Newsletter
Ultime News
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

Admin

(AGI) – Roma, 8 giu. – “Abbiamo cacciato tutti i cattivi e continueremo a farlo. Li metteremo in prigione”. Lo ha affermato il sindaco di Roma, Ignazio Marino, arrivando alla sede del Partito Democratico per partecipare alla direzione. “Stiamo facendo pulizia in questa citta’ – ha aggiunto conversando con i cronisti – dove anche alcuni di voi per tanti anni hanno un po’ sonnecchiato e non si sono accorti di nulla”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 8 giu. – Toni inflessibili del G7 con Mosca. Al castello di Elmau, in Baviera, nell’appuntamento annuale (il secondo consecutivo con la Russia fuori dal forum), i 7 ‘grandi del mondo’ hanno alzato la voce contro la Russia oltre a prendere un impegno stringente contro il cambiamento climatico. I leader di Usa, Germania, Regno Unito, Francia, Giappone e Canada oltreche’ Italia, hanno condannato l’intervento di Mosca in Ucraina e annunciato che potrebbero aumentare le sanzioni contro MOsca se la violenza in Ucraina aumentera’. I toni piu’ forti li ha avuti il presidente, Barack Obama: “Deve prendere una decisione”, ha detto rivolto al capo del Cremlino, Vladimir Putin. “Se continuare a distruggere l’economia del suo Paese e isolare la Russia nel rincorrere il desiderio sbagliato di ricreare le glorie dell’impero sovietico, o riconoscere che la grandezza della Russia non dipende dalla violazione dell’integrita’ territoriale e sovranita’ degli altri Paesi”. Immediata la reazione da Mosca: il ministero degli Esteri ha fatto sapere che “la Russia si riserva il diritto di attuare i passi necessari per proteggere la propria sicurezza e difendere gli interessi nazionali”. Quanto al mancato invito al capo del Cremlino, il portavoce Dmitry Peskov ha fatto sapere che “il presidente russo e’ interessato alla partecipazioni ad altri formati, al momento molto piu’ efficaci, che riflettono i reali equilibri nello spazio economico globale”. Uno e’ il gruppo dei 20, ha aggiunto Peskov. “E’ ovvio che sette o otto persone non possono discutere efficacemente dei problemi globali”. La dichiarazione finale, molto lunga (19 pagine), ha dedicato poi ampio spazio alla lotto contro il surriscaldamento climatico, in vista del Vertice sul Clima che si terra’ a Parigi a dicembre e che deve trovare un sostituto globale e vincolante dal protocollo di Kyoto, a partire dal 2020. I sette Paesi piu’ industrializzati del pianeta si sono impegnati a misure che impediscano che il surriscaldamento globale superi i due gradi centigradi rispetto ai valori preindustriali, il che li obblighera’ a ridurre sensibilmente nei prossimi decenni le loro emissioni di gas a effetto serra. Su questo punto, come era da attendersi, Giappone, Canada e, in misura minore, gli Stati Uniti, hanno opposto qualche resistenza. Ma alla fine, nonostante il negoziato difficile, tutti hanno appoggiato la meta fissata dalle Nazioni Unite per ridurre le emissioni tra il 40 e il 70% entro il 2050 (base di riferimento i dati del 2010) e si sono impegnati a collocarsi nella fascia alta di questa ‘forchetta’, anche se non sono stati specificati obiettivi concreti a livello nazionale. I ‘grandi’ si sono anche impegnati a raggiungere, entro la fine del secolo, un’economia globale che faccia a meno del carbone per produrre l’energia elettrica. Sullo sfondo c’e’ la conferenza di dicembre a Parigi, che e’ gia’ in preparazione: Merkel ha spiegato che i membri del G7 vogliono “regole vincolanti” per l’accordo sul cambiamento climatico che dovra’ essere chiuso al vertice. Inoltre i sette Paesi piu’ industrializzati hanno dato la disponibilita’ ad aumentare i contributi al Fondo verde del Clima, uno strumento varato nel 2009 per aiutare finanziariamente i Paesi in via sviluppo piu’ colpiti dagli effetti del surriscaldamento globale e che ha gia’ raccolto piu’ di 100 miliardi di dollari. A giudizio della Merkel, gli impegni del G7 spingeranno molti Paesi emergenti ad attuare i propri impegni nazionali di riduzione delle emissioni di CO2 da presentare al Vertice sul Clima di Parigi. I sette Paesi piu’ industrializzati del pianeta contano circa il 10 per cento della popolazione mondiale, ma emettono un quarto delle emissioni globali. Al G7 non siedono ne’ la Cina, che e’ il Paese che inquina di piu’ al mondo, ne’ le altre grandi economie emergenti, India, Russia e Brasi Carbone vincendo le resistenze di Canada e Giappone. (AGI) .

