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(AGI) – New York, 18 giu. – La capacita’ di una donna di
allattare al seno il proprio figlio e’ scritta nel Dna. Un
gruppo di ricercatori del Penn State College of Medicine ha
scoperto una mutazione genetica che rende piu’ difficile
allattare al seno. Secondo i risultati dello studio pubblicato
sul Journal of Biological Chemistry, mutazioni di una specifica
proteina chiamata ZnT2 possono bloccare lo sviluppo delle
ghiandole mammarie, compromettendo di conseguenza la capacita’
di alcune donne di produrre latte a sufficienza per nutrire il
proprio bambini. Inoltre, questa stessa mutazione sarebbe in
grado di modificare la composizione del latte materno
diminuendo il suo contenuto di nutrienti, come zinco e grasso,
vitali per aiutare il bambino a crescere. “Noi crediamo che ci
sia la biologia dietro alcuni problemi di allattamento al
seno”, ha sottolineato Shannon Kelleher, autrice dello studio.
“Se siamo in grado di identificare le donne che avranno
problemi con l’allattamento al seno mentre ancora sono in stato
di gravidanza, individuando le mutazioni nelle proteine ZnT2,
allora forse potremmo aiutarle a prepararsi meglio prima
dell’arrivo del bambino”, ha aggiunto. Per arrivare a questi
risultati i ricercatori hanno studiato il ruolo dello zinco,
noto per la sua importanza nella capacita’ di una donna di
allattare il suo bambino. Gli studiosi hanno condotto una serie
di esperimenti sui topolini, concentrandosi in particolare
sulla funzione di ZnT2 nello sviluppo delle ghiandole mammarie.
I topolini privati di ZnT2 hanno mostrato ghiandole mammarie
meno sviluppate e con gravi problemi di funzionamento durante
l’allattamento. ZnT2 trasporta lo zinco in vescicole, piccoli
organelli all’interno della cellula, che poi secernono zinco
nel latte materno. Lo zinco e’ necessario per innescare la
crescita delle ghiandole mammarie, le cellule epiteliali
mammarie e i percorsi di secrezione. I ricercatori hanno
scoperto che senza ZnT2, lo zinco si accumula nel citoplasma,
quella soluzione che riempie le cellule, diventando tossico. Se
lo zinco non viene trasportato da ZnT2 influisce sulla
composizione del latte e sulla quantita’ prodotta. Infatti, i
topi senza ZnT2 hanno prodotto meno latte e meno composti
importanti, come zinco, beta-caseina, grassi e lattosio.

(AGI) – Washington, 18 giu. – Troppo esercizio fisico puo’
avvelenare il sangue. Piu’ precisamente la partecipazione a
gare estreme di resistenza, come una maratona di 24 ore, puo’
causare il rilascio di batteri intestinali nel flusso
sanguigno, portando a gravi infezioni. Almeno questo e’ quanto
emerso da uno studio della University of Monash (Australia)
pubblicato sull’International Journal of Sports Medicine. I
ricercatori hanno coinvolto persone che hanno preso parte a una
maratona di 24 ore. “I campioni di sangue prelevati prima e
dopo gli eventi, comparati con quelli di un gruppo di
controllo, hanno dimostrato – ha spiegato Ricardo Costa, autore
dello studio – che l’esercizio fisico per un periodo di tempo
prolungato provoca cambiamenti nella parete intestinale. In
questo modo i batteri naturalmente presenti nell’intestino,
noti come endotossine, vengono dispersi nel sangue. Questo poi
innesca una risposta infiammatoria in tutto il corpo con gravi
conseguenze per la salute. Quasi tutti i partecipanti avevano
marcatori del sangue identici ai pazienti ricoverati per
avvelenamento. “Questo perche’ le endotossine batteriche che si
infiltrano nel sangue a seguito di un esercizio estremo
attivano le cellule immunitarie del corpo”, ha detto Costa.
Tuttavia, gli atleti ben allenati, cioe’ che seguono un
programma costante per affrontare gare estreme, sviluppano una
serie di meccanismi immunitari per contrastare la reazione
infiammatoria del corpo senza effetti collaterali. Questo
significa che risultano protetti contro l’eventuale
avvelenamento del sangue.

