Newsletter
Ultime News
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

Admin

Gli incendi che stanno devastando la California hanno fatto almeno 23 morti. Il bilancio, che sabato con 11 morti era già spaventoso per lo Stato americano, si è aggravato con la scoperta di 10 corpi privi di vita a Paradise, la città finora più colpita, e quattro a Concow, nella contea di Butte. Altri due cadaveri sono stati trovati nell'area di Malibu, accerchiata dalle fiamme, che hanno spinto anche le star a evacuare insieme ad altre 250.000 persone di tutte le zone colpite.

Lady Gaga, Kim Kardashian, Cher, il regista Guillermo del Toro: fuggono le star dalle fiamme in California e lasciano le loro tracce su Twitter. Lasciano le case sontuose, le vite agiate, raccolgono precipitosamente le cose e si mettono in fuga dalle fiamme, che avanzano senza fare distinzione di ceto o censo. E raccontano su Twitter paure, sollievo, ma anche dolore.

Intanto il presidente Usa, Donald Trump, ha accusato le autorità della California di una "cattiva gestione assoluta" e ha addossato loro la responsabilità dei devastanti incendi che stanno bruciando in varie parti dello Stato: ha anche minacciato di annullare gli aiuti federali.

Ignorando evidentemente il cambio climatico e il surriscaldamento del pianeta, da Parigi, dove partecipa agli eventi di commemorazione del centenario della fine della Prima Guerra Mondiale, ha lanciato un'invettiva: "Non c'è alcuna ragione per questi incendi enormi, mortali e costosi in California, tranne il fatto che la gestione forestale è molto scarsa. Migliaia di milioni di dollari sono dati ogni anno e si perdono molte vite, tutto a causa di una cattiva gestione assoluta delle foreste. O vi si pone rimedio ora o non ci saranno più aiuti federali".

Trump venerdì ha garantito aiuti alle aree colpite, generi di soccorso, mezzi aerei e di trasporto, ma ha insistito che non lo rifarà in futuro. Più di 250 mila persone hanno dovuto lasciare le case. Il rogo più violento, e l'unico che finora ha causato vittime, è Camp Fire nel nord dello Stato, che in poco più di 24 ore ha distrutto 28.000 ettari e ha travolto gran parte della città di Paradise, 26.000 residenti, a circa 280 chilometri a nordest di San Francisco. Cinque delle vittime sono state trovate vicino o all'interno dei veicoli bruciati con cui cercavano di fuggire le fiamme, altri tre erano fuori dalle loro abitazioni bruciate, e uno all'interno di una casa. 

Altri due incendi, più limitati, bruciano più a sud. Uno di loro, Woolsey, è quello che minaccia Malibu, la città delle star; e Thousand Oaks, dove mercoledì sera un ex Marine con problemi mentali ha aperto il fuoco in un bar e ucciso dodici persone. Il terzo incendio, che ha raso al suolo 2.500 ettari, è Hill, che brucia molto vicino a Woolsey, entrambi nella contea di Ventura. I tre incendi si sono propagati molto velocemente a causa della bassa umidità nel suolo e il forte vento: è il micidiale vento di Santa Ana, in genere caldo e polveroso, che spira con direzione nord-est/sud-ovest, attraverso i canyon verso l'oceano, e che in autunno procura spesso incendi, soprattutto nelle aree in cui nei mesi precedenti è caduta poca acqua.

Ora le fiamme si avvicinano a Los Angeles

Le fiamme che bruciano nella contea di Ventura hanno messo in fuga gli abitanti dai ricchi sobborghi di Malibu e Calabasas. Su Twitter o Instagram, molte star hanno condiviso le esperienze, raccontato la paura, ringraziato i pompieri, espresso solidarietà al resto degli scampati. Lady Gaga ha postato immagini terrificanti: "Sono qui, seduta con molti di voi e vorrei sapere se la mia casa è finita in cenere". Kim Kardashian, che ha lasciato la casa con i tre figli perché le fiamme erano troppo vicine, lo ha raccontato su Instagram: "Preghiamo per Calabasas: ero appena tornato a casa dopo un volo da sola. Ho avuto un'ora di tempo per impacchettare tutto ed evacuare la casa". "Sono preoccupata per la mia casa ma non c'è nulla che possa fare. Sono andate in fiamme le case dei miei amici. Non posso reggere il pensiero di non avere più una casa a Malibu, dove ce l'ho da mezzo secolo", ha scritto Cher.

Il regista premio Oscar Guillermo del Toro è scampato al pericolo, ma adesso dice di temere per le sue collezioni. Secondo Tmz, nell'incendio ha perso casa anche Caitlyn Jenner, il patrigno del clan Kardashian e padre delle due sorelle Jenner, un tempo William Bruce Jenner ma che nel 2015 ha annunciato la sua trasformazione ed ora, forte della sua popolarità, è diventata un'ascoltata attivista transgender. E le fiamme adesso si stano avvicinando a Los Angeles, dove già sono stati portati via gli animali dalla zoo. Senza pioggia prevista dal meteo si preannunciano giornate difficili: del resto, secondo i registri ufficiali risalenti al 1932, quattro dei cinque incendi piu' distruttivi nella storia della California si sono verificati proprio negli ultimi sei anni.

