le stime, dopo sette anni di crisi finalmente questo sara’ un Natale positivo, con consumi in crescita. E’ la conclusione a cui e’ giunto l’Ufficio studi di Confcommercio, nella consueta indagine prenatalizia. Quest’anno gli italiani spenderanno per i regali 166 euro pro-capite, il 5% in piu’ rispetto allo scorso anno (quando la spesa si attesto’ a 158 euro); rispetto pero’ al 2009 la spesa resta del 30% inferiore. Questo fa dire alla Confcommercio che l’Italia e’ sulla strada giusta ma il cammino e’ ancora lungo. Degli oltre 30 miliardi di tredicesima disponibili per i consumi, 10 miliardi circa saranno destinati ai regali, 200 milioni circa in piu’ dello scorso anno. Secondo Confcommercio, ad indicare che “stiamo tornando alla normalita’” e’ la percentuale di chi ritiene i regali una spesa piacevole: dal 45,8% del 2011 risaliamo quest’anno al 52,5%: “Questa risposta indica che e’ il primo Natale fuori dalla crisi – ha sottolineato Mariano Bella, direttore dell’Ufficio studi di Confcommercio – e quindi sono fiducioso”. Altro indicatore e’ la percentuale di chi aspetta gli ultimissimi giorni per fare il regalo: la percentuale scende dal 47,3% dello scorso anno al 37,3%. Piu’ la persona avverte difficolta’, piu’ rimanda il momento di fare acquisti. Alla domanda se il prossimo Natale sara’ il primo fuori dalla crisi, il 38,8% ha risposto si’, contro il 19,2% del 2014; il delta tra chi ha risposto affermativamente e chi negativamente e’ -16,3%, contro il -57,9% dello scorso anno. Secondo Bella, non ci sono evidenze che gli eventi terroristici abbiano effettivi sulla fiducia dei consumatori e sul Pil: “Sulla base dei dati del passato non pensiamo ad un impatto dal punto di vista macro”; l’Occidente avrebbe gli anticorpi dal punto di vista economico per evitare discontinuita’. (AGI) .

(AGI) – Washington, 2 dic. – “Aspettare troppo” per alzare i tassi di interesse costituisce “un rischio”. E’ il monito lanciato dal presidente della Federal Reserve, Janet Yellen, durante una conferenza. I mercati al momento sembrano puntare sull’ipotesi di un rialzo in occasione del direttivo di dicembre. Dopo un primo incremento dei tassi di interesse dagli attuali minimi storici, la politica monetaria della Federal Reserve “restera’ accomodante”, ha dichiarato Yellen, spiegando che la normalizzazione monetaria sara’ quindi graduale. “Una stretta improvvisa rischierebbe di destabilizzare i mercati finanziari e forse anche spingere inavvertitamente l’economia in una recessione”, ha affermato Yellen, la quale prevede che nei prossimi anni gli Usa manterranno un ritmo di crescita “moderato” ma sufficiente a far progredire ancora un mercato del lavoro “ancora lontano dalla piena occupazione”. Il presidente della Fed ha poi constatato l’affievolimento delle spinte al ribasso provenienti dalla fase di volatilita’ attraversata nei mesi scorsi dai mercati cinesi e ha sottolineato la tendenza “particolarmente solida” della spesa per consumi in Usa. (AGI) .

