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Roma – Aumentano i prezzi base dei biglietti di delle Frecce Trenitalia (Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca) con un incremento medio del 2,7% che, comunque – sottolinea l'azienda – riguarda solo le tariffe piu' alta e non i prezzi 'economy' e 'supereconomy'. Da segnalare che sulla tratta Roma-Milano i prezzi salgono del 3,5%
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(AGI) – Roma, 2 gen. – Sono oltre due milioni gli italiani che si concederanno una vacanza nel ponte dell'Epifania. Lo dice Federalberghi con il presidente Bernabo' Bocca, sottolineando che "dopo un andamento positivo del movimento turistico degli italiani a Natale e Capodanno, la partenza a strappo del nuovo anno con una Epifania addirittura in crescita del 51% di italiani in vacanza rispetto al 2015, rappresenta un segnale che interpretiamo con forte ottimismo". Dalla lettura dei risultati di un'indagine previsionale sui consumi turistici degli italiani per l'Epifania, realizzata con il supporto tecnico dell'istituto ACS Marketing Solutions, si evince che"complessivamente quasi 2,4 milioni di italiani, rispetto agli 1,56 milioni del 2015, effettueranno una vacanza per il 'ponte' dell'Epifania, -prosegue Bocca- scegliendo per il 94% l'Italia quale meta del loro viaggio (rispetto all'84% del 2015).Del totale dei viaggiatori 1,2 milioni partiranno esclusivamente per la festivita', mentre dei restanti turisti 544 mila hanno iniziato la loro vacanza addirittura a Natale ed altri 609 mila sono fuori casa da Capodanno" .

L'alloggio preferito sara' la casa di parenti o amici nel 35,6% dei casi (rispetto al 41% del 2015), seguito dall'albergo col 23,9% (vs 24,4%). La durata media si attestera' sulle 3 notti e la spesa media si aggirera' sui 407 Euro (rispetto ai 414 Euro del 2015), di cui 393 Euro per chi rimane in Italia e 625 Euro per chi va all'estero, che genereranno un giro d'affari di circa 494 milioni di Euro (rispetto ai 510 milioni di Euro). "All'avvio dell'anno nuovo -conclude Bocca- ribadiamo come Governo e Parlamento debbano decidere immediatamente una strategia condivisa per fare in modo che i segnali di ripresa di uno dei settori maggiormente trainanti l'economia nazionale possano essere adeguatamente supportati e consolidati". (AGI)

(AGI) – Roma, 2 gen. – Sono oltre due milioni gli italiani che si concederanno una vacanza nel ponte dell’Epifania. Lo dice Federalberghi con il presidente Bernabo’ Bocca, sottolineando che “dopo un andamento positivo del movimento turistico degli italiani a Natale e Capodanno, la partenza a strappo del nuovo anno con una Epifania addirittura in crescita del 51% di italiani in vacanza rispetto al 2015, rappresenta un segnale che interpretiamo con forte ottimismo”. Dalla lettura dei risultati di un’indagine previsionale sui consumi turistici degli italiani per l’Epifania, realizzata con il supporto tecnico dell’istituto ACS Marketing Solutions, si evince che
“complessivamente quasi 2,4 milioni di italiani, rispetto agli 1,56 milioni del 2015, effettueranno una vacanza per il ‘ponte’ dell’Epifania, -prosegue Bocca- scegliendo per il 94% l’Italia quale meta del loro viaggio (rispetto all’84% del 2015).
Del totale dei viaggiatori 1,2 milioni partiranno esclusivamente per la festivita’, mentre dei restanti turisti 544 mila hanno iniziato la loro vacanza addirittura a Natale ed altri 609 mila sono fuori casa da Capodanno”
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(AGI) – Roma, 2 gen. – L’Italia e’ il Paese con il numero piu’ basso di laureati in Europa come certifica Eurostat. Ma presto avremo un altro primato non proprio lusinghiero. Quello dei giovani che scelgono di fuggire dall’Italia. Lo conferma uno studio dell’ associazione “Donne e qualita della vita” svolto su 1000 laureandi negli atenei italiani di eta’ compresa fra i 24 e i 28 anni. Solo il 33% dei laureati pensa di poter trovare un posto in Italia mente il 50% si dice pronto ad andare all’estero. In particolare i laureati in settori scientifici (57%), tecnologici (56%), architettura (49%). Sfiducia anche nella possibilita’ di trovare un impiego tra i laureati perfino nel settore archeologico (35%); per non parlare di quello umanistico (59%). Meno pessimisti, si fa per dire,i laureati in lingue e letterature straniere dei quali solo il 43% pensa di espatriare dopo il diploma di laurea, cosi come anche in le discipline artistiche e figurative (17%), in ingegneria (19%). Molto piu’ positivi i laureati in settori contigui all’ambito turistico-alberghiero che pensano ad andare via solo nel 15 per cento dei casi; nel settore agroalimentare (9%), farmaceutico (16%), ambientale (22%) e giurisprudenza (16%)
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di Massimo Maugeri