Rispetto alla media dell'Unione europea, nel 2017 ogni italiano ha ipoteticamente versato al fisco 598 euro in piu'. A dirlo è l'Ufficio studi della Cgia che ha messo a confronto la pressione fiscale registrata l'anno scorso nei principali Paesi europei e, successivamente, ha calcolato il differenziale di tassazione pro capite esistente tra gli italiani e i cittadini dei principali paesi dell'Unione.

Dall'analisi emerge che in Francia, in Belgio e in Svezia hanno pagato più di noi, rispettivamente 1.765, 1.196 e 712 euro. Ad eccezione dell'Austria che nel 2017 ha registrato il nostro stesso carico fiscale, tutti gli altri, invece, hanno avuto una pressione fiscale inferiore alla nostra; si tratta di un carico che ha assicurato un risparmio di tassazione pro capite rispetto ai cittadini italiani pari a 541 euro in Germania, a 996 euro in Olanda, a 1.964 euro nel Regno Unito e a 2.164 euro in Spagna.

La Cgia precisa che il dato della pressione fiscale italiana relativa al 2017 non tiene conto dell'effetto del cosiddetto "Bonus Renzi".

L'anno scorso, infatti, gli 80 euro dati ai lavoratori dipendenti con retribuzioni medio-basse sono costati alle casse dello Stato 9,5 miliardi di euro.

Quest'ultimo importo è stato contabilizzato nel bilancio dell'amministrazione pubblica come spesa aggiuntiva. Pertanto, se si ricalcola la pressione fiscale considerando questi 9,5 miliardi di euro che praticamente sono un taglio delle tasse, anche se contabilmente vanno ad aumentare le uscite, la pressione fiscale scende al 41,6 per cento.

"Con la flat tax cresceranno le tasse locali"

Secondo il coordinatore dell'Ufficio studi, Paolo Zabeo, "grazie all'estensione a tutti i contribuenti dell'applicazione della flat tax, nel 2019 si corre il rischio che le tasse locali tornino ad aumentare.

La manovra, infatti, non ha confermato i blocchi delle imposte territoriali introdotte nel 2015, pertanto è probabile che sindaci e governatori rivedano all'insù le addizionali Irpef e le aliquote dell'Irap, dell'Imu e della Tasi sulle seconde case e i capannoni. Se ciò si verificasse sarebbe una vera e propria iattura per i bilanci delle famiglie e delle imprese".

"Con tante tasse e con una platea di servizi erogati dal pubblico che negli ultimi anni e' diminuita sia in qualità sia in quantità – segnala il segretario della Cgia Renato Mason – si sono sacrificati i consumi e gli investimenti. Inoltre, è diventato sempre più difficile fare impresa, creare lavoro e redistribuire ricchezza. Alle piccole e piccolissime imprese, in particolar modo, il calo dei consumi delle famiglie ha creato non pochi problemi finanziari, costringendo molte partite Iva a chiudere i battenti".

Il confronto tra le Regioni sulla Pubblica amministrazione

La Cgia sostiene che sugli italiani pesa poi, oltre il fisco, anche il problema dell'efficienza e della qualità della pubblica amministrazione: dall'indagine condotta dalla Commissione Europea sulla qualità della pubblica amministrazione in 192 territori, risulta che le principali regioni del Centro-Sud d'Italia sono per 8 volte nel rank dei peggiori 20, con la Calabria che si classifica addirittura al 190esimo posto.

L'indicatore varia tra cento, ottenuto dalla regione finlandese Aland (primo posto), allo zero andato alla regione bulgara dello Severozapaden. Sebbene sia relegato al 118esimo posto a livello europeo, il Trentino Alto Adige (indice pari a 41,4) è la realtà territoriale più virtuosa d'Italia; seguono, a pari merito, altre due regioni del Nordest, l'Emilia Romagna e il Veneto (indice pari a 39,4) che si collocano rispettivamente al 127esimo e al 128esimo posto della graduatoria generale. Subito sotto troviamo la Lombardia (38,9) che è al 131esimo posto e il Friuli Venezia Giulia (38,7) che si attesta al 133esimo gradino della classifica stilata dalla Commissione Europea.

Le regioni del Mezzogiorno registrano le performance piu' preoccupanti. Se la Campania (indice pari a 8,4) è al 186esimo posto, l'Abruzzo (6,2) è al 189esimo e la Calabria, il territorio in cui la Pa funziona peggio tra tutte le nostre 20 realtà regionali, è addirittura al 190esimo gradino della graduatoria generale, con un indice di soli 1,8 punti. 

