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Orange1, la holding guidata da Armando Donazzan, ha fondato Foundry, una nuova societa' con cui vuole conquistare la leadership nel settore della pressofusione in alluminio Made in Italy, raggiungendo con questa divisione i 150 mln di ricavi entro il 2020. Il Gruppo di Arsie' (Belluno) è già il primo in Europa nel settore dei motori elettrici asincroni monofase e trifase e a oggi vede un fatturato di circa 200 milioni di euro, realizzato grazie a 13 società, 1.200 dipendenti e 11 stabilimenti produttivi.

Orange1 Foundry nasce dall'accordo siglato con la divisione di Industrie Pasotti in Sabbio Chiese (Brescia) specializzata nella pressofusione di alluminio, leader nella fornitura di particolari per il settore del "bianco" e con un fatturato annuo di 40 milioni di euro; si tratta di un accordo che porta a termine il progetto di Orange1 sulla divisione pressofusione in alluminio iniziato a fine del 2014 con l'acquisizione della società Metalpres. "Questo è solo l'inizio di un obiettivo molto più ambizioso – sottolinea il presidente di Orange1 Armando Donazzan – L'obiettivo aziendale è di raggiungere un fatturato di 150 milioni di euro entro il 2020 nella divisione alluminio e ulteriori 3 plant di produzione di cui uno in Nord America. L'operazione Orange1 Foundry porterà il gruppo ad un fatturato di 80 milioni di Euro nella sola divisione della pressofusione in alluminio; quello che però ritengo fondamentale sottolineare è che ci consentirà di ampliare ulteriormente il nostro portafoglio prodotto e clienti grazie ad un know how che oggi pochi vantano a livello europeo". 

Nuova rottamazione delle cartelle Equitalia, riapertura dei termini per aderire alla vecchia definizione agevolata, una prima sforbiciata da un miliardo agli aumenti Iva del 2018, un nuovo pacchetto di misure a favore delle imprese, il prestito aggiuntivo all’Alitalia, la revisione dei poteri speciali del governo sulle società pubbliche e una norma 'antiscorrerie' contro le scalate ostili (che non riguarda il caso specifico Vivendi-Tim). Queste, come si legge sul Corriere della Sera, le principali novità del decreto fiscale approvato venerdì dal governo che anticipa una parte delle misure della manovra di bilancio del 2018, attesa in Consiglio dei ministri lunedì prossimo.

Decreto approvato "salvo intese"

Il provvedimento è stato varato “salvo intese” e, si legge sul Sole 24 Ore, dunque il testo potrà subire alcuni rimaneggiamenti. Il decreto fiscale prevede, tra le altre norme, anche la proroga del prestito ponte per Alitalia. È stata inoltre una norma che apre sul diritto d’autore, consentendo, a determinate condizioni, di bypassare l’obbligatoria intermediazione della Siae.

Le misure in dettaglio

Neutralizzazione aumento Iva 

Il decreto reperisce ulteriori risorse per evitare l'aumento delle aliquote Iva previsto nel 2018, che sarà completamente neutralizzato con le misure che saranno adottate con la legge di bilancio. A quanto apprende il quotidiano di Confindustria, l'ammontare sminato sarebbe di circa un miliardo di euro. Nella Nota di aggiornamento al Def, il governo si è impegnato ad eliminare totalmente le clausole che porterebbero l'anno prossimo ad aumenti dell'aliquota per 15,7 miliardi di euro.

La norma anti scalate ostili

È stata inserita anche una norma antiscorrerie contro le scalate ostili. Il provvedimento, a quanto risulta, sarà applicato per ora solo alle aziende extra europee che acquisiranno quote del capitale di società italiane superiori al 10%. In questo caso potrebbero scattare obblighi e paletti per evitare scalate ostili e al di fuori di ogni controllo. Fra le condizioni previste, potrebbe esserci anche quella di spingere l’impresa “nemica” a dichiarare in anticipo il piano industriale e gli obiettivi dell’acquisizione.

In pratica chi acquista quote in società quotate in Borsa sopra la soglia del 10% dovrà rispettare una serie di obblighi di comunicazione per chiarire le finalità dell’operazione. L’Esecutivo aveva posto la necessità di un provvedimento in materia dopo la scalata di Vivendi a Mediaset.

