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(AGI) – Ropma, 14 mag. – Si aggiunge Eros Ramazzotti all’elenco di star della musica italiana che verranno premiati il 4 giugno all’Arena di Verona nell’ambito della nona edizione dei Wind Music Awards, con serata condotta da Carlo Conti e Vanessa Incontrada e diretta in prima seratasu Rai1. L’elenco (in ordine alfabetico) dei primi artisti che hanno confermato la loro presenza sul palco comprende Biagio Antonacci, Mario Biondi, Club Dogo, Dear Jack, Francesco De Gregori, Elisa, Emis Killa, Emma, Fedez, Tiziano Ferro, Lorenzo Fragola, Gemitaiz&Madman, Il Volo, Deborah Iurato, J-Ax, Ligabue, Fiorella Mannoia, Marracash, Marco Mengoni, Moda’, Gianna Nannini, Nek, per l’appunto Ramazzotti, quindi Francesco Renga, Rocco Hunt, Subsonica. Si annuncia una serata a ritmo delle hit dell’anno di questi e altri grandi artisti italiani e, come sempre, anche di ospiti internazionali. I Wind Music Awards, ovvero i premi della musica italiana, sono realizzati con la collaborazione delle associazioni del settore discografico AFI, FIMI e PMI. Saranno premiati gli artisti italiani che, tra maggio 2014 e maggio 2015, hanno raggiunto con i loro album i traguardi “oro”, “platino” e “multi platino” e con i loro singoli il traguardo “multi platino” (certificazioni FIMI/GfK Retail and Technology Italia). Per il secondo anno consecutivo il premio speciale “EarOne Airplay” verra’ assegnato a Ligabue, in quanto artista con il maggior punteggio nella classifica dell’airplay radiofonico tra maggio 2014 e maggio 2015. Nel corso dei WMA15, prodotti da F&P Group con la Ballandi Multimedia per la cura e la gestione di tutti gli aspetti televisivi dell’evento, verranno consegnati anche altri riconoscimenti come il premio speciale “Arena di Verona”. RadioDue Rai sara’ presente per dar voce ai protagonisti dei WMA. I biglietti sono disponibili in prevendita su www.ticketone.it e nei punti vendita e prevendite abituali (per info: www.fepgroup.it). (AGI) .

Un trailer e il successivo annuncio sul sito di League Of Legends hanno ufficializzato l’uscita del prossimo campione, già tradita da alcuni “leaks” riguardanti misteriosi file audio trovati nei server di testing del Public Beta Environment. Ekko, il ragazzo che ha infranto il tempo è stato rivelato, e prossimamente sarà disponibile in anteprima proprio per coloro che hanno un account sul PBE.
Ekko

 

Il compendio di abilità dello zaunita gli conferisce una particolare mobilità in schermaglia, nonchè un buon controllo dei nemici grazie a capacità di rallentamento e stordimento; come se non bastasse, la chicca che lo rende unico: la capacità di “riavvolgere il tempo”, e provare a stravolgere completamente l’esito di un’azione.
Vediamo nel dettaglio le abilità rivelate!

Passiva – Z-Drive Resonance
Ogni tre attacchi (sia base che con spell) Ekko infligge danni bonus al nemico e lo rallenta; se il suo bersaglio è un champion, il ragazzo ottiene anche un bonus alla velocità di movimento.

Q – Timewinder
Ekko infligge danni e rallentamento ad area lanciando un dispositivo meccanico, che rilascia energia quando raggiunge la gittata massima o quando colpisce un nemico o un mostro neutrale; al termine della sua durata, l’oggetto torna nelle mani di Ekko, infliggendo ulteriori danni ai nemici che colpisce durante il suo percorso.

W – Parallel Convergence
Passivamente quest’abilità permette a Ekko di infliggere danni aggiuntivi ai nemici con poca salute. Quando viene usata attivamente, invece, permette di dar vita a un’area temporanea di rallentamento per tutti i nemici al suo interno; se Ekko vi entra l’energia esplode conferendogli uno scudo e stordendo i nemici.

E – Phase Dive
Ekko effettua uno scatto, e successivamente si teletraporta presso il suo nemico per colpirlo infliggendo danni magici aggiuntivi.

R – Chronobreak
Ekko può riavvolgere il tempo: diventando invulnerabile per pochi momenti, riesce a teletrasportarsi in un punto in cui si trovava pochi secondi prima. Durante questo spostamento Ekko recupera una parte della salute eventualmente persa in quei secondi e danneggia i nemici nelle vicinanze.

Possiamo osservare Ekko in azione nel sopracitato cinematic trailer che l’ha lanciato nel web.
Buona visione!

