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L’ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha dichiarato in un’intervista al quotidiano francese Le Monde che “bisogna impedire il ritorno alle urne voluto da Matteo Salvini”. Nel colloquio, pubblicato in apertura sul sito dell’autorevole quotidiano francese, il senatore del Pd spiega “il suo tentativo” di parlare con il M5s per cercare di evitare una catastrofe economica e una deriva estremista.

“Questo governo ha promesso di cambiare tutto. Dopo un anno e due mesi, il suo fallimento è evidente. Viene dimostrato che i populisti, una volta al potere, sono incapaci, incompetenti. Per questo, il 20 agosto, voteremo la sfiducia. Quindi dovrebbe iniziare il percorso istituzionale previsto dalla Costituzione”, dichiara ancora l’ex premier.

Entretien | Pour Matteo Renzi, ancien président du Conseil italien, « il faut empêcher le retour aux urnes voulu par Matteo Salvini » https://t.co/VIoPRrgzgg

— Le Monde (@lemondefr)
August 16, 2019

Il giornalista Jerome Gautheret gli fa notare che oggi è aperto al dialogo con il M5s che in passato però aveva definito “un movimento di estrema destra pericoloso per la democrazia e per l’Europa” e gli chiede se abbia cambiato idea. “La situazione è cambiata un po’ – spiega Renzi – La Lega sta perseguendo una linea di estrema destra, che considero inaccettabile, mentre il M5s sembra – si spera sia duraturo – aver cambiato orientamento. Sembra – vedremo se questo accadrà davvero – che voglia prendere le distanze dalla follia della Lega”. 

Resiste la tradizione del picnic con circa 7,1 milioni di italiani che hanno scelto di trascorrere il giorno di Ferragosto all’aria aperta con piatti della tradizione portati da casa o grigliate sul posto. È quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixè dalla quale si evidenzia che più di due italiani su tre (68%) non restano in casa a Ferragosto e sono in vacanza, hanno raggiunto parenti o amici oppure deciso di fare una semplice gita una gita fuori porta, anche con il classico picnic nel verde, al mare, in riva al lago, in montagna, in campagna, spinti dalle condizioni climatiche favorevoli quasi ovunque.

Solo per poco più di un italiano su dieci (11%) – precisa la Coldiretti – il Ferragosto è un giorno come gli altri perché deve lavorare o ha deciso di non fare nulla di particolare mentre il 21% coglie l’occasione per stare in casa a riposare. A tavola nell’occasione molti in alternativa al picnic, preferiscono mangiare nelle case di vacanza proprie o di parenti e amici ma anche in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi. 

La scelta dell’agriturismo

Sono circa 450 mila i vacanzieri che hanno scelto di trascorrere il Ferragosto 2019 in agriturismo all’insegna della buona tavola e del relax all’aria aperta, sulla base delle indicazioni di Campagna Amica. A far scegliere l’agriturismo rispetto alle altre forme di ristorazione è certamente l’opportunità di conciliare la buona tavola con la possibilità di stare all’aria aperta avvalendosi anche delle comodità e dei servizi offerti. Se la cucina e’ una delle ragioni principali per scegliere l’agriturismo, sono sempre più spesso offerti programmi ricreativi come l’equitazione, il tiro con l’arco, il trekking ma non mancano – continua la Coldiretti – attività culturali come la visita di percorsi archeologici o naturalistici.

Il menu di Ferragosto

Dalla caponata di melanzane, tipicamente siciliana, alle frittole di maiale calabresi, dalla pastasciutta al sugo di papera che sono un cavallo di battaglia dell’Umbria agli zitoni di Ferragosto tipica pasta caratteristica della Costiera Amalfitana condita con pomodori freschi e secchi, dal coniglio all’ischitana tipico dell’Isola del golfo di Napoli alle lumache di Belluno, sono solo alcuni dei menu tipici della tradizione che gli italiani riscoprono in questa giornata di festa.

La tradizione del Ferragosto nasce da un’antica festa pagana delle campagne (Feriae Augusti), dedicata alla raccolta dei cereali e ai momenti di prosperita’ dovuti alla loro abbondanza. Un rito che venne istituito nel 18 avanti Cristo in onore dell’Imperatore Augusto. 

