Ultime News
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

Admin

AGI – La minaccia di guerra potrebbe non essere imminente, ma non è impossibile. I rischi di una guerra non dovrebbero essere esagerati, ma dovrebbero essere preparati. E tutto ciò inizia con l’urgente necessità di ricostruire, rifornire e modernizzare le forze armate degli Stati membri”. Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento in plenaria al Parlamento europeo a Strasburgo. “Così facendo, l’Europa dovrebbe sforzarsi di sviluppare e produrre la prossima generazione di capacità operative vincenti. E per garantire che disponga della quantità sufficiente di materiale e della superiorità tecnologica di cui potremmo aver bisogno in futuro. Ciò significa potenziare la nostra capacità industriale della difesa nei prossimi cinque anni”, ha aggiunto.

 

“Lo Strumento europeo per la pace ha mobilitato 6,1 miliardi di euro per sostenere le forze armate ucraine con attrezzature e forniture militari letali e non letali. Il Fondo europeo per la difesa sta investendo in capacitaà di difesa di fascia alta in settori critici quali il combattimento aereo, navale, terrestre, il preallarme spaziale e il cyber. E abbiamo compiuto grandi passi avanti nella crescita delle nostre capacità industriali e produttive nel settore della difesa”, ha proseguito Von der Leyen, “nelle prossime settimane annunceremo le decisioni di aggiudicazione nell’ambito del programma Asap. Questo finanziamento ci consentirà di raddoppiare all’incirca la produzione europea di munizioni, portandola a oltre 2 milioni di proiettili all’anno entro la fine del 2025”. 

“Acquisti comuni di armi come per gas e vaccini”

“L’Europa deve spendere di più, spendere meglio, spendere in modo europeo. Presenteremo alcune proposte nelle prossime settimane con la prima strategia europea di difesa industriale. Uno degli obiettivi centrali della strategia, e del Programma europeo di investimenti nel settore della difesa che ne conseguirà, sarà quello di dare priorità agli appalti congiunti nel settore della difesa. Proprio come abbiamo fatto con i vaccini o con il gas naturale”, ha dichiarato la presidente della Commissione europea, “ciò ci aiuterà a ridurre la frammentazione e ad aumentare l’interoperabilità. Ma per fare questo dobbiamo inviare collettivamente un segnale forte all’industria. Per questo esamineremo come facilitare gli accordi di prelievo o di acquisto anticipato in cui diamo garanzie. Ciò darebbe alle nostre aziende del settore della difesa ordini stabili e prevedibilità nel lungo periodo”. 

 

“Vorrei che pensassimo in grande. È tempo di avviare una conversazione sull’utilizzo degli extraprofitti dei beni russi congelati per acquistare congiuntamente attrezzature militari per l’Ucraina. Non potrebbe esserci simbolo più grande e utilizzo migliore di quel denaro per rendere l’Ucraina e tutta l’Europa un posto più sicuro in cui vivere”, ha proseguito, ” “l’industria della difesa in Europa ha bisogno di accesso al capitale. Vorrei incoraggiare i nostri istituti di credito pubblici e privati a sostenere la nostra industria della difesa e in particolare le Pmi. Anche in difesa, le Pmi sono la spina dorsale della nostra industria. Sono il motore dell’innovazione. E un fattore critico nel mercato unico. E l’argomento ha bisogno di un’attenzione indivisa. Questo è il motivo per cui sono personalmente a favore di un commissario per la Difesa designato per la prossima Commissione”. 

AGI – Il nuovo Consiglio regionale della Sardegna, il XVII della storia dell’autonomia e che resterà in carica per i prossimi cinque anni, dovrà riunirsi entro venti giorni dalla proclamazione ufficiale degli eletti, su convocazione del presidente della Regione in carica. Lo prevede lo statuto sardo, ma i tempi, come dimostra l’esperienza degli ultimi dieci anni, sono molto incerti. Potrebbe trascorrere fino a un mese per l’ufficializzazione degli eletti. La nuova Assemblea sarda sarà formata da 60 consiglieri, fra i quali i due candidati presidenti più votati, la vincitrice Alessandra Todde, che dovrà lasciare il posto a Montecitorio, e lo sconfitto Paolo Truzzu, il quale tornerà in Consiglio regionale dopo cinque anni: nel 2019, pur rieletto, lascio’ il seggio per candidarsi a sindaco di Cagliari, strappando la città al centrosinistra.