L'assoluzione nel processo per la nomina (prima sospesa e poi revocata) di Renato Marra alla guida della Direzione Turismo del Campidoglio fa uscire Virginia Raggi rafforzata, soprattutto all'interno del Movimento 5 Stelle, nell'affrontare la seconda metà del suo mandato.

Ora la sindaca, libera dalla zavorra della possibile sospensione dal Movimento in caso di condanna, a quanto filtra proverà a rilanciare accelerando sui dossier rifiuti, trasporti e sullo stadio dell'As Roma la sua azione amministrativa dopo 29 mesi caratterizzati da errori sulle nomine e inchieste giudiziarie.

L'ultimo tentativo per fugare la percezione diffusa tra i cittadini di un incedere della maggioranza per tentativi su alcuni dei problemi di lungo corso.

Quali assessori potrebbero cambiare?

Di fatto la sentenza per la sindaca chiude gli effetti indesiderati dalle scelte effettuate appena entrata in Campidoglio, assieme ad un gruppo di fedelissimi, da Raffaele Marra a Salvatore Romeo a Daniele Frongia, oramai dissolto.

Già da lunedì la maggioranza tornerà a riunirsi per studiare i prossimi provvedimenti, visto che negli ultimi due mesi l'attività in Assemblea è rimasta sostanzialmente congelata in attesa della fine del processo a carico della sindaca.

Qualcuno tra i consiglieri M5s preme per un rimpasto di giunta che dia nuovo slancio, gli indiziati a lasciare sarebbero la titolare dell'Ambiente Pinuccia Montanari, quella dei Trasporti Linda Meleo e l'assessore ai Lavori Pubblici Margherita Gatta. Ma per la Raggi sarebbe complesso trovare tecnici di livello disposti ad entrare in corsa a metà mandato dopo due anni e mezzo travagliati.

La questione dello stadio della Roma

La sindaca, si ragiona in Campidoglio, ora ha bisogno di risultati nel breve periodo. Un primo obiettivo potrebbe essere la ripresa dell'iter burocratico per approvare il progetto dello stadio dell'As Roma, congelato a giugno dopo l'inchiesta della procura per presunta corruzione.

Entro il mese arriverà il nuovo studio dei flussi di traffico dell'area attorno all'impianto commissionato al Politecnico di Torino dopo le indagini. Sulla base di un parere favorevole, comunque non vincolante, potrebbe essere portata in Aula la delibera con la variante urbanistica, ultimo passaggio dell'iter autorizzativo.

Il nodo dei conti dell'Ama

Entro dicembre, risolta la contesa sui conti di Ama, l'altro obiettivo della Raggi è approvare nei tempi il bilancio, sperando che nel frattempo il governo 'amico' assegni maggiori poteri e risorse alla Capitale, come già richiesto al premier Giuseppe Conte e a diversi ministri di peso. Il 19 dicembre la giunta attende anche il voto dell'assemblea dei creditori di Atac, ultimo scoglio da superare prima del via libera al risanamento dei debiti dell'azienda – 1,4 miliardi – tramite il concordato preventivo.

Un secolo fa, l'11 novembre 1918 alle 5.20 del mattino, nella radura di Rethondes, nella foresta di Compiégne, a nord di Parigi, Francia e Germania firmarono l'armistizio che mise fine alla prima Guerra mondiale. Per compiere un gesto storico il generalissimo delle forze armate alleate, il maresciallo Ferdinand Foch, scelse un luogo tranquillo, isolato ma vicino al fronte e alla città. La radura di Rethondes era il luogo perfetto. Un grande spazio circolare di cento metri di diametro nel quale si incrociano due linee ferroviarie utilizzate per il trasporto dell'artiglieria. Tutto avvenne in una carrozza ristorante, la numero 2419D, collocata al centro della radura, destinata a diventare il treno più famoso di Francia e d'Europa. Oggi è al centro delle commemorazioni del centenario, con la visita del presidente francese, Emmanuel Macron, e della cancelliera tedesca, Angela Merkel.

Il 4 novembre 1918 il ministro di stato Mathias Erzberger e il diplomatico Alfred von Oberndorff vennero inviati sul posto come negoziatori del governo tedesco per chiedere l'armstizio. L'8 novembre, ad accoglierli senza stretta di mano protocollare fu il maresciallo Foch. Alle 9 i protagonisti si sedettero nel vagone ristorante, dotato dii gruppo elettrogeno e di tutti i mezzi di comunicazione dell'epoca. Alla delegazione tedesca che chiese le "proposte" delle potenze alleate per arrivare all'armistizio, con tono energico il maresciallo rispose: "Non ho proposte da fare. Volete l'armistizio? In tal caso ditelo!". I tedeschi acconsentirono, ed ascoltarono le condizioni stabilite dagli alleati, che menzionarono l'occupazione della riva sinistra del Reno. Foch stabilì come ultimatum l'11 novembre. Nella notte tra il 10 e l'11 novembre i negoziatori tedeschi studiarono ciascuno dei 34 articoli della convenzione di armistizio, letta e poi tradotta. Alle 5.20 le due parti firmarono il testo, che entrò in vigore alle ore 11 dello stesso giorno, ponendo fine a quattro anni di combattimenti accaniti, il cui bilancio fu di 18 milioni di morti, di cui 1,4 milioni di soldati francesi e 2 milioni di militari tedeschi. Gli italiani morti, tra militari e civili, furono oltre un milione.