(AGI) – Tehran, 8 giu. – Le autorita’ iraniane hanno arrestato oggi l’ex vicepresidente Hamed Baqaei, in servizio durante la presidenza di Mahmoud Ahmadinejad. Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana “Irna”, citando il portavoce dell’autorita’ giudiziaria Gholam Mohseni Ejei. Al momento non sono ancora chiare le ragioni dell’arresto. L’arresto di Baqaei giunge dopo la condanna a cinque anni di carcere e 300 mila dollari di multa inflitta lo scorso gennaio contro l’altro ex vicepresidente dell’era Ahmadinejad, Mohammad Reza Rahimi, processato sulla base di una serie di denunce di corruzione e atti illeciti da parte di ex funzionari e politici. Secondo gli analisti, gli arresti e le condanne contro i politici del governo dell’ex presidente, rientrano in una campagna contro la corruzione lanciata, non ufficialmente, dall’attuale capo dello stato Hassan Rohani, che in piu’ di un’occasione ha condannato la volonta’ di estirpare tale pratica dalla politica iraniana. .

(AGI) – Roma, 8 giu. – L’ipotesi che si possa commissariare il Comune di Roma per questioni legate a Mafia Capitale e’ “complicata”. Lo ha detto Raffaele Cantone, presidente dell’Autorita’ nazionale anticorruzione, ospite questa sera del programma ‘Otto e mezzo’ su La7. “Conosco bene la normativa sullo scioglimento dei Consigli comunali e posso dire che dal punto di vista giuridico non bastano i reati – ha spiegato il magistrato -, bisogna dimostrare anche che le infiltrazioni abbiano inquinato la macchina amministrativa, che a Roma e’ enorme. Penso che il Prefetto di Roma abbia quindi un compito difficile”. “

Poco meno di un’ora fa ho notificato l’apertura del procedimento per l’iter di commissariamento dell’appalto da 100 milioni alle cooperative coinvolte in Mafia Capitale per la gestione di alcuni servizi al Cara di Mineo“. Lo ha riferito il presidente dell’Autorita’ nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone.“L’appalto del Cara di Mineo ci e’ parso, anche prima dell’inchiesta e di leggere le intercettazioni, che non fosse regolare”, ha detto inoltre Cantone.

“Mafia Capitale? Rispetto la Cassazione che ritiene legittimo e configurabile il reato di associazione mafiosa nel caso dell’inchiesta di Roma. C’e’ da dire che da tempo le mafie usano la corruzione come strumento di pressione piuttosto che l’intimidazione”, ha aggiunto il presidente dell’Authority anticorruzione. (AGI)

(AGI) – San Francisco, 8 giu. – Si chiamera’ ‘El Capitan’ la
nuova versione del sistema operativo per i dispositivi
Macintosh che sara’ in vendita in autunno. Lo ha annunciato
l’ad di Apple, Tim Cook, alla conferenza degli sviluppatori
della casa di Cupertino che, ha sottolineato il manager, “e’ la
piu’ globale di sempre, con partecipanti da 70 paesi”. Cook ha
poi reso noto che il sistema di pagamenti ‘Apple Pay’, dal mese
prossimo disponibile anche nel Regno Unito, a luglio avra’
superato le 2.500 banche e il milione di esercizi che lo
accettano.
.

(AGI) – Mosca, 8 giu. – Il presidente russo, Vladimir Putin, preferisce lavorare in format internazionali piu’ efficienti che il Gruppo del G7: parola del suo portavoce, Dmitry Peskov. Il capo ufficio stampa del Cremlino ha reagito cosi’ parlando dell’assenza di Putin al vertice dei ‘grandi della terra’ in Baviera, in Germania. “Quanto alle speculazioni sul fatto se Putin sia stato invitato o meno, o se in futuro sara’ invitato o meno, mi piacerebbe dire ancora una volta -ha osservato- che il presidente russo e’ interessato alla partecipazioni ad altri formati, al momento molto piu’ efficaci, che riflettono i reali equilibri nello spazio economico globale”. Uno di questi formati e’ il gruppo dei 20, ha aggiunto Peskov. “E’ ovvio che sette o otto persone non possono discutere efficacemente dei problemi globali al giorno d’oggi”. .

