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Le entrate dell’Inps nei primi sette mesi del 2018 (c.d. riscossioni della produzione, esclusi i trasferimenti dallo Stato ed altri enti) ammontano a 119.351 milioni di euro, in deciso aumento (+4,07%) rispetto al medesimo periodo del 2017, quando erano stati incassati 114.686 milioni di euro. L’incremento, spiega una nota, conferma il trend positivo che già si era registrato lo scorso anno rispetto al 2016 (+1,5%), quando nel periodo gennaio-luglio il totale delle riscossioni era stato di 112.988 milioni di euro.

Tutti gli ultimi governi hanno sparato a zero sulle province, fino ad annunciare di averle debellate, quale caposaldo di inutili sprechi. Eppure il 31 ottobre si voterà per rinnovare 47 presidenti e 70 consigli provinciali. Come è possibile? Il decreto milleproroghe, scrive il Sole 24 Ore, ha dato il via alla macchina elettorale, con buona pace della legge Delrio del 2014, che ha trasformato le Province in enti di secondo livello cioè eletti da sindaci e consiglieri comunali del territorio e non dai cittadini.

La riforma costituzionale che le avrebbe dovute cancellare si è arenata sullo scoglio del referendum e ora sta al governo gialloverde esaminare la richiesta dell'Upi di ripristinare 280 milioni di finanziamenti tagliati negli anni scorsi.


I numeri

  • Si eleggeranno 47 presidenti e 70 consigli provinciali
  • Le province nelle Regioni a statuto ordinario sono 76
  • In totale le poltrone da assegnare sono 850

Come funzionano le elezioni

In teoria, sono candidabili tutti i sindaci e i consiglieri comunali interessati. In pratica, potrà essere coinvolto solo il 38% dei primi cittadini. L'altro 62% non ha i 12 mesi di mandato ancora da svolgere previsti dalla riforma Delrio. Il risultato è che l'election day consentirà di riempire tutte le caselle solo a 13 enti sui 47 coinvolti. Gli altri lo faranno a metà o in due tempi. Senza contare che nei 29 restanti (per arrivare alle 76 Province delle Regioni a statuto ordinario) sí voterà nell'arco dei prossimi 4 anni.

Cosa prevede la legge Delrio

Le 76 Province (e 10 Città metropolitane) delle Regioni ordinarie sono diventate enti di secondo grado con un presidente e un consiglio provinciale (tutti senza gettone) eletti tra i sindaci e i consiglieri comunali di zona. Non esistono più le giunte. Le Regioni hanno deciso quali funzioni lasciare loro e quali riprendersi. La riforma costituzionale avrebbe dovuto sopprimerle, ma è stata bocciata con il referendum

Le province ora costano il 32% in meno, con un taglio da 5 miliardi di spese nel 2010 a 3,45 del 2015, di cui solo 1,38 di funzioni fondamentali. Gli investimenti, poi, sono crollati del 63%, passando da 1,93 miliardi del 2008 a 0,71 del 2017.

Beni per 150 milioni di euro sono stati confiscati  all'86enne editore del quotidiano "la Sicilia" di Catania, Mario Ciancio Sanfilippo, imprenditore attivo anche nel campo immobiliare e sotto processo per concorso esterno in associazione mafiosa. Il provvedimento, richiesto dalla Direzione distrettuale antimafia ed emesso dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Catania, colpisce conti correnti, polizze assicurative, 31 società, quote di partecipazione detenute in ulteriori 7 società e beni immobili.

Sono passati ben trentun anni dall’uscita del primo Mega Man, conosciuto in patria come Rock Man, e di capitoli dedicati al celebre androide blu ne sono stati sviluppati a iosa. Seppur con i suoi alti e bassi, assolutamente giustificabili per una serie così longeva, siamo arrivati all’undicesima iterazione del filone principale, prevista per il prossimo 2 ottobre su PC, PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch.

