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Dopo che il principale sospettato dell’attentato a Barcellona si è presentato alla polizia dicendo di essere Driss Oukabir, 28 anni e che i suoi documenti gli sono stati rubati ‘giorni fa’, gli inquirenti spagnoli hanno capito che l’attentatore in realtà è suo fratello, Moussa Oukabir, 18 anni, che avrebbe usato i documenti del fratello più grande per affittare il furgone con cui ha compiuto la strage del 17 agosto. Moussa, stando a quanto riferiscono i media spagnoli, sarebbe arrivato in Spagna una decina di giorni fa dal Marocco. 

Scheda: La diretta dei due attentati di Barcellona

Il suo profilo Facebook non è più attivo, proprio come quello del fratello, che è stato oscurato poco dopo che la polizia ha diffuso la sua foto come possibile autore della strage. Ma è ancora attivo anche un suo profilo su Kiwi, un social media dove Moussa due anni fa alla domanda “Cosa faresti da re del mondo” risponde:

“Ammazzare gli infedeli e lasciare in vita sono i musulmani che seguono la religione”. Moussa oggi è il principale sospettato dell'attentato di Barcellona, probabilmente l'uomo del commando terroristico alla guida del furgone. 

"Io sono la Siria"

Come il profilo di suo fratello, anche quello di Moussa ha come foto principale quella di un selfie scattato in un bagno in cui indossa una t-shirt bianca, un cappello da baseball e un pullover. Spulciando sul suo profilo, alla stessa foto ha aggiunto una scritta, in spagnolo: “Io sono la Siria”, con una bandiera siriana.

Dice di essere originario di Ibiza, e di vivere a Ripoll, la stessa cittadina a nord di Barcellona quasi al confine con la Francia. Si dichiara tifoso del Real Madrid, ma per il resto non si può proprio dire che sia un profilo simile a quello dei ragazzi della sua età.

Il video delle violenze in Marocco: "Come GTA"

Condivide video divertenti alternati a video ad alto contenuto violento, come un pestaggio di una donna, incontri di arti marziali, un video celebrativo di Mike Tyson, oppure delle immagini di disordini di piazza che, da quanto è scritto in un post, sarebbero avvenuti in Marocco. Il suo commento al video è: “GTA”, come il noto videogame spara tutto spesso al centro di critiche per la violenza delle sue storie. Una scena che potrebbe aver tragicamente emulato durante l'attentato del 17 agosto a Barcellona.  L’ultimo video pubblicato, il 4 agosto, mostra dei motociclisti che prendono in giro dei poliziotti che li inseguono, sulla base di un pezzo rap in francese. Tra le foto usate nel profilo anche una dove si vede un uomo su uno scooter con casco nero, giubbotto nero e un fucile brandito nella mano destra. 

Il primo profilo bloccato, quello di Driss

Poche ore prima aver oscurato il profilo di Moussa, Facebook aveva fatto lo stesso con quello di Driss Oukabir. Gli inquirenti sospettavano fosse lui l'attentatore, perché il furgone usato per la strage era stato noleggiato con un suo documento, che dichiarerà rubato qualche ora dopo. Probabilmente preso da suo fratello Moussa, sospettano gli inquirenti.

Driss al momento in è in stato d'arresto, dopo essersi presentato spontaneamente alla polizia. Su di lui gli inquirenti nutrono sospetti perché avrebbe comunque ospitato suo fratello minore nei giorni in cui organizzava gli attentati. 

 
 
 
 

Una giornata di relax per le vie di Barcellona, una vacanza a lungo attesa da spendere con la sua giovane famiglia. Una passeggiata sulla Rambla con un figlio di sette anni per mano e l'altro accanto, nel marsupio portato dalla mamma. Una scena idilliaca che si trasforma in un attimo in un inferno per la follia omicida di un fanatico che si lancia a folle velocità col suo furgone cercando di uccidere, uccidere, uccidere. E così finisce anche la vita di Bruno Gulotta, esperto di informatica italiano di 35 anni, colpito in pieno dal furgone nel maledetto pomeriggio di giovedì a Barcellona.

Il figlio salvato dalla mamma

Bruno viene preso in pieno mentre il figlio che aveva per mano si salva grazie al provvidenziale intervento della mamma Martina, che d'istinto lo tira a sé sottraendolo all'impatto che ha ucciso il giovane compagno. La tragedia si consuma in pochi istanti: la donna e il bambino possono solo osservare Bruno, riverso a terra con le gambe spezzate, morire mentre l'assassino conclude la sua folle corsa e si dà alla fuga lasciando dietro di sé altre vittime e cento feriti.