Rottamazione bis delle cartelle fiscali 

Per quanto riguarda la rottamazione bis, riguarda i ruoli fiscali e contributivi pendenti dal primo gennaio al 30 settembre 2017. Il pagamento può essere effettuato in massimo cinque rate di pari importo, da pagare, rispettivamente, nei mesi di luglio, settembre, ottobre, novembre e febbraio 2019. L’Agente della riscossione stilerà la proposta con gli importi da pagare, in base alle cartelle pendenti entro il 31 marzo e il contribuente potrà presentare una richiesta di adesione entro il 15 maggio 2018. Si riapre inoltre fino a tutto novembre il termine per il pagamento per chi avesse saltato le prime due rate di luglio e settembre.

Chi aveva un piano di rateizzazioni di vecchie cartelle ma non ha poi pagato gli importi alle date dovute non poteva aderire alla rottamazione. Ora questo invece sarà possibile.

Fondo per le piccole e medie imprese 

La dotazione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese è incrementata di 300 milioni di euro per l’anno 2017 e di 200 milioni di euro per l’anno 2018.

Proroga del prestito ponte Alitalia 

E' esteso sino al 30 aprile 2018 il termine per l'espletamento delle procedure di cessione dei complessi aziendali che fanno capo ad Alitalia e delle altre società del medesimo gruppo in amministrazione straordinaria, che sono in corso di svolgimento.

Il prestito statale oneroso, già disposto in favore di Alitalia viene integrato fino al 30 settembre 2018, nella misura di 300 milioni di euro, per garantire la continuità del servizio di trasporto aereo fino all'effettivo trasferimento dei complessi aziendali.

Gli altri provvedimenti 

  • Split payment alle società controllate dalla Pa
    Viene esteso a tutte il meccanismo della scissione dei pagamenti dell'Iva sull'acquisto di beni e servizi. 
  • Golden power rafforzata
    Tra i settori strategici sui quali il governo potrà far sentire la propria voce intervenendo con misure vincolanti e sanzioni viene conserito anche quello della sicurezza e all’ordine pubblico. Ma sarà applicabile solo per le aziende extra-Ue e, quindi, non per Vivendi.
  • Norma che apre su diritto autore 
    Tutti gli organismi di gestione collettiva operanti nel territorio dell'Unione, purché no profit e di proprietà degli autori (i cosiddetti organismi di gestione collettiva), possono procedere alla raccolta dei diritti senza intermediazione della Siae.
  • Credito d'imposta per la pubblicità sui media
    Le imprese e i lavoratori autonomi possono fruire anche per gli investimenti sostenuti nella seconda metà del 2017 del credito di imposta previsto per le campagne pubblicitarie su quotidiani, periodici, radio e tv locali.  
  • Missioni internazionale e di polizia 
    Rifinanziamento delle missioni internazionali all’estero e l’individuazione di nuove risorse per la rideterminazione del piano assunzioni straordinarie di tutte le forze di polizia.
  • Generali in carica tre anni 
    Gli incarichi per generali e ammiragli potranno durare al massimo tre anni e non potranno essere prorogati o rinnovati.
  • Missioni per migranti 
    Personale delle prefetture sarà inviato all’estero per dare attuazione agli accordi internazionali in materia di immigrazione. Stanziato un milione di euro per ciascuno degli anni del triennio 2018-20.
  • Alluvione di Livorno, sospensione rate 
    Versamenti e adempimenti tributari sospesi a Livorno e negli altri Comuni colpiti dall’alluvione del 9 e 10 settembre (Rosignano Marittimo e Collesalvetti) fino 16 ottobre 2018.
  • Bonifica Bagnoli e rigenerazione Matera 
    Nuove risorse per la bonifica e il rilancio di Bagnoli e per «la rigenerazione urbana» di Matera. A Bagnoli sono assegnati 164 milioni di euro per il 2017, a Matera 3 milioni.

