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Papa Francesco visiterà Bozzolo (in provincia di Mantova) e Barbiana (in provincia di Firenze) luoghi legati alla memoria di due grandi preti italiani, Don Primo Mazzolari e Don Lorenzo Milani ai quali vuole rendere omaggio con un gesto che indubbiamente rappresenta anche un atto di riparazione a nome della gerarchia cattolica che tanto ha fatto soffrire entrambi. La visita, che si svolge "in forma privata e non ufficiale" avrà complessivamente la durata di 4 ore e mezzo, dunque sarà forse la più breve del Pontificato, ma la sua importanza sarà grandissima: quello di Francesco è infatti un gesto storico perché in ginocchio con il Papa sarà la Chiesa tutta a rendere omaggio a questi due profeti scomodi uniti dall'attenzione ai piccoli e agli ultimi ma anche dal rifiuto tout court dell'uso della forza e della guerra, un atteggiamento che Francesco condivide (basti pensare alla sua condanna senza condizionali del traffico delle armi).

Don Mazzolari, all'Indice

"Lasciate che io vi dica una parola intorno alla guerra. E' un punto oscuro dell' umanità, la ricapitolazione di tutte le ingiustizie e di tutti i dolori umani. Però, cari fratelli, vi faccio una domanda: trovatemi una giustificazione che Dio vuole la guerra, perché quando si fanno certe affermazioni bisogna anche documentarle. Voi mi direte: ma i popoli cristiani hanno fatto le guerre… i popoli cristiani sono come tutti gli altri quando dimenticano il Vangelo, anzi, diventano peggiori degli altri? e allora perché volete fare del Padre il massacratore?", scrisse don Primo Mazzolari in "Tu non uccidere", che verrà messo all' indice dal Sant' Uffizio. Il primo provvedimento di censura dei suoi scritti emesso dalle autorità ecclesiastiche è del 1934, l' ultimo del 1960, quando Mazzolari era ormai morto.

Don Milani, imputato per incitazione a disobbedienza

Anche peggio andò, riguardo alle sua posizione sugli eserciti armati, a don Lorenzo Milani, che finì sul banco degli imputati e che alla fine fu riabilitato dalla Giustizia italiana quando era già morto. "Dovevo ben insegnare come il cittadino reagisce all'ingiustizia. Come ha libertà di parola e di stampa. Come il cristiano reagisce anche al sacerdote e perfino al vescovo che erra. Come ognuno deve sentirsi responsabile di tutto. In piedi. Signori, entra la Corte", disse don Lorenzo, che nel processo celebrato a Roma il 28 ottobre del 1967, quasi 50 anni fa, si difese dall'accusa di apologia e incitamento alla diserzione e alla disobbedienza civile, per le quali era stato trascinato in Tribunale. Nella sua "Lettera ai cappellani militari", il sacerdote in realtà aveva proclamato il diritto all'obiezione di coscienza al servizio militare e il dovere della disobbedienza a ordini sbagliati. Tra un rinvio e l'altro il processo si concluse il 15 febbraio 1966 con la richiesta da parte del pubblico ministero di otto mesi di reclusione per don Milani e otto mesi e mezzo per Pavolini, il direttore di Rinascita la rivista del Pci che autonomamente aveva pubblicato la Lettera di Milani ai cappellani militari. I giudici, dopo tre ore di camera di consiglio, optarono per l'assoluzione, ma il pubblico ministero ricorse subito in appello. Il processo di secondo grado fu fissato il 28 ottobre 1967, ma don Milani morì il 26 giugno.

