Newsletter
Ultime News
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

Admin

L'Unione Europea non vuole distruggere l'ordine mondiale e si allea con la Cina contro i venti del protezionismo. Mentre a Helsinki va in scena il summit tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il presidente russo, Vladimir Putin, a Pechino il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, avverte Usa, Russia e Cina di non dare vita a una guerra commerciale e di non distruggere un ordine internazionale che per decenni ha assicurato la pace in Europa, lo sviluppo in Cina e la fine della guerra fredda. “C’è ancora tempo per prevenire i conflitti e il caos”, ha detto Tusk, in un messaggio diretto sia al principale interlocutore, il primo ministro cinese Li Keqiang, che ospitava il ventesimo summit tra Cina e Europea tenutosi a Pechino. Parole rivolte anche – e soprattutto – ai protagonisti del vertice finlandese

Tusk aveva già risposto ieri, a Trump, su Twitter, definendo “fake news” le affermazioni del presidente Usa rilasciate alla Cbs, nelle quali definisce l’Unione Europea un “nemico”, termine utilizzato nella sfumatura di antagonista sul piano del commercio, assieme a Russia  “sotto certi aspetti”, e “sul piano economico”, la Cina. Stati Uniti e Unione Europea sono “i migliori amici” nella visione di Tusk, che oggi ha voluto ampliare il suo pensiero durante la conferenza stampa alla Grande Sala del Popolo, il palazzo del parlamento cinese che affaccia su piazza Tian'anmen. “E’ nostro dovere non distruggere questo ordine e non avviare guerre commerciali che sono spesso sfociate in conflitti, ma coraggiosamente e responsabilmente riformare l’ordine globale fondato sulle regole”, ha spiegato il presidente del Consiglio Ue – in un messaggio successivamente ribadito anche su Twitter – con al fianco lo stesso Li Keqiang, e il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker.

Leggi anche: A che punto è la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, in breve

“Siamo consapevoli che l’architettura del mondo sta cambiando sotto i nostri occhi, ed è nostra comune responsabilità fare un cambiamento per il meglio”, ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo. “Questo è il motivo per cui chiedo ai nostri ospiti cinesi, ma anche ai presidenti Trump e Putin di cominciare assieme questo processo da una riforma del Wto”, l’Organizzazione Mondiale del Commercio. Il sostegno al multilateralismo per la costruzione di “un’economia globale aperta” e la riforma del Wto sono stati tra i principali punti di accordo tra Cina e Unione Europea, che dichiarano di volere “resistere al protezionismo e all’unilateralismo”. Pechino e Bruxelles si impegnano a “cooperare sulla riforma del Wto per assisterlo nell’andare incontro alle nuove sfide e a stabilire, per questo fine, un gruppo di lavoro congiunto sulla riforma del Wto, presieduto a livello vice-ministeriale”, si sottolinea nel documento. L’importanza del multilateralismo è stata ribadita anche in relazione agli accordi sul clima di Parigi, da cui gli Usa hanno annunciato il ritiro lo scorso anno, per la sua capacità di “costruire soluzioni giuste ed efficaci ai più importanti problemi del nostro tempo”.

Sul piano della cooperazione bilaterale, Cina e Unione Europea si dicono d’accordo nell’attribuire “priorità assoluta” ai negoziati in corso per l’accordo sugli investimenti e si rallegrano per gli scambi di offerte di accesso ai rispettivi mercati, nonostante permangano alcune divergenze tra i due giganti commerciali. Pechino e Bruxelles si sono impegnate anche ad accelerare i negoziati sull’accordo per la cooperazione sulle indicazioni geografiche protette, da concludere “se possibile” entro la fine di ottobre, come annunciato dallo stesso primo ministro cinese, Li Keqiang: per l’Ue, però, la Cina può fare di più. La Cina “può aprire la propria economia se lo vuole”, ha dichiarato Juncker, sottolineando che l’Unione Europea è “aperta, ma non è naive”. In più occasioni, la Ue ha sottolineato di condividere alcune preoccupazioni statunitensi rispetto alla Cina, pur non apprezzando i metodi usati da Washington. Le preoccupazioni di Bruxelles sono riemerse anche oggi: Tusk, nel suo intervento, ha sottolineato la necessità di “nuove regole” in diversi settori, tra cui quelli della protezione della proprietà intellettuale, dei sussidi alle industrie e dei trasferimenti forzati di tecnologia, chiedendo metodi “più efficaci” di risoluzione delle controversie.

