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(AGI) – Roma, 4 lug. -  Incaprettato e chiuso in un sacco. E’ giallo sul ritrovamento a Roma di un uomo trovato cadavere per strada, chiuso in un sacco della spazzatur e gettato tra le macchine in sosta a Monteverde.

Il copro potrebbe essere di un uomo di origine egiziana. E’ quanto stanno accertando gli investigatori che sono in attesa dei risultati del primo esame compiuto sul cadavere dal medico legale. Secondo quanto si e’ appreso l’uomo e’ stato immobilizzato solo con una corda intorno alle mani e poi chiuso nel sacco nero per la spazzatura.

Il ritrovamento e’ avvenuto in via Pietro Cartoni, 190 davanti ad una pasticceria. E’ stato un negoziante a dare l’allarme al 113 riferendo che dal sacco spuntava il braccio di un uomo. (AGI)

 

 

(AGI) – Roma, 4 lug. -  Incaprettato e chiuso in un sacco. E’ giallo sul ritrovamento a Roma di un uomo trovato cadavere per strada, chiuso in un sacco della spazzatur e gettato tra le macchine in sosta a Monteverde.

Il copro potrebbe essere di un uomo di origine egiziana. E’ quanto stanno accertando gli investigatori che sono in attesa dei risultati del primo esame compiuto sul cadavere dal medico legale. Secondo quanto si e’ appreso l’uomo e’ stato immobilizzato solo con una corda intorno alle mani e poi chiuso nel sacco nero per la spazzatura.

Il ritrovamento e’ avvenuto in via Pietro Cartoni, 190 davanti ad una pasticceria. E’ stato un negoziante a dare l’allarme al 113 riferendo che dal sacco spuntava il braccio di un uomo. (AGI)

 

 

 

(AGI) – Trapani, 4 lug. – Aereo dirottato sull’aeroporto di Trapani Birgi.

E’ avvenuto stamane, intorno alle 11, quando un velivolo fornito dalla compagnia Mistral e diretto a Pantelleria ha “registrato una improvvisa e grave emergenza di bordo” a causa del fumo che ha invaso la cabina passeggeri.

Poco dopo il decollo, i piloti hanno chiesto l’atterraggio d’emergenza ottenendo l’ok per lo scalo trapanese.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, personale dello scalo trapanese e sanitari del 118 che hanno agevolato l’evacuazione dei sedici passeggeri e dell’equipaggio. (AGI) .