Alcuni retailers inglesi rassicurano gli utenti

Vedere diversi titoli Tipla-A ha instillato negli utenti un certo scetticismo a ogni nuovo annuncio di titoli importanti, consci del fatto che questi potrebbero essere rimandati anche con una data prestabilita, soprattutto dopo i casi Zelda, Uncharted 4, Dead Island 2, Quantum Break, The Division e molti altri. Tuttavia questo non sarà il caso di Fallout 4 che quindi rimarrà ancorato al 2015, secondo Steve Moore a capo dello store Simply Games.

“E’ davvero un’ottima cosa che Fallout 4 esca quest’anno e che non diventi l’ennesimo titolo importante posticipato al 2016. E’ davvero incoraggiante che Bethsda abbia annunciato la data di rilascio così presto. Per portalo nello stesso periodo dell’anno di Call of Duty, [Bethesda] dimostra molta fiducia verso il titolo. Ogni indicazione vede che Fallout 4 sarà uno dei titoli più importanti in uscita quest’anno, se rimarranno saldi alla data di rilascio.”

Secondo GAME e Green Man Gaming, i pre-ordini del titolo sono davvero alti.

Fonte

(AGI) – CdV, 18 giu. – Papa Francesco attacca – nell’enciclica ‘Laudato si’ – chi afferma: “Lasciamo che le forze invisibili del mercato regolino l’economia, perche’ i loro effetti sulla societa’ e sulla natura sono danni inevitabili'”. Si tratta di una visione “relativista” che non va accettata. “E’ la stessa logica – scrive Francesco – che porta a sfruttare sessualmente i bambini, o ad abbandonare gli anziani che non servono ai propri interessi” in quanto non si ammettono “verita’ oggettive ne’ principi stabili, al di fuori della soddisfazione delle proprie aspirazioni e delle necessita’ immediate, che limiti possono avere la tratta degli esseri umani, la criminalita’ organizzata, il narcotraffico, il commercio di diamanti insanguinati e di pelli di animali in via di estinzione”.”Non e’ la stessa logica relativista quella che giustifica l’acquisto di organi dei poveri allo scopo di venderli o di utilizzarli per la sperimentazione, o lo scarto di bambini perche’ non rispondono al desiderio dei loro genitori?”, si chiede il Papa nel documento. Per Francesco e’ “la stessa logica ‘usa e getta’ che produce tanti rifiuti solo per il desiderio disordinato di consumare piu’ di quello di cui realmente si ha bisogno. E allora – osserva – non possiamo pensare che i programmi politici o la forza della legge basteranno a evitare i comportamenti che colpiscono l’ambiente, perche’ quando e’ la cultura che si corrompe e non si riconosce piu’ alcuna verita’ oggettiva o principi universalmente validi, le leggi verranno intese solo come imposizioni arbitrarie e come ostacoli da evitare”. Bergoglio contesta nell’enciclica “Laudato si” anche chi sostiene che il diritto alla proprieta’ privata e’ assoluto o intoccabile, mettendo in risalto, invece, “la funzione sociale di qualunque forma di proprieta’ privata”. Una posizione gia’ affermata da san Giovanni Paolo II che parlava di diritto legittimo ma gravato da “un’ipoteca sociale, perche’ i beni servano alla destinazione generale che Dio ha loro dato”. Per l’enciclica di Bergoglio, “ogni approccio ecologico deve integrare una prospettiva sociale che tenga conto dei diritti fondamentali dei piu’ svantaggiati. Il principio della subordinazione della proprieta’ privata alla destinazione universale dei beni e, percio’, il diritto universale al loro uso, e’ una ‘regola d’oro’ del comportamento sociale, e il ‘primo principio di tutto l’ordinamento etico-sociale’. La tradizione cristiana – ricorda – non ha mai riconosciuto come assoluto o intoccabile il diritto alla proprieta’ privata, e ha messo in risalto la funzione sociale di qualunque forma di proprieta’ privata”. Secondo il Pontefice, al contrario, l’intervento umano, quando si pone a servizio della finanza e del consumismo, “fa si’ che la terra in cui viviamo diventi meno ricca e bella, sempre