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È morto oggi a Roma, all’età di 87 anni, Franco Mandelli, considerato il più importante ematologo italiano, fondatore dell’Ail, associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma, di cui era presidente onorario, e della onlus Gimema. A darne notizia è stata l’Ail sul suo profilo Facebook che ha ricordato come la sua sia stata "una vita dedicata alle malattie del sangue e alla solidarietà".

Nato a Bergamo, Mandelli si era laureato a Milano nel 1955 per poi trasferirsi prima a Parma e successivamente a Roma, dove divenne una figura di spicco nella lotta alle malattie del sangue, in particolare contro il linfoma di Hodgkin e delle leucemie acute.

Crea anche l'Ail, una rete di volontariato composta da medici, infermieri, crocerossine, tecnici di laboratorio di cui è presidente per anni. Sono gli anni in cui Mandelli è il più celebre e celebrato ematologo italiano: ancora oggi, sebbene non esercitasse più per via dell'età, i pazienti (ma anche il personale sanitario) di Ematologia dell'Umberto I dicono "sono in cura da Mandelli", quasi come fosse un marchio di fabbrica.

Anche perché oltre alle grandi capacità di ricerca, l'ematologo si distingueva per il tratto umano: sempre gentilissimo, la voce calma e i concetti più complessi spiegati con semplicità, tutti i pazienti lo hanno sempre ricordato con affetto. Tratto umano che ha trovato piena applicazione nelle mille campagne ideate da Mandelli per raccogliere fondi a favore delle leucemie e per finanziare la ricerca: basta citare "Angeli sotto le stelle" e "Trenta ore per la vita", ma anche la "Partita del Cuore" che si gioca da anni allo stadio Olimpico e le Stelle di Natale e le Uova di Pasqua dell'Ail. 

Il presidente russo Vladimir Putin assisterà oggi (alle 17.00 ore italiane) alla finale dei Mondiali di calcio, che vede affrontarsi allo stadio Luzhiniki di Mosca, Francia e Croazia. E sarà proprio lo 'zar' del Cremlino, al termine della partita, a premiare la squadra vincitrice. Insieme al leader russo, allo stadio saranno presenti oltre 10 presidenti, diversi primi ministri e molti altri "funzionari di alto livello" provenienti da paesi stranieri, ha fatto sapere il consigliere presidenziale, Yuri Ushakov.

Con alcuni di loro – come il presidente francese Emmanuel Macron – Putin avrà anche colloqui. Sugli spalti siederanno, tra gli altri l'emiro del Qatar, i presidenti di Croazia, Bielorussia, Armenia, Moldavia, Gabon e Sudan, e quelli delle repubbliche di Abkhazia e Ossezia del Sud (resesi indipendenti dalla Georgia e appoggiate da Mosca), i primi ministri di Ungheria e Kirghizistan.

Al Luzhinki ci sarà anche il vice premier e ministro dell'Interno italiano, Matteo Salvini, il cui arrivo è atteso nelle prossime ore a Mosca. Potrebbe essere la prima volta che Salvini e Macron si incrociano, dopo le aspre critiche mosse dal ministro dell'Interno al leader francese sulla gestione dei flussi migratori. E la tensione si è riverberata anche sul calcio: Salvini ha già detto che tiferà la Croazia, anzi nei giorni scorsi aveva precisato di "tifare tutti tranne la Francia".

Il vicepremier si tratterrà a Mosca fino a domani, quando in mattinata avrà colloqui con il suo omologo russo. Alla cerimonia di chiusura della Coppa del Mondo, Putin ha in programma anche di incontrare il capo del Comitato olimpico internazionale (Cio), Thomas Bach.

"In un mese e mezzo sono sbarcate 3.716 persone, nello stesso periodo dell'anno scorso erano state 31.421". A chi lo critica per la sua politica sui migranti al Viminale, il ministro dell'Interno, Matteo Salvini risponde con i numeri. Lo fa con una lettera inviata al Corriere della Sera, lo stesso giorno in cui l'Italia ha ottenuto attenzione da parte di altri Paesi europei sull'emergenza migranti. È infatti di ieri l'apertura di Francia e Malta ad accogliere una parte dei 450 profughi provenienti dalla Libia e soccorsi al largo di Lampedusa da una nave della Guardia di Finanza e una della missione Frontex. 