Il necrologio sul sito della Tom's Hardware

Il racconto, drammatico e terribile, è stato fatto dalla compagna di Bruno Gulotta che ieri pomeriggio si è messa in contatto con i colleghi del suo compagno e ha dato loro la notizia della morte nell'attentato di Barcellona. E oggi il country manager dell'azienda, Robero Buonanno, sul sito della Tom's Hardware scrive: "La notizia ci è giunta all'improvviso ieri sera. Il collega e amico è stato travolto e ucciso da un infame terrorista. Era lì in ferie con la compagna e i due figli".

Su Facebook un'immagine felice con la compagna Martina​

La Farnesina: "Non possiamo confermare"

La morte di Bruno Gulotta è stata data dalla compagna Martina, ma la Farnesina non può ancora confermare. Secondo la prassi, infatti, il ministero degli Esteri deve attendere la comunicazione ufficiale delle autorità spagnole e questa non è ancora arrivata.

L'attentato terroristico di ieri sulla Rambla ha fatto anche una vittima italiana, è Bruno Gulotta, trentacinquenne esperto di informatica di Legnano. La conferma stamattina dove l'azienda di lavoro dell'uomo, la Tom's Hardware, sul proprio sito web  scrive: "Ci stringiamo tutti con affetto alla compagna martina e ai due figlioletti di Bruno".

"La notizia ci è giunta all'improvviso ieri sera nel clima spensierato della settimana di ferragosto – scrive Roberto Buonanno sul sito -. Il collega e amico Bruno Gulotta è stato travolto e ucciso da un infame terrorista nel cuore di Barcellona. Era lì in ferie, insieme con la sua compagna e con i due figli. Aveva postato su Facebook le tappe del suo percorso e tutto sembrava procedere come uno si aspetterebbe da un viaggio di vacanza. Una foto da Cannes, una dalle Ramblas di Barcellona. E poi quello che nessuno si aspetta: la morte di un giovane uomo, padre e compagno di vita della madre dei suoi figli".

"Abbiamo passato la sera e la notte cercando di mantenerci lucidi, a comunicare ai colleghi e ai conoscenti più stretti la notizia e tutti mi chiedevano se fosse uno scherzo macabro o la realtà. E poi abbiamo iniziato a leggere le pubblicazioni dei giornali online che fanno a gara a raccogliere quante più notizie, foto o video di questo giovane italiano morto in un attentato terroristico a Barcellona".

"È una tragedia che ci colpisce sotto tanti aspetti, uno più drammatico dell'altro. Ci immedesimiamo nella compagna Martina, che con la forza di una giovane mamma si troverà davanti prove che nessuno dovrebbe mai sostenere. Ci mettiamo nei panni del piccolo Alessandro, che si prepara a iniziare le scuole elementari con la consapevolezza che la vita sua e della famiglia non sarà più la stessa. E poi pensiamo alla piccola Aria, che non ha negli occhi la scena tremenda ma che non conoscerà mai il suo papà".

Spagna sotto attacco. Strage di turisti a Barcellona nel pomeriggio di ieri con un furgone che si è lanciato sulla folla sulla Rambla uccidendo 13 persone. Poi, nella notte, nuovo attacco a 120 chilometri dalla città catalana: 7 feriti e 5 presunti terroristi uccisi.

Cosa è successo in Spagna

8.40 Identificate prime vittime. Feriti 3 italiani

La polizia conferma che tra le persone uccise nell'attentato a Barcellona ci sono tre tedeschi e un belga. L'ambasciatore italiano fa sapere che ci sono tre feriti. (leggi qui per approfondire).

8.30 Polizia, 3 fermati ma il killer è in fuga

Ci sono al momento tre arresti legati alla strage di ieri a Barcellona e all'attacco avvenuto nella notte a Cambris, nella provincia catalana di Tarragona, ma è ancora in fuga l'autore materiale della strage sulla Rambla. (leggi qui per approfondire)

3.30 Polizia fa brillare le cinture esplosive

La polizia catalana ha effettuato delle esplosioni controllate nel club nautico, il luogo dove sono stati abbattuti i terroristi e si tratterebbe delle cinture esplosive che indossavano gli aggressori.

02.00 attentato a Cambrils, 5 terroristi uccisi

Veicolo sulla folla nella notte a Cambrils, 120 chilometri a sud di Barcellona.  Sette persone sono rimaste ferite e 5 terroristi sono stati uccisi dalla polizia. I presunti terrorisi indossavano cinture esplosive. (leggi qui per approfondire)

01.03: Ci sarebbe un italiano tra le vittime

Il sito del Quotidiano Nazionale riferisce nella cronaca locale di Legnano che tra le 13 vittime dell'attentato di ieri a Barcellona, rivendicato da Isis, ci sarebbe anche un italiano di 35 anni di cui viene resa nota l'identità. Ma la Farnesina non conferma.

