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Mamadou Gara, 26 anni, e Brian Minteh, 43, sono ritenuti responsabili, in concorso con altre due persone che devono essere ancora identificate, di violenza sessuale di gruppo, cessione di stupefacenti e omicidio volontario. Il momento dell'arresto dei due uomini, che sono in stato di fermo.

Video della Polizia di Stato

"Questa storia è costellata di falsi subito il pestaggio ed è proseguita in maniera ossessiva subito dopo la morte di Stefano Cucchi": lo ha detto il pm Giovanni Musarò in apertura di processo in corte d'assise contro 5 militari dell'Arma, annunciando il deposito di nuovi verbali integrativi di indagine nel procedimento per falso. "C'è stata un'attività di inquinamento probatorio indirizzando in modo scientifico prove verso persone che non avevano alcuna responsabilità e che sono state sottoposte a giudizio fino in Cassazione e ora sono parte civile perché vittime di calunnie", ha aggiunto il pm.

Nuova ondata di maltempo nel Sud Italia. In Calabria l'allerta diramato dalla Protezione Civile regionale ha spinto alcuni sindaci a chiudere le scuole. Fra questi quelli di Catanzaro e Crotone. Temporali anche nel Salento che hanno provocato disagi in diversi centri abitati, tra cui Tricase, Otranto, Andrano, Diso, dovuti ad allagamenti di strade e abitazioni. Numerose sono state le telefonate ai centralini dei vigili del fuoco sin dall'inizio della serata di ieri. Piogge copiose e temporali con vento forte e fulmini hanno interessato soprattutto la parte più meridionale della penisola salentina. Secondo gli esperti, nella giornata di oggi la situazione dovrebbe lentamente migliorare, ma sono segnalati ancora rovesci isolati nel Salento, anche accompagnati da fulmini e venti forti dai quadranti settentrionali.

Gli automobilisti che ogni giorno percorrono i 68 chilometri del Grande Raccordo Anulare di Roma potranno contribuire con i propri telefonini a monitorare lo stato di salute di ponti e viadotti grazie a una app messa a punto da Anas e Mit di Boston. Lo racconta oggi il quotidiano La Repubblica.

Negli smartphone ci sono accelerometri in grado di misurare lo spostamento del telefono sui tre assi e di registrare una serie di altri dati comprese le vibrazioni, racconta il quotidiano. Grazie a loro si può intuire la salute di una rete stradale, inclusi i ponti, oltre a quello dell’asfalto che li ricopre. Bisogna immaginare un’app, che Anas lancerà entro giugno, istallata su decine se non centinaia di miglia di smartphone che raccoglieranno dati, vibrazioni in particolare, collegandoli alla posizione stabilita dal gps. A Boston tre ricercatori tracceranno un "elettrocardiogramma" in costante evoluzione del Gra integrando le misurazioni di altri due tipi di sensori più sofisticati: i 1200 fissi che verranno istallati da febbraio e quelli mobili sulle dieci auto di servizio di Anas che circolano quotidianamente su Gra e A91. Quest’ultima collega la capitale all’aeroporto e fra le 24 opere tra viadotti, sottovia e cavalcavia, una è firmata dall’architetto Riccardo Morandi, lo stesso del ponte di Genova crollato questa estate.  

“Quello del Grande raccordo anulare e della Roma-Fiumicino, l’A91, è il primo passo”, racconta Gianni Vittorio Armani, capo di Anas, a Repubblica. “A febbraio completeremo l’istallazione dei sensori fissi collegati alla fibra ottica, che si uniranno a quelli mobili per un controllo costante dello stato strutturale”. 

Leggi qui l'articolo di Repubblica

Agi.it aveva raccontato nel dettaglio questa nuova tecnologia già ad agosto, pochi giorni dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova. Lo aveva fatto intervistando Carlo Ratti, responsabile del Senseable City Lab del Massachussets Institute of Technology. Ratti aveva raccontato nel dettaglio lo stato della ricerca condotta da Thomas Matarazzo e firmata fra gli altri dallo stesso Ratti e da Paolo Santi, ricerca che dimostra appunto come usando gli accelerometri presenti nei telefoni cellulari più evoluti e ormai diffusissimi, gli smartphone, si possano misurare le vibrazioni dei ponti, e da queste capire il loro stato di "salute strutturale”.

