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Si vota dalle 7 alle 23, in Veneto e Lombardia in un referendum per chiedere maggiore autonomia e più competenze delle due regioni rispetto al governo centrale. In Veneto è richiesto il quorum del 50% degli elettori, in Lombardia il quorum non è previsto. Nei seggi lombardi si voterà per la prima volta con il voto elettronico, tramite tablet. Ne sono a disposizione 24.000 e ai seggi ci sono 7.000 tecnici pronti alle necessità.

10,24 – Luca Zaia si è presentato in apertura dei seggi. Accompagnato dalla moglie, il governatore leghista, ha votato alle 7 nel suo seggio abituale a San Vendemiano, in provincia di Treviso. 

Leggi anche: cosa hanno chiesto i partiti ai propri elettori

LUNEDÌ 23 OTTOBRE

Rosatellum. Scade il termine per la presentazione degli emendamenti in Aula, mentre la Commissione Affari Costituzionali prosegue l’esame della proposta di legge elettorale. Il provvedimento arriverà in Aula probabilmente martedì 24 ottobre.

Per approfondire:

Agi: Rosatellum: in Aula Senato martedì prossimo

TPI: Cos’è il Rosatellum bis, spiegato senza giri di parole

Bankitalia. Settimana cruciale per le sorti dell'attuale governatore di Palazzo Koch, Ignazio Visco, la cui nomina scade martedì 31 ottobre. Il governo dovrà decidere entro la settimana se sfiduciare il governatore, ma nel Pd prosegue lo scontro.

Per approfondire:

Agi: A che punto è la battaglia per Bankitalia e Renzi, Bankitalia e la mozione contro Visco nota al governo. Come stanno le cose

Ricerca. Mattarella e Grasso parteciperanno alla Cerimonia di celebrazione de “I Giorni della Ricerca”, l’evento organizzato dall’Airc che si terrà alle 11 al Quirinale. Il presidente del Senato interverrà poi al convegno “Giornalisti aggrediti, colpevoli impuniti. Che cosa accade in Italia. L'allarme ONU” alle ore 12 a Palazzo Madama, mentre nel pomeriggio è atteso a Città di Castello per la lectio magistralis “Franchetti, il Mezzogiorno e la mafia” alle18 al Teatro degli Illuminati.

Acqua e Clima. Al Campidoglio prende il via alle 9 il summit internazionale di tre giorni sull'acqua e il clima. Inaugura il ministro Gian Luca Galletti e partecipano il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, il segretario di Stato Vaticano Parolin e la sindaca di Roma Virginia Raggi. L’incontro mette a confronto per la prima volta i responsabili dei bacini fluviali più rappresentativi del mondo e porta sul tavolo il tema del futuro dell'acqua, minacciato dai cambiamenti climatici.

Biotestamento. In vista del processo a Marco Cappato per il caso Dj Fabo, l’Associazione Luca Coscioni ha organizzato a Roma un seminario giuridico su “Autodeterminazione terapeutica e questioni di fine vita”, che inizierà alle 9.30 in Senato. Interviene anche Pietro Grasso.

Per approfondire:

Agi: I 7 pilastri della proposta di legge sul biotestamento

TPI: Che differenze ci sono tra eutanasia, suicidio assistito e testamento biologico

Sindacati. Assemblea generale della Fiom a Roma per l'elezione della nuova segreteria, con la leader Francesca Re David. Il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, e l'ex ministro Giulio Tremonti saranno invece all’evento Roma Incontra, alle 18.30 presso il palazzo di Santa Chiara.

Per approfondire:

Agi: Dieci cose da sapere su Francesca Re David, leader della Fiom

Arabia Saudita. Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan a Ryad interviene sul tema delle politiche di prevenzione delle crisi alla conferenza "The future investment iniziative", nell’ambito del piano Vision 2030.

Unione europea. A Lussemburgo, riunione del Consiglio dei ministri dell'occupazione e Affari sociali. Per l’Italia partecipa il ministro Poletti. A Strasburgo, comincia la sessione plenaria dell'Europarlamento: prevista la discussione sulla libertà di stampa e la protezione dei giornalisti dopo l'assassinio della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia. Il vicepresidente della Commissione Jyrki Katainen incontra l'ex presidente Romano Prodi.

Onu. A Ginevra la conferenza Onu discute sugli aiuti ai rifugiati della minoranza musulmana rohingya, in fuga verso il Bangladesh per le violenze in Myanmar.

Per approfondire:

TPI: Ogni settimana 12mila bambini rohingya fuggono dalla Birmania, secondo l’Unicef

Colombia. Quarto round delle trattative di pace tra il governo e i guerriglieri Eln.

Dati. L’Istat pubblica i dati su “Imprese a controllo e partecipazione pubblica” per il 2015. Eurostat invece rende noto il dato sul deficit e il debito dei paesi nel 2016.

 

MARTEDÌ 24 OTTOBRE

Rosatellum. È atteso per oggi l’arrivo in Aula della legge elettorale. L'obiettivo delle forze che sostengono il Rosatellum bis è di approvare in via definitiva il provvedimento entro giovedì o al massimo venerdì mattina. Restano i timori sui possibili incidenti in Aula: è incognita sul numero legale e ci sono ipotesi di tre (o addirittura cinque) diverse fiducie, una per ogni articolo della legge. 

Manovra. La commissione Bilancio di Palazzo Madama inizia l'esame del decreto fiscale collegato, già approvato alla Camera. Il testo del disegno di legge di bilancio, varato lunedì 16 ottobre, dovrebbe cominciare il suo cammino parlamentare in parallelo a quello del decreto, che rappresenta il secondo pilastro della manovra.

Per approfondire:

Agi: Dalla rottamazione bis delle cartelle all'Iva, il decreto fiscale in pillole e Cosa prevede la manovra per il digitale e l'innovazione (in 5 punti)

Catalogna . Si riunisce la commissione ad hoc del Senato spagnolo, composta da 27 membri dei diversi partiti che siedono nella commissione delle Autonomie o in quella Costituzionale, come previsto dal procedimento all’articolo 155. Puigdemont, potrà andare di persona ad esporre le sue ragioni, mandare un suo rappresentante o scrivere una lettera.

Per approfondire:

Agi: Cosa prevede l'articolo 155 invocato da Madrid e che succederà ora in Catalogna

Pd. Riparte il treno di Matteo Renzi dopo la pausa per il weekend. La prima tappa è in Calabria. Istat. Arrivano i dati sul Commercio estero extra Ue di settembre e le retribuzioni contrattuali del terzo trimestre.