00.46: Farnesina: irrintracciabili degli italiani, verifiche in corso

Secondo la Farnesina alcuni italiani non sarebbero rintracciabili a Barcellona in questo momento, ma non è detto che il motivo sia l'attentato del 17 agosto. 

00.45: Spenta in segno di lutto la Tour Eiffel di Parigi

00.20 Rajoy: "Solidarietà della Spagna a Barcellona"

"Il governo spagnolo ha deciso 3 giorni di lutto, fino al 24 agosto". Così il premier Rajoy in conferenza stampa dopo la strage di Barcellona. Significativa politicamente la vicinanza di Rajoy all'indipendentista Barcellona che in autunno terrà un referendum per la secessione da Madrid. 

00.12: Attentato legato a esplosione del 16 agosto

L'attentato di Barcellona è legato ad un episodio inizialmente giudicato minore: l'esplosione di una casa ad Alcaran, a 200 km dal capoluogo catalano, che ha causato due morti e sei feriti. Lo hanno detto le autorità catalane in una conferenza stampa 

23.54: 3 turisti tedeschi e un belga tra le 13 vittime

Lo ha riferito il ministero dell'Interno della regione catalana

23.52: Facebook mette offline anche il profilo di Moussa Oukabir

Il profile del fratello 18 enne del primo sospettato dell'attentato di Barcellona è stato messo offline dal social network. Gli inquirenti sospettano sia lui il terrorista ancora in fuga. Sui social scriveva: "Se fossi io il re del mondo ucciderei tutti gli infedeli"

22.57: 2 terroristi arrestati, 1 ucciso, 1 forse in fuga

Erano tre i sospetti membri della cellula terroristica di Isis che ha colpito oggi a Barcellona. Un terzo sospetto potrebbe essere ancora in fuga, e per gli inquirenti spagnoli potrebbe essere il fratello minore di Driss Oukabir, Moussa, 18 anni, che sarebbe arrivato in Spagna una settimana fa dal Marocco. 

22.17: Un uomo va alla polizia: "Sono io Driss Oukabir"

Un uomo si è presentato alla polizia catalana affermando di essere Driss Oukabir e che la polizia aveva identificato come il presunto attentatore di Barcellona, diffondendone le foto. L'uomo è lo stesso del profilo Facebook "Driss Oukabir Soprano", poi oscurato dal social network. L'uomo ha detto che gli sarebbero stati rubati i documenti di identità qualche giorno fa.

21.44: "L'attentatore alla guida sorrideva"

"Sorrideva" Così una testimone italiana ha descritto il conducente del furgone che si è scagliato sulla folla a Barcellona intervistata dal Tg2. "Abbiamo visto arrivare il furgone, il conducente guardava e sorrideva, aveva la barba lunga". 

21.30: L'Isis rivendica l'attentato di Barcellona

Quello che molti sospettavano date le modalità dell'attentato è stato confermato dall'Isis, che rivendica l'attentato. 

21.29: Il bilancio dei morti è 13, 90 feriti, decine in gravi condizioni

Il bilancio delle vittime dell'attentato è stato aggiornato dalle autorità spagnole che parlano di 13 morti e almeno 90 feriti di cui sarebbero decine quelli in gravi condizioni

21.17: Arrestato una seconda persona per l'attentato

21.02: Ambasciatore Sannino: "Verifiche su italiani"

"Stiamo lavorando con le autorità locali per capire l'eventuale coinvolgimento di italiani" ha detto a Rainews Stefano Sannino, ambasciatore italiano in Spagna

20.39: Facebook oscura la pagina dell'attentatore 

Facebook ha oscurato il profilo di Driss Oukabir, il presunto attentatore di Barcellona. 

20.34: Media, sospetto morto in una sparatoria

Uno dei sospettati dell'attentato sulle Ramblas a Barcellona è morto in una sparatoria con la polizia, riferisce il canale televisivo Tv-3

Ore 20.24: Ufficiale, 13 morti

Ore 20.19: Polizia conferma l'arresto di un attentatore

Nessun attentatore sarebbe asserragliato in un bar di Barcellona. Uno sarebbe stato arrestato, si tratta di Driss Oukabir. Due attentatori sarebbero ancora in fuga. Gli ospedali dicono che 64 persone hanno ottenuto cure mediche. 

Ore 19.23: Ferite 32 persone, 10 in modo grave

32 feriti, almeno 10 in condizioni gravi dicono fonti ufficiali dagli ospedali spagnoli. 