 

I TEMPI PER LA GIUNTA. La neo presidente Todde, che subentra a Christian Solinas, avrà dieci giorni dalla proclamazione per nominare i 12 assessori della nuova Giunta (che poi dovrà giurare in Aula) e assegnare la carica di vicepresidente. La convalida dell’elezione di consiglieri e l’accertamento dell’ordine di precedenza dei candidati non eletti spetta alla Giunta per le elezioni del Consiglio regionale. Queste operazioni non possono essere convalidate, però, prima che siano trascorsi venti giorni dalla proclamazione. Spetta all’Ufficio centrale regionale costituito presso la Corte d’appello a Cagliari determinare il numero di voti validi ottenuti da ciascun candidato e procedere alla proclamazione dell’elezione del presidente e dei consiglieri regionali, una volta acquisiti gli estratti dei verbali dello scrutinio dagli uffici centrali circoscrizionali presso i tribunali che, a loro volta, li hanno ricevuti dai 377 Comuni in cui sono state allestite le 1.844 sezioni. Quindi, i voti di lista pubblicati sul sito della Regione Sardegna dovranno prima passare al vaglio dell’Ufficio centrale regionale in Corte d’appello. A quel punto si saprà con certezza a chi saranno assegnati i 58 seggi restanti, tra quoziente pieno e resti, in base al complesso calcolo previsto dalla legge statutaria elettorale del 2013. 

 

IL PREMIO DI MAGGIORANZA. Scattato il premio di maggioranza, dato che Todde è stata eletta con oltre il 40% dei voti, il Campo largo del centrosinistra avrà 36 consiglieri in tutto, il centrodestra 24, come accadde – a parti invertite – cinque anni fa. La verifica dello spoglio delle schede in Corte d’appello – prevede la normativa – deve cominciare entro 24 ore dal ricevimento degli atti inviati dagli Uffici centrali circoscrizionali costituiti per gli 8 collegi nei tribunali di Cagliari, Sassari, Oristano, Nuoro, Tempio Pausania e Lanusei. Risulta che 19 sezioni su 1.844 non sono riuscite a chiudere lo spoglio con dati coerenti e a trasmetterli, dunque le schede elettorali finiranno all’esame degli uffici centrali circoscrizionali nei tribunali. L’Ufficio centrale regionale, infine, comunicherà l’avvenuta proclamazione ai consiglieri eletti e alla segreteria generale del Consiglio regionale, che a sua volta la trasmetterà alla presidenza della Regione affinché – dice la legge – “la porti a conoscenza del pubblico”.

– TEMPISTICA INCERTA PER IL NUOVO CONSIGLIO. Difficile stimare i tempi della procedura e, quindi, il giorno della proclamazione. Cinque anni fa passarono ben 24 giorni dalle elezioni tenutesi il 24 febbraio 2019 prima che fossero ufficializzati i nomi degli eletti. Di conseguenza, slittarono tutti gli altri adempimenti.
Nel 2019 il presidente eletto del centrodestra, Christian Solinas (Psd’Az) completò la Giunta a metà maggio, mentre il nuovo Consiglio regionale aveva tenuto la prima seduta il 4 aprile: le elezioni si erano svolte la domenica 24 febbraio precedente. Nel 2014 passò quasi un mese prima della proclamazione ufficiale dei 60 eletti, incluso il candidato presidente vincitore, Francesco Pigliaru: le elezioni vinte dal centrosinistra si tennero il 16 febbraio 2014; l’ufficio elettorale regionale costituito alla Corte d’appello di Cagliari ufficializzò i nomi dei nuovi consiglieri soltanto il 12 marzo e la Giunta fu presentata da Pigliaru il giorno successivo. Dieci anni il Consiglio regionale si insedio’ il 20 marzo, oltre un mese dopo il voto, per il giuramento di consiglieri regionali e presidente eletto e per la designazione dell’ufficio di presidenza. Le commissioni si costituirono il 16 aprile successivo. 