La venerazione di Francesco per Don Milani

Per don Milani Francesco ha un'autentica venerazione, come ha testimoniato recentemente in un videomessaggio alla Fiera del libro di Milano, nel quale ha descritto la figura di questo sacerdote che amava la Chiesa benché "ferito" da essa. "Non mi ribellerò mai alla Chiesa perché ho bisogno più volte alla settimana del perdono dei miei peccati, e non saprei da chi altri andare a cercarlo quando avessi lasciato la Chiesa": queste parole del priore di Barbiana, che hanno anticipato di mezzo secolo il Giubileo della Misericordia, Francesco ha voluto ripeterle lui stesso nel videomessaggio trasmesso alla Fiera del libro. "Tutti – ha affermato Francesco – abbiamo letto le tante opere di questo sacerdote toscano, morto ad appena 44 anni, e ricordiamo con particolare affetto la sua 'Lettera ad una professoressa', scritta insieme con i suoi ragazzi della scuola di Barbiana, dove egli è stato parroco. Come educatore e insegnante egli ha indubbiamente praticato percorsi originali, talvolta, forse, troppo avanzati e, quindi, difficili da comprendere e da accogliere nell'immediato". Nel suo videomessaggio il Papa non ha omesso di citare "qualche attrito e qualche scintilla, come pure qualche incomprensione con le strutture ecclesiastiche e civili, a causa della sua proposta educativa, della sua predilezione per i poveri e della difesa dell'obiezione di coscienza. La storia si ripete sempre". "Mi piacerebbe – ha concluso – che lo ricordassimo soprattutto come credente, innamorato della Chiesa anche se ferito, ed educatore appassionato con una visione della scuola che mi sembra risposta alla esigenza del cuore e dell'intelligenza dei nostri ragazzi e dei giovani".

Il perché di una visita 'riservata'

Espressioni analoghe Francesco ha utilizzato in un altro testo bellissimo dedicato al parroco di Bozzolo che Giovanni XXIII chiamava la "Tromba della Val Padana", la raccolta di articoli di don Primo Mazzolari curata da padre Leonardo Sapienza (il reggente della Casa Pontificia), il Papa ha scritto che "ci farà bene leggere e meditare queste pagine molto attuali. Lui ci ricorda che i poveri sono la vera ricchezza della Chiesa, i poveri sono l' unica salvezza del mondo!". Così il parroco di Bozzolo e il priore di Barbiana hanno fatto dell'esilio un trono, la redenzione immanente e la loro voce e il loro silenzio sono rimasti intatti. "Per questo – commenta Stefania Falasca su Avvenire – la visita 'riservata' voluta da Francesco a Bozzolo e Barbiana non rientra nel protocollo di un omaggio formale né in un gesto di riabilitazione dei caduti, ma è un atto di resipiscenza profonda, perché è la Chiesa qui a ricapitolarsi. Una Chiesa che non indica le periferie come centro di un nuovo conformismo, ma quell'esilio vissuto, quell'esilio da sé stessi come il luogo inalienabile che fa crescere e rende grande nell'amore e nella fedeltà la Chiesa. Perché quello di Mazzolari e di Milani è stato un amore di uomini liberi, dimentichi di loro stessi. Talmente da renderli disposti per amore di Cristo e come Cristo anche a soffrire le offese e le ingiurie di quegli stessi apparati del conformismo clericale che non hanno sopportato il dono della libertà dei figli Dio, il dono con cui il Mistero stesso ha reso preziosamente uniche le loro vite, a beneficio di tutti". 

E' morta a Roma Carla Fendi. La stilista, malata da tempo aveva 80 anni. "Sono addolorato come per la morte di una persona della mia famiglia. Abbiamo condiviso esperienze meravigliose. La sua fedeltà alle radici e alle virtù del grande artigianato italiano ne ha fatto una protagonista mondiale", ha commentato l'ex sindaco della Capitale, Francesco Rutelli. Quarta delle sorelle Fendi, dopo gli studi classici Carla entra alla fine degli anni '50 ancor giovane nell'azienda di famiglia a fianco delle sorelle Paola, Anna, Franca e poi Alda.

La sua formazione si completa in settori diversi facendo esperienze nell'amministrazione, nella produzione, nella vendite, nella progettazione dove lavora, insieme alle sorelle, a fianco di Karl Lagerfeld. Parallelamente già dagli anni Sessanta si dedica al settore delle relazioni pubbliche puntando innanzitutto e strategicamente sul mercato più difficile, quello americano, i cui successi ottenuti hanno definitivamente sancito la fama di Fendi in tutto il mondo. Con la crescita e lo sviluppo dell'azienda Carla Fendi, pur continuando a collaborare alla creazione si occupa in modo specifico della Comunicazione, dall'Ufficio Stampa, alla Pubblicità, all'Immagine, alle Manifestazioni.