La radura circolare di Rethondes si trova in fondo al "Vialetto trionfale" inaugurato nel 1922 – anno in cui il luogo venne allestito come memoriale – che ogni anno i capi di stato risalgono per la commemorazione. Una statua monumento del maresciallo Foch, istallata nel 1937, si affaccia sulla "Lastra sacra" collocata al centro della radura con sopra la scritta: "Qui l'11 novembre 1918, soccombette il criminale orgoglio dell'Impero tedesco fermato dai popoli liberi che pretendeva asservire".

La vendetta del Fuhrer

Ventidue anni dopo Rethondes fu nuovamente al centro della storia franco-tedesca. Proprio per cancellare l'umiliazione del 1918, Adolf Hitler orchestrò una vera e propria messa in scena col famoso treno nel quale, a sua volta, fece firmare la resa ai francesi. Era il 22 giugno 1940 e Hitler immortalò la vittoria mettendosi in posa come il maresciallo Foch, con dietro di lui tanto di svastica al posto dei simboli del '18. Il regime nazista tedesco portò con se' il "vagone dell'armistizio", utilizzandolo a fini propagandistici prima di distruggerlo nell'aprile del 1945. Una riproduzione della carrozza è stata realizzata ed istallata nel museo-memoriale visitato ogni anno da 70 mila persone, tra cui molti studenti.

Il fantasma del palcoscenico tennis si chiama Todd Reid. Il suo nome rimarrà scolpito come campione di Wimbledon juniores 2002, ma soprattutto come uno dei tanti che non ce l’ha fatta a realizzare le proprie e le altrui aspettative, che ha insistito, che è rimasto prigioniero di un sogno, che è crollato, e che addirittura morto, solo, disperato, perso, ad appena 34 anni.

Perché? La diagnosi resta vaga, nessuno pronuncia “quella” parola. Anche se gli occhi di parenti ed amici, i messaggi, i twitter, i saluti sono troppo impregnati di lacrime e di sensi di colpa per lasciar spazio al dubbio e, in calce alla triste notizia, gli organi d’informazione australiani comunicano: “I lettori che cercano supporto e informazioni sulla prevenzione del suicidio possono contattare la linea aperta 131114”.

Che inferno è stato per il povero Todd Reid il percorso dai 18 ai 34 anni? Dall’acme di quell’urrà così promettente, nel Tempio, dalle vittorie contro Gasquet, Tipsarevic, Soderling e Muller, è volato al numero 105 dei pro a 20 anni nel 2004, ma poi è apparso sempre meno sull’Atp Tour fino a sparire definitivamente. Sintetizza Todd Woodbridge, campione di doppio e di umanità: “Non sapremo mai quanto qualcuno possa soffrire. Preghiamo per Todd e la sua famiglia”.

I campioni italiani

Anche in Italia abbiamo avuto due campioni di Wimbledon juniores, peraltro tutti e due mancini, Diego Nargiso, nel 1987, e Gianluigi Quinzi nel 2013. Il napoletano ha trovato solo parzialmente la sua realizzazione da pro, toccando il numero 67 della classifica, con 5 titoli di doppio, il marchigiano, a 22 anni, ha forse trovato la sua strada, dopo troppi cambiamenti tecnici, ed è numero 161 del mondo. Entrambe hanno avuto sempre accanto una famiglia molto appassionata di tennis, molto vicina ed anche benestante, che potesse sostenerli finanziariamente. Che ha attutito il contraccolpo all’impatto con aspettative non rispettate compiutamente. 

Diego, oggi affermato telecronista e imprenditore nel tennis, è sempre stato molto lucido anche nell’auto-analisi: “Il problema è che a 17 anni non sei ancora pronto ad affrontare la realtà immediata, che è estremamente diversa da quella che ti ero aspettato quando, come me, hai alzato il trofeo giovanile di Wimbledon sul Centre Court, premiato da Margaret Thatcher e dalla duchessa di Kent, e ti aspetti presto di fare la stessa cosa anche a livello seniores. Purtroppo questi trofei sono troppo enfatizzati dalle federazioni sportive nazionali che li usano per incentivare i ragazzi ed aumentare le loro motivazioni. Ma io credo che, per restituirli alla loro giusta dimensione e conferire la corretta importanza a questi eventi giovanili sarebbe più giusto farli disputare altrove, non nella sede del torneo maggiore”.