AGI – Circolazione depressionaria con associato un minimo di bassa pressione che si muove sul Mediterraneo centrale portando condizioni meteo instabili o perturbate in Italia nel finale di febbraio. Maltempo che interesserà nella seconda parte della settimana soprattutto le regioni del Centro-Sud, con fenomeni anche intensi su medio-basso versante adriatico e settori Peninsulari meridionali. Temperature in graduale diminuzione con neve fin verso i 1400-1700 metri anche lungo l’Appennino. Con l’arrivo del primo weekend di marzo ultimi aggiornamenti del Centro Meteo Italiano che confermano l’arrivo di un ulteriore impulso instabile dal nord Atlantico. Ancora maltempo dunque e quota neve in abbassamento grazie alla diminuzione delle temperature.

Previsioni meteo per oggi

NORD

Al mattino tempo instabile su tutte le regioni con piogge e acquazzoni sparsi, neve oltre i 1400-1700 metri sulle Alpi e oltre i 1700-1800 metri in Appennino. Al pomeriggio ancora fenomeni tra basso Piemonte, Appennino e Pianura Padana con quota neve in lieve rialzo, variabilità asciutta altrove. In serata non sono previste variazioni di rilievo.

CENTRO

Tempo instabile al mattino con piogge sparse e neve in Appennino a quote elevate. Al pomeriggio ancora instabilità con piogge e acquazzoni, più asciutto tra Umbria e Toscana. Tra la serata e la notte ancora instabilita’ con piogge sparse e possibili temporali tra Lazio e Abruzzo con neve oltre i 1700-1900 metri, fenomeni più sporadici sulla Toscana.

SUD E ISOLE

Al mattino maltempo diffuso sulle Isole Maggiori con temporali anche intensi, variabilità asciutta altrove. Al pomeriggio ancora maltempo sulle Isole e temporali in arrivo anche sulla Calabria, molte nubi altrove con locali piogge, specie tra Campania e Molise. In serata instabilità in aumento con acquazzoni e temporali sparsi. Neve sui rilievi della Sardegna oltre i 1400-1600 metri. Temperature minime in calo sulle Isole Maggiori e stabili o in rialzo sul resto d’Italia, massime in aumento al Centro-Nord e sulla Sardegna e stabili o in lieve calo al Sud e sulla Sicilia.

Previsioni meteo per domani

NORD

Al mattino cieli per lo più coperti, con deboli precipitazioni sul Piemonte e sulla Romagna, asciutto altrove. Al pomeriggio non sono previste variazioni di rilievo, con deboli nevicate tra Alpi occidentali ed Appennino settentrionale dai 1600-1700 metri. In serata precipitazioni in estensione su tutti i settori con fenomeni deboli-moderati; neve sui rilievi dai 1500-1700 metri.

CENTRO

Al mattino tempo instabile con acquazzoni e temporali tra Lazio e Abruzzo, precipitazioni sparse altrove; neve in Appennino dai 1700-1800 metri. Al pomeriggio ancora maltempo diffuso con cieli coperti e piogge sparse. In serata atteso tempo più asciutto ma ancora uggioso; peggiora nuovamente nella notte con qualche pioggia sui settori adriatici.

SUD E ISOLE

Al mattino attesi temporali su Molise, Puglia e Basilicata, nuvolosità alternata a schiarite altrove. Al pomeriggio precipitazioni che persistono sui versanti Adriatici peninsulari e sulla Sicilia, schiarite sulla Sardegna. In serata si rinnovano condizioni di maltempo sulle regioni peninsulari; isolati piovaschi anche a nord della Sardegna, asciutto ma coperto altrove. Temperature minime in calo al nord e al sud, stabili o in aumento al centro. Massime in rialzo al nord e sulle Isole Maggiori, in diminuzione al centro-sud. 

AGI – In occasione del primo carico di Gnl dalla Repubblica del Congo, il presidente della Repubblica del Congo, Denis Sassou-N’Guesso, il presidente del Consiglio di amministrazione di Eni, Giuseppe Zafarana e l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, hanno celebrato l’avvio della produzione di Gnl nel Paese. Con questo primo carico, spiega la società in un comunicato, la Repubblica del Congo entra nel gruppo dei Paesi esportatori di Gnl, aprendosi a nuove opportunità di crescita economica e contribuendo all’equilibrio energetico globale.