(AGI) – Roma, 8 giu. – Ridefinire i compiti del Comitato di presidenza, velocizzare i percorsi delle delibere, studiare modifiche relative alle competenze delle singole Commissioni al fine di eliminare “strozzature” nell’iter delle pratiche. Questi gli obiettivi delle linee guida, approvate oggi dal plenum del Csm (con le astensioni dei laici di Fi Casellati e Zanettin e di Ncd Leone) alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella, per la revisione del regolamento interno di Palazzo dei marescialli. Parte cosi’ il percorso di autoriforma annunciato dal vicepresidente Giovanni Legnini negli scorsi mesi, ad inizio consiliatura, il cui obiettivo e’ “una maggiore efficienza”, si legge nella delibera approvata, del Csm. Particolare attenzione verra’ quindi rivolta ai compiti del Comitato di presidenza, nonche’ ad eventuali modifiche sulla nomina del vicepresidente, prevedendo “un dibattito preventivo e un confronto in plenum sulle linee di indirizzo avanzate dai componenti laici che si propongono per ricoprire il ruolo di vicepresidente”. Per accelerare poi le pratiche sulle nomine ai vertici degli uffici giudiziari, anche alla luce del lavoro imponente che il Consiglio e’ chiamato a svolgere per effetto della riforma sull’eta’ pensionabile delle toghe, la risoluzione approvata oggi suggerisce l'”opportunita’ di dividere le competenze della Quinta Commissione”, che conserverebbe quelle sulle proposte per le nomine in incarichi direttivi, con l’affidamento ad una nuova o diversa Commissione delle competenze sui semidirettivi. Da verificare, inoltre, l’opportunita’ di ricostituire la Commissione antimafia del Csm, allargata ai temi della corruzione e del terrorismo connessi alla criminalita’ organizzata. Infine, quanto alla composizione delle Commissioni, Palazzo dei marescialli valutera’ la possibilita’ di “considerare una qualche forma di specializzazione – si legge nel documento approvato – nei rapporti tra singole Commissioni, ovvero tra talune di esse e la sezione disciplinare, quanto meno con riferimento alla posizione dei componenti effettivi di tale sezione”. “L’autoriforma non puo’ prescindere dal prodotto normativo e viceversa. Le due azioni si integrano e si completano”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando, nel corso del plenum del Csm, presieduto dal Capo dello Stato Sergio Mattarella, in cui sono state approvate le linee guida dell’autoriforma. Secondo il Guardasigilli, “e’ necessario stimolare il dibattito, il confronto a distanza, nel rispetto della propria autonomia, tra Parlamento e Csm”. “Il pericolo piu’ grande e’ rimanere fermi, non avere una giurisdizione in grado di dare risposte ai cittadini”. “Bisogna disinteressarsi di illazioni che tendono a leggere ogni cambiamento come foriero di pericoli”, ha aggiunto Orlando, il quale ha ricordato le numerose riforme messe a punto negli ultimi mesi: “tante cose sono cambiate in un anno – ha concluso – tante ancora devono cambiare”. (AGI) .

(AGI) – Krun (Germania), 8 giu. – Sale la tensione al G7 tra Stati Uniti e Russia sulla questione ucraina. Il vertice conferma il suo supporto nei confronti dell’Ucraina ed e’ pronto ad imporre nuove sanzioni contro la Russia se necessario. Cosi’ il presidente americano, Barack Obama, durante l’incontro, ha sottolineato come Mosca continui a violare gli accordi di Minsk “con operazioni militari nell’Ucraina orientale”.

E’ “la seconda riunione del G7 senza la Russia – ha osservato Obama – e continueremo a mantenere in piedi le sanzioni finche’ continuano le violazioni degli accordi di Minsk e il G7, sebbene continui a perseguire una soluzione diplomatica della crisi, concorda sulla possibilita’ di aumentare le sanziono se necessario”.

Il presidente americano ha dunque indicato come le operazioni militari dei separatisti filo-russi in Ucraina stiano danneggiando l’economia di Mosca e la sua gente.

Intanto la Russia si mostra preoccupata per la decisione della Nato di accrescere la sua presenza militare nell’Europa orientale, nei Paesi baltici e del mar Nero, con “il pretesto” della crisi ucraina. “In queste condizioni – si legge in un documento del ministero degli Esteri di Mosca citato dall’agenzia Tass – la Russia si riserva il diritto di attuare i passi necessari per protegere la propria sicurezza e difendere gli interessi nazionali”.

Secondo Mosca, “un dialogo su vasta scala con la Nato su questioni di sicurezza e stabilta’ potra’ essere ripreso solo sulla base di uguali diritti e tenuto conto del nostri interessi nazionali nell’area della sicurezza”. “Nel costruire le nostre relazioni con l’America, non possiamo dimenticare – prosegue la nota – i passi avviati dall’amministrazione Obama per aggravare le relazioni bilaterali, di fatto congelare i contatti in molte direzioni e accrescere costantemente la pressione della sanzioni sulla Russia con l’obiettivo di indebolire l’economia russa e ed esacerbare la situazione politica interna del Paese”.