Energia. Al Mise la presentazione del rapporto Greenitaly 2017 con il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda.

Confindustria. All’assemblea degli industriali in Umbria partecipano il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia e il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.

Germania. A Berlino la prima riunione del Bundestag, in attesa della formazione del nuovo governo di coalizione guidato da Angela Merkel.

Malta. Missione a Malta per una delegazione della Commissione antimafia guidata dalla presidente Rosy Bindi. In programma incontri con vertici del Parlamento e della magistratura locali. La trasferta, programmata da tempo nel filone di approfondimento sulla proiezione internazionale delle mafie, segue di pochi giorni l'omicidio della giornalista e blogger Daphne Caruana Galizia, uccisa con un'autobomba per avere raccontato e documentato casi di corruzione.

Banche. È il giorno dell'audizione del procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, in Commissione parlamentare di inchiesta sulle banche.

Grecia. A Olimpia è in programma l’accensione della fiamma olimpica per i Giochi invernali in Corea del Sud.

Stati Uniti. A New York arriva la sentenza a carico di tre mafiosi tra cui il figlio del padrino John Gotti.

Scuola. A Roma la presentazione del XIX Rapporto sulla Scuola cattolica in Italia, con il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, e la ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli.

Lussemburgo. Riunione del Consiglio Trasporti dell’Unione europea.

Europarlamento. Inizia il dibattito sui risultati del Consiglio europeo del 19 e 20 ottobre con Donald Tusk e Jean Claude Juncker. Si discuterà anche del Programma di lavoro della Commissione Ue per il 2018. Si vota anche su una serie di misure per proteggere i “whistle blowers”. A Strasburgo, si tiene la riunione settimanale del Collegio dei Commissari, mentre il ministro della Giustizia Andrea Orlando partecipa al Consiglio d'Europa.

Eurostat. Pubblicato il dato sul deficit e debito dei governi nel secondo trimestre.

  

MERCOLEDÌ 25 OTTOBRE

M5S. Alle 14 si terrà la manifestazione dei Cinque Stelle davanti al Senato contro il Rosatellum e l’abolizione dei vitalizi.

Paesaggio.  A Roma apre il convegno di due giorni sugli  "Stati generali del paesaggio", con la presentazione del primo Rapporto sullo stato delle politiche per il paesaggio curato dall'Osservatorio nazionale per la qualità del paesaggio del Mibact. Intervengono oltre 40 tra docenti, tecnici ministeriali, architetti, giuristi, economisti ed esponenti delle istituzioni e dell'associazionismo.

Acqua e Clima. Si tiene a Roma la cerimonia di chiusura del vertice sull’acqua e il clima iniziato lunedì. Alle 12 al Campidoglio interviene il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il capo dello Stato parteciperà poi alla cerimonia commemorativa di Leopoldo Franchetti, nel centesimo anniversario della scomparsa (ore 17.30, Montecitorio).

Terremoto. A Roma il convegno di Sercomated su ruolo della filiera edile nella riqualificazione sismica, con Carlo Sangalli, presidente Confcommercio e il ministro Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio.

Senato. Il presidente Pietro Grasso, incontra i rappresentanti di "Unicef Italia", "Save the Children Italia", "La Rete G2-Seconde Generazioni" a Palazzo Madama alle ore 15.

Schengen. L’Europarlamento vota sulla modifica del codice per introdurre controlli sistematici alle frontiere esterne.

Corte Ue. Attese le sentenze del tribunale sull’interpretazione delle regole Dublino e sulle quote del latte in Italia.

Giustizia. Previsto il plenum del Consiglio Superiore della magistratura.

Istat. Dati sul fatturato e ordinativi industria di agosto.

Alitalia. incontro sindacati in azienda sulla Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria.

Turchia. A Istanbul si apre il processo a 11 attivisti per i diritti umani accusati di terrorismo.

Russia. Il presidente Vladimir Putin riceve a Mosca l'omologo tedesco Frank-Walter Steinmeier.

Nigeria. A Lagos si apre la settimana della moda.

Stati Uniti. A Honolulu nelle Hawaii entra in vigore divieto di attraversare la strada guardando lo smartphone.

 

GIOVEDÌ 26 OTTOBRE

Kenya. Si ripetono le elezioni presidenziali dopo l’annullamento da parte della Corte costituzionale del voto di agosto scorso. Il favorito è l'uscente Uhuru Kenyatta, anche per il ritiro del rivale Raila Odinga, che invita i suoi sostenitori a scendere in piazza il giorno del voto. 

Catalogna. La commissione del Senato deve formulare la proposta per la sospensione dell’autonomia catalana entro le ore 12. Il voto della commissione è schedulato per le ore 17, mentre quello in Aula al Senato è in programma per venerdì.

Premio Sakharov. A Strasburgo viene annunciato il vincitore del premio per la libertà di pensiero promosso dal Parlamento europeo.

Logistica. A partire dalle ore 8.30 nell'Arsenale di Venezia, si terranno gli Stati Generali della Logistica del Nordest. Partecipano i leader di porti, logistica e dei trasporti di Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia con l'obiettivo di delineare lo stato dell'arte delle infrastrutture e dei servizi offerti. Presenti Luca Zaia, Debora Serracchiani e conclusioni del ministro dei Trasporti Delrio.

Cinema. Apre la 12esima edizione della Festa del Cinema di Roma, dove sarà ospite anche il presidente Mattarella (ore 20, Auditorium Parco della Musica). Partecipano trentuno Paesi, con 39 film e documentari nella sezione ufficiale. Si parte con "Hostile" di Scott Cooper ma l'attesa degli appassionati è alta soprattutto per "Last Flag Flying" di Richard Linklater e "Logan Lucky" di Steven Soderbergh. 

Istat. Pubblicati i dati sulla fiducia dei consumatori e delle imprese di ottobre.

Industria. Presentazione del rapporto Asi a Milano, organizzato da Intesa Sanpaolo e Prometeia.

Bce. Riunione del Consiglio direttivo e conferenza stampa del presidente Mario Draghi.

 

VENERDÌ 27 OTTOBRE

Catalogna. Il Senato spagnolo in seduta plenaria voterà per la ratifica della sospensione dell’autonomia catalana, voluta dal governo di Rajoy. I lavori cominceranno alle 10 e dovrebbero concludersi entro le 15. L’approvazione delle misure previste dall’articolo 155 della Costituzione sembra scontata, grazie alla maggioranza assoluta di cui gode il Partito Popolare.

