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(AGI) – Roma, 15 gen. – Avvio in leggero calo per le borse europee. Londra scende dello 0,15% a 5.909,44 punti. A Milano l’indice Ftse Mib segna -0,19% e 19.766 punti. Parigi arretra dello 0,17% a 4.312,89 punti e Francoforte cede lo 0,16% a 9.778,36 punti. (AGI)

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(AGI) – Roma, 15 gen. – Il mercato dell’auto chiude il 2015 in Europa con una crescita del 9,3% a 13.713.526 unita’. Lo rileva l’associazione dei produttori Acea. In Italia la crescita e’ stata del 15,8%, in Spagna del 20,9%, in Francia del 6,8%, in Germania del 5,6% e in Gran Bretagna del 6,3%. A dicembre le vendite di auto in Europa sono salite del 15,9% a 1,153.982 unita’. In Italia l’aumento e’ stato del 18,7%, in Spagna del 20,7% e in Francia del 12,5%. Nel 2015, spiega l’Acea , la crescita e’ stata positiva ma in termini assoluti e risultati restano bassi.
Fca ha chiuso il 2015 con vendite in crescita del 13,6% rispetto al 2014 a 872.500 auto. La quota di mercato e’ cresciua al 6,1%. Il risultato, spiega Fca in una nota, e’ stato “superiore a quelli di mercato in quasi tutti i principali paesi: +18,3% in Italia, +7% in Germania, +13,9% in Francia e +29,5% in Spagna”.(AGI)
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(AGI) – Shanghai, 15 gen. – L’indice Csi della borsa di Shanghai chiude in calo del 3,55%, per i timori sul rallentamento dell’economia cinese. Lo Shanghai Composite Index resta sotto quota 3 mila a 2.900,97 punti, mentre l’indice arretra del 3,40%. (AGI)

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(AGI) – Shanghai, 15 gen. – I prestiti bancari scendono fortemente in Cina dicembre. Lo annuncia la banca centrale, secondo la quale i nuovi prestiti a dicembre arretrano a 597,8 miliardi di yuan (91,1 di dollari) dai 708,9 miliardi di yuan di novembre, probabilmente per un calo della domanda. Pechino ha tagliato sei volte i tassi di interesse dal 2014 e ha anche ridotto la percentuale di riserve obbligatorie delle banche. Nel 2015 i prestiti in yuan hanno toccato gli 11.720 miliardi di yuan. (AGI)

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(AGI) Tokyo, 15 gen. – L’indice Nikkei della borsa di Tokyo ha chiuso con una perdita dello 0,54%, appesantito da un cambio di direzione dello yen. Alla chiusura degli scambi, l’indice di riferimento dei 225 principali titoli registrava un calo di 93,84 punti, chiudendo a 17.147,11. Il Nikkei ha perso il 3,1% sulla settimana e il 9,91% dall’inizio dell’anno, il peggiore avvio borsistico dal 1949, con una sola seduta positiva su nove sessioni
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(AGI) – New York, 14 gen. – Wall Street ha chiuso in rialzo. Il Dow Jones ha registrato un aumento dell’1,41%, pari a 227,64 punti, e si e’ portato a quota 16.379,05. Il Nasdaq ha guadagnato l’1,97 % e si e’ fermato a quota 4.615
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Roma – Nuova bufera nel settore dell'auto: stavolta sotto la lente è la francese Renault, sospettata di frode sulle emissioni, e la notizia di perquisizioni in numerosi uffici e impianti fa cadere a picco il titolo, che registra perdite fino a oltre il 20%, e trascina al ribasso anche i listini europei, i quali estendono ulteriormente le perdite a metà seduta. Secondo quanto riportato dai sindacati, la polizia francese ha eseguito una serie di perquisizioni in numerosi uffici e impianti del costruttore. Dal momento che l'attenzione degli inquirenti si è concentrata sulle aree di test per i motori, sembra che Renault possa avere inserito nelle sue vetture un software in grado di eludere i controlli sulle emissioni, come quello scoperto su centinaia di migliaia di auto diesel di Volkswagen. La notizia di possibili 'trucchì è stata però seccamente smentita dalla Casa francese: confermando le ispezioni della polizia anti frode, fa sapere infatti che non è stato trovato alcun sowtfare fraudolento che consenta di aggirare i testi sulle emissioni, come quelli trovati invece sulle vetture Volkswagen. Scende in campo anche il governo francese: il caso non è in alcun modo paragonabile allo scandalo Volkswagen, ha dichiarato il ministro dell'Economia di Parigi, Emmanuel Macron, che mantiene la sua "fiducia" nella Renault: "Non c'è nessuna prova contro". Il titolo Renault ha chiuso in Borsa con una flessione del 10,28% a Parigi. Male anche Volkswagen (-3,7%), Daimler (-3,5%) e Peugeot (-5%). Flessione del 7,94% per Fca, che paga le voci secondo cui le vendite in Russia avrebbero subito un drastico calo. Per gli analisti la diminuzione avrebbe toccato il 47%, mentre la stampa locale la calcola al 36%.