Siamo stati di recente negli uffici di Digital Bros. per provare una build recente del gioco che ci ha permesso di testare con mano quello che ci aspetterà in questa nuova avventura.

mega man 11 provato

Ve lo anticipiamo già: Mega Man 11 vi farà arrabbiare, e tanto. I quattro livelli che abbiamo provato sono stati fonte di ingiurie pesantissime nei confronti delle più importanti entità religiose da cui si potesse attingere. E dire che lo abbiamo provato in modalità casual, ovvero il livello di difficoltà consigliato a chi non gioca da tantissimo alla serie. Il gioco mette a disposizione, infatti, ben tre livelli di difficoltà con cui cominciare, più uno ancora più estremo che verrà sbloccato solo a gioco terminato. La difficoltà incide sulla quantità di danni che Mega Man può ricevere, sul numero di checkpoint disponibili e sulla quantità di oggetti che è possibile trovare in giro per il livello.

Mega Man 11 si presenta esteticamente molto rinnovato rispetto agli ultimi due capitoli usciti durante la passata generazione, proponendo per la prima volta una grafica 2.5, con personaggi poligonali 3D su sfondi bidimensionali. A livello di gameplay, invece, le meccaniche sono identiche a quelle riproposte sin dal primo capitolo nel lontano 1987. All’inizio del gioco, infatti, sarà possibile scegliere in totale libertà l’ordine dei livelli per avanzare nell’avventura, semplicemente selezionando il volto del boss che andremo ad affrontare al termine di ciascuno stage. La selezione dei livelli è un fattore che non va sottovalutato, perchè storicamente Mega Man ci ha insegnato che ciascun boss ha delle debolezze verso determinati poteri di altri boss, quindi finire gli stage con un ordine ben preciso potrebbe essere un fattore determinante per proseguire con più tranquillità e naturalezza. Ricordiamo infatti che uno degli aspetti che sempre caratterizzato Mega Man è infatti la sua possibilità di acquisire i poteri di tutti i boss che lui sconfigge per poi utilizzarli a piacimento nei livelli successivi.

Mega Man 11

Come nei capitoli passati , anche qui Mega Man dovrà attraversare i vari quadri sparando ai nemici, schivando l’impossibile e saltando sulle varie piattaforme cercando di stare attento a non cadere. Le novità derivano tutte dall’utilizzo dei due Gears, due poteri che permettono al nostro robottino preferito di rallentare il tempo o di raddoppiare i danni. Soprattutto la meccanica del tempo è l’elemento su cui si basa la perfetta esecuzione per terminare un livello subendo meno danni possibile e far fronte ai vari grattacapi che si incontreranno durante l’attraversamento delle aree di gioco. Ovviamente non è abusabile: se usata per troppo tempo, rischia di mandare Mega Man in sovraccarico e bisognerà aspettare un po’ di tempo prima di poter riutilizzare i Gears.

Sebbene l’introduzione dei Gears sia una caratteristica interessante del gameplay, dobbiamo ammettere che il level design non contribuisce a renderla funzionale al meglio, visto che spesso pare non ci sia una logica su come siano posizionati i nemici, così come il tempismo di alcuni ostacoli da schivare. A volte, solo la fortuna di arrivare nel giusto momento in una determinata schermata vi permetterà di superarla in maniera adeguata. Questa è la principale fonte di stress e rabbia di cui vi anticipavamo prima, un problema che a memoria non accadeva nei capitoli precedenti della serie. A questo si aggiunga il fatto che alcune hitbox di alcuni elementi a schermo sono completamente sballati, facendovi sbagliare dei salti che comporteranno alla vostra morte (e ricordiamo che perdere tutte le vite a disposizione, significa ricominciare il livello daccapo).

Nonostante tutto, Mega Man resta Mega Man, e la soddisfazione di battere i boss dopo tanti tentativi e studio dei pattern è tangibile. Nonostante gli attacchi di ira frequenti, il gioco diverte e invoglia la prosecuzione, soprattutto nella curiosità di scoprire nuovi poteri e le loro applicazioni. Resta da capire se ciò basterà a Mega Man 11 per affermarsi nel 2018: il mondo dei platform a scorrimento è stato alimentato da indie di tutto rispetto, che forse osano addirittura di più anche in termini di direzione artistica, oltre che di gameplay.

Mega Man 11

Mega Man 11 non ci ha pienamente convinto, principalmente per problemi di level design. Ma non fasciamoci la testa prima di sbatterla: il giudizio definitivo va fatto, come sempre, solo in sede di recensione, quindi non ci resta che aspettare ancora qualche settimana per scoprire il verdetto.

