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AGI – Una festa della Repubblica all’insegna dell’instabilità, con temporali sparsi e sprazzi di sereno.

Al Nord

Al mattino tempo stabile su tutti i settori con nuvolosità irregolare alternata ad ampie schiarite. Al pomeriggio instabilità in aumento con acquazzoni e temporali sparsi su Alpi e Appennini con sconfinamenti verso le pianure specie sui settori centro-orientali. In serata ancora piogge e temporali sparsi possibili tra Alpi e Pianura Padana ma in esaurimento. –

Al Centro

Al mattino tempo stabile con nubi sparse e schiarite su tutti i settori. Al pomeriggio instabilità in aumento con acquazzoni e temporali sparsi sulle zone interne, piu’ asciutto sui settori costieri. In serata tempo nuovamente asciutto con ampie schiarite, salvo residue piogge sul Lazio. 

Al Sud e sulle Isole

Al mattino tempo stabile con prevalenza di cieli poco o irregolarmente nuvolosi. Al pomeriggio instabilità in aumento con acquazzoni e temporali sui settori interni. In serata tempo in miglioramento con cieli sereni o poco nuvolosi, salvo residui fenomeni sulle zone interne Peninsulari.

Condizioni meteo che nel fine settimana non subiranno cambiamenti sostanziali con temperature in media o sopra la media su gran parte del continente europeo. L’anticiclone delle Azzorre continuerà a presenziare tra Islanda e Gran Bretagna manifestando i suoi massimi su questi settori (con valori di pressione fino a 1030 hPa). Qualche disturbo in più sarà possibile nella giornata di Sabato specie al nord Italia, dove infiltrazioni d’aria relativamente più fresca in quota porteranno piogge e temporali tra il mattino ed il pomeriggio. Domenica con l’ipotesi di un cavetto d’onda che potrebbe coinvolgere anche il centro-sud.

AGI – È stato trovato, in un’area verde abbandonata nell’abitato di Senago, il cadavere di Giulia Tramontano,  la 29enne incinta al settimo mese, scomparsa da cinque giorni.

È stato il fidanzato Alessandro Impagnatiello, fermato per omicidio, a far trovare il corpo della donna. “L’ho uccisa io“, avrebbe confessato il barman 30enne durante l’interrogatorio alla caserma di Senago. È stato l’uomo a indicare agli inquirenti dove fosse il corpo della compagna. 

Uccisa a coltellate

Secondo un primo esame l’ha prima accoltellata, uccidendola, e dopo ha cercato di bruciare invano il suo cadavere. Per disfarsi della donna, il 30enne ha avvolto il corpo con sacchi di plastica e alcuni teli che aveva in casa.

Dall’appartamento lo ha trascinato passando anche sulle scale della palazzina fino alla sua macchina. In seguito ha abbandonato il corpo in un’intercapedine di un box di una palazzina in via Monte Rosa, a circa mezzo chilometro da casa.

Crollato dopo l’esame sulle scale del condominio

Quando ha visto gli specialisti della sezione investigazioni scientifiche dei carabinieri analizzare le scale comuni del condominio, Alessandro Impagnatiello è crollato e ha deciso di confessare l’omicidio.

Intorno alle 22, il barman 30enne, accompagnato dai militari, era rincasato brevemente per recuperare alcuni oggetti personali dall’appartamento in via Novella messo sotto sequestro dagli inquirenti.

Forse convinto di aver ripulito le tracce dell’omicidio nella casa, non è stato lo stesso per le aree comuni della palazzina dove nella notte tra sabato e domenica sarebbe passato trascinando il cadavere della fidanzata.

Già nella sua Volkswagen T-Roc nel pomeriggio di ieri le tute bianche dell’Arma avevano repertato alcune macchie di sangue. Nel lungo interrogatorio avvenuto questa notte con la pm Alessia Menegazzo e i carabinieri del nucleo investigativo Impagnatiello ha detto di aver agito da solo senza l’aiuto di complici

Fidanzato trasferito a San Vittore

Alessandro Impagnatiello è stato trasferito dalla caserma dei carabinieri di Senago nel carcere milanese di San Vittore. In corso di notifica il fermo emessa dalla pm Alessia Menegazzo in cui il barman è accusato di omicidio volontario aggravato, soppressione di cadavere e interruzione di gravidanza non consensuale

L’omicidio

Un omicidio d’impeto al culmine di una discussione dopo la 29enne aveva incontrato l’altra fidanzata del compagno. Lo scorso sabato, nonostante nutrisse già dei sospetti da aprile, Giulia ha acconsentito a incontrare quella che a suoi occhi era l’amante del futuro padre del suo bambino. Era stata l’altra donna, una collega statunitense del barman, a chiedere il faccia a faccia anche lei insospettita dai comportamenti del 30enne.

