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(AGI) – Tunisi, 21 mag. – Il 22enne marocchino Abdel Majid Touil avrebbe fornito le armi che sono state usate per l’attentato al museo del Bardo a Tunisi del 18 marzo. Lo ha rivelato un fonte ufficiale tunisina. “E’ un trafficante d’armi…ha portato le armi per gli attentatori del Bardo dalla Libia alla Tunisia prima della data dell’attacco”, ha affermato la fonte che ha chiesto di rimanere anonima. Touil e’ stato arrestato nell’hinterland milanese in seguito a un mandato di arresto internazionale dell’autorita’ giudiziaria tunisina. La procura di Milano ha confermato che il giovane si trovava in Italia il giorno dell’attentato e dai registri della scuola di italiano che il marocchino frequentava due volta alla settimana a Trezzano sul Naviglio, risultata che Touil fosse in classe lo scorso 18 marzo. (AGI)

(AGI) – CdV, 21 mag. – La Chiesa Italiana destinera’ quest’anno quest’anno 995 milioni di euro derivanti dai fondi dell’otto per mille ad esigenze di culto e pastorale e agli interventi caritativi. Nel 2014 aveva distribuito invece nelel varie voci un miliardo e 55 milioni. C’e’ stata dunque una diminuzione di 60 milioni. Lo ha confermato il presidente della Cei, Angelo Bagnasco precisando che tale dimunizione dipende da una leggera flessione delle firme nelle dichiarazioni dei redditi 2011, presentate nel 2012, quando comunque le scelte attribuite alla Chiesa Cattolica erano state l’80,22 per cento. “Nella ripartizione dei fondi dell’8 per mille e’ stato dato – ha aggiunto Bagnasco – un milione in piu’ (da 12 a 13) per i tribunali ecclesiastici perche’ non si aumenti il contributo minimo di 500 euro richiesto a chi chiede l’annullamento e per garantire che i tempi non siano lunghi: non dovrebbero superare un anno”. Diminuisce invece il sostegno alle retribuzioni del clero (50 milioni in meno) e da 7 anni i sacerdoti hanno lo stipendio bloccato: “le ragioni – ha detto Bagnasco – sono ovvie, il quadro generale di difficolta’ del Paese ce lo dice. E per questo, tra i sacerdoti nessuno si lamenta. Assediati da chi non ha lavoro ne nulla, per aiutarli ci mettono del proprio”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 21 mag. – Sara’ attiva dal 1 luglio la nuova procedura di rilascio on line del Documento Unico di Regolarita’ Contributiva (Durc) che, consentendo di ottenere con un clic il documento in pdf in tempo reale, consentira’ a pubbliche amministrazioni e imprese un risparmio complessivo di oltre 100 milioni di euro per pubbliche amministrazioni e imprese. Caratteristiche, modalita’ di funzionamento e tempi di avvio della nuova procedura sono stati illustrati in conferenza stampa presso il ministero del Lavoro dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, dal presidente dell’Inail, Massimo de