(AGI) – Roma, 2 dic. – Migliora la situazione economica degli italiani che sono piu’ ottimisti verso il futuro, grazie anche al miglioramento del mercato del lavoro, all’innalzamento del tenore e della durata della vita. E’ la fotografia scattata dall’Istat nel rapporto Bes 2015 che sottolinea come tale miglioramento tuttavia non sia uniforme e non tocchi le classi piu’ deboli della popolazione, i giovani e le zone piu’ disagiate del paese come il Mezzogiorno. A conferma di tutto cio’, il presidente dell’istituto, Giorgio Alleva, ha detto che “e’ possibile ma non semplice” che il Pil dell’Italia si attesti al +0,9% nel 2015. Nonostante il Paese non si sia ancora affrancato dalla crisi, nel 2014 cresce l’ottimismo verso il futuro (dal 24% di persone di 14 anni e piu’ che ritengono che la loro situazione migliorera’ nei prossimi 5 anni nel 2013 al 27% nel 2014). I giovani, che si confermano il segmento piu’ ottimista, presentano il maggiore incremento positivo nonostante siano stati tra i soggetti sociali piu’ colpiti dalla crisi. Nel 2014 e ancor piu’ nei primi mesi del 2015, rileva l’Istat, la situazione economica registra una serie di segnali positivi che dalle regioni del Nord si diffondono al resto del Paese, riflettendosi sulla condizione delle famiglie, a partire da quelle piu’ agiate fino a quelle condizionate da maggiori vincoli di bilancio. Secondo il Rapporto aumenta il reddito disponibile (dello 0,7% nel 2013 e dello 0,1% nel 2014) e il potere d’acquisto. Cresce anche la spesa per consumi finali, anche se in misura piu’ limitata in conseguenza del lieve aumento della propensione al risparmio. Sempre meno famiglie mettono in atto strategie per il contenimento della spesa mentre e’ piu’ elevata la quota di quelle che tornano a percepire come adeguate le proprie risorse economiche. Il rischio di poverta’ e soprattutto la poverta’ assoluta, aggiunge l’Istat, hanno smesso di aumentare (dal 4,4% del 2011 sale al 7,3% nel 2013, per riscendere al 6,8% nel 2014); mentre la grave deprivazione diminuisce per il secondo anno consecutivo, attestandosi sui livelli del 2011. In leggero miglioramento anche gli indicatori di natura soggettiva: la percentuale di persone in famiglie che arrivano a fine mese con grande difficolta’ torna a scendere (17,9%) dopo aver raggiunto il valore massimo del decennio proprio nel 2013 (18,8%). Segnali di ripresa anche sul fronte del lavoro anche se permangono forti divari di genere ed esclusione dei giovani. La quota di persone di eta’ 20-64 anni occupate in Italia sale al 59,9% nel 2014 (+0,2 punti percentuali rispetto al 2013), ma la distanza con l’Europa continua ad aumentare. Altri dati incoraggianti arrivano da Confcommercio secondo cui dopo 7 anni di crisi finalmente il prossimo sara’ un Natale positivo con consumi in crescita del 5%. (AGI)

(AGI) – Roma, 2 dic. – L’Autorita’ di garanzia per gli scioperi ha valutato idoneo il Protocollo di intesa per il Giubileo straordinario della Misericordia sottoscritto, in data 24 novembre 2015, dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, dalle associazioni datoriali (Agens, Anav, Asstra, Assaereo, Assaeroporti, Assocontrol, Assohandlers, Unindustria) e dalle federazioni sindacali (Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti), con il quale, tra l’altro, sono state individuate, nel settore dei trasporti, alcune date di
franchigia, durante le quali non sara’ possibile effettuare scioperi. Inoltre, l’Autorita’ di garanzia ha assicurato la necessaria vigilanza anche nel caso in cui dovessero proclamarsi scioperi in settori dei servizi pubblici, diversi dai trasporti, essenziali per lo svolgimento degli eventi giubilari, che coincidano con le date indicate nel Protocollo di intesa.

Ecco l’elenco delle date:
8, 12, 13, 27 dicembre 2015
1, 19, 21 gennaio 2016
10, 22 febbraio 2016
4,5 marzo 2016
1, 3, 23, 25 aprile 2016
5, 27, 29 maggio 2016
1, 3, 10, 12 giugno 2016
2, 4, 23, 25 settembre 2016
7, 9 ottobre 2016
6, 13, 20 novembre 2016

L’Autorita’, come previsto dal Protocollo d’intesa, ha conferito efficacia generale al medesimo, che dunque dovra’ essere rispettato da tutte le sigle sindacali e associazioni datoriali (anche quelle non firmatarie).