Quest’ultima dopo essere rimasta anche lei incinta di Impagnatiello aveva scelto di interrompere la gravidanza. Nell’incontro chiarificatore le due donne hanno preso coscienza delle innumerevoli bugie raccontate dal 30enne e della doppia vita che l’uomo portava avanti con loro.

La stessa sera ci sarebbe stato poi un ulteriore confronto tra Tramontato e Impagnatiello che sarebbe degenerato – secondo l’ipotesi accusatoria – nell’omicidio della donna. È stato il ritrovamento di alcune tracce biologiche, verosimilmente sangue, nell’auto di Alessandro Impagnatiello a far decidere agli inquirenti milanesi di indagare l’uomo. 

Impagnatiello provò a incontrare l’amante dopo l’omicido

Alessandro Impagnatiello ha cercato senza riuscire di incontrare la collega americana con cui aveva una relazione parallela dopo aver ucciso la compagna. Per convincerla a incontrarsi l’uomo le avrebbe detto di essere “un uomo libero” e che la 29enne se n’era andata.

Inoltre le avrebbe ribadito, mentendo, che il figlio che Tramontano portava in grembo non era suo. L’incontro non si è concretizzato perché l’americana si è spaventata.

AGI – Sono riprese le ricerche di Denise Galatà, la studentessa di 17 anni dispersa ieri nel fiume Lao, nel Cosentino, durante un’escursione su un gommone che si è ribaltato. Le ricerche, sospese a tarda ora, sono di nuovo in corso da questa mattina.

La ragazza si trovava con una scolaresca del Reggino e stava facendo rafting. Secondo quanto è stato ricostruito, a un certo punto, per cause in corso d’accertamento, il gommone sul quale si trovava la diciassettenne si è ribaltato. Gli altri due ragazzi sono stati poi recuperati e salvati mentre di lei nessuna traccia.

Vigili del fuoco con squadre di terra sono impegnati nella ricerca lungo le rive del fiume. Dalle prime luci dell’alba sono in azione anche il nucleo Sapr (Sistema Aeromobile a Pilotaggio Remoto) dei pompieri e il personale SAF (Speleo Alpino Fluviale). Nella notte sono giunti sul posto altre unità e mezzi dai comandi provinciali della Calabria. 

Anche i droni impiegati nelle ricerche

Anche droni in dotazione ai Vigili del Fuoco sono impiegati nelle ricerche della studentessa. La ragazza fa parte di una scolaresca proveniente dal Reggino e stava praticando rafting. Gli altri due giovani che erano a bordo sono stati poi recuperati e salvati mentre di lei nessuna traccia. I soccorritori hanno recuperato il casco che la giovane indossava. 

AGI – “Nei giorni successivi a ogni evento alluvionale spunta inevitabilmente la polemica riguardante i corsi d’acqua “non puliti”: molti sono convinti che “dragarli” possa far aumentare la sezione di deflusso del corso d’acqua e migliorare l’efficienza idraulica. I corsi d’acqua sono spesso considerati come elementi territoriali scomodi, in conflitto con le esigenze di uso del suolo, particolarmente nelle aree pianeggianti e soprattutto nell’attraversamento delle aree urbanizzate”. A parlare è Fabio Luino, coordinatore nazionale Area Tematica Rischio Geo – Idrogeologico della Società Italiana di Geologia Ambientale, che sottolinea come asportare i sedimenti aumenta i rischi.

“Asportare i sedimenti, come è stato ampiamente dimostrato da studi scientifici, altera il naturale equilibrio del corso d’acqua, che nel giro di qualche anno tenderà a definire un nuovo profilo di equilibrio aumentando la propria azione erosiva sulle sponde e, se queste sono protette, asportando materiale dal fondo, determinando la scomparsa del materasso alluvionale presente e il conseguente restringimento dell’alveo stesso. Asportare i sedimenti aumenta il rischio a valle perché accelera e concentra i deflussi (che non sono mai solamente liquidi) – ha continuato Luino – accentua di conseguenza il picco di piena e la sua velocità di trasferimento verso valle”. 

“Inoltre, rende instabile l’equilibrio geomorfologico, generando un effetto domino: le costose opere di contenimento e di mitigazione dell’erosione realizzate lungo le sponde (scogliere, gabbionate, argini etc.) in molti punti perdono la propria funzionalità, essendo ormai sospese rispetto al corso d’acqua – ha aggiunto Fabio Luino – a monte, oltre all’abbassamento diretto del livello del fondo nella zona di estrazione, l’escavazione modifica il profilo longitudinale, provocando un aumento locale di pendenza che tende a migrare verso monte, creando una erosione regressiva.

