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(AGI) – Milano, 10 lug. – La Fininvest dovra’ risarcire per i danni non patrimoniali nell’ambito della causa civile bis sul Lodo Mondadori alla Cir 246mila euro. Una cifra di molto inferiore rispetto a quella di 32 milioni di euro richiesti dalla Cir. Lo ha deciso il Tribunale di Milano. (AGI) .

Processo escort: Berlusconi come testimone in aula a Bari

(AGI) – Bari, 10 lug. – Silvio Berlusconi e’ arrivato in Tribunale a Bari ma non ha ancora entrato nell’aula dove e’ prevista l’udienza per essere ascoltato come testimone al cosiddetto processo escort. Imputati sono Gianpaolo Tarantini e altri sei che rispondono a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento e all’induzione della prostituzione, relativamente al giro di ragazze invitate nelle residenze dell’ex premier tra il 2008 e il 2009. Silvio Berlusconi, citato da uno dei difensori, ha gia’� annunciato, tramite tramite i suoi legali, l’intenzione di avvalersi della facolta’ di non rispondere in quanto imputato, sempre a Bari, in procedimento connesso. Imponente e’ lo spiegamento delle forze di sicurezza intorno al Tribunale oltre ai numerosi giornalisti e cine foto reporter. Il presidente della II sezione del Tribunale ha peraltro predisposto misure severe per regolamentare l’accesso in aula. Non si esclude la presenza in aula di Patrizia D’Addario come parte civile. .

(AGI) – Roma, 10 lug. – Per la morte del piccolo Marco di 4 anni, precipitato ieri nella tromba dell’ascensore della fermata Furio Camillo, sono state denunciate tre persone dai carabinieri della Compagnia piazza Dante e della stazione Tuscolana.

Si tratta di un dipendente dell’Atac e di due guardie giurate della societa’ Italpol che stavano soccorrendo le persone rimaste intrappolate nell’ascensore guasto, quando hanno adottato la manovra che ha poi portato alla morte del piccolo. I tre devono rispondere di concorso in omicidio colposo con diverse responsabilita’ a seconda di quello che hanno ricostruito gli investigatori. Ieri una delle guardie giurate dopo la tragedia ha accusato un malore. L’inchiesta e’ coordinata dal procuratore aggiunto della Procura di Roma, Pierfilippo Laviani.(AGI)

SOCCORRITORI, “UNA TRAGICA FATALITA'”

(AGI) – Palermo, 10 lug. – Un altro naufragio di immigrati si e’ verificato, questa volta al largo della Tunisia. Lo riferisce il sito tunisino d’informazione “Kapitali”, secondo cui i corpi di una decina di vittime sono stati recuperati da motovedette della Guardia costiera tunisina e trasportati a El-Ketef, porto nella regione meridionale del Paese non distante dal confine con la Libia. Una ventina di altri corpi sono stati avvistati nella zona, dov’e’ affondata un’imbarcazione salpata dalle coste libiche e diretta verso l’Italia. Lo scorso 5 luglio nella stessa zona meridioanle della Tunisia, nei pressi di El-Bibane, erano stati ritrovati in mare i corpi di cinque immigrati. La strage in Tunisia giunge meno di 24 ore dopo quella avvenuta ieri al largo delle coste della Libia, dove la nave “Dattilo” della Guardia costiera italiana ha ripescato le salme di dodici immigrati finiti in mare da un gommone semiaffondato e ha tratto in salvo altre 106 persone che si trovavano sull’imbarcazione. Con questi, sono 823 in totale i profughi soccorso nella della giornata di ieri dalla Guardia costiera italiana in otto diversi interventi di salvataggio. (AGI) .

(AGI) – Cagliari, 10 lug. – Un biglietto di scuse e’ stato trovato dagli agenti del commissariato di Quartu Sant’Elena e della Squadra mobile di Cagliari nell’appartamento di via Irlanda, alla periferia di Quartu, dove stamane sono stati trovati i cadaveri di un avvocato di 73 anni e di sua moglie, di 69 anni, vittime di un omicidio-suicidio. Nella nota Gilberto Nurra, che nelle prime ore di stamane aveva chiamato il 113 per segnalare di aver sparato alla donna, Franca Mastinu e di essere deciso a uccidersi a sua volta, fa riferimento a una difficile situazione finanziaria.