(AGI) – CdV, 4 giu. – A due settimane dal “Family Day” di piazza San Giovanni in Laterano, dove il fondatore dei neo catecumenali Kiko Arguello aveva criticato il mancato appoggio ufficiale della Cei all’iniziativa, ricevendo per questo una risposta molto irritata, il segretario generale dell’Episcopato italiano, monsignor Nunzio Galantino, ha partecipato allo Stadio Olimpico all’incontro dei militanti del Rinnovamento dello Spirito, e nel suo intervento ha lanciato l’iniziativa di un nuovo appuntamento sul tema della famiglia, che avra’ pero’ la valenza ecclesiale della preghiera e non quella di una legittima manifestazione di piazza, la cui organizzazione non fa parte della vocazione e consuetudine della Chiesa. “Vi invito con forza – ha detto Galantino – a prendere parte a un importante appuntamento promosso dalla Chiesa italiana, da tutti i vescovi italiani, che si terra’ sabato 3 ottobre, di nuovo in piazza San Pietro. Alla vigilia dell’apertura del Sinodo sulla famiglia, ci troveremo per pregare con Papa Francesco per tutte le famiglie e con tutte la famiglie”. L’intento, ha spiegato il vescovo, e’ quello di “accompagnare i lavori del Sinodo ed essere segno del coinvolgimento e della partecipazione di tutto il corpo ecclesiale attorno a un tema, la famiglia, che ci sta particolarmente a cuore”. “E’ il Signore – ha scandito – che custodisce le nostre famiglie, quelle piu’ in difficolta’, ci ritroveremo padre, madre e figli, intensifichiamo il dono stupendo della famiglia che Dio ha messo nelle nostre mani. Ringrazio il Signore perche’ provengo da una famiglia di nove figli! Vi invito tutti il 3 ottobre”. All’Olimpico, il segretario della Cei ha anche fatto indirettamente cenno alla polemica con Kiko, invitando in positivo ad un atteggiamento piu’ ecclesiale tutti i movimenti impegnati sul tema della famiglia. “Sono contento – ha detto – quando vedo una comunita’ di persone che con gioia testimonia e dice agli altri che il Vangelo e’ vero e possibile. Il carattere ecclesiale di un gruppo e di un movimento e’ fatto di gesti concreti. E questa testimonianza sara’ tanto piu’ efficace ma soprattutto sara’ evangelica quanto piu’ sara’ resa con mitezza e rispetto quando sento o leggo espressioni violente o poco rispettose delle persone sulla bocca di alcuni credenti, mi sorge il dubbio che a dettarle non sia il Vangelo o l’amore per valori evangelici, ma che a suggerirle siano solo interessi personali”. Da parte sua, il presidente del Rinnovamento nello Spirito Santo, Salvatore Martinez, ha subito aderito all’invito di Galantino e confermato che con il suo movimento partecipera’ alla veglia di preghiera, mostrando cosi’ anche di aver accolto con serenita’ il richiamo di Papa Francesco in piazza San Pietro che ieri sera aprendo la 38esima Convocazione di RnS, che prosegue oggi all’Olimpico, ha chiesto “un ripensamento della leadership” dei movimenti che non deve essere a vita ma a scadenza, perche’ sia un servizio e non un esercizio di potere. E anche Galantino e’ tornato a battere sulla questione che certo un po’ imbarazza RnS: “non e’ opportuno – ha detto parafrasando Papa Francesco – pensare ai ruoli di guida e di responsabilita’ in termini di comando, ma di servizio. E’ quanto chiede Gesu’ ai suoi discepoli: ragionare non come il mondo, nel quale chi ha autorita’ spesso spadroneggia sugli altri, ma come lui stesso, che essendo il Signore si fa piccolo e serve. La Chiesa deve rinnovarsi secondo questo spirito evangelico; lo devono fare le parrocchie, i movimenti e tutta la compagine sociale”. Secondo Galantino, ci si deve “convincere che non siamo noi i salvatori del mondo! Qualche volta, anche nei nostri ambienti puo’ insinuarsi la tentazione di crederci gli unici ad avere la parola e i modi giusti, gli unici, per far crescere il regno di Dio. Vigiliamo – ha esortato – per non cadere vittime inconsapevoli, singole o collettive, di una brutta sindrome: la ‘sindrome del padreterno’, senza evidentemente esserlo. E’ un contagio che ci rende pericolosi oltre che allontanarci dal Vangelo”. Il Papa, ha concluso il segretario Cei, invita a “non cercare soprattutto i grandi raduni. Essi sono importanti, come l’incontro di oggi conferma. Ma cio’ che merita di piu’ la nostra attenzione sono gli incontri piu’ ristretti e quotidiani, nei quali e’ possibile guardare negli occhi le persone e ascoltarle, pregare insieme e ascoltare la Parola, condividendo le difficolta’ della vita e la gioia della fede. Il nostro mondo diviene migliore solo a partire da questo insostituibile aspetto dell’attenzione all’altro e della qualita’ delle relazioni vicendevoli. Incontrare l’altro con la sua diversita’, talvolta segnata come la mia dal peccato, mi rende meno arrogante, mi impedisce di giudicare a cuor leggero e di condannare e mi rende capace di costruire l’unita’ attraverso la diversita’ e i doni di ognuno. Dobbiamo essere solidali perche’ siamo stati redenti da un unico Signore; siamo chiamati a costruire l’unita’ perche’ uno solo e’ lo Spirito, che da’ a ognuno doni diversi per l’utilita’ comune”. (AGI) .