"Di sicuro non siamo più un Paese colabrodo", dice il vicepremier stilando un bilancio del suo esordio al governo nazionale. Il ministro rivendica a sé il merito di aver "scosso l'ipocrisia europea. L'ultimo risultato – aggiunge – "sono i cento immigrati che volevano arrivare in Sicilia e che Francia e Malta hanno accettato di accogliere. Non era mai successo. Eppure non mi basta: voglio invertire la rotta rispetto ai disastrosi anni del Pd". Cosa ha detto Salvini nella lettera al Corriere (nella quale risponde ad un editoriale del vicedirettore Antonio Polito):​

"Avrei preferito delle misure più severe fin da subito? Certo. Ma non dipendevano, come è noto, dal ministro dell’Interno. Di sicuro non siamo più un Paese colabrodo. Lo stesso Polito mi riconosce 'l’indiscutibile merito' di aver scosso l’ipocrisia europea. L’ultimo risultato sono i cento immigrati che volevano arrivare in Sicilia e che Francia e Malta hanno accettato di accogliere. Non era mai successo. Eppure non mi basta: voglio invertire la rotta rispetto ai disastrosi anni del Pd. Come?"

"Le Commissioni territoriali (quelle che devono riconoscere o meno la protezione internazionale) hanno 250 funzionari in più. Entro fine anno ne arriveranno almeno altri 170. E useremo fondi europei per tagliare la burocrazia. Risultato: sarà più veloce identificare gli immigrati. Da una parte quelli che devono essere accolti, dall’altra i clandestini. Sempre a questo proposito, abbiamo emanato una direttiva per dare criteri più stringenti per la concessione della cosiddetta 'protezione umanitaria'. È una anomalia italiana. Sulle nostre coste si sono contati 650 mila arrivi e ora si registrano oltre 130 mila pratiche pendenti: vanno smaltite in fretta. Non solo. Entro l’anno saranno attivati i nuovi centri permanenti per i rimpatri, come scritto nel contratto di governo. L’obiettivo finale è averne almeno uno per regione".

"Anticipo che intensificheremo il monitoraggio sui centri di accoglienza: chiuderemo quelli con i gestori coinvolti in inchieste giudiziarie. E proprio per tenere alla larga i furbetti, ridurremo le spese per l’accoglienza. Lo faremo in collaborazione con l’Autorità nazionale anticorruzione. Nessun intento disumano: semplicemente, vogliamo uniformarci ad altri Paesi europei e togliere ossigeno a chi utilizza l’immigrazione come business. Da 35 euro al giorno per immigrato scenderemo a circa 25 — senza ridurre i servizi — con un risparmio di 500 milioni l’anno e che investiremo in sicurezza".

"Polito sostiene che non si parla di espulsioni. Forse non se ne parla abbastanza, ma ci sto lavorando dal primo giorno. L’obiettivo a medio termine è aumentare i rimpatri volontari assistiti, tanto che il 16 luglio sarà sottoscritto con la Commissione europea il primo progetto da 6 milioni. A breve ne seguiranno altri tre. Proprio per moltiplicare le espulsioni e bloccare le partenze (e quindi evitare i morti in mare) abbiamo un piano di aiuti. In particolare per la Libia".

"Nei prossimi mesi intendo incontrare i leader di tutti i Paesi del Nordafrica per avviare (o rinforzare) gli accordi bilaterali. E a Bruxelles abbiamo già sollevato il tema della revisione della missione internazionale Sophia, quella che si occupa della vigilanza del Mediterraneo. Non sono le solite chiacchiere: ci sarà una riunione ufficiale, il 18 luglio".

L’Italia non può più essere il campo profughi dell’Europa, aggiunge il ministro nella sua risposta al giornale (leggi qui la lettera integrale). "E visto che vogliamo parlare di risultati, mi fa piacere ricordare la direttiva sulle spiagge sicure: per la prima volta gli enti locali avranno dei fondi per fronteggiare commercio abusivo e illegalità. Soprattutto, anticipo l’intenzione di presentare un 'Decreto Sicurezza' che, tra le altre cose, affronterà il tema dei cosiddetti profughi-vacanzieri. Parliamo degli stranieri che scappano dal loro Paese ma vi tornano per le ferie (eppure gli abbiamo concesso la protezione: è normale?!)".

