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L'incarico a Giuseppe Conte è durato solo quattro giorni. Domenica sera si è consumata una delle crisi istituzionali più dure della storia repubblicana, con al centro il Capo dello Stato Sergio Mattarella che si è opposto alla nomina di Paolo Savona all'economia causando prima la ritirata del professor Conte e poi una serie di attacchi da parte del leader dei 5 Stelle Luigi Di Maio e della Lega Matteo Salvini.

Lo scontro è ancora all'apice della sua forza, con conseguenza al momento ancora poco prevedibili. Unica certezza è quella che l'economista Carlo Cottarelli è stato convocato al Colle per cercare di trovare quella che al momento sembra un'improbabile maggioranza in Paramento.

Qui i punti salienti della giornata di domenica, dalla visita al Colle di Conte fino alla richiesta di impeachment per Sergio Mattarella da parte di Di Maio e Meloni. 

Ore 22.24 Martina: "Pronti a mobilitazione in difesa delle istituzioni"

"Lega e 5 stelle stanno utilizzando parole inaudite e minacce senza precedenti. Noi siamo pronti alla mobilitazione a difesa della democrazia e delle nostre istituzioni", scrive su Twitter il segretario Pd, Maurizio Martina.

Ore 22.10 DI Maio: "Chiederemo accusa alto tradimento per Mattarella"

 "Io chiedo di parlamentarizzare questa crisi, utilizzando l'articolo 90 della Costituzione, per la messa in stato d'accusa del presidente della Repubblica. E chiedo alle altre forze politiche di appoggiarla" dice il capo politico del M5S, Luigi Di Maio, intervenendo a sorpresa telefonicamente a "Che tempo che fa" su Rai1.

Ore 21.12 Mattarella convoca Cottarelli 

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, convoca per lunedì mattina al Quirinale Carlo Cottarelli.

Ore 21.06 Calenda: "Adesso tutti in campo per salvare il Paese"

Ore 21.02  No comment, dal Quirinale, all'ipotesi di una richiesta di impeachment nei confronti del Capo dello Stato.

Ore 20.40 Meloni: "Chiederemo al parlamento la messa in stato d'accusa di Mattarella per tradimento"

"Se il veto su Savona impedisse la formazione del governo chiederemo al Parlamento la messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica per alto tradimento!", scrive su Facebook Giorgia Meloni e ribadisce la proposta in un video. 

Ore 20.24. Mattarella: Non potevo accettare Savona

"Ho fatto tutto il possibile per far nascere un governo politico, ma non potevo accettare un ministro dell'Economia che minacciasse l'adesione dell'Italia all'euro, che considero fondamentale per il futuro del Paese e dei nostri giovani", dice Mattarella. "Ho accettato tutti i ministri. Ma se si deve discutere di questo (l'uscita dall'Euro) lo si faccia apertamente, ma non è un tema che si è discusso in campagna elettorale".

Ore 20.23: Di Maio: "Sono arrabbiato, in Italia non c'è una democrazia libera"

"Nessuno ministro che è stato critico sull’euro va bene. Questa allora non è una democrazia libera" ha detto Di Maio in diretta Facebook, in contemporanea al discorso di Mattarella: "Ho stimato Mattarella ma questa scelta è incomprensibile, noi ce l’abbiamo messa tutta, in quel contratto di governo c’era la rivisitazione di alcune regole europee ma non l’uscita dall’euro. Ci siamo messi intorno al tavolo per cambiare il paese, abolire la Fornero, l’immigrazione i problemi economici. Ma non ci è stato permesso. Eppure rappresentiamo due forze politiche che hanno vinto le elezioni. Tutt’ora queste due forze hanno la maggioranza in Parlamento. Ci è stato detto no. Il problema è che le agenzie di rating erano preoccupate per chi andava all’economia? Allora diciamolo chiaramente che è inutile andare a votare tanto i governi le decidono le agenzie di rating. Alla fine, anche se prendiamo l'80 percento, un modo per bloccare tutto questo lo si trova sempre. E non possiamo stare qui a dire di ritornare al voto". 

