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(AGI) – Palermo, 16 lug. – Il jackpot da 21 milioni centrato ad Acireale questa sera e’ il sesto 6 realizzato in Sicilia nella storia del SuperEnalotto: la vincita di prima categoria – fa sapere Agipronews – mancava in regione dal 2012, quando il 19 maggio venne realizzato a Catania – che si conferma “abbonata” alle grandi vincite – un super 6 da 95 milioni di euro. Nella storia delle regioni piu’ premiate dalle vincite di prima categoria, la Campania e’ sempre al primo posto con 19 “6”, seguita dal Lazio con 16. Alle sue spalle l’Emilia Romagna con 12 e la Puglia con 10, poi la Toscana con 9. Sono invece quattro le regioni che dal 1997 a oggi non hanno mai realizzato un “6”: si tratta di Liguria, Valle d’Aosta, Trentino e Molise. (AGI) .

(AGI) – Roma, 16 lug. – Vincita da oltre 21 milioni di euro (21.856.879,71) al concorso del Superenalotto di questa sera. Un ‘6’, infatti, e’ stato realizzato con una schedina giocata ad Acireale, in provincia di Catania. La combinazione vincente del concorso di oggi e’ 22 – 27 – 29 – 49 – 69 – 87, jolly 73, 86 susperstar. (AGI) .

(AGI) – Milano, 16 lug. – Edmondo Bruti Liberati andra’ in pensione il 16 novembre prossimo. Ad annunciarlo e’ lo stesso procuratore capo di Milano in una lettera inviata ai colleghi. “Intendo rimanere in servizio fino alla conclusione di Expo 2015 – scrive nella missiva – l’evento che ha visto un impegno particolare dell’ufficio e mio personale”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 16 lug. – Ci sara’ un processo a Roma per la morte di Luca Olivotto, il ventisettenne catanese malato di cancro al cervello deceduto tre anni fa in una clinica di Tirana dopo essersi sottoposto per due giorni a una terapia a base di bicarbonato di sodio. Lo ha deciso il gup Maddalena Cipriani che ha rinviato a giudizio Tullio Simoncini, medico radiato dall’Ordine, e un suo collaboratore, il radiologo Roberto Gandini, che avrebbe coadiuvato il primo nella somministrazione per via arteriosa delle dosi massicce della sostanza che ha poi condotto alla morte del giovane.

Secondo quanto ricostruito dalla procura, nell’ottobre del 2012 Olivotto ando’ in Albania, dove lavorava Simoncini, per sottoporsi a questa cura (al costo di 20mila euro solo in parte consegnati dalla famiglia), ma dopo due giorni di somministrazione endoarteriosa mori’ per una gravissima alcalosi metabolica. In una nota, l’avvocato Francesco Lauri, che con la collega Giovanna Zavota assiste la famiglia Olivotto, ricorda che la consulenza medica disposta dalla procura “non lasciava adito a dubbi circa le cause della morte del ragazzo”.

Secondo i periti, infatti, “le manifestazioni cliniche cui ando’ incontro il paziente durante la degenza nella struttura “Universal Hospital Group” di Tirana sono riconducibili agli effetti sistemici prodottisi per effetto della somministrazione di bicarbonato di sodio, foriera di gravissima alcalosi metabolica ed infine dell’exitus”. A Simoncini, oltre all’omicidio colposo, viene contestato anche il reato di esercizio abusivo della professione. “La circostanza che una simile pratica, tanto dannosa quanto scevra da ogni evidenza scientifica, sia stata avallata da un medico “ufficiale” lascia francamente sconcertati ? conclude la nota ? e andra’ approfondita nella sede piu’ opportuna, ovvero il dibattimento”. (AGI)

(AGI) – Torino, 16 lug. – Una tragedia familiare maturata nel degrado, nella sporcizia, nell’abbandono piu’ totale. Due anziane donne, madre e figlia, sono morte cosi’ nel Torinese.

Nessun omicidio, dunque, come ipotizzato in un primo momento.

Le due donne, di 80 e 50 anni, sono state trovate senza vita nella loro abitazione di Piossasco. Sia i carabinieri che il medico legale hanno escluso che si tratti di morte violenta, in particolare di omicidio.

Dai primi rilievi, sembrerebbe infatti che le due donne siano morte da circa sette giorni e le cause potrebberso essere da attribuire ad una intossicazione alimentare. I carabinieri, dopo aver forzato una finestra, si sono introdotti nell’appartamento e hanno trovato le due donne, entrambe malate psichiatriche, accasciate vicino a un vecchio divano.

Ad accertare la causa della morte sara’ l’autopsia. Intanto la Procura di Torino ha aperto un fascicolo, affidato al pm Valerio Longi

Nel sopralluogo i militari non hanno trovato farmaci, mentre in casa c’erano evidenti segni di degrado, con avanzi di cibo e sporcizia. Entrambe le donne erano soggetti psichiatrici. (AGI)