Per approfondire:

Agi: Cosa prevede l'articolo 155 invocato da Madrid e che succederà ora in Catalogna

Centrodestra. Dovrebbe tenersi oggi l’incontro tra Berlusconi e Salvini, anche se l’appuntamento – già rimandato di qualche settimana – potrebbe essere posticipato ancora una volta. In vista delle elezioni i due leader si confronteranno su programma e candidato premier.

Per approfondire:

Agi: Berlusconi: “Chi ha più voti indica il premier, ecco il patto con Salvini”

Impresa. La presidente della Camera Laura Boldrini partecipa all'assemblea della Confederazione Italiana dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa (CNA) dal titolo 'Connessi al cambiamento' (Auditorium della Conciliazione, Roma, alle ore 17.30).

Corruzione. Il presidente del Senato Pietro Grasso, interviene al workshop 'Promuovere l'integrità nella governance per combattere la corruzione politica' presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, alle ore 11. 

Pd. Da oggi fino a domenica i dem saranno riuniti a Napoli, precisamente al museo nazionale ferroviario di Pietrarsa, per una tre giorni di incontri e dibattiti.

<sindacati. Iniziativa della Cgil a Roma sulla contrattazione sociale, con il segretario generale Susanna Camusso.</sindacati.

Aids. Attesa la sentenza per Valentino Talluto, il 32enne sieropositivo di Acilia accusato di aver contagiato volontariamente decine di partner conosciute in chat e convinte ad avere rapporti sessuali non protetti. La pm Elena Neri ha chiesto l'ergastolo con isolamento diurno per due anni.

Per approfondire:

TPI: Chi è Valentino Talluto, l’uomo che ha contagiato con l’Hiv oltre cinquanta persone in Italia

Eurostat. Pubblicato il dato sui conti delle famiglie nel secondo trimestre.

 

SABATO 28 OTTOBRE

Islanda. I cittadini al voto per le elezioni legislative anticipate. Il favorito è il premier uscente Bjarni Benediktsson, che dovrà trovare alleati per formare un nuovo esecutivo. Molto vicini nei sondaggi al Partito dell'indipendenza di Benediktsson sono i Verdi di sinistra, seguiti dai socialdemocratici; a distanza – in un sistema proporzionale – il Partito di centro e quello dei Pirati, a seguire altre formazioni minori.

Taiwan. Si tiene il referendum sull'apertura di casino sull'isola di Quemoy, a ridosso della Repubblica popolare cinese.

Unione europea. Il vicepresidente della Commissione Frans Timmermans è al Vaticano (fino a domenica) per un evento sul Contributo dei cristiani al futuro del progetto europeo.

Mediobanca. In programma l’assemblea a Milano.

 

A cura di Anna Ditta – The Post Internazionale (TPI)  

Non più soluzioni a tempo, ma scelte durevoli sui migranti e maggiori investimenti per la loro integrazione. Lotta alla "retorica della paura" e all'intossicazione del web diffusa con le fake news, attraverso una scuola che sia guida dei giovani internauti. Sono i temi che la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha percorso nell'intervista all'AGI, dopo la lectio magistralis tenuta alla canadese McGill University di Montréal nel corso del suo viaggio nordamericano.

L'accordo del governo italiano con l'esecutivo libico di al-Serraj​ sui flussi migratori è un tampone che non la soddisfa. Ma ci sono altre risposte che lo soppiantino?

"Dal crollo del regime di Gheddafi​, la Libia vive un periodo di frammentazione in cui il traffico e la tratta dei migranti sono fonte di reddito. È un Paese con una serie di questioni che devono essere risolte. Altrimenti si rischia che non riesca a diventare una controparte a tutti gli effetti. E in una situazione come questa è molto difficile riuscire anche a trattare la questione migratoria, perché sappiamo dai rapporti delle Nazioni Unite e dai racconti giornalistici delle terribili condizioni di questi migranti trattenuti nei capannoni dei centri di detenzione. La questione migratoria va affrontata in modo più articolato, non basta trattenere i migranti fuori dall'Europa per dare la risposta necessaria".

La risposta dove va individuata?

"La risposta si trova alla base del problema – perché la gente scappa? – cercando soluzioni ai conflitti e anche lavorando su modelli di sviluppo diversi. Dopodiché, all'interno dell'Europa bisogna avere modelli più efficaci di gestione dei flussi migratori, dei richiedenti asilo e dei rifugiati".

Per l'integrazione occorrono, lei ha detto, "volontà e visione": parole assenti o flebili nell'Unione europea, salvo alcune eccezioni.

"L'integrazione è un passaggio fondamentale nella politica migratoria. Ma bisogna fare investimenti".

Germania caso virtuoso con 20 miliardi destinati in cinque anni a quest'obiettivo.

"Sì, un caso virtuoso. Bisogna fare investimenti perché l'integrazione è un percorso a doppio senso, cioè tu ti impegni a fare certe cose e io Stato m'impegno a investire su questo percorso. Però è un investimento, non una spesa, perché poi ti ritorna come coesione sociale".

Contro le fake news e la retorica delle paure veicolata dalle bufale, lei ha appena annunciato un esperimento nelle scuole italiane.

"Bisogna dare ai giovani gli strumenti per interpretare il web. E farlo in maniera attiva. Se i giovani hanno gli strumenti per capire quel che è vero e quel che è falso, si difendono meglio nel web e lo usano in modo più appropriato. L'obiettivo di questo progetto è fare, di loro, soggetti capaci di difendersi dalle insidie del web. Con una battuta, potrei dire che diventano cacciatori di bufale, in grado di smascherare  chi usa la menzogna o per arricchirsi o per infangare qualcun altro".

Questo progetto scuola ambisce a una lunga durata o è uno spot?

"Inizia il 31 ottobre, quando lo lanciamo a Roma con la ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli. Ci saranno Facebook, Google, la Rai, Confindustria… Questo progetto oggi è considerato così interessante che il 'New York Times' ci ha dedicato la prima pagina. Non solo: ci chiamano da altri Paesi per replicare il nostro modello. Nell'era digitale bisogna sapersi districare nello spazio del web, che è bellissimo ma che le istituzioni hanno il dovere di proteggere. Quando lei vuol usare la macchina deve andare a scuola guida e prendere la patente, giusto? Per il web è la stessa cosa".

Lei, al di là della funzione istituzionale, quanto naviga in rete?

