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(AGI) – Shanghai (Cina), 3 lug. – La borsa di Shanghai argina parzialemnte le sue perdite che a meta’ giornata l’hanno vista lasciare sul terreno fino al 7,24%. In questo monmento il mercaato ha ritracciato in parte e le perdite si limitano al 3,25% a 3.785,57 punti. In ogni caso si tratta dell’ennesimo crollo da quando il 12 giugno scorso si e’ interrotta – secondo alcuni e’ esplosa la bolla – la crescita di oltre il 150% registrata in un anno, grazie alla politica ribassista dei tassi di interessi della Banca Centrale. L’ultimo talio (il quarto da novembre) dello 0,25 c’e’ stato solo sabato scorso. Dal picco del 12 giugno la borsa di Shanghai ha perso il 27%. (AGI) .

(AGI) – Shanghai (Cina), 3 lug. – Prosegue inarrestabile il crollo della borsa di Shanghai che sta perdendo oltre il 7%. Si tratta dell’ennesimo crollo da quando il 12 giugno scorso si e’ interrotta – secondo alcuni e’ esplosa la bolla – la crescita di oltre il 150% registrata in un anno, grazie alla politica ribassista dei tassi di interessi della Banca Centrale. L’ultimo talio (il quarto da novembre) dello 0,25 c’e’ stato solo sabato scorso. Dal picco del 12 giugno la borsa di Shanghai ha perso il 30%. (AGI) .

(AGI) – Atene, 2 lug. – I problemi causati dalla chiusura delle banche in Grecia “non dureranno a lungo”. Lo ha dichiarato alla rete televisiva Ant1 il primo ministro ellenico, Alexis Tsipras, affermando che le banche riapriranno in seguito all’accordo che si aspetta di stringere con i partner dell’Eurozona “48 ore” dopo l’esito del referendum. Tsipras ha poi definito “imbarazzanti” le scene dei pensionati in fila ore per ritirare 120 euro della propria pensione ma ha accusato della situazione gli altri paesi europei che avrebbero costretto la Bce a congelare i finanziamenti di emergenza. (AGI) .