Ore 19.20: Trovato un secondo furgone. Assalitori barricati 

La polizia ha trovato un secondo furgone nei pressi della zona dell'attentato, probabilmente quello che avrebbero dovuto usare per la fuga. In questo momento, da quanto riportano i media spagnoli, due attentatori sarebbero barricati con ostaggi in un ristorante di Barcellona e sarebbero in contatto con la polizia. 

Ore 19.19: Telecinco diffonde la foto di uno dei presunti attentatori

Ore 19.00: Le  autorità: "Per ora confermiamo un morto e 32 feriti"

"Per ora confermiamo un morto e 32 feriti, per ora non possiamo dire di più". Così le autorità spagnole alla stampa parla per la prima volta dopo l'attentato con Joaquim Forn, ministro degli Interni: "Questi sono gli unici dati ufficiali". Mentre i media parlano di almeno 13 morti, le autorità per ora non si sbilanciano. 

Ore 18.50: La Vanguardia: "Ci sono almento 12 morti"

Per la polizia catalana è terrorismo e sono stati attivati i protocolli di sicurezza previsti in questi casi. La Vanguardia parla di 12 morti, mentre El Periodico parla di 13 morti. 

Ore 18.40: Radio Cadena, 'Almeno 13 morti'

Sui social cominciano a circolare dei video che raccontano gli istanti subito successivi all'attentato. Si vedono diversi corpi a terra, il sangue sull'asfalto, la gente ammassata a terra vicino alle bancarelle. Decine di corpi, molti di questi non davano segni di vita. In questi minti Radio Cadena parla di 13 morti, ma non ci sono conferme ufficiali sui numeri. Secondo i testimoni ascoltati dalla polizia il furgone si sarebbe scagliato sulla folla ad almeno 80km/h.

Ore 18.21: I sospetti sono due, scrive El Pais

Secondo El Pais i sospetti sarebbero due, entrambi asserragliati in un ristorante di Barcellona

Ore 18.16: Il cordoglio del primo ministro Paolo Gentiloni

Ore 18.06: "L'uomo si è barricato in un ristorante"

I giornali spagnoli riportano di una sparatoria che sarebbe avvenuta a poche centinaia di metri da La Rambla. L'uomo sarebbe ancora libero di circolare. Rainews citando fonti spagnole dice che l'uomo si sarebbe barricato in un ristorante e che probabilmente ha con se degli ostaggi. Il ristorante, secondo i media spagnoli, sarebbe Aromas de Istambul. 

 

Ore 18,00: La polizia conferma: è un attentato. Due morti

Il furgone che si è lanciato contro la folla a Barcellona è un attacco terroristico. Lo ha detto la polizia. Almeno due persone sono rimaste uccise, diverse altre ferite. Caccia al conducente del mezzo, fuggito a piedi.

Ore 17,04: notizie di morti, ma non ancora confermate

Un furgone è piombato sulla folla questo pomeriggio a La Rambla di Barcellona, lo riporta il quotidiano spagno El Pais. Secondo diversi testimoni ascoltati dalla polizia spagnola l'autista dopo aver scagliato il furgone sulla folla avrebbe tentato la fuga, riuscendoci. Finora non è noto il numero di feriti nell'incidente. In questo momento tutta l'area è stata transennata. Si tratta di una delle aree più frequentate della città, particolarmente affollata in questo periodo dell'anno. 

Fonti della polizia hanno spiegato che si tratta di un furgone bianco che ha travolto molte persone e dopo l'azione l'autista è fuggito a piedi. In questo momento a Barcellona è caccia all'autista. 

Fonti ufficiali riportate da La Vanguardia, giornale di Barcellona, dicono che si tratta di attentato terroristico 

Ci sono al momento tre arresti legati alla strage di ieri a Barcellona e all'attacco avvenuto nella notte a Cambris, nella provincia catalana di Tarragona, ma è ancora in fuga l'autore materiale della strage sulla Rambla. Lo riferisce La Avanguardia, spiegando che a Cambrils è stato arrestato un cittadino di Ceuta legato all'esplosione avvenuta all'alba di giovedì a Alcanar (Tarragona) in una abitazione in cui venivano confezionati esplosivi; il secondo è Driss Oukabir Soprano, di origine marocchina, arrestato dopo essersi presentato in un commissariato assicurando di aver subito un furto di documenti poi usati per noleggiare il furgone usato sulla Rambla: l'uomo ha precedenti per abusi sessuali; la terza persona è stata arrestata ad Alcanar ed è un uomo collegato alla casa dove si confezionavano esplosivi. I Mossos d'Esquadra precisano che nessuno degli arrestati era alla guida del furgone che ha fatto strage a Barcellona e quindi nessuno di essi è legato direttamente all'attentato. Ieri i sospetti sono caduti su Moussa Oukabir, fratello di Driss, 18 anni, marocchino, arrivato in Spagna da una settimana. Il suo profilo facebook è stato messo offline.