Roma - Bloccare le città italiane "con targhe alterne o altri provvedimenti approssimativi è inutile e incide negativamente sull'umore dei cittadini e sulle speranze di ripresa economica: la soluzione su cui puntare nel medio periodo è quella di sviluppare le tecnologie legate all'ibrido". Lo dice l'amministratore delegato di Toyota Italia, Andrea Carlucci, intervistato dall'Agi. Mentre le le principali città italiane sono alle prese con l'emergenza smog, il numero uno italiano del colosso giapponese dell'auto rivendica la "rivoluzione" che Toyota ha iniziato quasi 20 anni fa, nel 1997, lanciando la tecnologia Hybrid, e che oggi ha portato la casa automobilistica nipponica a produrre 30 differenti modelli di auto ibrida. Secondo il manager, l'ibrido è "una chiara, affidabile e accessibile soluzione, di immediata applicazione", e per questo "sarebbe auspicabile una incentivazione per la sostituzione di un parco auto, il più vecchio d'Europa, ormai di difficile identificazione. Anche dopo i fatti venuti alla luce dal cosiddetto Diesel-gate". L'impegno di Toyota, aggiunge il manager, è quello di "ridurre di oltre il 22% la media delle emissioni di CO2 dei nuovi modelli entro il 2020".

"Lavoriamo per ridurre la media globale delle emissioni di CO2 del 90% (rispetto alla media del 2010) – aggiunge Carlucci – grazie alla diffusione crescente di automobili a tecnologia ibrida e Fuel Cell ad idrogeno, grazie ad una serie di attività e obiettivi chiave, tra cui realizzare vendite annuali globali dal 2020 di almeno 30.000 vetture equipaggiate con celle a combustibile (Fuel Cell), mettere sul mercato 1,5 milioni di vetture Hybrid all'anno per raggiungere il traguardo dei 15 milioni di unità entro il 2020 e ridurre di oltre il 22% la media delle emissioni di CO2 dei nuovi modelli entro il 2020 (rispetto alla media Toyota del 2010). Per questo, continua Carlucci, il dialogo con le istituzioni "è fondamentale". I contatti con il governo, anche ad alto livello, sono in corso. E lo stesso manager riconosce come "significativa" l'apertura del ministro dei Trasporti Graziano Delrio, che in una intervista al Corriere della Sera di qualche giorno fa ha detto che "l'Italia non ha investito a sufficienza nell'auto elettrica e a idrogeno. E questo è un problema".