Leggi anche: Francia e Malta accettano parte dei 450 migranti al largo della Sicilia

Leggi anche: Dalla Libia partono molti meno migranti, ma aumentano i rischi di morte in mare

 

League of Legends: Cho’Gath stella oscura è il nuovo aspetto per il “terrore del Void” e sarà disponibile per l’acquisto fino all’11 Agosto 2018 al prezzo di 1350 Riot Points, la valuta relativa al denaro reale del popolare Moba di Riot Games.

L’interezza dei ricavati di quest’aspetto saranno devoluti a organizzazioni senza scopo di lucro, in quanto l’aspetto è stato creato tramite il programma di beneficenza di Riot Games e sviluppato in collaborazione di Bryan, un ragazzo in difficoltà con il sogno di poter aiutare nella realizzazione di un aspetto per il suo campione preferito.

L’articolo League of Legends: Cho’Gath stella oscura proviene da GameSource.

Wimbledon è il Tempio dei primati. Qui, dove tutto è super, sono transitate neo-mamme eccezionali come Dorothea Lambert Chambers che firmò i Championships nel 1914 e come l’aborigena australiana Evonne Goolagong che la emulò 1980. Qui, da più anziana era Open, a 36 anni 291 giorni, da giocatrice di più alta in classifica di sempre sull’erba più famosa (n. 181), bussa alla porta dell’ottavo trionfo nel Tempio (a una tacca dal record di Martina Navratilova) e dello Slam numero 24 (come la primatista Margaret Court) un’altra super-mamma, Serena Williams. Che, a gennaio 2017, firmava gli Australian Open (già incinta), l’1 settembre sosteneva un complicato parto cesareo nel dare alla luce Alexis Olympia Ohanian Jr., e subiva quattro operazioni, “non so nemmen’io quante, ho perso il conto, so di certo che per un po’ sono riuscita a malapena a raggiungere la buca delle lettere di casa”, il 16 novembre ha sposato Alexis Ohanian (un genio, milionario, della tecnologia web), a dicembre palleggiava in incognito, a gennaio s’è ritirata durante l’esibizione di Abu Dhabi con Jelena Ostapenko ed è rientrata precipitosamente in California, rinunciando agli Australian Open, a marzo s’è ripresentata sul circuito Wta, a Indian Wells, battuta al terzo turno dalla sorella Venus, a Miami ha perso subito contro Osaka ed è rimasta in vacanza fino a maggio, al Roland Garros, quand’è scappata prima degli ottavi contro la rivale di sempre Maria Sharapova “per problemi ai pettorali”.

Ora, appena al quarto torneo dal rientro, la più grande tennista di sempre è in finale contro Angelique Kerber, a una sola partita dall’impresa più impensabile. Partendo dal 6-2 nei precedenti, ma con il souvenir della finale-beffa persa agli Australian Open 2016. Per diventare la quarta mamma-Slam era Open.

Come affronterà l’ennesimo incrocio di una vita da leggenda? “Sinceramente non penso al record, mi sono già messa tanta pressione quando dovevo arrivare a 18, è solo un numero e ancora non ci sono arrivata, non voglio più pormi dei limiti, voglio essere pronta per il match della vita”, racconta la nuova Serena, incredibilmente calma e pacata, che ha messo il silenziatore alla pantera selvaggia. “Serena è il doppio più forte, io lo so, ci sono passata, e capisco che vuol dire sentirsi complete, equilibrate, coscienti, donne, determinate, convinte molto più di prima”, chiosa l’ultima mamma regina Slam, la belga Kim Clijsters, che agli Us Open 2009 aveva appena 26 anni e non quasi 37 come Serena. Ed era in forma: “M’ero allenata per 8 mesi”.

Mentre la minore delle formidabili sorelle Williams è più sovrabbondante che mai, il seno e le gambe gonfi, stretti nel completo bianco, i movimenti segnati dal conta-passi: mai più di due-tre, con l’obbligo di risolvere fra servizio, risposta e massimo un’altra sbracciata da fondo.     