Quindi possiamo affermare che asportare sedimenti dai corsi d’acqua comprometta inevitabilmente la stabilità delle opere longitudinali sulle sponde e anche quelle di attraversamento. In passato sono crollati ponti per sotto escavazione delle pile: nel 1966 (dopo pochi anni di estrazione) crollò il ponte di Romito sul Fiume Magra, nel 1993 il ponte della tangenziale di Biella sul Torrente Cervo, fenomeno avvenuto proprio a causa di anomali approfondimenti del fondo alveo (in Cervo sino a 6 metri) dovuti all’asportazione per decenni di grandi quantitativi di materiale ghiaioso-ciottoloso”.

“Inoltre, l’abbassamento dell’alveo condiziona anche l’equilibrio tra acque superficiali e acque sotterranee diminuendo il livello della falda freatica e quindi della captazione delle acque nei pozzi – ha spiegato l’esperto della Società Italiana di Geologia Ambientale – L’asportazione di inerti comporta anche effetti lungo le aree costiere marine provocando un deficit di trasporto solido che sbilancia il delicato equilibrio tra ingressione marina e ripascimento naturale delle spiagge che determina i dati ormai tristemente noti che vedono le nostre aree costiere marine per lo più soggette a erosione e arretramento”.

“Gli studi che geomorfologi fluviali, ingegneri idraulici e civili da decenni conducono sui corsi d’acqua hanno dimostrato che vi sono stati molti danni in tutti i corsi d’acqua ove le ruspe hanno depauperato il letto dei corsi d’acqua da milioni di metri cubi di pietrisco: sottraendo materiale si favorisce un’ulteriore incisione e si accresce il pericolo idraulico – ha concluso Luino – il problema della gestione degli eventi alluvionali non si risolve facendo scorrere più velocemente l’acqua nei fiumi, alzando gli argini in terra o utilizzando in cemento, per mitigare le alluvioni è necessario dissipare l’energia dei fiumi laminando le piene, rimuovere dagli alvei piante morte e i grandi alberi che possono incastrarsi sotto i ponti ostacolando il transito delle acque”. 

L’allarme di Anbi: “104 episodi alluvionali nel 2022”

Mentre in Emilia Romagna si continua a lavorare per superare l’emergenza alluvionale, l’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche illumina una verità sotto traccia, che conferma l’immagine di un’Italia alla merce’ della crisi climatica e che, accanto alle tragedie, annovera una serie impressionante di episodi, che avrebbero potuto avere ben più gravi conseguenze. Nel solo 2022, anno per altro caratterizzato da una grave insufficienza idrica soprattutto nel Nord Italia, i fenomeni alluvionali sono stati 104, cioè due alla settimana.

“E’ un dato che allarma e che dovrebbe sollecitare una grande piano di manutenzione del territorio, la più importante opera pubblica, di cui l’Italia abbisogna – sottolinea Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) -. Per questo, rendiamo noto un elenco delle più gravi emergenze meteo registrate dall’agosto scorso, cioè dalla fine della fase più acuta della siccità”.

AGI – Sono tre turisti e un membro dell’equipaggio le quattro vittime del naufragio della serata di domenica sul Lago Maggiore. I sommozzatori dei vigili del fuoco hanno recuperato i corpi di due uomini e due donne,  tra cui la moglie, di nazionalità russa, del pilota dell’imbarcazione che invece si è salvato. Le altre tre vittime sono due italiani e un israeliano. 

Domenica gli elisoccorritori avevano individuato il primo corpo privo di vita, quello di uno straniero di 53 anni. La seconda vittima, invece, era stata recuperata nella notte quando i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno individuato il relitto della barca a sedici metri di profondità.

Probabilmente si trovava sottocoperta, e non sarebbe nemmeno riuscita ad abbandonare la nave prima che si inabissasse. Potrebbe trattarsi della donna dell’equipaggio che mancava ancora all’appello.

#Varese, imbarcazione ribaltata nel lago Maggiore: recuperato il corpo senza vita della quarta persona, l’ultima delle quattro segnalate come disperse. Concluse le operazioni di ricerca da parte dei #vigilidelfuoco, inizia il recupero dell’imbarcazione [#29maggio 8:00] pic.twitter.com/NZAcdBe77r

— Vigili del Fuoco (@vigilidelfuoco)
May 29, 2023

La Procura di Busto Arsizio indaga per il reato di ‘naufragio, sommersione o disastro aviatorio’ previsto dall’articolo 248 del codice penale. Lo apprende l’AGI da fonti qualificate che precisano come l’ipotesi, tutta da verificare, viene formulata in questa fase delle indagini per effettuare tutti gli accertamenti del caso. Il reato prevede la reclusione da 5 a 12 anni per ‘chiunque cagiona il naufragio o la sommersione di una nave o di un altro edificio natante ovvero la caduta di un aeromobile di altrui proprietari’.

