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Sword Art Online torna sulle nostre console con un altro titolo dalla storia originale, curata dallo scrittore della novel Reki Kawahara. Dopo diversi titoli ambientati tutti all’interno di MMORPG, Bandai Namco e Dimps han cercato di rinfrescare i propri titoli cambiandone il setting. Difatti nonostante il gioco rimanga ambientato all’interno di un MMO, il genere non sarà l’RPG ma il TPS. Sfruttando quindi il concept di Gun Gale Online, gioco mostrato all’interno del secondo anime dedicato a Sword Art Online, è nato Sword Art Online: Fatal Bullet. Riuscirà questo titolo a risultare contemporaneamente buono e originale?

Sword Art Online: Fatal Bullet

Un’esperienza online… ma in single player 

La storia di Sword Art Online: Fatal Bullet inizia con la creazione dell’avatar: non si giocherà nei panni di Kirito, sebbene ci sia una modalità bonus che permetterà di farlo, ma in quelli di un personaggio originale che comunicherà tramite frasi a scelta multipla. Purtroppo queste scelte son molto limitate e non permettono vero roleplay, ma la loro presenza aiuta l’immersione, su cui il titolo punta parecchio. Buono invece l’editor, che permette buone modifiche, migliorando nettamente quello presente in alcuni capitoli precedenti.

L’obbiettivo di Fatal Bullet è quello di coinvolgere il giocatore in un’esperienza di scoperta di un MMO, senza però portare un contenuto online. Il gioco infatti è interamente offline e le modalità online si limitano a boss potenziati che possono essere affrontati in coop o in “gara di velocità” contro un altro team. Nonostante la limitatezza del multiplayer, il titolo restituisce un’esperienza simile a quella di un MMO grazie ad alcune buone idee, come l’aver ambientato il gioco poco prima di un gigantesco aggiornamento che inserirà un Raid nuovo, accessibile solo nel caso si possegga un Arfa-Sys. Fortunatamente, il giocatore riuscirà a trovarne uno, o una, dato che l’Arfa-Sys è un NPC che assisterà il proprio possessore e potrà esser creato da noi. Avendo la possibilità di entrare nel nuovo raid ed essere il primo a completarlo, il giocatore si ritroverà a voler proseguire fino alla fine. Nel corso della trama gli eventi saranno tutti incentrati sul voler entrare nella storia di GGO, finendo per primi il nuovo Raid. Sebbene Sword Art Online: Fatal Bullet riesca a tenere vivo l’interesse, purtroppo non riesce a regalare una buona sceneggiatura e, specialmente nelle fasi finali perde consistenza. Inoltre i dialoghi, opzionali e non, sono altalenanti senza mai essere memorabili, ma risultando alle volte molto gradevoli nel caso dei dialoghi di approfondimento dei personaggi secondari.

Sword Art Online: Fatal Bullet

Un nuovo gameplay, TPS?

Dalle premesse Sword Art Online: Fatal Bullet sembrerebbe un TPS, ma il modo in cui le meccaniche shooter sono state integrate lo fa sembrare piuttosto un action game, tanto che il titolo suggerisce di utilizzare la mira assistita nelle fasi più concitate per concentrarsi sulle schivate. Manca totalmente un sistema di copertura, che sarebbe stato gradito all’interno dei dungeon, e la mole dei nemici presenti sulla mappa globale ricorda molto i titoli precedenti della saga. Tutto ciò potrebbe sembrare un difetto, ma non bisogna farsi spaventare da queste premesse: il gioco risulta molto divertente e ben pensato. Le battaglie nella mappa globale sono abbastanza confusionarie, ma i dungeon son stati costruiti molto bene. Servirà ragionare e adattare il proprio approccio in base alla conformazione della stanza e al tipo di nemici presenti. Poter cambiare la propria arma dal menù in qualsiasi momento può essere utile, dato che l’adattamento alla situazione può essere vitale per la sopravvivenza. Le armi disponibili son tutte ottime da usare e adatte a certi scenari; l’unico problema nelle classi delle armi è la spada che risulta scomoda e inefficace.