"Sono molto arrabbiato", ha chiuso poi Di Maio, "Stiamo lavorando da decine di giorni, lavoriamo dalla mattina alla sera, ma la verità che stanno facendo di tutto per non mandare il M5s al governo. E io non posso accettare che il ministro dell’economia lo decidono le agenzie di rating. Noi ci saremo sempre. Ma con una consapevolezza differente". 

Ore 19.59. Conte rimette il mandato

"Ho rimesso il mandato al presidente della Repubblica. Vi posso assicurare che ho messo il massimo sforzo per adempiere al compito per cui sono stato designato", dice Conte uscendo per una dichiarazione ai cronisti.

L'irricevibile Savona

Un veto dal Quirinale su Paolo Savona. Questo lo scoglio sul quale si sta incagliando la partita per il governo, a quanto fanno sapere fonti M5s e Lega che convergono sul punto. La maggioranza di governo quindi sarebbe già in bilico. Nei colloqui tra Mattarella e Savini, il capo della Lega ha chiesto mandato pieno al ministro dell'Economia e si sarebbe scontrato contro il no di Mattarella. Di Maio avrebbe confermato la stessa contrarietà di Mattarella su Savona. In conferenza stampa Savini ha detto: "I poteri che hanno messo in ginocchio l'Italia non vogliono il ministro Savona? Vuol dire che è il ministro giusto". "In questo momento mi sto accorgendo che l'Italia non è un Paese libero. Se altri devono decidere i nostri ministri vuol dire che non simo un Paese libero", ha detto poi il leader della Lega. 

Approfondimenti: Ma Savona vuole davvero uscire dall'Euro? Breve storia del Piano B (che no, non è una sua idea)

M5s: Così salta tutto

Se dovesse fallire quest'ultimo tentativo, non è escluso che il premier incaricato Giuseppe Conte sciolga negativamente la riserva e rinunci all'incarico di formare il nuovo governo. Secondo fonti M5S, "salta tutto e si va al voto", scrive Repubblica.

Secondo l'Ansa il 5 Stelle sarebbero furibondi e avrebbero definito l'ipotesi che Savona sia il nome per fare uscire l'Italia dall'Euro la più grande 'fake news' della storia, in quanto nel contratto di governo non c'è alcuna menzione all'uscita dell'Italia dalla moneta unica. 

 

 

Con una lettera Paolo Savona ha provato il 27 maggio a fugare i dubbi sulla sua posizione anti europeista. In un testo affidato a Scenarieconomici.it, sito a cui spesso il professore ha affidato le proprie riflessioni su economia, finanza e innovazione, dice: "Le mie posizioni sono note. Voglio un' Europa diversa, più forte ma più equa". Savona ha parlato di “polemiche scomposte” auspicando inoltre l'attribuzione "al Parlamento europeo di poteri legislativi sulle materie che non possono essere governate con pari efficacia a livello nazionale". Propone di "creare una scuola europea di ogni ordine e grado per pervenire a una cultura comune che consenta l'affermarsi di consenso alla nascita di un'unione politica". 

Parole però che non hanno tranquillizzato fino in fondo. Non sul tema più caldo, quello su cui molti si aspettavano qualche riga. Nella lettera infatti non si fa riferimento diretto all’euro, né alle sorti dell'Italia dentro o fuori la moneta unica. Savona è in questi giorni indicato da molti come l’ideatore di un piano B per risolvere la crisi dell’eurozona. Il primo, il piano A, prevedeva una riforma dell’area euro ma una sostanziale sopravvivenza della moneta unica. Il secondo, quello B appunto, una rottura ordinata dell’euro e un ritorno alla sovranità monetaria nazionale, alla libertà di creare moneta, di svalutare per favorire le esportazioni, in sintesi un ritorno ad una moneta nazionale come fu la Lira.

 

Ma Savona preferisce davvero la rottura dell'Euro?