"Per noi l'ibrido, come l'elettrico, è una soluzione al terribile problema dell'inquinamento – insiste Carlucci – ma un'altra strada è, secondo Toyota, la diversificazione delle risorse energetiche: con il modello Mirai (futuro in giapponese), la prima berlina ad idrogeno al mondo prodotta in larga scala, Toyota punta allo sviluppo di una società basata sull'uso dell'idrogeno". Le soluzioni sul tavolo sono molte, dalla messa a punto di una sorta di 'piano Grenelle' anche per l'Italia, alla diversificazione delle risorse energetiche, fino alla necessità di investimenti pubblici per la realizzazione di infrastrutture per l'idrogeno. "Qualcosa si muove – dice l'ad di Toyota Italia – ed è positivo che lo stesso ministro Delrio confermi l'intenzione del suo ministero di sostenere lo sviluppo di un piano per dotare di impianti di idrogeno la direttrice dell'autostrada del Brennero. Noi andremo avanti – conclude l'ad di Toyota Italia – ma auspichiamo che il governo percorra tutte le strade che possano portare ad una soluzione, perchè limitarsi a bloccare la mobilità dei cittadini è una via che nel medio-lungo periodo è perdente". (AGI)

(1 gennaio 2016)

(AGI) – Roma, 1 gen. – (di Massimo Maugeri) Bloccare le citta’ italiane “con targhe alterne o altri provvedimenti approssimativi e’ inutile e incide negativamente sull’umore dei cittadini e sulle speranze di ripresa economica: la soluzione su cui puntare nel medio periodo e’ quella di sviluppare le tecnologie legate all’ibrido”. Lo dice l’amministratore delegato di Toyota Italia, Andrea Carlucci, intervistato dall’Agi. Mentre le le principali citta’ italiane sono alle prese con l’emergenza smog, il numero uno italiano del colosso giapponese dell’auto rivendica la “rivoluzione” che Toyota ha iniziato quasi 20 anni fa, nel 1997, lanciando la tecnologia Hybrid, e che oggi ha portato la casa automobilistica nipponica a produrre 30 differenti modelli di auto ibrida. Secondo il manager, l’ibrido e’ “una chiara, affidabile e accessibile soluzione, di immediata applicazione”, e per questo “sarebbe auspicabile una incentivazione per la sostituzione di un parco auto, il piu’ vecchio d’Europa, ormai di difficile identificazione. Anche dopo i fatti venuti alla luce dal cosiddetto Diesel-gate”. L’impegno di Toyota, aggiunge il manager, e’ quello di “ridurre di oltre il 22% la media delle emissioni di CO2 dei nuovi modelli entro il 2020”. “Lavoriamo per ridurre la media globale delle emissioni di CO2 del 90% (rispetto alla media del 2010) – aggiunge Carlucci – grazie alla diffusione crescente di automobili a tecnologia ibrida e Fuel Cell ad idrogeno, grazie ad una serie di attivita’ e obiettivi chiave, tra cui realizzare vendite annuali globali dal 2020 di almeno 30.000 vetture equipaggiate con celle a combustibile (Fuel Cell), mettere sul mercato 1,5 milioni di vetture Hybrid all’anno per raggiungere il traguardo dei 15 milioni di unita’ entro il 2020 e ridurre di oltre il 22% la media delle emissioni di CO2 dei nuovi modelli entro il 2020 (rispetto alla media Toyota del 2010). Per questo, continua Carlucci, il dialogo con le istituzioni “e’ fondamentale”. I contatti con il governo, anche ad alto livello, sono in corso. E lo stesso manager riconosce come “significativa” l’apertura del ministro dei Trasporti Graziano Delrio, che in una intervista al Corriere della Sera di qualche giorno fa ha detto che “l’Italia non ha investito a sufficienza nell’auto elettrica e a idrogeno. E questo e’ un problema”. “Per noi l’ibrido, come l’elettrico, e’ una soluzione al terribile problema dell’inquinamento – insiste Carlucci – ma un’altra strada e’, secondo Toyota, la diversificazione delle risorse energetiche: con il modello Mirai (futuro in giapponese), la prima berlina ad idrogeno al mondo prodotta in larga scala, Toyota punta allo sviluppo di una societa’ basata sull’uso dell’idrogeno”. Le soluzioni sul tavolo sono molte, dalla messa a punto di una sorta di ‘piano Grenelle’ anche per l’Italia, alla diversificazione delle risorse energetiche, fino alla necessita’ di investimenti pubblici per la realizzazione di infrastrutture per l’idrogeno. “Qualcosa si muove – dice l’ad di Toyota Italia – ed e’ positivo che lo stesso ministro Delrio confermi l’intenzione del suo ministero di sostenere lo sviluppo di un piano per dotare di impianti di idrogeno la direttrice dell’autostrada del Brennero. Noi andremo avanti – conclude l’ad di Toyota Italia – ma auspichiamo che il governo percorra tutte le strade che possano portare ad una soluzione, perche’ limitarsi a bloccare la mobilita’ dei cittadini e’ una via che nel medio-lungo periodo e’ perdente”.
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Roma - I saldi sono di fatto gia' partiti in 1 negozio su 3 in tutta Italia. Lo afferma il Codacons, secondo cui gli esercenti applicano gia' sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati. Secondo l'associazione dei consumatori, nessuna impennata delle vendite e' tuttavia prevista durante i saldi invernali, ma crescera' il numero di famiglie che potra' permettersi qualche acquisto durante il periodo di sconti. In base all'indagine sulla propensione all'acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons, emerge una leggera crescita nel numero di famiglie che decidera' di approfittare degli sconti per fare qualche acquisto – spiega l'associazione – Quest'anno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfittera' dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che restera' sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l'eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. "I cittadini arrivano all'avvio degli sconti di fine stagione col portafogli gia' svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E' quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore liberta' di scelta ai commercianti".