(AGI) – Roma, 2 lug. – Anche dopo il referendum “la Grecia in ogni caso dovra’ tornare al tavolo e trattare su un programma di aiuti”. Ad ogni modo, anche in caso di uscita di Ateme dall’euro, “l’Italia non avrebbe problemi economici particolari”. Lo ha detto Matteo Renzi al Tg1 Altra giornata convulsa per la Grecia, in vista del referendum di domenica prossima. E nuova doccia gelata dall’Fmi, che nella bozza del rapporto sulla sostenibilita’ del debito greco, fa i calcoli e stima che le necessita’ di finanziamento complessive di Atene ammontano a 50 miliardi di euro fino al 2018, una cifra che di recente e’ aumentata a causa di “importanti mutamenti politici” ed e’ basata sulle previsioni di un Pil destinato a rimanere invariato nel 2015. Secondo il Fondo, la Ue dovrebbe fornire alla Grecia nuovi prestiti per 36 miliardi di euro nei prossimi tre anni se al referendum prevarranno i ‘si’ alle proposte dei creditori. Tali finanziamenti, avverte l’istituto di Washington, dovrebbero essere erogati con termini “molto accondiscendenti”. Intanto, e’ di pochi minuti fa la notizia che secondo fonti giudiziarie greche, sulla base di un ricorso, il Consiglio di Stato di Atene si esprimera’ domani sulla legalita’ del referendum. La situazione potrebbe cosi’ cambiare da un momento all’altro. Punta i piedi, invece, il Ministro delle finanze del governo greco Yanis Varoufakis il quale ha gia’ fatto sapere che se al referendum di domenica vinceranno i si’, si dimettera’. “Io voglio disperatamente restare nell’euro”, ha aggiunto Varoufakis, spiegando che il referendum riguarda il modo in cui si “riesce a stare” nella moneta unica. (AGI) Pit (Segue) (Riepilogo) Fmi, alla Grecia servono 50 miliardi fino al 2018 (2) = (AGI) – Roma, 2 lug. – Resta congelato, in attesa dell’esito del voto, il negoziato tra Atene e i creditori internazionali. Il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, “vuole che la Grecia resti nell’euro” e appoggia la “determinazione dei greci a restare nell’area euro. Tuttavia, ha spiegato il portavoce di Juncker, Margaritis Shine, “questo e’ il momento che i greci decidano del loro futuro” e la Commissione intende “aspettare l’esito del referendum” per riprendere a negoziare. Per il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, una vittoria dei no “non rafforzera’ il negoziato”, mettendo Atene e l’Europa in una “posizione molto difficile. Secondo Dijsselbloem, chi votera’ si’ consentira’ di “migliorare la prospettiva di una ripresa dei negoziati”. Il referendum, ha sottolineato il numero uno dell’Eurogruppo, rappresenta un pronunciamento per capire “se i greci sono preparati ad accettare una dolorosa austerita’”. Dopo Moody’s, anche Standard and Poor’s, ha messo in guardia Atene: un’eventuale ‘Grexit’ avra’ “conseguenze severe per l’economia greca, le banche e le aziende non finanziarie”, mentre l’impatto sull’Eurozona “sara’ contenuto” e “nell’immediato” potrebbero “non esserci” ripercussioni sui rating sovrani dell’area. Intanto Nikos Pappas, braccio destro del premier greco, Alexis Tsipras, ha fatto sapere che le banche elleniche riapriranno quando ci sara’ l’accordo. E il presidente greco, Pokopis Paulopoulos, ha cancellato il suo viaggio a Berlino in programma per martedi’ prossimo. In Italia la crisi greca resta al centro del dibattito politico. Continua a “essere ottimista sul futuro dell’Europa” il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, “al di la’ delle vicende che possono destare immediate preoccupazioni”. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha auspicato che “la Grecia possa trovare rapidamente un’equilibrata intesa per riavviare un percorso di stabilita’ e crescita nell’alveo dell’Unione europea, cui Atene appartiene”. Dal canto suo, il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco osserva che le tensioni derivanti dalla Grecia sono state “molto inferiori a quelle di cinque anni fa” sui mercati finanziari, che “hanno assorbito meglio” lo shock. “E’ la dimostrazione – ha detto – che effettivamente in questi cinque anni abbiamo messo in atto importanti difese contro le turbolenze”. Restano infine deboli i mercati finanziari. Le borse europee, caute in partenza, hanno chiuso in ribasso e anche Wall Street, sui timori di una ‘Grexit’, ha virato in territorio negativo. (AGI)

(AGI) – Atene, 2 lug. – Il Consiglio di Stato greco si esprimera’ sulla legalita’ del referendum indetto sulle condizioni poste dai creditori per riprendere i finanziamenti ad Atene. Lo riferiscono fonti giudiziarie elleniche, secondo le quali il massimo tribunale amministrativo di Atene e’ stato chiamato a valutare la consultazione da un ricorso presentato da due cittadini, uno dei quali sarebbe un ex giudice del Consiglio di Stato vicino a Nea Demokratia, la formazione di centro-destra tra i partiti che stanno facendo campagna a favore del si’. Secondo i ricorrenti, il referendum violerebbe la Costituzione in quanto pone un quesito che riguarda le finanze pubbliche, oltre a non essere esposto in termini chiari. Secondo le fonti, sarebbe stato inoltre depositato un controricorso da dodici legali, in larga parte aderenti a Syriza, il partito di sinistra radicale al governo, secondo i quali la consultazione e’ lecita perche’ riguarda un problema di “sovranita’ nazionale”. Il verdetto del Consiglio di Stato, concludono le fonti, e’ atteso per domani sera. (AGI) .