piu’ limitata e grigia”. Nel testo, Papa Francesco insiste sullo sviluppo di processi decisionali onesti e trasparenti, per poter “discernere” quali politiche e iniziative imprenditoriali potranno portare “ad un vero sviluppo integrale”. In particolare, raccomanda, “lo studio dell’impatto ambientale di un nuovo progetto “richiede processi politici trasparenti e sottoposti al dialogo, mentre la corruzione che nasconde il vero impatto ambientale di un progetto in cambio di favori spesso porta ad accordi ambigui che sfuggono al dovere di informare ed a un dibattito approfondito”. A chi ricopre incarichi politici, Bergoglio suggerisce, si sottragga “alla logica efficientista e “immediatista”” oggi dominante: “se avra’ il coraggio di farlo, potra’ nuovamente riconoscere la dignita’ che Dio gli ha dato come persona e lascera’, dopo il suo passaggio in questa storia, una testimonianza di generosa responsabilita’”. Ancora piu’ esplicite le affermazioni sul diritto all’acqua assai spesso negato. “L’accesso all’acqua potabile e sicura e’ un diritto umano essenziale, fondamentale e universale, perche’ . spiega Francesco – determina la sopravvivenza delle persone e per questo e’ condizione per l’esercizio degli altri diritti umani”. Per il Papa, “privare i poveri dell’accesso all’acqua significa negare “il diritto alla vita radicato nella loro inalienabile dignita’”. Per Francesco in definitiva l’ecologia integrale “e’ inseparabile dalla nozione di bene comune, da intendersi pero’ in maniera concreta: nel contesto di oggi, in cui “si riscontrano tante inequita’ e sono sempre piu’ numerose le persone che vengono scartate, private dei diritti umani fondamentali”, impegnarsi per il bene comune significa fare scelte solidali sulla base di “una opzione preferenziale per i piu’ poveri”. E’ questo anche il modo migliore per lasciare un mondo sostenibile alle prossime generazioni, non a proclami, ma attraverso un impegno di cura per i poveri di oggi, come gia’ aveva sottolineato Benedetto XVI in un brano che il successore cita con simpatia: “oltre alla leale solidarieta’ intergenerazionale, occorre reiterare l’urgente necessita’ morale di una rinnovata solidarieta’ intragenerazionale”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 18 giu. – “Io non ho mai cambiato idea: sono qua per restare fino al 2023”. Lo ha detto il sindaco di Roma, Ignazio Marino, durante una conferenza in Campidoglio. “Roma e’ una citta’ perbene che merita un’amministrazione perbene: pertanto chiedo alla mia giunta, ai partiti della mia coalizione e alla citta’ un grande sforzo affinche’ Roma torni a essere, in ogni settore, una capitale europea e del G7”, ha aggiunto il sindaco. “Onesta’ e trasparenza non bastano ma ci sono anche le azioni che abbiamo intrapreso”. “Abbiamo interrotto la melma che legava alcuni esponenti dei partiti politici ad affaristi e criminali”, ma “tutto questo nostro lavoro di pulizia deve accompagnarsi a un risveglio civico”, ha detto Marino, spiegando che “in alcuni momenti bisogna fare ‘reset’, perche’ non si puo’ continuare con i meccanismi del passato: abbiamo interrotto interrotto il circuito perverso che aveva coinvolto cattiva politica, affari e mondo criminale e siamo in condizioni di operare con percorsi trasparenti dove ogni singolo euro viene speso per la vita dei cittadini e non per riempire le tasche di cattivi politici, affaristi e criminali”. Marino annuncia che “saranno licenziati da Ama i 41 dipendenti assunti illegalmente da chi e’ stato condannato a pene severe dal tribunale”. “Siamo in attesa della sentenza definitiva e di poter leggere le motivazioni”, ha precisato il presidente di Ama, Daniele Fortini, e quindi “se sara’ confermato il convincimento che le 41 assunzioni della cosiddetta parentopoli sono state effettivamente compiute in modo illegittimo quelle persone saranno licenziate”. (AGI) .

