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Un turista milanese è morto sabato pomeriggio dopo essere caduto sulla pista nera della ski-area del Mottolino, a Livigno (Sondrio). L’uomo aveva 31 anni e stava sciando senza il casco di protezione. Lo sciatore ha perso il controllo degli sci ed è stato soccorso dai poliziotti-sciatori in servizio. Inutile il volo dell’eliambulanza del 118. La vittima è stata portata all’ospedale Morelli di Sondalo (Sondrio). La procura di Sondrio, guidata da Claudio Gittardi, ha aperto un’inchiesta. 

Un pensionato è indagato per aver impiccato una faina a un albero di ulivo. L’uomo è stato identificato dal Gruppo Carabinieri Forestale di Rimini, che hanno fatto luce sull’episodio avvenuto nel 2018 a Saludecio (Rn). Il pensionato dovrà rispondere di uccisione di animale. I carabinieri sono risaliti a lui grazie anche complesse verifiche tecnico-scientifiche.

“La musica ti insegna ad ascoltare, prima ancora che a suonare. Quando suonavo in orchestra, avevo attenzione al suono intorno a me, prodotto dai miei colleghi. Questo mi ha insegnato la musica, e l’ho portato in politica”. Parola del sindaco di Firenze Dario Nardella, politico dai tempi in cui era rappresentante di istituto del liceo scientifico che frequentava, ma, ancor prima, violinista. Da quando era alle elementari e viveva ancora in Campania.

Pronto alla sfida elettorale delle prossime elezioni amministrative con il Pd, e al voto per le primarie di domenica prossima, Nardella tiene uno dei suoi due violini nella Sala di Clemente VII, l’ufficio del primo cittadino in Palazzo Vecchio. Lo suona, quando può, fra i vari impegni istituzionali. E lo fa anche in pubblico, partecipando a concerti di beneficenza. Suonare il violino è stata “la prima decisione seria della mia vita. La mia passione inizia a 7 anni – racconta il 44enne sindaco di Firenze in un’intervista ad AGI – ascoltai, a bocca aperta, un bellissimo concerto sinfonico, alla televisione. Subito dopo chiesi a mia mamma di comprarmi un violino, perché mi colpirono i violinisti, la loro gestualità, la loro eleganza, il suono. Mia mamma allora mi comprò un violino molto piccolo, sembrava quasi un giocattolo. Decise, evidentemente, di spendere poco, perché immaginava che il mio fosse più un capriccio che una cosa seria”.

Non è stato così. La vita del sindaco di Firenze è accompagnata dal suo violino “il cui suono è davvero tuo, ti nasce da dentro: è il combinato disposto di tecnica e talento”. Le molte ore di studio al giorno, non gli hanno impedito di iniziare a fare politica durante l’adolescenza e di iscriversi, poi, alla facoltà di Giurisprudenza. “C’era un periodo in cui mescolavo politica, musica e diritto – racconta ancora Nardella – e devo dire che è un mix che mi ha sempre stimolato”.

I ricordi musicali si mescolano quindi con il presente politico. “Il mio maestro mi diceva sempre che una nota stonata in un concerto, è come una macchia di pomodoro su una camicia bianca. La politica italiana oggi? Si fa fatica a trovare la parte bianca della camicia! Altro che lo ‘smacchiatore’ di Bersani…”. L’analisi del sindaco del capoluogo toscano diventa un parallelismo fra le sue due passioni. “Oggi la politica italiana è una valanga continua di parole vuote e di slogan ripetitivi. In musica sarebbe un disastro. Non c’è fraseggio musicale importante che abbia sì le note, ma che abbia anche le pause. Un politico deve conoscere anche il silenzio. In certi pezzi contano più le pause di silenzio delle battute suonate. Oggi invece – ha spiegato Nardella – la politica è presenzialismo ossessivo, penso a Salvini, e logorrea. Immaginiamo cosa può essere una sinfonia di un’ora e venti fatta di un unico suono continuo forte…”.

E l”orchestrà del Pd, oggi, come suona? “Il mio partito al momento non ha un direttore. Ha bisogno di accordare i suoni, perché troppo spesso i violini fanno una nota, mentre i violoncelli ne fanno una stonata e le trombe entrano contro tempo. Provo rabbia, perché questo partito ha degli orchestrali molto preparati, ma non si ascoltano tra di loro. Serve ascoltarsi e cercare di suonare ‘a ritmo’, come si dice in gergo musicale, e intonati, perché altrimenti fuori, lo spettatore, ascolta soltanto un groviglio di note. Il rischio è che venga fuori un concerto pessimo”.

