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Le parole ‘Alto Adige’ e “altoatesino” sono parole cancellate per legge e dal giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione, non dovranno più essere usate. L’unica dizione in lingua italiana da utilizzare per indicare la terra di confine più a nord d’Italia sarà ‘Provincia di Bolzano’. Resta invariato il vocabolo in lingua tedesca, Suedtirol.

È quanto stato deciso dal Consiglio provinciale di Bolzano che con 24 sì (Suedtiroler Volkspartei, Suedtiroler Freiheit e Freiheitlichen), un no (quello di L’Alto Adige nel cuore-Fratelli d’Italia) e 5 astensioni (tra PD, Verdi, Lega, Team Koellensperger), ha approvato il disegno di legge n.30/19-XVI di iniziativa giuntale circa le “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi della Provincia autonoma di Bolzano derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea”.

Il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher nel suo intervento ha detto: “Credo che il Governo italiano non si permetterà di impugnare questa legge, l’impugnazione sarebbe un grave affronto, e comunque non ci sarebbero problemi davanti alla Corte costituzionale”.

Successivamente il Landshauptmann ha aggiunto: “Il mio appello è di venirci incontro, io preferisco il termine ‘Sudtirolo’ ma nella Costituzione si parla di ‘Regione Trentino Alto Adige/Sudtirol’ e di ‘Provincia autonoma di Bolzano'”. Il consigliere Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel Cuore) ha sostenuto che questi sono “atteggiamenti anti-italiani, non antifascisti”. 

Tragedia a Orta Nova, nel Foggiano. L’assistente capo della polizia penitenziaria Ciro Curcelli di 53 anni si è ucciso con un colpo di pistola di ordinanza alla testa dopo aver ammazzato la moglie Teresa di 54 anni e le figlie di 12 e 18. Le vittime erano ancora nel letto quando l’uomo le ha colpite, intorno alle due di notte, nell’appartamento dove viveva la famiglia in via Guerrieri.

“Ho ucciso mia moglie, ho ucciso le mie figlie. Ora mi uccido. Lascio la porta aperta” ha detto Curcelli ai carabinieri con una telefonata. Secondo la prima ricostruzione ha ucciso con la pistola calibro 9, prima la moglie, poi sarebbe andato in cameretta e avrebbe sparato alle due figlie. A quel punto la chiamata ai carabinieri per annunciare quanto accaduto. Poi si sarebbe disteso sul letto accanto alla moglie e si è sparato un colpo alla tempia. È morto durante il trasporto in ospedale. In casa i militari non hanno ritrovato biglietti che lasciassero presagire quanto commesso. I carabinieri tanno scavando nella vita privata e lavorativa per capire le ragioni del gesto. 

“Non ho mai saputo di problemi nella sua famiglia. Non mi so spiegare cosa è accaduto”, racconta Marco, il fidanzato di Valentina, una delle due ragazze uccise dal padre a Orta Nova. “Ero fidanzato” ha proseguito Marco “con Valentina da un anno e sette mesi, ma non conoscevo bene i suoi genitori. Conoscevo, però, la sorella più piccola”. 

“Mio figlio era in bagno quando ha sentito un colpo. Ma non pensavamo che si trattasse di un colpo di pistola”, ha detto una donna che abita sullo stesso pianerottolo della famiglia Curcelli. “Non abbiamo sentito né un litigio – aggiunge la donna -, né un grido. Mai. Erano bravissime persone. Le conoscevo da anni. Ogni tanto lei si arrabbiava con le figlie. Ma sono cose normali che fanno tutte le mamme. Lui stravedeva per la moglie e le figlie e anche per l’altro figlio che lavora a Ravenna e che è arrivato poco fa”.

 

“Il tema del sostegno è prioritario per questo ministero e per il governo”. Lo sostiene in un’intervista al Messaggero la sottosegretaria all’Istruzione, Lucia Azzolina (M5s), che assicura: “Voglio lavorare per aumentare il numero degli insegnanti di ruolo sul sostegno, trasformando parte di quelle cattedre che oggi sono ‘instabili’, ovvero destinate alle supplenze, il cosiddetto organico di fatto, in cattedre di diritto, stabili”.

E ancora: “I docenti di sostengo specializzati e specializzandi potranno partecipare al concorso straordinario e a quello ordinario. Poi, nei tempi più rapidi possibili, faremo partire anche il V ciclo TFA sostegno e renderemo la specializzazione sul sostegno strutturata nel tempo”. Il giorno dopo il via libera del Consiglio dei ministri al decreto Scuola, Azzolina spiega che adesso si riparte “dai concorsi, ordinario e straordinario, da bandire contemporaneamente per rispondere alle diverse categorie di docenti e anche ai tanti giovani – sottolinea – che vogliono approcciarsi all’insegnamento”.