Il 19enne talento del calcio francese Kylian Mbappé, appena incoronato campione del mondo con la nazionale, intende donare tutti i proventi della Coppa del mondo in beneficenza. Lo scrive l'Equipe segnalando che i soldi andranno all'organizzazione Premiers de Cordee che aiuta i disabili e i bimbi malati con programmi sportivi gratuiti. Secondo Sport Illustrated, il calciatore ha guadagnato circa 22.500 dollari per ogni partita disputata dalla Francia ai mondiali, più 350.000 dollari per la vittoria in finale contro la Croazia. Mbappé, nominato miglior calciatore giovani dei mondiali dalla Fifa, guadagna circa 1,5 milioni di euro al mese con il Paris Saint-Germain.

Mbappé, che domenica scorsa, dopo la finale, parlando ai microfoni dei cronisti presenti in Russia ha confermato la sua volontà di restare nella squadra di Parigi, è nato a Bondy, periferia nord della capitale francese. Una Banlieue. "Vivere lì mi ha trasmesso dei valori, a cominciare dall’educazione", ha raccontato recentemente a Le Parisien. "Alle volte si vivono dei momenti difficili, ma questo ci rafforza, ci indurisce, di rispettare le persone e di capire il valore delle cose”.

È oggi disponibile anche in Italia atezolizumab, la prima immunoterapia anti-PD-L1 sviluppata da Roche e approvata da AIFA per il trattamento in monoterapia di pazienti adulti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato o metastatico, precedentemente sottoposti a chemioterapia. La pubblicazione della determina AIFA del 14 luglio in Gazzetta Ufficiale rende di fatto atezolizumab, anticorpo monoclonale pensato per interferire con la proteina PD-L1, ora prescrivibile nel nostro Paese.

Il tumore al polmone, di cui la tipologia NSCLC rappresenta l'85% dei casi, rimane, ancora oggi, una delle neoplasie più complesse che gli oncologi si trovano ad affrontare, responsabile ogni anno di 1.6 milioni di decessi al mondo. Atezolizumab rappresenta una vera e propria rivoluzione nel campo delle immunoterapie: la molecola ha ottenuto lo status di Farmaco Innovativo dall'AIFA, grazie ai dati dello studio di fase II POPLAR e dello studio di fase III OAK che hanno mostrato come sia in grado di assicurare una maggiore sopravvivenza rispetto al trattamento con docetaxel.

"Atezolizumab rappresenta un'evoluzione nell'ambito degli anticorpi monoclonali, classe di farmaci che ha rivoluzionato la pratica clinica dei tumori, essendo il primo anti PD-L1 con un'elevata componente di innovazione biotecnologica" spiega Fortunato Ciardiello, Professore Ordinario di Oncologia Medica e Presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli e, attualmente, Past President di ESMO (European Society for Medical Oncology).

Arrivato a Torino domenica pomeriggio a bordo di un piccolo aereo privato proprio mentre a Mosca erano in campo Francia e Croazia per la finale dei Campionati del mondo, Cristiano Ronaldo oggi ha un'agenda molto fitta per il suo primo vero giorno alla Juventus. Vistite mediche, incontro con la squadra, pranzo e conferenza stampa nel pomeriggio, prima di ripartire per qualche altro giorno di meritata vacanza dopo i Mondiali in Russia. Un giorno importante, quasi emozionante, per i tifosi bianconeri, che avranno modo di prendere contatto col calciatore più forte del mondo che nei piani della società potrebbe risultare decisivo per la conquista della prossima Champions League.