 

"Imparate il coding. Non perché vi vorrei tutti programmatori, ma serve ad aprire la mente". È questo il messaggio principale che Tim Cook, amministratore delegato di Apple, ha voluto lasciare a un migliaio di studenti italiani riuniti al teatro Odeon di Firenze. Cook, accolto da un vero e proprio tifo da stadio, ha risposto alle domande prima della giornalista Maria Latella, poi degli stessi studenti, chiamati per il 18esimo anniversario dell'Osservatorio Permanente Giovani – Editori di Andrea Ceccherini. E ha auspicato che tutti imparino il linguaggio di programmazione delle app. Il numero uno di Apple ha affrontato poi alcuni temi di grande attualità. Dalla web tax alle fake news, fino alla realtà aumentata.

"Apple è l'azienda che paga più tasse. Ok le regole fiscali, ma riguardino il futuro, non il passato"

Sulla web tax Cook precisa che una multinazionale dovrebbe pagare le tasse dove crea valore. "La nostra è l'azienda che paga più tasse al mondo. – spiega – Ora l'Europa ci chiede di pagare le tasse in ogni paese dove vengono commercializzati i nostri prodotti, non più solo in Irlanda, e lo faremo. Però credo che una multinazionale dovrebbe pagare le tasse nella nazione dove viene creato il valore dei suoi prodotti con ricerca e sviluppo. Nel nostro caso lo la California" (La Stampa). E a proposito della multa annunciata lo scorso anno dal commissario Ue per la concorrenza Margrethe Vestager (qui un suo profilo, sul Corriere della Sera) precisa: "Le regole fiscali si cambiano per il futuro, non per il passato".

"Fake news peggio di errori dei giornalisti, servono a polarizzare la gente"

A proposito delle fake news e dell'informazione, tema principale dell'incontro con gli studenti, Cook spiega l'importanza dell'educazione per creare cittadini più informati: "Noi di Apple – afferma – abbiamo sempre creduto che l'educazione sia fondamentale. Il pensiero critico, come quello promosso dall'Osservatorio di Andrea (Ceccherini, ndr), serve per non cadere nella trappola delle false informazioni. Le fake news sono qualcosa di diverso da un errore commesso da un giornalista: sono informazioni create apposta per dividere le persone, polarizzare la società, creare odio. E quando nella storia la gente è stata divisa non ne è mai venuto nulla di buono" (Corriere della Sera).

"La tecnologia è neutra, realtà aumenta prossima grande rivoluzione"

Il futuro poi non deve temere l'intelligenza artificiale e la realtà aumentata che sarà la prossima rivoluzione: "Voglio sia chiaro – tiene a precisare Cook – che la tecnologia di per sè non è nè buona nè cattiva, è neutra. Diventa buona o cattiva nelle mani di chi la utilizza. L'intelligenza artificiale potrà aiutarci in futuro a dover dedicare meno tempo alle cose che amiamo meno fare, per dedicare il nostro tempo a quello che ci piace di più. Mentre la realtà aumentata mi entusiasma particolarmente, permette l'incontro del mondo reale e di quello virtuale. Immaginate di parlare di un evento storico del passato e poterlo vedere concretizzarsi davanti ai propri occhi, sarebbe fantastico" (Corriere comunicazioni). 

"Snowden? Non so bene ciò che è successo"

Ad uno studente che gli ha chiesto cosa ne pensasse del caso Snowden, l'ex agente della Cia che ha rivelato al mondo il programma di sorveglianza di massa dell'Nsa, Cook ha detto di non essere a conoscenza di quello che è successo, "non conosco i dettagli", eludendo la domanda per virare sull'importanza che ha per Apple la protezione dei dati personali di chi ha un iPhone.

"I Dreamers sono americani, hanno diritto di restare. Anche la mia famiglia è di migranti"

Ancora proposito della decisione di Trump di abrogare il permesso speciale di cittadinanza per i figli degli immigrati irregolari negli Usa, i Dreamers, spiega: "L'America è stata fondata migranti. Loro non hanno scelto di essere negli Usa, erano troppo piccoli, e oggi vivono, pagano le tasse, negli Usa e hanno diritto di rimanere" (Il Messaggero). Cook ricorda di essere anche lui figlio di immigrati, come tutti gli americani.

"La mia famiglia era della middle class, mio padre ha sempre fatto di tutto per la sua famiglia, ma faceva un lavoro che non gli piaceva. Questo mi ha fatto capire a 16 anni che la cosa più importante era fare un lavoro che mi piaceva davvero. E di essere decisi nel perseguire i propri obiettivi".