“La ‘supplentite’ – evidenzia – si cura con i concorsi, con il decreto chiudiamo una fase di incertezze e di carenze, dopodiché i concorsi ordinari dovranno tornare ad essere la prassi. Con il decreto diamo una risposta anche a chi li ha superati in questi ultimi anni ed è in graduatorie tuttora valide”. Inoltre, continua, i concorsi “permetteranno le abilitazioni” e “potranno partecipare al concorso ordinario e alle procedure di abilitazione che saranno inserite nel disegno di legge collegato alle legge di bilancio” anche i precari con meno di 36 mesi di insegnamento.

Tra gli obiettivi della sottosegretaria, anche quello di mettere un freno alle cosiddette classi pollaio: “La soluzione è già in un disegno di legge a mia prima firma su cui il Parlamento sta lavorando. E nel Nadef si è fatto esplicito riferimento alle risorse da stanziare. Questa proposta di legge – conclude – rappresenta una delle priorità per me e per tutto il Movimento 5 Stelle. Io ho intenzione di impegnarmi già dalla prossima sessione di bilancio per fare in modo che quel disegno di legge vada fino in fondo”.

Si è chiuso con un patteggiamento a sei mesi di carcere per omicidio stradale e con la revoca a vita della patente il procedimento a carico di un maresciallo dei carabinieri che provocò un incidente nel quale, il 18 dicembre del 2017, morì Nicolò Luckenbach, giovane videomaker e fotografo milanese che era in sella alla sua moto. Ricoverato in ospedale, mori’ per le gravi lesioni riportate.

“La sentenza di oggi è storica – è il commento dell’avvocato Domemico Musicco, che ha assistito i familiari ed è presidente della Onlus Avisl (Associazione Vittime Incidenti Stradali) – perché per l’accusato, oltre alla pena, il gip Livio Cristofano ha fatto scattare il cosiddetto ‘ergastolo della patente’. Un caso che fa scuola e che, se non altro, fa giustizia, anche se i suoi cari non potranno mai più riabbracciare Nicolo'”.

Secondo quanto ricostruito dal pm Mauro Clerici, l’uomo era alla guida di un’autovettura di servizio quando, svoltando a destra, obbligò a frenare bruscamente il ragazzo, che cadde a terra e morì poco dopo il ricovero per le ferite riportate.

Armati di bastoni e coltelli, derubavano ville e abitazioni mentre i proprietari dormivano. I carabinieri di Rivoli, nel Torinese, stanno eseguendo dalle prime ore di stamane una decina di ordinanze di custodia cautelare per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti in abitazione, ricettazione, detenzione e porto illegale di armi e strumenti atti a offendere. I componenti del gruppo criminale, di nazionalità italiana e albanese, armati di coltelli e bastoni, dopo aver rotto le tapparelle o le porte d’ingresso, saccheggiavano ville e abitazioni isolate, in alcuni casi sorprendendo nel sonno i residenti. Al momento sono stati accertati 17 episodi, avvenuti nelle province di Torino, Biella, Novara e Perugia.

TRUMP ABBANDONA I CURDI PER ERDOGAN, RAID AEREI TURCHI SULLA SIRIA.
Il presidente sposta le truppe dal nord-est: “Basta infinite guerre ridicole”. Jet e artiglieria di Ankara colpiscono una base delle Forze democratiche siriane in vista di un’invasione. Il Pentagono: Usa non sostengono l’offensiva, nessun ritiro delle truppe dal Paese. Il consigliere Graham frena la Casa Bianca: sanzioni bipartisan in caso di attacco. 

BRUSCA RESTA IN CARCERE, LA CASSAZIONE RIGETTA IL RICORSO

La difesa del boss di Cosa Nostra chiedeva i domiciliari. Accolta la richiesta della procura generale.

MANOVRA: TRATTATIVA A OLTRANZA FRA GOVERNO E SINDACATI
Il premier riapre la stagione della concertazione: riceve a Palazzo Chigi i leader di Cgil, Cisl e Uil, poi l’apertura di tavoli su pensioni, fisco e contratto degli statali. 

I GENITORI DI RENZI CONDANNATI A UN ANNO E 9 MESI: “FALSE FATTURE”
A Tiziano Renzi e Laura Bovoli concessa la condizionale: “Ci aspettavamo di essere assolti”. La condanna prevede anche l’interdizione per 6 mesi da incarichi direttivi nelle imprese e per un anno dai pubblici uffici e dal trattare con la Pa.

ITALIA IN STAGNAZIONE: ALLARME DI ISTAT E CONFINDUSTRIA
L’istituto di statistica: proseguira’ la fase di debolezza economica. Csc: crescita zero nel 2019, solo +0,4% nel 2020. Gualtieri: nostro obiettivo equilibrato e prudente.