“Consideriamo un nostro diritto – si legge ancora- reagire di conseguenza a tutti i passi negativi presi nei nostri confronti. E la via d’uscita alla spirale del confronto e il ritorno a relazioni bilaterali in una condizione di stabilita’ sara’ possibile solo se Washington recede dalle sue azioni ostili contro la Russia e offre la conferma che e’ pronto al dialogo sul principi di uguaglianza e mutuo rispetto per gli interessi reciproci.(AGI)

(AGI) – Garmisch-Partenkirchen,8 giu. – (dall’inviato Paolo Molinari) – Altro che penalizzare i sindaci che accolgono i profughi: per i primi cittadini d’Italia il governo ha in cantiere un provvedimento per premiare, economicamente, quei comuni che accoglieranno i migranti. L’idea e’ stata lanciata dal ministro Angelino Alfano e sottoscritta dal presidente del consiglio Matteo Renzi: “Dobbiamo dare incoraggiamenti e incentivi anche sul patto di stabilita’ ai comuni che ci danno una mano. C’e’ piena condivisione con quello che ha detto il ministro Alfano”, ha spiegato Renzi in conferenza stampa al termine del G7. Il provvedimento deve essere ancora concepito dal punto di vista normativo e non finira’ nel ddl enti locali. Con ogni probabilita’ occorrera’ attendere. Ma quella del premier e’ stata una risposta ai governatori di Liguria, Lombardia e Veneto che hanno minacciato tagli ai trasferimenti regionali per quei comuni che accoglieranno. Difficile che possa realmente accadere senza incappare nella Corte Costituzionale, ma in ogni caso la sola levata di scudi da parte dell’asse del Nord rischia di vanificare il lavoro del governo a livello europeo. “Non siamo di fronte ad un fenomeno appcalitico” ha detto Renzi stigmatizzando coloro che investono le business della paura. La cifra dei 24mila profughi da spostare dall’Italia, avanzata nel piano della Commissione, e’ giudicata tuttavia e”del tutto inadeguata dal premier”. Quella della quota di migranti, ovvero il numero di profughi da dislocare nei singoli Paesi europei, e’ una partita ancora apertissima che il premier intende giocarsi nel consiglio straordinario del 25-26 giugno. Bisogna andare a dire ai partner europei che bisogna fare di piu’. Non un compito facilissimo quando sono gli stessi governatori italiani a remare contro la dislocazione degli immigrati. Una posizione tanto piu’ incomprensibile per Renzi che ricorda bene come sia stato il ministro Maroni a concepire il piano sull’emergenza immigrati e come quel piano fu firmato anche dal governatore Veneto, Luca Zaia. Per ora e’ il “modello Maroni” a dover essere applicato, ma il premier ha gia’ pronta l’alternativa. Come lui stesso dice, cambiare non e’ questione di giorni, “ma di settimane”. Il primo paso e’ investire nella cooperazione internazionale, un settore caduto nel dimenticatoio con le ultime amministrazioni: “Sulla cooperazione internazionale l’Italia e’ stata, negli ultimi anni, la peggiore nel G7. Dobbiamo ricominciare anche da li’ per dare una risposta al tema degli immigrati”, ha spiegato Renzi. Non basta gridare “abbattiamo le prefetture”, non serve “affondate die barconi”. E anche la risoluzione dell’Onu rischia di sortire l’effetto del pannicello caldo: “La risoluzione Onu e’ utile, ma non e’ con essa che si risolve il problema”. Il premier vuole percio’ in impegno diplomatico forte in Libia. Intanto per costringere le fazioni in campo a dialogare, formare un governo e con esso affrontare la questione dei mercanti di esseri umani. Fatto questo, investire nella cooperazione con i Paesi africani. E per “dare il buon esempio”, Renzi e’ pronto a recarsi in vista ufficiale nel Corno d’Africa, ad Addis Abeba, a meta’ luglio. (AGI) .

(AGI) – Berlino, 8 giu. – La Grecia e i suoi creditori devono chiudere “rapidamente” un accordo che consenta ad Atene di restare nell’euro. Lo ha dichiarato il ministro delle Finanze ellenico, Yanis Varoufakis, durante una conferenza. “Quel che ci serve e’ un accordo rapido, dobbiamo scongiurare un incidente che sarebbe un errore”, ha affermato Varoufakis, “la storia lo considererebbe un fallimento della classe politica europea. Dottor Schaeuble, signora Merkel, signor Tsipras, signor Juncker, tutta la classe politica, abbiamo un dovere storico di non far si’ che accada”. .