(AGI) – Milano, 2 lug. – Le tensioni derivanti dalla Grecia sono state “molto inferiori a quelle di cinque anni fa” sui mercati finanziari, che “hanno assorbito meglio” lo shock. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, a margine del lancio della piattaforma europea integrata di scambi di titoli. “E’ la dimostrazione – ha detto – che effettivamente in questi cinque anni abbiamo messo in atto importanti difese contro le turbolenze”. Secondo Visco le turbolenze “ovviamente ci sono, ci saranno ma siamo in grado di farvi fronte sia dal lato dell’economia reale, con riforme in atto nei diversi Paesi, sia con quelle a livello europeo”. Visco ha citato proprio la nuova piattaforma europea T2S “come simbolo di uno sforzo cooperativo molto importante fatto nell’Unione Europea dalle banche centrali. Oggi e’ una giornata importante perche’ si lancia una infrastruttura costruita dalle banche centrali di Italia, Germania, Spagna e Francia. E’ la dimostrazione che c’e’ un’autorita’ monetaria condivisa in grado di far fronte a tensioni pari quelle di questi giorni”. Per far fronte “con maggior forza” alle turbolenze derivanti dalla crisi della Grecia “e’ importante crescere, riuscire con le riforme che dobbiamo fare a mettere il nostro Paese su un sentiero di crescita piu’ alto” ha detto Visco. “E’ un sentiero lungo – aggiunge – sul quale ci siamo dovuti cominciare a indirizzare da 4-5 anni”. La crescita e’ importante, chiude, “perche’ l’Italia ha un suo debito pubblico che deve essere reso sostenibile”. (AGI) .

(AGI) – Torino, 2 lug. – Giorgetto Giugiaro, 77 anni il prossimo 7 agosto, lascia il ruolo di presidente onorario di Italdesign Giugiaro “per dedicarsi maggiormente alle proprie passioni ed interessi personali”. La famiglia Giugiaro ha ceduto, infatti, il 9,9% delle quote rimanenti al Gruppo Volkswagen, che ora detiene il 100% di Italdesign Giugiaro. E’ quanto si annuncia in una nota, nella quale si spiega che “la decisione coincide con il sessantesimo anniversario di attivita’ nel settore del car design”. Dal 1955 Giorgetto Giugiaro ha disegnato e progettato moltissime auto, collaborando con tutte le principali case costruttrici. Italdesign Giugiaro e’ ormai completamente integrata all’interno del Gruppo Volkswagen/Audi, di cui fa parte dal 2010. “Il management dell’Azienda – si sottolinea ancora – in questi cinque anni ha maturato le competenze e la piena capacita’ di operare in autonomia per rendere l’Italdesign Giugiaro una realta’ sempre piu’ forte all’interno del Gruppo”. “La crescita e’ e sara’ sempre costante” ed a testimonianza di questo si ricorda che “dal 2010 sono oltre 200 i nuovi assunti”. In questo senso, “la decisione di Giugiaro di lasciare l’azienda non influira’ sulle attivita’ e sulla crescita di Italdesign Giugiaro”.(AGI) .

(AGI) – Roma, 2 lug. – La Grecia potrebbe avere bisogno di un’estensione dei prestiti concessi dall’Unione Europea e una decisa svalutazione del debito qualora il Paese cresca piu’ lentamente del previsto e non vengano varate le necessarie riforme economiche. Lo scrive il Fondo Monetario Internazionale nella bozza preliminare del suo rapporto sulla sostenibilita’ del debito greco. Secondo l’istituto di Washington, il debito di Atene “nel peggior scenario possibile” richiederebbe un ‘haircut’ di 53,1 miliardi di euro. “Un avanzo primario piu’ basso e deboli riforme hanno portato a nuovi, sostanziali, necessita’ di finanziamento”, sottolinea il Fondo, “le previsioni sul Pil sono soggette a rischi al ribasso molto considerevoli”. “Servono nuovi finanziamenti europei alla Grecia a condizioni simili e, come minimo, occorre un’estensione significativa delle scadenze dei prestiti europei”, afferma l’istituto, “per assicurare la sostenibilita’ del debito greco, le politiche devono rimettersi in carreggiata” a cominciare dalle privatizzazioni che, alle condizioni attuali, nei prossimi anni non frutterebbero piu’ di 500 milioni di euro. Ma la questione principale, avverte il Fmi, rimane la ristrutturazione: “anche con un avanzo primario del 2,5% e un Pil in crescita dell’1%, ad Atene servirebbe un ‘haircut’ sostanzioso”. .

