Newsletter
Ultime News
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

Admin

Uno dei titoli più interessanti e made in Italy sta per sbarcare su console Xbox One. Stiamo parlando di Nero, titolo sviluppato dai ragazzi di Storm in a Teacup che ha pubblicato un trailer di lancio per il gioco.

Dal trailer (che potrete trovare in calce all’articolo) possiamo vedere che il titolo è una visual novel di nuova generazione con un’atmosfera al quanto mistica. Nel gioco impersoneremo un bambino che dovrà scoprire i segreti che si celano all’interno del mondo di Nero, con ambientazioni suggestive e svariati rompicapo da risolvere.

Nero sarà possibile scaricarlo dallo Store di Xbox One a partire dal 15 maggio. Ora vi lasciamo col trailer. Buona visione!

 

(AGI) – Londra, 11 mag. – Per sapere se c’e’ bisogno di
lavorare per modificare il proprio indice di massa corporea
basta un semplice pezzo di spago. Questo nuovo e piu’ accurato
metodo consiste nel tagliare un pezzo di spago lungo tutta
l’altezza di una persona, poi piegarlo a meta’ e farlo girare
intorno alla vita: se lo spago basta per la seconda operazione
allora vuol dire che si e’ proporzionati come si dovrebbe
essere. A suggerire questo semplice trucchetto e’ stato un
gruppo di ricercatori dell’Oxford Brookes University, in uno
studio riportato dal Daily Telegraph e presentato all’ European
Congress on Obesity di Parga. Attualmente i medici utilizzano
il calcolo dell’indice di massa corporea per valutare se la
salute di un paziente e’ a rischio a causa del peso. Tuttavia,
questo metodo non e’ sempre attendibile, specialmente per le
persone che hanno strutture osse pesanti o una massa muscolare
di grandi dimensioni. Studi internazioni condotti in passato,
invece, hanno dimostrato che una persona e’ a minor rischio
malattia cardiache se la misura della vita e’ poco meno della
meta’ della loro altezza. Da qui l’idea dei ricercatori che
nell’ultimo studio hanno esaminato la salute di 2.917 persone
di 16 anni d’eta’. E hanno scoperto che un terzo delle persone
sottoposte al test dello spago sono risultate in sovrappeso,
quando invece il classico test sulla misura dell’indice di
massa corporea ha dato risultati nella norma. Aldila’ della
maggiore accuratezza, il test dello spago potrebbe anche
aiutare i sistemi sanitari europei a risparmiare tempo e
denaro. (AGI)

(AGI) – New York, 11 mag. – Chi e’ convinto che avere piu’
rapporti sessuali renda anche piu’ felici si sbaglia di grosso.
Uno studio della Carnegie Mellon University (Usa), pubblicato
sul Journal of Economic Behavior & Organization, ha infatti
scoperto che passare troppo tempo in camera da letto potrebbe
avere l’effetto contrario di quello che si pensa. Secondo i
ricercatori, fare frequentemente sesso spesso puo’
compromettere la spontaneita’, il romanticismo e il desiderio.
Insomma, quando si tratta di sesso bisogna badare piu’ alla
qualita’ che alla quantita’ e il troppo sesso puo’ causare
l’infelicita’ di una coppia. Per arrivare a queste conclusioni
i ricercatori hanno coinvolto nello studio 128 coppie sposate
di eta’ compresa tra i 35 e i 65 anni d’eta’. Ad alcune coppie
e’ stato chiesto di raddoppiare la frequenza settimanale dei
rapporti sessuali e alle altre di continuare la solita
“routine” sessuale. Tramite un questionario, le coppie hanno
riferito che il fare piu’ sesso non le ha rese piu’ felici, in
parte perche’ la maggior frequenza dei rapporti ha portato a un
calo del desiderio e del piacere sessuale. Non solo. Le coppie
che hanno aumentato la frequenza dei rapporti sessuali hanno
segnalato una lieve riduzione della felicita’. Il calo del
desiderio e del piacere, secondo i ricercatori, e’ risultato
legato piu’ alla richiesta di aumentare l’attivita’ sessuale.
“Invece di concentrarsi sull’aumento della frequenza sessuale –
hanno spiegato i ricercatori – le coppie dovrebbero lavorare
sulla creazione di un ambiente che accendi il loro desiderio e
renda il sesso ancora piu’ divertente”. (AGI)

(AGI) – Milano, 11 mag. – Creata all’Universita’ Statale di
Milano una proteina sintetica che aiutera’ a svelare i misteri
di neuroni. Ribattezzata BLINK1, questa proteina e’ capace di
inibire l’attivita’ neurale, aprendo la strada a studi di
altissima precisione su funzioni cerebrali complesse, quali la
memoria e l’apprendimento, e su molte patologie neurologiche.
La notizia e’ stata pubblicata sulla rivista Science. La
proteina creata e’ un canale ionico per il potassio che
inibisce l’attivita’ elettrica delle cellule eccitabili in
risposta alla luce blu. BLINK1 e’ stata costruita fondendo due
domini proteici che fungono rispettivamente da sensore della
luce e da effettore. Il sensore della luce e’ stato prelevato
da una proteina delle piante, il recettore per la luce blu
LOV2, mentre l’effettore a’ un poro di un canale ionico, Kcv,
identificato nei virus e da molti anni oggetto di studio presso
il laboratorio di Milano. BLINK1, sperimentata con successo su
un modello animale (il pesce zebra Danio rerio), potra’
consentire applicazioni che richiedano l’inibizione
temporalmente precisa e reversibile dei neuroni: una tecnica
che apre la via a studi di altissimo livello di precisione su
funzioni cerebrali complesse, quali la memoria e
l’apprendimento, e su molte patologie neurologiche. (AGI)
Red/Pgi
.

