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(AGI)- Barletta, 1 lug.- Il corpo senza vita di un uomo di 53 anni e’ stato trovato stamani nel giardino di una villa di campagna, non lontano dal cimitero di Andria. L’uomo sarebbe stato raggiunto tre volte da colpi di arma da fuoco. Sul posto i carabinieri della compagnia di Andria, che stanno ascoltando il proprietario della villetta, un uomo di 81 anni. Da qualche minuto anche arrivato il magistrato di turno della Procura di Trani, Michele Ruggiero .

(AGI) – Roma, 1 lug. – “La struttura associativa i7ur ha consentito ad Ahmed Masseoudi di sviluppare ed amplificare tramite il web gli effetti della diffusione di quell’ideologia violenta che, a partire dall’organizzazione terroristica Al Qaida e degli altri movimenti che ne sono affiliati attraverso vari livelli, raggiunge capillarmente i fruitori finali contribuendo alla formazione ideologica di persone che si autoradicalizzano. Per tale ragione l’attivita’ di Masseoudi e’ sempre stata protesa a cercare di stabilire plurimi contatti con rappresentanti di gruppi islamisti allo scopo di promuovere il sito e veicolare quanto sopra citato”. Lo scrive nell’ordinanza cautelare il gip di Roma, Stefano Aprile, alla luce di quanto accertato dai carabinieri del Ros. Per il magistrato “la creazione da parte di Masseoudi di un canale mediatico utilizzato per la produzione dei video per il sito da lui gestito e’ un’ulteriore occasione per lo stesso indagato di esaltare la natura e la tipologia della sua attivita’ on line tramite i7ur, sentendosi evidentemente tutelato dall’anonimato della chat interna del proprio forum”. (AGI)

(AGI) – Milano, 1 lug. – Tra le carte dell’inchiesta milanese sulla cellula italiana dell’Isis figurano anche stralci in cui si inneggia alla strage nella redazione di Charlie Hebdo a Parigi. “Cosa gradita per i fedeli!!! Dio e’ grande! Due dei mujaheddin hanno assassinato i fumettisti, quelli che hanno offeso il Profeta dell’Islam, in Francia. Preghiamo Dio di salvarli dalle loro mani”. E ancora: “Habibty Allahu Akbar sono morti i vignettisti che si burlavano del Messaggero. Pace e benedizione su di lui…!!! Bisogna fare sujud di ringraziamento”. (AGI)

(AGI) – Roma, 1 lug. – Dall’arresto dello stupratore di Roma alla nuova frontiera di Facebook, ecco le cinque notizie da non perdere oggi

CRONACA – Terrorismo: blitz della polizia all’alba, fra arrestati italiani convertiti all’islam. I pm di Milano: e’ la prima indagine sull’Isis in Italia. A Roma sgominata cellula maghrebina: pianificava attentati nel Paese

CRONACA – Stupro Roma: fermato presunto violentatore della ragazza: e’ un dipendente del ministero della difesa. La vittima, minorenne, l’ha riconosciuto

CRONACA – Morte Elena Ceste: inizia il processo al marito Michele Buoninconti. E’ accusato di aver ucciso la donna e di averne occultato il cadavere.

SPORT Coppa America: finale Argentina-Cile, 6-1 al Paraguay. Show di Messi, che non segna ma comanda tutto il gioco: gol di Rojo, Pastore, Di Maria, Aguero e Higuain

CULTURE Facebook: Zuckerberg “prossima frontiera dei social network sara’ la telepatia”. .

(AGI) – Roma, 1 lug. – I carabinieri del Ros hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa su richiesta della procura di Roma, a carico di due cittadini maghrebini indagati per associazione con finalita’ di terrorismo internazionale aggravata dalla transnazionalita’ del reato. Un terzo indagato e’ gia’ detenuto per reati di terrorismo in Marocco.

Al centro delle indagini dei Ros c’e’ “una cellula di matrice qaedista dedita al proselitismo, indottrinamento e addestramento mediante un sito internet creato e gestito dagli stessi indagati”.

