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Una semplice benedizione impartita da un sacerdote ha posto la parola fine alla parabola del feroce padrino di Cosa nostra, Totò Riina, la cui salma era giunta intorno alle 8:15 nel cimitero di Corleone, dopo un viaggio in traghetto da Napoli a Palermo. Il prete è poi andato via e si è proceduto alla sepoltura. L'arcidiocesi di Monreale aveva ribadito a chiare lettere che non era possibile celebrare le esequie poichè il boss, in quanto mafioso e mai pentito, per la Chiesa è scomunicato. Presenti al rito la moglie Ninetta Bagarella e i figli Maria Concetta, Lucia e Salvatore.

È stato captato un nuovo segnale che potrebbe appartenere al sottomarino argentino ARA San Juan, sparito ormai da più di una settimana e che ha a bordo 44 membri dell'equipaggio: lo scrive il quotidiano argentino Clarín.com secondo cui è stato individuato un nuovo perimetro di ricerca nell'Atlantico meridionale; e una flotta guidata dalla corvetta Drummond si sta dirigendo verso il sito per verificare se quel segnale corrisponda davvero al sommergibile argentino, con il quale tutte le comunicazioni sono andate perse dallo scorso mercoledì 15. Si riaccendono le speranze dunque dopo la doccia fredda di martedì notte, quando il portavoce della Mrina, Enrique Balbi, ha riconosciuto che stanno iniziando ad esaurirsi le scorte di ossigeno. La notizia del Clarin.com sembra in linea con quanto sostenuto da Radio Mitre, secondo cui la Marina degli Stati Uniti ha localizzato, grazie a uno dei suoi aerei impegnati nelle ricerche, un "punto di calore", che corrisponderebbe ad un oggetto metallico, a circa 300 chilometri dalla costa di Puerto Madryn e circa 70 metri di profondità.  Per ora però non c'è stata alcuna conferma da fonti ufficiali. 

Trenta anni dopo la nascita dell’Erasmus, il progetto universitario oltre-confine è più in voga che mai. Lo dimostrano i numeri diffusi dalla Commissione europea secondo cui a novembre sono pervenute 270mila richieste di adesione. In totale, sin dalla fondazione, sono 9 milioni i giovani che hanno fatto le valige per studiare (e non solo) nei Paesi che fanno parte del progetto. Tra i più ambiti c’è senz’altro anche l’Italia che ha accolto finora 20mila studenti Erasmus. Ma come scegliere la destinazione migliore? Ecco 5 consigli della startup spagnola Spotahome, piattaforma 100% online di affitti per soggiorni di medio/lungo periodo.

L’aspetto economico

Nella scelta del Paese dove svolgere il proprio corso accademico, contano la lingua che si vuole perfezionare o la tipologia di qualifica internazionale che si desidera ottenere. Ma nonostante sia una questione più ‘volgare’, non si può trascurare il costo medio annuale delle tasse universitarie, che varia notevolmente da un paese all’altro, e che può fare la differenza. Per chi arriva in Italia, o anche Belgio, Spagna e Francia, la spesa si aggira intorno a un massimo di € 1.500. Studiare nel Regno Unito e Irlanda richiede un investimento di € 11.500 all’anno. In Austria e Belgio studiare è gratuito.

Ulteriore elemento da considerare è la disponibilità di sovvenzioni aggiuntive per studenti internazionali che il Paese può offrire. Italia, Francia, Germania, Irlanda o Spagna hanno borse di studio per studenti stranieri residenti nell’Unione europea, quindi non dovrebbe sorprendere che queste siano, tradizionalmente, alcune delle destinazioni più popolari. Regno Unito, il Belgio o l’Austria non prevedono questo tipo di aiuto.

Quanto costa muoversi in città?

Per chi si trasferisce in una città all’estero il rapporto tra l’offerta di collegamenti del trasporto pubblico e il prezzo favorevole ha un peso notevole sul budget stanziato per il soggiorno all’estero.