Felice, e dal presidente della Commissione Nazionale per le Casse Edili, Carlo Triestini, ovvero i rappresentanti dei quattro istituti il cui lavoro congiunto ha portato all’informatizzazione della procedura. “Grazie alla nuova procedura, che sara’ operativa a partire dal prossimo 1 luglio, bastera’ un semplice clic per ottenere, in tempo reale, una certificazione di regolarita’ contributiva che, peraltro, avra’ una validita’ di 120 giorni e potra’ essere utilizzata per ogni finalita’ richiesta dalla legge (erogazione di sovvenzioni, contributi ecc., nell’ambito delle procedure di appalto e nei lavori privati dell’edilizia, rilascio attestazione Soa) senza bisogno di richiederne ogni volta una nuova”, si legge nella nota diffusa dal ministero, “sara’ inoltre possibile utilizzare un Durc ancora valido, sebbene richiesto da altri soggetti, scaricabile liberamente da internet.”All’attivita’ comune degli enti coinvolti ha fatto seguito un periodo di sperimentazione del nuovo sistema informatico”, e’ stato spiegato in conferenza stampa, “al fine di garantirne la massima affidabilita’, i test proseguiranno sino alla entrata in vigore del decreto che regolamenta il Durc on-line, la cui pubblicazione e’ prevista per i primi giorni di giugno”. “I vantaggi della nuova procedura saranno numerosi”, prosegue la nota del ministero, “ad oggi, una impresa regolare sotto il profilo contributivo sa di dover attendere anche 1 mese per ottenere un certificato che dimostri la regolarita’ della propria posizione, attraverso una procedura talvolta complessa che, non a caso, e’ spesso delegata ad intermediari”. “Da luglio le imprese potranno accedere all’archivio degli Istituti e delle Casse edili per ottenere un Durc in formato pdf in tempo reale da stampare in azienda”, spiega la nota, “qualora siano riscontrate carenze contributive, entro 72 ore verranno comunicate all’interessato le cause dell’irregolarita’ e saranno poi sufficienti pochissimi giorni per regolarizzare la propria posizione ed ottenere il certificato”. I risparmi annui stimati sono pari a circa 80 milioni di euro per le pubbliche amministrazioni, grazie ai risparmi sull’utilizzo del personale adibito a tale attivita’ ed ai minori tempi di gestione degli appalti e dei pagamenti, e a oltre 25 milioni di euro per le aziende, che, oltre a non dover utilizzare personale per le pratiche di rilascio, non dovranno rivolgersi piu’ a intermediari. La stima di oltre 100 milioni di euro di risparmi e’, secondo Poletti, “molto, molto cauta”. “E’ una stima prudenziale, secondo me il risparmio sara’ maggiore”, ha aggiunto il ministro, sottolineando come il provvedimento “consente di risparmiare tempo e denaro e da’ piu’ certezza e semplicita’; e’ giusto che il problema della semplicita’ lo risolva l’amministrazione e non il cittadino”. (AGI) .