"Steve Jobs non amava gli yes man"

Immancabile la domanda su Steve Jobs, e il loro rapporto: "Era un genio, ossessionato dalla precisione. Ha scelto me come tutti i suoi collaboratori più stretti perché durante ogni discussione, anche accesa, argomentavo bene le mie posizioni. E lo apprezzava. Non ha mai amato gli 'yes man'". 

Edison ha siglato un accordo vincolante con Gas Natural Fenosa per l'acquisizione di Gas Natural Vendita Italia per 192,8 milioni di euro e del contratto per l'approvvigionamento di gas da Shah Deniz II. Edison, con questa operazione, aumenta del 50% la propria base clienti raggiungendo una massa critica che permetterà di sviluppare importanti sinergie tra le business unit della società, si legge in una nota del gruppo.

"Questa operazione rappresenta un significativo passo avanti a supporto della strategia di sviluppo di Edison per crescere nel business retail e nel mercato italiano, che sono due pilastri della strategia CAP 2030 del gruppo Edf", ha dichiarato Jean Bernard Levy, amministratore delegato e presidente di Edf e presidente di Edison.

"Oggi poniamo una pietra miliare nello sviluppo strategico di Edison in Italia. Questa operazione è una straordinaria opportunità per la nostra società: da un lato rafforziamo il nostro ruolo nel mercato retail, che e' uno dei pilastri del nostro piano di sviluppo. Dall'altro, attraverso l'acquisizione del contratto di Shah Deniz II, ampliamo il nostro portafoglio di approvvigionamento, garantendo gas a prezzo competitivo a tutti i nostri clienti e contribuendo alla sicurezza del sistema energetico italiano nel lungo periodo", ha invece affermato Marc Benayoun, Ad di Edison. 

In particolare, Edison acquisterà il 100% di Gas Natural Vendita Italia (Gnvi), attiva nella vendita di gas naturale ed energia elettrica in Italia. Il prezzo di acquisto è pari a 192,8 milioni di euro, pari a un enterprise value di 263 milioni di euro, tenuto conto del rimborso del debito e delle provisioni. Il portafoglio clienti di Gnvi al 2016 consisteva in circa 420.000 clienti residenziali e 14.000 piccole e medie imprese, equivalenti a un volume totale di gas venduto pari a 3 TWh. La maggioranza dei clienti Gnvi sono localizzati nel Centro-Sud Italia, inoltre Gnvi vende energia elettrica a circa 50.000 clienti retail e Pmi. Questa operazione rafforza la presenza di Edison nel sud dell'Italia, precisamente in Puglia, Calabria e Sicilia. Inoltre il portafoglio di Gas Natural è costituito principalmente da clienti serviti in regime di maggior tutela, affidabili nei pagamenti e con una bassa propensione allo switch. Infine, Gnvi ha circa 70 contratti nel mercato all'ingrosso e nel 2016 ha venduto circa 6 TWh ai clienti industriali e ai grossisti.

Gnvi opera anche nella manutenzione di caldaie a gas domestiche attraverso Servigas che, con oltre 90.000 contratti, rappresenta un business redditizio e sinergico alle attivita' di Edison nello stesso settore attraverso Assistenza Casa. Infine Gas Natural Vendita Italia è attiva nel settore del gas naturale compresso per il trasporto. L'acquisizione di Gas Natural Vendita Italia è soggetta all'autorizzazione dell'Antitrust europea. Edison avrà pieno controllo e consoliderà integralmente Gas Natural Vendita Italia dalla data del closing, che e' atteso tra dicembre 2017 e marzo 2018. 

Secondo l'accordo e soggetto al closing dell'acquisizione di Gas Natural Vendita Italia, Edison rileverà anche il contratto di fornitura a lungo termine del gas proveniente dal giacimento Shah Deniz da 11 TWh. Questo contratto si integra perfettamente nel portafoglio di approvvigionamento della società rafforzando la capacita' di Edison di offrire gas a un prezzo competitivo ai propri clienti e di garantire la sicurezza del sistema energetico nazionale nel lungo periodo. L'importazione di gas da Shah Deniz II è prevista iniziare alla fine del 2020 a seguito della realizzazione del gasdotto Trans Adriatic Pipeline (Tap). In particolare, il corrispettivo concordato per il totale della fornitura del contratto gas e' pari a 30 milioni di euro, dei quali 10 milioni sono un down payment (acconto) e 20 milioni sono un earn-out che verrà pagato a partire dal 2021 con la prima consegna di gas all'Italia attraverso il gasdotto Tap.