In realtà Savona non sarebbe l’ideatore di questo piano di uscita ordinata dell’Italia dall’Euro, anche se ne parlò in alcune occasioni, come una puntata de L’infedele di Gad Lerner del 2012 che sta circolando molto sui social in queste ore. Savona, al minuto 8 di questo video ancora disponibile su Youtube, spiega alle telecamere che un piano per l'uscita ordinata dall'Euro e un ritorno ad una moneta nazionale, come era la Lira, era qualcosa che già l'ex ministro dell'economia Giulio Tremonti aveva preparato, dicendosi sicuro che anche Bankitalia, "conoscendola bene" aveva pronto un piano alternativo all'Euro in caso di emergenza: il famoso Piano B, che però non dice mai di preferire ad una riforma dell'Euro stando dentro l'Euro. 

In articolo sempre su Scenarieconomici.it pubblicato il 27 maggio si ricostruisce la storia del Piano B e della sua relazione con Savona, che oggi si dà per scontata: emerge che nel 2015, durante una conferenza alla Link University di Roma intitolata proprio “Un piano B per l’Italia, Paolo Savona fece solo l’introduzione alla discussione, dove però si concentrò solo sul piano A, quello che spesso ha detto di preferire, ovvero una serie di misure necessarie  “per rendere l’Euro una moneta veramente comune ed unitaria europea”.

Mentre in realtà il Piano B sarebbe stato il frutto del lavoro di un team di economisti non concepito come “una strada da percorrere, ma come un piano di emergenza a fronte di eventi monetari improvvisi e di rottura”. Una sorta di “Lancia di salvataggio” o di “Uscita d’emergenza” economica, spiega l’articolo che ricorda l’evento, “che viene progettata non per un suo normale utilizzo, ma per far fronte ad eventi imprevedibili ed indesiderati che, comunque, potrebbero accadere non per nostra volontà”.

 

@arcangeloroc

Alla fine della sua diretta streaming su Facebook, Luigi Di Maio ha enunciato quella che sarebbe stato il governo Conte deciso con Matteo Salvini. Ecco la lista. 

 

  • Rapporti Parlamento: Fraccaro
  • ​Interni: Salvini
     
  • Pubblica amministrazione: Bongiorno
     
  • Affari regionali: Stefani
  • Sud: Lezzi
     
  • Disabili: Fontana
     
  • Esteri: Giansanti
  • Giustizia: Bonafede
  • Difesa: Trenta
     
  • Economia: Savona
     
  • Politiche agricole: Centinaio
     
  • Infrastrutture: Coltorti
  • Istruzione: Bussetti
     
  • Beni culturali: Bonisoli
  • Salute: Grillo

Codemasters & Koch Media hanno pubblicato oggi un nuovo trailer che si concentra sulle modalità di gioco di Onrush, l’action, arcade, combat racer che arriverà su PlayStation® 4 ed Xbox One il 5 Giugno 2018. Vi elenchiamo le modalità presente nel titolo in questione, con una breve descrizione per ognuna.

Countdown –  Una corsa attraverso dei varchi contro il tempo che scorre alla rovescia. Attraversando i varchi aggiungerai dei preziosi secondi che ti permetteranno di rimanere in gioco.
Lockdown – Una gara per il controllo di una zona in movimento di 100 miglia. Conquista la zona e combatti per sopravvivere.
Switch – Sopravvivi il più a lungo possibile eliminando gli avversari, avrai veicoli sempre più potenti, così come i tuoi sfidanti, sii furbo e lavora con il tuo team per vincere.
Overdrive – La modalità Overdrive  è puramente ‘boost per vincere’, sii combattivo fino alla fine. Guadagna boost rapidamente ed in ogni modo possibile e premi acceleratore prima dei tuoi rivali.

Infine, vi lasciamo al lungo trailer che mostra le suddette modalità. Buona visione.

Vi ricordiamo che Onrush verrà lanciato su PlayStation 4 e Xbox One il 5 Giugno 2018.

L’articolo Pubblicato il Game Mode trailer di Onrush proviene da GameSource.