(AGI) – Berlino, 21 mag. – Il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble considera ingiustificato l’ottimismo del governo greco su un possibile accordo con i creditori e non esclude un eventuale default. Secondo Schaeuble i negoziati stanno progredendo in “modo molto esitante”. “Quello di cui sono conoscenza – spiega Schaeuble – riguardo alla discussione con le tre istituzioni non giustifica l’ottimismo degli annunci di Atene”. “Al momento – aggiunge – non c’e’ niente di sostanziale negli annunci secondo i quali siamo piu’ vicini ad un accordo. Si tratta solo di apparenza”. A chi gli chiede se la Grecia sia piu’ vicina all’insolvenza, Schaeuble risponde: “Non escludo niente”. “Capisco le speculazioni su una soluzione politica – dice ancora il ministro tedesco – Ma non c’e’ niente di sostanziale che le giustifichi”. Secondo Schaeuble il caso greco verra’ molto probabilmente discusso al G7 finanziario di Dresda che si terra’ tra mercoledi’ e venerdi’ della settimana prossima, pur non essendo ufficialmente in agenda. (AGI) .

(AGI) – Riga, 21 mag. – I rapporti con la Russia e la situazione in Ucraina non saranno i soli temi sul tavolo dei leader Ue al vertice che si aprira’ questa sera a Riga sul partenariato orientale. Da un lato, il premier greco Alexis Tsipras ha preannunciato di voler affrontare la questione degli aiuti ad Atene mentre si avvicina la scadenza di fine giugno e sono in corso a Bruxelles i negoziati tecnico-politici fra Atene e le istituzioni (Ue, Bce, Fmi e fondo Efsf). Dall’altro per il riconfermato premier britannico, David Cameron, sara’ la prima occasione dopo la vittoria elettorale del 7 maggio di chiarire con i colleghi la sua posizione sull’Ue. Anche le relazione con i sei paesi del partenariato orientale (Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Moldavia, Ucraina) presentano aspetti problematici, se e’ vero, come risulta da indiscrezioni raccolte questa mattina a Riga, che Bielorussia e Armenia non vogliono firmare la parte della dichiarazione finale del vertice in cui si condanna l’annessione della Crimea da parte della Russia. Per superare questo ostacolo, ci sarebbe l’intenzione di separare questo capitolo dal resto della dichiarazione. Non tutti i 34 Paesi (28 Ue e 6 partner orientali) saranno rappresentati al vertice ai livelli dei capi di Stato e di governo: mancheranno infatti il presidente bielorusso e quello azero, il primo, Alexander Lukashenko, colpito da sanzioni Ue dopo la repressione seguita alle elezioni del 2010 e considerato l’ultimo dittatore europeo, e’ sostituito dal ministro degli Esteri Vladimir Makei, mentre anche Ilham Aliyev, presidente dell’Azerbaijan, ha preferito rimanere a Baku, ufficialmente per rimanere vicino alle vittime di un tragico incendio avvenuto nella capitale. Anche in questo caso il paese sara’ rappresentato dal ministro degli Esteri. Aliyev ha pero’ parlato al telefono con il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, per ribadire “il forte impegno reciproco nel partenariato”. Assenti, fra i Ventotto, solo il premier irlandese Edna Kenny e lo spagnolo Mariano Rajoy. Saranno invece a Riga tutti gli altri leader: il presidente del Consiglio Matteo Renzi, in particolare, e’ atteso in serata. L’Italia e’ uno dei piu’ importanti partner commerciali dei sei Paesi, subito dietro alla Germania e alla Polonia. Le esportazioni italiane verso la regione, pari all’8% del totale europeo, sono ammontate nel 2014 a 2,8 miliardi (1,6 nel 2004). Inoltre, l’Italia e’ al primo posto per le importazioni, pari a 8,2 miliardi: si tratta soprattutto di materie prime e soprattutto dall’Azerbaigian. (AGI) .

(AGI) – Roma, 21 mag. – L’Isis controlla ormai piu’ della meta’ del territorio siriano: una sterminata area desertica su cui insistono nove province, 95mila chilometri quadrati. E adesso la comunita’ internazionale trema per Palmira, la ‘perla del deserto’, uno dei gioielli architettonici del Medio Oriente, ormai caduta interamente nelle mani dei jihadisti. La citta’ e’ strategica sulla strada che porta a Damasco, da cui dista appena 210 chilometri.

L’Isis ha assunto il pieno controllo di Palmira dopo una violenta battaglia andata avanti per ore e nella quale sono morte decine di civili. I jihadisti hanno anche preso il controllo del carcere, lasciando fuggire i detenuti, dell’ospedale, dell’aeroporto e del quartier generale dell’intelligence. Si contano decine di soldati di Assad morti e feriti, sono anche circolate foto di militare e civili decapitati dai miliziani. I soldati riusciti a fuggire sono stati costretti a ripiegare verso i villaggi di al Farqlas, Sawana e Khanifis.

Finora non si ha notizia di distruzione nell’area monumentale di Palmira, le cui rovine romane con oltre mille colonne e torri funerarie sono incluse nella lista del Patrimonio dell’Umanita’ dell’Unesco. Ma i raid del regime hanno colpito stamane varie volte la citta’ nuova (Tadmur, in arabo) e anche l’area archeologica. Non si sa se ci siano stati danni alle rovine. Le milizie jihadiste stanno imponendo in queste ore il coprifuoco nella citta’.