E proprio nell'ambito delle Manifestazioni che nasce negli anni '80 il suo grande interesse per Spoleto e per il suo Festival. Erano gli anni del Maestro Giancarlo Menotti e mentre il Festival dei due Mondi diventava uno degli eventi più importanti della cultura italiana Carla Fendi, nel suo ruolo di responsabile della Comunicazione, sceglie di legare il marchio Fendi alla manifestazione. Un coinvolgimento che matura di anno in anno e che si consolida attraverso una bella e preziosa amicizia con il Maestro Giancarlo Menotti. Nel 2007 nasce la Fondazione Carla Fendi con lo scopo principale di dare contributo e assistenza per preservare beni e valori culturali del passato e per garantirne la continuità e la crescita nel futuro, muovendosi principalmente nel campo dell'arte, della letteratura, del cinema, della moda, dell'ambiente e del sociale, e comunque in tutti i settori in cui si potranno finalizzare i medesimi interessi culturali. Con questo spirito, la Fondazione promuove eventi allo scopo di preservare eccellenze artistiche del passato e di promuovere personalita' emergenti. Supporta progetti nell'ambito della difesa ambientale finalizzati allo sviluppo e alla difesa dell'Ambiente. Sostiene inoltre la pubblicazione di opere letterarie, opere d'arte e libri finalizzati a far conoscere e divulgare la cultura. 

Incendio all' interno di un supermercato in via Giorgio Pallavicino, al Portuense. Due squadre dei vigili del fuoco del Comando di Roma, con un'autobotte e un carro autoprotettori, sono intervenute nella notte e sono impegnate nello spegnimento del rogo. Il supermercato è isolato e lontano da abitazioni. Non ci sono feriti o intossicati.

Il rogo che in Portogallo è costato la vita a più di 60 persone deve suonare come campanello d'allarme per l'Italia, dove il rischio incendi è elevato a causa del caldo, della siccità.


Alcuni numeri per spiegare una stagione anomala

  • La primavera 2017 è stata la seconda più calda dal 1800 ad oggi
  • Un'anomalia sul termometro di +1,9 gradi
  • E' stata la terza più asciutta con un deficit di quasi il 50%
  • L'inverno 2016/2017 è stato il terzo posto tra i più asciutti con il 48% di precipitazioni in meno
  • D'inverno si sono registrati valori di temperatura superiori di 0,49 gradi alla media di riferimento

(fonte Cnr)


Un mix esplosivo

Caldo e siccità sono un mix esplosivo che – sottolinea la Coldiretti – si somma all'avanzata del bosco che senza alcun controllo si è impossessato dei terreni incolti e domina ormai con 12 miliardi di alberi più di 1/3 della superficie nazionale con una densità che li rende del tutto impenetrabile ai necessari interventi di manutenzione, difesa e sorveglianza.

Dieci semplici regole

  1. Bello il pic-nic nel bosco, ma non accendete fuochi, nemmeno nelle aree coltivate vicine.
  2. Nelle aree attrezzate, dove è consentito, controllate costantemente la fiamma
  3. Verificate prima di andare via non solo che il fuoco sia spento, ma anche che le braci siano completamente fredde.
  4. Non gettate mai mozziconi o fiammiferi accesi dall'automobile, 
  5. Nel momento in cui si è scelto il posto dove fermarsi verificare che la marmitta della vettura non sia a contatto con erba secca che potrebbe incendiarsi.
  6. Non abbandonate mai rifiuti o immondizie nelle zone boscate
  7. Non gettare contenitori sotto pressione (bombolette di gas, deodoranti, vernici, ecc.) che con le elevate temperature potrebbero esplodere o incendiarsi facilmente.
  8. Se avvistate un incendio non prendete iniziative autonome
  9. Tenetevi sempre a favore di vento evitando di farsi accerchiare dalle fiamme
  10. Informate tempestivamente le autorità responsabili con i numeri di emergenza disponibili.

Per approfondire:

Dai numeri appena pubblicati dal Cai sul mondo delle adozioni internazionali, l’Italia si conferma primo Paese ospitante in Europa per numero di minori adottati, seconda al mondo solo agli Stati Uniti, con 2.206 minori accolti da famiglie italiane nel 2014 e 2.216 nel 2015. 

Lo stesso rapporto però sottolinea come, in dieci anni, il numero di adozioni internazionali nel mondo abbia registrato una “progressiva riduzione” con un calo complessivo del 73,5%.