"Con una rete di smartphone il costo del monitoraggio dei ponti è quasi gratis – aveva detto Ratti –  Certo è come misurarsi la pressione dal medico, poi se si riscontrano anomalie occorre seguire un monitoraggio più preciso e approfondito. Ma intanto c'è un flusso di dati rilevanti e continui. Ora stiamo studiando di applicare il tutto al Golden Gate di San Francisco. La nostra ipotesi è che se domani Uber o Waze o Lyft dovessero inserire un sistema simile nella loro app improvvisamente in poche settimane avremmo una scansione completa dei ponti. Ma anche delle buche e lo stato dell’asfalto. Potrebbe essere una idea farlo anche a Roma se volessero…”.

Leggi qui l’articolo integrale di Riccardo Luna con l’intervista a Carlo Ratti

È improbabile che quando pronunciò la celebre frase sul quarto d'ora di gloria al quale tutti un giorno avremo diritto, Andy Warhol avesse in mente Internet e sicuramente non immaginava – ma l'idea gli sarebbe piaciuta da matti, c'è da scommetterci – che avrebbe riguardato anche gli animali. Eppure quello degli animali famosi in rete è un fenomeno talmente diffuso e redditizio che il Guardian ha deciso di dedicarvi un lungo articolo. 

Una che di questo campo ne sa qualcosa è Loni Edwards. Loni fa l'avvocato quando scopre che le foto e i video di Chloe, la sua bulldog francese, riscuotono molto successo. Numericamente “molto” è un eufemismo, la pagina a lei dedicata (Chloetheminifrenchie) raggiunge in pochissimo tempo i 180 mila followers, un’enormità. La stessa Loni, nell’articolo, spiega che superati i 100 mila followers i post rientrano in un range di valore che va dai tremila ai 15 mila dollari. Mica male, ma non è tutto.

Un mercato che vale milioni

Esattamente come succede agli esseri umani, esiste tutto un mercato pubblicitario, televisivo, cinematografico, legato agli animali. Chloe, per esempio, era contrattualizzata da Google per la pubblicità degli smartphone Pixel e con Swiffer, nota marca di prodotti per pulizie domestiche. Molti altri contratti erano in ballo quando purtroppo Chloe, a causa di un banale errore durante un post-operazione viene a mancare. Loni è devastata dal dolore, non solo per aver perso quella che lei considerava una figlia, ma anche perché i suoi affari sono andati in fumo.

Nel frattempo però Mrs Edwards ha messo su la The Dog Agency, un’agenzia per animali domestici influencer (la visita del sito è fortemente consigliata), ottenendo la procura per star del web come Tuna Melts My Heart , Harlow & Sage e TheDogist. Oggi è in guerra contro una legge che dice che gli animali domestici sono considerati proprietà: ciò significa che se la negligenza di una clinica veterinaria provoca la morte di un animale domestico, la struttura è generalmente responsabile solo dei costi di sostituzione dell'animale, nonostante il fatto che, come dimostra un recente studio, la maggior parte delle persone negli Stati Uniti li consideri come membri della famiglia profondamente amati.

"Dato che gli animali domestici sono considerati proprietà e non hanno diritti, non vi è alcuna negligenza professionale o ripercussioni quando il tuo cucciolo di pelo viene ucciso" continua la Edwards. Anche per questo è al lavoro con il Fondo di difesa legale degli animali promuovendo la campagna di social media #NotProperty. "Gli animali non sono oggetti come automobili o tavoli che possono essere sostituiti", dice la Edwards. "Farò tutto ciò che è in mio potere per spingere al cambiamento”.

Il colonnello Meow

A fare eco alle sue parole, anche Marie Marie Avey, padrona del colonnello Meow, altra star del web da più di 600 mila followers tra Facebook e Instagram morto anche lui nel 2014 portando via con sè gli affari di famiglia. Sembra cinico ma se si pensa ai contratti milionari imbastiti con aziende leader per la cura e l'alimentazione degli animali, si coglie la reale portata della faccenda. Ciò che è successo dopo la morte del colonello Meow, ad esempio, ha dell’incredibile. Tra messaggi di cordoglio, fiori e la disperazione di follower che non volevano accettare la perdita, Marie Avey si è vista costretta a riprendere a postare foto del gatto.