Per giocare la finale Slam numero 30, la decima a Wimbledon, mamma Serena ha mancato i primi passi della figlia (“non me lo perdonerò mai”), per vincere la prima in assoluto, agli Us Open 1999, baby Serena schiacciò l’amor fraterno con la povera Venus che l’aveva protetta da Compton, il ghetto nero di Los Angeles, al tennis. Oggi, 17 anni e 5 mesi dopo – altro record di longevità – Lady Serena farà ciao ciao al Royal Box all’amichetta Meghan Markle che, dopo averla invitata alle nozze col principe Harry, le restituisce la visita: festeggerà con la bimba sul super-prato del Centre Court? Sarebbe molto americano, come la sua favola di Cinderella che, partendo dal gradino più basso, entra infine a corte calcando il tappeto rosso.

Il suo successo è il successo di milioni di donne afroamericane che devono convivere con la bilancia e con lo specchio. E anche con almeno un figlio. Loro, però, devono proprio andare al lavoro tutti i giorni e pensare anche alla spesa, alla casa, alla gestione di tutti. Chissà se Serena s’accontenterà di essere un simbolo o andrà ancora oltre, e restituirà un po’ dei suoi cerca 200 milioni di dollari (84.8 solo di premi ufficiali). Come mamma Evonne Goolagong coi più poveri e disagiati. Come la dolce Kim Clijsters che, con l’arrivo della mia prima figlia. ha imparato a dire no e tanto altro ancora: “Un figlio ti insegna l’equilibrio, ti indica le priorità, ti fa crescere. E Serena è molto diversa dal quella di un anno fa. Dopo il primo figlio, farà meglio. Io ho aggiunto tre Slam a quello del 2005…”. 

Le strade dell’ultima neo-mamma regina Slam e della candidata ad imitarla si sono incrociate in quegli indimenticabili Us Open 2009. In semifinale, la favorita di casa, forte anche del 7-1 nei precedenti, perse la testa, minacciò una giudice di linea di farle ingoiare la pallina, sfiorò la squalifica e perse. Mentre Kim, pacatissima, gestì la situazione come avrebbe fatto con la sua deliziosa Jada Elle. Che poi, dopo la finale, sgambettò sul campo centrale. La storia si ripete?

  • 11,10 "La rotta dove portare i migranti trasbordati dal barcone arrivato ieri sera dalla Libia non la decidiamo noi, è un'operazione della Guardia costiera e noi seguiamo il loro comando", ha spiegato all'AGI la portavoce di Frontex, Ewa Moncure, che ha chiarito che "l'operazione è ancora in corso" e ha confermato che "le persone bisognose di cure mediche sono state trasferite a Lampedusa". "Per il resto è un'operazione italiana e Frontex non può prendere decisioni", ha precisato. 

  • 10,45 Matteo Salvini ha fatto presente al premier Giuseppe Conte che "occorre un atto di giustizia, rispetto e coraggio per contrastare i trafficanti di esseri umani e stimolare un intervento europeo" e per questo insiste affinché alle due navi (Frontex e Guardia di Finanza) con a bordo gli immigrati arrivati ieri nelle vicinanze di Lampedusa venga data indicazione di fare rotta verso Sud con direzione Malta o Libia". È quanto riferiscono fonti vicine al ministro. Al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, Matteo Salvini ha ribadito la sua linea sui migranti. "In Italia si arriva solo con mezzi legali", ha detto il ministro dell'Interno, stando quanto riferiscono fonti a lui vicine. "Si nutrono e curano tutti a bordo, mettendo in salvo donne incinte e bambini, ma non si arriva in nessun porto. Non possiamo cedere, la nostra fermezza salvera' tante vite e garantirà sicurezza a tutti", ha aggiunto. 

    A Conte, Salvini ha anche fatto presente: "Da quando siamo al governo, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, ci sono stati oltre 27.000 sbarchi in meno. Se vogliamo mantenere questi risultati positivi, non possiamo mostrare debolezze". 