IL PG DI CASSAZIONE: “NO AI DOMICILIARI PER BRUSCA” 
Il verdetto previsto per domani. Santino Di Matteo, il padre del bambino sciolto nell’acido, all’Agi: “Resti in galera, incredibile che si possa solo pensare di fargli scontare a casa il resto della pena”. 

SEGGIOLINI SALVA-BEBÈ, DE MICHELI FIRMA IL DECRETO
Al via l’obbligo di installazione dei dispositivi anti-abbandono per i bambini di età inferiore ai 4 anni. 

MIGRANTI: STRAGE DI DONNE E BAMBINI A LAMPEDUSA, TRA I DISPERSI ANCHE UNA PICCOLA DI 8 MESI
La tragedia causata dal maltempo: 13 morti, 22 salvati dalla Guardia Costiera. Si indaga per naufragio e omicidio colposo.

NOBEL PER LA MEDICINA A DUE AMERICANI E UN BRITANNICO, PASSI IN AVANTI NELLA LOTTA CONTRO IL CANCRO
Kaelin, Ratcliffe e Semenza premiati per gli studi sulla reattività delle cellule in assenza di ossigeno.

LA SAMP ESONERA DI FRANCESCO, IN ARRIVO PIOLI
Risoluzione del contratto per il tecnico abruzzese con i blucerchiati. Nel Milan anhe Giampaolo in bilico: il club tratta con Spalletti.

Il video del giorno

La polizia ha diffuso un video che mostra alcuni momenti della sparatoria durante la quale Alejandro Augusto Stephan Meran ha ucciso i due poliziotti Pierluigi Rotta e Matteo Demenego all’interno della Questura di Trieste

 

 

“Occorre un sistema complessivo che deve puntare al recupero, fondato sull’educazione e sulla prevenzione: è meglio che i reati non siano commessi piuttosto che punire la loro commissione”.

In un’intervista al Corriere della Sera l’ex Pm di Mani Pulite Gherardo Colombo si esprime in questo modo alla vigilia dell’inizio della discussione sul “Fine pena mai” che comincia oggi alla Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo.

“Sono uscito dalla magistratura 12 anni fa proprio perché credo che il sistema ‘carcere e basta’ non garantisca la sicurezza dei cittadini”.

L’ergastolo ostativo, infatti, indica una pena senza fine e senza la possibilità di accedere a qualsiasi misura alternativa al carcere e a ogni beneficio penitenziario, a meno di una collaborazione con la giustizia dell’ergastolano.

Carcere ostativo sì o no

Secondo l’ex magistrato di Mani Pulite, il carcere ostativo previsto dall’articolo 4 bis dell’ordinamento penitenziario “impedisce al giudice di verificare caso per caso se il detenuto possa ottenere benefici” e anche “di valutare se dopo un numero di anni (particolarmente elevato) di pena scontata possa accedere alla liberazione condizionale”.

“Non vedo perché togliere al giudice questa funzione” specifica Colombo, che poi si chiede: “Potrà un giudice valutare se possono essere reinseriti nella società? Perché lo può fare per chi ha ucciso la moglie e per chi ha ucciso durante uno scontro a fuoco, e sono passati già trent’anni da allora no?”

“Il fine pena mai è anticostituzionale”

La discussione nel merito di questa vicenda oggi al centro della discussione alla Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo prende le mosse dalla sentenza di Strasburgo in favore di Marcello Viola, condannato per associazione mafiosa, sequestro di persona, omicidio e possesso illegale di armi. E il 13 giugno, precisa Gherardo Colombo “la Corte europea dei diritti umani gli ha dato ragione” ma l’Italia ha impugnato la sentenza di fronte alla Grande Camera.

“Se dovesse decidere che il ricorso non è ammissibile la sentenza diventerà definitiva”. Ma l’ex magistrato pensa che il Fine Pena Mai sia “anticostituzionale” e aggiunge anche che se “escludiamo la pena di morte, che per fortuna non esiste più, per certi versi abbiamo reso la legge penale meno liberale di quella elaborata dai fascisti” un’affermazione che lo stesso ex magistrato definisce come “una cosa che può apparire scandalosa”.

Ma, a suo avviso, la Costituzione “afferma che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato” per concludere che gli sembra che l’ergastolo ostativo “contrasti entrambe queste statuizioni”.