Washington  – Le scorte settimanali di petrolio Usa calano più del previsto. Secondo i dati diffusi dal dipartimento dell'Energia, nella settimana che si è chiusa il 6 ottobre gli stock statunitensi sono scesi di 2,8 milioni di barili a 462,2 milioni. Gli analisti si attendevano una flessione di 1,99 milioni. 

Snam ha concluso l'acquisizione del 100% del capitale sociale di Infrastrutture Trasporto Gas (Itg) e di una quota pari al 7,3% del capitale di Terminale Gnl Adriatico (Adriatic Lng) da Edison, dopo che si sono verificate alcune condizioni sospensive cui era subordinato il perfezionamento dell'operazione. Il controvalore complessivo dell'operazione, che avrà effetto a partire da oggi, è di 225 milioni di euro; in aggiunta, qualora Adriatic Lng sottoscrivesse nuovi contratti di utilizzo della capacità del terminale, Snam riconoscerà a Edison un potenziale ulteriore corrispettivo sotto forma di earn-out. L'investimento consente a Snam di rafforzare le proprie infrastrutture in Italia e di mettere a frutto ulteriori sinergie nella gestione integrata dell'intero sistema gas, connettendo alla rete nazionale di trasporto un punto di ingresso strategico per il mercato italiano del gas naturale.

Con una capacità annuale pari a 9,6 miliardi di metri cubi, Itg è il terzo operatore italiano nel trasporto del gas naturale e gestisce il metanodotto che si estende per 83,3 km tra Cavarzere (Veneto) e Minerbio (Emilia Romagna), collegando il terminale di rigassificazione Adriatic Lng alla rete nazionale all'altezza di Minerbio. Adriatic Lng è proprietaria del rigassificatore di Rovigo, il più grande terminale Gnl in Italia e la maggiore infrastruttura offshore per lo scarico, lo stoccaggio e la rigassificazione. Operativo dal 2009, ha contratti assicurati a lungo termine per circa l'80% della capacità e a medio termine per circa il 12%. La sua capacità di rigassificazione annua è pari a circa 8 miliardi di metri cubi, corrispondente al 50% della capacità di importazione di Gnl italiana e a oltre il 10% del consumo nazionale di gas. 

A qualche settimana dall’annuncio della cancellazione di 400mila voli Ryanair, la compagnia irlandese low cost, sembra essere vicina ad una vera e propria crisi finanziaria: i rimborsi dei biglietti potrebbero costargli 35 milioni di euro.

La 'fuga' dei piloti

In 850 sono andati via

Ma non è solo questo a preoccupare i vertici della compagnia: in primis c’è la questione della fuga dei piloti, solo nell’ultimo anno sarebbero ben 700 quelli che hanno lasciato Ryanair. A cui si devono aggiungere altri 150 colleghi, dimessisi tra la primavera e l’estate, per trasferirsi ad altre compagnie come Norwegian Air, EasyJet, British Airways, Iberia, Aer Lingus, Vueling e Lufthansa. Tra le cause principali dei trasferimenti, oltre alla bassa retribuzione, ci sarebbe anche quella dei turni di lavoro impossibili. Una vicenda complicata che nasconde dubbi sulla reale strategia della compagnia low cost più famosa d’Europa.

Il dubbio sulle ferie ‘impreviste’

Un piano ferie del personale sembra essere il motivo che ha messo in ginocchio la compagnia di Michael O’Leary. “A dire il vero – spiega a Panorama Andrea Boitani, economista dell’Università Cattolica ed esperto di trasporto aereo – non c’è una spiegazione plausibile per un evento di questo tipo. A mia memoria, in passato, non è mai accaduto che una compagnia aerea possa aver sbagliato in maniera così clamorosa il piano ferie. Tanto clamoroso, da rendere in effetti poco credibile la cosa”.