"Il problema è la paura"

Il problema si chiama paura. Spiega sempre Nargiso, che l’ha vissuto sulla propria pelle: “Dopo un grande risultato, sul ragazzo si riversano interessi e anche speculazioni, per cui le aspettative diventano pressione, ansia, frustrazione di non riuscire ad ottenere risultati anche da professionista. Può succedere immediatamente e può succedere dopo un po’, com’è accaduto a me che sono subito salito fra i primi 100, ma poi ne sono uscito”. E che succede in quei momenti? “Succede che ti senti solo, come un cantante che ha inciso un disco di successo e che poi deve ripetersi, se non migliorarsi. Il momento clou è quando – succede sempre – ti cominci a fare delle domande: “Ce la faccio, non ce la faccio, sto fallendo?”.

Ed è un momento devastante, nel quale è fondamentale avere accanto una famiglia e anche un substrato culturale, altri interessi, altre cose, che ti aiutano a superare la paura del fallimento e quindi la depressione che ne consegue. Io, a 50 anni lo so, ma a 17 non sapevo, non potevo sapere che quella era una parte della vita non tutta la vita. Ed è capitato anche a me di vivere male il tennis. Anche nel corso della partita mi è successo di chiedermi: “Che cosa dirò dopo ai giornalisti, come spiegherò che non ce l’ho fatta?”. Così cresci il sentimento di amore ed odio verso il tuo sport”.

Il ricordo dell'amico Ryan Henry

Per spiegare un pò la storia specifica del povero Todd Reid è sceso in campo il suo amico Ryan Henry che lo conosceva dai 10 anni, e ci ha giocato insieme tantissimo, captandone da subito l’estremo agonismo, la forte ambizione di arrivare in alto, lo sfrenato desiderio di vincere, la grande dedizione, la spiccata competitività, simile all’idolo di tutti i teenagers locali, Lleyton Hewitt: “Era estremamente veloce, molto consistente e un gran lottatore”. Peccato che si allenasse poco sulla tecnica, “convinto di poter compensare in partita con l’attitudine, con la voglia di vincere”.

Reid arrivò al numero 4 del mondo di categoria, quando l’1 era Tipsarevic, e gli altri primattori si chiamavano Robin Soderling, Tomas Berdych, Jo-Wilfried Tsonga, Marcos Baghdatis, tutta gente che sarebbe entrata di lì a poco nei “top 10” pro. Aveva la capacità di ottenere il massimo da sé stesso nei momenti topici, era il migliore dei giovani australiani, quello su cui tutti puntavano, quello che faceva gli stage alla Nick Bollettieri Academy in Florida, la stella cometa. Era. A 19 anni, le strade dei due amici si divisero per sempre: Ryan abbandonò il suo sogno, afflitto dagli infortuni, diventando maestro di tennis, e perse di vista Todd, chiedendosi se fosse stato giusto abbandonare la scuola e una educazione corretta per dedicarsi totalmente allo sport, ma trovando comunque ottime guide nei fratelli Masur.

Il declino

Invece Todd ha inanellato un fallito tentativo di rientro sul circuito pro dopo l’altro, s’è ammalato, s’è infortunato al braccio, ha perso il servizio, ha addirittura battuto da sotto, nei primi turni dei tornei per preservare la spalla, senza accettare che il corpo non gli consentisse di esprimere il buon livello di tecnica. Entrando in una impressionante spirale di sfiducia e frustrazione, come racconta ancora Henry: “Quando l’ho incontrato l’ultima volta, a gennaio al torneo di Sydney, è stato duro constatare quant’era stata difficile per lui la vita dopo il tennis, era molto triste vedere che non era più la persona che conoscevo. Prima era sempre gioviale e simpatico, sempre pronto a scherzare anche in allenamento”.

Dicono che i cantanti siano i poeti della nostra epoca. Ci torna in mente: “Se ti diranno sei finito, non ci credere. Devi contare solo su di te. Uno su mille ce la fa. Ma quant’è dura la salita". Dovrebbe accompagnare anche tanti dirigenti, ex atleti, quando guardano gli eroi dello sport moderno. Loro sanno bene che si paga sempre un prezzo nella vita e hanno il dovere morale di aiutare gli eredi. Perché Todd Reid, ahinoi, non è solo, lo troviamo ovunque, ma chi gli ha teso una mano?

Con un nuovo trailer, Game Freak ha rivelato l’aspetto degli altri Capopalestra, oltre che dei Superquattro di Kanto di Pokémon Let’s Go Pikachu & Eevee. Sempre nel video fa la sua comparsa anche il capo del Team Rocket Giovanni, con il suo Persian, e l’edifico della Lega Pokémon.

Nel breve video è inoltre possibile dare un primo sguardo anche agli altri protagonisti Rosso, Blu e Verde, che ritorna nella serie dopo avere fatto da protagonista nelle versioni di Pokémon Rosso Fuoco e Pokémon Verde Foglia.