(AGI)

(AGI) – Milano, 2 dic. – Edizione record di Iab Forum 2015 – “Learn, Do, Become”, l’evento di riferimento della comunicazione digitale che si e’ tenuto al MiCo – Milano Congressi – Ala Sud e che ha registrato un altro record, con 14.000 presenze, 2.000 in piu’ dello scorso anno, grazie anche ai tanti ospiti del calibro di Oliver Stone, tre volte premio Oscar. La prima giornata e’ stata dedicata all’approfondimento del mercato e dei trend della industry, per il settimo anno consecutivo in crescita a doppia cifra, con interventi di aziende e dei protagonisti del settore che hanno offerto il loro punto di vista per fornire una formazione continua e ispirare tutti i protagonisti dell’Adv online. La seconda giornata e’ stata focalizzata sul legame tra digitale e tecnologia, per approfondirne la costante e virtuosa interazione. “Il successo di questa edizione del Forum non e’ solo numerico – anche se registriamo una crescita quasi del 20% -. E’ soprattutto un’evoluzione in termini di atteggiamento, prospettive, consapevolezza da parte dei protagonisti della Industry, che devono essere pronti a osare, fare sistema, per crescere e conquistare nuove aree business”, ha dichiarato Carlo Noseda, presidente di Iab Italia. “E’ iniziata l’era dell’Advertising of Things, dove utenti e devices sono sempre piu’ interconnessi. Nascono cosi’ milioni di touch point su cui potremo costruire valore per le persone e per tutti gli operatori della nostra Industry”. Ospiti d’eccezione della seconda giornata Martin Eberhard, Co-fondatore Tesla Motors, che ha raccontato i suoi ultimi successi nell’intervento Building a culture of innovation: present and future of technology e Oliver Stone, il famoso regista che ha spiegato l’evoluzione del linguaggio anche nell’ambito del digitale. I due ospiti internazionali hanno rispettivamente aperto e chiuso la giornata. Il co-fondatore di Tesla ha rivolto un messaggio ai giovani: “Osate per realizzare le vostre idee”. La mattinata ha visto l’intervento di Melissa Satta, che ha raccontato la sua esperienza con i touch point Digitali e la sua evoluzione negli anni, che l’ha portata a diventare imprenditrice e a utilizzare tutti gli strumenti offerti dalla tecnologia. A seguire, l’intervento di Francesco Nazari Fusetti, Co-Founder & Ceo Charity Stars, che insieme a Francesco Facchinetti ha condiviso la sua esperienza in tema Charity ed evoluzione digitale. Ospite di Iab Forum e’ stato nuovamente Paolo Barberis, Consigliere per l’innovazione del Presidente del Consiglio, che, insieme a Riccardo Donadon, Founder & Ceo H-FARM Spa, e’ entrato nel merito del percorso e dell’accelerazione che il nostro Paese, in una stretta collaborazione pubblico privato, sta facendo sul tema dell’agenda digitale e sull’innovazione come chiave per la crescita delle aziende e per la creazione di posti di lavoro. Alex Mackenzie Torres, VP Global Product Marketing Moovit, e Jeffrey Schnapp, CEO Piaggio Fast, hanno approfondito il tema della new mobility e sono entrati nel merito dei principali trend del mercato. Dell’appassionante tema della robotica e dei droni ha parlato invece Limor Schweitzer, Founder & Ceo RoboSavvy, che ha arricchito la presentazione con il robot Fonzie che ha ballato il Twerking sul palco al ritmo della musica. (AGI) .

(AGI) – Helsinki, 2 dic. – L’assemblea degli azionisti di Nokia ha approvato all’unanimita’ la fusione con il gruppo franco-americano Alcatel-Lucent. L’integrazione ha lo scopo di rafforzare due compagnie alle prese da anni con una difficile situazione finanziaria. L’operazione avverra’ tramite scambio di azioni. Il concambio e’ stato fissato a 0,55 azioni Nokia per ogni azione Alcatel-Lucent. Una volta perfezionata la fusione, gli azionisti del gruppo finlandese controlleranno il 66,5% della nuova societa’. .