Urne o accordo per governo di fine legislatura? Il dossier è da giorni sui tavoli di Zingaretti e Di Maio. Ma prima di poter valutare e studiare la direzione da intraprendere entrambi aspettano di ascoltare il capo dello Stato, Mattarella. La convinzione dei ‘pontieri’ tra Pd e M5s è che il presidente della Repubblica non porrà alcun paletto preventivo, che ovviamente aspetterà di capire quali sono i numeri di una maggioranza alternativa e magari di comprendere se un eventuale nuovo esecutivo possa essere di ampio respiro. Ma per ora la partita della crisi è solo al primo tempo, il secondo si avvierà dopo le comunicazioni del premier che potrebbe salire al Colle prima di un eventuale voto. Con M5s che starebbe preparando una risoluzione per sostenere il premier e punta a far restare Conte a palazzo Chigi.

La strada delle elezioni finora è stata indicata come una via tutt’altro che secondaria da parte della segreteria dem. Un ‘big’ della maggioranza Pd martedì si spingeva ad ipotizzare che qualora si arrivasse alle urne, visto il cambiamento del quadro politico, possa essere l’attuale governatore della Regione Lazio il candidato premier che scenderebbe in campo contro Salvini. “Sarebbe la candidatura più condivisa. Non potrebbe certamente lasciare spazio a Renzi”, la riflessione.

Il dibattito sul futuro frontman – in un primo momento si sono fatti i nomi di Gentiloni e di Calenda e si è balenata anche l’eventualità di primarie lampo – in casa del Nazareno è rimasto congelato. Sia per le ‘querelle’ sui tempi della crisi, sia perché i contatti tra i dem e i Cinque stelle si stanno intensificando giorno dopo giorno. Ma lo scetticismo dei vertici Pd è legato anche alla difficoltà dell’operazione che – sostiene un’altra fonte parlamentare della maggioranza – dovrebbe comportare anche un passo indietro dal governo degli attuali dirigenti del Movimento 5 stelle, compreso Di Maio.

In ogni caso al di là dei contatti che proseguono con l’area di Fico si registra massima cautela e prudenza. “Si tratta di contatti informali”, ha specificato la vice segretaria del Pd, De Micheli. Stoppando quindi ogni tipo di accelerazione. Il ‘fronte’ nel Pd che spinge per un accordo politico non solo individua alcuni punti comuni come la difesa dell’ambiente e la necessità di cambiare il dl sicurezza, ma azzarda pure l’ipotesi di una possibile intesa con M5s sui territori qualora si concretizzasse l’asse per un esecutivo politico.

Occhio alle Regionali

Ad ottobre si vota in Umbria, poi i cittadini andranno alle urne in regioni come l’Emilia Romagna e la Liguria. E frenare l’avanzata della Lega nelle cosiddette ‘regioni rosse è una delle priorità, osserva un ‘big’ dem, balenando dunque la possibilità di un’ulteriore convergenza con i pentastellati, anche al di fuori delle Aule parlamentari. Tempi assolutamente prematuri, con la Lega che però è pronta ad accusare M5s di essersi trasformata in un vero e proprio partito del sistema.

In questi giorni i pontieri che lavorano ad un accordo Pd-M5s hanno avuto la stessa posizione sul calendario, hanno discusso dietro le quinte sulla possibilità di trovare un compromesso sulle riforme (“Èun obiettivo di fine legislatura”, dunque non nell’immediato, ha ammesso Di Maio) e cominciato a ragionare, sempre informalmente – si tratta di colloqui solo tra emissari, anche se il capo politico M5s non si sarebbe messo affatto di traverso – anche di un eventuale programma.

Sull’eventualità, per esempio, di una convergenza sulle misure sociali (oggi M5s è tornato a difendere dagli attacchi della Lega il reddito di cittadinanza). E potrebbe essere soprattutto la manovra un terreno di confronto per sbarrare la strada alla flat tax e puntare su salario minimo e taglio del cuneo fiscale. “Ma non sono poche le condizioni per far partire un confronto. Se ne parlerà durante la direzione”, dice anche un deputato dem.