Ad un gameplay generalmente ben congegnato si affianca un ottimo sistema di personalizzazione che aiuta sia l’immersione sia la giocabilità. Ogni arma avrà un grado di rarità e un certo set di abilità passive, che possono essere trasferite tramite gli appositi materiali, mentre le armi sono tutte potenziabili per due volte. Questo sistema, per quanto possa sembrare semplice, permette di personalizzare il personaggio con una notevole libertà, e scambiare o accumulare abilità passive sulle armi è un’ottima idea che può indurre il giocatore a farmare per ottimizzare i bonus. Inoltre è possibile equipaggiare 4 abilità e 4 gadget a ogni arma, permettendo diversi stili di gioco e conferendo una componente RPG che va oltre le semplici statistiche incrementabili.  Con una struttura di gameplay convincente, Sword Art Online: Fatal Bullet riesce a intrattenere per diverse ore, anche grazie alla lunga campagna che prende almeno una quarantina di ore.

Sword Art Online: Fatal Bullet

La tecnica pesa

Purtroppo un gameplay ben pensato e un game design con ottime intuizioni non sempre bastano, specie nello sviluppo di un gioco che sfrutta pesantemente l’intelligenza artificiale dei compagni. È possibile, e necessario, portare con sé fino a tre personaggi non controllabili, appartenenti al brand di SAO (elemento fanservice apprezzato). Purtroppo, l’intelligenza artificiale che li controlla è insufficiente: in alcune sezioni, tra le migliori in game design, i compagni sembrano lottare contro il giocatore: suicidi, bug, mancanza di supporto verso il giocatore e persino non adeguamento alle indicazioni che si possono impartire tramite menù sono eventi frequenti. Arrivare al game over a causa dei propri compagni è possibile, anzi, relativamente “normale”, specie giocando a difficoltà alta o sotto livellati, dal momento che alla morte del giocatore spesso le I.A. non sanno porre rimedio. Un peccato, visto che i dungeon son ben costruiti e, con un’intelligenza artificiale all’altezza, sarebbe interessante affrontarli a difficoltà estrema.

Il comparto grafico è mediocre: texture riutilizzate e a bassa risoluzione sono all’ordine del giorno. I personaggi stessi son poco espressivi e animati molto pigramente durante i dialoghi. Negli stessi, già citati, ottimi dungeon ci si ritrova spesso ad aver asset riutilizzati. Sono presenti anche pochi modelli di nemici, una ventina al massimo, quindi si avranno spesso modelli riutilizzati con il solo cambio di dimensione o colore, sia per i mob normali sia per i boss. Da sottolineare anche dei problemi, sicuramente risolvibili ma attualmente presenti, di framerate nella bossfight finale, nel momento in cui si voglia utilizzare la Gatling. Il sonoro è invece gradevole e adatto alle varie situazioni che si dipanano nel corso dell’avventura e non solo.

Sword Art Online: Fatal Bullet

Sword Art Online: Fatal Bullet è un gioco con buone idee realizzate bene, ma penalizzato da un comparto tecnico mediocre e dai problemi di intelligenza artificiale. Non è un prodotto dedicato ai soli fan della serie, sebbene questi siano sicuramente più portati ad apprezzarlo, ma può essere un ottimo gioco anche per chiunque sia incuriosito dal gameplay o dall’inusuale setting.

La Russia festeggia il Giorno del difensore della patria, ricorrenza nata in onore di chi svolge e ha svolto servizio militare e diventata nel tempo semplicemente la festa di tutti gli uomini, dai bambini agli anziani, una sorta di contraltare al più popolare 8 marzo delle donne.

Istituita nel 1918, in ricordo del primo reclutamento di massa dell'Armata Rossa, il 23 febbraio ha cambiato nome e status più di una volta fino a quando nel 2002 è stato dichiarato anche giorno non lavorativo. La data è attesa da tutti gli uomini per ricevere regali o più semplicemente per avere una scusa per riunirsi in compagnia e fare festa. 

Si tratta di una giornata il cui significato originale si è allontanato da quello prettamente militare, arrivando ad abbracciare l'idea di un patriottismo basato sulla difesa non solo della patria, ma anche della famiglia, quindi esteso a tutto il sesso forte.

Gli stessi militari guardano con sufficienza al 23 febbraio, convinti che la vera festa dell'orgoglio patriottico e delle forze armata sia solo il 9 maggio, l'anniversario della Vittoria dell'Armata Rossa su Hitler. La ricorrenza è quindi più vissuta come un pretesto per riunire gli amici, bere e fare regali non solo agli adulti, ma anche ai più piccoli e a chi non ha mai prestato servizio nell'esercito. 