(AGI) – CdV, 18 giu. – I cambiamenti climatici sono una realta’, e sebbene ci siano anche altre cause (come lo spostamento dell’asse terrestre) e’ irresponsabile non limitare in modo drastico le emissioni di gas serra che “numerosi studi scientifici” indicano come il fattore principale. Lo afferma Papa Francesco nell’enciclica “Laudato si'”. “Ha inciso anche l’aumento della pratica del cambiamento d’uso del suolo, principalmente la deforestazione per finalita’ agricola”, denuncia Bergoglio per il quale mentre “il debito estero dei paesi poveri si e’ trasformato in uno strumento di controllo, non accade la stessa cosa con il debito ecologico”. Mentre, “e’ necessario che i paesi sviluppati contribuiscano a risolvere questo debito limitando in modo importante il consumo di energia non rinnovabile, e apportando risorse ai paesi piu’ bisognosi per promuovere politiche e programmi di sviluppo sostenibile”. Troppo spesso, lamenta Francesco, si cerca di “mascherare i problemi o nasconderne i sintomi, cercando solo di ridurre alcuni impatti negativi di cambiamenti climatici. Ma molti sintomi indicano che questi effetti potranno essere sempre peggiori” mentre “i progressi sono deplorevolmente molto scarsi”. “Se la tendenza attuale continua – ammonisce il Papa – questo secolo potrebbe essere testimone di cambiamenti climatici inauditi e di una distruzione senza precedenti degli ecosistemi, con gravi conseguenze per tutti noi”. “La riduzione dei gas serra – sottolinea – richiede onesta’, coraggio e responsabilita’, soprattutto da parte dei paesi piu’ potenti e piu’ inquinanti”. Ma la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile denominata “Rio+20” ha emesso “un’ampia quanto inefficace Dichiarazione finale a causa delle posizioni degli stati che privilegiano i propri interessi: quanti subiranno le conseguenze che noi tentiamo di dissimulare, ricorderanno questa mancanza di coscienza e di responsabilita’”. In definitiva, afferma Bergoglio, “bisogna rafforzare la consapevolezza che siamo una sola famiglia umana. Non ci sono frontiere e barriere politiche o sociali che ci permettano di isolarci, e per cio’ stesso non c’e’ nemmeno spazio per la globalizzazione dell’indifferenza”. Se certamente politici e imprenditori sono responsabili diretti di molti disastri ambientali, anche i mass media hanno le loro colpe quando diventano complici, volontari o meno, di mistificazioni sui rischi che corre la popolazione. Lo afferma Papa Francesco nell’enciclica “Laudato si'”. “La previsione dell’impatto ambientale delle iniziative imprenditoriali e dei progetti – scrive infatti – richiede processi politici trasparenti e sottoposti al dialogo, mentre la corruzione che nasconde il vero impatto ambientale di un progetto in cambio di favori spesso porta ad accordi ambigui che sfuggono al dovere di informare ed a un dibattito approfondito”. Per il Pontefice, “e’ sempre necessario acquisire consenso tra i vari attori sociali, che possono apportare diverse prospettive, soluzioni e alternative”. “Ma nel dibattito – scrive – devono avere un posto privilegiato gli abitanti del luogo, i quali si interrogano su cio’ che vogliono per se’ e per i propri figli, e possono tenere in considerazione le finalita’ che trascendono l’interesse economico immediato”. In definitiva, “bisogna abbandonare l’idea di ‘interventi’ sull’ambiente, per dar luogo a politiche pensate e dibattute da tutte le parti interessate. La partecipazione richiede che tutti siano adeguatamente informati sui diversi aspetti e sui vari rischi e possibilita’, e non si riduce alla decisione iniziale su un progetto, ma implica anche azioni di controllo o monitoraggio costante”. “C’e’ bisogno – raccomanda il Pontefice – di sincerita’ e verita’ nelle discussioni scientifiche e politiche, senza limitarsi a considerare che cosa sia permesso o meno dalla legislazione”. Bergoglio affronta nel testo anche il tema molto delicato delle ricerche che precedono decisioni che possono avere conseguenze negativa sulla vita delle popolazioni. Secondo il Papa, “uno studio di impatto ambientale non dovrebbe essere successivo all’elaborazione di un progetto produttivo o di qualsiasi politica, piano o programma. Va inserito fin dall’inizio e dev’essere elaborato in modo interdisciplinare, trasparente e indipendente da ogni pressione economica o politica”. Ogni studio di fattibilita’, raccomanda il Papa, “dev’essere connesso con l’analisi delle condizioni di lavoro e dei possibili effetti sulla salute fisica e mentale delle persone, sull’economia locale, sulla sicurezza”. “I risultati economici – sottolinea – si potranno cosi’ prevedere in modo piu’ realistico, tenendo conto degli scenari possibili ed eventualmente anticipando la necessita’ di un investimento maggiore per risolvere effetti indesiderati che possano essere corretti”. .