 

“Il primo carico di Gnl dal Congo – ha commentato l’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi – è il risultato del forte impegno di Eni e dei suoi partner e del costante supporto del Governo della Repubblica del Congo. Eni e i partner locali hanno condiviso competenze, know-how e tecnologie, garantendo ulteriori entrate al Paese e contribuendo alla sicurezza energetica dell’Europa”.

 

Il progetto Congo Lng, approvato nel dicembre 2022, ha iniziato la produzione di gas dopo solo un anno, in linea con la tempistica iniziale: un risultato reso possibile dall’approccio fasato e parallelizzato caratteristico di Eni e da un suo piano di esecuzione altamente efficiente. Il primo carico di GNL è in corso e salperà per il terminale di rigassificazione di Piombino nei prossimi giorni. Il progetto, situato nel permesso Marine XII, raggiungerà una capacità di liquefazione del gas a plateau di circa 4,5 miliardi di metri cubi all’anno e comporterà l’azzeramento del flaring dalle attività gestite nel Paese. I volumi saranno commercializzati da Eni, andando a rinforzare e ampliare il portfolio GNL dell’azienda, nel quadro del percorso verso la sicurezza e la transizione energetiche.

 

Eni è presente in Congo dal 1968 ed è l’unica azienda attiva nello sviluppo delle risorse di gas del Paese: attualmente fornisce gas alla Centrale Èlectrique du Congo (Cec), che copre il 70% della capacità di generazione elettrica del Paese. Eni è fortemente impegnata a promuovere la transizione energetica nel Paese attraverso diverse iniziative, tra cui il Centro di Eccellenza Oyo per le Energie Rinnovabili e l’Efficienza Energetica, promosso e sostenuto da Eni e gestito dal Ministero dell’Istruzione Superiore, della Ricerca Scientifica e dell’Innovazione Tecnologica della Repubblica del Congo insieme all’UNIDO (Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale). Inoltre, Eni includerà il Congo nella catena del valore della mobilità sostenibile attraverso la produzione di agri feedstock per la bioraffinazione, e promuove iniziative di cucina pulita, per ridurre il consumo di biomassa e le emissioni associate alla combustione. 

AGI – Già 17 mila iscritti, con obiettivo quota 20 mila, e 10 mila sono stranieri provenienti da ben 110 nazioni. Batte a un ritmo velocissimo il cuore di Acea Run Rome The Marathon in programma domenica 17 marzo. C’è già oggi un grande record: sono appunto oltre 10.000 i partecipanti esteri, dunque il 60% di chi sarà al via arriva dall’estero. Atleti che da tutto il mondo hanno scelto di assicurarsi un posto nella storia di questa grande maratona, un appuntamento messo in calendario da tempo, magari con la famiglia o con gli amici, una grande opportunità oltre che per correre anche per visitare la Città Eterna.

 

Dunque Roma continua la sua tradizione di scrivere la storia e aggiunge altre due pietre miliari: Acea Run Rome The Marathon conferma come già avvenuto negli anni passati, di essere la maratona italiana con una percentuale di stranieri maggiore rispetto agli italiani e in contemporanea con ogni probabilità sarà la maratona più partecipata mai corsa su suolo italiano, un parametro che ha un effetto moltiplicatore sulle emozioni a cui assisteranno le strade della Capitale.

 

“Roma – dichiara Alessandro Onorato, assessore di Roma Capitale ai grandi eventi, turismo, sport e moda – si conferma la Capitale delle corse su strada e la Acea Run Rome The Marathon l’evento podistico più partecipato, più importante e atteso d’Italia dagli atleti professionisti e dagli amatori di tutto il mondo. Quest’anno supereremo il tetto dei 41 mila partecipanti – lo scorso anno erano stati 30 mila. Sono oltre 17mila gli iscritti alla 42 chilometri, 4 mila alla staffetta solidale e 20 mila coloro che parteciperanno alla stracittadina di 5 chilometri. E questo con oltre due settimane di tempo per iscriversi. Un’edizione da record per un grande evento sportivo internazionale con un percorso unico nel cuore della Capitale d’Italia”. 

 

Un appuntamento – aggiunge Onorato – che genera ricadute positive su turismo, economia e occupazione grazie a un indotto di decine di milioni di euro. Ma che è anche una straordinaria vetrina turistica per la nostra città sempre più Capitale dei grandi eventi culturali, sportivi e concertistici. Un record di questa edizione saranno anche gli oltre 10 mila partecipanti provenienti dell’estero, 110 le nazioni rappresentate. Abbiamo previsto per questo un’accoglienza in corrispondenza delle porte d’accesso alla città: all’Info Point dell’aeroporto Leonardo da Vinci e alla stazione Termini”.