Secondo quanto riferisce l’emittente televisiva al Maiadin, i seguaci di Abu Bakr al Baghdadi hanno chiesto alla popolazione di non uscire di casa, mentre alcuni attivisti siriani sui social network parlano di posti di blocco dei miliziani lungo le arterie principali della zona. L’emittente tv del regime, al Ekhbariya, che trasmette da Damasco, assicura che la maggior parte degli abitanti della storica citta’ siriana ha deciso di lasciare le proprie case e di allontanarsi prima dell’arrivo dei jihadisti.

In particolare l’evacuazione sarebbe iniziata con la decisione dell’esercito di ritirarsi dalla zona che si trova nella provincia di Homs, nel centro della Siria, considerata strategica perche’ punto di collegamento con l’est e l’ovest del Paese. Il controllo di Palmira avvicina ancora di piu’ l’Isis alla capitale, oltre a far scattare l’allarme per il rischio di distruzioni nel sito archeologico di Palmira. L’Unesco ha avertito che sarebbe “un’enorme perdita per l’umanita’. Come ha detto l’Ue, attraverso la vicepresidente Federica Mogherini, equivarrebbe a “un crimine contro l’umanita’”. (AGI)

(AGI) – Roma, 21 mag. – E’ gia’ alta tensione al Senato sul ddl Scuola, ancora prima che il testo venga incardinato in commissione Istruzione. La presidente del gruppo Misto, la senatrice Sel Loredana De Petris, contesta Grasso perche’ la decisione di spostare la senatrice Maria Mussini, gia’ M5S ora nel Misto, dalla Giustizia alla commissione Istruzione ha trovato l’opposizione della Presidenza del Senato. “Ho appena ricevuto una lettera da parte del presidente Grasso”, annuncia in Aula De Petris spiegando che “il presidente Grasso mi ha comunicato che, a suo avviso, alla luce dell’interpretazione del Regolamento, non puo’ essere preso in considerazione lo spostamento della senatrice Mussini in settima Commissione, che e’ stato dunque bloccato e non sara’ possibile”, e cio’ “perche’ la Presidenza possa garantire che la distribuzione dei senatori avvenga nel necessario rispetto dei rapporti di consistenza tra i gruppi di maggioranza e di opposizione”. “Evidentemente – attacca l’esponente Sel – il presidente Grasso deve aver deciso che il senatore Di Maggio”, componente anche lui del Misto e applicato alla commissione Istruzione al posto del sottosegretario Angela D’Onghia, “non fa piu’ parte della maggioranza” o che “addirittura sia la senatrice D’Onghia, sottosegretario di Stato all’Istruzione, a non far piu’ parte della maggioranza, altrimenti qui i conti non tornano”.
   “All’interno della settima Commissione abbiamo esattamente 14 rappresentanti della maggioranza, per cui stiamo parlando di un rapporto ancora assolutamente in linea”, aggiunge De Petris ancora prima di convocare una conferenza stampa. “E’ evidente”, osserva, che la decisione assunta dalla presidenza “non e’ frutto dell’applicazione del regolamento, e’ frutto di altro. La riforma della scuola non e’ ancora formalmente transitata e qui sono gia’ in atto manovre e trucchi per forzare le resistenze all’interno della maggioranza” osserva con i giornalisti e ricorda che in commissione Istruzione ci sono i senatori democratici Mineo e Tocci che appartengono “a quell’area del Pd che si e’ espressa in modo molto critico sulla scuola”. “Sono state violate le regole in modo plateale per paura del dibattito interno della maggioranza”, dice annunciando ricorso. E ancora: “Il problema e’ all’interno del Pd ma non puo’ riguardare lui – dice ancora parlando della decisione del presidente Grasso – il regolamento del Senato e le scelte non possono essere piegate all’interesse del governo e della maggioranza”. A De Petris fa eco la senatrice Sel Alessia Petraglia, componente anche lei in Istruzione, che denuncia nervosimo nella maggioranza: “Ieri l’ufficio di presidenza della commissione non e’ riuscito ad approvare all’unanimita’ il calendario. Evidentemente c’e’ preoccupazione – spiega ai giornalisti riferendosi alla maggioranza – Ci hanno proposto di iniziare i lavori nella settimana del silenzio elettorale, violando una prassi antica” dicendo che e’ per la presentazione della legge ” da parte del governo, vogliono concludere le audizioni, il discussione generale e il deposito degli emendamenti la prossima settimana per votare il 3-4 giugno. C’e’ una fretta particolare”. Spiegano, aggiunge, che altrimenti non si possono fare le 100mila assunzioni, “ma noi abbiamo chiesto al Miur di dare un parere ufficiale”. Il passaggio alla settima commissione, spiega pi la stessa Maria Mussini, “e’ legittimo per numeri e per merito, non si puo’ assegnare arbitrariamente una intenzione di voto sugli emendamenti in questo modo. Stona con tutte le informazioni diffuse dal presidente del Consiglio sul dialogo. Nelle stanze in cui i voti fanno la differenza questo viene disatteso. La democrazia paga un prezzo altissimo”. (AGI)