"Sto spesso sulla rete perché è la nuova frontiera dei diritti, della democrazia, del business. E' la nostra vita".

Lettrice cartacea o digitale?

"Cartacea. Un libro mi piace più di carta. Però il Kindle ce l'ho"…

Questa è la Settimana della lingua italiana. Cosa facciamo per promuoverla?

"La lingua italiana è uno dei nostri patrimoni più importanti, che non solo va conservata ma rilanciata, perché c'è tanta richiesta  e noi dovremmo essere più capaci di investire, destinando maggiori risorse. Diffondere la lingua è diffondere la cultura e avere anche un peso a livello internazionale. L'italiano è sempre più apprezzato. Ce n'è richiesta, però spesso gli Istituti di Cultura non hanno le risorse necessarie e non riusciamo a sopperire alla domanda".

Più lingua italiana per più integrazione? 

"Nei fenomeni migratori la lingua è essenziale per riuscire in un percorso di vita. Se non s'impara, si rimane sempre ai margini. La lingua ha più funzioni: vettore di cultura di un Paese, vettore di integrazione nei flussi migratori".

Tre settimane dopo il referendum sull'indipendenza della Catalogna, arriva il commissariamento della regione ribelle: il premier spagnolo, Mariano Rajoy, ha annunciato che assumerà le competenze del presidente catalano, Carles Puigdemont, e convocherà nuove elezioni entro sei mesi. Il leader indipendentista, alla testa di una manifestazione indipendentista che ha visto 450 mila persone sfilare per le strade di Barcellona, ha rievocato la dittatura, definendo la decisione di Madrid "la peggiore dai tempi di Franco" e ha alzato il livello della sfida, chiedendo al 'Parlament' locale di esprimersi.

Madrid: "Non sospendiamo l'autonomia"

Dopo la scontata ratifica del Senato, il governo iberico attiverà quindi l'articolo 155 della Costituzione, quello che prevede la revoca dell'autonomia. "Abbiamo dovuto farlo anche se non era questa la nostra intenzione", ha dichiarato Rajoy, "non si sospende l'autonomia, né l'autogoverno della Catalogna ma si sospendono le persone che hanno messo la Catalogna fuori dalla legge", cercando "lo scontro" con Madrid.

Immediata la reazione catalana. Di "colpo di Stato" e "nuovi decreti di Nueva Planta" (le misure repressive contro i catalani adottate a inizio '700 dal re Felipe V, ndr) ha parlato il PDeCAT, il partito indipendentista di Puigdemont e del suo predecessore Artur Mas. Ma anche una forza politica contraria all'indipendenza come Podemos si è detta sconvolta per la "sospensione della democrazia non solo in Catalogna ma anche in Spagna". È "un colpo di stato contro il popolo della Catalogna", ha denunciato il numero due del partito 'viola', Pablo Echenique. 

Gli effetti dell'articolo 155

L'annuncio di Rajoy è arrivato al termine di un Consiglio dei ministri straordinario, convocato dopo che Barcellona ha lasciato passare due ultimatum senza chiarire se abbia davvero proclamato la secessione dalla Spagna ma insistendo per l'avvio di un dialogo diretto con Madrid. 
Il governo ha chiesto la destituzione di Puigdemont, del vicepresidente Oriol Junqueras e di 12 membri del Govern, accusati di "disobbedienza ribelle, sistematica e consapevole". Una volta attivato l'articolo 155, il Parlament catalano eserciterà solo una "funzione rappresentativa", quindi non potrà eleggere un sostituto di Puigdemont, né potrà adottare "iniziative contrarie alla Costituzione": entro 30 giorni, Madrid potrà porre il veto sulle sue decisioni. Il governo centrale assumerà anche il controllo della polizia catalana, i Mossos d'Esquadra, e di radio e tv.

Il premier del Partito popolare ha però rassicurato che con il tempo le cose "si aggiusteranno" e "nessuno sarà danneggiato". Rajoy ha anche invitato le imprese a rimanere in Catalogna: "Gli ultimi dati dell'economia catalana sono preoccupanti", ha osservato, "più di mille aziende, le aziende più grandi che danno lavoro, hanno lasciato. C'e' stata una disincentivazione degli investimenti e un crollo del turismo".

"Rajoy come Franco"

Puidgemont si è posto alla testa delle 450 mila persone che hanno marciato a Barcellona per chiedere la liberazione dei due esponenti secessionisti arrestati nei giorni scorsi con l'accusa di sedizione, Jordi Sanchez e Jordi Cuixart. "Il governo spagnolo", ha tuonato Puigdemont, "ha preso la peggiore decisione dai tempi di Franco malgrado la volontà dei catalani, il governo si è illegittimamente proclamato titolare del potere politico in Catalogna". 

La decisione del governo spagnolo di commissariare, di fatto, la Catalogna, dopo il referendum illegale del primo ottobre sulla secessione da Madrid, "rappresenta un attacco alla democrazia", ha proseguito, "per questo chiedo che si convochi il 'Parlament' (catalano) per combattere gli abusi di Madrid. In base a cosa deciderà la plenaria del 'Parlament' decideremo di conseguenza".

La tattica di Puigdemont

Puigdemont conferma così la sua tattica di dare risposte nebulose, prima alle richieste ora alle decisioni di Madrid, anche a tempo ormai scaduto. E continua a giocare la carta delle emozioni per il ricordo delle repressioni subite da Barcellona durante la dittatura di Francisco Franco, accostato al premier spagnolo ("non è la prima volta che le istituzioni catalane subiscono un golpe dallo Stato spagnolo)". Puigedmont si è poi rivolto per l'ennesima volta all'Europa – che non vuole sentir parlare di indipendenza della Catalogna o di mediazione con Madrid – sostenendo che la regione autonoma spagnola è uno Stato dell'Eruopa.

La decisione di Puigdemont di convocare il 'Parlament', mentre il Senato Madrid si appresta a votare la sospensione dell'autonomia, rappresenta un'ulteriore sfida. In passato Puigedmont aveva minacciato che se Madrid, come ha fatto oggi, avesse invocato l'art. 155 della Costituzione che commissaria la Generalitat, lui avrebbe appunto convocato una riunione del parlamento locale per dichiarare formalmente – a quel punto senza le recenti ambiguità – l'indipendenza unilaterale dalla Spagna. 
In quel caso l'illegalità dell'atto porrà ulteriomente fuori dalla legge Puigdemont e tutti i deputati regionali che appoggiassero la sua decisione.