Ore 10.20 Primo, vero contatto tra Cristiano Ronaldo e i suoi nuovi tifosi della Juventus. Il centravanti portoghese, prima di sottoporsi alle visite di rito al "J Medical", ha firmato decine di maglie ai fan bianconeri, che hanno intonato il coro "Oh Ronaldo, portaci la Champions". Cr7 ha visitato il centro sportivo della squadra, quindi pranzerà con i vertici societari. Alle 18.30 la presentazione ufficiale dinanzi la stampa.

Ore 10.10 Cinque dipendenti dello stabilimento di Melfi del gruppo Fca, lo 0,3% del totale, hanno scioperato oggi in relazione all'ingaggio di Cristiano Ronaldo da parte della Juventus. Lo comunica un portavoce del gruppo. "Anche oggi a Melfi, come era già capitato venerdì scorso a Pomigliano – si afferma – le iniziative di protesta promosse in tema calcistico sono state un clamoroso flop. Soltanto 5 dipendenti hanno scioperato su circa 1.700 presenti al primo turno. La percentuale di adesione è stata dello 0,3%. È l'ennesima conferma che i lavoratori di Melfi e Pomigliano hanno capito perfettamente che si trattava di proteste strumentali promosse da sigle di nessuna rappresentatività reale o da singole persone che avevano come unico scopo quello di farsi pubblicità per fini personali. L'eco che hanno avuto queste agitazioni e' stato enormemente sproporzionato rispetto alla realtà dei fatti che caratterizza il rapporto lavoratori-Azienda nei due impianti".

Ore 8,40 Centinaia di persone si sono ritrovate stamattina al "J Medical" dell'Allianz Stadium, dove a breve Cristiano Ronaldo sosterrà le visite mediche. I tifosi hanno affollato la zona antistante l'ingresso del centro medico bianconero, dopo aver passato i severi controlli di sicurezza, con gli addetti che hanno sequestrato flaconi spray. Dopo le visite mediche, il campione portoghese dovrebbe visitare il centro sportivo juventino, quindi alle 18.30 l'attesa conferenza stampa di presentazione, a cui parteciperanno centinaia di giornalisti provenienti da tutto il mondo. 

Il ministro degli Affari europei, Paolo Savona, in un'intervista a La Verità, ribadisce che non esiste un piano B di uscita dell'Italia dall'Euro e propone l'utilizzo dei 50 miliardi di avanzo con l'estero per un mega-piano di investimenti. "Preferisco parlare del piano A – ha spiegato al giornale diretto da Maurizio Belpietro – cioè della nostra azione di governo, di come l'Italia può restare nell'Ue e, di conseguenza, di come questa possa sopravvivere".

Il piano A, aggiunge, "si compone di due parti. La prima: quale politica economica il governo si prefigge di seguire? E la seconda: quali richieste rivolge all'Ue per realizzar e tali obiettivi".

Sulla politica economica del governo, Savona spiega che "l'Italia da tempo vive al di sotto delle proprie risorse, come testimonia un avanzo di parte corrente della bilancia estera. Tale avanzo non puo' essere attivato, cioe' non possiamo spendere, per l'incontro tra i vincoli di bilancio e e di debito dei Trattati euro".

"L'avanzo estero di quest'anno è al 2,7% del Pil, per un valore complessivo di circa 50 miliardi: esattamente ciò che manca alla domanda interna". Di fatto la proposta di Savona rappresenta un ribaltamento della posizione Ue. Secondo il ministro "sarebbe meglio se l'Ue proponesse, nel reciproco interesse, un piano di investimenti di tale importo, la crescita del Pil che ne risulterebbe potrebbe consentire un gettito fiscale capace di coprire allo stesso tempo la quota parte delle spese correnti implicite nelle proposte di Flat Tax, salario di cittadinanza e revisione della legge Fornero, senza aumentare né il disavanzo pubblico, né il rapporto debito pubblico/Pil su base annua". "Il problema è la cadenza temporale dell'operazione non la capacità di attuarla. Esiste una possibilità tecnica, occorre una volontà politica di rispettare tempi e dimensioni delle operazioni". 