Per approfondire: Cosa sta succedendo in Spagna

Continuano ad aumentare le imprese straniere nate e cresciute in Italia. Pur mostrando ritmi di crescita inferiori rispetto al passato, nel secondo trimestre 2017 il saldo tra aperture e chiusure di aziende guidate da persone non nate in Italia che hanno aperto un'attività nel nostro Paese fa segnare ancora un bilancio positivo che ha sfiorato le 7mila unità. Il sistema delle imprese straniere in Italia supera così quota 580mila e se nel 2011 pesava per il 7,2% sull’universo delle imprese totali, nel 2017 la loro incidenza è salita al 9,5%, indice di una popolazione immigrata sempre più attiva.

Questi i dati più rilevanti dell’indagine condotta da Unioncamere-InfoCamere a partire dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio, sulla presenza in Italia di imprese guidate da persone nate all’estero, con riferimento al secondo trimestre del 2017.

 

Il settore più sviluppato resta il commercio

Il settore in cui le imprese di stranieri sono maggiormente presenti è quello del commercio (circa 208mila imprese, il 36% di tutte le aziende a guida straniera), seguito dalle costruzioni (132mila, il 23% delle straniere) e da alloggio e ristorazione e manifattura (entrambe prossime alle 45mila unità). Quasi un’impresa di stranieri su tre (il 31,8%) è artigiana. La regione più attrattiva per l’insediamento di imprenditori non italiani è la Lombardia con 113mila realtà, seguita dal Lazio (76mila) e dalla Toscana (54mila).

Marocco, Cina, Romania e Albania sono i Paesi con le comunità di imprenditori immigrati più numerose, facendo riferimento alle sole imprese individuali (le uniche per cui è possibile associare la nazionalità al titolare. Il Marocco, con 68.482 imprese individuali esistenti alla fine del giugno scorso, è la nazionalità più rappresentata; sugli altri gradini del podio la Cina (51.546 imprese) e la Romania (con 49.020).

Un trend costante negli ultimi 6 anni

Il dato di Unioncamere ricalca quello fornito a giugno da Confesercenti, che analizzava anche il tren degli ultimi anni. "Negli ultimi sei anni in Italia le imprese gestite da stranierisono cresciute del 25,8%, a quota 571.255 unità – leggiamo da Wired – mentre quelle in mano a imprenditori italiani sono diminuite del 2,7%. A decretarlo è Confesercenti, il sindacato che rappresenta 350mila piccole e medie imprese dell’artigianato, del turismo e dei servizi. Secondo l’associazione, “mentre gli imprenditori italiani continuano ancora a scontare gli effetti della crisi, le attività condotte da persone nate fuori dall’Italia non smettono di aumentare”. E le stime del sindacato prevedono che, di questo passo, nel 2021 gli stranieri gestiranno 711.898 imprese in Italia. Roma è la “capitale indiscussa dell’imprenditoria straniera, con oltre 48.413 attività non italiane, cresciute di un impressionante 165% negli ultimi sei anni”, recita la nota ufficiale di Confesercenti. Milano è seconda con 33.496 attività, Torino terza a 16.660 mentre a Firenze l’incidenza delle 7.684 imprese straniere sul totale è del 17,3%, la più alta d’Italia".

Il 19 agosto riparte ufficialmente la caccia alla Juve. Roma, Napoli, Milan e Inter sono le principali candidate a interpretare il ruolo di anti-Juve in una competizione dominata dai bianconeri dalla stagione 2011-12, anno del primo scudetto juventino dell’era post-Calciopoli che ha dato il via a una striscia record di titoli per il nostro campionato. Se scorriamo l’albo d’oro della massima competizione italiana, l’ultima stagione senza una vittoria bianconera è il 2010-11, quando il primo Milan di Massimiliano Allegri interruppe la striscia di cinque scudetti consecutivi dell’Inter (2006-2010).

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L’accoppiata di titoli della Capitale a cavallo dell’inizio del nuovo millennio segna l’inizio del digiuno di Roma e Lazio, a secco di vittorie rispettivamente da 16 e 17 anni, e del dominio incontrastato delle tre grandi del Nord. Dal 1990-91 invece non si assiste a una new entry nell’albo d’oro: l’ultima capace di vincere il primo scudetto della sua storia è stata la Sampdoria guidata da Vujadin Boskov. Da allora hanno vinto solo cinque squadre, ovvero le tre strisciate e le due romane, ma per nessuna di queste si trattava del primo tricolore.