(AGI) – Castel Gandolfo, 4 lug. – “Se pensiamo alla liturgia celebrata da san Giovanni Paolo II in ogni continente, vediamo tutta l’ampiezza delle possibilita’ espressive della fede nell’evento liturgico; e vediamo anche come la grande musica della tradizione occidentale non sia estranea alla liturgia, ma sia nata e cresciuta da essa e in questo modo contribuisca sempre di nuovo a darle forma”. Sono parole di Joseph Ratzinger, tornato per qualche settimana nella residenza estiva di Castel Gandolfo e – con questo intervento pubblico – per un’ora sull’amata cattedra di professore universitario. Il Papa Emerito Benedetto XVI ha infatti ricevuto oggi nel Salone degli Svizzeri del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo – i dottorati honoris causa in teologia e in musica sacra conferiti dagli atenei cattolici di Cracovia e ha voluto ringraziare le autorita’ accademiche e l’arcivescovo Stanislao Dziwisz, storico segretario di Wojtyla, perche’ con questo atto “e’ divenuto ancor piu’ profondo il legame con la Polonia, con Cracovia, con la patria del nostro grande santo Giovanni Paolo II”. “Senza di lui – ha affermato Ratzinger – il mio cammino spirituale e teologico non e’ neanche immaginabile. Con il suo esempio vivo egli ci ha anche mostrato come possano andare mano nella mano la gioia della grande musica sacra e il compito della partecipazione comune alla sacra liturgia, la gioia solenne e la semplicita’ dell’umile celebrazione della fede”. Nel suo intervento, Benedetto XVI ha parlato anche della crisi della musica sacra nel post-concilio, quando “ambienti significativi del movimento liturgico ritenevano che, per le grandi opere corali e financo per le messe per orchestra, in futuro ci sarebbe stato spazio solo nelle sale da concerto, non nella liturgia”, dove “ci sarebbe potuto esser posto solo per il canto e la preghiera comune dei fedeli. D’altra parte c’era sgomento per l’impoverimento culturale della Chiesa che da questo sarebbe necessariamente scaturito”. Per il teologo Ratzinger invece la liturgia e la musica potevano e dovevano conciliarsi se si voleva “attuare il Concilio nella sua interezza”, e le domande su come questo potesse essere realizzato si imponevano non solo ai liturgisti ma “a molti altri fedeli, a gente semplice non meno che a persone in possesso di una formazione teologica”. Secondo il Papa Emerito, in definitiva, “la grande musica sacra e’ una realta’ di rango teologico e di significato permanente per la fede dell’intera cristianita’, anche se non e’ affatto necessario che essa venga eseguita sempre e ovunque. D’altro canto e’ pero’ anche chiaro che essa non puo’ scomparire dalla liturgia e che la sua presenza puo’ essere un modo del tutto speciale di partecipazione alla celebrazione sacra, al mistero della fede”. “Non conosciamo – ha poi concluso – il futuro della nostra cultura e della musica sacra. Ma una cosa e’ chiara: dove realmente avviene l’incontro con il Dio vivente che in Cristo viene verso di noi, li’ nasce e cresce nuovamente anche la risposta, la cui bellezza proviene dalla verita’ stessa”. (AGI)

(AGI) – Roma, 4 lug. – Incaprettato e chiuso in un sacco. E’ giallo sul ritrovamento a Roma di un uomo trovato cadavere per strada, chiuso in un sacco della spazzatur e gettato tra le macchine in sosta a Monteverde.

Il ritrovamento e’ avvenuto in via Pietro Cartoni, 190 davanti ad una pasticceria. E’ stato un negoziante a dare l’allarme al 113 riferendo che dal sacco spuntava il braccio di un uomo.

La vittima non e’ stata ancora identificata: sarebbe di carnagione bianca, di circa 35/40 anni e all’arrivo degli agenti aveva mani e piedi legati con delle fascette. Sul posto sono al lavoro gli agenti della polizia scientifica e della squadra mobile.

Il sacco si trovava tra due auto parcheggiate davanti a una pasticceria. Resta quindi ancora un giallo al quale stanno cercando di fare chiarezza gli investigatori della squadra mobile della Capitale. Non si esclude, al momento, che la vittima possa essere originaria dell’est Europa. Gli investigatori analizzeranno anche le immagini di telecamere installate nelle vie vicine per individuare chi ha abbandonato il sacco. (AGI)

(AGI) – Roma, 4 lug. – Un uomo stamattina e’ stato trovato cadavere per strada a Roma, chiuso in un sacco della spazzatura. Il ritrovamento e’ avvenuto in via Pietro Cartoni, 190 davanti ad una pasticceria nel quartiere Monteverde. E’ stato il negoziante a dare l’allarme al 113 della Polizia riferendo che il sacco sembrava contenesse un corpo.