(AGI) – Roma, 14 mag. – “Tutti i protocolli di sicurezza per
l’infermiere sono stati rispettati. L’infermiere da quando e’
tornato in Italia e’ stato in quarantena e si controllava la
febbre, poi quando ha capito che qualcosa non andava ha
avvisato lo Spallanzani ed e’ stato trasferito in isolamento a
Sassari e poi a Roma”. Lo ha detto il ministro della Salute
Beatrice Lorenzin ai microfoni di uno Mattina, a proposito del
caso del volontario di Emergency contagiato in Sierra Leone e
ora ricoverato a Roma. “A Sassari ha aggiunto Lorenzin – stiamo
attuando procedure di eccesso di protezione ed e’ tutto sotto
controllo. Siamo vicini all’infermiere e gli auguriamo una
pronta guarigione”.”Come sapete – ha detto ancora il ministro
Lorenzin – e’ stata deliberata come conclusa la fase di
emergenza in Sierra Leone per quanto riguarda l’Ebola. Ma
questo non vuol dire che non possa esserci stato contagio come
e’ accaduto nel caso dell’infermiere di Emergency. Ancora non
sappiamo come sia accaduto ma – ha sottolineato – mi sento di
rassicurare che il volontario ha eseguito puntualmente tutti i
protocolli previsti”. (AGI)

(AGI) – Roma, 14 mag. – “Complessivamente, un malato di cancro
su quattro puo’ considerarsi guarito a tutti gli effetti.
Questi dati rappresentano un’inversione di tendenza rispetto al
diffuso stigma cancro uguale morte. Ma non sappiamo se queste
persone effettivamente conducano una vita normale”.
A parlare e’ il presidente Favo, Francesco De Lorenzo – in
occasione del VII Rapporto sulla condizione assistenziale dei
malati oncologici, presentato oggi al Senato nel corso della X
Giornata nazionale del malato oncologico. “Sorge quindi una
serie di interrogativi sulla condizione in cui versano coloro
che hanno sconfitto il cancro dal punto di vista sanitario,
sociale ed economico. Oggi e’ possibile avviare una battaglia
politica non solo nazionale, ma anche europea – spiega
Francesco De Lorenzo, presidente FAVO -, per abbattere le
barriere che impediscono alle persone guarite di avvalersi dei
loro innegabili diritti socio sanitari ed economici, finora
negati, a cominciare dall’accesso a mutui, assicurazioni
sanitarie e servizi finanziari”. Nel 2014 i tumori hanno
rappresentato la principale causa di riconoscimento sia
dell’assegno ordinario di invalidita’ che della pensione di
inabilita’, con un trend in costante crescita negli ultimi
anni. “Il Servizio Sanitario Nazionale – sottolinea il prof.
Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM (Associazione Italiana
di Oncologia Medica) – trascura sia la fase di riabilitazione
post-trattamento acuto sia quella che segue alla remissione
totale, argomentando, in maniera inaccettabile, che la
riabilitazione oncologica e’ ricompresa nelle tipologie desunte
dall”International Classification of Functioning, Disability
and Health’ (ICF) dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’”.
In base a quanto stabilito dalla Conferenza Stato-Regioni, la
riabilitazione oncologica viene inclusa all’interno di altre
tipologie riabilitative, riferite alle patologie articolari,
cardio-circolatorie, del linguaggio, dell’apparato digerente,
urinarie, mentali e dell’autonomia comportamentale. “Ma il
tumore – continua Elisabetta Iannelli, segretario FAVO – e’ una
malattia diversa da tutte quelle elencate e determina bisogni
riabilitativi specifici, non assimilabili agli altri. Si tratta
di una omissione particolarmente penalizzante per i pazienti,
perche’ gli esiti dei trattamenti anti-cancro possono causare
difficolta’ non solo fisiche ma anche cognitive, psicologiche,
nutrizionali, sessuali, sociali e lavorative. La
sottovalutazione di questi aspetti ha portato anche a
escludere, quanto meno in forma di consultazione, la voce delle
Associazioni dei pazienti dal ‘Patto della Salute’ approvato
dalla Conferenza Stato Regioni il 10 luglio 2014”. (AGI)