(AGI) – Roma, 21 mag. – E’ gia’ alta tensione al Senato sul ddl Scuola, ancora prima che il testo venga incardinato in commissione Istruzione. La presidente del gruppo Misto, la senatrice Sel Loredana De Petris, contesta Grasso perche’ la decisione di spostare la senatrice Maria Mussini, gia’ M5S ora nel Misto, dalla Giustizia alla commissione Istruzione ha trovato l’opposizione della Presidenza del Senato.

Sindacati: faremo sciopero nella prima ora degli scrutini

“Ho appena ricevuto una lettera da parte del presidente Grasso”, annuncia in Aula De Petris spiegando che “il presidente Grasso mi ha comunicato che, a suo avviso, alla luce dell’interpretazione del Regolamento, non puo’ essere preso in considerazione lo spostamento della senatrice Mussini in settima Commissione, che e’ stato dunque bloccato e non sara’ possibile”, e cio’ “perche’ la Presidenza possa garantire che la distribuzione dei senatori avvenga nel necessario rispetto dei rapporti di consistenza tra i gruppi di maggioranza e di opposizione”.

“Evidentemente – attacca l’esponente Sel – il presidente Grasso deve aver deciso che il senatore Di Maggio”, componente anche lui del Misto e applicato alla commissione Istruzione al posto del sottosegretario Angela D’Onghia, “non fa piu’ parte della maggioranza” o che “addirittura sia la senatrice D’Onghia, sottosegretario di Stato all’Istruzione, a non far piu’ parte della maggioranza, altrimenti qui i conti non tornano”.

“All’interno della settima Commissione abbiamo esattamente 14 rappresentanti della maggioranza, per cui stiamo parlando di un rapporto ancora assolutamente in linea”, aggiunge De Petris ancora prima di convocare una conferenza stampa. “E’ evidente”, osserva, che la decisione assunta dalla presidenza “non e’ frutto dell’applicazione del regolamento, e’ frutto di altro. La riforma della scuola non e’ ancora formalmente transitata e qui sono gia’ in atto manovre e trucchi per forzare le resistenze all’interno della maggioranza” osserva con i giornalisti e ricorda che in commissione Istruzione ci sono i senatori democratici Mineo e Tocci che appartengono “a quell’area del Pd che si e’ espressa in modo molto critico sulla scuola”.

“Sono state violate le regole in modo plateale per paura del dibattito interno della maggioranza”, dice annunciando ricorso. E ancora: “Il problema e’ all’interno del Pd ma non puo’ riguardare lui – dice ancora parlando della decisione del presidente Grasso – il regolamento del Senato e le scelte non possono essere piegate all’interesse del governo e della maggioranza”. A De Petris fa eco la senatrice Sel Alessia Petraglia, componente anche lei in Istruzione, che denuncia nervosimo nella maggioranza: “Ieri l’ufficio di presidenza della commissione non e’ riuscito ad approvare all’unanimita’ il calendario.