  • Ore 9.00 Non ci sono più persone a bordo del barcone arrivato nella notte a 5 miglia da Linosa. Alle prime luci dell'alba il pattugliatore "Protector" (del dispositivo Frontex) e nave "Monte Sperone" della Guardia di finanza hanno recuperato rispettivamente 176 e 266 migranti. Le operazioni di trasbordo si sono concluse da poco. Otto persone, tra cui donne e bambini, sono state trasferite per motivi sanitari con una motovedetta della Guardia Costiera sull'isola di Lampedusa. Sul barcone viaggiavano 450 migranti.
     
  • Ore 8,17 Duecentosessanta dei migranti in viaggio verso la Sicilia sono stati trasbordati su una unità della Guardia di finanza, la "Monte Sperone", una cinquantina si trovano su una delle unità della Guardia costiera mentre un altro centinaio sono rimasti sul barcone. È quanto si apprende da fonti del Viminale. Quattro persone verranno trasportate a Lampedusa per ricevere cure mediche: tra di loro, una donna in stato di gravidanza.
     
  • ​Ore 7.30 Matteo Salvini ipotizza di usare una nave militare per caricare gli immigrati e fare rotta verso Malta. Riportarli indietro e farli sbarcare lì dove, secondo il ministro dell'Interno italiano, avrebbero dovuto attraccare già ieri. È questa, secondo il Corriere della Sera, l'idea che Salvini "ha confidato ai collaboratori al termine di una lunga, nervosa, giornata che lo ha visto rammaricato, deluso che 'il successo italiano' portato a casa da Innsbruck sia stato offuscato dal maremoto politico sulla nave Diciotti", scrive il Corriere. Riportare indietro i migranti a forza, questa l'ultima idea, arrivata al termine di una giornata complessa, che ha visto avanzare verso le coste italiane l'ennesimo barcone carico di migranti (450) provenienti dalla Libia.
     
  • Ore 7,15 "La crisi della Diciotti l'ha risolta il governo Conte. E lo ha fatto nel migliore dei modi. Ciascuno si è assunto le proprie responsabilità. La politica e la magistratura, che tuttora, correttamente, sta facendo le proprie valutazioni". Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, fa il punto con "La Stampa" della emergenza immigrazione.  "È normale – spiega il guardasigilli – che su questioni così delicate il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio si scambino qualche riflessione. Ma la decisione alla fine l'ha presa Conte. Sembra che tutti giochino a spaccare l'esecutivo, usando soprattutto il tema dell'immigrazione. Ma la verità è che il governo è compatto e questo tema lo sta affrontando in modo pratico ottenendo dei risultati nelle sedi internazionali". Ancora: "Salvini, con un modo che è suo, ha sottolineato un problema: se sulla Diciotti qualcuno ha infranto la legge deve pagare. Per il nostro governo la certezza della pena e la rapidità nelle risposte sono elementi decisivi". 
     
  • Ore 7,00 Durante la notte il peschereccio è entrato nelle acque territoriali italiane, prima diretto verso Lampedusa, poi in Sicilia. Sono stati i migranti a bordo del peschereccio a scegliere di dirigersi verso Lampedusa. A sostenerlo è stato il portavoce del governo maltese, Kurt Farrugia, in un tweet, ritwittato a sua volta dal premier Joseph Muscat.

"Il Centro di coordinamento dei soccorsi di Roma – si legge – ha notificato al centro soccorsi di Malta la presenza del peschereccio con circa 450 migranti a bordo quando la nave era a circa 53 miglia da Lampedusa e a 110 da Malta. Contattate, le persone a bordo hanno detto che volevano procedere verso Lampedusa". 

"Il peschereccio era in alto mare e il centro di coordinamento di Malta non aveva l'autorità per dargli istruzioni", ha spiegato in un secondo tweet il portavoce del governo maltese. "La nave è stata monitorata per garantire assistenza immediata, se necessario. Ora è in acque italiane", ha aggiunto, precisando che "Malta ha rispettato tutti gli obblighi previsti dalle convenzioni internazionali applicabili sul coordinamento degli eventi di ricerca e salvataggio".