Come ogni anno il Codacons diffonde il decalogo con i 10 consigli d'oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza:

1) Conservare sempre lo scontrino: non e' vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante e' obbligato a sostituire l'articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non e' possibile, ad esempio perche' il prodotto e' finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto.

2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce "Saldo" deve essere l'avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei piu' svariati articoli. E' improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori.

3) Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si puo' cosi' verificare l'effettivita' dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi.

4) Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: cosi' si e' meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bonta' dell'articolo guardando l'etichetta che descrive la composizione del capo d'abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di piu' delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualita'. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti.

5) Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio cosi' da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all'acquisto). Un commerciante, salvo nell'Alta moda, non puo' avere, infatti, ricarichi cosi' alti e dovrebbe vendere sottocosto.

6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia' il prezzo o la qualita' in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell'acquisto.

7) Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla "nuova". Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce.

8) Per la prova dei capi, non c'e' l'obbligo. E' rimesso alla discrezionalita' del negoziante. Il consiglio e' di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.

9) Nei negozi che espongono in vetrina l'adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante e' obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.

10) Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani.(AGI) 

Roma – I saldi sono di fatto gia' partiti in 1 negozio su 3 in tutta Italia. Lo afferma il Codacons, secondo cui gli esercenti applicano gia' sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati. Secondo l'associazione dei consumatori, nessuna impennata delle vendite e' tuttavia prevista durante i saldi invernali, ma crescera' il numero di famiglie che potra' permettersi qualche acquisto durante il periodo di sconti.
In base all'indagine sulla propensione all'acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons, emerge una leggera crescita nel numero di famiglie che decidera' di approfittare degli sconti per fare qualche acquisto – spiega l'associazione – Quest'anno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfittera' dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che restera' sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l'eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. "I cittadini arrivano all'avvio degli sconti di fine stagione col portafogli gia' svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E' quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore liberta' di scelta ai commercianti".

Come ogni anno il Codacons diffonde il decalogo con i 10 consigli d'oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza:

1) Conservare sempre lo scontrino: non e' vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante e' obbligato a sostituire l'articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non e' possibile, ad esempio perche' il prodotto e' finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto.

2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce "Saldo" deve essere l'avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei piu' svariati articoli. E' improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori.

3) Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si puo' cosi' verificare l'effettivita' dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi.

4) Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: cosi' si e' meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bonta' dell'articolo guardando l'etichetta che descrive la composizione del capo d'abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di piu' delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualita'. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. –

5) Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio cosi' da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all'acquisto). Un commerciante, salvo nell'Alta moda, non puo' avere, infatti, ricarichi cosi' alti e dovrebbe vendere sottocosto.