(AGI) – Roma, 2 dic. – “Non solo i rifiuti, ma anche acqua energia elettrica e gas corrono molto piu’ velocemente dall’inflazione: complessivamente la spesa per tali voci registra un aumento del +65,10% rispetto al 2000”. Cosi’ consumatori commentano i dati di Confartigianato sui rifiuti. “I costi delle tariffe, infatti, sono cresciuti in maniera esponenziale, molto piu’ dell’inflazione – spiegano Federconsumatori e Adusbef – Come emerge dalla nostra recente indagine sull’andamento delle tariffe, si tratta di un andamento che accomuna acqua, gas, energia elettrica e rifiuti. La Federconsumatori ha rilevato che la spesa complessiva per l’energia elettrica, il gas, l’acqua ed i rifiuti, nel 2015, ammonta a 2.345 euro, il +65,10% rispetto al 2000, il +15% rispetto al 2010. L’aumento rilevato negli ultimi 15 anni e’ circa il doppio rispetto all’aumento del tasso di inflazione dal 2000 ad oggi, che risulta pari al +33,2%. La stessa considerazione vale per l’incremento dal 2010 ad oggi, periodo in cui l’aumento del tasso di inflazione e’ stato del +7,5%”. Rispetto al 2014, proseguono i consumatori, “si registra invece un calo di 35 euro, pari al -1,44%. Nel dettaglio, la tassa dei rifiuti e’ aumentata del +21,61% dal 2010 e ben del 222,47% dal 2000. Per determinare un’inversione di tendenza nel settore dei rifiuti e’ indispensabile riformare la Tari per il 2016, disponendo tariffe sociali omogenee, detrazioni e piani tributari sostenibili per i bilanci delle famiglie. Inoltre e’ necessario ed urgente rendere maggiormente efficiente la raccolta differenziata che, dove funziona in maniera ottimale, consente risparmi notevoli per i cittadini”. .

(AGI) – Roma, 2 dic. – In Italia le tariffe per la raccolta dei rifiuti corrono ben piu’ dell’inflazione: secondo una rilevazione di Confartigianato, negli ultimi 5 anni sono aumentate del 22,6%, vale a dire il 14,6% in piu’ rispetto al tasso di inflazione (+8%) e il 12,8% in piu’ rispetto alla crescita media del costo di questo servizio (+9,8%) registrata nell’Eurozona. Nono solo: nelle regioni in cui le tariffe crescono di piu’ e’ peggiore la qualita’ del servizio. Come nel Lazio, regione dove, a fronte della piu’ alta percezione della sporcizia delle strade, si registra il costo piu’ elevato d’Italia per la loro pulizia. Confartigianato ha calcolato il costo del servizio di igiene urbana per le tasche di famiglie e imprenditori che in media, nel 2014, per tasse e tariffe hanno pagato 168,14 euro pro capite, per un totale di 10,2 miliardi. Ma con una vera e propria impennata negli anni 2012-2015 che si e’ tradotta in un rincaro del 12,5%, nove volte e mezzo in piu’ della crescita del costo della vita (+1,6%) e con una differenza del 7,4% in piu’ rispetto alla media dei rincari nell’Eurozona fermi al +5,1%. In testa nella classifica delle regioni con le tariffe piu’ alte ci sono il Lazio con 214 euro di costi per abitante, superiore del 27,3% rispetto alla media nazionale. Seguono la Liguria con 211,75 euro/abitante (25,9% in piu’ rispetto alla media nazionale), Toscana con 208,25 euro/abitante (23,9% piu’ della media), Campania con 205,02 euro/abitante (superiore del 21,9% rispetto alla media italiana), Umbria con 190,23 euro pro capite (+13,1%) e Sardegna con 188,90 euro per abitante (+12,3% rispetto alla media nazionale). All’altro capo della classifica, la regione piu’ virtuosa e’ il Molise dove i cittadini pagano 123,12 pro capite per il servizio di igiene urbana. Secondo posto per il Trentino Alto Adige con un costo di 128,60 euro pro capite e medaglia di bronzo per il Friuli Venezia Giulia con un costo per abitante di 127,92 euro. Confartigianato ha anche monitorato i conti e i risultati di esercizio delle 376 societa’ partecipate dalle Amministrazioni locali che operano nella gestione dei rifiuti: il 64,3% e’ in utile, il 17,2% e’ in pareggio ed il 18,5% e’ in perdita. Sono tutte in utile le societa’ di gestione rifiuti in Basilicata, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta. Seguono l’Emilia-Romagna (con una quota di societa’ in utile pari all’83,3% del totale), Puglia (80%) e Piemonte (75,0%). Le regioni con la maggiore quota di societa’ in perdita sono la Calabria (66,7% del totale), il Lazio (46,2%) e l’Abruzzo (44,4%). (AGI) .

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