Quest’anno, però, con la coincidenza delle elezioni presidenziali (18 marzo) e anche del centenario della fondazione dell’Armata Rossa, il 23 febbraio è caratterizzato da toni più militareschi: il presidente Vladimir Putin domani è atteso in visita al primo forum nazionale del movimento giovanile ‘Yunarmia' (‘Giovane esercito'), che riunisce 8.000 attivisti da tutto il paese al Parco ‘Patriota’, fuori Mosca. 

Accanto alle celebrazioni ufficiali – concerti nei parchi, film di guerra in tv e fuochi d'artificio – per la maggior parte degli uomini russi si tratta di una scusa per riunirsi in banya, la tradizionale sauna, o in ristoranti e locali, accompagnati preferibile da molto alcol. 

Per chi, invece, cerca situazioni meno rilassate, si può prenotare un safari su un vero carro armato: ci sono diverse società che fuori Mosca offrono questi servizi per gruppi più o meno grandi di amici. I festeggiamenti per il 23 febbraio iniziano già alcuni giorni prima negli uffici, dove le donne organizzano sempre almeno un piccolo buffet – torte, frutta e vino – per ringraziare i colleghi uomini del loro "coraggio e della loro forza" nel farle sentire protette, almeno così recitano alcuni dei brindisi più ricorrenti.

Le grandi aziende organizzano attività ricreative per i dipendenti che vanno dai giochi di ruolo, ai servizi fotografici in divisa militare fino a lezioni di bricolage, perché le donne possano così preparare con le proprie mani il regalo per il loro amato. La maggior parte delle russe, però, si affida a regali già pronti: se calzini, biancheria intima e set da barba sono associati a una relazione ormai consolidata e forse un po' stanca, le donne cercano di stupire il proprio uomo con idee più originali. L'importante è che l'oggetto abbia un alto contenuto di virilità: attrezzature per la caccia o la pesca, alcolici pregiati, ma anche armi a salve e coltelli da collezione, sono tra gli articoli più richiesti.

La virilità sovietica era incarnata da figure di lavoratori e soldati, replicate in numerosi monumenti in tutte le città dell'Urss. Oggi l'immagine che la Russia offre al mondo è associata all'idea di nuova grande potenza militare, guidata da un leader che nella narrazione di sé si serve dei cliché piu' macisti, in netta opposizione con un Occidente che apre ai matrimoni omosessuali e si allontana dalla famiglia tradizionale.

Ma la 'festa degli uomini' mette in evidenza anche una delle 'malattie' della società russa, in cui la figura dell'uomo, inteso come padre, è piuttosto debole: il tasso dei divorzi è tra i più alti d'Europa, gli uomini russi vivono in media 13 anni in meno delle donne, anche per uno stile di vita in cui non mancano massicce dosi di alcol e mediamente la famiglia russa è composta da una donna single che vive sola con un figlio e la nonna.

“Gli episodi di guerra informatica già esistono. La cosa peggiore è che non c’è alcun regolamento per quel tipo di conflitti e non è chiaro come si dovrebbero applicare la Convenzione di Ginevra e le leggi umanitarie”: per il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, il problema delle cyber-guerre è di primaria importanza, e la comunità internazionale dovrebbe prefiggersi l’obiettivo di stabilire dei principi per regolarle.

Durante un incontro all'Università di Lisbona, Guterres ha sottolineato la necessità di stabilire regole internazionali in grado di mitigare gli effetti di una eventuale guerra soprattutto nei confronti dei civili, come riportato da Reuters.

“Sono assolutamente certo che la prossima guerra inizierà con un impiego massiccio di attacchi hacker, rivolti contro obiettivi militari così come contro infrastrutture necessarie come la rete elettrica”, ha detto Guterres. Negli ultimi anni le armi informatiche hanno visto una sempre più importante diffusione. Dai malware agli strumenti per sottrarre informazioni alle vittime, questi metodi sono stati utilizzati per indebolire partiti politici o sottrarre informazioni sensibili.

Si ritiene che molti degli attacchi hacker siano sponsorizzati da gruppi statali o parastatali, che utilizzano la rete per fare spionaggio industriale o per tenere sotto controllo i dissidenti. Proprio la scorsa settimana i servizi segreti statunitensi avevano suggerito prudenza da parte di enti governativi e cittadini nell’utilizzare dispositivi informatici cinesi, attaccando direttamente Huawei e Zte.