 

Dietro le quinte, da mesi uno staff di professionisti lavora in maniera certosina per organizzare il grande spettacolo che meritano gli atleti che hanno riposto la loro fiducia in questo attesissimo evento. Sul piano tecnico è atteso al via un cast di maratoneti internazionali che si sfideranno per lasciare la propria impronta nell’albo d’oro della gara. Sotto il cielo di Roma sarà festa, ci saranno musica e balli, bande e majorettes, messaggi dedicati dal pubblico, tanto tifo e tutto l’entusiasmo di 2 mila volontari sul percorso pronti a incoraggiare con il loro sorriso luminoso. Fatica e sudore saranno annullati da entusiasmo e brividi a fior di pelle in un bagaglio di emozioni che ha come sfondo Roma e i suoi monumenti intramontabili, in un percorso che non ha eguali al mondo per arte, fascino, storia. L’obiettivo di 20 mila di maratoneti in gara era un sogno che sembrava impossibile, ma ora può diventare realtà, c’è e merita di essere considerata la possibilità di raggiungere un numero mai scritto. 

AGI – Nel cuore di Roma antica, dove c’era Campo Marzio, in un’area che va da Largo Argentina a Piazza Venezia, a via delle Botteghe Oscure 46, di fronte alla storica ex sede del Pci, sotto palazzo Lares Permarini (dal nome del tempio adiacente attribuito dagli archeologi appunto ai Lares Permarini o alle ninfe) un ritrovamento archeologico aiuta a capire meglio la topografia della città nel periodo che va dal I secolo avanti Cristo al I secolo dopo Cristo.

 

Si tratta di una parte della Porticus Minucia, scoperta avvenuta durante i lavori di ristrutturazione di Palazzo Lares Permarini che sarà trasformato in albergo a 5 stelle (86 camere, un roof garden con vista sulle meraviglie di Roma – dal Vittoriano ai Fori al Pantheon a Largo Argentina – con un ristorante specializzato in cucina romana “non rivisitata” affidata a un giovane chef), che permette di porre un ulteriore tassello alla conoscenza del grandioso quadriportico costruito in epoca repubblicana, che abbracciava l’area del Campo Marzio dove avvenivano le cosiddette ‘frumentationes’, ovvero le distribuzioni gratuite di grano alla plebe.

 

 

Una scoperta frutto della sinergia tra pubblico e privato, un meccanismo virtuoso che permette di valorizzare il patrimonio culturale italiano e al contempo di rendere ancor più unico un albergo nel centro di Roma. Le strutture sono state infatti ritrovate grazie alla stretta collaborazione tra Finint Investments, società di gestione del risparmio del Gruppo Banca Finint, e la Soprintendenza Speciale di Roma, durante una ristrutturazione dell’edificio per la realizzazione di un hotel 5 stelle della linea Radisson Collection, il ‘Roma Antica’ che aprirà ufficialmente il 28 marzo.

 

“Il ritrovamento archeologico poteva essere un problema e invece lo abbiamo trasformato in un’opportunità – spiega Mauro Sbroggiò, ad di Finint Investments – in realtà questa ristrutturazione, che ridà vita a un palazzo prestigioso, rappresenta per noi un successo perché ci ha permesso anche di valorizzare questi importanti ritrovamenti archeologici mettendoli a disposizione della collettività grazie a una collaborazione continua e sinergica con la Soprintendenza, un esempio di un concorso di buona volontà tra un investitore privato e una sovrintendenza particolarmente competente e sensibile”.

 

 

“Il ritrovamento di una porzione della Porticus Minucia ha una grande importanza a livello scientifico e costituisce l’occasione per ribadire come la Soprintendenza possa lavorare in modo efficace con enti privati – spiega Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma – Finint Investments ha finanziato sia le operazioni di scavo archeologico, sia una innovativa valorizzazione dei reperti, in modo da renderli fruibili a tutti e non disperdere il prezioso lavoro di scavo e di studio degli archeologi”.