L’articolo Mega Man 11 – Provato proviene da GameSource.

Almeno cinque persone sono morte, compreso un ragazzo di 12 anni, e migliaia di abitazioni sono state danneggiate in seguito alle forti piogge e alle alluvioni avvenute nel nord-ovest della Tunisia nel fine settimana. Secondo l’agenzia di stampa Tap, almeno 12 distretti del governatorato di Nabeul hanno subito da sabato piogge torrenziali e inondazioni. Il portavoce del protezione civile locale, Moez Triaa, ha confermato che tra le vittime figura anche un 12enne rimasto folgorato a Cap Bon. Una persona risulta tuttora dispersa, un 70enne residente nella regione di Takelsa. Salwa Khiari, governatore di Nabeul, ha dichiarato che tutte le strade sono state ripulite e che gli aiuti saranno distribuiti alle vittime dell’inondazione a partire da oggi. 

Ti sconto l'assicurazione sulla vita se in cambio fai esercizio fisico. E' la proposta di alcune compagnie, tra le quali l'americana John Hancock Insurance. Una possibilità offerta dalla tecnologia. E in particolare da smartwatch e bracciali per il fitness.

Sono i dispositivi indossabili, infatti, a fornire le prove dell'attività fatta dagli assicurati. Le compagnie ci guadagnano perché avere clienti in salute significa, in media, che avranno vite più lunghe. Ricevono quindi premi più a lungo e passa più tempo prima di dover sborsare la cifra assicurata.

Ghiotti incentivi

La salute, però, potrebbe non essere un incentivo sufficiente per i clienti. Ecco perché John Hancock ha studiato una serie di incentivi. Chi accetta di indossare un bracciale intelligente, paga premi ridotti e ha sconti sui prodotti di alcune società e su alcune piattaforme online. Un altro incentivo riguarda la possibilità di avere un dispositivo gratuito.

John Hancock offre di finanziare l'acquisto, tra gli altri, di Apple Watch e Fitbit. Se il cliente fa sport e raggiunge gli obiettivi del suo allenamento, paga rate minime o nulle. Se invece si dimostra pigro, il prezzo sale, fino a quindici dollari al mese. In sostanza, quindi, mantenersi in forma permette di avere gratis smartwatch che costano qualche centinaio di dollari e di risparmiare sui premi.

Dati a go-go

In cambio, le compagnie assicurative come John Hancock possono contare su un altro vantaggio. Oltre a un flusso di denaro più duraturo, ottengono dati. Informazioni sensibili, perché riguardano la salute, rilevate (potenzialmente) 24 o ore su 24. Non è necessario indossare sempre lo smartwatch. Quando si slaccia il cinturino, si deve però attivare il gps dello smartphone per provare che si sta correndo al parco o si stanno facendo esercizi in palestra.

John Hancock ha spiegato a Quartz che i dati non sono condivisi o venduti a terze parti. Restano solo a disposizione della società. Che, a quanto pare, non avrebbe avuto rimostranze dei clienti sulla privacy. Forse perché custodire dati sensibili non è una novità per le compagnie assicurative. Ci sono anche altre società, come United Healthcare e la startup Oscar, che utilizzano gli orologi intelligenti in cambio di condizioni più favorevoli.

Sarà questo il futuro delle assicurazioni sulla vita? Possibile, anche perché – come dimostra l'elettrocardiografo mondato sull'Apple Watch 4 – i nuovi wearable iniziano a puntare non solo sul benessere ma anche sulla sanità. Tuttavia, questo tipo di contratti non è adatto a tutti. Tendono infatti a escludere o penalizzare chi ha problemi tali da ridurre la sua capacità di muoversi, come impedimenti fisici e depressione.

In occasione del Tokyo Game Show 2018, durante la propria conferenza ATLUS ha rivelato quello che sarà il filmato iniziale per Catherine: Full body.

Inoltre, sempre durante l’evento, il publisher ha annunciato che Catherine: Full Body sarà presente al Hitsuji (Sheep) Festa Carnival 2018 presso Nakano Antenna Street i prossimi 3 e 4 Novembre; negli stessi giorni si svolgerà anche un torneo durante i Red Bull Gaming Sphere Tokyo. Per concludere, per chi mastica un po’ di TV nipponica, ATLUS ha annunciato una collaborazione tra il suo gioco e la serie televisiva Yaretakamo Iinka.