L’ultima ipotesi per portare Paolo Savona all’Economia è uno spacchettamento del ministero, dividendolo in Finanze e Bilancio, strada che consentirebbe di affidare all’81enne economista, in questi giorni oggetto di tensione tra il nascente governo Lega-M5s e il Quirinale, le Finanze, mentre ad una secondo ministro il Bilancio. Il nome di questo secondo ministro sarebbe quello di Rainer Masera, banchiere 74enne di lungo corso e gradito ai Cinque stelle. Un ‘ticket’ insomma per permettere al governo di uscire dall’impasse.

“La strada dello spacchettamento non è una novità assoluta”, scrive l’Huffington Post che ha rivelato questa ipotesi. Il sito ricorda come il ministero dell’Economia, così come siamo stati abituati a conoscerlo oggi, in realtà esiste solo da 20 anni, a seguito della riforma del 199 quando c’era “il Tesoro, le Finanze e il Bilancio". Quindi "alle Finanze erano affidate tutte quelle deleghe che avevano a che fare con tasse, gabelle e fisco in generale. In sostanza era una specie di grosso dicastero delle entrate. Al Bilancio invece toccava stendere i piani di politica economica e avere i rapporti in sede internazionale, quindi si potrebbe definirlo come un altrettanto grosso ministero delle uscite”. 

Rainer Masera, classe 1944 e nato a Como, fino al 2013 è stato membro esperto della Banca europea per gli investimenti, dopo un passato che lo ha visto capo del servizio studi e direttore centrale della ricerca economica di Bankitalia tra il 1975 e il 1988. Masera è stato inoltre amministratore delegato e presidente del Gruppo SanPaolo IMI di Torino, presidente della Rete ferroviaria italiana, ministro tecnico del Bilancio e della Programmazione economica del Governo Dini nel 1994.

Nel suo curriculum risulta essere stato l'ultimo presidente delle "Financial Institutions", istituzioni finanziarie, per l’Italia di Lehman Brothers, fino al 2008, anno in cui la banca d’affari statunitense avviò la procedura di fallimento, oggi ricordato tra le cause principali del crack finanziario che portò alla peggiore crisi economica dal secondo dopoguerra. Nel 2013 invece, tre mesi dopo la sua nomina a presidente di Banca Marche, si dimette dopo aver riscontrato l’impossibilità di finanziare le imprese locali puntando il dito contro i capitani di industria colpevoli di non aver svolto il ruolo di “perno per il necessario rafforzamento patrimoniale della Banca”.

 

Durante l’ultimo Momocon conclusosi recentemente, NIS America ha annunciato che il titolo di suda51 e Grasshopper Manufacture, Killer7, verrà rilasciato su Steamdurante l’autunno del 2018.

Per chi non conoscesse il titolo in questione, parliamo di un titolo che ha quasi 13 anni di vita dal suo primo rilascio su PlayStation 2 e Nintendo GameCube. In questa avventura dinamica, che combina parti in prima e terza persona, prenderemo controllo di Harman e le sue 7 differenti personalità intercambiabili, ognuna con uno stile di combattimento ed armi diverse. Il titolo sarà ovviamente ottimizzato per PC, potete vederne un’anteprima in questo trailer di lancio rilasciato da Nis America.

L’articolo Killer7 annunciato per Steam quest’autunno proviene da GameSource.

Buche stradali coperte in fretta e furia per evitare non solo una figuraccia in eurovisione, ma anche qualche incidente ai campioni del Giro d’Italia. E sì perché la corsa si sta concludendo con l’arrivo dell’ultima tappa ai Fori Imperiali, e una caduta di Froome o dei suoi più diretti inseguitori andava evitata a tutti i costi.

Ecco perché da stamattina i vigili urbani sono stati al lavoro insieme alle ditte che si occupano (non sempre tempestivamente, come noto) della copertura e sistemazione del manto stradale flagellato dalle buche per ricoprire quelle dove sarebbero passati i corridori.

Le immagini stanno facendo il giro del web, nell’ironia generale.