Leggi sulla Verità la versione integrale dell'intervista.

Vi ricordate Aliens: Colonial Marines? No? Be’, molti vorrebbero essere nella vostra situazione. Il gioco del 2013 basato sul mondo di Alien si è rivelato una vera delusione per ogni fan, ma dopo cinque anni sembra che un modder sia riuscito a mettere una piccola pezza all’opera. Ovviamente non è possibile trasformarlo in un gioco di qualità, ma pare che correggendo un banalissimo errore di battitura gli Xeno siano diventati molto più intelligenti.

Un modder ha infatti scoperto che cambiando la parola “teather” in “tether” in una riga di codice, la qualità delle azioni nemiche migliora enormemente. Ecco il codice:

ClassRemapping=PecanGame.PecanSeqAct_AttachXenoToTether -> PecanGame.PecanSeqAct_AttachPawnToTeather

Ed ecco la spiegazione, in traduzione:

  1. AttachXenoToTether non fa nulla. In pratica è vuoto o scollegato
  2. AttachPawnToTether fa tantissimo. Controlla l’aggiustamento delle posizioni tattiche, il pattugliamento e la ricerca dell’area dei target
  3. Quando uno Xeno viene generato, viene legato a una “tether zone”. Questa zona dice allo Xeno quale area sia il suo spazio di combattimento e dove sono le uscite. In combattimento, uno Xeno sarà forzato a spostarsi in una nuova tether così da affiancare altri Xeno o disperdersi cosicché non siano troppo raggruppati etc. (disclaimer: questa è solo una mia opinione, non posso vedere il reale codice, solo i bits). Prima, se il gioco cercava di farlo, non accadeva nulla, ora sì!

Aliens: Colonial Marines

Un giocatore ha rinstallato Aliens: Colonial Marines e ha testato le modifiche suggerite dal modder e conferma che, ora, gli Xeno agiscono in maniera più sensata. Nel 2012 il gioco era stato mostrato ma, l’anno successivo, i giocatori hanno avuto tra le mani un’opera completamente diversa. Sega, in seguito a una causa legale, è stata costretta a pagare 1.25 milioni di dollari: Sega ha comunque incolpato lo sviluppatore, Gearbox, per il marketing ingannevole, ma quest’ultimo ha affermato che il marketing era stato approvato dalla compagnia giapponese e che lo studio era un contraente.

L’articolo Aliens: Colonial Marines migliora cambiando una sola lettera proviene da GameSource.

"Il nostro rapporto con la Russia non è mai stato peggiore, grazie a molti anni di follia e stupidità degli Stati Uniti e ora, la caccia alle streghe!": così ha twittato Donald Trump a poche ore dal vertice a Helsinki con Vlaidimir Putin, con una chiara allusione alle amministrazioni guidate da Barack Obama e al caso del Russiagate che ha avvelenato i rapporti con Mosca. Trump ha anche assicurato che "la Nato non è mai stata così' forte".  

"Operazione Delirio" contro la criminalità organizzata a Palermo. Il Nucleo di Polizia Valutaria della Guardia di finanza, coordinato dalla Dda di Palermo ha eseguito 28 arresti, perquisizioni e sequestri di società e immobili per diversi milioni di euro. I dettagli dell'operazione nel corso di una conferenza stampa alle 11 presso la sede del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria di Palermo.

Ventotto arresti, dunque (24 in carcere e 4 ai domiciliari). Boss, gregari, prestanome e professionisti, come un avvocato finito ai domiciliari. Nella rete anche 19 indagati – tra cui il titolare di un bar della borgata marinara di Mondello – per i quali è stato disposto il divieto di dimora in città. Un duro colpo assestato ai nuovi progetti di rinascita di Cosa nostra e ai suoi affari.