Non avendo la possibilità di presenziare a nessuno degli eventi proposti, non ci resta che attendere di poter finalmente tornare a vestire i panni del caro Vincent, il contendente “ideale” per le nostre protagoniste.

L’articolo Presentato il filmato iniziale di Catherine: Full Body proviene da GameSource.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha negato contrasti tra il suo governo e i tecnici dei ministeri: "La burocrazia, le cosiddette strutture amministrative sono al servizio delle nostre iniziative, spetta a noi dare l'indirizzo, il dialogo è serrato", ha spiegato a margine delle celebrazioni per il 50esimo della morte di Padre Pio, soffermandosi sulle polemiche sul rapporto tra il M5S e i tecnici del Mef. Conte ha negato contrasti con il ministro dell'Economia, Giovanni Tria: "Io ho fiducia in tutti i ministri. Ho letto di qualche polemica ma lasciano il tempo che trovano". Sul decreto Genova, il premier ha assicurato che si sta "chiudendo il cerchio: "In questo momento è al ministero dell'Economia, stiamo aspettando gli ultimi rilievi per trasmetterlo a brevissimo al Quirinale, perché possa andare in Gazzetta Ufficiale". Quanto alla possibilità di estendere il reddito di cittadinanza anche agli stranieri, Conte ha precisato: "Non entro nei dettagli, stiamo valutando tutti gli aspetti tecnici". 
 

E' tecnicamente riuscito l'intervento di trapianto della faccia eseguito su una donna di 49 anni presso l'Azienda ospedaliero-universitaria Sant'Andrea.

Alle 5 di domenica mattina, dopo 27 ore, si è conclusa l'operazione in cui si sono alternate in sala equipe di chirurghi, anestesisti e infermieri strumentisti. La donna, sottoposta a terapia immunosoppressiva antirigetto, è in coma farmacologico indotto ed è in isolamento in terapia intensiva in prognosi riservata. La paziente era affetta da neurofibromatosi di tipo I, una malattia genetica che causa gravi manifestazioni sulla pelle, negli occhi e nervose.

Il trapianto multitessuto, con pelle, fasce muscolari e cartilagine ha richiesto tre anni di preparazione, da parte dell'organizzazione e del personale. La donatrice è una 21enne morta in un incidente stradale che ha donato anche fegato e reni.

Nel mondo sono già stati realizzati una cinquantina di trapianti di faccia, in Europa una decina e la maggior parte di questi in Francia.

In questi ultimi 45 anni i condoni fiscali hanno consentito all'erario di incassare 131,8 miliardi di euro. Il calcolo è stato fatto dall'Ufficio studi della Cgia, ma non deve far esultare: in termini assoluti, anche l'ammontare complessivo "recuperato" è importante, molto più elevata è la cifra evasa al fisco.

Secondo i dati del Ministero dell'Economia e delle Finanze, l'evasione fiscale ammonta a circa 110 miliardi di euro l'anno. In altre parole, quasi mezzo secolo di condoni hanno permesso di recuperare poco più di quanto si evade in un solo anno.

L'illusione della pace fiscale

I condoni, quindi, sono serviti a fare cassa, ma non a "sanare" l'evasione che continua a sottrarre ingenti risorse allo Stato. Poche illusioni: anche la "pace fiscale" che il Governo Conte vuole introdurre nel 2019 rischia di assicurare un gettito molto inferiore alle attese. "Premesso che l'evasione fiscale va contrastata ovunque essa si annidi" sottolinea il coordinatore dell'Ufficio studi di Cgia Paolo Zabeo "è comunque bene ricordare che nel rapporto tra il fisco e il contribuente la parte maggiormente lesa non è il primo, bensì il secondo. Se teniamo conto degli effetti economici riconducibili al cattivo funzionamento della macchina pubblica, i danni subiti dai cittadini e dalle imprese sono nettamente superiori a quelli arrecati allo Stato dagli evasori attraverso il mancato pagamento di tasse e contributi".

Secondo l'Ufficio studi, i debiti della nostra Pubblica amministrazione nei confronti dei propri fornitori ammontano, secondo le ultime stime della Banca d'Italia, a 57 miliardi di euro; da alcune analisi condotte dall'Ufficio studi della Confcommercio, il deficit infrastrutturale costa all'economia del nostro Paese 42 miliardi di euro all'anno.