La partita per il Quirinale del 2022

In queste dinamiche si inseriscono anche i ragionamenti sulla scelta futura del Capo dello Stato nel 2022. Ieri nel vertice a palazzo Grazioli con Berlusconi, i ‘big’ azzurri hanno paventato il rischio che a Mattarella possa succedere addirittura Grillo. Mentre la Lega da tempo punterebbe per Giorgetti. E chissà se – ragionava ieri un esponente dem – per quella data non possano emergere le candidature di figure come Prodi o Enrico Letta. Discorsi che lasciano il tempo che trovano.

In ogni caso un vero dialogo ai piani alti di Pd e M5s non è ancora partito. Ma già circolano le ipotesi di un Conte bis (ci puntano i pentastellati) e i nomi di Cantone, del presidente della Camera Fico come possibili inquilini a palazzo Chigi. E circolano anche ipotesi – perlomeno tra i detrattori di un eventuale asse Pd-M5s – sulla eventualità che dopo la nascita di un esecutivo rosso-giallo poi Renzi possa dar vita a propri gruppi parlamentari, concordando la mossa con i vertici dem. 

Al momento di certo ci sono solo i tempi dettati dal calendario. Il prossimo appuntamento è quello del 20 agosto, con le comunicazioni del premier a Montecitorio. Potrebbe emergere, pur con qualche sfumatura, la stessa foto scattata al Senato. Una foto che Calenda vorrebbe stracciare (oggi l’ex ministro dello Sviluppo se l’è presa su twitter con i renziani) mentre Delrio e Minniti hanno rilanciato il ‘lodo’ Bettini. Ma è una foto che anche nei Cinque stelle non è chiara e limpida.

Ovvio che i fari sono puntati soprattutto al Senato dove i numeri sono più ballerini: se prima il problema erano i vari Fattori, La Mura, Ciampolillo, Mantero (per non parlare di coloro che sono stati espulsi al Senato come De Falco, Nugnes e De Bonis), ora si sta aggregando un’area di coloro che vogliono il voto piuttosto che abbracciare – si lamentava ieri un senatore pentastellato – “il partito delle banche con il rischio di fare l’Ncd”.

L’area critica di un eventuale accordo con il Pd è composta perlomeno da una quindicina di senatori, mentre altri – da Di Nicola a Giarrusso e Lannutti – hanno sposato la tesi di tentare il confronto con il Pd. Nonostante le accuse reciproche del passato e i tanti punti dissonanti (a partire da quello sulla Tav). Con un unico obiettivo: “Salviamo la Repubblica”. Ma nel Movimento 5 stelle la maggioranza vuole continuare la legislatura (ci sarà un assemblea il 19).

Il Cav irritato per il mancato incontro con Salvini

Riflettori accesi pure su FI che martedì ha votato quasi compatto insieme a Lega e FdI. Ma uno ‘smarcamento’ di un gruppo di senatori diventerebbe possibile, qualora Salvini e Berlusconi non riuscissero a chiudere un accordo sui collegi e sulle candidature. La Lega avrebbe inviato ieri un documento su uno schema di lista unitaria ma il Cavaliere riunito con i suoi lo avrebbe respinto, a sentire un ‘big’ azzurro. Sta di fatto che l’ex presidente del Consiglio non avrebbe apprezzato il fatto che Salvini, seppur atteso a palazzo Grazioli, non si sia fatto vedere.

Intanto prosegue lo scontro tra M5s e Lega. “No a giochi di palazzo”, dice Salvini, “il 20 ci sarà la sfiducia a Conte”. “Sia lui a mollare la poltrona”, la risposta M5s. 

Un Airbus A321 con a bordo 226 passeggeri e 7 membri dell’equipaggio ha effettuato un atterraggio d’emergenza in un campo di grano nella regione di Mosca. Molti passeggeri  sono rimasti contusi e hanno ricevuto assistenza dopo l’atterraggio del volo della compagnia Ural Airlines. Si parla di 23 feriti, di cui 9 bambini. L’aereo era decollato da Sinferopoli (Crimea) e si era scontrato con uno stormo di uccelli. 

“La politica non può mai perdere l’umanità. Per questo non ho firmato”. Lo ha affermato il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, in un comunicato in cui ha spiegato la sua decisione di non firmare il nuovo decreto del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, volto a negare l’ingresso, il transito e la sosta nelle acque territoriali della nave dell’Ong Open Arms a seguito della sospensiva disposta dal Tar del Lazio sul precedente analogo provvedimento.