  • 45.383 minori adottati nel 2004
  • 12.001 minori adottati nel 2015
  • Francia: -80% (da 4.079 a 815 minori adottati)
  • Usa: -75,3% (da 22.884 a 5.648)
  • Germania: -73,3% (da 749 a 200).
  • Italia: -34,9% 

Perché si adotta di meno  

La flessione registrata, spiega ancora il Cai, è conseguenza “soprattutto di trasformazioni interne nei Paesi di origine, influenzate da fattori politici, economici, e sociali. In queste trasformazioni rientrano, fortunatamente anche l’adesione e ratifica della Convenzione de L’Aja del 1998, le modifiche legislative dei Paesi di origine tese a rendere più sicure e trasparenti le adozioni, il miglioramento di politiche interne a favore dell’infanzia e di incentivazione di misure di protezione dei minori a carattere nazionale”.


Si adotta di meno perché:

  • Cambiamento delel norme nei Paesi d'origine
  • Adozione della convenzione de L'Aja
  • Crisi economica nei Paesi di destinazione

Il documento della Commissione non nasconde però che “anche le dinamiche dei Paesi di accoglienza sono cambiate, con una minore propensione alle adozioni internazionali che dipende da vari fattori, cui non è certamente estraneo il contesto economico”.

Aibi, in Italia calo pari al 50% rispetto al 2011

Secondo l’associazione Amici dei bambini (Aibi), in Italia “negli ultimi tre anni non si è creduto” alle adozioni internazionali: “a dimostrarlo è il calo pari al 50% rispetto al 2011”.


Cosa chiede l'Associazione amici dei bambini

  • Gratuità dell’adozione internazionale 
  • Snellimento delle procedure adottive
  • Abolizione dei viaggi multipli nei Paesi di origine dei minori
  • Istituzione di un ‘funzionario delle adozioni internazionali’ presso ogni Ambasciata italiana
  • Tolleranza zero nei confronti dei pagamenti in nero
  • Definizione di vacanze preadottive”

L’associazione è finita nell’occhio del ciclone dopo le gravi irregolarità denunciate da Silvia Della Monica, ex presidente del Cai sfociate in un’inchiesta della Procura milanese, alla quale Aibi ha risposto con due querele per diffamazione e una richiesta di risarcimento milionaria.

Laera: "Convocazione della commissione al più presto"

E si ricollega a questo anche la contrastata nomina di Laura Laera come vicepresidente Cai: l’ex presidente del Tribunale dei minori, nonché moglie del procuratore capo di Milano, Francesco Greco, si troverà infatti ad occuparsi del fascicolo amministrativo della vicenda, mentre il marito è incaricato di seguire quello penale. La sua nomina però è stata ratificata dal presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e lei ha iniziato il suo lavoro. E sulla convocazione del Cai, ha risposto al portale Vita  che arriverà “al più presto. Una Commissione prima dell'estate vorrei runirla”.

 

Un anno di amministrazione Raggi – ma, più in generale, a Cinque Stelle – alla prova dei fatti. E' La Stampa a passare alla lente di ingrandimento quello che il sindaco della Capitale ha fatto da quando è arrivata in Campidoglio e il quadro che ne esce non è confortante. L'analisi condotta dal quotidiano torinese (dove, non va dimenticato, c'è un'altra amministrazione pentastellata: quella di Chiara Appendino), si concentra in particolare su tre aspetti:

  1. Le nomine
  2. L'emergenza rifiuti
  3. I conti del Comune

Andiamo per ordine:

Le ordinanze del sindaco

Su 227 atti, ben 149 – due terzi – hanno a che fare con le poltrone: nomine, revoche o deleghe assegnate ad assessori e dirigenti. La giunta Raggi ha messo a contratto 102 collaboratori esterni, dodici in più di quelli nominati da Ignazio Marino, quindici in più dell’era Alemanno.

Quanti collaboratori hanno nominato i sindaci:

  • Virginia Raggi: 102
  • Ignazio Marino: 90
  • Gianni Alemanno: 87 

Le delibere della Giunta

Su 258 delibere, 75 – più di un terzo – riguardano l’assunzione di personale esterno. Ma il quadro non è ancora completo,

Chi manca in squadra:

  • Il capo di gabinetto
  • L'assessore ai Lavori pubblici
  • L'assessore ai Servizi sociali

Cosa è stato cambiato

  • Il vicesindaco
  • L’assessore all’Ambiente
  • L'assessore all’Urbanistica
  • L'assessore al Bilancio (2 volte).
  • L'amministratore delegato dell'Ama (rifiuti), quattro volte, e il direttore generale, due volte.