(AGI) – Washington, 2 lug. – Le necessita’ di finanziamento complessive di Atene ammontano a 50 miliardi di euro fino al 2018, una cifra che di recente e’ aumentata a causa di “importanti mutamenti politici” ed e’ basata sulle previsioni di un Pil destinato a rimanere invariato nel 2015. Lo si legge nella bozza del rapporto del Fondo Monetario Internazionale sulla sostenibilita’ del debito greco. Secondo il Fondo, la Ue dovrebbe fornire alla Grecia nuovi prestiti per 36 miliardi di euro nei prossimi tre anni se al referendum prevarranno i ‘si’ alle proposte dei creditori. Tali finanziamenti, avverte l’istituto di Washington, dovrebbero essere erogati con termini “molto accondiscendenti”. (AGI) .

(AGI) Roma, 2 lug. – Firmato al ministero dello Sviluppo economico l’accordo su Whirlpool. Lo dicono i rappresentanti sindacali che esprimono grande soddisfazione cosi’ come il governo: “Lo avevamo promesso ai lavoratori Whirpool. Nessuna chiusura, nessun licenziamento. #lavoltabuona #Italiariparte”, scrive il premier Matteo Renzi su twitter.

“Firmato un accordo importante che premia due mesi di lotta – spiega Marco Bentivogli della Fim-Cisl – il nuovo piano industriale da bollettino di guerra diventa un vero piano di rilancio”. Alla firma dell’accordo quadro seguiranno le intese locali su ammortizzatori sociali e sulle garanzie sul piano industriale 2015-18. Entro ottobre iniziera’ la fase di consultazione sindacale.

Il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, spiega che “nessun licenziamento e missioni per tutti gli stabilimenti italiani”, sottolinea una nota. “Abbiamo siglato con Whirlpool un’ipotesi di accordo importante, che nei prossimi giorni sara’ sottoposta al voto dei lavoratori in tutte le fabbriche ed uffici. Si tratta, soprattutto se si considera da dove eravamo partiti”, dice Palombella, “di un’intesa senza dubbio positiva, poiche’ scongiura il rischio di oltre duemila licenziamenti e assegna una missione a tutti gli stabilimenti italiani, trovando una soluzione anche per Caserta e None di cui inizialmente era stata prospettata la chiusura. Whirlpool assume l’impegno formale:a non licenziare per tutta la durata del piano industriale, vale a dire fino al 2018; piu’ in generale a ritirare la dichiarazione di 2060 esuberi; a operare trasferimenti incentivati fra uffici e stabilimenti ubicati in diverse regioni solo su base volontaria;ad applicare la ricollocazione e riqualificazione professionale in particolare per gli impiegati le cui funzioni vengono trasferite in altra regione;ad investire 513,5 milioni di euro; ad utilizzare ammortizzatori sociali conservativi, quali la cassa integrazione e i contratti di solidarieta’ utilizzando la rotazione per la piu’ equa ripartizione possibile del lavoro; ad aprire per tutti i siti del Gruppo una mobilita’ volontaria o finalizzata alla pensione incentivata. Se l’ipotesi di accordo nazionale verra’ approvata dal voto dei lavoratori, seguiranno accordi esecutivi in ciascun territorio per definire i termini dettagliati di utilizzo degli ammortizzatori sociali; la mobilita’ incentivata volontaria o finalizzata alla pensione sara’, invece, aperta con un’unica procedura nazionale”.