6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia' il prezzo o la qualita' in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell'acquisto.

7) Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla "nuova". Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce.

8) Per la prova dei capi, non c'e' l'obbligo. E' rimesso alla discrezionalita' del negoziante. Il consiglio e' di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.

9) Nei negozi che espongono in vetrina l'adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante e' obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.

10) Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani.(AGI)

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Roma – Saldi al via, da domani, in Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d'Aosta e il 5 gennaio in tutte le altre Regioni. Secondo le stime dell'Ufficio Studi di Confcommercio ogni famiglia, in occasione dei saldi invernali 2016, spendera' 346 euro per l'acquisto di capi d'abbigliamento, calzature ed accessori (il 3% in piu' rispetto all'anno scorso), per un valore complessivo di 5,4 miliardi di euro.

Secondo un'indagine svolta sui consumatori, e' in leggera crescita la percentuale di italiani che, rispetto a dodici mesi fa (saldi gennaio 2015) e' intenzionata ad approfittare dei saldi invernali 2016. Saranno il 55%, quota di oltre quattro punti superiore rispetto a quella registrata in occasione del gennaio 2015. Tra coloro che non utilizzeranno i saldi quasi due su tre hanno acquistato a saldo almeno una volta in passato. Gli italiani acquisteranno in saldo prevalentemente capi di abbigliamento, calzature, accessori (sciarpe e guanti) e biancheria intima. In leggera flessione gli articoli sportivi e i prodotti di pelletteria.

Il 41% dei consumatori sperimentera' punti vendita differenti da quelli che frequentano abitualmente, spesso alla ricerca di un prezzo "piu' competitivo". Tale quota, supera di quasi quattro punti percentuali quella rilevata in occasione del gennaio 2015.
A sperimentare negozi "diversi" saranno in prevalenza soggetti di genere femminile, in eta' compresa tra i 18 e i 44 anni, residenti nelle grandi aree metropolitane, in possesso di un titolo di studio medio. Le famiglie. Del tutto evidente l'esigenza dei consumatori di cercare il prezzo piu' basso nei negozi che non si frequentano abitualmente.

Ad ogni modo, piu' del 42% degli italiani considera "importante" il periodo dei saldi. La quota e' in crescita rispetto a quella registrata lo scorso anno (41,9%) coerentemente con la crescita della percentuale di coloro che si appresteranno a fare acquisti a saldo. In leggera flessione la percentuale degli italiani che attendono il periodo dei saldi per acquistare qualsiasi tipo di prodotto. Tale quota, in diminuzione rispetto allo scorso anno, e' un segno forse della crisi lasciata alle spalle. Attendono i saldi per acquistare qualsiasi tipo di prodotto soprattutto i soggetti di genere femminile, i consumatori in eta' superiore ai 45 anni, residenti nelle grandi aree metropolitane e nelle regioni del Mezzogiorno, le famiglie. 

 L'84,5% dei consumatori ha approfittato dei saldi almeno una volta in passato. Tra questi, due su tre non hanno mai acquistato merce per un valore superiore al 30% di quella totale che sono soliti comperare nel corso di un anno intero. Dall'indagine emerge inoltre che gli italiani stanno ricominciando a dare maggiore importanza alla qualita' dei prodotti rispetto al prezzo. La quota dei consumatori che attribuiscono maggiore importanza al prezzo e' in flessione rispetto ai saldi 2015 di 1,5 punti percentuali. Attribuiscono maggiore importanza al prezzo soprattutto i soggetti di genere maschile in eta' avanzata, residenti nelle regioni del Mezzogiorno e nelle grandi aree metropolitane, in possesso di un titolo di studio medio/basso.