Ma è del mese prima la notizia che potrebbe esserci il Libano dietro il gruppo di hacker soprannominato Dark Caracal, che ha sfruttato le vulnerabilità ormai note di Android per creare un malware in grado di sottrarre dai telefoni infettati Sms, registri delle chiamate e file multimediali.

Leggi anche – C'è stato un attacco informatico contro le Olimpiadi di Pyeongchang

E poi i Ransomware, che nel 2017 hanno bloccato l’accesso ai contenuti di 200mila dispositivi infettati chiedendo in cambio un riscatto. Centinaia in più sono state colpite poco dopo da un altro ceppo del malware, chiamato NotPetya. Episodi per i quali gli Stati uniti puntano il dito contro Corea del Nord e Russia. In questo contesto di costante emergenza, Guterres si è rivolto al mondo accademico per chiedere un maggiore coinvolgimento sul tema, in modo da “garantire un carattere più umano” a ogni conflitto che coinvolga dati e informazioni.

 

 

Alluvioni, siccità e ondate di calore. L'impatto del cambiamento climatico sull'Europa potrebbe essere molto peggiore del previsto, a quanto risulta da un nuovo studio pubblicato da Environmental Research Letters, che ha utilizzato tutti i modelli climatici disponibili per simulare le conseguenze di uno scenario dove gli obiettivi di riduzione dei gas serra venissero mancati in maniera clamorosa a fronte di un continuo aumento della popolazione. Tale scenario – denominato RCP8.5 dalla letteratura scientifica – prevede, entro il 2050-2100 – un aumento della temperatura tra i 2,6 e i 4,8 gradi centigradi dalla media del periodo tra il 1850 e il 1900. Dal momento che i modelli climatici possono rispondere in maniera differente alle variazioni della temperatura globale, sono stati elaborati tre modelli: a basso, medio e alto impatto. In tutti e tre i casi, le conseguenze appaiono preoccupanti.

Anche in uno scenario a basso impatto, città come Malaga e Almeria assisterebbero a periodi di siccità due volte più duri di quelli subiti tra il 1951 e il 2000. In quello ad elevato impatto, il 98% delle città europee sarebbero colpite da un peggioramento della siccità che, in alcune aree dell'Europa meridionale, sarebbe 14 volte più dura di ora. "Sebbene alcune aree dell'Europa meridionale siano abituate ad avere a che fare con la siccità, un mutamento simile potrebbe superare il punto di rottura", spiega a Quartz l'idrologa Selma Guerreiro, una ricercatrice dell'università di Newcastle tra i coautori dello studio. 

Le capitali europee che rischiano periodi di siccità più duri e frequenti sono:

  • Atene
  • Lisbona
  • Madrid
  • Nicosia
  • Sofia
  • La Valletta

La Gran Bretagna a rischio alluvioni

Secondo lo studio, nella seconda metà del secolo la Gran Bretagna rischia di essere colpita da ingenti inondazioni. Nello scenario a basso impatto, l'85% delle città fluviali britanniche, come Londra, assisterebbe a un aumento delle alluvioni. Nello scenario più grave, le precipitazioni aumenterebbero dell'80% circa in località come Glasgow e Wrexham, nel Galles. Tale percentuale salirebbe addirittura al 115% in alcuni casi, come Cork, in Irlanda.

Le capitali più a rischio alluvioni sono:

  • Dublino
  • Helsinki
  • Riga
  • Vilnius
  • Zagabria

Le ondate di calore, infine, vedrebbero aumentare la loro intensità in tutte le 571 città incluse nel database ufficiale dell'Unione Europea. I maggiori aumenti della temperatura durante le ondate (tra i 2 e i 7 gradi nello scenario a basso impatto, dagli 8 ai 14 gradi in quello a elevato impatto riguarderebbero l'Europa centrale.

Le capitali europee che registrerebbero il maggiore incremento della frequenza e della gravità delle ondate di calore sono:

  • Atene 
  • Nicosia
  • Praga
  • Roma
  • Sofia
  • Stocolma
  • La Valletta
  • Vienna

Alfio Bardolla è diventato famoso anche per i suoi maglioni arancioni: è il colore che indossa sempre durante le sue conferenze e che contraddistingue il marchio della sua società, la Abtg (Alfio Bardolla training group).