(AGI) – CdV, 18 giu. – Il “crescente aumento dell’uso e dell’intensita’ dei condizionatori d’aria” rappresenta un “comportamento che a volte sembra suicida”. Lo denuncia Papa Francesco nell’enciclica “Laudato si'”. “L’umanita’ – scrive – e’ chiamata a prendere coscienza della necessita’ di cambiamenti di stili di vita, di produzione e di consumo, per combattere questo riscaldamento o, almeno, le cause umane che lo producono o lo accentuano”. “E’ molto nobile – afferma Bergoglio – assumere il compito di avere cura del creato con piccole azioni quotidiane, ed e’ meraviglioso che l’educazione sia capace di motivarle fino a dar forma a uno stile di vita. L’educazione alla responsabilita’ ambientale puo’ incoraggiare vari comportamenti che hanno un’incidenza diretta e importante nella cura per l’ambiente, come evitare l’uso di materiale plastico o di carta, ridurre il consumo di acqua, differenziare i rifiuti, cucinare solo quanto ragionevolmente si potra’ mangiare, trattare con cura gli altri esseri viventi, utilizzare il trasporto pubblico o condividere un medesimo veicolo tra varie persone, piantare alberi, spegnere le luci inutili, e cosi’ via”. L’ecologia integrale, dunque, “investe anche la vita quotidiana”, in particolare in ambiente urbano dove e’ invocato nel documento “un miglioramento integrale nella qualita’ della vita umana: spazi pubblici, abitazioni, trasporti”. L’essere umano ha una grande capacita’ di adattamento e per Bergoglio “e’ ammirevole la creativita’ e la generosita’ di persone e gruppi che sono capaci di ribaltare i limiti dell’ambiente, imparando ad orientare la loro esistenza in mezzo al disordine e alla precarieta’”. Per Papa Francesco pero’ “le radici della crisi culturale agiscono in profondita’ e non e’ facile – ammette – ridisegnare abitudini e comportamenti”. L’educazione e la formazione restano sfide centrali: “ogni cambiamento ha bisogno di motivazioni e di un cammino educativo”; sono coinvolti tutti gli ambiti educativi, in primis “la scuola, la famiglia, i mezzi di comunicazione, la catechesi”. La partenza e’ “puntare su un altro stile di vita”, che apre anche la possibilita’ di “esercitare una sana pressione su coloro che detengono il potere politico, economico e sociale”. E’ questo, denuncia la “Laudato si'”, cio’ che accade quando le scelte dei consumatori riescono a “modificare il comportamento delle imprese, forzandole a considerare l’impatto ambientale e i modelli di produzione”. Dunque “non si puo’ sottovalutare l’importanza di percorsi di educazione ambientale capaci di incidere su gesti e abitudini quotidiane, dalla riduzione del consumo di acqua, alla raccolta differenziata dei rifiuti fino a “spegnere le luci inutili”. “Un’ecologia integrale – scrive il Pontefice – e’ fatta anche di semplici gesti quotidiani nei quali spezziamo la logica della violenza, dello sfruttamento, dell’egoismo”. E tutto cio’ sara’ piu’ semplice a partire da uno sguardo contemplativo che viene dalla fede: “per il credente, il mondo non si contempla dal di fuori ma dal di dentro, riconoscendo i legami con i quali il Padre ci ha unito a tutti gli esseri. Inoltre, facendo crescere le capacita’ peculiari che Dio ha dato a ciascun credente, la conversione ecologica lo conduce a sviluppare la sua creativita’ e il suo entusiasmo”. Nella “laudato si'” ritorna dunque la linea proposta nell’Evangelii Gaudium: “La sobrieta’, vissuta con liberta’ e consapevolezza, e’ liberante”. Infatti, argomenta Francesco, “la felicita’ richiede di saper limitare alcune necessita’ che ci stordiscono, restando cosi’ disponibili per le molteplici possibilita’ che offre la vita”; in questo modo diventa possibile “sentire nuovamente che abbiamo bisogno gli uni degli altri, che abbiamo una responsabilita’ verso gli altri e verso il mondo, che vale la pena di essere buoni e onesti”. “I santi – assicura il Papa – ci accompagnano in questo cammino. San Francesco, piu’ volte citato, e’ “l’esempio per eccellenza della cura per