Gli impegni prossimi venturi

Entro la fine dell’anno c’è da rinnovare il consiglio di amministrazione di tutte le società partecipate per le quali è stato introdotto l’obbligo dei tre componenti.  

L'Ama, dove tutto cambia e nulla muta

Lo smaltimento dei rifiuti a Roma costa quattro volte quello di Milano, perché Ama è in grado di trattarne appena il 20 per cento: il resto lo paga ai privati e per trasportare l’immondizia in giro per l’Europa. Ecco alcuni numeri:
  • La raccolta differenziata è scesa al 42 per cento, un punto in meno di un anno fa.
  • Il nuovo piano industriale ridurrà gli investimenti: invece dei 300 milioni previsti per la creazione di nuovi ecodistretti e l’acquisto di mezzi, ne resteranno solo 110 per i mezzi.
  • In meno di due mesi tre incendi in impianti di trattamento dei rifiuti:
    • Castelforte
    • Viterbo
    • Malagrotta.
  • I due impianti dell’indifferenziata a Malagrotta non tratteranno più 1.250 tonnellate di immondizia al giorno, ma solo 800.  

I conti disastrati

A che punto è la la promessa della Raggi di rimettere a posto i conti della Capitale.

  • Sono state votate al Consiglio comunale 143 delibere per il pagamento di debiti fuori bilancio su un totale di 179. Valore: cento milioni di euro
  • La giunta ha discusso 25 delibere sulle società partecipate dal Comune. Il piano di razionalizzazione delle holding prevede di scendere da 40 controllate a 10-12 aziende, e di dismettere parte delle quote di Adr (aeroporti), Centrale del Latte e della Acea.  

Cosa è stato fatto di rilevante

  • Via libera preliminare allo stadio della Roma
  • Adozione di un nuovo regolamento sugli ambulanti che aggira l’obbligo di gara previsto dalla direttiva Bolkenstein ('salva Tredicine' dal nome della famiglia proprietaria di decine di camion e bancarelle)
  • Su 179 delibere:
    • Due hanno riguardato l’urbanistica e i trasporti,
    • Una la cultura
    • Una la scuola (proposta della capogruppo Pd Michela Di Biase che consente alle mamme di consegnare il latte materno negli asili nido).  

Carolina Picchio aveva 14 anni quando decise di gettarsi nel vuoto. Mesi prima, una serata alcolica era finita con un video in cui alcuni ragazzi mimavano atti sessuali nei suoi confronti e il suo profilo Facebook si era riempito di insulti. Troppo per lei. Il suo ultimo messaggio fu: “Le parole fanno più male delle botte”. E’ stata la spinta perché si cominciasse a lavorare in Parlamento a una legge sul cyberbullismo.

L’approvazione della Legge Ferrara, “un grande passo di civiltà”

Un percorso che quattro anni dopo ha portato all’approvazione di una normativa a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno, la Legge Ferrara dal nome della prima firmataria, Elena Ferrara, che di Carolina era l’insegnate di musica. Domenica entra in vigore e presto arriveranno anche i decreti attuativi. “È un primo grande passo di civiltà – ha sottolineato in un’intervista a La Stampa – lo dovevamo a Carolina e a tanti prima di lei. Ho un solo rammarico: tutti, politica e società civile, ci siamo mossi tardi, dovevamo farla prima”.  

La legge 71/17 punta a essere uno strumento per i ragazzi dai 14 anni in su per difendersi e segnalare abusi, contrastando così il fenomeno amplificatorio della rete e l’illusione dell’anonimato che fomenta i bulli ma anche lo stesso branco. Sei i punti principali introdotti – come spiega Maura Manca in questo suo post su Agi.it (inserire link al post della manca)  () – che contengono tre importanti novità. Leggi anche questo articolo su Repubblica

La madre di Andrea, suicida a 15 anni: “A questa legge manca qualcosa”

“Considero la legge Ferrara come un vento di primavera e non come un’occasione persa. Un inizio in quel percorso del sano vivere civile”Ma “gli manca qualcosa”. A parlare è Teresa Manes, presidente dell’Associazione Italiana Prevenzione Bullismo, madre di Andrea Spezzacatena, il “ragazzo dai pantaloni rosa” che nel 2012, a 15 anni, si tolse la vita dopo mesi di derisioni e cyberbullismo (leggi qui). 