La cellula, secondo gli investigatori, “si proponeva anche la pianificazione e l’esecuzione di attentati terroristici in Italia e in Nord Africa”. Durante l’inchiesta, la collaborazione con le autorita’ marocchine ha consentito di sventare, nel 2012, un attentato terroristico al Mawazine Festival di Rabat.

TERRORISMO: 10 ARRESTI, ANCHE ITALIANI CONVERTITI ALL’ISLAM – Vasta operazione della Polizia di Stato contro il terrorismo internazionale. L’operazione, denominata “Martese”, ha condotto a numerosi arresti e perquisizioni nelle province di Milano, Bergamo, Grosseto e in una citta’ dell’Albania.

Sono 10 le persone arrestate: si tratta di 4 cittadini italiani, 5 albanesi e un cittadino canadese.

Sono tutti accusati a vario titolo di associazione con finalita’ di terrorismo e organizzazione di trasferimenti per finalita’ di terrorismo. Le indagini sono state condotte dalla sezione antiterrorismo della Digos di Milano: secondo i primi dettagli gli indagati sono parte di due famiglie, la prima formata da italiani convertiti da qualche anno all’Islam, la seconda da cittadini albanesi residenti nel grossetano.

Le due famiglie si sono imparentate con il matrimonio di una giovane coppia, e stavano organizzando un viaggio alla volta della Siria per combattere a fianco degli jihadisti. ( Tra gli arrestati ci sarebbero anche alcuni parenti di Maria Giulia Sergio, 28 anni, ricercata, partita dall’Italia quasi un anno fa e che si troverebbe in Siria con il marito combattente jihadista.

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I genitori e la sorella, secondo l’accusa, sarebbero anche loro stati pronti a raggiungerla. L’attivita’ investigativa, avviata lo scorso ottobre, coordinata dagli uomini della Polizia di Stato della Direzione Centrale Polizia di Prevenzione (DCPP/UCIGOS), anche per i profili di collaborazione internazionale – e’ scritto in una nota – ha riguardato in particolare la giovane donna della coppia, cittadina italiana, che subito dopo la conversione ha intrapreso un percorso di radicalizzazione che l’ha poi spinta a partire insieme al marito alla volta della Siria, per raggiungere lo Stato Islamico e partecipare al jihad. Le attivita’ tecniche condotte dalla Polizia hanno consentito di ricostruire il percorso seguito dalla giovane coppia per il raggiungimento della Siria.

In particolare attraverso l’intercettazione dell’utenza, in uso ad un coordinatore dell’organizzazione dei foreign fighters dello Stato Islamico, e’ stato possibile ricostruire l’attivita’ di smistamento degli stranieri che da varie parti del mondo partono per raggiungere il Califfato.(AGI) .