Le persone a bordo dell”house boat partita da Lisanza, nei pressi di Sesto Calende, sono state colte di sorpresa da un forte temporale all’altezza di Arona. La barca lunga 16 metri aveva a bordo 24 persone (22 passeggeri più 2 di equipaggio) che stavano festeggiando un compleanno. Il natante – una imbarcazione privata che effettua sul lago servizi di accompagnamento per turisti – si è ribaltato e poi si è inabissato. Al momento risultano ancora due persone disperse.

Secondo quanto si è appreso quattordici dei naufraghi sarebbero riusciti a raggiungere la località Piccaluga, e sono stati soccorsi: quattro di loro sono stati portati in ospedale, 3 in codice verde e una in codice giallo.

La macchina dei soccorsi

Imponente la macchina dei soccorsi mobilitata: 9 le ambulanze e un’automedica giunte a bordo lago, con l’ausilio dei carabinieri di Gallarate, della Guardia Costiera del lago Maggiore e dei vigili del fuoco di Varese. Sul posto ci sono gli specialisti vigili del fuoco del soccorso acquatico, gli aerosoccorritori del reparto volo Lombardia a bordo dell’elicottero “Drago 150” e il nucleo sommozzatori di Milano, oltre alla Guardia Costiera con moto d’acqua e Carabinieri. Sono stati allertati inoltri tutti i gruppi di soccorso della zona

AGI – Tragico incidente stradale sul raccordo autostradale della A1 a Magione (Perugia), in località Torricella: morti tre dei 4 ragazzi a bordo dell’auto coinvolta. Sul posto sono al lavoro i vigili del fuoco.  

AGI – Il progetto di Neuralink (la società di Elon Musk) di impiantare chip nel cervello umano per aiutare le persone paralizzate o affette da malattie neurologiche a comunicare direttamente con un dispositivo esterno attraverso il pensiero, si avvicina a diventare realtà, con il via libera in Usa alla sperimentazione umana, ed “è questo il momento di iniziare a pensare a una regolamentazione chiara e rigorosa.

Perchè con l’Intelligenza Artificiale da una parte e i chip che interagiscono con il nostro cervello leggendo (e registrando) le nostre emozioni dall’altra il rischio di arrivare al Grande Fratello di Orwell non è lontano”. Lo sottolinea all’AGI Angelo Vescovi, celebre genetista tra i pionieri dell’utilizzo delle cellule staminali, dallo scorso dicembre presidente del Comitato Nazionale di Bioetica.

“Io sono per natura favorevole alle novità, anche rivoluzionarie – spiega Vescovi – e ricordo che già dagli anni ’80 facevamo la stimolazione profonda del cervello e poi nel midollo contro il dolore cronico. L‘interfaccia macchina-paziente c’è da decenni. Ma questo è un passo ulteriore: il microchip ha una tecnologia molto avanzata per interpretare l’attività elettrica del cervello, e agisce sia in entrata che in uscita. Rilevare i segnali può tracciare lo stato emotivo di una persona, anche le sfumature più profonde, persino inconsce. Potremmo dire che sia avvicina molto al concetto di leggere nel pensiero”.

 In casi di gravi patologie come la Sla, o in pazienti post-ischemici, spiega il bioeticista, “è fondamentale riuscire a permettere a persone letteralmente imprigionate nel loro corpo di tornare a comunicare con l’esterno, grazie al chip che ‘legge le nostre reazioni cerebrali. Ma lo stesso chip è in grado anche di inviare dei segnali al cervello: è chiaro che il rischio di manipolazione dall’esterno è alto”.

Tanto più, ricorda Vescovi, che “parliamo di società private, di soggetti che di queste innovazioni vogliono fare un uso commerciale”. Sono temi, sottolinea l’esperto, che “condizioneranno i decenni futuri, e stanno cambiando radicalmente lo scenario della bioetica”.

Proprio in queste settimane il Comitato si sta riunendo per formulare un parere accurato, anche sulla scorta di audizioni di scienziati di tutto il mondo, sulle problematiche che pone la crescita esponenziale dell’Intelligenza Artificiale, che a differenza dei chip di Neuralink è già una realtà che potenzialmente tocca tutti:

“Ci vorranno mesi – spiega Vescovi – perchè le questioni sono enormi e sono tante, abbiamo al momento 16 esperti da convocare, ma abbiamo l’obiettivo di proporre uno schema complessivo di approccio al problema”. 