L’articolo Nuovo trailer di Pokémon Let’s Go Pikachu & Eevee con Rosso, Blu, Verde e i Superquattro proviene da GameSource.

Il governo italiano torna ad accusare Malta di violare i suoi obblighi sui migranti, dopo l'arrivo venerdì mattina a Lampedusa di un'imbarcazione con 13 a bordo. Fonti del Viminale hanno riferito che la Guardia costiera maltese aveva intercettato l'imbarcazione e, anziché portarla al sicuro, ha fornito all'equipaggio una bussola per indicare la rotta verso l'Italia. Poi ha distribuito acqua, due taniche di benzina e giubbotti di salvataggio di marca "Mecca Marine", azienda maltese che produce anche le uniformi della Marina de La Valletta. "Alcuni Paesi membri dell'Ue si disinteressano degli immigrati e ce li rifilano, mentre Bruxelles ci minaccia di sanzioni per la manovra: non ci faremo intimidire", ha commentato il ministro dell'Interno, matteo Salvini.  A raccontare come sono andate le cose sono stati gli stessi migranti, dieci tunisini e tre del Corno d'Africa. Del gruppo fanno parte due donne Sempre secondo le stesse fonti, ci sono indizi che, secondo gli investigatori, rendono credibili le testimonianze. Il barchino era stato avvistato la notte prima da un velivolo della Guardia di finanza in acque sar maltesi. Tra le 21 e le 22, infatti, l'imbarcazione partita dalla Tunisia aveva finito il carburante: solo dopo qualche ora, verso le 4 e grazie alla segnalazione italiana, erano intervenuti i maltesi. 

E' di almeno 9 morti il bilancio degli incendi che stanno devastando la California. Evacuati anche l'esclusiva Malibu, paradiso delle star di Hollywood dove vivono 13.000 persone, e lo zoo di Los Angeles.

Il numero delle vittime è stato confermato in una nota dall'ufficio dello sceriffo della contea di Butte. L'incendio, divampato giovedì e denominato Woolsey Fire, continua ad espandersi ed "è imprevedibile", affermano le autorità mentre gli esperti meteo allertano sul forte vento che continua a soffiare.

Si tratta del vento di Santa Ana, in genere caldo e polveroso, che spira con direzione nord-est/sud-ovest, attraverso i canyon verso l'oceano, e che in autunno procura spesso incendi, soprattutto nelle aree in cui nei mesi precedenti e' caduta poca acqua. Sono oltre 2.200 i pompieri impegnati a combattere le fiamme in California ai quali sono stati affiancati 100 uomini della Guardia Nazionale. Paradise, cittadina californiana con 27.000 abitanti a nord di San Francisco, è stata interamente distrutta.

Le fiamme stanno bruciando l'equivalente di un campo di football al secondo. L'ufficio del governatore dello Stato ha fatto sapere che sono almeno 157 mila le persone evacuate. Tra le celebrità a le star di Hollywood costrette a lasciare le loro abitazioni, Barbara Streisand, Lady Gaga, Guillermo del Toro, Kim Kardashian. Le fiamme hanno raggiunto anche lo storico set cinematografico noto come Western Town, dove sono stati girati film a partire dagli anni Venti e che è stato recentemente utilizzato da Hbo per la serie Westworld.

Alla fine Palazzo Chigi sparge serenità. "L’incontro con il presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno, si è svolto in un clima di sereno e costruttivo dialogo” sottolinea il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. "Abbiamo affrontato i temi attualmente in agenda dell’Unione economica e monetaria e ci siamo soffermati sugli aspetti della nostra manovra economica che più direttamente riguardano il piano degli investimenti e le riforme strutturali”.

Segue una frase che vorrebbe essere altrettanto distensiva verso l’Europa: “Il Governo italiano sta predisponendo interventi legislativi e avviando progetti di investimento volti a rilanciare la crescita economica e lo sviluppo sociale”. Se sortirà l’effetto desiderato lo si vedrà nei prossimi giorni.

“Noi non siamo la Grecia”

Per il momento il governo si prepara a rispondere alla Commissione europea ma non è disposto a mettere in campo una manovra di restrizione fiscale “suicida”, perché l’Italia – si dice a Roma – non è la Grecia. All’indomani della nuova doccia fredda sui conti italiani, con la revisione al ribasso delle stime di crescita da parte di Bruxelles, è il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, a difendere di nuovo la “bontà” della manovra: in Parlamento e in un nuovo faccia a faccia con lo stesso presidente dell’Eurogruppo.

“Non c’è nulla da temere”

“Abbiamo avuto un confronto sulle rispettive opinioni sulla manovra di bilancio italiana che come voi sapete preoccupa gli stati membri. Noi abbiamo spiegato che queste preoccupazioni non sono fondate sul contenuto reale della nostra manovra di bilancio”, sottolinea alla fine Tria.