Tra le città dove spostarsi è più economico c’è

  • Bruxelles dove un abbonamento mensile per studenti costa 7, 50 euro
  • Madrid (20 euro)
  • Milano (22 euro)

 Dublino (€ 114,50) e Londra (€ 62) sono le città in cui il prezzo del trasporto pubblico è più alto.

Alloggio

Anche il costo dell’affitto dell’alloggio può rivelarsi determinante nella decisione definitiva in fase di candidatura, dato che è la spesa alla quale viene destinata la maggior parte del budget. In ottica di ottimizzazione, una stanza in un appartamento condiviso è la soluzione ideale. In questo contesto le città più economiche si rivelano essere:

  • Roma dove l’affitto mensile si aggira tra i 430 e i 530 euro
  • Madrid (440-€ 540 euro)
  • Bruxelles (450-550 euro) o Berlino (stessa cifra).

Le più care?

  • Londra (730-830 euro)
  • Parigi (650-750 euro)
  • Dublino (600-700 euro)

Sconti a musei e attrazioni

Oltre alle spese fisse è utile considerare anche la scontistica su musei e attrazioni che ogni città offre agli studenti al fine di vivere l’esperienza a tuttotondo. Presentando la carta dello studente, per esempio, a Roma è possibile visitare il Pantheon di Agrippa, a Madrid il meraviglioso Museo El Prado, a Londra godere della vista dallo Sky garden e a Berlino, il suggestivo parco a tema abbandonato. Non tutte le attività culturali però hanno un risvolto economico. Tra questi, alcuni degli sport tipici sono assolutamente da provare per fare proprie le tradizioni locali, come per esempio il “rugby” nel Regno Unito, il “futgolf” italiano, la pelota in Belgio e il “dodgeball” tedesco.

Il carro funebre con il feretro del boss Totò Riina, sbarcato stamane al porto di Palermo dalla nave Tirrenia partita ieri sera da Napoli, è diretto nella natia Corleone per la sepoltura, tappa finale dell'ultimo viaggio del padrino. L'arcidiocesi di Monreale ha ribadito che non è possibile svolgere il rito delle esequie, ma che su richiesta della famiglia può intervenire al cimitero un sacerdote per una semplice benedizione della salma.

Buzzfeed ha dedicato un’inchiesta ad un network di siti italiani di news, accusati dal sito americano di diffondere articoli "contro gli immigrati" e carichi di "retorica nazionalistica", e capaci di raggiungere un pubblico su Facebook di circa 25 milioni di persone. Facebook, in seguito all’articolo, in meno di un paio d'ore ha cancellato buona parte della le fanpage dei siti citati.

Il network sarebbe riconducibile alla Web365 Srl, società con sede a Frascati, Roma, di proprietà di Giancarlo Colono. La rete di siti di Web365, secondo quanto risulta al sito americano, si compone di 175 domini di siti di notizie che si occupano di cronaca, salute, calcio (il più noto forse Calciomercato.it), scommesse e animali domestici. Il sito da cui parte l’inchiesta è Direttanews.it, testata giornalistica registrata presso il tribunale di Velletri e, si legge nella gerenza, diretto da Cinzia Zando, giornalista che risulta iscritta all'ordine dei pubblicisti del Lazio.

Per Buzzfeed, che accusa la testata di fare "pseudo-giornalismo", il sito vive di “clickbaiting virale”, “titoli fuorvianti”, “tragici eventi di cronaca” o ancora “retorica islamofoba”. DirettaNews aveva una pagina con circa 3 milioni di like, racconta Buzzfeed, prima che Facebook la chiudesse in queste ore, “più di alcune delle testate più grandi italiane come il Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport”, ma rispetto al Corriere poteva vantare anche più condivisioni dei pezzi pubblicati (circa 5 milioni negli ultimi 12 mesi).