Una volta dato fondo alle riserve di immagini, ha dovuto allargare la famiglia e proporre al suo pubblico di Instagram nuovi personaggi, per cui la pagina è diventata colonelmeowandfriends e conta 301 mila followers che seguono ogni giorno le avventure di Papa Puffpants ("Si comporta come se fosse duro ma ha ancora paura del vuoto") e The Brawd ("Una piccola regina B, dove "B" sta per "stronza"). Marie ha pensato anche di ravvivare i contenuti con video in cui compariva anche lei, ma il web è andato in rivolta: i cultori del colonnello Meow e dei suoi eredi hanno detto no. “Alcune persone – racconta – mi hanno scritto: 'Solo il gatto per favore, la tua voce è fastidiosa'”.

Un’altra famiglia che ha dovuto affrontare la perdita di un animale influencer è quella di Biddy the Hedgehog, un riccio morto nel 2015 lasciando nella disperazione 635 mila followers. “Sapevamo che con la sua morte i nostri 15 minuti di gloria sarebbero finiti” ha dichiarato Toni Deweese, il suo padrone, “Ci sono state un paio di volte in cui abbiamo postato 'in memoria di' foto, ma non era lo stesso. Non avevamo intenzione di uscire e comprare un altro riccio, Biddy era un grande ed era parte della nostra famiglia, non poteva essere sostituito”. No, impossibile sostituirlo. È questa la dura vita che si cela dietro quei video e quelle foto simpatiche di animaletti che tanto ci fanno sorridere. E toglietevi dalla testa l’idea di fare una pagina col vostro micetto mentre fa le fusa, anche se, quante centinaia di migliaia di euro potrebbero fruttare quelle fusa? Vi lasciamo alle vostre riflessioni.

La Polizia di Stato ha eseguito un´ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di diversi soggetti, pluripregiudicati, per i reati di rapina aggravata, furto aggravato e ricettazione dell´autovettura utilizzata per compiere la rapina. L'operazione condotta dalla Polizia Stradale di Bari e Foggia ha bloccato un gruppo criminale che agiva con violenze gratuite nei confronti degli avventori nei negozi presi d'assalto. Nel video si vede bene l'uso di una "mazzuola da cava" per terrorizzare i clienti. Per catturare la banda sono serviti 50 uomini e 12 automezzi della Polizia di Stato.  

Il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, afferma che la procedura sulla Tap è chiusa e che non può riaprirsi mettendo in discussione l'opera, salvo che emergano novità rilevanti e impreviste. “Dal punto di vista giuridico-amministrativo – ha spiegato Costa – il procedimento sarebbe chiuso, ma se ci sono delle insorgenze nuove, che noi non possiamo immaginare, siamo pronti a fare delle verifiche. Stiamo valutando se i documenti presentati dal sindaco di Melendugno contengono elementi nuovi e se effettivamente possono cambiare lo scenario. Essendo una procedura incardinata e definita, per poterla riaprire devono esserci delle novità particolarmente evidenti, tali da dimostrare che la procedura precedente non era corretta, illegittima se non addirittura illegale”. Il ministro, parlando del progetto del gasdotto Tap e dei documenti depositati al ministero dell’Ambiente dal sindaco di Melendugno, Marco Potì, ha sottolineato: “Questa verifica ha una valenza esclusivamente tecnica, giuridica e amministrativa, non c’è nulla di politico. Non ci puó essere nulla di politico su una procedura chiusa. Detto questo io farò un appunto alla presidenza del Consiglio perché è una vicenda che non riguarda solo il ministero dell’Ambiente, come è giusto che sia e in maniera molto trasparente”. 

Scuole e uffici pubblici chiusi, inclusi quelli della Regione e l'università, oggi a Cagliari per l'allerta maltempo di livello arancione diramata ieri dalla Protezione civile regionale a una settimana esatta dall'alluvione che ha flagellato il sud Sardegna. In tutti i Comuni della Città metropolitana di Cagliari i sindaci ieri sera hanno emanato ordinanze per chiudere le scuole fino alla mezzanotte di oggi, per precauzione.+

Sono riprese nelle campagne fra Muravera e Castiadas le ricerche del pastore scomparso una settimana fa durante l'alluvione, costata la vita a una donna di Assemini. 

Nella notte è piovuto in abbondanza nel Sud Sardegna, ma non si segnalano particolari criticità, tranne qualche allagamento fra Cagliari e Capoterra. È stato chiuso il sottopasso fra la strada statale 195 e la 554. Sono saltati numerosi appuntamenti previsti per oggi, incluso l'incontro fra le sindache in vista delle elezioni regionali, previsto stamane a Oristano: è stato rinviato al prossimo 30 ottobre.