L’uomo non e’ stato ancora identificato, e’ di carnagione bianca, di circa 35/40 anni e all’arrivo degli agenti aveva mani e piedi legati con delle fascette. Sul posto sono al lavoro gli agenti della polizia scientifica e della squadra mobile che si occupano delle indagini.

 

Il sacco si trovava tra due auto parcheggiate davanti a una pasticceria. Resta quindi ancora un giallo al quale stanno cercando di fare chiarezza gli investigatori della squadra mobile della Capitale. Non si esclude, al momento, che la vittima possa essere originaria dell’est Europa. Gli investigatori analizzeranno anche le immagini di telecamere installate nelle vie vicine per individuare chi ha abbandonato il sacco.

(AGI)

(AGI) – Roma, 4 lug. – Approvato dal Consiglio dei ministri in via preliminare lo schema del regolamento di ratifica del Trattato di Prum che rafforza la cooperazione transfrontaliera nella lotta ai fenomeni del terrorismo, dell’immigrazione clandestina, della criminalita’ internazionale e transnazionale e formalizza l’impegno a creare “schedari nazionali di analisi del Dna” e a scambiare le relative informazioni sui dati. Con il provvedimento, dunque, e’ istituita una Banca dati presso il ministero dell’Interno a cui si affianca il laboratorio centrale del Dna presso il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del ministero della Giustizia. “Con questi strumenti l’Italia sara’ all’avanguardia nell’uso di tecnologie chiave, sempre piu’ sicure ed affidabili, nella lotta delle forze dell’ordine contro i crimini violenti”, dichiara il ministro della Giustizia Andrea Orlando che ha illustrato il provvedimento in Consiglio dei ministri.

Sicurezza: banca dati Dna tra cooperazione e privacy

“In questo periodo – ha continuato – sono infatti aumentate le preoccupazioni e l’allarme sociale su numerosi aspetti: la minaccia terroristica, con le necessita’ di rendere la collaborazione transfrontaliera sempre piu’ efficace e immediata, i problemi derivanti dalle ondate migratorie, la cresciuta mobilita’ internazionale, ma anche l’impatto della criminalita’ comune, ed in particolare dei crimini violenti contro le donne. Offrire alla magistratura e alle forze dell’ordine strumenti avanzati, funzionanti e rispettosi della tutela delle persone – ha concluso il Guardasigilli – consentira’ non solo di assicurare alla giustizia chi si rende responsabile di reati, ma funzionera’ anche da deterrente per i recidivi, che rappresentano larga parte degli autori di reati, determinando cosi’ un’opera fondamentale di prevenzione. Il tutto nel pieno rispetto delle norme della privacy”. (AGI)

(AGI) – Roma, 4 lug. – Non e’ stato ancora identificato l’uomo, di carnagione bianca, di circa 35/40 anni, trovato cadavere questa mattina in via Pietro Cartoni nel quartiere Monteverde di Roma. Il sacco si trovava tra due auto parcheggiate davanti a una pasticceria. Il medico legale, giunto sul posto, ha ispezionato il cadavere che era stato immobilizzato con delle fascette legate ai piedi e alle mani. Resta quindi ancora un giallo al quale stanno cercando di fare chiarezza gli investigatori della squadra mobile della Capitale. Non si esclude, al momento, che la vittima possa essere originaria dell’est Europa. Gli investigatori analizzeranno anche le immagini di telecamere installate nelle vie vicine per individuare chi ha abbandonato il sacco. .

(AGI) – Roma, 4 lug. – La stazione “Pigneto” della linea Metro C e’ stata chiusa al pubblico su indicazione dei vigili del fuoco intervenuti sul posto a seguito di un atto vandalico che ha provocato la rottura delle vetrate esterne poste in prossimita’ dei tornelli di accesso alla metropolitana. Il deprecabile gesto, ricorda l’Atac, arriva a pochi giorni dalla apertura al pubblico della stazione, avvenuta lo scorso 29 giugno nell’ambito dell’attivazione della nuova tratta Parco di Centocelle – Lodi. Atac, impegnata con ogni sforzo nel miglioramento del servizio di trasporto pubblico offerto alla citta’, fa appello al senso civico di tutti i cittadini per la tutela dei beni pubblici e stigmatizza l’accaduto, giudicando “intollerabile ogni atto violento contro le risorse, materiali e umane, che ogni giorno sono al servizio della mobilita’ cittadina”. .