 

Dopo i ritrovamenti, in corso d’opera è stato ampliato il progetto con l’aggiunta della valorizzazione in situ dei resti archeologici che saranno visitabili al piano interrato dell’hotel, corredati da un video multimediale che propone la ricostruzione tridimensionale della Porticus Minucia. Il sito sarà visitabile da tutti, non solo dagli ospiti dell’albergo, ma in maniera contingentata. “Ci stiamo dotando di guide e prendiamo contatto con le altre guide della città perché’ sappiano che qui c’è un importante reperto archeologico – spiega ancora Mauro Sbroggiò – ci sarà un flusso regolato, ovviamente, ma diventerà un flusso aperto al pubblico”.

 

Lo scavo, effettuato tra maggio e luglio del 2020, e’ stato diretto dall’archeologa della Soprintendenza Marta Baumgartner, che spiega: “La scoperta e’ per noi motivo di orgoglio perche’, per la prima volta, vediamo i muri della Porticus Minucia in elevato e le decorazioni marmoree che li impreziosivano: possenti blocchi di tufo uniti da grappe e rivestiti, almeno nella parte inferiore con lastre di marmo. Un secondo dato importante e’ la collocazione del limite orientale della Porticus Minucia, noto ma ora posizionato in modo esatto”.

 

 

La scoperta archeologica ha cosi’ permesso di ricostruire l’aspetto della Porticus Minucia in modo estremamente attendibile, come mai accaduto prima d’ora. La realizzazione di un modello tridimensionale del monumento ha consentito inoltre di individuare la sua esatta collocazione rispetto all’odierno tessuto urbano. Per ciò che riguarda la datazione, la fase attualmente visibile della Porticus Minucia è ricoperta da strati di abbandono databili all’inizio della tarda età imperiale (III secolo dopo Cristo), a conferma delle notizie storiche che fanno risalire a questa epoca la fine delle distribuzioni di grano e l’inizio delle erogazioni gratuite di pane in altri luoghi della città.

 

I visitatori entreranno nel piccolo sito archeologico che risale al I secolo dopo Cristo di epoca imperiale, domizianea, quando il Porticus Minucia (costruito in epoca repubblicana da Marco Minucio Rufo in seguito alla vittoria sugli Scordisci nel 106 a.C.) era stato ricostruito dopo l’incendio dell’80 d.C.: si tratta di una stanza da cui e’ visibile una parte dell’alzata del muro e blocchi marmorei, cosi’ come pavimentazione e muratura di strutture successive. Ad aiutare i visitatori a comprendere dove si trovino e la reale portata della scoperta c’è un video multimediale che propone la ricostruzione tridimensionale della Porticus Minucia e inserisce il quadriportico nel contesto della Roma attuale.

 

 

La struttura rinvenuta, due file di grandi blocchi in peperino di epoca imperiale venuti alla luce per la prima volta, segna con precisione il limite orientale della Porticus. Tale confine finora era conosciuto solo sommariamente grazie agli appunti presi da Guglielmo Gatti durante i lavori di costruzione del Palazzo nel 1938. Di grande interesse sono soprattutto le decorazioni in alzato, mai fino a ora rinvenute: della Porticus erano infatti note solo le fondazioni e lacerti di pavimentazione emersi negli scavi del 1983 alla Crypta Balbi.

 

Alcune ipotesi ricostruttive presentavano le facciate dell’edificio in mattoni mentre gli attuali ritrovamenti mostrano la tecnica decorativa delle pareti, nella parte inferiore realizzata con grandi lastre di marmo bianco al di sopra delle quali insistono frammenti marmorei più piccoli di riutilizzo, a scandire linee orizzontali. Negli strati di crollo successivi, il rinvenimento di intonaco ha permesso inoltre di ipotizzarne anche il rivestimento della parte superiore. Lo scavo ha rivelato almeno due fasi costruttive dei livelli pavimentali collocati sotto al porticato, realizzati entrambi in scaglie di travertino di diversa fattura. I ritrovamenti corrispondono alla parte dell’edificio di età imperiale cosi’ come rappresentato in un frammento della cosiddetta Forma Urbis, la pianta marmorea di Roma antica realizzata intorno al 209 dopo Cristo. 