Voli cancellati nelle rotte “dove non guadagna”

Ryanair ha cancellato 34 rotte fino al prossimo marzo — oltre ai 2.100 voli nel periodo settembre-ottobre — per risolvere davvero la questione dei turni dei piloti o ha approfittato della situazione per tagliare le destinazioni in perdita, pure quelle dove ha accordi di co-marketing come lo scalo di Trapani? La domanda – scrive ancora il Corriere – se la pongono gli esperti di Aviation Analytics, società che studia il mercato dell’aviazione e le performance delle compagnie aeree, davanti ai risultati del loro studio: prese le performance delle rotte principali interessate dalle cancellazioni quasi tutte comportano perdite economiche per la principale low cost europea. In media: 8 euro di rosso, per posto offerto, contro un profitto di 3 euro di media in tutto il network.

Gli analisti hanno sfruttato il loro database — pieno di cifre, tariffe medie, passeggeri trasportati, costi di gestione e altro ancora — di 23 rotte non stagionali (quindi che durano tutto l’anno) sulle 34 cancellate lo scorso 27 settembre da Ryanair, assieme alla messa a terra di 25 velivoli, ufficialmente «per eliminare ogni rischio di cancellazione futura». Ma la verità, secondo la società di consulenza, sarebbe un’altra. Sulle 23 rotte cancellate il vettore irlandese guadagna in soltanto due, in altre due i ricavi sono pari a zero, mentre nelle restanti diciannove si stima una perdita, «anche di 29 euro a passeggero» che si trasformerebbe – per ogni suo Boeing 737 da 189 sedili – in 5.481 euro di negativo per ogni volo su quella tratta.

Caccia di piloti dalle rivali

La strategia di Ryanair

La strategia di Ryanair queste settimane si gioca su un doppio livello – interno ed esterno – così come viene sintetizzato nel bollettino che il capo del personale della low cost irlandese, Eddie Wilson, ha inviato mercoledì 11 ottobre e di cui il Corriere della Sera è entrato in possesso. Se da un lato la compagnia aerea vuole risolvere le frizioni con i suoi dipendenti mettendo a disposizione retribuzioni “superiori alle concorrenti anche del 27%”, dall’altro cerca di reagire proprio alle rivali che in questi mesi hanno portato via decine di piloti proprio a Ryanair. E ribadendo, ancora una volta, che “non ci sarà alcun dialogo con le sigle sindacali, si parlerà soltanto con i nostri Erc (gli organismi di rappresentanza del personale di Ryanair, ndr)”.

“Da gennaio reclutati 830 piloti”

Nel documento Wilson fa il punto sulla situazione, ricordando i 25 aerei che saranno messi a terra — da novembre 2017 a marzo 2018 — “per proteggere il tasso di puntualità degli altri 330 velivoli”, a dimostrazione “che prenderemo decisioni dolorose pur di salvaguardare il nostro business”. “Dal 1° gennaio 2017 ne abbiamo reclutati 830, nelle ultime dodici settimane 210 hanno concluso l’addestramento”. Accusa la disinformazione che c’è stata negli ultimi tempi e sottolinea che ogni contrattazione avverrà con gli Erc, “democraticamente votati in tutte le 86 basi di Ryanair” e che scadranno, “per la maggior parte tra il 2020 e il 2022”.

Cade la prima testa: se ne va il direttore operativo

La low-cost di Michael O'leary – scrive Repubblica – ha accettato le dimissioni presentate da Michael Hickey, direttore operativo da circa tre anni e collaboratore di lunga durata (lavorava in Ryanair da quasi trent'anni).

Hickey si è sentito responsabile per il caos, che ha causato gravi danni economici alla compagnia aerea, ed ha annunciato che lascerà il posto entro tre settimane.