È stato un immobiliarista, ha fondato la catena di caffetterie all'americana Arnold. Ma è diventato noto come “coach finanziario” e autore di libri di successo come “I soldi fanno la felicità”. La sua nuova sfida si chiama Skillchain ed è un progetto che sarà finanziato con un'Ico: emetterà gettoni digitali (token) in cambio di ether (la seconda criptovaluta per capitalizzazione dopo Bitcoin).

Un protocollo per certificare le abilità

Skillchain incasserà quindi criptomonete liquidabili immediatamente e i sostenitori dell'iniziativa riceveranno una moneta virtuale (chiamata Ski) da spendere sulla piattaforma e utilizzare i suoi servizi. Quali sono? Il progetto si definisce come “un protocollo definitivo per certificare ogni laurea universitaria, ogni esperienza lavorativa, ogni competenza e ogni corso di formazione”.

In sostanza utilizza la blockchain come registro sicuro su cui condividere e certificare le competenze. Aziende e università dovrebbero usare Skillchain per selezionare chi assumere, scegliendo tra professionisti in base a titoli “certificati” (non solo di studio ma anche corsi di formazione). Secondo i suoi promotori, il progetto “spazzerà via come uno tsunami tutte bugie che stanno distruggendo la meritocrazia” e chiunque avrà un proprio “life skill passport”, cioè un “passaporto professionale” che sostituisca di fatto il curriculum. Nelle diverse fasi dell'Ico, l'obiettivo massimo di raccolta è 15.000 ether. Cioè, al valore attuale, 12,6 milioni di dollari.

Ski sarebbe quindi un gettone digitale che si può vendere e comprare ma è creato per uno scopo preciso: usare i servizi della piattaforma. In una mail inviata ai suoi contatti, però, Bardolla descrive Skillchain come “un’opportunità più unica che rara” che “non puoi assolutamente mancare”. E definisce le Ico “un modello di business innovativo che permette di diventare investitori di un’azienda tramite queste Coin. In pratica – continua – ti permette di avere delle partecipazioni dell’azienda, acquistando una parte della quotazione destinata agli investitori. Solo che invece di investire euro o dollari si investono ethereum”. Non è così: l'acquisto di token non garantisce diritti sociali (come le azioni).

Un messaggio da questa Ico, che non si dovrebbe ignorare

I difetti di comunicazione non sono un dettaglio. Perché sottolineano ciò che rende interessante questa operazione (indipendentemente dalla bontà del progetto): le differenze tra un mercato regolamentato (come Piazza Affari) e uno che non lo è (quello delle Ico). Quella di Skillchain, infatti, è un'Ico da osservare non solo perché ha un team tutto italiano, guidato da un nome piuttosto noto al pubblico. Ma anche perché ha punti di contatto con una società quotata, la Abtg di Bardolla.

Non è chiaro se Skillchain, che si definisce “un progetto”, sia anche una società costituita (le Ico non hanno obblighi in questo senso). L'imprenditore si definisce “sostenitore” di Skillchain e indica la Abtg solo come “first adopter” della piattaforma: sarà la prima a usarla. Al di là dei legami formali, quelli effettivi sono chiari: Bardolla viene indicato come leader del progetto e tra gli advisor c'è Federica Parigi, Coo della Alfio Bardolla training group. Tutto lecito. Ma quest'Ico spinge sotto gli occhi delle autorità italiane (Consob in primis) il tema delle regolamentazione.

Non è al centro del dibattito politico di queste settimane che precedono le elezioni politiche del 4 marzo, eppure nei programmi dei principali partiti e schieramenti ci sono dei riferimenti a quello che farebbero per l'innovazione e le startup. A volte diretti, altre meno, ecco cosa c'è scritto nei programmi di governo del Centrodestra, del Partito democratico, Movimento 5 stelle, +Europa, Liberi e uguali e 10 volte meglio. 

Il programma di +Europa

+Europa si pone in continuità con il governo uscente per l'attuazione del piano Industria 4.0. Il suo programma riconosce la centralità dell'innovazione tecnologica e l'urgenza di attrarre investimenti (da “grandi player continentali e fondi”). Anche se non indica soluzioni precise. C'è però un punto che distingue il partito dagli altri: l'obiettivo esplicito di abolire il monopolio Siae.

Attrazione degli investimenti

Il principio è simile a quello espresso in altri programmi: le imprese innovative vanno sostenute. Ma anche in questo caso ci si limita a indicazioni di massima: “Bisogna diminuire l’esposizione delle aziende verso le banche, favorendo l’ingresso nel capitale dei grandi player continentali, fondi di investimento e assicurativi, crowdfunding”.