 

Sfilano a Pechino i capi delle province della Cina, giunti nella capitale per partecipare al diciannovesimo Congresso del Partito Comunista Cinese, mentre Xi Jinping consolida il suo pensiero come guida del partito. Nelle spaziose aule della Grande Sala del Popolo, su piazza Tian’anmen, si sono riunite le delegazioni provenienti dalle varie province e città con status di provincia (Pechino, Tianjin, Shanghai e Chongqing). Alcuni dei capi del partito a livello provinciale sono tra i candidati ritenuti favoriti a unirsi a Xi nel Comitato Permanente del Politburo, il vertice massimo del Pcc, che uscirà dal primo plenum del nuovo Comitato Centrale eletto dal Congresso

Nell’atmosfera ovattata della Grande Sala del Popolo, i delegati delle province si riunivano contemporaneamente in aule diverse. Alla Beijing Hall era di scena la delegazione di Pechino, capeggiata dal capo del Partito Comunista della capitale, il leader politico di più alto livello della città, Cai Qi. Cai ha fatto capolino nella sala pochi minuti prima dell’inizio della riunione per poi scomparire di nuovo dietro una porta. All’ora precisa in cui era previsto l’inizio della riunione è entrato in sala, si è seduto, e ha dato brevemente il via alle discussioni, dando la parola ai delegati della capitale. Sullo sfondo, una grande immagine di Pechino ripresa da piazza Tian’anmen, secondo il nuovo piano urbanistico da poco varato.

In ogni discorso pronunciato dai delegati è comparso, almeno una volta, un riferimento al presidente cinese, Xi Jinping. Cai, dipinto nei mesi scorsi dalla stampa di Hong Kong come un leader dinamico e distante da un atteggiamento ingessato vecchio stile, ha ascoltato i delegati parlare, intervenendo brevemente solo alla fine dei discorsi con qualche eventuale annotazione. Il suo nome circola tra quelli papabili per un posto al Politburo, il vertice composto di venticinque membri del Pcc, in qualità di capo politico della capitale, e viene generalmente considerato un alleato importante di Xi, ma forse non al punto da sedere nel Comitato Permanente, dove, invece, diversi osservatori della scena politica cinese pensano possa trovare posto l’attuale capo del partito di Chongqing, Chen Min’er.

Hu Chunhua, il possibile delfino

Il leader di Chongqing, che ha sostituito a luglio scorso lo squalificato e successivamente espulso dal Pcc, Sun Zhengcai, si è contraddistinto per uno stile più incisivo. Chen ha dato il via ai lavori con un discorso di dodici minuti, secondo il resoconto del quotidiano di Singapore The Straits Times, in cui ha sottolineato i “risultati storici” raggiunti dal partito sotto la guida di Xi Jinping. Alla chiusura del meeting ha risposto ad alcune domande dei giornalisti sul suo predecessore: bisogna “eliminare con risolutezza la sua cattiva influenza”, ha detto Chen. L’attuale capo di Chongqing viene generalmente visto come uno dei principali leader della sesta generazione di politici cinesi, destinati a posti di vertice a partire dal 2022, assieme a Hu Chunhua, capo della provincia sud-orientale del Guangdong: il suo stile è stato molto più pacato, racconta sempre il quotidiano di Singapore, con pochi interventi durante le tre ore di discussioni. Hu, 54 anni, è il più giovane membro del Politiburo, e viene visto come il possibile successore a Xi, nel caso in cui il presidente cinese intenda scegliere un successore alla guida del partito e dello Stato a partire dal prossimo Congresso, il ventesimo, che si terrà tra cinque anni. Oggi, però, sono in pochi a scommettere su questa ipotesi.

Si stende la lista dei candidati

A tre giorni dall’inizio dall’evento, il Congresso è giunto alla seconda riunione del presidio, l’organo decisionale, con a capo Liu Yunshan, che è anche segretario generale del Congresso. La riunione di oggi, secondo quanto riferisce l’emittente televisiva statale China Central Television, ha lo scopo di delineare la lista di candidati al prossimo Comitato Centrale del partito e alla prossima Commissione Disciplinare, i due organi che verranno eletti al termine del Congresso, e di discutere i rapporti presentati dall'attuale Comitato Centrale e dall’attuale Commissione Disciplinare. In fase di discussione anche l’emendamento alla costituzione del partito, nella quale è ampiamente previsto l’inserimento del contributo ideologico del segretario generale del partito, Xi Jinping, presente alla riunione. La prima riunione del presidio si era tenuta il 17 ottobre scorso, alla vigilia dell’apertura del Congresso, ed era servita per fissare il numero di delegati , 2280. Al termine della prima riunione venne comunicata anche la data di chiusura del Congresso, il 24 ottobre prossimo.

Il pensiero del leader

Il contributo ideologico di Xi Jinping ha oggi un nome, comparso sui media cinesi. “Pensiero di Xi Jinping sul socialismo con caratteristiche cinesi per una nuova era”. Dell’introduzione di questo concetto, Xi ha parlato di fronte ai delegati della provincia del Guizhou, nel sud della Cina, la provincia che lo ha eletto tra i delegati al Congresso nella primavera scorsa. “L’evoluzione della principale contraddizione che affronta la società cinese rappresenta un cambiamento storico che riguarda l’intero contesto”, ha dichiarato Xi in parole riprese dall’agenzia Xinhua. Il riferimento alla “principale contraddizione” riprende il discorso di mercoledì scorso, in cui Xi aveva fatto riferimento a uno sviluppo “non equilibrato e inadeguato” della Cina e agli sforzi che il partito deve fare per migliorare le condizioni di vita della popolazione, uno dei punti chiave del suo discorso al Congresso.

Il pensiero di Xi si compone di 14 punti, il primo dei quali, “garantire la leadership del partito”, dice espressamente che “Il partito esercita la leadership complessiva su tutte le aree di impresa del Paese”. Gli altri punti prendono in considerazione aspetti anche molto diversi tra loro:

  • Impegnarsi in un approccio che ponga il popolo al centro dell'azione 
  • Continuare nell’approfondimento complessivo delle riforme
  • Adottare una nuova visione per lo sviluppo
  • Constatare che è il popolo che guida il Paese
  • Garantire che ogni dimensione della governance sia fondata sulla legge
  • Sostenere i valori socialisti chiave
  • Assicurare e migliorare gli standard di vita attraverso lo sviluppo
  • Garantire armonia tra l’uomo e la natura
  • Perseguire un approccio olistico alla sicurezza nazionale
  • Sostenere l’assoluta leadership del partito sulle Forze Armate del popolo
  • Sostenere il principio “un Paese, due sistemi” e promuovere la riunificazione nazionale (rivolto soprattutto a Hong Kong e a Taiwan)
  • Promuovere la costruzione di una comunità con un futuro condiviso per l’umanità
  • Esercitare una piena e rigorosa governance sul partito.