La nuova perturbazione, con epicentro in Tunisia, da ieri ha interessato la parte meridionale e orientale della Sardegna. Ieri notte la Protezione civile regionale segnalava allagamenti sulla provinciale tra Castiadas e San Priamo (ma la strada è percorribile) e innalzamenti del livello idrometrico del Rio Tintillonis in agro di Pula. Chiuso al traffico, dal pomeriggio di ieri, il ponte sul fiume Cixerri in agro di Uta tra via Ponte e via Monte Arcosu, che collega Uta con la provinciale 2.

La pioggia è caduta anche nel nord della Sardegna, nel Sassarese, mentre temporali hanno interessato il Sarrabus e l'Ogliastra, il Sulcis e il Campidano di Cagliari. Le precipitazioni più abbondanti si segnalano a Villasalto, Ballao, Villagrande Strisaili e San Vito. Interessata anche la Gallura. La situazione dovrebbe migliorare nell'arco della giornata.

Nell'Unione europea sarebbero almeno 300 milioni gli animali allevati in gabbia ogni anno, dei quali circa 50 milioni in Italia, tra conigli, galline, scrofe, vitelli e quaglie. Tutti costretti a vivere in spazi estremamente ristretti: un foglio A4 per galline e conigli, l'area di uno smartphone per le quaglie, e sbarre così strette da non consentire alle scrofe di potere girare su se stesse e prendersi cura dei propri piccoli.

Per questo motivo è nata l'iniziativa 'End the cage age', portata avanti dai cittadini europei per mettere fine all'uso delle gabbie negli allevamenti dell'Ue. Si tratta, spiegano le 19 associazioni italiane coinvolte (sono 130 in tutta Europa), della "più grande coalizione mai riunitasi per un'iniziativa europea dei cittadini".

Oggi la campagna è stata ufficialmente lanciata nel nostro Paese con una mostra sul tema allestita alla Camera dei deputati e inaugurata dal ministro della salute, Giulia Grillo, che ha anche aggiunto la propria firma alla petizione diretta alla Commissione Europea e gia' sottoscritta da oltre 100mila persone in tutta l'Ue.

Annamaria Pisapia, membro del Comitato dei cittadini promotore della Ice e direttrice di Ciwf Italia Onlus ha affermato: "È un onore e una gioia essere qui oggi per aprire la campagna di raccolta firme in Italia. Nella nostra mente e nel nostro cuore vi sono i 50 milioni di animali che soffrono ancora nelle gabbie nel nostro paese ogni anno. Per loro, insieme alle numerose associazioni partner, mostreremo alla Commissione Europea e al mondo che anche gli italiani vogliono una Europa senza gabbie".

Quanti animali sono allevati in gabbie

Secondo le associazioni, in Italia il 62% delle galline è allevato in gabbia e ben il 94% dei conigli. Questi animali trascorrono gran parte o tutta la loro vita senza poter esprimere i comportamenti che sono per loro naturali: le galline non possono stendere le ali, i conigli non possono stare sulle zampe posteriori o stendersi lateralmente, le quaglie non possono volare, le scrofe grufolare e preparare il nido per i loro piccoli. La mostra, organizzata nel complesso di Vicolo Valdina presso la Camera dei Deputati, restera' aperta al pubblico fino alle 14 del 19 ottobre (dalle 10 alle 18, il 17 e 18 ottobre con ultimo ingresso alle 17,30 e dalle 10 alle 14 il 19 ottobre con ultimo ingresso alle 13,30).

Per l'eurodeputata Eleonora Evi (M5S), "dopo la straordinaria esperienza del lancio europeo del mese scorso, oggi partecipiamo al lancio italiano. è ora di superare questo sistema di trattamento che infligge solo sofferenze agli animali. Il Trattato di Lisbona definisce gli animali quali esseri senzienti e, dunque, è nostro compito tutelarli". La senatrice Loredana De Petris (Leu) afferma: "Basta prigionia e crudeltà. È fondamentale che la Commissione Europea metta al bando la crudelta' delle gabbie riservata agli animali d'allevamento, anch'essi esseri senzienti, così come stabilisce l'ex art. 13 del Trattato di Lisbona". 

Non ci sarà più il numero chiuso per l'iscrizione alle Facoltà universitarie di Medicina. Lo ha deciso il governo nella seduta di ieri per l'approvazione della manovra e del Dl fiscale. "Si abolisce il numero chiuso nelle Facoltà di Medicina, permettendo così a tutti di poter accedere agli studi". È quanto si legge nel comunicato del Consiglio dei ministri.