(AGI) – Roma, 1 lug. – L’indagine antiterrorismo condotta dai carabinieri del Ros e’ la prima in Italia riguardante uno dei forum affiliati ad al-Qaida, creati a partire dalla prima meta’ degli anni 2000 da simpatizzanti dell’organizzazione fondata da Bin Laden, al fine di sostenerne il programma terroristico. Lo scopo di tali forum – spiegano gli investigatori – e’ di “diffondere l’ideologia di al-Qaida allo scopo di formare nuovi proseliti, avviandoli ad un percorso di radicalizzazione che, nelle intenzioni di coloro che li gestiscono, dovrebbe concludersi con la decisione a partecipare attivamente alla jihad violenta, ad esempio arruolandosi in un’organizzazione terroristica, partendo per una delle zone di guerra, oppure compiendo autonomamente attentati nei Paesi occidentali”. Nel 2011, uno dei membri del gruppo di gestione, il cui soprannome nel forum era “abujihad.47”, successivamente identificato nel 19enne algerino Khaled Amroune, partiva dal proprio Paese per la Siria, arruolandosi nelle fila dell’organizzazione Jabhat al-Nusra e restando ucciso in combattimento nei pressi del confine con la Turchia contro le truppe del governo siriano. Il suo martirio veniva poi celebrato all’interno del forum da Masseoudi ed El-Khalfi, elogiandone il passaggio dalla jihad mediatica a quella violenta. Il forum operava anche da tramite tra volontari intenzionati a recarsi in uno dei teatri della jihad per combattere e le organizzazioni terroristiche attive in quei territori, facilitandone il reclutamento. Ad esempio, nel 2012, dopo lo scoppio del conflitto siriano e l’entrata in scena di Jabhat al-Nusrah, gruppo terroristico affiliato ad al-Qaida, Masseoudi riceveva da un membro del forum una richiesta d’informazioni su come raggiungere la Siria dalla Palestina ed arruolarsi nell’organizzazione. Lo stesso Masseoudi, sfruttando la notorieta’ del forum i7ur, entrava in contatto con l’amministratore del profilo facebook ufficiale di Jabhat al-Nusra ottenendo le indicazioni richieste. Nel corso delle attivita’ d’intercettazione telematica dei pc degli indagati veniva acquisita anche la notizia relativa ad azioni terroristiche da compiere in Marocco, con l’obiettivo di colpire il locale Parlamento ed un festival della canzone in programma a Rabat. Le informazioni acquisite contribuivano all’identificazione dell’attentatore in Mouchine Archtal, arrestato dalla polizia marocchina prima di entrare in azione. Uno dei principali obiettivi dell’associazione era tuttavia quello di favorire processi di radicalizzazione di frequentatori del sito, per indurli a compiere attentati nei Paesi occidentali. In tale quadro, oltre a pubblicare molti numeri della rivista in lingua inglese “Inspire”, pubblicata da “al-Qaida nella Penisola Arabica” per promuovere la strategia terroristica dei “lupi solitari”, gli indagati hanno utilizzato gli attentati compiuti in Francia nel marzo 2012, da un cittadino francese d’origine algerina, Mohammed Merah, responsabile dell’uccisione di tre paracadutisti dell’esercito francese, di un rabbino e dei suoi figli e di un altro bambino. I membri del forum hanno seguito tutta la vicenda parteggiando per il terrorista ed esaltando il suo martirio, dopo l’uccisione ad opera della polizia francese. Nei giorni successivi, l’ideologo del forum, Mohammed Majene, pubblicava un lungo testo sull’importanza della strategia della “jihad individuale”, di cui gli attentati compiuti da Merah erano, secondo lui, un lodevole esempio. Sul sito veniva anche diffuso il video di al-Qaida “incarica solo te stesso”, in cui i leader dell’organizzazione, tra cui il cittadino americano Adam Gadahn, di recente ucciso nel corso di un attacco compiuto da un drone in Pakistan, incitavano i propri sostenitori ad attivarsi autonomamente e a compiere attentati terroristici in Occidente. Infine, allo scopo di aumentare la popolarita’ e l’influenza del forum “Ashak al-Hur” nell’ambito dei simpatizzanti di Al-Qaida, Masseoudi entrava in contatto con un membro di Al-Qaida in Iraq (ancora non separatasi da al-Qaida e ribattezzatasi “Stato Islamico”), al fine di ottenere video originali di azioni compiute dall’organizzazione terroristica da pubblicare in esclusiva nel forum. Lo stesso indagato avviava una trattativa con uno degli amministratori del forum al-Shumukh, il piu’ popolare forum jihadista utilizzato da al-Qaida e dalle organizzazioni affiliate, per ottenere la “tazkiya”, ossia la garanzia di affidabilita’ necessaria per entrare in contatto con i rappresentanti delle maggiori organizzazioni terroristiche in Internet. (AGI) .