Può essere legittimo in Italia un atto di nascita in cui vengono indicate due mamme come genitori di un bambino di nazionalità straniera? Questa la risposta che la Corte Costituzionale è chiamata a dare, dopo l’udienza pubblica che si svolgerà a Palazzo della Consulta mercoledì prossimo. Il caso è stato sollevato dal tribunale di Pisa, con un’ordinanza dello scorso marzo, con la quale si chiede ai ‘giudici delle leggi’ di verificare se sono in linea con i principi costituzionali le norme che non consentono di formare nel nostro Paese “un atto di nascita in cui vengano riconosciute come genitori di un cittadino di nazionalità straniera due persone dello stesso sesso”.

Protagoniste della vicenda, due donne – una italiana e una statunitense – sposate negli Usa e che, con una fecondazione eterologa in Danimarca, hanno avuto un bambino, nato in provincia di Pisa, che ha acquisito cittadinanza straniera dalla madre gestazionale.

La causa che ha portato alla trasmissione degli atti alla Consulta è stata avviata dopo che l’ufficiale dello stato civile del Comune di Pisa si è rifiutato di ricevere la dichiarazione di nascita espressa congiuntamente dalla cittadina statunitense, quale madre gestazionale, e dalla cittadina italiana quale madre intenzionale, in forza del consenso dato alla fecondazione eterologa.

Il giudice di Pisa, dunque, ha ravvisato un contrasto tra la circostanza che la madre intenzionale – la quale ha dato il proprio consenso alla procreazione assistita (ed è, secondo l’ordinamento straniero, sposata con la madre gestazionale) – risulta genitore secondo la legge straniera applicabile a questo caso, e l’impossibilità di formare in Italia un atto di nascita in cui un figlio risulti avere due genitori dello stesso sesso.

Per questo, ha sollevato dubbi di legittimità costituzionale: la preclusione alla formazione di un atto di nascita del genere comporterebbe, si osserva nell’ordinanza di rimessione, la “compressione” del diritto di persone – che in base alla legislazione straniera sono legate da un rapporto di genitorialità-filiazione – a vedere riconosciuta, in Italia, la propria “formazione sociale”. Relatore della causa alla Consulta sarà il vicepresidente della Corte, Mario Rosario Morelli, e interverranno in udienza i legali delle due donne, gli avvocati Alexander Schuster e Vincenzo Zeno Zencovich, e quelli del curatore speciale del bambino.

“Sarebbe stato un difetto nelle fondine in dotazione al personale della Polizia di Stato a costare la vita ai due agenti uccisi oggi (ieri, ndr) a Trieste”. Lo sottolinea Stefano Paoloni, segretario generale del Sindacato autonomo di polizia (Sap). “Uno dei due agenti aveva già avuto problemi con la fondina rotante e gliene era stata data un’altra di vecchio tipo che non permette di bloccare l’arma al suo interno. All’altro collega che invece aveva la nuova fondina rotante – spiega Paoloni – è stata sfilata l’arma insieme al dispositivo di contenimento, poiché il supporto ha ceduto rompendosi. Questo è un difetto che come Sap stiamo denunciando da circa un anno con continue note al Dipartimento, il quale giorni fa ci ha anche risposto dicendo che sono in corso verifiche volte alla ricerca di soluzioni per le criticità rilevate. Abbiamo sempre denunciato questa anomalia che stavolta si è rivelata fatale. Se la dinamica dovesse essere confermata – conclude – sarebbe di una gravità inaudita e qualcuno dovrà assumersene la responsabilità”.

Le fondine delle due vittime sono state sequestrate per verificarne l’integrità. E da una prima analisi non risulterebbero danni tali da comprometterne la funzionalità. Certamente questo sarà uno dei punti centrali dell’inchiesta appena cominciata, la cui dinamica sembra già abbastanza chiara.

Hanno rapinato per tre volte, tra l’ottobre del 2018 e il gennaio 2019, la stessa pasticceria di Colle Prenestino, periferia della Capitale. Per questo due fratelli di 35 e 33 anni sono stati arrestati dai carabinieri della stazione Tor Bella Monaca, coordinati dalla procura di Roma, con l’accusa di rapina aggravata in concorso. I due rapinatori hanno agito sempre nello stesso modo: entrati nell’esercizio commerciale, quando uno degli addetti alle vendite si spostava all’interno del laboratorio posto nel retro, si intrufolavano dirigendosi direttamente alla cassa e svuotandola. 

Le indagini dei carabinieri, coordinate dall’aggiunto Lucia Lotti, hanno ricostruito, in circa un anno, i due identikit dei malfattori. Proprio per questo sono risultate fondamentali le attente analisi delle immagini di videosorveglianza del locale e i particolari forniti dalle vittime. Per il fratello minore 33enne, con precedenti, si sono aperte le porte del carcere di Regina Coeli, mentre il 35enne è stato raggiunto dal provvedimento all’interno del carcere di Cassino dove era detenuto per altri reati.