Digitale e lavoro

“L’innovazione tecnologica – si legge nel programma – è alla base della crescita della produttività del lavoro”. Senza digitalizzazione “l’Italia rischia di rimanere indietro”. Soluzioni? Si tratta più che altro di obiettivi generici: il partito punta a “intervenire sui tanti ostacoli 'di sistemà alla crescita e allo sviluppo, dal sistema formativo alle infrastrutture materiali e immateriali, dal funzionamento della giustizia civile alla burocrazia”.

Industria 4.0

+Europa definisce “fondamentale la dimensione degli investimenti delle imprese”. Il partito si pone in continuità con il piano Industria 4.0: “Serve costruire una rete dell’innovazione sul territorio accelerando i bandi per i Competence Center ed i Digital Innovation Hub già previsti nel Piano” firmati dal ministro uscente Calenda.

Monopolio Siae

“È necessario introdurre una nuova normativa sul diritto d’autore per aprire il mercato e superare il monopolio Siae”. La legge attuale ha aperto una breccia: consente ad altre società di operare in Italia nella gestione dei diritti d'autore, a patto che siano no-profit. Salvo accordi come quello tra Soundreef e Lea (una neonata no-profit), non è possibile per le società private operare direttamente sul mercato italiano. Un paletto che, secondo quanto fa intuire il programma, +Europa intenderebbe rimuovere.

Il programma politico di 10 volte meglio

10 Volte Meglio è una formazione politica all'esordio. I suoi animatori e molti dei suoi candidati vengono dal mondo della tecnologia e delle startup. Basti citare il presidente Andrea Dusi e la vice-presidente Cristina Pozzi, che hanno fondato e poi venduto con una exit milionaria la loro WhishDays (quella dei cofanetti-esperienza Emozione 3). Ma anche le liste dei candidati sono piene zeppe di nomi noti nel panorama digitale italiano. Non sorprende allora che un punto cruciale del programma di 10 Volte meglio sia l'innovazione. È senza dubbio l'unica simbolo che la pone priorità assoluta.

 

Tax free zone e aliquote per attrazione delle imprese

Uno dei punti chiave è la creazione di zone “tax-free”. Cioè luoghi in grado di attrarre le imprese grazie a una tassazione particolarmente vantaggiosa, che comprende un'aliquota delle imposte dirette al 5% per dieci anni e un'aliquota stabile al 20% per gli anni successivi. Oppure, per le nuove assunzioni a tempo indeterminato e per dieci anni, sgravi da oneri aggiuntivi tali da consentire alle aziende di sostenere un costo per i dipendenti “uguale allo stipendio lordo”. E poi, si legge sul programma, dovrebbero nascere ecosistemi che incentivino alcuni settori (dalla blockchain alle nanotecnologie) “monitorate” dalle istituzioni ma gestite dai privati.

Digitalizzazione della pubblica amministrazione

10 Volte Meglio prevede poi una forte digitalizzazione della PA, che coinvolga sanità, scuola, della giustizia, mobilità e trasporti e sicurezza. Si parla di “nuove infrastrutture” e “uso corretto dei dati”, in modo da ridurre le inefficienze e (di conseguenza) i costi. Per “riallocare la spesa in altri settori”.

La digitalizzazione è però intesa come “tema trasversale”, tra pubblico e privato: “Vogliamo sostituire le raccomandate e i raccoglitori cartacei con le e-mail, le comunicazioni elettroniche e gli archivi digitali. Investiremo in una banda larga che supporti il processo di innovazione”.

Cybersecurity e startup

Uno dei punti del programma propone il “potenziamento della sicurezza informatica”. Come? Promuovendo piattaforme comuni che coinvolgano “ricerca, industria, governo”, incoraggiando le le imprese ad adottare soluzioni evolute ma anche con percorsi di formazione. Per quanto riguarda gli incentivi alle startup “il nostro programma prevede di mantenere attivi i piani di crescita e sviluppo” del Mise. Così come restano gli incentivi del piano Industria 4.0. Ma vanno creati incentivi “per le grandi imprese italiane all'estero che vorranno cooperare con le startup nei paesi stranieri”.

Più che sull'attrazione dei capitali, 10 Volte Meglio pone l'accento sull'Open Innovation (cioè sulla collaborazione tra grandi imprese e società più giovani e innovative) e sulla necessità di trasferire valore tecnologico dalla ricerca alle imprese.