(AGI) – Roma, 1 lug. – Il tunisino Ahmed Masseoudi, uno dei due presunti terroristi arrestati dai carabinieri del Ros, aveva registrato presso una societa’ statunitense il dominio “i7ur.com”, acronimo arabo di “Ashak al-Hur”, in italiano “Amanti delle vergini”, denominazione fortemente simbolica, in quanto le Hur sono le vergini assegnate in Paradiso ai martiri morti in battaglia. E’ quanto emerge dalle indagini che hanno portato alla scoperta e alla disarticolazione di una cellula qaedista. Secondo gli investigatori, il forum “i7ur” offriva “una serie di contenuti, da quelli prettamente ideologici, quali video dei leader di al-Qaida o fatwe emesse da ulema affiliati all’organizzazione, a quelli piu’ specificamente operativi, come testi apologetici del terrorismo, commenti inneggianti agli autori di attentati terroristici al fine di indurre il compimento di altri, sia in Occidente, sia nei Paesi musulmani i cui governi sono ritenuti ‘apostati'”. Ai navigatori il forum forniva anche “materiale didattico di addestramento al terrorismo, quali video e manuali sull’utilizzo di armi bianche e da fuoco e sulla produzione di sostanze chimiche venefiche, nonche’ istruzioni per sottrarsi al monitoraggio on-line delle forze di polizia”. Il forum “i7ur” era articolato in sezioni, ciascuna dedicata a uno specifico contenuto e assegnata a un coordinatore incaricato del suo aggiornamento e monitoraggio, al fine di cancellare eventuali contenuti ritenuti incompatibili con l’ideologia qaidista del gruppo. In particolare, Ahmed Masseoudi amministrava e coordinava le attivita’ del sito; Abderrahim El Khalfi, principale collaboratore di Masseoudi, era addetto a specifiche sezioni del sito, provvedendo anche alle spese di finanziamento; Mohammed Majene era di fatto l’ideologo del forum e autore di documenti molto noti tra i simpatizzanti di al-Qaida, pubblicati in altri siti jihadisti, come “al-Shumukh”. Altre dieci persone, facenti parte dell’organizzazione e residenti in Paesi del Nord Africa e Medio Oriente, sono in corso di identificazione e localizzazione, mediante la cooperazione internazionale gia’ avviata. Oltre alla parte pubblica, il forum offriva ai propri membri anche sezioni private non accessibili e strumenti di messaggistica criptati per comunicare in maniera sicura. (AGI) .

(AGI) – Milano, 1 lug. – Quella sfociata oggi con 10 arresti ordinati dai magistrati milanesi e’ la “prima indagine sullo Stato Islamico in Italia, tra le prime in Europa”. Lo ha spiegato il Pm Maurizio Romanelli. “Negli atti si parla di coordinatore dei Foreign Fighters dello Stato Islamico, siamo riusciti a ricostruire nel modo preciso come il cosiddetto stato islamico e’ attrezzato per ricevere i combattenti stranieri”, ha spiegato il Pm. “Il marito di lei – aggiunge – e’ a tutti gli effetti diventato un mujahedin. I genitori di lei erano pronti a partire, per loro si e’ applicata per la prima volta la norma su organizzazione viaggi con finalita’ di terrorismo”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 1 lug. – La polizia ha fermato una persona sospettata di essere l’autore della violenza sessuale ai danni di una 16enne nei pressi di piazzale Clodio a Roma.

La Polizia di Stato ha eseguito il fermo di polizia giudiziaria nei confronti di G.F., 31enne originario della provincia di Cosenza, gravemente indiziato del reato di violenza sessuale aggravata.

L’uomo, fingendosi poliziotto, con il pretesto di infliggere una sanzione alla giovane, in quanto l’aveva vista bere birra assieme a due coetanee, le aveva intimato di mostrargli i documenti e di seguirlo al commissariato per gli accertamenti. A quel punto pero’, il sedicente poliziotto, dopo aver assicurato a un palo la bicicletta con cui era arrivato sul posto, l’ha condotta, a piedi, in via Teulada e, all’altezza del parcheggio di via Casale Strozzi, l’ha trascinata con forza nel parchetto sito nelle vicinanze e ha abusato di lei. Al termine del rapporto l’uomo ha accompagnato la ragazza in via Bafile, dove poco prima l’aveva avvicinata, ma, scorgendo la presenza di un adulto, ha iniziato a correre ed e’ riuscito a dileguarsi.