In una lettera pubblicata da Vanity Fair, la Manes sottolinea alcune mancanze sulle quali bisogna ancora lavorare “perché tutto quello che ha subito mio figlio lo subiscono altri figli e figlie d’Italia e perché, forse, qualcosa è sfuggito al legislatore”.

“Se, giustamente, è stata data una definizione legislativa di cyberbullismo, a mio avviso andava, prima, data anche una definizione di bullismo. È vero che si tratta di un fenomeno vasto e sfaccettato, ma andava comunque definito”. La presidente Associazione Italiana Prevenzione Bullismo guarda positivamente alla possibilità data al minore ultra 14enne di chiedere l’oscuramento e anche la procedura di ammonimento“potrebbe avere una sua efficacia”. “In ogni caso – conclude – si tratta di strumenti riconosciuti solo alle vittime di cyberbullismo. E gli altri?”

Coinvolti i più famosi youtuber per spiegare la legge

Il rischio è che i ragazzi non siano adeguatamente informati della nuova legge e degli strumenti che mette a disposizione. Per ovviare, è stata realizzata una campagna, #Ciberesistance, che coinvolge i più noti Youtuber come Sabri Gamer, Giulia Penna, Jack Nobile, Cesca e Klausche fanno parte della Web Star Channel di Luca Casadei. Si comincerà con un video – che verrà postato domenica, all’entrata in vigore della legge – al quale seguiranno altre iniziative nei prossimi mesi. L’iniziativa è stata sviluppata in collaborazione con il professor Luca Bernardo, direttore della Casa Pediatrica dell'Ospedale Fatebenefratelli Sacco, che ospita e cura ragazzi vittime di bullismo e cyberbullismo, con l'aiuto dell'avvocato Marisa Marraffino, esperta di reati informatici.

Come ha spiegato Bernardo, “senza una presa di coscienza reale da parte dei social network i nostri sforzi saranno sempre insufficienti, almeno finché i colossi del web non capiranno che devono contribuire realmente e fattivamente ad arginare un fenomeno che è già oggi un'emergenza sociale”.

E visto che la legge si rivolge in primis ai ragazzi, bisogna trovare qualcuno che riesca a parlare loro. Da qui, l’idea di coinvolgere gli youtubers che hanno un vasto pubblico proprio sulla Rete. “I nostri Creators hanno i linguaggi e i codici della generazione coinvolta nel fenomeno, sono ragazzi che parlano ai ragazzi e che sanno parlare ai ragazzi – ha sottolineato Casadei – La campagna, che li vede protagonisti, è quindi un messaggio positivo, per fare “rete” nell’ecosistema Internet. Il video, realizzato dai nostri Wsc Studios, mostra le vie da percorrere per eliminare la paura e la vergogna: ‘parlare’ e ‘condividere’”.

 

KOHL, l'addio al cancelliere della riunificazione scuote l'Europa, "ne era l'essenza stessa".

GENTILONI, a Bologna interviene a 'Repubblica delle idee'.

LONDRA, si continua a scavare tra le macerie della Grenfell Tower ma e' bufera sulla May per la gestione dei soccorsi.

POLITICA

  • Italia-Germania, la cancelliera tedesca Angela Merkel a Roma.
  • Direzione Italia, primo congresso nazionale a Roma.
  • Forza Europa, iniziativa di Della Vedova e Bonino a Roma.

ECONOMIA

  • Voucher: manifestazione nazionale Cgil, con Camusso
  • Alitalia, sviluppi dopo la conferma della cassa integrazione a zero ore per 317 dipendenti.
  • Sciopero, si riapre dibattito sulla riforma della legge dopo il 'venerdi' nero' dei trasporti.

ESTERO

  • Russiagate, sviluppi dell'inchiesta dopo l'apertura dell'indagine sul presidente Donald Trump.
  • Isis, giallo sulla sorte di Al-Baghdadi dopo che la Mosca ha fatto sapere che potrebbe essere morto in un raid russo.

CRONACA

  • Papa, riceve Angela Merkel in Vaticano.
  • Violenze in caserma, interrogatorio di un carabiniere in carcere in Toscana.