cio’ che e’ debole e di una ecologia integrale, vissuta con gioia”, modello di come “sono inseparabili la preoccupazione per la natura, la giustizia verso i poveri, l’impegno nella societa’ e la pace interiore. Ma l’enciclica ricorda anche san Benedetto, santa Teresa di Lisieux e il beato Charles de Foucauld. “Dopo la ‘Laudato si”, conclude la bella sintesi preparata per i giornalisti dalla Sala Stampa della Santa Sede, una vera propria mappa per orientarsi nelle 190 pagine del testo, articolato in sei capitoli e 250 paragrafi – l’esame di coscienza, lo strumento che la Chiesa ha sempre raccomandato per orientare la propria vita alla luce della relazione con il Signore, dovra’ includere una nuova dimensione, considerando non solo come si e’ vissuta la comunione con Dio, con gli altri e con se stessi, ma anche con tutte le creature e la natura”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 18 giu. – Le incertezze legate alla Grecia e le tensioni geopolitiche esterne all’area euro sono tra i fattori che “continuano a frenare la ripresa” dell’area euro. E’ quanto si legge nel bollettino mensile della Bce in cui si sottolinea che la crisi greca ha determinato anche un ampliamento dei differenziali di rendimento a dieci anni rispetto alla Germania che e’ cresciuto di circa 40 punti base in Italia e Spagna di circa 60 punti base in Portogallo. “I mercati del lavoro dell’area dell’euro – spiega l’istituto di Francoforte – dovrebbero migliorare ulteriormente nel breve e nel medio periodo. Si prevede che la crescita dell’occupazione registri una lieve accelerazione nei prossimi trimestri, sulla scia di un consolidamento della ripresa, che dovrebbe portare a un’ulteriore diminuzione del tasso di disoccupazione nell’area dell’euro”. Tuttavia, sottolinea la Bce, “alcuni fattori continuano a frenare la ripresa dell’attivita’ complessiva. L’indebitamento del settore pubblico e’ aumentato ancora, benche’ a un ritmo piu’ lento, e dovrebbe mantenersi su livelli elevati in alcuni paesi. Gli andamenti nei mercati del lavoro, seppur in generale miglioramento, rimarranno condizionati da elevati tassi di disoccupazione strutturale, specie in alcuni paesi particolarmente colpiti dalla crisi. Entrambi questi fattori dovrebbero contribuire a mantenere le pressioni al rialzo sul risparmio a scopo precauzionale da parte delle famiglie. La lenta attuazione delle riforme strutturali continua a gravare sulla crescita in diversi paesi. Inoltre, le prospettive relativamente deboli per la crescita potenziale, il protrarsi delle incertezze circa la situazione della Grecia, oltre alle tensioni geopolitiche esterne all’area dell’euro potrebbero pesare ancora sulla spesa per investimenti”. Oggi l’eurogruppo affrontera’ il nodo Atene. E’ ancora possibile per la Grecia raggiungere un accordo con i suoi creditori, l’Unione europea, il Fondo monetario internazionale e la Banca centrale europea, ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel, in un intervento al parlamento tedesco. Gli sforzi della Germania – ha aggiunto Merkel – sono indirizzati a tenere la Grecia dell’eurozona, ma Atene “deve implememtare decisamente le riforme”. “Sono ancora convinta – ha detto Merkel – dove c’e’ volonta’ c’e’ una possibilita’”. “Se i leader politici in Grecia – ha aggiunto – dimostrano questa volonta’, un accordo con le tre istituzioni e’ ancora possibile”. Merkel ha sottolineato che la Grecia si trovava su un buon percorso che tuttavia non e’ stato completato e che sfortunatamente le riforme strutturali nel paese sono state rimandate. La Germania – ha precisato – e’ stato guidato dal principio della solidarieta’ europea in cambio di riforme economiche “cruciali”. La cancelliera ha portato gli esempi di successo di Irlanda, Spagna e Portogallo, paesi che ora camminano sulle proprie gambe. “Noi vogliamo – ha concluso – che il popolo greco, come quello irlandese, spagnolo, portoghese e cipriota, abbia la possibilita’ di un futuro migliore”. (AGI) .