Le indagini, immediatamente avviate dagli uomini della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, hanno consentito di ricostruire la dinamica della vicenda e il percorso effettuato dal fermato assieme alla vittima. E’ stato, in particolare, predisposto un servizio di appostamento continuativo nei pressi del luogo ove era stata parcheggiata la bicicletta utilizzata dal violentatore per i suoi spostamenti, fin quando, poco dopo l’una di notte, una persona, successivamente identificata per il fratello del fermato, e’ stato sorpreso mentre tentava di recuperare il mezzo. Il giovane, dopo una prolungata reticenza e improbabili scuse per giustificare la sua presenza in quel luogo e a quell’ora, ammetteva che la bicicletta era stata parcheggiata li’ la sera precedente dal fratello. Immediatamente sono iniziate le ricerche di quest’ultimo, il quale veniva poi trovato proprio in casa del fratello. G.F., appartenente al Ministero della Difesa – in forza presso l’Arsenale della Marina – e’ stato riconosciuto – senza alcun dubbio – dalla vittima quale autore della violenza subita la sera precedente. Ulteriori elementi a riscontro dei fatti sono stati forniti dalle videocamere di sorveglianza di uno degli esercizi commerciali presenti lungo la via di fuga, che ritraevano un soggetto dalle fattezze compatibili con il fermato, mentre si allontanava dal luogo inseguito da quattro persone. A ulteriore riscontro, sono state, inoltre, acquisite diverse testimonianze, che confermavano quanto gia’ narrato della vittima e delle sue amiche. Nel corso della perquisizione effettuata presso la dimora del fermato, sono stati rinvenuti e sequestrati un paio di pantaloncini, appena lavati, e corrispondenti a quelli descritti dalla vittima e indossati dall’indagato la sera della violenza. Visti gli elementi di prova raccolti e il pericolo di fuga, G.F. e’ stato sottoposto a fermo. da parte degli agenti della IV Sezione “Reati sessuali e in danno di minori” della Squadra Mobile e messo a disposizione dell’autorita’ giudiziaria competente per la successiva convalida. Il fratello del malvivente e’ stato denunciato in stato di liberta’ per il reato di favoreggiamento personale.

(AGI) – Asti, 1 lug.- Si e’ aperto questa mattina in tribunale ad Asti il processo a carico di Michele Buoninconti, marito di Elena Ceste, la donna scomparsa da casa il 24 gennaio 2014 e ritrovata morta dopo nove mesi, il 18 ottobre, sulla riva di un canale non lontano dalla sua abitazione. L’uomo, che ha scelto di essere processato con rito abbreviato deve rispondere di omicidio volontario premeditato e occultamento di cadavere. Il processo si svolge a porte chiuse. In aula e’ presente Michele Buoninconti, detenuto nel carcere di Verbania con l’accusa di omicidio premeditato e occultamento di cadavere. Buoninconti e’ stato arrestato il 29 gennaio scorso. Nell’Aula 1 del tribunale di Asti sono presenti anche i genitori di Elena Ceste, Franco Ceste e Lucia Reggio, accompagnati dai legali Deborah Abate Zaro e Carlo Tabbia, che chiederanno di costituirsi parte civile nei confronti del genero. Il gup di Asti Roberto Amerio ha ammesso la costituzione di parte civile dei genitori della donna, dei figli, della sorella Daniela e del cognato Danilo Pacelli. Parte civile e’ stata ammessa anche l’associazione “Penelope”. “Siamo stati vicini alla famiglia in questi nove mesi – spiega il vicepresidente Francesco Farinella – e non ci sentiamo di abbandonarli ora”. Al momento e’ in corso una pausa dell’udienza. Michele Buoninconti, imputato per l’omicidio della moglie, e’ presente in aula e sarebbe apparso a chi assiste all’udienza ‘molto dimagrito’. (AGI) .

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