Nel messaggio d’addio, che l’avvocato deve aver scritto d’intesa con la moglie, la coppia, evidentemente d’accordo sulla decisione di farla finita, chiede scusa per il gesto, secondo quanto ricostruito finora dagli agenti, intervenuti nell’appartamento al VI piano di via Irlanda 116 anche con la polizia Scientifica.

I cadaveri non sono stati trovati subito dagli agenti, perche’ nella concitazione della telefonata alla centrale di polizia, arrivata attorno alle 5.30, l’indirizzo fornito dall’avvocato non era chiaro e in via Irlanda, nel popolato quartiere di Pitz’e Serra, alla periferia della terza citta’ della Sardegna per numero di abitanti, ci sono molti palazzi e innumerevoli appartamenti, cui non e’ facile risalire senza indicazioni precise.

Gli agenti, che dopo un primo controllo non erano riusciti a trovare la casa segnalata, hanno dovuto riascoltare la registrazione della telefonata per individuare l’indirizzo giusto. Arrivati al VI piano del palazzo della coppia, gli agenti sono entrati nell’appartamento e’ hanno trovato Nurra all’ingresso, ucciso da un colpo al cuore, con accanto la piccola pistola, una 7,65 regolarmente detenuta, usata anche per sparare poco prima alla moglie. Il corpo della donna, disteso sul letto della camera della coppia, presentava, invece, una ferita d’arma da fuoco alla testa. Gli accertamenti sono ancora in corso, ma non sembrano esserci dubbi sulla sequenza degli eventi, forse provocati anche da problemi di salute, oltre a quelli finanziari accennati nel biglietto. (AGI)

(AGI) – Roma, 10 lug. – “Volevamo salvarli, e’ stata una tragica fatalita’”. Questo e’ quanto hanno riferito ai carabinieri della compagnia piazza Dante le due guardie giurate e un dipendente Atac, tutti denunciati per concorso in omicidio colposo ricostruendo quanto avvenuto ieri pomeriggio nella fermata di Furio Camillo della metropolitana di Roma. I tre, secondo quanto accertato dagli investigatori, per liberare la madre di 43 anni e il piccolo di 4 rimasti intrappolati nell’ascensore hanno compiuto una procedura definita ‘non convenzionale’. Dopo aver portato il secondo ascensore allo stesso piano del primo hanno aperto le porte di emergenza laterali e il piccolo e’ precipitato nella voragine tra i due ascensori. Si tratta di una procedura anomala compiuta da un personale non tecnico e sara’ ora la Magistratura a definire le singole responsabilita’ su quanto avvenuto. Tutti e tre sono stati sentiti dagli investigatori cosi’ come la madre del piccolo. .

(AGI) – Roma, 10 lug. – Per la morte del piccolo Marco di 4 anni, precipitato ieri nella tromba dell’ascensore della fermata Furio Camillo, sono state denunciate tre persone dai carabinieri della Compagnia piazza Dante e della stazione Tuscolana.

Si tratta di un dipendente dell’Atac e di due guardie giurate della societa’ Italpol che stavano soccorrendo le persone rimaste intrappolate nell’ascensore guasto, quando hanno adottato la manovra che ha poi portato alla morte del piccolo. I tre devono rispondere di concorso in omicidio colposo con diverse responsabilita’ a seconda di quello che hanno ricostruito gli investigatori. Ieri una delle guardie giurate dopo la tragedia ha accusato un malore. L’inchiesta e’ coordinata dal procuratore aggiunto della Procura di Roma, Pierfilippo Laviani.(AGI)

(AGI) – Napoli, 10 lug. – Il Nas dei carabinieri di Napoli ha individuato e sequestrato un allevamento abusivo di cozze nello specchio d’acque antistante il quartiere di San Giovanni a Teduccio, nella periferia orientale della citta’. Il filare di mitili aveva bidoni in plastica e ferro come galleggianti, era lungo 150 metri, a circa 10 metri di profondita’ e ancorato al fondale in acque non classificate. Distrutte a 50 metri di profondita’ 50 tonnellate di cozze, che sul mercato avrebbero fruttato 150mila euro seppure prive di controlli sanitari. Indagini in corso. .