Negli ultimi 16 anni, segnati dal dominio delle grandi del Nord, il Milan ha vinto 2 scudetti (2004, 2011), l’Inter 5 (2006, 2007, 2008, 2009, 2010) e la Juventus 8 (2002, 2003, 2012, 2013, 2014, 2015, 2016, 2017), mentre il titolo del 2004-05 è stato revocato ai bianconeri per le vicende di Calciopoli.

Il dominio del Nord sul campionato italiano 

Scorrendo l’albo d’oro del campionato, un dato salta subito all’occhio: le squadre del Nord dominano il calcio italiano, sia in termini di presenze nelle varie edizioni della Serie A, sia in termini di vittorie.

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  • 103 sono finiti nelle bacheche di squadre del Nord (Juventus 33, Milan e Inter 18, Genoa 9, Torino, Bologna e Pro Vercelli 7, Sampdoria, Verona, Novese e Casale 1)
  • 7 nelle bacheche di squadre del Centro (Roma 3, Lazio e Fiorentina 2),
  • e solo 3 in quelle di squadre del Sud (Napoli 2, Cagliari 1).

Juventus, Milan e Inter, da sole, hanno vinto il 61% degli scudetti assegnati e sono le uniche che si fregiano di almeno una stella, ovvero lo stemma che simboleggia i 10 titoli conquistati. Milan e Inter sono a due titoli dalla seconda stella, mentre la Juve è già giunta alla terza. Se poi dagli scudetti ci spostiamo alla composizione territoriale delle Serie A, il dominio del Nord prosegue. Analizzando per semplicità e uniformità i dati delle ultime 14 edizioni del campionato italiano (da oggi a ritroso fino all 2004-05, anno in cui il campionato è passato da 18 a 20 squadre) le squadre del Nord sono sempre state le più numerose.

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Le portabandiera del Centro sono Fiorentina, Roma e Lazio, mentre a Nord le regioni più rappresentate sono Lombardia ed Emilia-Romagna con 3 squadre a testa.

Il ballo delle debuttanti in Serie A

Negli ultimi 14 campionati (2017-18 compreso) in cinque occasioni si è presentata ai nastri di partenza almeno una squadra debuttante: è successo nel 2005-06 col Treviso e nel 2013-14 col Sassuolo, mentre nel 2014-15 abbiamo assistito a un piccolo record di matricole, grazie a Carpi e Frosinone. Lo scorso anno il rookie era il Crotone, mentre quest’anno è il Benevento

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Al gran ballo della Serie A vedere facce nuove negli ultimi anni è diventata un’abitudine, segno che il massimo campionato si sta rivelando sempre più accessibile per nuove realtà del calcio nazionale. Nelle ultime quattro stagioni sono state cinque le debuttanti: Carpi e Frosinone sono subito retrocesse, mentre Sassuolo e Crotone sono riuscite a salvarsi.

Classiche e prestigio

Secondo il grande giornalista sportivo e scrittore Gianni Brera una «classica» del campionato italiano era una partita che vedeva contrapposte due squadre che in passato erano riuscite a conquistare almeno uno scudetto.

La prossima Serie A vede ai nastri di partenza ben 13 squadre scudettate (Juventus, Milan, Inter, Genoa, Bologna, Torino, Roma, Fiorentina, Lazio, Napoli, Cagliari, Sampdoria e Verona), un record per i campionati a 20 partecipanti condiviso con la stagione 2013-14 quando tutte queste squadre si ritrovarono nella massima serie. Nel campionato ormai alle porte si disputeranno dunque ben 156 «classiche» sulle 380 programma.

if(“undefined”==typeof window.datawrapper)window.datawrapper={};window.datawrapper[“XfFcV”]={},window.datawrapper[“XfFcV”].embedDeltas={“100″:794,”200″:685,”300″:618,”400″:601,”500″:601,”600″:575,”700″:575,”800″:575,”900″:575,”1000”:575},window.datawrapper[“XfFcV”].iframe=document.getElementById(“datawrapper-chart-XfFcV”),window.datawrapper[“XfFcV”].iframe.style.height=window.datawrapper[“XfFcV”].embedDeltas[Math.min(1e3,Math.max(100*Math.floor(window.datawrapper[“XfFcV”].iframe.offsetWidth/100),100))]+”px”,window.addEventListener(“message”,function(a){if(“undefined”!=typeof a.data[“datawrapper-height”])for(var b in a.data[“datawrapper-height”])if(“XfFcV”==b)window.datawrapper[“XfFcV”].iframe.style.height=a.data[“datawrapper-height”][b]+”px”});Che si tratti di una edizione particolarmente prestigiosa della Serie A lo conferma anche la contemporanea presenza tra le 20 squadre delle 14 compagini più presenti in A della storia. Tra le 6 squadre meno presenti figura il Verona, che vanta in ogni caso 38 presenze in A e 1 scudetto. Torna sul palcoscenico più prestigioso la Spal, che rivede la A dopo 49 anni e aggiorna così a 17 il conto dei suoi campionati di massima serie.