Leggi anche: Dopo il caos voli, Ryanair vede cadere una testa eccellente

E.On ha acquisito una quota in b.ventus, startup tedesca che ha sviluppato una soluzione che permette ai clienti di produrre direttamente energia eolica in maniera facile e veloce. L'elemento chiave, spiega un comunicato, "è una pala eolica appositamente progettata a questo scopo. Con una torre eolica di trenta metri di altezza minima, la pala può essere installata facilmente. Può anche essere integrata in impianti di generazione già esistenti, come impianti fotovoltaici e di cogenerazione". E.On ha effettuato l'investimento nell'ambito di ":agile", l'acceleratore e incubatore con cui sostiene le startup del mondo dell'energia, tramite le controllate Avacon ed E.Dis. Anche E.On Kundenservice Netz ha acquisito una quota, così come le società Fallersleber Elektrizitats-Aktiengesellschaft (FEAG) e Leitner Group. "Abbiamo scelto b.ventus perché l'azienda ha sviluppato un'idea di business innovativa e promettente che vogliamo lanciare" ha commentato Alexander Montebaur, ceo di E.Dis aggiungendo che "ci offre anche l'opportunità di lavorare a stretto contatto con altre società del gruppo, con una media impresa molto conosciuta e con uno dei nostri partner locali".

Total, il colosso francese del petrolio, e l'Ufficio Nazionale del Petrolio della Guinea (ONAP) in Africa occidentale hanno firmato un accordo di valutazione tecnica per studiare aree offshore profonde e ultra profonde situate al largo della costa della Guinea Conakry, in un'area che copre circa 55.000 chilometri quadrati. Lo ha annunciato la compagnia francese in un comunicato stampa dello scorso 9 ottobre. "Con questa posizione su una nuova area sotto-esplorata, Total prosegue la sua strategia di esplorazione che guarda al potenziale di bacini off-shore profondi", ha dichiarato Kevin McLachlan, Senior Vice President per Exploration & Production in Total. "Total ha, pertanto, la possibilità di valutare un'area molto ampia, situata in un'area estesa del bacino produttivo Mauritania/Senegal dove siamo gia' presenti. Ciò ci permetterà di capitalizzare il nostro know-how e l'esperienza acquisita in Africa occidentale".  
Secondo i termini di questo accordo, Total avrà un anno per valutare il potenziale del bacino sulla base dei dati esistenti. Alla fine di questo periodo, il gruppo selezionerà tre licenze per avviare un programma di esplorazione. Come parte dell'accordo, Total preparerà attraverso un training specifico anche il personale ONAP per sviluppare le proprie competenze tecniche nell'esplorazione e nella produzione. Total, secondo i dati diffusi dalla compagnia francese, è il primo distributore di prodotti petroliferi in Guinea. Attivo nel Paese nelle attività di Marketing & Services attraverso la sua affiliata Total Guine'e, il Gruppo possiede una rete di vendita di 150 stazioni di servizio e una quota del 47% della SGP (entità che gestisce le scorte nazionali). Total Guine'e è presente anche nelle attività di aviazione operanti attraverso il deposito di carburanti locale SOMCAG (con una quota del 66%). 

L'Agenzia internazionale dell'Energia (Aie) mantiene le previsioni di crescita della domanda mondiale di petrolio per il 2017-2018. Nel suo rapporto mensile, l'agenzia conferma dunque le stime al rialzo degli scorsi mesi. Il ritmo di crescita della domanda ha rallentato nel terzo trimestre per il calo estivo e per l'impatto negativo degli uragani Harvey e Irma sulla domanda americana, che hanno riportato a livelli normali la domanda a luglio e agosto dopo un secondo trimestre "molto forte", grazie alla ripresa economica in corso nei paesi Ocse. L'Aie registra un rialzo a 1,6 milioni di barili al giorno delle sue stime sulla crescita della domanda mondiale di petrolio quest'anno, portandole a un totale di 97,7 milioni. La crescita per il 2018 dovrebbe rallentare a 1,4 milioni di barili al giorno per raggiungere quota 99,1 milioni. Sul fronte dell'offerta, la produzione dei Paesi Opec è rimasta praticamente stabile a settembre. Il cartello dei Paesi esportatori e le nazioni partner hanno manifestato l'intenzione di prolungare l'accordo sui tagli alla produzione per riequilibrare il mercato e sostenere il prezzo del greggio. "Molto è stato fatto per stabilizzare il mercato – osserva l'Aie nel dossier mensile – ma sarà necessario mantenere gli sforzi e preservare i risultati raggiunti".
 

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