A dispetto di questa enorme viralità in rete, va detto che Direttanews.it ha un traffico medio mensile nell’ultimo anno di circa 1,5 milioni di utenti (tantissimi, ma incredibilmente meno rispetto alle persone raggiunte sui social), mentre il Corriere nello stesso periodo ne conta circa 85 milioni (dati Similarweb). Mentre il secondo tassello della galassia di questi siti raccontati da Buzzfeed e riconducibili all’attività imprenditoriale di Colono, iNews24.it, conta circa 600mila utenti in media negli ultimi 12 mesi, con 1,5 milioni di like alla pagina Facebook, anche questa chiusa dal social network nelle ultime ore, nonostante, come scrive Buzzfeed, abbia prima "certificato" le pagine come autentiche. 

Cattiva informazione per Buzzfeed, ma non parla di fake news

L'inchiesta di Buzzfeed non parla mai in modo diretto di fake news. Non sembra infatti un network di Bufale come quello descritto da AGI lo scorso dicembre e che diffondeva appositamente notizie inventate di sana pianta su alcuni alti rappresentanti delle istituzioni italiane.

Leggendo questi siti si possono spulciare notizie di cronaca che richiamano fatti reali, ma caricate nel loro significato in modo retorico, probabilmente poco professionale. C’è di fatti, come ha evidenziato l’inchiesta di Buzzfeed, una lettura politica nazionalistica e fortemente anti immigrati in buona parte delle notizie riportate: Di Stefano (Casapound) batte tutti in tv o Erdogan che parla dell’inesistenza di un Islam moderato (ne aveva parlato il network russo RTV), o il ferimento di una vigilessa di Salerno in una rissa tra immigrati (notizia apparsa anche su Repubblica), o ancora le tensioni a Sassari tra migranti e popolazione locale. Da quello che si può verificare consultando le agenzie e i giornali, sono tutte notizie di fatti realmente accaduti (prese da altri giornali, tradotte o riportate) ma con titoli fatti a posta per suscitare indignazione nel lettore. 

Ma ci sono anche delle notizie false riprese da altre testate, come il caso del migrante ubriaco che ha aggredito l'infermiera di Rapallo, ma poi si è scoperto che non era un migrante ma un uomo della zona (ma la notizia è ancora online). Non a caso Laura Boldrini, oggetto di uno questi articoli, descrive quella di Buzzfeed come un'inchiesta "Che rivela come milioni di cittadini italiani siano ogni giorno vittima di informazione spazzatura".

Buzzfeed ha inoltre raccontato di un legame del signor Colono con un’associazione cattolica, La Luce di Maria, “la cui missione è quella di diffondere la verità nel mondo”, su politica, religione e società. Un’associazione che non sembra essere collegata però alle sue attività di imprenditore, quanto piuttosto al suo credo religioso. Il sito Lalucedimaria.it ha contenuti palesemente religiosi, in alcuni casi antiscientifici, ma non è una testata giornalistica, né sembra volersi spacciare per tale. Parla di aborto, racconta delle preghiere di Papa Francesco e riporta testimonianze di conversione, non senza nette prese di posizione contro la "cultura gender". Alcuni dei siti di Colono avrebbero condiviso sulle proprie fanpage gli articoli de Lalucedimaria.it, come dimostrano alcuni screenshot. A seguito dell’articolo Facebook ha messo offline anche la pagina del sito ulta cattolico.

Si tratta probabilmente della prima azione di Facebook di ‘pulizia’ delle fanpage, dopo gli allarmi lanciati nelle scorse settimane di possibili ingerenze di fake news nella prossima campagna elettorale. Ma di sicuro la seconda in 10 mesi, dopo il network mix di siti di bufale, fake news e cattiva informazione di Matteo Ricci Mingani. 

Facebook promette di rimanere vigile, anche se alcune recenti rivelazioni del Guardian raccontano che il tool di fact checking messo appunto dalla società di Zuckerberg starebbe trovando enormi difficoltà di funzionamento. Ma se Facebook da sola può poco, l’alternativa è partire dalle segnalazioni di altre testate. Lecito chiedersi se possa bastare. E se sia la via migliore.