Le tre squadre restanti sono Chievo, Sassuolo e Crotone: Sassuolo e Crotone non sono mai retrocesse dall’anno del loro debutto (rispettivamente 2013 e 2016), mentre il Chievo si appresta a disputare il sedicesimo campionato di A su 17 totali dall’anno del suo debutto, avvenuto nella stagione 2001-02. Da quell’anno il Chievo è sempre rimasto in Serie A, eccezion fatta per la stagione 2007-08 disputata fra i cadetti e conclusa con la vittoria del campionato di B e l’immediata risalita in A.

Le inseguitrici

Per provare a capire da chi dovrà guardarsi le spalle nei prossimi mesi la Juventus, può essere utile dare un occhio al podio degli ultimi sei campionati, quelli del dominio bianconero. Se si fa eccezione per il terzo posto dell’Udinese nella stagione 2011/2012 e quello della Lazio nel campionato 2014/2015, in questi anni solo Roma, Napoli e Milan sono riuscite ad agguantare il secondo e il terzo gradino del podio. In particolare, le prime due ci soggiornano ormai a fasi alterne da cinque anni, avvicendandosi tra la seconda e la terza piazza. Nella stagione scorsa e in quella 2013-14 è stata la Roma ad arrivare alle spalle della Juve, lasciando al Napoli l’ultimo pass disponibile per la Champions League; discorso inverso per la stagione 2015-16, quando la seconda piazza se la aggiudicò il Napoli, con la Roma che chiuse il campionato al terzo posto.

if(“undefined”==typeof window.datawrapper)window.datawrapper={};window.datawrapper[“Hh7Yh”]={},window.datawrapper[“Hh7Yh”].embedDeltas={“100″:468,”200″:400,”300″:400,”400″:400,”500″:400,”600″:400,”700″:400,”800″:400,”900″:400,”1000”:400},window.datawrapper[“Hh7Yh”].iframe=document.getElementById(“datawrapper-chart-Hh7Yh”),window.datawrapper[“Hh7Yh”].iframe.style.height=window.datawrapper[“Hh7Yh”].embedDeltas[Math.min(1e3,Math.max(100*Math.floor(window.datawrapper[“Hh7Yh”].iframe.offsetWidth/100),100))]+”px”,window.addEventListener(“message”,function(a){if(“undefined”!=typeof a.data[“datawrapper-height”])for(var b in a.data[“datawrapper-height”])if(“Hh7Yh”==b)window.datawrapper[“Hh7Yh”].iframe.style.height=a.data[“datawrapper-height”][b]+”px”});Riavvolgendo il film delle ultime stagioni, sembra dunque chiaro che saranno ancora loro, Giallorossi e Partenopei, i candidati principali a interrompere lo strapotere bianconero. Le due squadre, tuttavia, giungono ai nastri di partenza della prossima stagiona in situazioni molto diverse. Se il Napoli di Sarri ha puntato forte sul consolidamento del progetto tecnico, lasciando di fatto inalterato l’undici titolare, nella prima stagione del dopo-Totti la dirigenza americana della Roma ha scelto di affidare la squadra a Eusebio Di Francesco, l’allenatore che in questi anni è stato in grado di portare il «piccolo» Sassuolo dalla serie B fino a una storica partecipazione all’Europa League.

Discorso totalmente diverso, invece, quello delle squadre milanesi. L’ultima volta che il Milan ha raggiunto il podio era la stagione 2012-13, quando arrivò terzo, dietro Juve e Napoli. Per trovare l’Inter tra le prime tre della massima serie bisogna invece tornare indietro alla stagione 2010-11, quando chiuse al secondo posto proprio dietro al Milan. Negli anni del dominio bianconero, entrambe le sponde del Naviglio hanno vissuto due piccole grandi rivoluzioni. Entrambe le società, con tempistiche e modalità diverse, sono passate infatti dalle mani italiane e milanesissime di Berlusconi e Moratti a quelle cinesi di Li e Suning. Il Milan di Montella che si affaccia al prossimo campionato ha effettuato una campagna acquisti faraonica, rivoluzionando la squadra; l’Inter ha invece un nuovo allenatore, Luciano Spalletti, uomo di capacità ed esperienza, abituato alle lotte di vertice. Strategie diverse per provare a rilanciare due squadre storiche del calcio italiano, in crisi da troppo tempo. Solo il campo potrà dirci se sarà stato sufficiente.