Restano da capire (come in tutti i programmi) eventuali dettagli sulle coperture finanziarie:10 Volte Meglio definisce però l'equilibrio di bilancio elementi "alla base del programma". La spesa pubblica italiana “poco comprimibile” e sarebbe quindi “necessario avviare un piano di modernizzazione e semplificazione della macchina pubblica anche attraverso una decisa e progressiva riduzione del perimetro di intervento nell’economia”.

Il presidente americano, Donald Trump, si è dichiarato favorevole all'ipotesi di armare gli insegnanti nelle scuole per prevenire stragi, una posizione simile a quella assunta dalla potente lobby americana delle armi, la National Rifle Association (Nra) nel 2012, dopo il massacro di 20 bambini nella scuola elementare Sandy Hook.

"Se aveste avuto un insegnante abile con le armi si sarebbe potuto mettere fine all'attacco molto rapidamente", ha detto Trump ricevendo alla Casa Bianca una quarantina di sopravvissuti, insegnanti e familiari di vittime della strage del 14 febbraio in Florida. Pur ammettendo che il piano è controverso, il presidente ha osservato che "un insegnante potrebbe avere con sé un'arma nascosta, potrebbe essere addestrato e in questo caso sarebbe stato lì", pronto a intervenire. La Nra si è detta da tempo disposta a finanziare programmi per aumentare il personale armato nelle scuole.

Rispetto alla proposta di bandire l'acquisto di armi sotto i 21 anni, un divieto che avrebbe impedito all'autore della strage in Florida di armarsi, Trump ha mostrato delle aperture. Netto, però, il no della lobby delle armi: "Le proposte legislative per impedire a cittadini rispettosi della legge di età compresa tra 18 e 20 anni di acquistare fucili e carabine, che di fatto impediscono loro l'acquisto di ogni tipo di arma da fuoco, li priva del diritto costituzionale dell'autodifesa", ha tuonato il direttore Affari Pubblici della Nra, Jennifer Baker. "Continueremo ad opporci a misure per il controllo delle armi che puniscono solo i cittadini che rispettano la legge", ha avvertito.

La mamma di un bimbo di sei anni morto a Sandy Hoop ha apertamente detto al presidente che armare gli insegnanti non è la soluzione. "Non possiamo deluderli. Dobbiamo tenere i nostri ragazzi al sicuro", ha twittato Trump dopo l'incontro. "Ricorderò sempre il tempo trascorso oggi con studenti coraggiosi, insegnanti e famiglie", ha cinguettato il presidente.

Difficoltà di una protesta

Contrarietà alla proposta di armare gli insegnanti è stata espressa dal senatore repubblicano Marco Rubio durante l'evento organizzato dalla Cnn con i sopravvissuti alla strage in Florida, parlamentari e rappresentanti della Nra. "Non serve mettere armi nelle mani degli insegnanti. Dobbiamo armare gli insegnanti con piu' soldi nelle loro tasche", ha aggiunto Robert Runcie, il sovrintendente delle scuole pubbliche della contea di Broward, dove si trova il liceo Douglas, teatro della strage della scorsa settimana.

Intanto Barack Obama e la moglie Michelle sono scesi in campo nel dibattito sulle armi, schierandosi al fianco degli studenti che chiedono una riforma. "Sono totalmente incantata dagli straordinari studenti in Florida. Come ogni movimento per il progresso, la riforma delle armi richiede coraggio straordinario e resistenza. Ma @Barack Obama ed io crediamo in voi, siamo orgogliosi di voi e saremo con voi in ogni passo", ha scritto su Twitter l'ex First Lady. Ma diverse scuole stanno minacciando gli studenti che hanno in programma di manifestare in tutti gli Stati Uniti, avvertendo che chi protesta disertando le ore di lezione potrebbe subire gravi ritorsioni.

Il sovrintendente del distretto scolastico Needville Independent School, di Houston, Curtis Rhodes, ha avvertito in un post su Facebook che "chiunque partecipi a proteste di stampo politico sarà sospeso per tre giorni", indicando che saranno tutte le scuole pubbliche della città a non tollerare le manifestazioni durante l'orario scolastico.