Per la ministra pentastellata “non si può ritenere che siano rinvenibili nuove cogenti motivazioni di carattere generale ovvero di ordine e sicurezza pubblica tali da superare gli elementi di diritto e di fatto, nonché le ragioni di necessità e urgenza, posti alla base della misura cautelare” del Tar della Lazio.

La Trenta fa riferimento in particolare alla “sussistenza di ‘fumus boni iuris‘ (la presunzione di sufficienti presupposti per permettere l’ingresso alla nave in acque italiane, ndr) e ‘periculum in mora‘ (il possibile danno causato da un ritardo nell’adozione del provvedimento, ndr) che anzi si sono verosimilmente aggravati”.

“In tale contesto”, sottolinea la Trenta, “la mancata adesione alla decisione del giudice amministrativo potrebbe finanche configurare la violazione di norme penali, fermo restando, in ogni caso, che in adesione al ‘dictum iuris‘ sarebbe stato eventualmente necessario inserire nel dispositivo del provvedimento un’esplicita disponibilità all’assistenza delle persone maggiormente bisognevoli”.

“Ho preso questa decisione, motivata da solide ragioni legali, ascoltando la mia coscienza”, ha concluso la ministra, “non dobbiamo mai dimenticare che dietro le polemiche di questi giorni ci sono bambini e ragazzi che hanno sofferto violenze e abusi di ogni tipo”. 

 

Giungono buone notizie per tutti coloro che erano in attesa di novità riguardanti il nuovo titolo tutto italiano! Durante le ultime ore, Invader Studios ha annunciato ufficialmente la data d’uscita ufficiale del loro Daymare: 1998 con annesso story trailer. Stando a quanto emerso, il titolo sarà disponibile a partire dal prossimo 17 settembre su PC, mentre la versione per console è ancora priva di una data d’uscita ufficiale. Il prezzo si aggira sui 29,99 euro e, per l’occasione, è stata rilasciata una demo che potete trovare sulla pagina Steam del gioco. In questa demo avremo la possibilità di impersonare il personaggio di Sam, ovvero uno dei protagonista di questa tetra e spaventosa opera multimediale. Daymare 1998 data

All’interno della Demo in questione, potremo vestire i panni degli agenti della H.A.D.E.S: Sam e Liev (doppiato dall’omonimo Paul Haddad) ci daranno un “assaggio” di quella che sarà l’avventura all’interno di Daymare: 1998. Prima di lasciarvi al trailer rilasciato, vi ricordiamo che la redazione di Gamesource.it sarà presente alla Gamescom 2019 per portarvi tutte le novità riguardanti il mondo videoludico!

Cosa pensate a riguardo? Siete entusiasti della data d’uscita del nuovo Daymare: 1998? Avete già scaricato la demo appena resa disponibile? Continuate a seguirci per non perdervi nessuna novità, recensione e anteprime direttamente dal vasto mondo videoludico.

L’articolo Daymare: 1998 ha una data d’uscita ufficiale proviene da GameSource.

È terminata ai rigori con la vittoria del Liverpool sul Chelsea la finale di Supercoppa a Istanbul, primo incontro di primo livello di calcio maschile arbitrato da una donna, Stéphanie Frappart. Dopo alcuni tentativi a vuoto da entrambe le parti, i primi a segnare sono i Blues, con Giroud che insacca di sinistro al 36′ su un assist di Pulisic. I Reds pareggiano al 48′ con Manè, che trova lo specchio della porta dopo aver impegnato più volte Arrizabalaga.

Il Liverpool insiste in attacco per il resto della ripresa e si fa vedere anche Salah ma si chiude sull’1-1 e si va ai supplementari. È sempre Manè a segnare al 95′ ma Jorginho pareggia i conti sei minuti dopo. La sfida si decide ai rigori: Abraham si fa parare un tiro di destro e a festeggiare e’ il Liverpool con un 7 a 6. Il bilancio dei cartellini è di due gialli per il Liverpool e uno per il Chelsea.