Così, in manette finisce anche Giuseppe Corona, molto più di un cassiere di un bar di fronte al porto: in realtà un boss riconosciuto, perno e abile manager degli investimenti e della strategia di riorganizzazione dopo la morte di Toto' Riina. Sedici anni di carcere alle spalle per omicidio, ma adesso era il tesoriere, lo stratega finanziario della mafia, tra immobili e attività commerciali con la complicità di prestanome. Le fiamme gialle, coordinate dalla Dda, hanno eseguito anche numerose perquisizioni e ingenti sequestri di società e immobili per svariati milioni di euro. 

Rafforzare la propria offerta nella progettazione di sistemi di automazione per la casa. Questo uno degli obiettivi che ha spinto Nice, gruppo trevigiano guidato da Lauro Buoro e che si occupa da 25 anni di automazione per edifici privati e pubblici e di home security, verso l’acquisizione dell’azienda polacca Fibaro: un’operazione da 63 milioni di euro. Fibaro è una compagnia che si occupa di domotica: in chiave smart home ha sviluppato un proprio ecosistema wireless e modulare per la casa. Nice ne ha acquisito l’intero capitale sociale. 
 

Che fa Fibaro

Fondata nel 2010 e basata a Poznan, Fibaro ha dichiarato per il 2017 ricavi pari a circa 114 milioni di zloty polacchi (poco più di 26 milioni di euro) e un mercato che copre 100 paesi. La società progetta e produce all’interno dei propri stabilimenti e centri di ricerca dispositivi ad accesso remoto e compatibili con i sistemi, tra gli altri, Apple, Google Assistant, Amazon. Tra i prodotti di Fibaro anche sensori multifunzione (monitorano l’ambiente all’interno dei locali e rilevano allagamenti, fumi e la presenza di CO), rilevatori di apertura e chiusura di porte e finestre, sirene d’allarme e telecamere e anche valvole termostatiche innovative che ottimizzano la temperatura della casa.

“Crediamo che la semplicità sia la via da percorrere – ha dichiarato Maciej Fiedler, CEO e Founder di Fibar Group – 8 anni fa ho preso la decisione di costruire un sistema davvero intuitivo e funzionale, per una casa accogliente che è sempre con te, ovunque ti trovi, grazie alle applicazioni per smartphone, tablet e pc, per essere sempre informati su cosa sta succedendo in casa e controllarla”.

Di che si occupa Nice 

Nata nel 1993, quotata in Borsa dal 2006, Nice sviluppa soluzioni che vanno dai sistemi di comando per cancelli, garage, barriere stradali, tapparelle, tende, avvolgibili a dispositivi di allarme wireless. Basata a Oderzo, ha all'attivo unità produttive, distributive, centri di ricerca e sviluppo in più di 20 paesi, con un organico al 2017 di 1.500 persone e un fatturato consolidato di 325 milioni di euro. La società ha acquisito pochi mesi fa Abode Systems, azienda americana specializzata nell'offerta di soluzioni intelligenti per la sicurezza dell'abitazione e la domotica integrate.

L’acquisizione

“Nice e Fibaro – ha spiegato Lauro Buoro, fondatore e Presidente di Nice – sono unite dalla spinta all’innovazione e alla digitalizzazione, oltre che da una mission condivisa: semplificare i gesti quotidiani delle persone offrendo una user experience straordinaria e semplice, in uno spazio domestico con il massimo comfort, amichevole e sicuro”. Per Maciej Fiedler, CEO e Founder di Fibar Group, l’operazione “permetterà di rafforzare la nostra presenza integrando fin da subito sinergie tecnologiche e commerciali”.

La Francia ha già accumulato più di 1,54 milioni di metri cubi di rifiuti radioattivi e la loro quantità aumenta ogni anno in modo esponenziale, rendendo impellente la costruzione di nuovi siti di stoccaggio. A lanciare l'allarme e' l'Agenzia nazionale per la gestione dei rifiuti radioattivi (ANDRA) nel suo rapporto triennale, che conferma uno scenario sempre più preoccupante e la necessità di soluzioni logistiche, ma soprattutto politiche, alla sfida del nucleare. In un tentativo di dare l'idea anche visivamente, l'agenzia ha spiegato che ogni anno un cittadino francese produce l'equivalente di "mezzo litro di latte in Tetrapak" di rifiuti radioattivi.