(AGI) – Helsinki, 14 mag. – Le donne che bevono alcolici
perche’ ancora ignare di esser incinte possono provocare danni
permanenti al nascituro. Uno studio dell’Universita’ di
Helsinki ha infatti scoperto che l’esposizione all’alcol
durante le prime settimane di gravidanza, quando in genere la
maggior parte delle donne non sa di essere in dolce attesa,
puo’ provocare i sintomi tipici della sindrome alcolica fetale,
tra cui bassa crescita e iperattivita’. Per arrivare a queste
conclusioni i ricercatori hanno fatto ingerire a un gruppo di
topolini femmina, nelle prime fasi della gravidanza,
dell’alcol. La prole ha poi mostrato i segni della sindrome
alcolica fetale. Questo li ha indotti a ipotizzare che possa
succedere allo stesso modo negli esseri umani, sostenendo che
l’alcol sarebbe in grado di modificare permanentemente la
funzione di alcuni geni legati al cervello della prole. Per
questo gli studiosi hanno sottolineato che e’ sconsigliabile
bere alcolici gia nelle prime 3-6 settimane di gravidanza.
Perche’ proprio queste primissime fasi sono vitali, in quanto
e’ attivo il processo di divisione e differenziazione
cellulare. L’alcol andrebbe, in particolare, a interferire con
l’epigenoma di ogni cellula, compromettendo la regolare
funzione dei geni. Inoltre, gli scienziati hanno esaminato se
questi cambiamenti permangono anche in seguito. In particolare,
si sono concentrati su una specifica area cerebrale chiamata
ippocampo, una struttura chiave per la memoria e
l’apprendimento che si ritiene essere molto sensibile
all’alcol. Dai risultati e’ emerso che i cambiamenti indotti
dall’alcol permangono anche quando la prole diventa adulta.
(AGI)

(AGI) – Roma, 14 mag. – Hanno messo in pericolo tutti i passeggeri che si trovavano a bordo dell’airbus 320 dell’Alitalia, che ieri sera stava decollando dall’aeroporto di Fiumicino per Istanbul, i tre algerini fuggiti dopo aver aperto una porta di emergenza. I tre magrebini sono scappati utilizzando una delle porte che si trova al centro dell’aereo sull’ala, rischiando di finire risucchiati dal motore. Il tutto e’ avvenuto mentre il velivolo si trovava in fase di rullaggio a 50 km orari. L’apertura dello sportello ha azionato lo scivolo d’emergenza e i tre immigrati si sono lasciati cadere. A bordo dell’aereo si trovavano in tutto 122 passeggeri e sei membri dell’equipaggio. Quello degli algerini che cercano di entrare sul territorio italiano utilizzando la linea aerea Algeri-Istanbul con transito per Roma, e’ un fenomeno ben noto agli agenti della polizia di frontiera. Si tratta di nord africani che si imbarcano da Algeri per Istanbul e non hanno bisogno di visto e che poi tentano di entrare in Italia nel corso del transito, all’aeroporto di Fiumicino. Proprio per impedire questo fenomeno nell’ottobre scorso la polizia di frontiera ha messo in atto un piano che prevede il presidio delle forze dell’ordine nel momento di transito di questi immigrati. Grazie a questa procedura sono stati circa mille gli immigrati fatti rimpatriare e che non sono riusciti a introdursi illegalmente nel nostro Paese. Ieri e’ avvenuto, invece, un episodio del tutto nuovo agli investigatori. I tre immigrati si sono lanciati dall’aereo in movimento e le forze dell’ordine sono dovute intervenire impedendo che a scappare fossero anche gli altri 18 connazionali algerini che si trovavano a bordo dell’aereo. I tre fuggitivi sono stati denunciati per immigrazione clandestina e attentato alla sicurezza dei trasporti. .

(AGI) – Londra, 14 mag. – Da una stretta di mano si possono
capire molte cose sullo stato di salute di una persona. Ad
esempio, una stretta di mano poco energica puo’ essere il
segnale di una malattia anche grave. Lo ha scoperto un gruppo
di ricercatori canadesi della McMaster University e
dell’Hamilton Health Sciences, in uno studio pubblicato sulla
rivista The Lancet. La ricerca, durata quattro anni, e’ stata
condotta su 140mila adulti con un’eta’ compresa dai 35 ai 70
anni d’eta’, provenienti da 17 paesi diversi. Gli scienziati
hanno misurato la forza muscolare della stretta di mano,
facendo stringere ai partecipanti un dinamometro. Dai risultati
e’ emerso che a ogni perdita di 5 chili di forza della presa
corrisponde un sesto di probabilita’ in piu’ morire. In
particolare, si ha un rischio del 17 per cento in piu’ di
morire per infarto o ictus. Questo legame e’ risultato presente
anche dopo aver tenuto conto di altri fattori, quali l’eta’, il
livello di attivita’ fisica, il fumo e l’alcol. “La stretta di
mano potrebbe costituire un metodo semplice ed economico per
valutare il rischio individuale di morte e malattie
cardiovascolari”, ha detto Darryl Leong, autore principale
dello studio. “Grazie ad essa i medici possono identificare i
pazienti gia’ a rischio che hanno una piu’ alta probabilita’ di
morire per la loro malattia”, ha concluso. (AGI)