Dal 2015 a oggi Facebook ha assoldato centinaia di dipendenti da società terze per trascrivere il contenuto dei messaggi vocali degli utenti. A rivelarlo è un’inchiesta di Bloomberg, a cui una fonte anonima ha spiegato di essere stata tra gli incaricati a riportare in formato testuale il contenuto di alcune clip, “non sapendo dove erano state registrate né da dove provenissero”, scrive Bloomberg.

Il social network ha confermato il fatto, spiegando che si tratta di dati anonimizzati provenienti dalla funzione di dettatura dei messaggi scambiati sull’app di messaggistica Messenger e che gli impiegati avevano il compito di controllare che l’intelligenza artificiale li avesse trascritti correttamente. Ad ogni modo, l’azienda precisa che “proprio come Apple e Google, abbiamo sospeso la revisione umana degli audio più di una settimana fa”.

Dopo Google, Microsoft, Apple e Amazon, anche Facebook viene scoperta ad affidare il contenuto dei messaggi scambiati dai suoi utenti a società in appalto specializzate nella revisione dei contenuti. Secondo quanto ricostruito da Bloomberg, tra queste c’è la TaskUs (dall’inglese “Incarica Noi”: azienda già specializzata nella moderazione del social network e che sarebbe tra quelle deputate alla trascrizione dei messaggi degli utenti. “Facebook è uno dei clienti più grandi e importanti di TaskUs – scrive Bloomberg -, ma i dipendenti non sono autorizzati a menzionare pubblicamente per chi lavorano”. Il nome in codice di Facebook all’interno della società è “Prism”, spiega l’agenzia.

Tanto riserbo potrebbe essere giustificato dal fatto che gli utenti non erano stati correttamente informati della possibilità che il contenuto delle loro chat sarebbe potuto essere ascoltato anche dai dipendenti di società terze, come ricostruisce Bloomberg esaminando i termini d’uso di Facebook. All’indomani dello scandalo Cambridge Analytica – società britannica che ha utilizzato i dati di 50 milioni di utenti del social network per tentare di condizionarne l’opinione politica – Menlo Park aveva deciso di modificare le finestre per la consultazione delle condizioni generali così da renderle più comprensibili. Tuttavia, al loro interno non si fa menzione degli audio né di come potrebbero venire utilizzati.

In modo molto più generale, Facebook precisa che raccoglierà “contenuti, comunicazioni e altre informazioni fornite” quando gli utenti “comunicano con gli altri”. Inoltre, la società specifica che “i suoi sistemi processano automaticamente contenuti e comunicazioni che tu e altri fornite per analizzarne il contenuto e cosa c’è dentro”, omettendo anche in questo passaggio la possibilità che degli esseri umani possano ascoltare e trascrivere il contenuto delle conversazioni. “Questo ha portato alcuni dipendenti di società terze a sentire che il loro lavoro non era etico”, precisa la testata citando persone informate sui fatti.

Un mese fa, il 13 di luglio, Facebook ha ricevuto una multa da cinque miliardi di dollari per violazione della privacy, in seguito alla vicenda di Cambridge Analytica. A prendere la decisione, che aspetta il via libera del ministero della Giustizia statunitense, è stata la Federal Trade Commission, che ha ritenuto di sanzionare le responsabilità dell’azienda nella condivisione dei dati degli utenti, non sufficientemente informati sul loro uso. Per la stessa vicenda, il garante della privacy britannico aveva già erogato una multa da oltre mezzo miliardo di euro.

Tuttavia si tratta di misure di poco impatto per un’azienda che nel solo 2018, nonostante i continui scandali, ha fatturato oltre 55 miliardi di dollari. Ma l’inchiesta di Bloomberg arriva in seguito a numerosi episodi simili, nei quali altre società hanno permesso a propri dipendenti e a operatori terzi di accedere ai dati degli utenti. Google, Apple, Microsoft e Amazon hanno infatti ammesso di sottoporre alcune informazioni a un controllo umano, il cui obiettivo ufficiale sarebbe quello di misurare la differenza tra i risultati raggiunti e attesi dal lavoro delle intelligenze artificiali.