L’esecutivo, ha assicurato il ministro, "intende confermare" la manovra "nei suoi pilastri fondamentali" ma nel predisporre la risposta alla Ue, che sarà inviata entro martedì insieme al nuovo Documento programmatico di bilancio, ha bisogno ancora di tempo per valutare se confermare o modificare le stime.

“I termini sono stati posti sempre in modo molto ristretto – ha spiegato Tria – e ci si deve consentire di rispondere in modo documentato ristimando tutte le nostre previsioni e vedere se è necessario cambiarle o confermarle. Se riusciremo manderemo la risposta prima, altrimenti rispetteremo i tempi”. Di certo, però, ha detto chiaramente il titolare dell’Economia, l’esecutivo non rinuncerà a un piano di bilancio espansivo per evitare la procedura di infrazione, perché “vorrebbe dire fare una manovra di restrizione fiscale violentissima, cioè andare a un deficit dello 0,8% che per un'economia in forte rallentamento sarebbe un suicidio. Non credo che la commissione si aspetti una reazione di questo tipo anche se formalmente rispettosa delle regole di bilancio”.

Nessun intervento per le banche

 Il ministro ha anche escluso un intervento sul settore bancario perché al momento “non ci sono le condizioni” e ha annunciato che nelle prossime settimane sarà predisposto il provvedimento per l'attuazione del reddito di cittadinanza, la misura bandiera del Movimento 5 Stelle per cui sono state previste solo le coperture in manovra. così come per la revisione del sistema pensionistico. Per entrambi gli interventi, ha detto Tria, "è previsto un collegato ma anche che si possano utilizzare dei decreti legge per partire”. Il governo resta quindi convinto che sia “necessario attuare una manovra anticiclica” per “uscire dalla trappola della bassa crescita”.

Dialogo costruttivo e polemiche tecniche

Il dialogo “costruttivo” con la Commissione europea va avanti e la dialettica in corso con Bruxelles, ha assicurato, è solo “tecnica”. Il titolare del Tesoro ha definito infatti "non giustificata la stima di deficit al 2,9% nel 2019 anche ammettendo un rallentamento”. “Come in Italia anche in Europa le stime vengono fatte da organismi tecnici che devono essere indipendenti dall'intervento politico dei commissari. Se la polemica c'è – ha osservato Tria – è prettamente tecnica non politica tanto che io ho affermato che questo non mette in discussione il dialogo che stiamo portando avanti con la Commissione Ue. E' inutile alzare i toni”.

Dal canto suo il presidente dell’Eurogruppo ha ricordato che “è interesse di tutti che il dialogo in corso produca risultati positivi. Ci sono dubbi che aleggiano sul mercato sulla strategia finanziaria dell'Italia, portata avanti con una serie di costi per lo stato, le aziende e i cittadini”, ha osservato ancora Centeno sottolineando che la risposta dell’Italia è “una nuova opportunità per togliere tutti i dubbi e riaffermare la fiducia di imprenditori, investitori e partner europei, elemento chiave per la crescita”. “Non ho dubbi dell'impegno dell'Italia per l'euro e per creare una crescita sostenibile ed è essenziale che la legge di bilancio dimostri questo impegno”, ha aggiunto.

Cosa vuol dire lo spread alto

Ad auspicare una soluzione “conciliante” nel dialogo con Ue anche la Banca d’Italia che ha messo in guardia sul rischio spread che può “vanificare tutto l'impulso espansivo atteso dalla politica di bilancio”. “I segnali che gli investitori percepiscono sono importanti", ha sottolineato il vicedirettore generale dell’istituto di Via Nazionale, Luigi Federico Signorini, nel corso dell'audizione sulla manovra di fronte alle commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato. L'aumento dello spread, ha osservato Signorini, "è già costato al contribuente quasi 1,5 miliardi di interessi in più negli ultimi sei mesi, rispetto a quanto si sarebbe maturato con i tassi che i mercati si aspettavano ad aprile: costerebbe oltre 5 miliardi nel 2019 e circa 9 nel 2020, se i tassi dovessero restare coerenti con le attuali aspettative dei mercati".

Secondo Bankitalia, gli obiettivi di crescita fissati dal governo sono "ambiziosi" mentre, ha messo in guardia l’istituto centrale, "una politica di bilancio espansiva, pur utile in fasi cicliche avverse, non garantisce la crescita nel medio termine e può metterla in pericolo a lungo andare”. Signorini si è soffermato anche sulle misure in materia pensionistica previste in manovra. "L'importo di una pensione eventualmente anticipata dovrebbe essere aggiustato per tener conto del minore montante acquisito e del più lungo periodo atteso di erogazione della pensione. Non rispettando questo criterio, si rischierebbe di compromettere l'equilibrio di lungo periodo del sistema, aggravando l'onere a carico delle generazioni future”.