Questi 14 punti, ha dichiarato Xi Jinping durante il discorso di mercoledì scorso “formano la politica di base che sorregge le nostre attività per sostenere e sviluppare il socialismo con caratteristiche cinesi nella nuova era”. 

Se non fosse per i manifesti che campeggiano sul retro degli autobus e sui muri della città, probabilmente nessun turista si sarebbe accorto che Milano e la Lombardia si apprestano ad andare al voto domenica prossima. In ballo c'è una maggiore autonomia da Roma. Nello stesso giorno, anche il Veneto chiamerà i suoi abitanti ad esprimersi sullo stesso quesito. 

Eppure, osserva il New York Times in una analisi dal titolo "First Scotland, Then Catalonia. And Now? Milan and Venice", i lombardi non sembrano coinvolti più di tanto. Mentre la Catalogna si infiamma per ottenere la secessione dalla Spagna, impugnando i risultati del referendum, "in Italia l'umore è molto più rilassato".

Il quesito cui dovranno rispondere i lombardi è se vogliono che i loro rappresentanti regionali avviino negoziati con Roma per "ottenere condizioni particolari di autonomia", che porterebbero anche un maggior ritorno in fatto di tasse. Sulla carta il principio sembra molto simile a quello dei catalani, ma non è così. I risultati del referendum non saranno vincolanti. La speranza per il governo regionale, però, è quella di impugnare la grande affluenza alle urne di lombardi che vogliono la separazione per negoziare al meglio con Roma.

“Tutto previsto dalla Costituzione”

"Più persone voteranno, maggiore sarà la nostra forza di negoziazione", ha dichiarato il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, il quale ammette che "la fase rivoluzionaria" non ha funzionato. "Come i catalani – continua – abbiamo deciso di dar voce al popolo. La differenza è che quello che chiediamo noi è previsto dalla Costituzione". 

 

Spinte separatista da Nord a Sud

"Arrivati a ridosso del voto della Catalogna, i referendum italiani sono comunque un'espressione dei conflitti interni che persistono in molti stati membri dell'Unione europea", osserva il New York Times. "Movimenti separatisti stanno covando da tempo anche in Gran Bretagna – con la Scozia che ha visto fallire il referendum per l'indipendenza del 2014 -, in Francia, in Germania, in Belgio e in Romania".

Quanto all'Italia, il movimento catalano ha avuto molta copertura sui siti separatisti come Plebiscito.eu, Movimento per la Libertà del Sud-Tirolo e altri gruppi social siciliani e veneti. Tuttavia, sul successo del referendum lombardo, sottolinea il quotidiano, ono molti gli analisti che rimangono scettici e che vedono la chiamata alle urne come un potenziale boomerang. La pensa così, ad esempio, Roberto D'Alimonte, professore di scienze politiche dell'università Luiss. Per D'Alimonte, il voto ridimensionerà le ambizioni di Matteo Salvini di trasformare la Lega da forza regionale a partito nazionale. "Il referendum non è un messaggio nazionale per tutti gli italiani. Dice chiaramente: vogliamo portare più soldi al Nord. Ai meridionali non piacerà".

“Sperperano milioni di euro”

Sotto attacco anche il costo delle elezioni, stimato tra i 40 e i 50 milioni di euro. "Parlano di risparmio e poi sperperano milioni", commenta Paolo Mondini, un addetto alla sicurezza di Milano. Maroni ha risposto alle accuse sostenendo che nel totale sono compresi anche 24 milioni di euro che sono stati spesi per acquistare i tablet e che dopo il voto saranno regalati alle scuole. Venti di autonomia soffiano anche sull'Emilia Romagna che, "governata dal democratico Stefano Bonaccini, di recente ha avviato dei colloqui con Roma per ottenere maggiore autonomia". Intervistato dal quotidiano di New York, Bonaccini ha fatto sapere che presto incontrerà Paolo Gentiloni per discutere della questione. "il duro lavoro deve ancora iniziare".

 

 

In Texas c'è un enorme ranch che ospita animali esotici come le antilopi, le capre himalayane e le zebre. Sono tutti lì per essere cacciati e uccisi. Tutti tranne uno: Buttercup, la giraffa del ranch che può aggirarsi indisturbata ovunque. Per i cacciatori dell'Ox Ranch, lei è off-limit. Gli altri animali no e hanno tutti prezzo. Il bongo, ad esempio, – un'antilope africana – è la più costosa: per cacciarla bisogna pagare 35mila dollari. Il tahr (che appartiene alla famiglia degli ungulati) è il più economico: 7.500 dollari. Per portare a casa la testa di un orice (un'antilope araba) bisogna spendere 9.500 dollari, per la sitatunga ce ne vogliono 12mila mentre per lo gnu il costo supera i 15mila dollari.

Più che un ranch, un parco-giochi

L'Ox Ranch vicino Uvalde non è uno zoo e né una riserva di caccia. E' qualcosa a metà tra i due. I manager del parco e le guide camminano su un sottilissimo filo a metà tra la cura di animali rari e minacciati e la violenza gratuita nei loro confronti. Alcuni considerano il ranch una riserva, altri un mattatoio ipocrita. Di sicuro è molto lontano dall'essere una riserva.

L'Ox Ranch, che prende il nome dal suo proprietario, il 34enne Brent C. Oxley, ha una pista d'atterraggio per aerei privati e un lodge che può ospitare 250 persone. Gli animali vagano in uno spazio di 73 chilometri quadri più grande dello zoo di Houston. Ma il suo scopo è quello di ricreare una un campo di gioco su larga scala nel quale dar da mangiare e uccidere le specie esotiche.

Gli animalisti: “Ripugnante e illegale”

Per molti gruppi animalisti, questo tipo di gestione non solo è ripugnante, ma trasforma i ranch in una zona grigia di dubbia legalità ed etica. "Una realtà in cui gli animali vengono allevati per profitto deve destare preoccupazione", ha dichiarato Anna Frostic, rappresentante legale della Humane Society of the United States. I sostenitori di questo tipo di ranch, invece, affermano di essere non "nemici" ma "alleati della conservazione delle specie selvatiche". "Amiamo gli animali, ecco perché li cacciamo", ha dichiarato al New York Times il direttore esecutivo Jason Molitor. "La maggior parte dei cacciatori sono più vicini alla protezione degli animali di quanto la gente immagini".