Sei civili e un agente sono rimasti feriti e cinque terroristi sono stati uccisi in uno scontro a fuoco con la polizia a Cambrils, 120 chilometri a sud di Barcellona, nella provincia di Tarragona, in un nuovo attacco poche ore dopo la strage sulla Rambla del capoluogo catalano. Due dei civili feriti sono in gravi condizioni. Lo ha riferito la polizia, mentre i servizi di emergenza parlano di un ferito in stato critico. I terroristi indossavano cinture esplosive.

Secondo la versione fornita dal governo locale, intorno alle 2 del mattino un altro veicolo, una Audi A3, è stato scagliato contro la folla con un bilancio fortunatamente meno pesante di quello di Barcellona. In seguito è nata una sparatoria con la polizia, durante la quale 4 persone sono state uccise sul posto e una è morta successivamente per le ferite riportate. Il poliziotto coinvolto è ferito in modo lieve. Dopo aver investito i passanti, l'Audi si è scontrata con un veicolo dei Mossos d'Esquadra, la polizia regionale catalana, ed è iniziata la sparatoria.

L'attacco di questa notte a Cambrils è collegato a quello di ieri pomeriggio a Barcellona. Lo ha confermato ai media locali il commissario capo dei Mossos d'Esquadra, la polizia autonoma catalana, Josep Lluis Trapero. Secondo quanto riferito dal quotidiano La Avanguardia, la polizia sta cercando quattro persone legate all'organizzazione logistica dei due attacchi. La dinamica dei fatti avvenuti a Cambrils è ancora poco chiara. Secondo l'Avanguardia, il quinto terrorista è stato ucciso qualche ora dopo gli altri quattro mentre secondo El Pais e altri media è morto per le ferite riportate durante la sparatoria. Il Pais aggiunge inoltre che che terroristi sono stati uccisi nel veicolo stesso, e altri due colpiti durante la fuga.

Secondo il quotidiano spagnolo inoltre tre dei sei feriti sono poliziotti. I cinque avevano cinture esplosive e armi da fuoco, ma secondo La Avanguardia alcuni dei sei feriti sono stati colpiti da armi bianche. Secondo il quotidiano El Periodico, la polizia ha scoperto che le cinture esplosive erano false. La Avanguardia ha accertato che intorno alle 3:30 la polizia ha effettuato delle esplosioni controllate nel club nautico, il luogo dove sono stati abbattuti i terroristi e si tratterebbe delle cinture esplosive che indossavano gli aggressori. Esplosioni controllate confermate da El Pais, che aggiunge che la polizia ha invitato i cittadini a non uscire di casa.

(AGI) – Barcellona, 18 ago. – Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha espresso "la solidarieta' di tutta la Spagna a Barcellona" colpita dall'attentao che ieri ha causato 13 morti e 100 feriti. Rajoy ha dichiarato il lutto nazionale fino al 24 agosto. Significativa politicamente la vicinanza di Rajoy all'indipendentista Barcellona che in autunno terra' un referendum illegale per la secessione da Madrid della Generalitat catalana. 

(AGI) – Roma, 18 ago. – Le verifiche che l'unita' di crisi della Farnesina sta effettuando su Barcellona continuano tra mille difficolta' dovute anche alla confusione che ancora esiste negli ospedali coinvolti (sono 13) e le pressioni che arrivano da consolati e ambasciate di vari Paesi. Il "non si esclude la presenza di italiani", riferito da fonti della Farnesina in serata, significa che al momento mancano all'appello alcuni nostri connazionali.
Persone sulle quali parenti e amici hanno chiesto notizie all'unita' di crisi di Roma perche' irrintracciabili.Tecnicamente le si potrebbero definire disperse, non contattate o contattabili dalle stesse famiglie, persone che in teoria oggi si sarebbero trovate a Barcellona.
Potrebbero non essere reperibili per motivi anche molto diversi dall'attentato, ma in queste ore si stanno cercando negli ospedali (attraverso le autorita' spagnole) questi italiani di cui si sono perse le tracce. Potrebbero essere tra le vittime, tra i feriti o anche soltanto non contattabili. I riscontri e le verifiche andranno avanti tutta la notte. (AGI)
Gip/Gis

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