Se a Roma il trasporto di superficie e sotterraneo è intasato e i lavori di potenziamento sembrano ostacoli insormontabili, l'unica soluzione è sfruttare il cielo e permettere ai romani di viaggiare con dei 'tram volanti'. Come? Con la realizzazione di alcune funivie che collegherebbero la zona di Battistini a quella di Casalotti, e quella di Magliana a piazza Città del Lavoro. Queste alcune delle opere che l'assessore alla mobilità romana Linda Meleo ha annunciato via Facebook come "parte del piano urbano della mobilità sostenibile" (leggi l'articolo del Messaggero). Da tempo però l'idea della funivia proposta dalla giunta Raggi suscita nei romani più ironia e scetticismo che favore. Tuttavia se i 'tram aerei' dovessero decollare, Roma sarebbe in buona compagnia. Da Berlino a Hong Kong, ecco le 15 metropoli al mondo che sfruttano il trasporto via fune. Con grandi soddisfazioni da parte dei cittadini.

Berlino (Germania): L'ultima città a scegliere la 'metropolitana volante' è stata Berlino che ha affidato il progetto a un'azienda altoatesina: la Leitner. La funivia collega due quartieri dell'ex Berlino est e, attraverso una stazione di interscambio posta su una collina, si congiunge alla metropolitana cittadina permettendo ai passeggeri di raggiungere il centro. Dotata di 65 cabine, ha una portata di 3000 persone all'ora per senso di marcia.  Inaugurata di recente, trasporterà i turisti dell'Esposizione internazionale dei giardini 2017 fino a ottobre, e poi resterà come mezzo di trasporto urbano. 
 

Londra (Gran Bretagna): Dalle Olimpiadi del 2012 la capitale britannica si è dotata di una funivia che sorvola per circa un chilometro il fiume Tamigi e collega Greenwich Peninsula al molo Royal Victoria. Il progetto si chiama 'Air Emirates Line' e prende il nome dalla compagnia aerea che lo ha finanziato. Trasporta fino a 2500 passeggeri all'ora per senso di marcia. E' utilizzata perlopiù da turisti. 

Madrid (Spagna): Il "teleferico" parte dalla periferia della capitale spagnola sorvola la rosaleda del Parque del Oeste,  la stazione ferroviaria di Principe Pio, la chiesa di San Antonio de la Florida e il fiume Manzanarre e termina il suo percorso nella plaza de los Pasos Perdidos della Casa de Campo. E' attiva dal 1969 ed è lunga 2.457 metri. Il suo uso è per lo più turistico.

Barcellona (Spagna): La funicolare di Montjuïc è inclusa nel sistema di trasporto pubblico della città e si interseca con due stazioni metropolitane. La funivia unisce la città con la collina del Montjuic e con le installazioni sportive qui situate. Fu aperta nel 1928 in occasione dell'Esposizione Universale di Barcellona del 1929 e fu chiusa nel 1981 per ristrutturazione. Tornò attiva di nuovo nel 1984. Trasporta 400 passeggeri a vagone. La collina è anche collegata al porto turistico di Barcellona attraverso un'altra funivia: la teleferica del porto. Costruita nel 1931, fu chiusa nel 1936 e riaperta nel 1963. Trasporta circa 150 persone all'ora. 

Lisbona (Portogallo): Turistica (e panoramica) la "Funivia del Parco delle Nazioni", inaugurata nel marzo del 1998, durante l’Esposizione  Mondiale di Lisbona dello stesso anno. E' dotata di 40 cabine ognuna delle quali trasporta 8 passeggeri. 

 

Ankara (Turchia): Dal 2014 una cabinovia 10-posti collega i quartieri cittadini di Şentepe e Yenimahalle con la rete metropolitana. Raggiunge una portata di 2.400 persone/ora per senso di marcia, su un percorso di 3.228 metri e per un totale di quattro stazioni. 

 

Portland (USA): Nel 2006, città dell'Oregon si è dotata di una funivia che collega il quartiere di South Waterfront al campus dell'Università di Scienza e Salute dell'Oregon. Ogni giorno trasporta circa 3.300 passeggeri e il sistema è del tutto integrato nella rete di trasporti pubblici della città. 

New York (USA) : Un 'tram aereo' collega Roosevelt Island alla zona dell'Upper Eastside di Manhattan. Inaugurata nel 1976 fu chiusa a marzo del 2010 per ristrutturazione e riaperta a novembre dello stesso anno. E' formata da due cabina ognuna delle quali trasporta 110 persone ed effettua 115 viaggi al giorno. 