Ma la corsa dei vigili non ha evitato comunque la gaffe mondiale. Radiocorsa ha informato che il tempo ufficiale della 21esima e ultima tappa del 101esimo Giro d'Italia di ciclismo, che servirà poi a stilare la classifica generale finale, verrà preso dopo il terzo passaggio. Vengono dunque aboliti i due traguardi volanti. Ne dà notizia l’UffPost. Le pessime condizioni della sede stradale, rifatta in alcuni punti ma ancora zeppa di sanpietrini e dislivelli, aveva scatenato la protesta degli atleti impegnati. I giudici hanno quindi stabilito che l’esito della frazione sarà valido, ma non lo saranno i tempi finali, chiusi dopo il terzo passaggio sotto il traguardo dei Fori Imperiali, scrive il Corriere. In altre parole, la probabile volata di Roma sarà valida a tutti gli effetti, i tempi no. Froome ha dunque già vinto il Giro d’Italia di ciclismo, perché i tempi sono stati resi definitivi dopo il terzo passaggio. Sono validi anche i traguardi volanti ai fini della classifica a punti per la maglia ciclamino.

Alla base di tutto la protesta dei corridori per le condizioni del tracciato. La situazione è in continua evoluzione e non è escluso che i corridori possano decidere addirittura di fermarsi.

Quello che un tempo rimaneva nei diari segreti, tenuto al sicuro da lucchettini improvvisati, oggi può finire nella vetrina virtuale degli e-book, dei libri in formato elettronico, e magari essere venduto da Amazon. È il self-publishing, bellezza. Quel meccanismo cioè che consente a chiunque di pubblicare il proprio libro, senza doversi rivolgere alle case editrici. Un fenomeno sicuramente non nuovo ma in forte crescita: soltanto nel 2017 sarebbero stati 300 mila i nuovi titoli ‘auto-prodotti’. “Come editori – commenta Giacomo Bruno, presidente della omonima casa – riceviamo spesso proposte di manuali sul sesso, testi che consigliano posizioni varie e narrano di presunte fonti di energie del sesso”. Argomenti che Bruno, l’editore che nel 2002 portò gli e-book in Italia, non tratta ma che su Amazon invece chiunque potrebbe mettere in vendita.

Come funziona l’algoritmo di Jeff Bezos

Dal battere compulsivamente sulla tastiera al vendere il proprio libro il passo si è accorciato, e di molto. Grazie soprattutto ai siti che consentono a chiunque di vendere quanto scritto. Il segreto, in questo caso, è riuscire a comparire tra i primi risultati di ricerca. “Amazon è un po’ il nuovo Google – commenta Bruno -, ma organizza le proprie classifiche in maniera piuttosto primitiva”. Scalare il rank del sito di Jeff Bezos, insomma, non sarebbe impresa così ardua.

“È fondamentale cercare di concentrare le vendite in una fascia temporale ristretta: Amazon premia i titoli che vendono molto, fare un pre-lancio della pubblicazione può essere una buona idea perché consente di far acquistare più copie nello stesso momento”, spiega Giacomo Bruno. E poi sfruttare le parole chiave, mettere una immagine accattivante in copertina e, anche se può sembrare banale, usare un carattere più grande possibile nel titolo. “Serve per emergere nelle anteprime dei titoli, che sono immagini molto piccole”.

Qualità a rischio?

Bruno Editore, oltre all’attività di pubblicazione tradizionale di cui cura l’uscita di 52 libri all’anno, da quest’anno offre workshop per insegnare agli aspiranti scrittori i segreti per mandare in stampa – o meglio sul mercato digitale – i propri scritti. “Ci occupiamo soltanto di testi manualistici, quelli cioè di formazione. Avere un progetto chiaro, oltre che una competenza assodata, è fondamentale”. Parola d’ordine, quindi, assicurare che gli autori abbiano davvero una conoscenza approfondita dell’argomento.

