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(AGI) – Parigi, 12 gen. – La banca centrale francese ha lasciato invariato a +0,3% la crescita del Pil nel quarto trimestre. Lo scorso 8 dicembre l’istituto aveva ridotto le sue stime sulla crescita del Pil nel quarto trimestre da +0,4% a +0,3%, per l’impatto degli attentati del 13 novembre. Per il 2015 nel suo complesso la banca centrale prevede una crescita dell’1,2%. (AGI)
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Shanghai – La borsa di Shanghai e’ estremamente volatile e chiude in leggero rialzo, alternando bagni di sangue e piccoli rimbalzi. L’indice Csi 300 avanza dello 0,21%, dopo aver chiuso ieri a -5,3%. Shanghai, concludendo la seconda sessione senza il circuit breaker, il meccanismo di interruzione delle contrattazioni, che aveva provocato il panic selling di inizio anno, facendo crollare le piazze cinesi di oltre il 10% nella prima settimana del 2016. Dopo la seduta in rialzo di venerdi’ scorso, con Shanghai che ha chiuso oltre il 2%, e’ tornato il pessimismo tra gli investitori che temono il rallentamento economico della Cina e la svalutazione dello yuan.
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(AGI) – Roma, 12 gen. – Lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi apre stabile a 104 punti. Il rendimento si attesta all’1,59%. Il differenziale Bonos/Bund segna 126 punti per un tasso dell’1,81%.
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(AGI) – Shanghai, 12 gen. – Lo yuan si stabilizzato per il terzo giorno consecutivo. La banca centrale cinese guidato leggermente al ribasso il tasso di cambio dello yuan sul biglietto verde, dopo due rafforzamenti consecutivi. La Pboc ha ribassatoo la quotazione dello yuan da 6,5626 a 6,5628, entro una banda di oscillazione del 2%. Venerdi’ la banca centrale ha iniziato a rialzare lo yuan dopo otto svalutazioni consecutive, decise in quadro piuttosto agitato della politica monetaria cinese. La banca centrale da una parte cerca di far fronte al rallentamento dell’economia e dall’altro non vuole una fuga di capitali esteri dal paese. (AGI)
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Tokyo – La borsa di Tokyo riapre dopo la chiusura di ieri e scende ai minimi dalla fine di settembre. L’indice Nikkei termina la sua corsa in calo del 2,71% a 17.218,96 punti. Pesano il rallentamento della Cina, lo yen forte e il crollo del prezzo del petrolio. Ieri l’indice di Shanghai ha perso il 5,3% e Wall Street ha chiuso debole. A Tokyo Toyota ha perso l’1,58%, Sony il 5,29, Inpex il 5,82% e il colosso della grande distribuzione Aeon il 9,97%. (AGI)
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(AGI) – Singapore, 12 gen. – Continua a calare il prezzo del petrolio. Sui mercati asiatici i future sul Light crude Wti cedono 98 cent a 30,43 dollari, dopo un minimo dal dicembre 2003 di 30,41 dollari e quelli sul Brent arrerano di 1,07 dollari a 30,48 dollari, dopo un minimo dall’aprile 2004 di 30,43 dollari. Nel dicembre 2003 il Wti tocco’ 29,66 dollari e nell’aprile 2004 il Brent raggiunse 29,95 dollari. Dietro quello che appare un arretramento inarrestabile ci sono le tensioni geopolitiche, gli eccessi nei rifornimenti e il rallentamento dell’economia cinese. Pesa anche il rafforzamento del dollaro sulle monete dei paesi emergenti e in particolare lo yuan, che rende il petrolio piu’ caro.
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(AGI) – Tokyo, 12 gen. – Il biglietto verde avanza rispetto alle piu’ rischiose valute dei paesi emergenti, mentre crescono anche euro e yen. La moneta europea passa di mano a 1,0887 dollari e a 127,68 yen. Dollaro/yen a 117,29. Giu’ il ringgit malese, che perde lo 0,4% sul dollaro, cala dello 0,31% il dollaro di Singapore e dello 0,03% il won. (AGI)
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(AGI) – New York, 11 gen. – Wall Street ha chiuso mista. Il Dow Jones ha visto un aumento dello 0,32%, guadagnando 51,2 punti e terminando a quota 16.398,57. Il Nasdaq ha conosciuto, invece, una diminuzione dello 0,12 %. L’indice ha perduto 5,64 punti ed e’ finito a quota 4.637,99. (AGI)
Fab
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(AGI) – Washington, 11 gen. – S&P lancia l’allarme per lo stato delle finanze di sette Stati Usa, aggravato dai bassi prezzi del petrolio. Secondo S&P il rating di questi sette Stati nel 2016 rischia di essere abbassato “per l’esposizione al settore energetico” e per le “basse prestazioni di bilancio”. Si tratta di sette Stati produttori di petrolio: Alaska, Nord Dakota, Luisiana, Oklahoma, Texas, Virginia Occidentale e Wyoming. (AGI)

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