(AGI) – Washington, 11 mag. – Per la prima volta la Risonanza
Magnetica per Imaging (MRI) e’ stata utilizzata per
identificare come il cervello dei giovani, che hanno alcuni
sintomi della schizofrenia, sono cablati in modo diverso. A
farlo e’ stato un gruppo di ricercatori del Cardiff University
Brain Research Imaging Centre (CUBRIC), dell’Institute of
Psychiatry, Psychology and Neuroscience del Kings College di
Londra e della University of Bristol. I risultati sono stati
pubblicati sulla rivista Human Brain Mapping. “Sappiamo gia’
che il cervello delle persone affette da schizofrenia e’
cablato in modo diverso ed e’ meno efficiente di quello delle
persone sane”, ha spiegato Derek Jones, direttore del Cubric.
“Tuttavia, fino ad ora, nessuno studio ha cercato di utilizzare
queste informazioni per guardare gli individui sani con alcuni
degli stessi sintomi, ma senza avere la condizione”, ha
aggiunto. Utilizzando uno specifico tipo di risonanza magnetica
che mappa il cablaggio del cervello, i ricercatori hanno
effettuato scansioni su 123 persone che presentano una certa
vulnerabilita’ alla schizofrenia e 125 persone senza,
confrontando in questo modo le differenze nel cablaggio dei
loro cervelli. I risultati hanno mostrato una ridotta capacita’
dei soggetti vulnerabili alla schizofrenia di trasmettere
informazioni da una regione cerebrale all’altra e una serie di
deviazioni in alcuni percorsi dove viaggia l’informazione. “I
cambiamenti che abbiamo identificato nelle reti cerebrali sono
estremamente sottili”, ha detto Mark Drakesmith della Cardiff
University. “Tuttavia, utilizzando un tipo specifico di
risonanza magnetica (MRI) che mappa il cablaggio del cervello –
ha continuato – abbiamo fatto alcune scoperte fondamentali che
non sarebbero stati rilevate con le piu’ affermate tecniche di
imaging del cervello”. La tecnica utilizzata dai ricercatori si
avvale di un ramo della matematica chiamato “teoria dei grafi”
che permette di esaminare le caratteristiche arichitettoniche
di reti complesse, come l’efficienza del trasferimento di
informazioni. Questo approccio viene tradizionalmente
utilizzato in matematica, ma ora potrebbe aiutare
neuroscienziati e psichiatri a capire come il cervello e’ viene
alterato nelle malattie mentali. I ricercatori sperano che la
nuova analisi possa fornire un prezioso spaccato di come il
cablaggio del cervello causa i sintomi della schizofrenia, e,
soprattutto, offrire uno nuovo strumento per la previsione
della malattia in futuro.

(AGI) – Washington, 11 mag. – Le persone che da bambini sono
state costrette a combattere un tumore hanno piu’ probabilita’
di essere obese, a causa delle terapie che hanno ricevuto da
piccoli. Almeno questo e’ quanto emerso da uno studio del Jude
Children’s Research Hospital di Memphis (Usa), pubblicato sulla
rivista CAncer. I risultati suggeriscono la necessita’ di
intervenire in maniera piu’ mirata ed efficace per aiutare i
pazienti sopravvissuti a un cancro infantile a perdere peso.
Precedenti ricerche hanno dimostrato che i tassi di obesita’
sono piu’ elevati nelle persone che, a causa di un tumore
infantile, sono state esposte a radiazioni craniali, utilizzate
per prevenire o ritardare la diffusione del cancro al cervello.
I ricercatori hanno cosi’ coinvolto nel nuovo studio 1.996
pazienti sopravvissuti e trattati precedentemente per un
tumore, diagnosticato almeno 10 anni prima. Ebbene, gli
studiosi hanno scoperto che il 47 per cento dei pazienti che
hanno ricevuto la radioterapia cranica erano obesi contro il
29,4 per cento dei sopravvissuti che non hanno ricevuto lo
stesso trattamento. Le probabilita’ di essere obesi sono
risultate piu’ elevate tra i sopravvissuti trattati con
radiazione craniale e che avevano ricevuto anche
glucocorticoidi. Inoltre, sono stati trovati una serie di
legami con alcuni varianti genetiche coinvolte con la crescita,
riparazione e connettivita’ dei neuroni. “La capacita’ di
identificare i pazienti a maggior rischio puo’ guidare la
selezione di protocolli terapeutici in grado di massimizzare i
risultati del trattamento e al contempo di minimizzare il
rischio di complicanze a lungo termine tra i bambini con
diagnosi di cancro”, hanno concluso gli scienziati. (AGI)

Listini ancora più interessanti per le APU AMD, proposte che integrano al proprio interno componente CPU e GPU. Non mancano versioni a più basso consumo, accanto a quelle con suffisso K che possono venir overcloccate più facilmente