Il barcone ha navigato ad una velocità di 7-8 nodi in direzione della costa siciliana, verso Agrigento o Siracusa, ma ha da poco corretto la rotta verso Lampedusa. Si tratta di un barcone in ferro di circa 20 metri, partito dalla Libia, probabilmente da Zuara. Ora la rotta sarebbe quella della Sicilia.

Toninelli a La Valletta: "Faccia il suo dovere"

"Da alcune ore c'è un'imbarcazione con 450 persone a bordo che naviga nel Sar maltese. Per la legge del mare è Malta che deve inviare proprie navi e aprire il porto. La nostra Guardia Costiera potrà agire, se serve, in supporto, ma Malta faccia subito il suo dovere". Lo scrive il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, su Twitter.


La responsabilità del soccorso al barcone con 450 migranti a bordo, individuato in acque Sar maltesi, spetta a Malta e lo sbarco dovrà avvenire in territorio maltese. È quanto sottolinea la Farnesina in una nota inviata all'ambasciata della Repubblica di Malta a Roma. 

Il no di Salvini arrivato ieri pomeriggio di venerdì

E ieri il ministro dell'Interno aveva subito chiarito la posizione dell'Italia. "Come promesso, io non mollo. Un barcone con 450 CLANDESTINI a bordo – si legge in un posto del vicepremier – è da questa mattina in acque di competenza di Malta, che si è fatta carico di intervenire. A distanza di ore però nessuno si è mosso e il barcone ha ripreso a navigare in direzione Italia. Sappiano Malta, gli scafisti e i buonisti di tutta Italia e di tutto il mondo che questo barcone in un porto italiano NON PUÒ e NON DEVE arrivare. Abbiamo già dato, ci siamo capiti?", ha concluso Salvini.

Dead Space 3 è stato il gioco finale della saga creata da Visceral e prodotta da EA. L’action/horror non è riuscito a sopravvivere troppo a lungo, purtroppo, non a causa di uno scarso interesse da parte degli sviluppatori o per la mancanza di idee. Infatti, l’opera non ha venduto abbastanza per poter continuare ad esistere. Un gran peccato, sopratutto poiché Visceral pareva avere molte idee interessanti per un eventuale Dead Space 4.

Ben Wanat (ex creative director di Visceral, ora nella scuderia di Crystal Dynamics) ha parlato ai microfoni di Eurogamer.com svelando quali fossero, all’epoca, le intenzioni della SH.

L’idea era che tu stessi tentando di sopravvivere giorno dopo giorno contro navi infestate, cercando un barlume di vita, alla ricerca di risorse utili a mantenere la tua nave in movimento e tentando di trovare dei sopravvissuti.

dead space 2 e 3 retrocompatibili su Xbox one

Il team voleva anche creare un gameplay non lineare, oltre a introdurre delle meccaniche da survival game. Per quanto riguarda la storia, invece, l’idea era di mantenere una struttura episodica, divisa in capitoli, tentando di unire uno stile narrativo all’intero concetto del gameplay non lineare.

Avevo immaginato che saresti partito in una sezione spaziale, magari seguendo una scia di carcasse di navi fino a una stazione orbitale che ritenevi contenesse i componenti necessari alla sopravvivenza della tua nave. Avresti iniziato a farti un’idea di ciò che era accaduto nella regione combattendo contro i Necromorfi passando da nave a nave.

Dead Space 2 Dead Space 4

Wannat ha affermato che Visceral sapeva esattamente come sarebbe finito il gioco ma non ha voluto rivelarlo nel caso in cui EA decida, in futuro, di far rinascere il brand. Ha inoltre aggiunto:

Per quanto tutti volessero continuare a realizzare giochi su Dead Space, il costo dello sviluppo era troppo elevato rispetto agli introiti. […] Avrebbe significato dover abbassare di molto i costi. Penso che sarebbe stato necessario focalizzarci su alcune esperienze chiave: l’orrore, la tensione e il combattimento basato sullo smembramento degli arti. Avremmo dovuto abbandonare alcuni momenti di pura azione estremamente costosi da realizzare.