Secondo i calcoli del Dipartimento della Funzione Pubblica, l'eccesso di burocrazia che caratterizza la Pubblica amministrazione italiana pesa per 31 miliardi di euro all'anno sul sistema delle nostre Pmi; i ritardi della giustizia, in particolar modo di quella civile, producono, secondo la Banca d'Italia, un costo pari a un punto di Pil all'anno (circa 16 miliardi di euro); in uno studio redatto da The European House Ambrosetti e le Ferrovie dello Stato emerge che gli sprechi e le inefficienze presenti nel settore del trasporto pubblico locale ammontano a 12 miliardi di euro.

"Ovviamente" dice il segretario della Cgia, Renato Mason, "gli importi appena descritti non possono essere sommati. Innanzitutto perché molte di queste aree di intervento si sovrappongono e in secondo luogo perché sono dati estrapolati da fonti diverse. Tuttavia, una cosa è certa: l'evasione va contrastata con tutte le forze, ma è altrettanto indispensabile rendere la macchina pubblica più efficiente e meno costosa per consentire a coloro che sono fedeli al fisco, ovvero la stragrande maggioranza dei contribuenti italiani, di versare meno e di ricevere servizi migliori".

Come sono stati estratti i dati

Tornando ai condoni, l'Ufficio studi della Cgia sottolinea che i gettiti presi in considerazione sono quelli di ciascun anno e non si riferiscono solo ad un particolare tipo di condono. Gli incassi relativi a ciascuna misura, infatti, tendono a distribuirsi in più anni; tuttavia, in questa elaborazione sono stati ordinati secondo l'annualità in cui il legislatore li ha introdotti. Gli importi sono stati ricavati dalla contabilità nazionale che, in base alle regole di imputazione, sono pressoché in linea con l'effettivo incasso.

Milioni di piccoli debitori

Ma quanti sono i contribuenti italiani che hanno un debito con il fisco? Circa 20 milioni e l'82 per cento di questi – 16.340.000 persone – deve versare un importo inferiore a 10 mila euro. Complessivamente i ruoli da riscuotere ammontano a 871 miliardi di euro. Se teniamo conto dei soggetti falliti o delle persone decedute, dei casi in cui la riscossione risulta sospesa, delle situazioni in cui sono in atto delle rateizzazioni il residuo aggredibile scende a 84,2 miliardi che include anche i debiti per i quali i contribuenti non possono essere perseguiti per una serie di vincoli previsti dalla legge (soglia minima per l'iscrizione ipotecaria, impignorabilità della prima casa, limitazione alla pignorabilità di stipendi e salari, ecc.).

Un pugno di grandi elusori

Oltre agli evasori tradizionali, inoltre, non va nemmeno dimenticato che una buona parte dei 110 miliardi che annualmente vengono sottratti al fisco sono imputabili alle azioni elusive delle società di capitali, alle multinazionali del web e alla fuga di alcune grandi aziende che hanno spostato le sedi fiscali nei Paesi con una marcata fiscalità di vantaggio per pagare meno tasse.

Gli strumenti in mano al fisco

Con l'abolizione del segreto bancario avvenuto nel 2016, sono oltre una dozzina i provvedimenti che attualmente possono essere utilizzati dall'Amministrazione finanziaria per contrastare efficacemente l'evasione. Una platea di strumenti che non dovrebbe consentire più a nessuno di sfuggire alle pretese del fisco e che si compone di:

  • studi di settore;
  • redditometro;
  • spesometro;
  • abolizione del segreto bancario;
  • blitz contro la mancata emissione di scontrini e ricevute;
  • metodologie di controllo delle Pmi e dei lavoratori autonomi;
  • limite all'utilizzo dei contanti fino a 2.999 euro;
  • Serpico (super cervellone che registra decine di migliaia di informazioni al secondo, mettendo a confronto i dati della dichiarazione dei redditi, le polizze assicurative, le informazioni del catasto, del demanio, della motorizzazione, etc.);
  • utilizzo del Pos per le transazioni commerciali;
  • fatturazione elettronica;
  • split payment;
  • reverse charge. 

Ma, a quanto pare, non basta.