Anche la Fiom esprime soddisfazione. “L’intesa raggiunta oggi rappresenta una svolta nelle scelte che hanno segnato le relazioni industriali in Italia in questi ultimi anni”. E’ quanto si legge in una nota della Fiom, secondo cui questo e’ “il risultato della lotta di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori della Whirlpool, di una trattativa che abbiamo deciso di mantenere anche in situazioni difficili, della scelta dell’azienda di individuare soluzioni industriali condivise oltre che sostenibili e del sostegno dato dal Governo alla vertenza”. Il responsabile Settori produttivi della Cgil nazionale, Salvatore Barone, firmatario per il sindacato di Corso d’Italia dell’accordo sulla vertenza Whirlpool raggiunto oggi al ministero dello Sviluppo Economico, aggiunge: “L’accordo Whirlpool rappresenta un utile esempio di come affrontare, attraverso relazioni industriali rispettose dei diversi interessi in campo, processi complessi di riorganizzazione produttiva e organizzativa che investono aree nazionali e internazionali”, dice Salvatore Barone. “I contenuti dell’intesa – spiega Barone – sono la dimostrazione che e’ possibile conciliare sviluppo e razionalizzazione produttiva puntando su investimenti e innovazione, le vere leve di politica industriale per affrontare la fase di stagnazione dei mercati. L’acquisizione di Indesit da parte della multinazionale americana offre cosi’ al mercato un nuovo e piu’ robusto player, senza un radicale ridimensionamento dell’attivita’ e dell’occupazione, come invece e’ avvenuto in casi analoghi”.

Whirlpool: da Caserta a Fabriano, il destino dei poli produttivi

Da Caserta a Fabriano, ecco nel dettaglio il piano specifico per ogni realta’ del gruppo Whirlpool in base all’accordo siglato oggi al Mise.

– CASERTA: sara’ costituito il polo europeo di ricambi e accessori, in cui troveranno inizialmente occupazione 320 persone; il restante organico potra’ avvalersi della possibilita’ di essere trasferito a Napoli, accedere al trasferimento volontario incentivato per Varese con possibilita’ di colloqui anche per i familiari conviventi, accedere ai percorsi di uscita incentivata specificamente previsti per la Campania; infine e’ previsto l’impegno dell’azienda a continuare a cercare soggetti investitori per Teverola, con un apposito stanziamento di 2 milioni di euro e la disponibilita’ di cedere a prezzi agevolati lo stabile, al fine di generare ulteriori opportunita’ occupazionali; gli ammortizzatori sociali utilizzati saranno inizialmente la CIGS per ristrutturazione e poi i contratti di solidarieta’.

– NONE: il magazzino sara’ ceduto in continuita’ alla societa’ piemontese Mole, ma il personale in alternativa potra’ comunque optare per il trasferimento ad altra sede del Gruppo o accedere ai percorsi di uscita incentivata specificamente previsti; il coinvolto dal trasferimento d’azienda ricevera’ in ogni caso un incentivo e gli sara’ liquidato il Tfr; il centro ricerca e l’outlet resteranno, invece, in attivita’ fino al 31/12/2016 ed il relativo personale potra’ accedere sia al piano di uscite incentivate sia a modalita’ agevolate di trasferimento ad altra sede del Gruppo; verranno utilizzati i contratti di solidarieta’.

– CASSINETTA: si consolidera’ come polo Emea per l’incasso, con produzione di forni, frigoriferi e microonde e con un incremento occupazionale di 160 persone, oltre alla conferma dei lavoratori somministrati.

– FABRIANO: Melano diventera’ l’unica fabbrica Emea per la produzione di piani cottura, con rientro delle produzioni dall’estero, e vi saranno concentrati anche i lavoratori attualmente in forza ad Albacina; saranno utilizzati prima la Cigs poi i contratti di solidarieta’.

– NAPOLI: produrra’ le lavatrici di alta gamma, anche con un modello aggiuntivo rivolto ai mercati extra europei; si utilizzeranno i contratti di solidarieta’.

– SIENA: sara’ il polo di produzione dei congelatori orizzontali, con rientro di prodotti anche dall’estero e possibilita’ di crescita ulteriore verso i mercati extra europei; si utilizzeranno i contratti di solidarieta’.

– COMUNANZA: produrra’ lavatrici carica frontale e sara’ produttore esclusivo in Emea di lavasciuga; si utilizzeranno i contratti di solidareita’.

– UFFICI IN LOMBARDIA: verra’ creato un centro direzionale con circa 800 dipendenti, accorpando gli attuali uffici di Comerio e Milano in una sede ancora da definire fra Varese e Milano; saranno utilizzati i contratti di solidarieta’.

– UFFICI A FABRIANO: verra’ creato un centro direzionale con circa 600 dipendenti; saranno utilizzati i contratti di solidarieta’.

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