In 2 anni prodotti 85 mila metri cubi di rifiuti

Nei fatti, però, tra il 2015 e il 2016 sono stati prodotti altri 85 mila metri cubi di rifiuti. Il 60% proviene dal parco nucleare, il 27% da attività di ricerca, il 9% dal settore difesa e il rimanente da altre industrie e dal settore sanitario. Il 3% dei rifiuti è ad alta attività o lunga vita – centinaia di migliaia di anni per il loro smaltimento – e concentra il 99,8% della radioattività totale. Il 90% dei rifiuti ha invece un livello medio, basso o molto basso di attività. Rimane il fatto che gli attuali impianti di stoccaggio sono quasi arrivati a saturazione e ne servono altri sia di breve che media e lunga durata.

Per quelli più pericolosi è stato individuato un sito nel comune di Bure, nella Meuse (nord-est), al centro di una forte contestazione delle popolazioni locali e degli ambientalisti in difesa delle foreste. Nel 2019 l'ANDRA dovrà presentare formale richiesta per la sua creazione e il futuro Centro industriale di stoccaggio geologico (Cige'o) potrebbe aprire nel 2026. La sfida dello stoccaggio riguarda anche gli altri tipi di rifiuti, destinati a crescere in relazione alle normali attività di produzione e di consumo ma soprattutto in vista della chiusura ineluttabile dei reattori più vecchi. Ad oggi ben 19 centrali nucleari sono in servizio sul territorio francese, con un totale di 58 reattori, che coprono il 71% del fabbisogno nazionale in energia elettrica. Si tratta del secondo parco nucleare al mondo, dietro quello degli Stati Uniti, ma i suoi impianti stanno pericolosamente invecchiando.

La prima centrale, di Fessenheim, è entrata in servizio nel 1977; la durata massima di vita di un impianto è di circa 50-60 anni, ma già dai 40 anni in su aumentano i rischi ambientali e per la salute umana. Molte delle centrali francesi – costruite tra il 1977 e il 1992 – stanno quindi entrando in una fase di vita più critica. Sulla carta la legge di transizione energetica, varata nel 2015, sotto la presidenza del socialista Francois Hollande, prevede una riduzione costante della produzione di energia nucleare, per un livello massimo del 50% nel 2025.

Le promesse di Macron

In campagna elettorale, il presidente Emmanuel Macron si era impegnato in prima persona a favore della riduzione della dipendenza dal nucleare, promettendo di realizzare l'obiettivo prestabilito per legge. Il primo anno della sua presidenza si è concluso, ma le notizie per il nucleare non sono delle più confortanti. Il suo ministro per la transizione ecologica, il noto ambientalista Nicolas Hulot, ha già annunciato che difficilmente l'ambizioso traguardo verrà raggiunto, quindi per ora non si parla più di chiusura di un numero significativo di centrali.

Peggio ancora, pochi mesi fa Macron, dalla politica energetica molto prudente, si è detto possibilista, non escludendo alcuna opzione, neanche quella di costruire nuovi reattori. Tra gli argomenti tecnici e scientifici quello dell'impatto ambientale della riduzione del parco nucleare: la chiusura di 20 impianti raddoppierebbe le emissioni di C02, gas responsabile del cambiamento climatico. Una teoria respinta da molte associazioni ambientalisti francesi che a gran voce chiedono al governo maggior impegno per attuare politiche di controllo dei consumi energetici e sviluppare ulteriormente fonti di energie rinnovabili.

È alta la posta in gioco per il Paese leader nel settore nucleare, sia a livello nazionale che internazionale: tanti, troppo gli interessi di 'Electricite' de France' (EDF) e del gigante dell'uranio 'Areva', per citarne solo due. E' di poche settimane fa la firma dell'accordo di cooperazione tra EDF, General Electric e New Delhi per sviluppare in India il più grande progetto nucleare al mondo, che prevede la costruzione di sei reattori di ultima generazione (EPR) nel sud-ovest del gigante asiatico.