Sul tema della leadership, Nardella non ha dubbi. “Direttore e orchestra hanno bisogno l’uno dell’altra. Il Pd dovrebbe ispirarsi a questo modello. L’orchestra è l’organizzazione, il direttore rappresenta la leadership”. Un pensiero musicale, infine, il sindaco violinista, lo dedica anche ai candidati alla segreteria del Pd in vista del prossimo congresso.

“A Zingaretti suonerei ‘La marcia di Redetzky’, di Strauss, per dargli un po’ di vigore. A Martina? ‘La sinfonia del nuovo mondo’ di Dvorak, perché possa trovare la forza di far vedere davvero un nuovo mondo. A Giachetti invece suonerei ‘L’eroica’ di Beethoven, perché lui è l’outsider. Quindi questa sinfonia personifica l’uomo coraggioso, battagliero, come lui è”. A se stesso invece, il sindaco Dario Nardella dedica le Sonate e Partite per violino solo di Bach. In vista della sfida elettorale “Bach mi servirà a trovare fiducia in me stesso, lucidità e forza emotiva”. 

“Buon lavoro a tutti”. Lo scrive su twitter il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ai maturandi che oggi simuleranno un’altra tappa della #Maturita’2019 con gli esempi della seconda prova. Le simulazioni sono già disponibili sul sito dedicato. Gli esempi sono stati pubblicati nella sezione “Esami di Stato” del sito del MIUR, come previsto dalla circolare n. 2472 dell’8 febbraio scorso.

Le simulazioni sono disponibili a questo indirizzo. In vista delle novità introdotte nell’Esame di Stato dal decreto legislativo 62 del 2017, il Ministro Marco Bussetti ha voluto predisporre specifiche misure di accompagnamento per le scuole, i docenti, gli studenti. In particolare, oltre agli incontri che si stanno svolgendo sui territori già dallo scorso novembre, il MIUR, in questi mesi che precedono l’Esame, elaborerà esempi sia per la prima, sia per la seconda prova, tenendo conto delle discipline individuate per il secondo scritto con l’apposito decreto del Ministro pubblicato lo scorso 18 gennaio.

Dunque esempi coerenti con quelle che saranno le prove di giugno. Sono quattro le giornate di pubblicazione di esempi di prove programmate. In dettaglio, il calendario:Simulazione prima prova scritta: 19 febbraio e 26 marzo; Simulazione seconda prova scritta: 28 febbraio e 2 aprile.

“È una buona notizia, speriamo sia sine die”: così il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Francesco Minisci a Radio anch’io riguardo al rinvio della discussione in Parlamento della riforma della legittima difesa. “È una riforma di cui non abbiamo bisogno. È un istituto questo sufficientemente regolamentato nel nostro sistema. Quello schema alla francese, quella tutele rafforzata che si cerca di raggiungere attraverso questa riforma, in Italia già l’abbiamo, è stata introdotta nel 2006. Quindi questa è una riforma di cui non abbiamo bisogno” e che presenta “grossi profili di incostituzionalita’”.

Il conducente del camion cisterna che trasportava latte dato alle fiamme stamane nel Sassarese è stato legato a un albero dai due che hanno compiuto l’assalto.

Si apprendono nuovi particolari sul blitz compiuto all’alba tra Nule e Osidda che presenta caratteristiche paragonabili ad atti di tipo terroristico tali da far passare in secondo piano la protesta contro il prezzo del latte anche perché il danno maggiore lo subiscono i pastori in quanto il prodotto non viene pagato al conferimento ma quando entra in azienda.

Gli assaltatoti, con il volto coperto e armati di pistola, hanno costretto l’uomo a scendere dal mezzo e ad assistere impotente alla scena. Era un trasportatore privato, e non il dipendente di una cooperativa come appreso in un primo momento, che stava terminando il giro degli ovili. Il camion era diretto al caseificio dei Pinna di Thiesi.

Proseguono le ricerche dei tre giovani dispersi di Acireale, travolti ieri pomeriggio mentre erano a bordo della loro vettura. Recuperati un paraurti, una scarpa, una felpa e un portafogli. Secondo una prima ricostruzione i tre erano nella loro Fiat Panda, a “Santa Maria la Scala”, porticciolo ai piedi della Timpa di Acireale, quando un’onda anomala li avrebbe trascinati in acqua.