Un business miliardario

Per argomentare le loro tesi, i cacciatori spiegano anche che ci sono più antilopi in Texas che nella nativa India proprio grazie ai ranch. E non solo le antilopi. Secondo un rapporto dell'Università del Texas del 2007, l'industria degli animali esotici frutta all'America miliardi di dollari. Un sondaggio del dipartimento di Stato per i Parchi e le specie selvatiche del 1994 contò 195mila animali appartenenti a 87 specie diverse. Negli anni il numero è esploso e, sebbene non esista un censimento ufficiale, i biologi stimano 1,3 milioni di animali.

E’ braccio di ferro tra animalisti e cacciatori

Il braccio di ferro tra animalisti e cacciatori non sembra destinato a finire presto. "I proprietari dei ranch possono trarre profitto e nel frattempo fare del bene agli animali", ha dichiarato John M. Tomecek, esperto di specie selvatiche al Texas A&M AgriLife Extension Service. Non la pensa così Ashley Byrne, direttrice della campagna di People for the Ethical Treatment of Animals: "La caccia non ha nulla a che fare con la conservazione. Quello che cercano di fare è far sembrare giusta una cosa che la media delle persone ritiene riprovevole".

 

 

È la prima volta nella storia che succede. Il governo di Madrid ha deciso di applicare l'articolo 155, ovvero la sospensione dell'autonomia della regione. Ed apre scenari inediti in Spagna. "Non era nostro desiderio ma nessun governo può accettare che la legge venga violata", ha spiegato il premier spagnolo che ha poi aggiunto: "Una situazione dovuta alla scelta da parte della Catalogna di cercare lo scontro avviando un processo unilaterale e illegale. Hanno obbligato così  il governo ad accettare un referendum indipendentista che il governo non poteva accettare". Quattro gli obiettivi dell'attuazione dell'articolo 155: "Tornare alla legalità, recuperare la normalità e la convivenza, continuare con la ripresa economica e andare a nuove elezioni in Catalogna". (La Repubblica

"Un processo unilaterale e contrario alla legge"

La riunione straordinaria del governo spagnolo convocata dal premier Mariano Rajoy per adottare le misure che saranno applicate contro la Catalogna è durata almeno due ore (Corriere della Sera) . Le decisioni del consiglio dei ministri sono state annunciate dallo stesso Rajoy in una conferenza stampa. "Questo è stato un processo totalmente unilaterale e contrario alla legge per imporre al governo spagnolo di accettare il referendum sull'indipendenza" ha spiegato il premier. "Per tutti questi motivi il governo ha dovuto applicare l'articolo 155 della Costituzione, non era il nostro desiderio e non era la nostra volontà. Non era mai successo prima"

"Una sospensione delle persone che hanno messo la Catalogna fuori legge"

Con queste iniziative "si sospendono le persone che hanno messo la Catalogna fuori dalla legge", ha precisato il premier spagnolo, alla presenza di tutti ministri del suo governo per fare il punto sul referendum indipendentista, ha annunciato la decisione di applicare l’articolo della Costituzione" (Il Secolo XIX)

Con l'attivazione dell'articolo 155 della Costituzione, il governo spagnolo potrebbe decidere la destituzione di parte o di tutto l'esecutivo catalano del presidente Carles Puigdemont (TgCom24). Per il governo spagnolo, il presidente della Catalogna, Carles Puigdemont, si è reso responsabile di una "disobbedienza ribelle, sistematica e consapevole" degli obblighi previsti dalla legge e dalla Costituzione e ha "gravemente attentato" all'interesse generale dello Stato.

Il sondaggio: il 66,5% dei catalani contrario al commissariamento

Intanto un sondaggio Gesop, pubblicato da El Periodico, evidenzia che il 68,6% dei catalani è favorevole alla convocazione di elezioni per uscire dall'attuale crisi istituzionale, mentre il 66,5% è contro un commissariamento della regione da parte di Madrid. Alla domanda su che cosa dovrebbe fare ora il presidente Carles Puigdemont, il 29,3% risponde chiedendo la proclamazione immediata dell'indipendenza, il 24,8% la rinuncia all'indipendenza e il 36,5% un ritorno alle urne per evitare il commissariamento. (TgCom24).

La Catalogna ribelle entra dunque ora in terra ignota: all'attivazione dell'articolo 155 che permette il commissariamento del Governo di Barcellona da parte di Madrid gli indipendentisti probabilmente risponderanno mercoledì, dichiarando la Repubblica indipendente di Catalogna. Ieri in serata re Felipe VI, parlando ad Oviedo, ha denunciato l'"inaccettabile tentativo di secessione" catalano e affermato che la Catalogna "è, e sarà, una parte essenziale della Spagna". La Spagna, ha assicurato il monarca, "farà fronte all'inaccettabile tentativo di secessione di una parte del suo territorio nazionale e lo risolverà con le sue legittime istituzioni democratiche, nel rispetto della Costituzione e dei valori e principi della democrazia parlamentare" (Il Messaggero). 

Cosa succederà adesso in Catalogna con l'art. 155

(a cura di Nuccia Bianchini) Sospesa l'autonomia, la Catalogna sarà guidata da un'autorità governativa di transizione che diventerà la prima autorità dello Stato nella regione, soppiatando il presidente della Generalitat. È probabile che il governo di Madrid non rimuoverà Puigdemont dalla sua posizione, limitandosi a trasferirne i poteri alla nuova autorità. In particolare le attività dei singoli assessorati della Catalogna verranno rilevate dal governo spagnolo che gestirà le attività quotidiane attraverso i delegati nominati dai singoli ministeri.

Quel che preoccupa Madrid è se i funzionari locali obbediranno ai responsabili statali, ma probabilmente sì considerato che finora, salvo sporadiche resistenze, lo hanno fatto. Perché il sistema funzioni però il Parlament dovrà essere disciolto, in modo che non ci siano due poteri. Una volta 'normalizzata' la generalitat, il governo comunicherà davanti al Senato che l'obiettivo ultimo dell'intervento è la convocazione di nuove elezioni in Catalogna, dopo le quali la regione recupererà la sua autonomia.