Ad aprile un’altra inchiesta di Bloomberg aveva rivelato che, per migliorare l’intelligenza artificiale di Alexa, migliaia di operatori umani ascoltano e trascrivono campioni di registrazioni provenienti dagli smartspeaker Alexa. Tra le clip, anche registrazioni trasmesse per sbaglio e carpite per un errore dei dispositivi, che a volte potrebbero mal interpretare il comando di accensione attivandosi anche quando non richiesto.

Da allora, Amazon ha permesso agli utenti di negare il consenso al trattamento delle registrazioni, mentre Google ha difeso la fase di analisi umana, che sarebbe indispensabile per il miglioramento del servizio. Allo stesso modo anche l’assistente vocale di Apple, Siri, ha trasmesso clip audio a operatori di terze parti che, secondo le fonti del Guardian, sarebbero addirittura stati in grado di risalire all’identità degli utenti. In questo scenario, l’ennesima inchiesta su Facebook rischia di sollevare l’attenzione non solo sul modo in cui il social network utilizza i dati degli utenti, ma sui limiti stessi delle intelligenze artificiali, che in molteplici casi hanno evidentemente bisogno di un aiuto umano, che ne sia consapevole o meno. 

“La mozione di sfiducia in questo momento non la ritiriamo, poi deciderà Matteo Salvini, sarà lui a valutare l’opportunità”. A ribadirlo ai microfoni di “Circo Massimo” su Radio Capital è Gian Marco Centinaio, ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali. “Se Luigi Di Maio vuole che la Lega ritiri la mozione di sfiducia a Conte – aggiunge Centinaio – prende in mano il telefono, chiama Matteo Salvini, si incontrano e decideranno insieme se è il caso di proseguire questa iniziativa di governo”.

“Io sono quello che non chiude mai le porte fino in fondo..”, risponde Centinaio a una domanda sulla possibilità di ‘ritessere la tela strappata con i 5 stelle’. “Noi con i colleghi del M5s ci siamo parlati in aula in queste ore e quello che dicono tanti colleghi parlamentari dei 5 Stelle è che piuttosto che andare con il Pd e con Renzi è meglio tornare con la Lega con un nuovo contratto di governo…”. In ogni caso, ribadisce il ministro, “il nostro obiettivo resta quello di andare al voto, perché i ‘no’ erano diventati troppi e la situazione insostenibile. Noi per il bene della Lega potremmo anche restare a guardare Renzi e la Boschi che tornano al governo, ma poi c’è il bene del Paese”.

L’Ebola potrebbe presto diventare una malattia “prevenibile e curabile”. Le speranze arrivano da uno studio su due farmaci che ha mostrato tassi di sopravvivenza significativamente migliorati, pari al 90% dei casi  L’annuncio arriva dall’Us National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid). Nella Repubblica democratica del Congo, una delle zone maggiormente soggette ai focolai del virus che finora ha ucciso almeno 1.800 persone, sono state infatti testate quattro terapie.

Anthony Fauci, direttore dell’istituto Nazionale di Allergie e Malattie infettive degli Stati Uniti che ha co-condotto il processo, ha accolto positivamente la svolta. “Diminuisce in modo significativo la mortalità associata all Ebola”, ha detto alla BBC.

Two of the four #Ebola drugs being tested in #DRC, have been shown to be more effective. They are the ones that will be used with future patients https://t.co/Jcq97oP55t pic.twitter.com/H96wcwG2CI

— World Health Organization (WHO) (@WHO)
August 12, 2019

L’uso dei trattamenti in questione sarà ora allargato a tutti i pazienti colpiti nel paese africano. I farmaci, battezzati Regn-Eb3 e mAb114, agiscono contro il virus Ebola neutralizzando il suo impatto sulle cellule umane. “Si tratta di una buona notizia – ha detto ancora Fauci – perché parliamo dei primi risultati positivi ottenuti dalle terapie anti-Ebola. Ora, prima di esultare, occorre vedere come reagiscono sul campo. Per ora è una sperimentazione”.

Le quattro terapie fanno parte della ricerca ‘Palm’, The Pamoja Tulinde Maisha la cui sperimentazione è iniziata il 20 novembre scorso proprio nella Repubblica democratica del Congo. Da allora sono stati interessati 681 pazienti su un totale di 725 arruolati nei centri specialistici di Beni, Katwa, Butembo e Mangina.