 

AGI – Un ragazzo di 16 anni è morto dopo essere stato travolto da un treno a Felizzano, nell’Alessandrino. È accaduto poco dopo le 7 di questa mattina sul tratto ferroviario Felizzano-Solero. Da quanto è emerso, il giovane sarebbe ospite di una comunità per minori del paese e avrebbe attraversato i binari per raggiungere un altro convoglio.

Sul posto è intervenuta la Polizia ferroviaria per ricostruire l’accaduto, oltre al personale del 118 e all’autorità giudiziaria e ai volontari della Protezione Civile che hanno aiutato nell’evacuazione del treno.  La circolazione ferroviaria è stata sospesa tra Felizzano e Solero con conseguenti ritardi per treni Intercity e Regionali.

AGI – “Erano sicuri di vincere, son venuti qui a Cagliari in pompa magna, con premier e vicepremier, e la Sardegna ha risposto. Ha perso Truzzu, ha perso Giorgia Meloni che l’ha imposto con una forzatura, e ha perso pure Matteo Salvini”, scrive sui social Elly Schlein. “Cambia il vento”, ribadisce la segretaria Pd che rimarca come “Alessandra Todde sarà la prima presidente della Sardegna” e spiega che si tratta del “riscatto di una comunità orgogliosa che ha sperimentato per cinque anni sulla propria pelle l’inadeguatezza della destra”. “E’ una vittoria di Alessandra – riprende Schlein – che si è dimostrata la persona giusta, ha fatto una campagna straordinaria e sarà una grande presidente. Saprà ridare fiducia ai sardi e speranza a questa terra meravigliosa”. Ma è anche, rivendica ancora Schlein, “una vittoria di squadra, perchè Alessandra ha tenuto insieme una coalizione plurale che si è unita ogni giorno di più”. “Ringrazio tutto il Pd sardo, anzitutto le candidate e i candidati, perchè siamo il primo partito sull’isola, e per questo ringraziamo chi ci ha votato e sentiamo una grande responsabilità”. 

Su Facebook, Schlein ribadisce gli stessi concetti (“Una cosa è certa: l’alternativa c’è”) ammettendo che “come segretaria, a un anno esatto dalle primarie, non potevo sperare in una ragione più bella per festeggiare”. La vittoria, prosegue, “dimostra che la direzione intrapresa è quella giusta e che essere testardamente unitari porta i suoi frutti. Lo saremo anche in vista di altre sfide ugualmente importanti, perchè oggi abbiamo dimostrato che la destra si può battere”. “Era dal 2015 che non si vinceva una Regione in cui governa la destra. Fra due settimane – rilancia – possiamo vincere anche in Abruzzo con Luciano d’Amico”. 

AGI – “L’ultimo stipendio lo abbiamo percepito a novembre”. È l’alba quando il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, arriva davanti a una delle portinerie di Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva di Taranto, da dove ha inaugurato la sua giornata nel capoluogo pugliese incontrando gli operai della fabbrica che cominciano il turno di lavoro del mattino, accompagnato dal neo commissario Giancarlo Quaranta. Quello delle retribuzioni in ritardo è il primo problema che i lavoratori dell’indotto pongono a Urso. “Dicembre senza stipendio, senza tredicesima e oggi ancora niente”, prosegue il lavoratore.

Poi dal gruppo di operai che si assiepa attorno a Urso, accompagnato da esponenti locali di FdI (il deputato Dario Iaia e il consigliere regionale Renato Perrini), si alzano altre voci preoccupate: “Siamo senza un euro ministro, ci viene da piangere, siamo tutti padri di famiglia, che cosa diciamo ai nostri figli? Cerchiamo una soluzione”. “Ragazzi diciamo che otto governi non hanno fatto niente, sono venuti a fare le passerelle – afferma un altro operaio rivolto ai colleghi – già che ci ha cacciato la Morselli ci ha fatto un grande favore, siamo fiduciosi” e il riferimento è all’uscita di scena dell’amministratore delegato di Acciaierie, Lucia Morselli, in conseguenza dell’entrata della società in amministrazione straordinaria decisa dal Governo con la nomina del commissario Giancarlo Quaranta.

 

 

 

“Diamo risposte ai lavoratori di Taranto” ha chiesto un altro operaio.
Urso, che ha ascoltato tutte le preoccupazioni dei lavoratori, ha risposto: “Capisco bene, so cosa significa”.