@arcangeloro

 

(AGI) – Reggio Calabria, 21 nov. – “Esprimo la mia solidarietà e vicinanza al presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria, Antonino Tramontana, la cui azienda è stata fatta oggetto di un vile atto intimidatorio”. Lo afferma il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, che prosegue: “L'incendio doloso dell'ingresso dell'azienda di cui è titolare Tramontana, uno dei più apprezzati imprenditori del settore vinicolo nella nostra regione, è un fatto grave che va condannato con fermezza. Sono certo che le forze dell'ordine e la magistratura produrranno il massimo sforzo per fare piena luce sull'accaduto. Al contempo, rivolgo a Ninni Tramontana l'invito ad andare avanti con determinazione e perseveranza, sia nel suo percorso imprenditoriale di successo, sia nella delicata attività istituzionale di presidente della Camera di commercio. Un ente, quest'ultimo, che si sta distinguendo – conclude Irto – per la sua gestione virtuosa e per l'attenzione al tema dello sviluppo economico del territorio nel segno della legalità”. (AGI)

 

Il Portavoce

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Consiglio Regionale della Calabria

Via Cardinale Portanova – Reggio Calabria

Ufficio del Portavoce

Interno 3489 – Esterno 0965 880489

È entrata in classe e, dopo il suono della campanella che dava il via alla lezione, è crollata a terra e ha perso i sensi lasciando a bocca aperta tutti i suoi compagni. È morta così, nel giro di poche ore, il 6 novembre scorso, una studentessa di 14 anni, che frequentava il liceo classico Orazio. Su questo decesso la Procura di Roma ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo contro ignoti dopo la denuncia presentata dal legale della famiglia, l'avvocato Giuseppe Rombolà, secondo il quale i medici del Pronto Soccorso del Pertini non hanno capito che la giovane, portata lì in codice giallo da un'ambulanza, fosse alle prese con un aneurisma cerebrale.

Alla madre è stato detto infatti che il problema della figlia era legato a un forte stress e che tutto si sarebbe risolto con un po' di riposo: la 14enne resta in osservazione per circa due ore e solo su insistenza della mamma viene sottoposta a una tac da cui si scopre l'aneurisma. A questo punto, i medici, invece di optare per un intervento chirurgico di urgenza, allertano il Bambino Gesù dove la giovane paziente arriva a bordo di un'ambulanza e non dell'elisoccorso che avrebbe fatto guadagnare tempo prezioso. "Si è trattato di un viaggio di un'ora – spiega adesso l'avvocato Rombolà -, lei è giunta in condizioni disperate ed è stata subito sottoposta ad intervento chirurgico per cercare di far defluire il sangue. Nonostante tutti i tentativi, è morta". Il pm è in attesa di conoscere i risultati completi dell'autopsia, mentre la famiglia ha provveduto alla nomina di un proprio consulente. "Siamo in presenza di una tragedia che ha colpito una ragazza assolutamente sana fino a quel momento, conclude il penalista, "lotteremo affinche' vengano accertate tutte le responsabilità".

Roma si tinge di (strisce) blu. Sul tavolo della giunta Raggi sta per arrivare una nuova delibera della Mobilità capitolina guidata da Linda Meleo che, se verrà approvata, rappresenterà una vera e propria stangata per tutti i romani. La ricetta anti-traffico prevede infatti rincari significativi nelle tariffe orarie e un aumento del 20% del numero delle strisce blu segnando la fine di quelle bianche. Nello specifico, il nuovo piano, che potrebbe diventare operativo già nella prossima primavera prevede:

  • L’aumento del numero di strisce blu in tutta Roma
  • Eliminazione della riserva del 20% di parcheggi gratuiti
  • Cancellazione dei mini abbonamenti da 4 euro/8 ore di sosta
  • Tariffazione anche per i posti vicino gli ospedali
  • Riduzione da 2 a una la targa per nucleo familiare esentata dal pagamento dei parcometri
  • Aumento fino a 3 euro del costo di ogni ora di parcheggio su strada.