Critiche anche al condono fiscale contenuto nel dl fiscale collegato alla manovra. "Potrebbero determinare disincentivi all'adempimento regolare degli obblighi tributari”, ha detto Signorini sottolineando che "andrebbero quindi considerate con molta attenzione".

 

E' il giorno della mobilitazione contro un disegno di legge che non piace quasi a nessuno e che anche all'interno della compagine che l'ha proposta è oggetto di dissenso al limite dello scontro. Il nome che la burocrazia gli ha affibbiato è ddl 735 ma il nome in codice è Legge Pillon, dal nome del senatore leghista e fondatore del Family day Simone Pillon che l'ha presentata il 1 agosto 2018 con l'intenzione di rivoluzionare l'istituzione dell'affidamento dei figli in caso di separzione.

Una proposta, come scrive il Messaggero, avversata da più parti, tanto che in decine di piazze italiane – 100 secondo alcuni – si sono dati appuntamento per manifestare l’organizzazione femminista 'Non una di meno' insieme a organizzazioni che si occupano di violenza contro le donne e quelle per la tutela dei minori. L’8 novembre in un’intervista il vicepremier e ministro del lavoro Luigi Di Maio ha detto che si potrebbe modificare il disegno di legge nei prossimi mesi “perché così non va”, anche se sei senatori del Movimento 5 stelle sono tra i firmatari del ddl.

Il testo prevede tempo diviso a metà tra mamma e papà, salvo diverso accordo, contributo diretto alle spese del figlio, mediazione familiare per le coppie ad alta conflittualità e contrasto alla cosiddetta 'alienazione familiare', cioè quando un genitore allontana il figlio dall'altro.

I punti principali del disegno di legge sull'affido condiviso portano su tutte la firma del senatore Pillon noto per le prese di posizione contro le unioni civili e l’aborto

Il testo presentato fa discutere perché — spiega il Corriere della Sera – se dovesse essere approvato, porterebbe alla cancellazione dell'assegno di mantenimento, all'istituzione del doppio domicilio per il minore e introdurrebbe l'obbligo della figura del mediatore familiare in caso di minori

Cosa prevede la proposta

  • Doppia residenza – L'assegno di mantenimento sparisce perché i figli avranno due case, doppio domicilio e tempo, equamente diviso, tra mamma e papà. Ciò significa che, salvo diversi accordi tra i genitori, i figli dovranno trascorrere non meno di 12 giorni al mese, compresi i pernottamenti, sia con la madre che con il padre. In questo modo si garantisce, secondo il ddl, un rapporto equilibrato e continuativo con entrambe le figure genitoriali.
  • Mediazione familiare – I coniugi con figli minori per ottenere la separazione dovranno essere, per legge, seguiti da un mediatore familiare. La proposta normativa introduce e regolamenta questa figura stabilendo ruoli e competenze del mediatore che dovrà guidare gli ex coniugi a gestire, nel miglior modo possibile per i figli, la separazione. Il ddl fissa la durata massima della mediazione a sei mesi e stabilisce che gli incontri col mediatore saranno a pagamento.

"Il mantenimento non sarà fifty-fifty: il genitore che guadagnerà di più contribuirà di più", spiega Pillon sottolineando che ogni genitore, d'ora in poi "saprà che ogni euro sarà speso per il figlio e non per l'ex coniuge" – spiega Pillon all'Agi. "Il che non significa che sparirà l'assegno di mantenimento per l'ex coniuge ma solo che le spese per il minore saranno pagate direttamente", prosegue. 

"Infine prevediamo primo incontro gratis con un mediatore familiare per le coppie ad alta conflittualità e in seguito incontri con tariffe fissate dal ministero della Giustizia – conclude -. E forme di contrasto alla alienazione genitoriale: un genitore che dipinge male l'altro, cercando di mettergli il figlio o la figlia contro dovrà risarcire entrambi e potrebbe perdere anche la responsabilità genitoriale".

I dati Istat

La proposta punta a riscrivere la legge del 2006, una norma che rivoluzionò il concetto di "assegnazione" dei figli nelle separazioni e nei divorzi. L'ultimo report Istat su separazioni e divorzi mostra infatti che su almeno un fronte la legge del 2006 ha cambiato radicalmente le cose: se nel 2005 i figli minori affidati esclusivamente alla madre erano più dell’80%, nel 2015 la percentuale è crollata all’8,9% e nell’89% dei casi il giudice ha sancito l’affido condiviso. Ma i bambini nella maggior parte dei casi continuano in effetti a trascorrere più tempo con le madri.

Nessun mutamento invece sul fronte dell’assegnazione della casa coniugale – fa notare Il Fatto Quotidiano –  che quando c’è un figlio minore nel 69% dei casi va alla ex moglie in quanto genitore collocatario, e della quota di separazioni con assegno di mantenimento corrisposto dal padre, che si è mantenuta stabile al 94%.