Intanto, il sito Automotive News pubblica la notizia che due concessionari di Chicago hanno denunciato il gruppo Fca accusandolo di averli costretti a gonfiare i dati sulle vendite. Mike Palese, un portavoce di Fca Us, ha detto che il gruppo "non ha ricevuto alcuna citazione e non può commentare finché non avremo l'opportunità di studiare di cosa siamo accusati". Pronta la replica del Lingotto che fa presente come "l'atto di citazione non sia ancora stato notificato". Ciononostante, la società si dice convinta del fatto che "la causa sia infondata e sia stata promossa dal legale interno del concessionario proprio nel momento in cui Fca Us discuteva con il gruppo del concessionario della necessità che quest'ultimo rispettasse i propri impegni in base a taluni dei contratti di concessione". Nella nota, la società ricorda di aver appreso che "un concessionario negli Stati Uniti ha promosso contro FCA US LLC (FCA US) una causa nella quale sostiene che FCA US gli avrebbe offerto incentivi finanziari affinché registrasse falsamente le vendite, riportando vendite al dettaglio in un determinato mese e cancellandole in quello successivo". La società "ha piena fiducia nella integrità dei suoi processi di business e dei suoi rapporti con la rete e intende difendere vigorosamente il caso". (AGI)

(14 gennaio 2016)

Roma – (di Massimo Maugeri) Il governo Renzi "fa benissimo a chiedere con forza all'Unione europea che ci si concentri finalmente sulla crescita anziche' sull'austerita'. E' la cosa piu' intelligente che un governo possa fare in questa fase". Il premio Nobel per l'economia Amartya Sen sbarca a Roma per partecipare a un convegno su Piero Sraffa all'Accademica dei Lincei, si scusa con l'umilta' di un gentiluomo del secolo scorso mentre prega il pubblico di avere un po' di pazienza ("scusate ma prima devo ritrovare mia moglie"). Poi quasi si commuove incontrando Giorgio Napolitano, lo abbraccia, ricorda di un caffe' preso assieme a Cambridge, in un tempo imprecisato del secolo scorso. Infine si ferma per un colloquio faccia a faccia con l'AGI.

L'occasione e' la presentazione del catalogo della biblioteca di Sraffa, una delle piu' importanti raccolte di volumi del XX secolo. Sen infila aneddoti divertenti e ricordi appassionati, incanta la platea rievocando i giorni a Cambridge dell'economista torinese, cita le lettere dal carcere di Antonio Gramsci, racconta sorridendo che Sraffa prima si appassiona e poi smonta pezzo a pezzo l'impianto teorico del 'Tractatus' di Wittgenstein, intellettuale 'cool' della fine degli anni '20 adorato dalla pubblicistica del tempo. Un pensatore talmente 'a la page' nel mondo accademico europeo a cavallo tra le due guerre che non viene risparmiato dalla perfida e britannica ironia di John Maynard Keynes: in una lettera alla moglia Lydia Lopokova e riferendosi a Wittgenstein in arrivo a Cambridge, ricorda Sen, il grande economista scrive: "Bene, Dio e' arrivato. Andro' a incontrarlo al treno delle 17 e 05".

Sen annuisce con trasporto al racconto di Maurizio Mattioli, figlio di Raffaele, che ricorda la passione bibliofila ai limiti del feticismo che univa il padre, gran borghese e banchiere illuminato della finanza laica, a Luigi Einaudi, una sorta di competizione iniziatica per accaparrarsi le edizioni piu' raffinate di volumi rari ("amavano entrambi raccogliere gli scritti economici degli uomini di lettere, da Defoe a Thomas de Quincey a Walter Scott"). Solo alla fine il filosofo ed economista indiano si ferma per affrontare i temi di piu' stretta attualita', spiega che "il rallentamento della Cina e' l'evento centrale di questa fase. Pechino e' una parte molto grande dell'economia globale, e qullo che accade li' e' di certo ben piu' importante di quello che puo' succedere in India o Brasile che hanno altri problemi. Oggi il vero nodo dell'economia del mondo e' la Cina". Infine il premio Nobel si sofferma sull'Europa, respinge di nuovo l'equivoco di chi ha voluto arruolarlo tra i nemici dell'euro e dice che fa bene Matteo Renzi a 'stressare' l'Europa sulla crescita. "Io non ho mai criticato la costruzione europea, tutt'altro", premette. "L'Europa che ho in mente e' ancora quella di Ventotene. Semmai non ho condiviso la creazione di una unione monetaria sganciata da una costruzione politica. Quindi se oggi un governo fa sentire la sua voce a Bruxelles per chiedere che si faccia di piu' per la crescita e si smetta di pensare solo all'austerita', credo che quel governo stia facendo la cosa piu' intelligente che si possa fare". Anche se credo del resto che la crescita non sia sufficiente da sola, prendiamo il caso dell'India che cresce a ritmi vertiginosi ma che poi non fa abbastanza per la salute dei suoi cittadini o per la scuola. E' il welfare che va sostenuto. La leadership europea, compresa la Bce a partire dal 2008 si e' mossa sulla linea sbagliata. Ben venga quindi se si cambia registro". Sen conclude cosi' come ha iniziato, con un sorriso gentile. Fuori della porta, la sua terza moglie, Emma Georgina Rotschild, lo aspetta. (AGI)

 

Parigi – Le emissioni delle auto diesel Renault sono risultate superiori a quelle consentite, ma sui motori non sono stato trovati software 'truccati'. Lo ha detto il ministro dell'Ambiente, Segolene Royal, dopo la diffusione dei risultati dei test effettuati da una commissione ad hoc, che ha riscontrato emissioni di anidride carbonica e diossido di azoto nelle vetture Renault e in quelle di due case automobilistiche non francesi.

(14 gennaio 2016)