(AGI) – Napoli, 10 lug. – Il Nas dei carabinieri di Napoli ha individuato e sequestrato un allevamento abusivo di cozze nello specchio d’acque antistante il quartiere di San Giovanni a Teduccio, nella periferia orientale della citta’. Il filare di mitili aveva bidoni in plastica e ferro come galleggianti, era lungo 150 metri, a circa 10 metri di profondita’ e ancorato al fondale in acque non classificate. Distrutte a 50 metri di profondita’ 50 tonnellate di cozze, che sul mercato avrebbero fruttato 150mila euro seppure prive di controlli sanitari. Indagini in corso. .

(AGI) – Roma, 10 lug. – Ventotto persone fra le quali anche un ex giudice del Tar del Lazio, sono indagate per spaccio di banconote e titoli stranieri contraffatti per miliardi di dollari. L’organizzazione dedita alle truffe e’ stata smantellata a conclusione di un’operazione condotta dai Carabinieri del Comando Tutela Ambiente e coordinata dalla Procura di Napoli.

Fra gli indagati c’e’ l’ex giudice del Tar del Lazio, Franco Angelo Maria Bernardi. I 28 avvisi di conclusione indagini sono stati emessi dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Napoli nell’ambito di un’indagine svolta tra novembre 2011 e settembre 2013 ed incentrata sulla figura di Mauro Russo, persona ritenuta vicina a Pasquale Scotti (noto latitante della Nuova Camorra Organizzata) – gia’ tratto in arresto il 17 marzo 2012 per associazione per delinquere di stampo mafioso.

I soggetti destinatari dei provvedimenti devono rispondere a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla falsificazione, spendita e introduzione nello Stato di monete falsificate con l’aggravante di aver agevolato l’associazione per delinquere di stampo mafioso. Le attivita’, coordinate dai Sostituti Procuratori, Giovanni Conzo e Luigi Landolfi, e dal Procuratore Aggiunto, Giuseppe Borrelli, hanno consentito di raccogliere elementi per scoprire l’esistenza di un’organizzazione criminale, transnazionale, finalizzata all’acquisto e spaccio di monete e banconote provento di reato e di titoli di stato stranieri contraffatti o alterati (silver coin certificate), per truffare istituti di credito e privati e favorire il gruppo camorristico del clan Belforte, egemone a Marcianise e paesi limitrofi. L’indagine ha permesso di scoprire che fra i promotori e organizzatori dell’associazione c’erano Mauro Russo e l’ex giudice del Tar Lazio Franco Angelo Maria De bernardi – gia’ colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere nel luglio 2013 a seguito di provvedimento emesso dal GIP del Tribunale di Roma per corruzione in atti giudiziari. Nello specifico, Mauro Russo aveva il compito di reperire i capitali provento di reato e consegnarli ai suoi per la successiva immissione in canali finanziari, mentre il giudice De Bernardi metteva a disposizione del gruppo criminale il proprio ufficio all’interno del Tar Lazio dove avvenivano le riunioni, attivandosi anche nel trovare canali finanziari italiani ed esteri idonei al riciclaggio dei titoli falsi o contraffatti. L’indagine ha visto peraltro il coinvolgimento del Sindaco del Comune di Baia e Latina in provincia di Caserta, Michele Santoro che, con altri indagati, ha acquistato o detenuto un ingente quantitativo di banconote contraffatte.

Le indagini hanno permesso di effettuare alcuni sequestri, due dei quali in collaborazione con la Polizia Federale svizzera, di banconote da 1 dollaro opportunamente contraffatte per imitare i titoli di stato del debito pubblico americano, i “silver coin certificate”, del valore di 1 milione di dollari ciascuno. In particolare, il 13 marzo 2012, sono state sequestrate 880 banconote contraffatte, per un valore di 880 milioni di euro, ed il 13 luglio 2012 sono state sequestrate banconote per un valore pari a 10 miliardi di dollari. (AGI)