“Non basta aver letto dieci testi sulla dieta per potersi dire esperti e pubblicare sull’argomento”, chiarisce Giacomo Bruno. Il self-publishing alimenta il rischio di un appiattimento della qualità editoriale? Secondo Marco Ferrario, ex Mondadori, Sperling & Kupfer e oggi fondatore di Bookrepublic – una libreria online di e-book -, la risposta va cercata altrove: “Oramai l’auto produzione di libri è un fenomeno strutturale dell’industria editoriale. Alla pubblicazione di testi si accompagna la cosiddetta scrittura collaborativa (piattaforme come Wattpad dove autori e lettori possono interagire mentre l’opera è ancora in fase di scrittura) o il mondo della fan fiction – spiega ad Agi -. Sono community dove si uniscono aspiranti scrittori e gruppi molto grandi di appassionati che probabilmente non leggono altre cose. Liquidare tutto questo come un fenomeno di bassa qualità sarebbe un errore, così come utilizzarlo esclusivamente come bacino da cui gli editori tradizionali possano trovare nuovi autori”.

Per Ferrario la via è un’altra: quella del dialogo. “Dobbiamo domandarci come attrarre questi lettori nella struttura tradizionale, come poter trarre beneficio dalle loro esperienze”. Anche perché, aggiunge Ferrario, “oggi escono sempre più titoli ma il mercato non cresce, e le classifiche dei libri più letti venti o trent’anni fa mostravano una qualità editoriale che oggi non mostrano più. Non può essere solo colpa del self-publishing: il cambio di qualità dipende dalla cultura della società”. 

Grazie ma non abbiamo bisogno del vostro aiuto: la figlia dell’ex spia russa Sergei Skripal ha scritto in una lettera che vuole tornare a casa, ma tra le righe potrebbe esserci un messaggio rivolto direttamente alle autorità russe. Yulia, 33 anni, era stata vittima il 4 marzo di un avvelenamento da gas nervino, utilizzato contro lei e il padre. L’episodio si è verificato a Salisbury, Regno Unito, dove l’ex agente dell’Fsb – i Servizi federali per la sicurezza della Federazione russa – viveva da quando era stato decommissionato con l’accusa di aver collaborato con i rivali britannici.

“Il fatto che sia stato utilizzato un agente nervino per fare questo è scioccante”, ha dichiarato Yulia Skripal in una lettera scritta a mano e pubblicata da Reuters. “La mia vita è stata messa sottosopra”. La ragazza è stata dimessa dall’ospedale di Salisbury cinque settimane fa, per poi essere alloggiata in un luogo segreto nel quale gode della protezione del Governo britannico. "Mentre cerco di venire a patti con i devastanti cambiamenti che mi hanno colpito sia fisicamente che emotivamente, faccio un passo alla volta e cerco di prendermi cura di mio padre fino a quando non sarà completamente guarito”, si legge nella lettera. “A lungo termine spero di tornare a casa nel mio paese".

“Sono grata per le offerte di assistenza da parte dell’Ambasciata Russa. Ma al momento non desidero avvalermi dei loro servizi”, scrive Yulia Skripal. Ma quella che sembra essere una frase di circostanza, in realtà potrebbe rivelare un messaggio preciso alle autorità a Mosca. “Questa lettera sembra un avviso, ma anche un messaggio di riappacificazione”, ha spiegato ad Agi Paolo Salvatori, ex-spia dell’Agenzia informazioni e sicurezza esterna italiana, nonché autore del libro Spie? L'Intelligence nel sistema di sicurezza internazionale (edizioni La Lepre).

“Tanto di questo mondo si riduce a una rappresentazione, così l’episodio di Salisbury potrebbe essere un avviso da parte della Russia ai servizi britannici, che sembrerebbero molto attivi intorno a Mosca. Nel nostro campo quello che è successo in Inghilterra è un chiaro esempio di ‘spy warfare’ [guerra di spionaggio, ndr] – continua Salvatori -, e anche se può sembrare una vicenda intricata, emerge l’intenzione di mandare un messaggio: ‘Possiamo agire ovunque, non avvicinatevi troppo’”.