Strisce blu e tariffe: Ad oggi, spiega Il Tempo, i parcheggi a pagamento sono circa 76mila con un costo di un euro all’ora e sono quasi tutti confinati nelle zone centrali. Ma la novità contenuta nella delibera prevede un aumento della tariffa fino a 3 euro all’ora in alcune zone. E di pari passo è prevista l’estensione della griglia blu alla quasi totalità della città. Con tariffe diverse a seconda della vicinanza dal cuore di Roma. Tra le zone in cui faranno la loro comparsa le strisce blu ci sono:

  • Torre Angela
  • Tor Bella Monaca
  • Anagnina
  • Laurentina
  • Colombo
  • Aurelia
  • Boccea
  • Flaminia
  • Cassia
  • Grottarossa
  • Castel Giubileo
  • Centrale del Latte
  • La Rustica
  • Ostia
  • Vitinia
  • Acilia
  • Pisana

Si paga anche fuori dagli ospedali: Prevista una sosta a pagamento anche fuori dagli ospedali, ma con una tariffa calmierata, ad esempio di 50 centesimi all’ora.

Esenzione per una sola targa: Le famiglie residenti potranno registrare una sola targa per poter godere dell’esenzione anziché di due come avviene adesso.

“Ticket per il centro, ma si rispettino le regole”

Il provvedimento, che per il Campidoglio significa incassi in più di svariati milioni di euro rispetto agli attuali 30 milioni anno che fruttano le strisce blu ad Atac, ha lo scopo di disincentivare l’uso dell’auto, spiegano dal Comune. Ma il rincaro tariffa che già con i sindaci Alemanno e Marino, ricorda il Corriere, è stato oggetto di ricorsi poi accolti dal Tar e quindi bloccato, è stato oggetto di polemiche e contestazioni. E dal Codacons, Carlo Rienzi promette “già ricorsi”:  “Il 50% dei parcheggi esistenti è in sosta vietata: doppia e tripla fila, sulle strisce pedonali, gli scivoli e i cassonetti per non parlare dei marciapiedi. Dove sono i controlli dei vigili?” E inoltre: “Le strisce bianche non si possono togliere e non si possono aumentare le tariffe senza fare istruttoria. Quello che si può fare è il ticket per entrare in centro, come a Milano, che è un provvedimento ambientale. Ma poi perché non si fanno rispettare le regole? se ci fossero vigili urbani, si eviterebbe il caos delle soste. In strade come viale delle Milizie le auto sono su tutti i marciapiedi e ogni giorno affluiscono il 40% in più dei veicoli che la zona può reggere. Prima bisogna far rispettare le regole”.

 

 

Graziano Afratellanza, 40 anni, al termine di un interrogatorio, è destinatario di un provvedimento di fermo di pm per duplice omicidio. Per il procuratore di Napoli Nord, Francesco Greco, ci sono gravi elementi di prova di una sua reponsabilità nell'uccisione del padre Francesco, 82 anni, e della madre Antonietta Della Gatta, 79 anni, avvenuta con un coltello nella loro abitazione di Parete, nel casertano. A dare l'allarme, la nuora delle vittime che abita al piano di sopra.

Dai primi accertamenti, l'omicidio della coppia è avvenuto con colpi inferti al collo con un coltello dalla lama lunga 14-15 centimetri. L'aggressione sarebbe avvenuta mentre i coniugi dormivano la notte scorsa. Il coltello ritrovato nel pomeriggio lungo il ciglio di una strada di Parete, a un chilometro dell'abitazione dei coniugi, è compatibile con le ferite ritrovate sul corpo dei due anziani. Questa mattina a trovare i corpi dei due anziani era stata la moglie di un altro figlio, Pietro, famiglia che abita nello stesso stabile delle vittime in via Scipione l'Africano a Parete, a un piano superiore. Graziano Afratellanza era l'unico dei figli a vivere ancora con i genitori. La donna ha immediatamente chiamato i soccorsi, ma oramai non c'era più nulla da fare per i suoceri.