Le operazioni, con l’intervento di Guardia costiera, vigili del fuoco e forze dell’ordine, sono continuate per tutta la notte e non si sono fermate ritrovare i giovani di Acireale Enrico Cordella, di 22 anni, Margherita Quattrocchi, di 21, e Lorenzo D’Agata, di 27, forse recatisi lì per assistere allo spettacolo della furia del mare.

Riccardo ha smontato pezzo per pezzo l’idea consolidata che si ha dell’adolescenza, partendo dalla premessa che questa fase della vita sia un po’ “un’invenzione”. Rachele ha immaginato una Stele di Rosetta 2.0, in grado di leggere le emoji, vere protagoniste della comunicazione contemporanea, sottolineando però l’importanza del recupero della diversità e della non omologazione del linguaggio. Sara ha spiegato come sia necessario ribaltare la convenzione che relega la dislessia a problema, sostenendone al contrario il valore aggiunto. Morr di anni ne ha 18. Viene dal Gambia ed è arrivato in Italia due anni fa. “Non so cosa quale il futuro nel Mondo, ma voglio raccontarvi la mia storia. Mi piace l’idea di parlare del futuro. Quando ho lasciato il Gambia sognavo di studiare e mettere su famiglia, poi il futuro è diventato salvarmi”.

Riccardo, Rachele, Sara e Morr sono 4 dei 12 under 18 che sabato pomeriggio hanno declinato il loro “Alfabeto del Futuro” al terzo TedxYouth, a Roma (dopo 2 anni a Bologna) all’Auditorium della Conciliazione. I 12 Millennials, scelti fra 150 mila candidature, hanno interpretato il domani: leggendo il presente e innestando sulla vita, la loro vita, una riflessione sul futuro. Da una parte confrontandosi con assiomi e verità consolidate, dall’altra creando mondi nuovi. 

A dare il ‘benvenuto a tutti’, Emilia Garito, imprenditrice e organizzatrice di TEDxYouth Roma (e anche di TEDx Roma) che ha aperto l’appuntamento presentando l’esibizione della Piccola Orchestra di Tor Pignattara, ensemble multietnico di ragazzi fra i 13 e i 18 anni. “Abbiamo bisogno dei giovani per capire come immaginano un futuro di cui saranno i protagonisti – ha detto Emilia prima, a margine – TEDxYouth è un momento di incontro e riflessione importante, per i giovani, ma anche per gli adulti”.

Ha ricordato che TEDxYouth “non è un evento organizzato solo dal team di TEDxRoma, ma da diversi team di città italiane che hanno lavorato all’evento per 6 mesi. Un appuntamento per i giovani, promosso dalla community TEDx italiana in maniera coesa e in collaborazione con il MIUR”.

Riccardo: l’adolescenza è un brufolo che ti viene nel cuore

“Quando ero piccolo volevo crescere, volevo diventare un adolescente. Quando lo sono diventato non era così bello come mi aspettavo. Ero cambiato, mi comportavo da adolescente, perché doveva andare così”. Con queste parole ha aperto la serie degli interventi Riccardo Camarda, giovane vicentino che ha raccontato la sua ‘Profezia dell’adolescenza’. Riccardo, dopo aver studiato le teorie di psicologi, economisti ed antropologi, è arrivato ad essere un sostenitore dell’invenzione dell’adolescenza. “Noi adolescenti siamo schiavi”, sacrificati al progresso e al consumo. “In un mondo di solitudine dobbiamo etichettarci e andare contro corrente fa paura. Dobbiamo cambiare. È urgente ed un nostro dovere. E’ un cambiamento che ci costerà il coraggio di accendere la luce e vedere quello che abbiamo ignorato”. La sua profezia? “Molti ce la possono fare”.

Le emoji di Rachele

La riflessione di Rachele ha per protagoniste invece le le emoji “quelle faccine che che spadroneggiano nei nostri messaggi  e che non possono mancare in un alfabeto del futuro, sono icone di cui non possiamo fare più a meno”. Le emoji, ricorda però Rachele, non ammettono diseguaglianze e appiattiscono le diversità. “L’omologazione è un processo che va arrestato”. In che modo? “Partendo proprio dalle emoji”. Rachele immagina una sorta di “Stele di rosetta 2.0 per interpretare le faccine in modo corretto” e immaginare un “avvenire basato sulla diversità e l’arricchimento”.