Infine, aumenta la percentuale dei consumatori che si sentono tutelati acquistando a saldo mentre scende lievemente la percentuale dei consumatori che ritiene che acquistare presso i siti sia piu' conveniente piuttosto che non l'acquisto presso i punti di vendita tradizionali (il 51,4% degli italiani ha effettuato acquisti su internet almeno una volta nel passato). Per quanto riguarda le aspettative delle imprese, il 22,3% ritiene che in occasione dei prossimi saldi invernali i propri punti di vendita saranno visitati in misura maggiore rispetto alla stagione precedente. Quelle che proporranno mediamente non oltre il 30% di sconto sugli articoli posti in saldo sono circa il 56,8%. Lo scorso anno erano piu' del 62%, superiori di quasi sei punti percentuali.

Anche sulle aspettative nei ricavi si riflettono le speranze di una stagione di saldi al rialzo in termini di incidenza sul totale delle vendite annuali. Le imprese del commercio al dettaglio che sostengono che, in questo senso, i saldi invernali 2016 incideranno non oltre il 20% sulle vendite totali sono il 74,6%, undici punti percentuali in meno rispetto a dodici mesi fa. Infine, il 76,9% delle imprese del commercio al dettaglio si e' detto favorevole alla proposta di Federmodaitalia di posticipare la data di avvio dei saldi a fine gennaio a partire dal 2017 mentre il 63,1% si dichiara contraria alla liberalizzazione totale dei saldi tutto l'anno. La maggior parte invece non e' d'accordo con l'ipotesi di liberalizzare le vendite promozionali anche prima dei saldi. Quasi il 73% delle imprese del commercio ritiene che le promozioni libere prima dei saldi danneggerebbero le vendite del mese di dicembre. In particolare a pensarla cosi' sono maggiormente le imprese del Nord-Est, di dimensioni dai 10 ai 19 addetti. (AGI)

(1 gennaio 2016)

Roma – Viaggiare in autostrada da domani sara' piu' costoso. Entrano in vigore gli adeguamenti delle tariffe di pedaggio con un aumento medio dello 0,86%. Sulla rete di Autostrade per l'Italia l'incremento sara' dello 1,09%. Secondo quanto riferisce una nota, "sono stati firmati, infatti, i Decreti Interministeriali di concerto tra il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Ministro dell'Economia e delle Finanze". "Quest'anno, in particolare, per tutte le Societa' per le quali e' in fase di aggiornamento il relativo Piano Economico Finanziario – si legge ancora – gli aumenti tariffari sono stati provvisoriamente sospesi, posticipandone l'eventuale adeguamento all'approvazione dei suddetti piani.L'aumento medio attualmente riconosciuto, calcolato sui veicoli-km che si prevede saranno percorsi sull'intera rete autostradale nel 2016, risulta pari allo 0,86%".
Nel dettaglio, i Decreti Interministeriali hanno riconosciuto i seguenti adeguamenti:

Asti-Cuneo S.p.A. 0,00%;

ATIVA S.p.A. 0,03%;

Autostrada del Brennero S.p.A. 0,00%;

Autovie Venete S.p.A. 0,00%;

Brescia-Padova S.p.A. 0,00%;

Consorzio Autostrade Siciliane 0,00%;

CAV S.p.A. 0,00%;

Centro Padane S.p.A. 0,00%;

Autocamionale della Cisa S.p.A. 0,00%;

Autostrada dei Fiori S.p.A. 0,00%;

Milano Serravalle Milano Tangenziali S.p.A. 0,00%;

Tangenziale di Napoli S.p.A. 0,00%;

RAV S.p.A. 0,00%;

SALT S.p.A. 0,00%;

SAT S.p.A. 0,00%;

Autostrade Meridionali (SAM) S.p.A. 0,00%;

SATAP Tronco A4 S.p.A. 6,50%;

SATAP Tronco A21 S.p.A. 0,00%;

SAV S.p.A. 0,00%;

SITAF S.p.A. 0,00%;

Torino – Savona S.p.A. 0,00%;

Strada dei Parchi S.p.A. 3,45%;

Bre.be.mi. 0,00%,TEEM 2,10%

Pedemontana Lombarda 1,00%
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