Non voglio dire troppo, ma dirò che abbiamo speso un po’ di tempo lavorando sulle origini dei Necromorfi e sullo scopo dell’umanità in questo oscuro universo. I giocatori troveranno una via di fuga dall’apocalisse dei Necromorfi? Direi di sì, ma potrebbero esserne dispiaciuti. Alle volte si rischia di imbattersi in un male ancora più grande…

È un peccato che Visceral Games non abbia potuto portare a termine la propria visione tramite Dead Space 4, ma se il pubblico non ha risposto nel modo corretto, non possiamo farci niente.

L’articolo Dead Space 4: gli sviluppatori avevano grandi idee per il progetto proviene da GameSource.

L'opposizione democratica insorge contro il presidente Donald Trump reclamando la cancellazione del summit con il capo del Cremlino Vladimir Putin, dopo l'incriminazione di 12 agenti di Mosca per interferenze nelle presidenziali Usa del 2016. "Non ci dovrebbe essere alcun incontro a due tra questo presidente e il signor Putin", ha detto il numero due della commissione Intelligence del Senato, il democratico Mark Warner, in riferimento al fatto che Trump vuole vedere il presidente russo da solo, senza advisor, il prossimo 16 luglio in Finlandia, almeno per una parte del summit. "Inoltre, se il presidente e la sua squadra non vogliono considerare queste incriminazioni come massima priorità al vertice di Helsinki allora l'incontro dovrebbe essere cancellato", ha aggiunto Warner.

Il leader di minoranza al Senato, il democratico di New York Chuck Schumer, ha fatto analoghe considerazioni. "Trump dovrebbe cancellare il summit con Putin fino a che la Russia non faccia passi dimostrabili e trasparenti per dimostrare che non interferira' in future elezioni", ha avvertito Schumer, "sarebbe altrimenti un insulto alla nostra democrazia".

Trump ha escluso ieri che Putin sia un nemico definendolo "un competitor", cioè un concorrente, e auspicando che tra di loro possa nascere un'amicizia. Commentando le incriminazioni annunciate oggi, Trump si è limitato a dire che "porrà questa domanda con fermezza" a Putin. La Casa Bianca ha intanto fatto sapere che il vertice con il capo del Cremlino non sarà cancellato e verrà seguito da una conferenza stampa congiunta.

"Non sono preoccupato dai ricorsi, perché la delibera è forte e sostanziale e ripara a un'ingiustizia e poiché la Costituzione dispone che tutti i cittadini sono uguali renderli tutti uguali" equivale ad agire "come dispone la Costituzione". Roberto Fico, presidente Cinquestelle della Camera, 'padre' della delibera con cui ieri sono stati tagliati i vitalizi agli ex deputati, non sembra temere nulla, non i ricorsi contro il provvedimento annunciati da diversi ex onorevoli. "Agli ex parlamentari dico che non è un provvedimento punitivo, ma un provvedimento che ripara a un'ingiustizia e finalmente colmiamo il solco e il burrone" che c'era fino ad ora tra le istituzioni e i cittadini. "Sono certo che il Senato farà le sue valutazioni e sono convinto che arriverà alle stesse decisioni".

In attesa di conoscere il pensiero della presidente del Senato (allinearsi o non allinearsi al provvedimento di Montecitorio) portano acqua al mulino degli ex parlamentari due illustri costituzionalisti, presidenti emeriti della Consulta.

Cosa dicono Mirabelli e Cassese

"Sarebbe stato più 'opportuno' intervenire sulla materia dei vitalizi con una legge: in questo modo "si sarebbe assicurata una maggior trasparenza nel dibattito parlamentare e si sarebbe approfondito un problema non rimettendolo alla cerchia ristretta dell'ufficio di presidenza", ha detto all'Agi Cesare Mirabelli, rilevando inoltre che "se il Senato non delibera allo stesso modo si crea una palese disparità di trattamento". 

"Il fondamento di questo tipo di trattamento – spiega Mirabelli – è la natura largamente previdenziale, connessa con l'indennità parlamentare con la quale si assicura che possano svolgere queste funzioni non solo coloro che hanno possibilità economiche". In alcuni casi evidenti – aggiunge il giurista – può "apparire che tale trattamento abbia costituito un privilegio, ma nella maggior parte delle situazioni, per chi ha svolto con onore per lungo tempo funzioni in Parlamento, non è cosi'". Inoltre, il 'nodo' è anche la retroattività dell'intervento: "È vero – spiega il presidente emerito della Consulta – che la Costituzione vieta la retroattività solo per le leggi penali, ma vale il principio di affidamento nel rapporto tra Stato e cittadini; un intervento del genere deve avere una forte giustificazione per incidere su una situazione consolidata".