I colori di Benedetta

Benedetta viene da Jesi. “Mi affascina tutto ciò che appartiene al mondo della fotografia e della grafica. All’Auditorium della Conciliazione il suo intervento era intitolato ‘Percezione e marketing: come il colore influenza l’economia’. “Per me – ha detto – il colore è l’alfabeto del futuro”.

La storia di Morr

Se ad aprire la kermesse sono stati i suoni della Piccola Orchestra di Tor Pignattara (“Vogliamo continuare a raccontarci con la musica prima che con il colore della pelle”, ha detto uno dei componenti storici del gruppo), a chiudere è stata la storia di Morr, che sul palco ha emozionato tutti raccontando perché ‘Il futuro non può stare fermo’. Una vicenda che ruota attorno alla sua amicizia con Domenico, ribelle e un po’ scapestrato “un gran monello”, incontrato in Sicilia, in un centro di accoglienza. “Mi ha abbracciato e mi ha detto che ero diventato suo fratello perché gli ho fatto vedere la strada giusta. Quelle parole non avevano cambiato solo il futuro di Domenico, ma anche il mio. Non pensavo che sarei stato fratello maggiore di un italiano di 13 anni. Dobbiamo smettere di dare importanza al passato. Se ci diamo una mano siamo già nel futuro, un domani mai più fermo e sicuramente migliore”.

Articolo aggiornato alle ore 10,15 del 23 febbraio 2018.

È morta nella sua casa di Torino all’età di 92 anni Donna Marella Agnelli Caracciolo di Castagneto, designer e collezionista d’arte e vedova dell’Avvocato, Gianni Agnelli: lo annuncia la famiglia. Malata da tempo, negli ultimi giorni le sue condizioni erano peggiorate. Marella Caracciolo era nata a Firenze il 4 maggio 1927. I funerali si svolgeranno in forma strettamente privata. 

Collezionista d’arte e designer, grande appassionata di fotografia e di giardinaggio, passione che le ha fatto dedicare anche una rosa da un famoso vivaio pistoiese, Marella Caracciolo è stata sposata per mezzo secolo con Gianni Agnelli: dal loro matrimonio, nel 1953 a Strasburgo, sono nati due figli, Edoardo e Margherita. Otto i nipoti, tutti figli della figlia, tra cui John Elkann, il presidente di Fca. 

Il padre, Filippo Caracciolo Principe di Castagneto, scrittore saggista e diplomatico, alla fine della seconda Guerra Mondiale aveva ricoperto l’incarico di sottosegretario di Governo e successivamente ricoprì la carica di Segretario Generale del Consiglio d’Europa; la madre, Margaret Clarke, era nata nell’Illinois.

Dopo aver seguito gli studi superiori e conseguito il diploma in Svizzera, Marella Agnelli frequentò “l’Acade’mie des Beaux-Arts” e quindi “l’Acade’mie Julian” di Parigi. In seguito iniziò la sua attività di fotografa a New York come assistente di Erwin Blumenfeld.

Rientrata in Italia, collaborò come redattrice e fotografa per la Condè Nast. Nel 1973, su richiesta della famosa fabbrica di tessuti in Svizzera Abraham Zumsteg, realizzò una serie di disegni per tessuti d’arredamento. Ad essa sono seguite le collezioni in Italia per la Ditta Ratti di Como, in Francia per gli Stabilimenti Steiner, negli Stati Uniti per la Martex e numerose collezioni per la Marshall Field’s.

La sua attività di disegnatrice era proseguita per la Ditta Ratti di Como. Nel 1977 aveva ottenuto negli Stati Uniti l’Oscar del disegno con il premio “Product Design Award of the Resources Council Inc.”. Aveva comunque sempre continuato a fotografare, collaborando con la Condè Nast ed altre riviste.

Nel 1987 aveva pubblicato il best-seller “Giardini Italiani” della Weidenfeld e Nicholson, nel 1995 “Il Giardino di Ninfa”, nel 1998 “Giardino Segreto”, nel 2007 “Ninfa Ieri e Oggi”. Successivamente nel 2014 “Ho coltivato il mio giardino” e nel 2015 “La Signora Goca’”.

Tantissime le cariche ricoperte da Marella Agnelli: presidente Onorario Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, membro dell’International Board of Trustees del Salk Institute di San Diego (California) e dell’International Council of the Museum of Modern Art (Moma) di New York.

È stata inoltre vicepresidente del Consiglio di Palazzo Grassi a Venezia, nonché presidente de “I 200 del FAI” di Milano e dell’Associazione degli Amici Torinesi dell’Arte Contemporanea di Torino. E’ stata vicepresidente della Commissione Nazionale dei Collegi del Mondo Unito. Nell’ottobre 2000 era stata insignita del titolo di “Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana”.