Evidentemente c’e’ preoccupazione – spiega ai giornalisti riferendosi alla maggioranza – Ci hanno proposto di iniziare i lavori nella settimana del silenzio elettorale, violando una prassi antica” dicendo che e’ per la presentazione della legge ” da parte del governo, vogliono concludere le audizioni, il discussione generale e il deposito degli emendamenti la prossima settimana per votare il 3-4 giugno. C’e’ una fretta particolare”. Spiegano, aggiunge, che altrimenti non si possono fare le 100mila assunzioni, “ma noi abbiamo chiesto al Miur di dare un parere ufficiale”.

Il passaggio alla settima commissione, spiega pi la stessa Maria Mussini, “e’ legittimo per numeri e per merito, non si puo’ assegnare arbitrariamente una intenzione di voto sugli emendamenti in questo modo. Stona con tutte le informazioni diffuse dal presidente del Consiglio sul dialogo. Nelle stanze in cui i voti fanno la differenza questo viene disatteso. La democrazia paga un prezzo altissimo”. (AGI)

(AGI) – Roma, 21 mag. – Sciopero nella prima ora degli scrutini in ciascuna delle prime due giornate di svolgimento delle operazioni. Lo hanno proclamato i sindacati della scuola contro la riforma votata dalla Camera, che, scrivono in una nota congiunta, “lascia irrisolte molte delle sue piu’ evidenti criticita’ e non da’ risposta alle richieste che stanno alla base di una mobilitazione condivisa e partecipata dall’intero mondo della scuola”. I sindacati chiedono “un piano di assunzioni che non puo’ limitarsi soltanto a quanti sono inseriti nelle GAE, escludendo decine di migliaia di docenti e ATA oggi in servizio con contratto a tempo determinato; no al potere dei dirigenti di conferire incarichi ai docenti attraverso la chiamata diretta dagli albi territoriali; no alla valutazione dei docenti con criteri arbitrari e la costituzione di commissioni prive delle necessarie competenze; regolazione per contratto di tutte le materie che hanno ricadute su aspetti normativi e retributivi a del rapporto di lavoro; impegni precisi per il rinnovo del contratto nazionale”. Questi obiettivi verranno riproposti in tutte le sedi di confronto nelle quali i sindacati saranno impegnati, alla luce di quanto convenuto a Palazzo Chigi il 12 maggio, a partire dall’incontro di lunedi’ 25 maggio con la ministra Giannini al Miur, e successivamente con le audizioni al Senato e l’ulteriore incontro col governo, “puntando a ottenere i necessari cambiamenti al testo di legge”. A tal fine le segreterie di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Fgu “proclamano lo sciopero della prima ora di servizio per tutti gli scrutini in ciascuna delle prime due giornate di svolgimento delle operazioni, le cui date sono individuate in relazione al calendario adottato da ogni singola istituzione scolastica, con esclusione delle classi terminali dei cicli di studio. Lo sciopero del personale docente coinvolto nelle operazioni di scrutinio avverra’ nel pieno rispetto delle disposizioni di legge e contrattuali, salvaguardando le legittime aspettative di studenti e famiglie. Per il personale docente della scuola dell’infanzia, il personale educativo e il personale ATA lo sciopero si effettuera’ nella prima ora di servizio (e nell’ultima, in caso di turno pomeridiano) delle giornate individuate per la scuola in cui presta servizio”. Proseguiranno le iniziative organizzate a livello territoriale e nelle scuole per un’azione costante di informazione e coinvolgimento dei cittadini sulle ragioni e sugli obiettivi della mobilitazione; si dara’ inoltre vita nella giornata di venerdi’ 5 giugno, con inizio alle 21, ad una iniziativa dal titolo “La cultura in piazza” con fiaccolate che avranno luogo contemporaneamente in tutte le principali citta’ italiane. (AGI)

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