L'esecutivo non ha ancora deciso se stabilire già una data per il voto oppure fissare un lasso di tempo, per esempio tre mesi, o magari limitarsi ad assicurare che si terranno nel piu' breve tempo possibile. Il governo potrebbe fare i suoi passi già nel Consiglio dei ministri domani, una volta constatato che Puigdemont non ha risposto. Rajoy deve partecipare giovedì al vertice dei capi di Stato e di governo dell'Ue a Bruxelles, e vuole essere presente.

Se non dovesse approvare prima le misure sulla Catalogna, dovrebbe rimandarle a venerdì sera, al suo ritorno. Ma probabilmente è più saggio arrivare a Bruxelles con le misure già adottate per ottenere l'avallo dei colleghi europei. Per ottenere il 'via libera' del Senato, Rajoy ha sempre parlato di cinque giorni, ma potrebbe allungare i tempi per consentire a Puigdemont di convocare nuove elezioni. E sarebbe il male minore. 

Domenica 10 milioni di cittadini sono chiamati alle urne in Lombardia e Veneto per i referendum consultivi sull’autonomia regionale. Il governatore lombardo Roberto Maroni al Corriere dice che cercherà un’intesa con Roma prima delle politiche. Dal Veneto Luca Zaia annuncia che se non si raggiunge il quorum non si dimetterà (Corriere). Resta l’incognita affluenza. Il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina avverte che parlare di residuo fiscale rischia di portare verso una “deriva catalana” (HuffPost).

Leggi anche: Come si vota e quanto costa

Il Messaggero oggi pubblica “i conti nascosti del referendum”: tra le regioni che pagano più tasse e ricevono meno dallo Stato, il Lazio è secondo, il Veneto quarto. Insomma, dietro il fumo delle maggiori competenze previste dall'articolo 116 della Costituzione, c'è l'arrosto dei soldi. Il residuo fiscale.

Cos'è il residuo fiscale?

Banalizzando il concetto, è la differenza tra quanto ogni cittadino paga allo Stato sotto forma di tasse e quanto ne riceve, attraverso i servizi, sotto forma di spesa pubblica. È uno strumento nato per valutare la capacità dello Stato di redistribuire le risorse: i cittadini più ricchi pagano più tasse, con le quali si aiutano quelli più bisognosi.

In Italia la sperequazione territoriale dipende dalla circostanza che i cittadini ricchi sono concentrati in alcune zone del Paese e quelli povere in altre.  Il residuo fiscale è un indicatore sfuggente, evanescente, molto difficile da calcolare. I proponenti del referendum della Lombardia, hanno citato uno studio di Eupolis, che stimerebbe in 57 miliardi il residuo fiscale della Regione. Altri studi, invece, collocano il residuo fiscale lombardo tra i 20 e i 30 miliardi. L'asticella di quello Veneto sarebbe ancora più giù. 
Addentrarsi nei meandri del residuo fiscale può addirittura portare sorprese inaspettate.

In un contributo per Lavoce.info, Fabrizio Tuzi, dirigente tecnologo dell'istituto sui sistemi regionali, ha pubblicato una tabella del Cnr-Issirfa su dati Istat e Cpt, nella quale sono indicati i valori medi pro-capite del residuo fiscale per gli anni che vanno dal 2013 al 2015. Se da un lato c'è la conferma che il conto del dare è superiore di 5.600 euro rispetto al conto dell'avere per ogni singolo cittadino lombardo, dall'altro è altrettanto vero che gli abitanti del Lazio sono poco da meno. Versano nelle casse dello Stato 3.672 euro pro-capite in più di quello che ricevono. Sono secondi nella classifica del residuo fiscale, prima del Veneto (che ha un residuo fiscale di soli 2.078 euro pro capite) e dell'Emilia Romagna (3.293 euro). Poi via via giù gli altri, dal Piemonte (1.162 euro), alla Toscana (805 euro), mentre la Regione i cui abitanti versano di meno rispetto a quanto ottengono, è la Calabria (-5.528 euro pro-capite). 

Chi paga per i ministeriali?

Secondo il Messaggero, Roma, che ospita molte delle funzioni centrali. Ma del resto le aziende della Lombardia e del Veneto vendono i loro prodotti nel mercato nazionale. E che dire dei 2,5 miliardi che il Sud trasferisce al Nord  grazie agli studenti che si trasferiscono ogni anno per studiare nelle Regioni centro settentrionali? Forse ha ragione il ministro Martina, quando dice che "discutere di residuo fiscale è un bluff".

 

 

Torna ad infittirsi il giallo sulla morte del poeta cileno Pablo Neruda, morto il 23 settembre 1973, 12 giorni dopo il golpe di Augusto Pinochet cui era ostile.

Riconosciute le ragioni della famiglia, 44 anni dopo 

Neruda non è morto di cancro alla prostata come recita il certificato di morte ufficiale, cui la famiglia non ha mai creduto. Questa la conclusione cui è giunta una commissione di esperti internazionali riuniti a Santiago del Cile che sostiene di aver trovato "una tossina mai scoperta prima nelle analisi dei resti, per cui ha bisogno di ulteriori verifiche per giungere ad una conclusione definitiva che ad oggi non abbiamo. Ma il cancro è da escludersi. Questo è chiaro" ha sostenuto il giudice Mario Carroza, che indaga sulle cause della morte del Nobel per la Letteratura del 1971.

Ancora un anno per la verità

Neruda, membro del Partito comunista e amico del deposto presidente cileno Salvador Allende, secondo i familiari sarebbe stato avvelenato dalla polizia segreta di Pinochet, la Dina. Carrozza ha aggiunto che "non siamo (ancora, ndr) giunti alla conclusione che ci possa essere stato un intervento di una terza parte (gli agenti di Pinochet, ndr) ma c'è la possibilità che questa azione ci sia stata. Potremmo anche accertare alla fine che sia stata una morte naturale se la (natura e l'orgine della) tossina non sarà confermata" dalle nuove analisi, ha precisato.

Il giudice Carrozza ha spiegato che "batteri trovati in un molare" sono collegati a una tossina "che ha una sua storia di ceppo" virale. Il patologo Aurelio Luna ritiene che "se tutto procederà come previsto entro un anno avremo una risposta certa sullo studio genomico del batterio. Se si accerterà che non è naturale ed è stato coltivato in laboratorio, allora saremo di fronte alla prova che c'è stato un 'intervento esterno', ossia che qualcuno abbia inoculato il batterio per uccidere" Neruda. 

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