AGI –   Tante le iniziative per la Festa della Repubblica italiana, il 2 giugno prossimo. Il  Capo dello Stato, Sergio Mattarella, in occasione del 77 anniversario della Repubblica, ha invitato il 1 giugno i Capi Missione accreditati in Italia al Concerto eseguito al Quirinale dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI diretta da Speranza Scappucci. In programma musiche di Wolfgang Amadeus Mozart, Gioacchino Rossini, Giuseppe Martucci e Giuseppe Verdi.

Il Concerto sarà trasmesso in diretta su Rai Uno e Rai Radio 3, a partire dalle 17.50 e sarà aperto dal saluto del Presidente Mattarella. Al termine seguirà il tradizionale ricevimento serale nei Giardini del Quirinale.

Venerdì 2 giugno, alle ore 9.15, il Presidente Mattarella, alla presenza delle più alte cariche Istituzionali, renderà omaggio all’Altare della Patria con la deposizione di una corona d’alloro con nastro tricolore. Successivamente riceverà, in Via di San Gregorio, la presentazione dei Reparti schierati per la rivista e assisterà dalla tribuna presidenziale di via dei Fori Imperiali alla tradizionale Parata Militare.

Nel pomeriggio del 2 giugno l’apertura al pubblico dei Giardini del Quirinale, dalle ore 16.30 alle 18.30, sarà riservata a categorie di persone con fragilità. L’individuazione degli ospiti è stata curata dalle associazioni a carattere nazionale rappresentative delle categorie.

In concomitanza dell’apertura dei Giardini, per la prima volta si esibiranno al Quirinale il Coro Giovanile Italiano della Federazione Nazionale Italiana delle Associazioni Regionali Corali (Feniarco), la Banda Musicale Giovanile del Piemonte dell’Associazione Nazionale Bande Italiane Musicali Autonome (ANBIMA) e, come lo scorso anno, la Banda Interforze.

Giovedì 1 giugno, alle ore 15.00, nella Piazza del Quirinale si svolgerà il cambio della guardia in forma solenne da parte del Reggimento Corazzieri a cavallo con la Fanfara del 4 Reggimento Carabinieri a cavallo. 

AGI – Incidente stradale mortale questa notte in via Severiane, all’incrocio con via delle Mimose, a Tor San Lorenzo nel comune di Ardea, vicino a Roma. A scontrarsi uno scooter Honda Sh 300 e una Ford Fiesta condotta da un cittadino del Pakistan di 25 anni e altri due connazionali.

A perdere la vita il 48enne a bordo del motorino. I tre operai che erano nell’autovettura sono invece finiti in ospedale e saranno sottoposti a esami di alcol e droga. Sul posto, oltre agli operatori del 118, i carabinieri di Ardea e Anzio. La dinamica dell’incidente è al vaglio dei militari, mentre la procura di Velletri ha disposto l’esame autoptico sul corpo della vittima.

AGI – Paura a Napoli, dove un agente di polizia municipale ha sparato a un senzatetto che l’aveva preso a sprangate in testa. Nel tentativo di fare spostare il clochard, l’agente è stato aggredito dall’uomo con una spranga, e ha riportato una ferita alla testa. Il vigile, a sua volta, ha esploso alcuni colpi d’arma da fuoco, ferendo il senza tetto a una gamba. È la ricostruzione di quanto accaduto in via Duomo fatta dalla polizia di Stato, cui sono affidate le indagini.

L’agente, Salvatore Ruoppolo, 63 anni, è stato sottoposto ad accertamenti all’Ospedale del Mare, dove gli sono stati applicati diversi punti di sutura alla testa. Oltre quaranta i giorni di prognosi, mentre il clochard ricoverato al Vecchio Pellegrini e non è in pericolo di vita.

Il poliziotto Municipale del servizio Tutela emergenze sociali e minori era impegnato nelle operazioni di bonifica dei porticati con l’Asl Napoli 1 quando è stato colpito al volto con un paletto di ferro che il senzatetto nascondeva sotto le coperte, ferendolo alla testa e all’occhio sinistro. L’immigrato era sotto ai portici del Duomo di Napoli, davanti all’ingresso del museo del Tesoro di San Gennaro. Nonostante fosse ferito da una pallottola ha avuto la forza di infierire con la spranga contro il vigile, fino all’intervento dei militari dell’Esercito e degli agenti della polizia di Stato che hanno effettuato il fermo.