Il gas utilizzato per compiere l’attentato potrebbe essere il Novichok, agente chimico storicamente prodotto dalla Russia. Nononstante Mosca abbia respinto le accuse, sostenendo la tesi secondo la quale le analisi effettuate sarebbero state manomesse, Washington ha espulso sessanta diplomatici russi. Pochi giorni prima Londra aveva fatto lo stesso espellendone ventitré. In risposta all’azione diplomatica intrapresa dai due Paesi, la Russia ha espulso un numero equivalente di rappresentanti americani e britannici. 

"Voglio una Europa diversa, più forte, ma più equa". Alla fine, la lettera è arrivata. È stato Paolo Savona, alle 13.20 del giorno più lungo della crisi istituzionale post-elettorale più lunga della storia repubblicana, a intervenire. E a spiegare cosa pensa dell'Europa e del suo incarico da ministro dell'Economia, così come indicato dai leader di Lega e M5s. Paolo Savona ha diffuso un comunicato, poco dopo le 13. 

Leggi anche sul Corriere della Sera: Savona, faccia un passo indietro

Prosegue: "Non sono mai intervenuto in questi giorni nella scomposta polemica che si è svolta sulle mie idee in materia di Unione Europea e, in particolare, sul tema dell’euro, perché chiaramente espresse nelle mie memorie consegnate all’Editore il 31 dicembre 2017, circolate a stampa in questi giorni, in particolare alle pagine 126-127. Per il rispetto che porto alle Istituzioni, sento il dovere di riassumerle brevemente". Questo l'incipit. Il testo che segue sono i suoi punti:

Creare una scuola europea di ogni ordine e grado per pervenire a una cultura comune che consenta l’affermarsi di consenso alla nascita di un’unione politica …..

Assegnare alla BCE le funzioni svolte dalle principali banche centrali del mondo per perseguire il duplice obiettivo della stabilità monetaria e della crescita reale ..…

Attribuire al Parlamento europeo poteri legislativi sulle materie che non possono essere governate con pari efficacia a livello nazionale, …..

Conferire alla Commissione Europea il potere di iniziativa legislativa sulle materie di cui all’art. 3 del Trattato di Lisbona …..

Nella fase di attuazione, prima del suo scioglimento, assegnare al Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo compiti di vigilanza sulle istituzioni europee per garantire il rispetto degli obiettivi e l’uso dei poteri stabiliti dai nuovi accordi.

"Per quanto riguarda la trasposizione di questi miei convincimenti nel programma di Governo – continua il professore – non posso che riferirmi al contenuto del paragrafo 29, pagine 53-55, del Contratto stipulato tra la Lega e il M5S, nel quale vengono specificati gli intenti che verranno perseguiti dal Governo che si va costituendo“alla luce delle problematicità emerse negli ultimi anni“; queste inducono a chiedere all’Unione Europea“la piena attuazione degli obiettivi stabiliti nel 1992 con il Trattato di Maastricht, confermati nel 2007 con il Trattato di Lisbona, individuando gli strumenti da attivare per ciascun obiettivo” che nel testo che segue vengono specificati".

Ancora: "Anche per le preoccupazioni espresse nel dibattito sul debito pubblico e il deficit il riferimento d’obbligo è il paragrafo 8 di pagina 17 del Contratto in cui è chiaramente detto che “L’azione del Governo sarà mirata a un programma di riduzione del debito pubblico non già per mezzo di interventi basati su tasse e austerità – politiche che si sono rivelate errate ad ottenere tale obiettivo – bensì per il tramite della crescita del PIL, da ottenersi con un rilancio della domanda interna dal lato degli investimenti ad alto moltiplicatore e politiche di sostegno del potere di acquisto delle famiglie, sia della domanda estera, creando condizioni favorevoli alle esportazioni.”

Spero di aver contribuito a chiarire quali sono le mie posizioni sul tema dibattuto e quelle del Governo che si va costituendo interpretando correttamente la volontà del Paese.

Sintetizzo dicendo : Voglio una Europa diversa, più forte, ma più equa.

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