La coppia è stata trovata in una pozza di sangue in camera da letto. Il figlio Graziano, all'arrivo dei carabinieri, già era sparito a bordo della sua auto, una Passat. Una famiglia di agricoltori quella dei Afratellanza, 3 figli, molto conosciuti nella piccola comunità di Parete. Anche Graziano si interessava dei terreni di proprietà della famiglia. L'uomo era in cura presso l'Asl da una decina di anni per gravi problemi psichici ed era stato sottoposto anche a trattamento sanitario obbligatorio. Più volte il 40enne ha tentato il suicidio. Tanti i vicini di casa accorsi sul posto questa mattina, appena appreso della tragedia. Secondo una vicina che conosceva molto bene la famiglia, Graziano era appellato da tutti a Parete come "il pazzo" per la sua instabilità e tutti conoscevano i suoi problemi. Con un carattere allegro e molto socievole, invece, è stato descritto il padre Francesco, amante del ballo. "Una tragedia per la nostra comunità – l'ha definita il sindaco di Parete, Gino Pellegrino – conoscevo molto bene Francesco e la moglie, una famiglia di lavoratori e molto umili. Brave persone. Graziano lo conoscevo meno, è un ragazzo molto chiuso. Ho saputo che più volte si era rifiutato di prendere le medicine". A coordinare le indagini, la Procura di Napoli Nord con il pm Valeria Esposito. Questa mattina, da un primo esame autoptico, il medico legale non è riuscito a stabilire con certezza l'ora del decesso.

Nella notte tra il 18 e il 19 novembre a Pesaro una svastica dipinta di nero ha coperto il nome di Anna Frank, la bambina olandese di religione ebraica morta in un campo di concentramento nel 1945, famosa per il suo ‘Diario’. Lo ha denunciato il responsabile del centro studi del Movimento Animalista, Rinaldo Sidoli, postando la fotografia dell'entrata della scuola elementare. "L'ennesimo sfregio al ricordo di Anna Frank. Uno schifo", scrive (La Repubblica). 

Oltre la svastica sul cartello è anche comparsa la scritta "vietato introdurre ebrei”. E su un tratto di strada a terra "Make war not love", e un'altra svastica subito sotto. “Ignoranti e delinquenti. Siete contro la storia e l'umanità. Faremo denuncia contro ignoti e ripuliremo subito", aveva infatto avvertito il sindaco di Pesaro Matteo Ricci, "non vanno sottovalutati certi comportamenti di pericolosa intolleranza e nuovo estremismo. Continueremo il lavoro sulla memoria nelle scuole affinché i valori di libertà e uguaglianza siano per sempre #wepesaro”.

"Siamo tutti insieme a fianco del sindaco Matteo Ricci, della sua comunità, dei nostri fratelli ebrei. Questo gesto contro la scuola elementare Anna Frank ha un nome tecnico: si chiama schifo. E noi combatteremo lo schifo senza tregua a Pesaro come ovunque, tutti insieme", ha scritto su Facebook il segretario del Pd Matteo Renzi.  Oggi un nuovo capitolo della vicenda, che Ha segnalato su Facebook la vergogna della svastica sulla scuola intitolata ad Anna Frank, e il social network lo ha bloccato per alcune ore.  E' quanto capitato addirittura al sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, che su Twitter espirme tutta la sua incredulità: "Incredibile! @facebook mi ha bloccato la pagina. Abbiamo denunciato la vergogna delle svastiche alla scuola Anna Frank e vengo bloccato???" (Il Resto del Carlino)

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