(AGI) – CdV, 18 giu. – Papa Francesco non finisce di stupire. Nella conferenza stampa evento che si tiene questa mattina nell’aula del Sinodo, a presentare l’Enciclica “Laudato si'” non ci sono solo Giovanni Zizioulas, il metropolita ortodosso di Pergamo che Francesco ha definito venerdi’ scorso “il piu’ grande teologo vivente” suscitando piu’ di qualche malumore cattolico, e gli accademici John Schellnhuber e Carolyn Woo, ha voluto che ci fosse a sorpresa un quarto relatore: Valeria Martano, un’umile maestra elementare della periferia di Roma (e militante della Comunita’ di Sant’Egidio). Papa Francesco critica “il salvataggio ad ogni costo delle banche”, compiuto “facendo pagare il prezzo alla popolazione, senza la ferma decisione di rivedere e riformare l’intero sistema”. Tutto questo, scrive nell’Enciclica, “riafferma un dominio assoluto della finanza che non ha futuro e che potra’ solo generare nuove crisi dopo una lunga, costosa e apparente cura”. La “Laudato si'” afferma la necessita’ di un profondo cambiamento nell’ordine economico. “Oggi, pensando al bene comune, abbiamo bisogno in modo ineludibile che la politica e l’economia, in dialogo, si pongano decisamente al servizio della vita, specialmente della vita umana”, spiega Francesco nel testo pubblicato oggi. “E’ tragico l’aumento dei migranti che fuggono la miseria aggravata dal degrado ambientale, i quali non sono riconosciuti come rifugiati nelle convenzioni internazionali e portano il peso della propria vita abbandonata senza alcuna tutela normativa”. Lo scrive Papa Farncewsco nell’enciclica “Laudato si'” denunciando – con parole che richiamano il suo straordinario primo viaggio apostolico, quello a Lampedusa dell’8 luglio 2013 – che “purtroppo c’e’ una generale indifferenza di fronte a queste tragedie, che accadono tuttora in diverse parti del mondo”. Secondo Francesco, “la mancanza di reazioni di fronte a questi drammi dei nostri fratelli e sorelle e’ un segno della perdita di quel senso di responsabilita’ per i nostri simili su cui si fonda ogni societa’ civile”. Nel suo documento, il Papa rileva anche che “i cambiamenti climatici danno origine a migrazioni di animali e vegetali che non sempre possono adattarsi, e questo a sua volta intacca le risorse produttive dei piu’ poveri, i quali pure si vedono obbligati a migrare con grande incertezza sul futuro della loro vita e dei loro figli”. 