Aggiornamento delle 9.50: Il titolo dell’articolo è stato modificato a seguito della notizia che Formigoni dovrà scontare la sua pena nel carcere di Bollate e non quello di San Vittore. 

“Il governatore a vita della Lombardia”. Così l’ex premier Silvio Berlusconi definiva ironicamente Roberto Formigoni. Nato 71 anni fa a Lecco, per tutti semplicemente il ‘Celeste’, Formigoni ha legato in modo indissolubile il suo nome alla presidenza della Regione Lombardia.

Governatore per 18 anni, dal 1995 al 2013, è stato uno degli esponenti di spicco di Forza Italia e dell’intero centrodestra. L’incontro che cambia la vita di Formigoni è quello con Don Giussani, che arriva poco prima di conseguire la laurea in Filosofia a Milano. Entra in Comunione e Liberazione (vivrà per anni a Milano in una comune ciellina dove aveva una stanza singola) e parallelamente inizia la sua attività politica iscrivendosi alla Democrazia Cristiana. Nel 1984 è eletto al Parlamento europeo e tre anni dopo diventa deputato.

Nei primi anni ’90 arriva Tangentopoli a spazzare via i partiti della Prima Repubblica e nel ’95 il Celeste sceglie di aderire ai Cristiani Democratici Uniti e, grazie agli accordi interni alla coalizione di centrodestra, diventa presidente della Regione Lombardia. Il suo ‘regno’ durerà per tre mandati e mezzo, fino al 2013, quando la giunta Formigoni sarà travolta da una serie di inchieste giudiziarie.

Durante questi anni al Pirellone, Formigoni passa a Forza Italia (che poi confluirà nel Popolo delle Libertà).

Le mise bizzarre

Durante gli anni della presidenza della Regione Lombardia, il Celeste sale agli onori delle cronache soprattutto per le sue eccentriche mise, diventando per alcuni un’icona di stile, ma per altri motivo di dileggio. Memorabile la giacca arancione, disegnata dallo stesso ex governatore, che la considerava un portafortuna. Ma fecero discutere molto anche il giubbotto di pelle alla Fonzie, il cappotto bicolore, le camicie floreali, quella arancio con un drago disegnato e i jeans con la stampa della Pantera Rosa.

Anche se i cronisti erano abituati ai suoi look stravaganti, Formigoni riuscì a stupire tutti alle Comunali del 2011, quando si presentò a votare con un giubbotto di pelle nero e una maglietta bianca con la faccia di Paperino e la scritta “Donald Duck”. Organizzò anche un concorso per assegnare il “Formaglione”, un capo disegnato dallo stesso Formigoni, al suo follower social numero 40 mila. Non andò benissimo, perché dopo la cerimonia un quotidiano lo accusò di aver premiato il marito di una sua collaboratrice.

Da Palazzo Lombardia al buono scuola

Il lascito ‘più visibile’ dell’ex governatore è pero’ sicuramente Palazzo Lombardia, il faraonico edificio fortemente voluto da Formigoni, che dal 2010 è diventato la sede della giunta regionale al posto dello storico Palazzo Pirelli (che invece è rimasto sede del Consiglio regionale).

Molte le riforme introdotte dalle sue giunte, dal cosiddetto ‘Buono scuola’ per chi iscrive i figli negli istituti privati alla messa a sistema della concorrenza pubblico-privato nella sanità; dalla creazione di Trenord per il trasporto ferroviario regionale al primo tentativo, poi fallito, di ottenere l’autonomia regionale.

Formigoni rimarrà solo tre anni come presidente della Regione all’interno del ‘suo’ palazzo. L’ultima legislatura che lo elegge governatore, infatti, eèun susseguirsi di inchieste che travolgono la sua giunta e il Consiglio regionale. Anche il Celeste finisce nel tritacarne giudiziario per l’inchiesta sulla Fondazione Maugeri. Nonostante i guai giudiziari, nel 2013 viene ricandidato dal Pdl al Senato ed e’ eletto. Nominato presidente della commissione Agricoltura, quando il Pdl si spacca decide di seguire Angelino Alfano nel Nuovo Centrodestra. Dopo aver lasciato Alternativa Popolare (sorta dalle ceneri di Ncd), nel 2018 Formigoni si ricandida al Senato con Noi con l’Italia ma non viene eletto.