(AGI) – Genova, 14 mag. – Valori al di fuori del target
terapeutico, effetti collaterali indesiderati, comparsa di
nuovi sintomi. Quasi meta’ dei malati di diabete, circa 3
milioni in Italia, ha dei valori o delle condizioni mediche per
cui dovrebbe cambiare terapia, ma il medico aspetta in media
due anni prima di intervenire. Della “inerzia” clinica hanno
parlato gli esperti ad un simposio organizzato nell’ambito del
20esimo Congresso Nazionale dell’Associazione Medici
Diabetologi (AMD), da cui e’ emerso che con nuovi farmaci che
riducono la complessita’ del trattamento per il paziente e
aumentano la semplicita’ di gestione per il medico, si potrebbe
ridurre il fenomeno.”Puo’ succedere ad esempio che l’emoglobina
glicata vada su valori fuori controllo, ma il medico preferisca
attendere”, ha spiegato Antonio Ceriello, presidente dell’AMD.
“In altri casi il paziente – ha continuato – e’ sotto
controllo, ma ci sarebbero indicazioni comunque per un regime
terapeutico piu’ appropriato. Possono passare anche due anni
prima che si cambi trattamento, con effetti pesanti sul decorso
della malattia, quali aumento del rischio di complicanze
croniche od anche acute, in particolare quelle legate alla
ipoglicemia”. Secondo dati internazionali, confermati anche
dall’esperienza italiana, il fenomeno puo’ riguardare quasi
meta’ dei pazienti, che hanno ormai superato quota tre milioni
nel nostro paese. “Noi medici abbiamo ovviamente una grande
responsabilita’ nel fenomeno – ha detto Ceriello – ma anche la
diminuita frequenza delle visite e il tempo sempre minore a
disposizione non sono da sottovalutare tra le cause”. Un aiuto
ai medici potrebbe venire da una classe di farmaci, i GLP1-RA a
somministrazione settimanale, che riduce le iniezioni da una o
piu’ iniezioni al giorno a una sola a settimana, potenzialmente
aumentando cosi’ l’aderenza alle terapie, che secondo diversi
studi non vengono seguite correttamente da almeno un quarto dei
pazienti

(AGI) – Roma, 14 mag. – “Ieri e’ cominciata la caduta del ‘muro’ di Dublino, una specie di recinzione che impediva il transito dei migranti dal Paese di primo ingresso agli altri Paesi europei”. Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, intervistato da Agora’ su Raitre, parla delle intese raggiunte a Bruxelles. “Questo muro sta cominciando a franare e il vantaggio per l’Italia, che e’ Paese di primo ingresso per tutti quelli che arrivano dal mare, e’ enorme. Il problema – ricorda Alfano – e’ dove mettere i migranti e va risolto alla radice: il nostro obiettivo e’ diminuire la quota di quelli presenti in Italia. Se la caduta del muro di Dublino e l’equa distribuzione porteranno al risultato che noi, avendone piu’ di quelli che ci spettano, un po’ li mandiamo in Europa nella equa ripartizione, non avremo piu’ questo problema. Se l’Onu ci da l’ok, siamo pronti ad azioni mirate per fare contro i trafficanti di esseri umani tutto quello che serve. L’Italia e’ pronta ad un piano militare energico assumendone la leadership. In un quadro di legalita’ internazionale – ha spiegato Alfano – si puo’ fare un’operazione di polizia contro gli scafisti sul modello di quella antipirateria fatta in Somalia”. Sul fronte dei numeri, parla il presidente della commissione nazionale per il diritto di asilo, Prefetto Angelo Trovato, in audizione alla Commissione di inchiesta migranti, a Palazzo San Macuto. “Nel 2014 ci sono state 63456 richieste di asilo delle quali esaminate 32270. Dal primo gennaio all’otto maggio le richieste sono gia’ 22118. In pratica quanto tutto il 2013 che ci ha visto avere 26mila richieste. Oggi come oggi, come commissione, siamo ad una capacita’ di esaminare 50mila domande l’anno. Da qui a poco avremo la massima capacita’, quindi speriamo di arrivare a 70mila. Nel 2015 abbiamo dato lo status” di asilo “a 1001 persone. Sono variati i flussi di richiedenti asilo”. Per la presidente della Camera, Laura Boldrini, “la quota di rifugiati da accogliere prevista dal nuovo piano della Commissione Europea e’ di circa 20mila persone, da dividere su 28 Stati, quindi una cifra molto bassa, soprattutto se si pensa che in tutto il mondo i rifugiati sono 50 milioni, che l’85% di essi e’ ospitato dai Paesi del sud del mondo. All’Europa sembrano cifre considerevoli ma non lo sono”. Sul fronte degli sbarchi, e’ in arrivo ad Augusta la nave “Bourbon Argos” di Medici senza frontiere, salpata sabato scorso per rafforzare le operazioni di ricerca e soccorso in mare, che ieri ha effettuato il primo salvataggio di 477 persone, tra cui 141 donne e 17 bambini. Sono attesi intorno alle 16 e sono in buone condizioni. La maggior parte e’ di origine eritrea, altri provengono da Bangladesh, Siria e Somalia. (AGI)