Rio de Janeiro (Brasile): Inaugurato nel 2011 il"Teleferico do Alemào” collega gli abitanti della favela di Alemào alla città. La linea è lunga 3,5 km, effettua ssei fermate e si percorre interamente in 16 minuti. Sulla linea viaggiano 150 gondole (le cabine) ognuna in grado di trasportare 12 persone

Caracas (Venezuela). La funivia di Caracas è completamente integrata nella rete di trasporto pubblico della città e collega la periferia al centro. Attiva dal 2010 ha una sola linea conche effettua fermate in cinque stazioni. La portata è di 3000 persone all'ora per senso di marcia. 

Merida (Venezuela) – In attività dal 1960 al 2008 quando fu chiusa su consiglio del gruppo che l'aveva costruita perché era arrivata a fine vite e nessun altro lavoro di manutenzione avrebbe potuto garantirne la sicurezza. Dopo un lungo periodo di demolizione e ricostruzione la funivia è in fase di riavvio. Lunga 18 chilometri, con una portata di 18 persone, la funivia collega la città di Merida a quella al Pico Espejo, a 4700 metri s.l.m. Lo scopo della funicolare è principalmente turistico. 

Bogotà (Colombia): Un tram aereo collega la città alla cima del colle di Monserrate (3.152 metri). La funivia fu costruita nel 1955 e ha due cabine da 40 passeggeri ognuna. Lo scopo è principalmente turistico: sulla cima c'è una chiesa, un ristorante e varie attrazioni turistiche. 

Medellin (Colombia): Le linee di funivie sono addirittura tre due collegano le aree collinari alla città e un'altra il centro a un parco. Attiva dal 2004 la Metrocable è perfettamente integrata nel trasporto pubblico della città tanto da avere diverse stazioni di interscambio con le linee tram e metro. Trasporta circa 30mila persone al giorno

La Paz (Bolivia): Teleferica collega in 10 minuti la città di La Paz a quella di El Alto. E' stata inaugurata nel 2014 e ha una portata di 18.000 passeggeri ogni ora. La teleferica è anche la funivia più alta al mondo.

Hong Kong: Dal 2006 una funivia collega il sobborgo di Tung Chung, vicino l'aeroporto internazionale di Hong Kong, con la famosa zona turistica mondiale di Ngong Ping, facilitando la vita alle frotte di turisti costretti un tempo a camminare per ore per poter ammirare la statua del Buddha gigante. La funivia trasporta 3.500 passeggeri all'ora per senso di marcia. 
 

Il nuovo piano della mobilità urbana di Roma presentato nei giorni scorsi dall'assessore ai trasporti 5stelle Linda Meleo sta facendo discutere per il suo carattere, diciamo così, visionario. In un'incontro con i sindacati Cgil, Cisl e Uil, Meleo ha parlato "dell'ipotesi di sperimentazione di corsie dedicate alla guida autonoma, per la quale sono in corso contatti con alcune imprese costruttrici". 

Linda Meleo è l'assessore alla mobilità di Roma Capitale. Classe 1978, si laurea in economia nel 2003 all'università Sapienza di Roma. Si iscrive all’università LUISS di Roma e, dopo l'esperienza Erasmus in Olanda, Belgio e Francia, nel 2007 ottiene un dottorato di ricerca in diritto ed economia, sul tema energia e ambiente. Nel 2010 diventa docente-tutor di economia all'università telematica Uninettuno.

Durante la sua formazione partecipa alla stesura di 2 rapporti annuali del centro studi 'Cittalia' dell’ANCI (associazione nazionale dei comuni italiani): 'Città e ambiente' e 'Città mobili'. Quando nel luglio 2016 fu scelta per questa carica, scrisse un post nel quale dichiarava che la sua vision e i suoi obiettivi: "ridare a Roma la dignità che merita". E per farlo diceva che occorreva "gestire le emergenze che si sono accumulate nel corso degli anni" e "sostituire gradualmente l'uso dell'auto privata al trasporto pubblico".

La città sostenibile. Fra i progetti contenuti nel nuovo piano della mobilità urbana di Meleo compare, fra l'altro, la costruzione di 3 funivie, che aveva innescato recentemente una polemica. 'Progetti ad effetto', li ha definiti il Messaggero, che potrebbero "rischiare di oscurare alcune idee più tradizionali".

 

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Leggi la notizia anche su: La Repubblica, Corriere della Sera.

 

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