Quanto ai ricorsi, che potrebbero essere presentati sul taglio dei vitalizi, Mirabelli sottolinea: "Il problema che si porrà sarà quello della competenza. A decidere su queste controversie potrebbe essere un organismo interno alla Camera in base al principio dell'autodichia, ma anche il giudice ordinario potrebbe dirsi competente perché si tratta di un diritto di ex parlamentari". ​

Sulla stessa lunghezza d'onda un altro presidente emerito della Corte Costituzionale, Sabino Cassese. "La misura adottata è illegittima e ingiusta", ha detto Cassese a Repubblica. "È dubbio che l’ufficio di presidenza avesse competenza. È illegittimo il procedimento. Priva i destinatari del diritto di difesa davanti a una corte indipendente". La posizione del costituzionalista appare netta:

"L’assegno vitalizio per i parlamentari non esiste più dal 2012. Strano che si gioisca tanto. Per quel che si sa (la Camera non ha ancora messo sul sito la delibera), l’ufficio di presidenza della (sola) Camera dei deputati ha ora soltanto stabilito di ricalcolare con il metodo contributivo gli assegni vitalizi percepiti da coloro che non erano più deputati nel 2011 (1240 percettori, età media di 76,5 anni). Una decisione che presta il fianco a molti dubbi. Si può dire giusta una giustizia retroattiva?"

"Non crea ingiustizie un provvedimento preso per gli ex deputati, ma non per tutti gli altri ex rappresentanti che godono di assegni detti vitalizi, come i consiglieri regionali e i senatori? Che succede a coloro che in passato sono stati prima deputati, poi senatori, o viceversa? È giusto il ricalcolo anche delle pensioni di reversibilità, spettanti a familiari degli ex deputati (per lo più in età avanzata)? È legittimo un provvedimento regolamentare dell’ufficio di presidenza adottato senza istruttoria in contraddittorio, non impugnabile davanti a un giudice e sottratta al sindacato costituzionale diretto?".

"I diritti acquisti vanno rispettati, e possono essere limitati solo in maniera che sia ragionevole e proporzionale, al verificarsi di una situazione nuova che giustifichi il nuovo intervento. Se l'intervento è sproporzionato e non trova una spiegazione obiettiva in una situazione economica nuova, come può essere ritenuto legittimo?"

Cosa farà la presidente Casellati?

In attesa di conoscere i nomi dei firmatari dei primi ricorsi, la palla passa a Palazzo Madama. Cosa farà il Senato? Si adeguerà alla delibera Fico o no? E in questo secondo caso, cosa succederà ai vitalizi degli ex senatori e a quei politici che sono stati sia deputati che senatori in legislature diverse? Non c'è dubbio che se il Senato non assumerà le stesse decisioni, ravvedendo dubbi di legittimità o persino costituzionalità della 'delibera Fico' anche il taglio varato con tanto di brindisi alla Camera vacillerebbe, dando forza ai ricorrenti.

"La questione per me non ha una valenza politica, le mie perplessità sono di carattere tecnico-giuridico", aveva detto Casellati qualche giorno fa. "Quando il presidente Fico ha iniziato a trattare il tema dei vitalizi  ho chiesto ai nostri questori del Senato di lavorare insieme a loro, proprio per arrivare a una decisione che fosse condivisa anche al Senato, in una prospettiva di accelerazione di tempi e di condivisione di contenuti".

Ancora la presidente del Senato: «Solo attraverso un provvedimento tecnicamente ineccepibile potrà andare in porto. I dubbi che avevo presentato di una possibile incostituzionalità, che ho prospettato non solo io ma anche dei giuristi, potrebbero portare a vanificare lo sforzo che stiamo facendo per eliminare i privilegi".

Leggi anche: Addio ai vitalizi: così si applicherà la scure su 1.338 ex deputati