PAPA, RISCHIAMO UNA GUERRA NUCLEARE

Negli ultimi mesi Papa Francesco ha parlato spesso di “terza guerra mondiale combattuta a pezzi”, ma nell’enciclica “Laudato si'” la denuncia di una possibile catastrofe ambientale e’ ancora piu’ esplicita. “La guerra causa sempre gravi danni all’ambiente e alla ricchezza culturale dei popoli, e i rischi diventano enormi quando si pensa alle armi nucleari e a quelle biologiche”, scrive il Pontefice con parole che non compaiono nella bozza anticipata nei giorni scorsi con la rottura dell’embargo giornalistico sul testo. Bergoglio ipotizza anche la causa scatenante di questo possibile disastro: “e’ prevedibile – afferma – che, di fronte all’esaurimento di alcune risorse, si vada creando uno scenario favorevole per nuove guerre, mascherate con nobili rivendicazioni”. Secondo il Papa, inoltre “nonostante che accordi internazionali proibiscano la guerra chimica, batteriologica e biologica, sta di fatto che nei laboratori continua la ricerca per lo sviluppo di nuove armi offensive, capaci di alterare gli equilibri naturali”. Per questo l’enciclica chiede alla politica “maggiore attenzione per prevenire e risolvere le cause che possono dare origine a nuovi conflitti”. “Ma il potere collegato con la finanza – rileva con amarezza Francesco – e’ quello che piu’ resiste a tale sforzo, e i disegni politici spesso non hanno ampiezza di vedute”. “Perche’ si vuole mantenere oggi un potere che sara’ ricordato per la sua incapacita’ di intervenire quando era urgente e necessario farlo?”, e’ la domanda che il documento suggerisce alla riflessione dell’opinione pubblica mondiale. La crisi finanziaria del 2007-2008 poteva diventare, nota il Pontefice, “l’occasione per sviluppare una nuova economia piu’ attenta ai principi etici, e per una nuova regolamentazione dell’attivita’ finanziaria speculativa e della ricchezza virtuale. Ma non c’e’ stata una reazione che abbia portato a ripensare i criteri obsoleti che continuano a governare il mondo”. (AGI)

(AGI) – Bruxelles, 18 giu. – Esattamente 200 anni fa la Grande Armee’ di Napoleone affrontava la sua ultima battaglia contro l’esercito guidato dal duca di Wellington e sostenuto dalle armate prussiana e olandese: dopo una giornata di combattimenti nel fango fra 200 mila soldati, sul campo sarebbero rimasti 10.800 morti e per Napoleone si sarebbe aperta la strada dell’esilio a Sant’Elena.

Il Belgio, nato 15 anni dopo come “stato cuscinetto” fra Prussia e Francia voluto soprattutto dagli inglesi, e che all’epoca ha visto suoi soldati combattere da entrambe le parti, ha deciso di celebrare alla grande il bicentenario organizzando una ricostruzione della battaglia che da oggi si prolunghera’ fino a domenica. Con un budget di 10 milioni e oltre 100 mila spettatori attesi da tutto il mondo, la celebrazione di Waterloo invade anche i giornali e le televisioni del Regno, che da settimane dedicano ampio spazio alla ricorrenza.

Cento anni fa, in piena prima guerra mondiale, non era stato possibile celebrare, ma il governo belga aveva deciso, nel 1914, di tutelare il campo di battaglia, sormontato dalla scultura di un leone di bronzo, simbolo della casa regnante olandese, su una collina artificiale, la cosiddetta “butte du lion”. E’ attorno a questa collina che sono gia’ accampati i 6 mila figuranti, 300 cavalli e 100 cannoni che nei prossimi giorni insceneranno la battaglia, ed e’ qui che sono state allestite le tribune da 60 mila posti per il pubblico.

Guarda la galleria fotografica

Gia’ ieri il principe Carlo di Inghilterra e la moglie Camilla sono stati accolti dalla principessa Astrid del Belgio per l’inaugurazione della restaurata fattoria di Hougoumont, uno dei luoghi simbolici della battaglia: solo qui, duecento anni fa morirono piu’ di 2000 soldati, tanto che secondo lo stesso Wellington fu cruciale per la sua vittoria. In questa occasione, i discendenti dei combattenti di allora, l’attuale duca di Wellington, il principe Charles Bonaparte e il pronipote del feldmaresciallo Bluecher, si sono stretti la mano sotto i flash dei fotografi. Oggi la cerimonia protocollare, alla presenza dei re dei Belgio, dei sovrani olandesi e del granduca del Lussemburgo. (AGI)