Electronic Arts ha annunciato il ritorno annuale del suo evento all’Hollywood Palladium, l’EA Play 2018, dal 9 all’11 Giugno.

ea play 2018

Questo evento durerà tre giorni e ci porterà “più brand targati EA, più postazioni di prova e, soprattutto, più divertimento che mai.” L’azienda ha intenzione di annunciare “novità scioccanti, storie dei dietro-le-quinte e contenuto live” su EA.com, oltre ad ospitare “alcuni dei più grandi community creators del mondo.”

I giochi di cui si discuterà all’evento includono “la nuova esperienza di Battlefield, tutti i nuovi giochi EA Sports, novità su Anthem, The Sims 4 e i nuovi titoli per iOS e Android di Electronic Arts.

ea play 2018

Cosa pensate che verrà rivelato sui giochi in sviluppo dell’azienda? Cosa sperate di vedere nel nuovo Battlefield? Diteci la vostra nei commenti!

I biglietti per l’EA Play 2018 saranno disponibili questa primavera. Rimanete con noi per scoprire tutte le novità dell’EA Play!

In Europa Tesla dà del filo da torcere alle berline tedesche e dimostra che sappiamo fare a meno della benzina. Nel 2017 per la prima volta, l’elettrica Model S – berlina del marchio di Elon Musk – ha venduto più vetture della Mercedes Classe S e della Bmw 7, segnando un primo record nel vecchio continente.

Secondo i dati di Jato, riportati da Automotive News Europe, le vendite di Model S sono aumentate del 30% con 16,132 veicoli, battendo la Classe S che ha segnato un più 3% con 13,359 unità vendute e la Bmw Serie 7 che è scesa nelle vendite del 13% con 11,735 veicoli. Il mercato delle auto esclusivamente elettriche si conferma in crescita, con 132mila unità vendute nel 2017 e un segno positivo del 47%.

Bene anche la classe Suv, nella quale Tesla ha piazzato sul mercato europeo 12mila Xs, in linea con le vendite della Porsche Cayenne e leggermente meglio della Bmw X6. Il fiorire del mercato delle automobili elettriche e ibride. Secondo quanto riportato dal giornale online Handelsblatt, Audi presenterà un nuovo modello di auto totalmente elettrica al Motor Show di Ginevra il prossimo mese, e Porsche ha annunciato che produrrà un’auto elettrica  in competizione con il Model S di Tesla.

Un allarme per i produttori tradizionali

“Questo è un segnale di allarme per i produttori di automobili tradizionali come Mercedes, che avvisa che marchi più piccoli come Tesla possono batterli a casa loro”, ha spiegato Felipe Munoz, analista della società specializzata in ricerche di mercato Jato Dynamics. La presenza in Europa di Tesla, e in generale l’evoluzione nel mercato dell’automotive, stanno diventando una realtà con la quale le tradizionali case automobilistiche devono fare i conti, soprattutto con l’espansione del mercato elettrico. La necessità di ridurre l’inquinamento ha portato molte città europee a imporre regimi sempre più stringenti nei confronti delle macchine diesel, che stanno vivendo un periodo di grave difficoltà e di contrazione nelle vendite. I vari scandali Dieselgate (a partire da quello di Volkswagen nel 2015) non hanno fatto altro che mettere più in difficoltà il settore.

Leggi anche Da Volkswagen a Renault, il 'Dieselgate' si allarga ancora

 

skin esclusiva PlayStation Plus di Fortnite

Con l’arrivo della stagione 3 di Fortnite, sono state introdotte tantissime sfide, tra cui quelle settimanali, che vi permetteranno di salire molto più velocemente e livellare prima il vostro pass battaglia. Nel pass battaglia a pagamento, come nella precedente stagione, sono presenti sfide aggiuntive tra cui una che tratteremo in questa breve guida.

Fortnite tesoro magazzino ammuffito

La sfida ci invita semplicemente a risolvere il mistero della mappa del tesoro localizzata a Magazzino Muffito. Recandoci lì, notiamo subito la presenza di questa mappa che ci indica in modo molto approssimativo la località in cui trovare il nostro tesoro.

Per ottenere i vostri 10 punti, vi basterà andare nel punto che potrete visualizzare dalle seguenti immagini, così da trovare immediatamente la vostra ricompensa.

Fortnite tesoro magazzino ammuffito

Vi ricordiamo comunque che questa è solo una delle tante sfide che verranno proposte ogni settimana dal team di Fortnite e che completandole potrete ottenere interessanti ricompense a seconda del livello del vostro Pass Battaglia.

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