“Mi aspetto che qualcuno di voi mi ponga qualche suggerimento, qualche interrogativo, anche se necessario qualche critica, affinché possa rispondervi da subito e rispondervi con i fatti”. Ha esordito così il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, parlando stamattina ai lavoratori e delegati sindacali di Acciaierie d’Italia riuniti in una sala della fabbrica. Accanto al ministro, i commissari straordinari di Acciaierie, Giancarlo Quaranta, e di Ilva, Alessandro Danovi.

 

“Il Governo ha deciso di commissariare l’azienda con l’amministrazione straordinaria e nel farlo ha scelto una persona che voi conoscete bene da qualche decennio, perché credo che sia nato qui e quindi conosce perfettamente tutta la vita straordinaria di questo che è stato a lungo, il
più grande, importante e significativo impianto siderurgico d’Europa”, ha detto il ministro riferendosi al commissario Quaranta e alla stessa ex Ilva.

 

 

 

 

 

“Se esiste l’industria italiana, se esiste un’industria dell’automotive, degli elettrodomestici e della cantieristica, lo è perché a monte vi è stata un’industria siderurgica come Taranto che ha fornito gli strumenti perché crescesse l’industria italiana”, ha rilevato Urso.

 

Il ministro questa mattina dalle 7 incontrerà in fabbrica, nella sala del cosiddetto “parlamentino”, altri lavoratori di Acciaierie e delegati sindacali, e poi alle 8.15 sarà in Prefettura per presiedere un vertice insieme alle parti sociali, sindacati e imprese, presenti anche i commissari delle due amministrazioni straordinarie, quella di Ilva, società proprietaria degli impianti siderurgici, e quella di Acciaierie d’Italia, società che gestisce gli impianti. Urso incontrerà anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

 

 

 

AGI – Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha detto di sperare che un accordo per il cessate il fuoco a Gaza possa essere raggiunto entro lunedì, in modo da ottenere almeno il rilascio di parte dei più di cento ostaggi in mano da Hamas. Parlando con i giornalisti al seguito nel suo viaggio a New York, dove ha partecipato a uno show televisivo sulla Nbc, Biden ha detto: “Spero entro la fine del weekend”. Era in risposta alla domanda se si aspettasse che il cessate il fuoco tra Hamas e Israele cominciasse presto. “Il mio consigliere alla sicurezza nazionale – ha aggiunto – mi dice che siamo vicini. Siamo vicini. Ma ancora non è fatta. La mia speranza è che entro lunedì avremo un cessate il fuoco”. Il commento è stato fatto in modo naturale, spontaneo, mentre Biden si stava concedendo una sosta per il gelato dopo aver registrato un suo intervento allo spettacolo di Seth Meyers, il “Late Show”, in onda sulla Nbc e realizzato per celebrare i dieci anni della trasmissione. Il presidente ha partecipato a sorpresa, anche se la notizia della sua presenza nelle ultime ore aveva fatto il giro dei social: al suo arrivo, in sit-in per strada, c’erano decine di manifestanti pro-Palestina che hanno contestato la politica pro-Israele di Washington, e accusato Biden di essere colpevole del genocidio dei palestinesi assieme al premier israeliano Benjamin Netanyahu. Ma all’ingresso in studio Biden è stato accolto dalla standing ovation del pubblico e lui è parso rinfrancato e divertito. Il cessate il fuoco toglierebbe pressioni anche alla Casa Bianca, finita sott’accusa da parte degli stessi elettori democratici, tra cui molti giovani, proprio la fascia di americani su cui Biden punta per vincere di nuovo le elezioni a novembre. Una mano gli puo’ arrivare dal Medio Oriente. Nel weekend il gabinetto di guerra di Israele aveva approvato un accordo per una tregua di sei settimane e il rilascio di circa quaranta ostaggi. Una delegazione del governo Netanyahu era attesa in Qatar per incontrarsi con rappresentanti di Stati Uniti, Egitto e Qatar. Nell’accordo potrebbe esserci lo scambio con prigionieri palestinesi accusati di terrorismo. Se confermato, questo potrebbe portare Hamas a liberare i soldati israeliani catturati nel blitz del 7 ottobre e accettare un accordo che metterebbe fine, almeno in modo temporaneo, agli scontri lungo la Striscia di Gaza.