(AGI) – Roma, 16 lug. – Ci sara’ un processo a Roma per la morte di Luca Olivotto, il ventisettenne catanese malato di cancro al cervello deceduto tre anni fa in una clinica di Tirana dopo essersi sottoposto per due giorni a una terapia a base di bicarbonato di sodio. Lo ha deciso il gup Maddalena Cipriani che ha rinviato a giudizio Tullio Simoncini, medico radiato dall’Ordine, e un suo collaboratore, il radiologo Roberto Gandini, che avrebbe coadiuvato il primo nella somministrazione per via arteriosa delle dosi massicce della sostanza che ha poi condotto alla morte del giovane. Secondo quanto ricostruito dalla procura, nell’ottobre del 2012 Olivotto ando’ in Albania, dove lavorava Simoncini, per sottoporsi a questa cura (al costo di 20mila euro solo in parte consegnati dalla famiglia), ma dopo due giorni di somministrazione endoarteriosa mori’ per una gravissima alcalosi metabolica. In una nota, l’avvocato Francesco Lauri, che con la collega Giovanna Zavota assiste la famiglia Olivotto, ricorda che la consulenza medica disposta dalla procura “non lasciava adito a dubbi circa le cause della morte del ragazzo”. Secondo i periti, infatti, “le manifestazioni cliniche cui ando’ incontro il paziente durante la degenza nella struttura “Universal Hospital Group” di Tirana sono riconducibili agli effetti sistemici prodottisi per effetto della somministrazione di bicarbonato di sodio, foriera di gravissima alcalosi metabolica ed infine dell’exitus”. A Simoncini, oltre all’omicidio colposo, viene contestato anche il reato di esercizio abusivo della professione. “La circostanza che una simile pratica, tanto dannosa quanto scevra da ogni evidenza scientifica, sia stata avallata da un medico “ufficiale” lascia francamente sconcertati ? conclude la nota ? e andra’ approfondita nella sede piu’ opportuna, ovvero il dibattimento”. (AGI) .

(AGI) – Palermo, 16 lug. – Il procuratore della Repubblica di Palermo, Franco Lo Voi, ha smentito ufficialmente che agli dell’inchiesta sul primario dell’ospedale Villa Sofia di Palermo, Matteo Tutino, vi sia la frase “la Borsellino va fermata, va fatta fuori come suo padre”. Era stato il settimanale ‘L’Espresso’ a riportare queste parole, sostenendo che Tutino le avrebbe dette durante una conversazione telefonica con il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta. (AGI) .

(AGI) – Palermo, 16 lug. – “Il mio assistito, il dottor Tutino non ha mai pronunciato, quella frase. Me lo ha assicurato e a quanto ne sappiamo quella intercettazione non risulta agli atti dell’inchiesta”. Lo ha affermato l’avvocato Daniele Livreri, legale di Matteo Tutino, nel ciclone per la presunta frase contro Lucia Borsellino che avrebbe pronunciato al telefono al governatore Rosario Crocetta. (AGI)

(AGI) – Pescara, 16 lug. – Trenta anni di reclusione: e’ la condanna inflitta dal gup del Tribunale di Pescara, Maria Carla Sacco, a Vincenzo Gagliardi, il dipendente delle Poste accusato dell’omicidio dell’ingegnere informatico Carlo Pavone, colpito sotto casa a Montesilvano (Pescara) con un colpo di fucile il 30 ottobre 2013 e morto il 16 novembre 2014 dopo un anno di coma. L’imputato, accusato di omicidio volontario premeditato, era presente alla lettura del dispositivo. Secondo l’accusa, l’imputato, che in passato ha lavorato con la moglie di Pavone e con la quale aveva una relazione sentimentale di cui la vittima era a conoscenza, avrebbe atteso l’ingegnere informatico sotto casa e gli avrebbe sparato. Gagliardi, attualmente agli arresti domiciliari , e’ stato giudicato con il rito abbreviato. Impassibile e con lo sguardo dritto verso il giudice. Gagliardi ha ascoltato cosi’ la lettura della sentenza. Subito dopo e’ calato il gelo in aula e Gagliardi e’ stato portato via dalla polizia penitenziaria. Particolarmente provati Adele e Rocco Pavone, rispettivamente sorella e fratello dell’ingegnere informatico, che non sono riusciti a trattenere le lacrime. Il giudice per l’udienza preliminare ha, inoltre, fissato una provvisionale di 150mila euro per i due fratelli di Pavone e la madre, e di 200mila euro per i due figli della vittima. “Sono molto soddisfatta – ha commentato il procuratore aggiunto Cristina Tedeschini – per l’esito dibattimentale, cioe’ del giudizio. Dimostra che il lavoro della procura della Repubblica e degli investigatori e’ stato fatto con grandissimo scrupolo e precisione. Siamo addolorati per questa vicenda ma soddisfatti per il nostro lavoro”. “Aspettiamo le motivazioni delle sentenza – ha detto ai cronisti l’avvocato Renzo Colantonio, difensore di Gagliardi – perche’ non siamo soddisfatti sotto il profilo della colpevolezza al di la’ di ogni ragionevole dubbio. Vediamo le motivazioni – ha ribadito – e faremo appello. Per il mio assistito e’ stata bella botta, e’ solo il primo grado e tante sentenze vengono ribaltate, basta vedere le cronache degli ultimi tempi. Comunque, massimo rispetto – ha concluso – per la sentenza del giudice Sacco”. ” La famiglia di Pavone – ha detto l’avvocato Massimo Galasso – ha accolto la sentenza con soddisfazione. E’ stata provata la piena responsabilita’ di Gagliardi, hanno avuto giustizia, quella che loro volevano. E’ stato premiato il lavoro di indagine quindi c’e’ soddisfazione, ma anche profonda tristezza perche’ queste vicende processuali sono pesanti, anche a livello di sentimenti”. Per le motivazioni bisognera’ attendere 90 giorni. (AGI) .

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